Falling man, Don DeLillo


Tribute in Light 003
Originally uploaded by TomVu

Scopro per caso sul New York Times che sta per uscire il nuovo libro di Don Delillo, negli USA. *Falling man* è il titolo, e, attenzione attenzione, è un romanzo sull’undici settembre. Scrive il New York Times:

Though the sensibility and prose are echt DeLillo, “Falling Man” is not necessarily the 9/11 novel you’d expect from the author of panoramic novels that probe the atomic age (“Underworld”) and the Kennedy assassination (“Libra”) on the broadest imaginable canvas, intermingling historical characters with fictional creations.

E’ la storia di Keith, avvocato quarantenne, sopravvissuto alla tragedia, della sua ex moglie Lianne, e del loro tentativo si ricostruire una vita dopo quello che è successo.
Il romanzo inizia così:

It was not a street anymore but a world, a time and space of falling ash and near night. He was walking north through rubble and mud and there were people running past holding towels to their faces or jackets over their heads. They had handkerchiefs pressed to their mouths. They had shoes in their hands, a woman with a shoe in each hand, running past him. They ran and fell, some of them, confused and ungainly, with debris coming down around them, and there were people taking shelter under cars.

The roar was still in the air, the buckling rumble of the fall. This was the world now. Smoke and ash came rolling down streets and turning corners, busting around corners, seismic tides of smoke, with office paper flashing past, standard sheets with cutting edge, skimming, whipping past, otherworldly things in the morning pall. […]

*giuliaduepuntozero

3 commenti

  1. Cara giuliaduepuntozero, le tue recensioni sono sempre meglio di qualsiasi articolo o quarta di copertina che dir si voglia…complimenti! Fai venire voglia di leggere libri che non avrei mai sognato di sfogliare!!

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  2. […] Ecco, il fallimento di Updike in questo romanzo sta lì; quando compie il passo più difficile: provare a _spiegare_ la mente di un terrorista, come se fosse spiegabile. E, come è stato detto durante la riunione – anche con riferimento al romanzo di Chadra – il fatto che ancora non ci sia un grande romanzo sul terrorismo è forse proprio dovuto all’impossibilità di spiegare il terrorismo. Chi ci prova finisce col mancare l’appuntamento. Vediamo cosa ha fatto DeLillo. […]

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