Casa dolce casa

Da due giorni dormo sotto un altro soffitto. Mancano ancora tanti particolari perchè la mia stanza nella nuova casetta sia davvero accogliente e non più un cantiere: tende, un tappeto, il divano…

Ma ieri mattina ho finalmente liberato i libri dopo sette mesi parcheggiati nel garage in scatoloni di ogni misura, preposti sicuramente ad altro. Ora se ne stanno lì, tutti ordinati a rendere belli anche gli scaffali ikea da due soldi: libri letti di recente o tanto tempo fa, deludenti o entusiasmanti, riletti o da rileggere, comprati in attesa di avere il tempo o l’ispirazione giusta per scoprirli e lasciarsi rapire.

Li guardavo ieri sera, e mi sembrava già di essere a casa.

3 commenti

  1. Auguri, fenice! I primi momenti in una casa nuova, che piaccia, sono davvero entusiasmanti. Ci sono l’ emozione della scoperta, il piacere di insediarsi, l’ entusiasmo di dedicarsi a ideare gesti nuovi.
    Una casa nuova genera anche pensieri nuovi , innescando un processo rigeneratore.
    L’ unica cosa a cui devi prestare molta attenzione, da subito, sono gli scatoloni. Attenta, il rischio è che se ne formini molti e molti altri , tutti pieni di libri. E allora, anche il povero garage soccomberà…

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  2. Questo bellissimo squarcio di vita da lettrice mi ricorda irresistibilmente il saggio “Unpacking my library” di Walter Benjamin che descrive il momento magico della liberazione dei libri dalle casse del trasloco, nell’aria “pervasa di polvere di legno”, sul pavimento ricoperto di carte stracciate. “Tolgo la mia biblioteca dalle casse […]: ancora non le aleggia intorno la noia leggera dell’ordine”. Ah, l’ordine, amico e nemico di ogni collezione di libri…

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  3. *Renza*: niente rischio scatoloni pieni di libri, quelli finalmente vuoti finiranno su qualche armadio (o in garage…); come sempre nei traslochi si scoprono un sacco di cose inutili, si eliminano oggetti, si crea spazio sugli scaffali da riempire di nuovi libri, che in effetti sono già aumentati dall’ultima casa. E poi c’è sempre il comodino (o qualcosa facente funzione di) su cui impilo quelli ancora da leggere.

    *egolector*: l’ordine… ne sono attratta e spaventata allo stesso tempo; cerco di sistemare le mie cose secondo schemi mentali e visivi che poi me le fanno ritrovare. Coi libri applico la logica: in ordine per autore, poi magari scelgo come vicini due autori che penso non litighino tra loro, poi c’è la collocazione per lingua. Tutto ciò poi non sempre funziona, perchè magari un libro è troppo alto e allora mi tocca piazzare la Divina Commedia a fumetti tra un atlante e un libro di dolci natalizi.

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