Leggere e ridere

Alla ricerca del mio primo libro, come suggeriva un po’ di tempo fa Jomarch, mi sono invece ricordata di un libro che mi ha fatto ridere, non solo sorridere che è già un pregio indiscusso, ma ridire di cuore: di J. K. Jerome, Tre uomini in barca, per non parlar del cane.
Ero una ragazzina e fu una rivelazione la naturalezza con cui si potevano raccontare le avventure di un viaggio sul fiume, cogliendo i momenti più consueti attraverso la lente dell’ironia e del distacco e trasmettendo lo stesso candore, la stessa profondità di osservazione.
Ho provato analoga divertita sensazione leggendo con mia figlia Tom Sawyer di Mark Twain, molti libri per l’infanzia infatti li ho conosciuti così.
Non si parla spesso di buone letture divertenti, prevale di gran lunga il dramma se nonla tragedia nella narrativa, quasi fosse connaturato a questo genere, mi chiedo: è proprio così?>

5 commenti

  1. Credo di aver riletto centinaia di volte i libri di Jerome e ho sempre trovato grande freschezza ed ironia.
    Ultimamente ho letto “O ridere o morire” di Barbara Garlaschelli: un librettino di racconti un po’ inquietanti, ma divertentissimi
    Sciura Pina

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  2. Ridere leggendo… Patricia Highsmith ” Piccoli racconti di misoginia” …Max Aub “Delitti esemplari” …riso ..più volte…ammetto però di essere stata anche l’unica spettatrice alla proiezione di “Il cuoco il ladro sua moglie e l’amante” di Peter Greenaway ad avere riso rumorosamente (mi aspettavo una risata corale ed invece ci fu solo la mia! :-(…) alla scena in cui la moglie serve al marito il corpo cucinato dell’amante di lei ucciso dal marito …per dire: non voletemene se poi leggendo i racconti che vi ho indicato non vi accada quello che io ho provato..anche il senso dell’umorismo risente delle stagioni (anche di quelle della vita)
    Bene Brossura (ma che bel Nick!) continuiamo questa lista…
    Jo- Jo

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  3. ….ben tornata Jo March!…trasloco ad elencare…
    di Benni “Saltatempo”, non tutto da ridere però…, di Licalzi “Il privilegio di essere un guru”….

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  4. Aggiungerei di R. Queneau, I fiori blu e di Alan Bennett, Nudi e crudi.
    Sorprendente il primo, intrigante il secondo, brevi entrambi(!).
    br.

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