Storie americane

A costo di annoiare, recensisco un altro libro della Oates. Del resto, ne ha scritti un sacco, ne ho letti solo quattro, ma piano piano leggerò anche gli altri.
Questa è una raccolta di racconti, di cui la Oates è una prolifica e a mio parere ottima produttrice.
Pubblicati dalla Marco Tropea Editore con il titolo di *Storie americane* (nell’edizione originale prendono il titolo di uno dei racconti, *Where are you going, where have you been?*), sono un primo ottimo assaggio delle capacità della Oates, che nei romanzi, a mio parere, è il massimo.
Quasi in tutti ci sono storie di donne, ambientati nella pigra provincia americana, fra motociclette, Cadillac, distributori di benzina, drive-in, villette prefabbricate con veranda. Mentre li leggo, ho sempre in mente qualche canzone di Bruce Springsteen, Bright Eyes, o un quadro di Hopper.
Storie spesso, anzi quasi sempre, triste, piene di violenza, disillusione della vita, crudeltà. Donne in difficoltà, a una svolta nella propria vita, alle prese con uomini spesso bambini.
Non l’ho ancora finito, ma finora mi sono piaciuti un sacco *Primi avvistamenti del nemico (*First views of the enemy*), in cui Annette e il figlioletto Tommy, famiglia borghese nel sud degli USA, sono alle prese con un gruppo di immigrati clandestini messicani che li fermano per strada al ritorno alla loro bella villetta arancione con rose rosse e gialle. Annette rimane sconvolta nell’affacciarsi a una realtà a lei sconosciuta e lontana.
Bello anche *Dove vai, dove sei stata?* (*Where are you going, where have you been?*, appunto), in cui la protagonista è Connie, una ragazzina di famiglia per bene, desiderosa di conoscere un mondo diverso dal suo, addescata da un teppistello per strada.
Dalla postfazione dell’autrice:

Come affluenti in corsa verso un unico fiume, che a sua volta confluisce nel
mare, le singole opere di uno scrittore giungono a sembrare, dalla prospettiva
impersonale del tempo, un unico sforzo; proprio come la personalità individuale,
pure attraversando inevitabili modulazioni nel corso del tempo, è
fondamentalmente unica.

*giuliaduepuntozero

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