Come si riconosce il fascismo

È semplice. Si riconosce dal rifiuto dell’altro. Chi nega i diritti dell’altro come persona, come essere umano, come donna, come musulmano, come ebreo, ecco chi fa questo è un fascista – Ruth Dureghello, presidente della comunità ebraica di Roma (la Repubblica, 18 maggio 2019)

David Alfaro Siqueiros, Birth of Fascism, 1936 (wikiart, fair use)
David Alfaro Siqueiros, Birth of Fascism, 1936 (wikiart, fair use)

Un commento

  1. @Tutti
    Lo so che questa citazione ricorre spesso in rete, ma su questo articolo secondo me non può mancare: è fascista chi perseguita le diversità, colui che non tollera le deviazioni dalla “normalità”.

    Inoltre, inutile affannarsi a cercare di definire questo libro immenso, la pagina di Primo Levi non si può riassumere, la si può solo trascrivere:

    “Perché la ruota giri, perché la vita viva, ci vogliono le impurezze, e le impurezze delle impurezze: anche nel terreno, come è noto, se ha da essere fertile. Ci vuole il dissenso, il diverso, il grano di sale e di senape: il fascismo non li vuole, li vieta, e per questo tu non sei fascista; vuole tutti uguali e tu non sei uguale. Ma neppure la virtù immacolata esiste, o se esiste è detestabile.”

    Primo Levi, “Il sistema periodico”, Einaudi, 1975, pp. 34/35

    Mariangela

    "Mi piace"

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