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I libri più belli, letti nel 2018

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti. Spero che…

William James Glackens, 29 Washington Square, 1911
William James Glackens, 29 Washington Square, 1911- Wikiart

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti.
Spero che tutto ciò si ripeta anche per il 2018.

La regola/invito è sempre la stessa: ci occupiamo, descriviamo, giudichiamo, consigliamo letture e libri che abbiamo letto e riletto nel corso di questo 2018.

Grazie ancora a tutti e buone letture!

Qui trovate comunque le 55 pagine di discussione del 2017, quasi 2800 interventi

Commenti

1.397 risposte a “I libri più belli, letti nel 2018”

  1. Avatar cristina
    cristina

    Mauriac era un gran bravo scrittore, eh, mai negato, però insomma, un orizzonte vagamente antico..
    Anime Baltiche? ihih Jezz, sei la terza che non…. pfui

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  2. Avatar EditaLara
    EditaLara

    che bella inattesa scoperta questo breve romanzo della meravigliosa Edith Bruck !!!
    “L’amore offeso”, così profondo e lieve e dolente e commovente..tutto insieme, e che prosa, da poetessa ovviamente!
    ora vado ad approfondire la sua conoscenza con alcune sue interviste sull’importanza della Memoria, Lei sopravvissuta al nazismo..
    quando si incontrano donne del genere il cuore si spalanca !
    Ha anche scritto un romanzo in cui parla della malattia dell marino Risi, fratello del famoso regista, si intitola “La rondine sul termosifone”, lo metto in lista e cerco le sue poesie in biblioteca.

    consiglio: leggete le donne” Leggete Edith Bruck ! 🙂

    buona settimana

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  3. Avatar EditaLara
    EditaLara

    * un copia-incolla da poesia.blog.rainews a chi interessa:

    Edith Bruck, (all’anagrafe Edith Steinschreiber) è nata nel 1932, in un piccolo villaggio ungherese (Tiszabercel), alla frontiera ucraina. Deportata a soli 12 anni ad Auschwitz, con i genitori, due dei fratelli e una delle sorelle. Le altre due sorelle maggiori riescono a salvarsi grazie alla protezione di Raoul Wallenberg che le nasconde a Budapest.

    Edith Bruck, dopo essere passata da diversi campi nazisti, Auschwitz, Dachau, Christianstadt, viene liberata nel 1945. Con la liberazione e la scomparsa dei genitori mai più ritrovati per Edith comincia una vita errante e movimentata: sperimenta diversi mestieri, cameriera, ballerina, cantante, sarta. Profondamente ferita dall’ esperienza di Auschwitz, nell’assenza di ogni sostegno morale, di riferimenti familiari, la sua vita sentimentale è instabile, e, a vent’ anni, ha già divorziato tre volte. Nel 1954, dopo avere lasciato Israele, si stabilisce in Italia. Sposa il poeta e regista Nelo Risi (fratello di Dino Risi). Comincia allora la sua lunga carriera di scrittore. Fa amicizia con alcuni fra i più grandi poeti e scrittori italiani, tra i quali Montale, Ungaretti, Luzi e soprattutto, Primo Levi. Traduce anche dei poeti ungheresi: Gyula Illyés, Ruth Feldman, Attila József e Miklós Radnóti.

    Ecco quanto dichiarato Edith Bruck a CARTE SENSIBILI in un’intervista del 2013: “Scrivere in italiano per me rappresentava una nuova identità interiore e morale, un alleggerimento del peso che portavo dentro, perché non riuscivo, almeno in piccola parte, a vomitare quella terribile esperienza nei lager che mi avvelenava la vita, era e c’è ancora come un mostro dentro di me. Di quell’esperienza non si scriverà mai abbastanza, né a livello individuale, né a livello mondiale, perché è una cosa inesprimibile. Prima di diventare una scrittrice e una poetessa ero soltanto una profuga senza una lingua, non sapevo come parlare, non sapevo chi ero, e sono rinata attraverso una lingua acquisita. Per me era abbastanza facile dire quello che sentivo perché non avevo controllo sulla lingua, non riuscivo ad afferrare profondamente il significato delle parole, se avessi scritto i miei libri in ungherese, certe cose non le avrei dette. Invece in una lingua non mia, non materna, ero molto più libera perché con la lingua ungherese mi sento ancora oggi molto denudata, per me l’italiano è un vestito, una difesa, una maschera che mi copre, una corazza, un rifugio.”

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  4. Avatar cristina
    cristina

    Di Edith Bruck abbiamo parlato non molto tempo fa sia Camilla che io, vedi che giri fanno le scintille…
    Certo che leggere nella nota che hai trascritto, di Edith, “ha comibciato la sua carriera di scrittore” mi ha fatto fare un balzo sulla sedia. cribbio, è una donna! la parola scrittrice esiste ( e se non ci fosse andrebbe comunque inventata).
    rob de matt questo maschilismo pervasivo, offensivo, stupido e negazionista.

    Nessuno /a conosce quel libro di cui ho detto? Aspettando i barbari di Coetzee? è una lettura convolgente,assolutamente

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  5. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Cri sì, la lingua tradisce il maschilismo inesorabile.

    comunque a me ha colpito la profondità della sua riflessione sulla lingua italiana, l’ho trovata meravigliosa.

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  6. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Cristina
    Cristina non conosco il libo di Coetzee che citi.

    @tutti @Editalara
    Edith Bruck è piaciuta molto anche a me, parlandone qui qualche tempo fa ho appreso che Camilla e Cristina sono da tempo sue estimatrici: Cristina le ha dedicato una poesia, anni fa (ma qui non l’ha messa).

    @tutti @Dani
    Dani, forse sto seguendo il tuo stesso percorso: ricordo che anche tu, sulla scorta delle indicazioni di Cataluccio, avevi letto “Il pianista” di Szpilman. Avevi scritto che è una testimonianza e, infatti, è il racconto di come il musicista ebreo polacco, anche grazie all’aiuto di un tedesco, sia riuscito a scampare alla deportazione nella Varsavia occupata.

    A me il libro è piaciuto, l’ho apprezzato anche nella parte finale, dove sono riportati brani del diario di Wilm Hosenfeld, l’ufficiale tedesco che, pur avendo salvato diverse persone, tra cui, appunto, l’autore del libro, ha finito i suoi giorni in prigionia, in Unione Sovietica, dove era stato deportato dopo la fine del conflitto.

    Rimarrebbe deluso chi ci cercasse un romanzo. Sto vedendo il film di Polanski.

    Ciao,
    Mariangela

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  7. Avatar cristina
    cristina

    il film è bellissimo!

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  8. Avatar cristina
    cristina

    la poesia è sicuramente perduta Mariangela, ed è di decenni fa, ( e comunque no, anche se l’avessi, non la metteri di certo) ricordo solo che iniziava con un
    Edith Bruck fiammeggiante sorella….

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  9. Avatar cristina
    cristina

    sto leggendo, ah, se sapeste cosa sto leggendo …ahhh proverò a copiare dei pezzi e a farvi un bell’indovinello… ah

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  10. Avatar EditaLara
    EditaLara

    Buongiorno !

    ho letto parecchie recensioni di “Aspettando i barbari” ma non l’ho ancora letto questo scrittore, è in lista anche lui…ah sta lista come se dovessimo vivere trecento anni come minimo !! 🙂

    io conoscevo Edith Bruck solo di nome ( eh eh che è pure il mio anche se in Italia di Edita non ne ho trovate ma all’estero ce ne sono molte note!) , valeva davvero la pena leggerLa.

    In effetti sto leggendo molte scrittrici; ora tra le letture in corso ho un altro romanzo molto forte, toccante, duro necessario: Susan Abulhawa , “Ogni mattina a Jenin” , la storia dell’occupazione Israeliana e della Nakba, l’esodo degli arabi palestinesi, una storia ovviamente non raccontata a scuola.. una lettura che merita davvero.

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  11. Avatar cristina
    cristina

    Edita se devi leggere Coetzee devi prima leggere Vergogna ( libro superlativo), Aspettando i Barbari è più…ostico, molto molto metafisico.

    Ecco chi ha visto il Pianista inteso come film ha visto la totale distruzione di Varsaavia alla fine della guerra. Poi è stata tutta ricostruuita, strade, ponti autostrade, infrastrutture, castelli, palazzi, musei etc etc etc a larghissime mani ( larghissime) coi soldi europei. Ma accogliere un migrante che fosse uno, boia ( come dicono qui che sono dei fini) no.
    A me la Polonia è piaciuta tantissimo ma giuro c’ho il dentino molto avvelenato

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  12. Avatar wwayne

    Anche noi abbiamo attinto a piene mani dai fondi europei, in uno dei tanti disperati tentativi di risollevare il Mezzogiorno. Peccato che quei soldi li abbiamo distribuiti male (spero non in malafede), facendoli finire dritti dritti nelle tasche delle mafie. Riguardo all’accoglienza invece siamo stati molto migliori dei polacchi. Notate l’uso del passato prossimo.

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  13. Avatar camilla
    camilla

    @ww. il passato va usato. Il popolo italiano razzista era ed e’. Rimasto tale.Chi ha dato rispetto e , nel limite del possibile, una certa accoglienza e’ una minoranza piu’. che virtuosa ma il sospetto a priori e il rifiuto e’ insito nella cultura italiana. fino ad ora abbiamo , dopo Il fascismo, governi MALGRADO TUTTO meno incivili e cattivi del popolo. Petrolini, un celebre attore di cento anni fa’. esordiva dicendo ” ignobile blebbaglia(la doppia b e’ romanesca.”
    Il popolo populista , ricchi e poveri, odia i poveri come appestati. Li teme di qualunque colore o etnia. Fino a pochi anni fa’ chi veniva a lavorare al nord era odiato “terroni”, e via continuando. E poi si dicono cristiani. Gli “abbienti” , di ogni tipo vanno bene. Ahimè Cam

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  14. Avatar wwayne

    @Camilla: Mi dispiace molto che, a differenza mia, tu non sia fiera del popolo e dello stato a cui appartieni. Anche il discorso sui governanti che sono meglio dei governati non mi convince fino in fondo. Concordo invece sul fatto che una parte degli italiani è razzista e insofferente nei confronti della povertà, 2 avversioni che grazie a Dio non condivido.

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  15. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Edith @tutti
    Solo per dire che dei gusti non si discute: a me “Ogni mattina a Jenin” non è piaciuto, l’ho trovato stucchevole, confezionato per il pubblico americano. La letteratura palestinese, a mio parere, offre e di meglio anche senza risalire a Kanafani o al Barghuti.

    Edith, a dir la verità anche sull’imperativo di leggere scrittrici donne non concordo appieno, o meglio, non è un criterio che di solito informi di sé le mie scelte.

    Buonanotte
    Mariangela

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  16. Avatar EditaLara
    EditaLara

    ciao @Mariangela, del libro sono a circa metà e per ora lo sto leggendo con grande interesse, non ho letto abbastanza su questo tema per poter dire qualcosa , di certo però “stucchevole” non mi pare aggettivo corretto per questo libro almeno per ora, al contrario mi sta sembrando del tutto sincero.
    Quanto al leggere le donne non era un imperativo come dici tu ma una esortazione dettata dall’entusiasmo di aver incontrato, su carta, donne straordinarie : da Camille Claudel ad Anne Delbée, da Patty Smith a Edith Bruck fino alla grande Fernanda Pivano, per citarne solo alcune. ovvio che sarebbe assurdo leggere solo questa o quello, ah ah come prendi tutto alla letterissima !

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  17. Avatar cristina
    cristina

    issima, ahah

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  18. Avatar cristina
    cristina

    che un libro sulla questione palestinese sia stato confezionato per ….gli americani, boh, mi pare davvero una valutazione stravagante, a dir poco,

    vabbè non ho voglia di trascrivere, sto rileggendo diopo forse 40 anni ( o più?? mamma mia) La cognizione del dolore di Carlo Emilio Gadda il magnifico inventore.
    Che goduria, e che goduria lombardissima. Mi sono sempre chiesta: ma chi non è lombardo come fa a capirlo il Gadda?
    Però a me manda in sollucchero. Autore fra i più geniali, e corruschi, e poetici a tempo perso, e sferzante e inventivo e amarissimo e balzano. Un genio assoluto, usa la lingua in modo vertiginoso, come un serpentello morbido che piega a sua volontà con ellissi, salti logici, invenzioni, stiramenti, assonanze, calembours, e intanto sferza usi costumi, architetture lombarde, manie, luoghi comuni, pestilenze sociali e meschinità della media borghesia acquattata nelle villette sui laghetti vicino a como (la famiglia Pirobutirro e ….Pastrufazio, mi sdilinquo dal godimento mentale). Un fuoco d’artificio verbale e intellettuale come pochi al mondo ( a chi potrei accostarlo? forse ad alcuni libri di Vargas Llosa—?)
    .

    Ma oggi, oggi dico, in questa italietta asfittica, livorosa, malsana e ignorante,nera più della pece, ma chi diavolo è capace di leggere ( e capire) un Gadda?

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  19. Avatar EditaLara
    EditaLara

    comunque per la tranquillità di Mariangela sulla questione palestinese sto leggendo approfondimenti ( anche su quella che chiamano la nuova storiografia israeliana ) interviste e ascolto ciò che mi racconta una amica compagna di liceo che per anni ha vissuto a Gerusalemme.
    Ho poi in lista Una trilogia palestinese, di Mahmud Darwish, La conchiglia, di Mustafa Khalifa, L’italiano, di Shukri al-Mabkhut, Uomini sotto il sole, di Ghassan Kanafani .

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  20. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Cristina, Gadda, ammetto , non l’ho mai letto.

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  21. Avatar wwayne

    Scusate, ma io queste continue badilate di fango sull’Italia e sugli italiani faccio fatica a sopportarle e a comprenderle. Non dico che dovremmo tutti avere un tricolore appeso in terrazza e una foto di Mattarella in casa, ma abbiamo anche tanto di cui essere fieri in quanto italiani.
    Inoltre, se l’Italia non vi aggrada, ci sono tanti altri posti in cui andare, e a cifre molto contenute. Se invece rimanete qui, allora vuol dire che forse l’Italia tanto schifo non vi fa. E mi stupirei del contrario. Scusate, vado a togliere il tricolore dalla lavatrice e a riappenderlo in terrazza. 🙂

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  22. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Editalara @tutti
    No Edith, no che non ti ho preso alla lettera, volevo solo dire che solitamente, siano donne o uomini a scrivere, a me non interessa perché non è quello il criterio che seguo quando devo scegliere una lettura.

    @Cristina @tutti
    Suppongo tu abbia letto ”Ogni mattina a Jenin”, ti è piaciuto?

    Ciao,
    Mariangela

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  23. Avatar cristina
    cristina

    Supponi male Mariangela,non letto

    Ecco alcune righe del potentissimo Gadda.

    “Il S. da cui prende nome l’arrondimiento come dal più cospicuo dei suoi rilievi, è una lunga erta montana tutta triangoli e punte, quasi la groppa-minaccia del dinosauro: di levatura pressochè orizzontale, salvo il giù e su feroce di quelle cuspidi e relative bocchette, portelli del vento. Parete altissima e grigia incombe improvvisa sull’idillio, con cupi strapiombi: e canaloni, fra le torri, dove si rintanano fredde ombre dell’alba, e vi persistono, coi loro geli, per tutto il primo giro del mattino.
    Dietro nere cime il sole improvvisamente risfolgora: i suoi raggi si frangono sulla scheggiatura del crinale e se ne diffondono al di qua verso il Prado, scesi a dorare le brume della terra, di cui emergono colline, tra i velati laghi. Qualcosa di simile, per il nome e più per l’aspetto, al manzoniano Resegone.”

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  24. Avatar Dani

    Due parole su COME HO INCONTRATO I PESCI di Ota Pavel edito dalla Keller di Rovereto. È il secondo libro che leggo di Pavel e ne sono nuovamente incantata. Sono racconti autobiografici legati dalla passione, sua e dei suoi famigliari x la pesca. Una scrittura semplice, quotidiana, leggera e ciò ha dell’incredibile se si pensa che furono prodotti duranta una degenza lunga e difficile in clinica psichiatrica. Si parte dall’infanzia e si arriva all’età adulta lungo storie semplici. La storia fa piccole incursioni nella narrazione, a sottolineare la drammaticità dei tempi (padre ebreo e fratelli deportati dai nazisti) ma la scrittura rimane leggera, capace di meraviglia fanciullesca e viaggia alta sulle brutture dei tempi (mi ha ricordato la frase di Etty Hillesum che chiusa a Westerbork si rallegrava per il suo quadrato di cielo). Vi consiglio questo scrittore cecoslovacco morto a soli 42 anni, questo libro oppure LA MORTE DEI CAPRIOLI BELLI.
    @Mari nelle tue peregrinazioni x la Mitteleuropa sulla scia di Cataluccio prova Ota Pavel (comunque non ero io ad aver letto IL PIANISTA).
    Ciao

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  25. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Dani
    Ti ringrazio per il nome di Ota Pavel. Queste case editrici di confine, però, fanno proprio da ponte, vero? Avrei giurato che fossi stata tu a scrivere de “Il pianista”.

    @Camilla, @Tutti
    Camilla, non appena tu hai citato, quasi due settimane fa, Peter Schneider, ho finalmente deciso di leggere un suo libro, era da tanto che era in lista e non riuscivo mai ad avvicinarmi a questo autore tedesco. Ho scelto il suo “Nemico della costituzione” che ci racconta come, anche nella Germania “libera”, non fossero tutte rose e fiori in fatto di libera espressione e diritti civili. Abbiamo un insegnante che passa i suoi guai per avere detto, agli inizi degli anni ’70, che alcune leggi della Germania Federale non sono costituzionali. Nel romanzo si lamenta anche la mancata denazificazione dei ranghi del potere.

    Il fatto è che certi libri nella nostra testa devono subire la concorrenza spietata di alcuni fuoriclasse, giustamente più famosi perché più belli, e rischiano di soccombere nel giudizio del lettore. A me in questo caso veniva istintivo pensare a “Opinione di un clown” del grande Böll, ma non è giusto: anche questo di Schneider è un libro che la dice lunga sulla Germania, ancora negli anni ’70, certo, diversamente che nel libro di Böll, la trama è piuttosto esile, il rapporto tra l’io narrante e la sua compagna non ha nulla a che fare con la tenera storia d’amore del clown di Colonia, ma non c’è giustizia a fare rivaleggiare con un capolavoro quello che secondo me è un dignitoso buon libro.

    Ciao,
    Mariangela

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  26. Avatar cristina
    cristina

    ogni tanto qui mi fate fare dei salti all’indietro di 50 anni. Leggevo Peter Schneider nel 68 o giù di là….

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  27. Avatar cristina
    cristina

    scusate uso questo posto accogliente per una faccenda tremenda che mi sta molto a cuore. Ognuna7o di voi deciderà singolarmente che pensare o fare

    http://temi.repubblica.it/micromega-online/pisa-20-mila-firme-contro-lassessore-condannato-per-stalking/#.W0YKIwBNnCc.facebook

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  28. Avatar camilla
    camilla

    Cristina Gadda e , Gifuni. Straordinario teatro. Eros e Priamo p.es.ma anche Il pasticciaccio, e decine di titoli. Cam

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  29. Avatar cristina
    cristina

    Cam, già… Gifuni però non so ,lo ha letto ?

    Sto iniziando Berta Isla…

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  30. Avatar cla055
    cla055

    Per Wwayne.

    http://www.repubblica.it/politica/2018/07/12/news/meloni_tortura_fratelli_d_italia-201584303/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P5-S1.8-T1

    Quando ti dicevo che era fascista inside e tu non mi credevi. Vuole che ci siano migliaia di Cucchi. Uno non è bastato. Ma puo’ essere democratico un paese che permette la tortura?

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  31. Avatar cristina
    cristina

    lei lo è anche outside. Claudio.

    Sto avanzando in Berta Isla senza eccessivo entusiasmo. Siamo lontani dalla genialità totale di Un cuore così bianco. Bravo è bravo,Marias, ma insomma, per oraè un libro come i tanti che ha scritto dopo la trilogia, leggibile ma anche un po’ prevedibile.

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  32. Avatar wwayne

    @Claudio: La Meloni con il tweet sulla tortura ha fatto un doppio errore:

    – Cancellare il tweet in questione: così ha dato l’impressione di essersela fatta addosso dopo il vespaio di polemiche che ha suscitato.
    – Pubblicare un secondo tweet in cui si arrampica sugli specchi per giustificare la sua sparata: è risaputo che, quando fai una figura di merda, tentare di recuperarla peggiora soltanto la situazione.

    Insomma, la cosa migliore da fare era lasciare lì il tweet, e rimanere ad aspettare in silenzio che l’attenzione dei media si spostasse altrove. Tra l’altro non sarebbe stata neanche un’attesa lunga, visto che il suo amico Salvini fa delle sparate più grosse delle sue quasi ogni giorno.

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  33. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Abbandonata l’intenzione di riavvicinarmi a Jane Austen, mi sono immersa nell’ascolto di un romanzo che proprio non ha bisogno di presentazioni:

    ►Emily Brontë, “Cime Tempestose” letto da Alessandra Bedino e Luigi Marangoni, versione integrale, Il Narratore audiolibri, Zovencedo, Italia, 2009

    Lo so che sembra una banalità, ma dopo tanti romanzi di oggi, il cui narratore non ha certezze, anzi, è a sua volta confuso e talvolta bugiardo, un po’ di narrazione onnisciente, tipicamente ottocentesca, che ti accompagna nei meandri della trama, è consolante e rassicurante. Mi ci voleva.

    Bello, bello, bello veramente, il libro (mai avrei pensato che le sorelle Bronte potessero piacermi tanto!) e anche l’audiolibro: la narratrice Alessandra Bedino, poi, con la sua voce convincente ed espressiva, vi dico, arricchisce e potenzia ogni frase di questo libro, è meglio che essere a teatro, veramente.

    Con gli audiolibri, adesso poi che ho imparato a scaricarli sullo smartphone, senza bisogno del “disco narrante” (attrezzo di ascolto piuttosto obsoleto, di cui vi avevo scritto), me la sto godendo alla grande.

    @Laura @tutti
    Laura, ci scrivevi che i romanzi delle sorelle Brontë sono la tua passione e che le versioni cinematografiche di questi romanzi riescono sempre a coinvolgerti, ti chiedo: cosa mi cosigli di vedere?

    Ciao,
    Mariangela

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  34. Avatar camilla
    camilla

    # Marian. J ane Eyre e Villette due splendide opere di Bronte.Credo che ci siano gli audio
    @ chi non conosce Gadda, l’ i gegner Gadda. Consiglio Eros e Priamo.Rende molto l’ idea di questo genialissimo grande
    @ww. l’Italia, magnifico Paese e’ fatta. Bisogna ingentemente fare gli italiani.

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  35. Avatar camilla
    camilla

    Errata corrige. Gadda : EROS E PRIAPO OVVIAMENTE

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  36. Avatar cristina
    cristina

    bè anche con priamo Eros non ce lo vedevo male…. ahah

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  37. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Camilla @tutti
    Grazie: il titolo “Villette” di Charlotte Bronte non lo conoscevo! “Jane Eyre”, invece, è stata una delle belle scoperte che ho fatto lo scorso anno.

    @tutti
    Il libro di Cataluccio “Vado a vedere se di là è meglio” continua a regalarmi letture interessanti, letture che colmano alcune mie lacune:

    ►Adam Michnik, “Il pogrom”, a cura di Francesco M. Cataluccio, Bollati Boringhieri, 2007, 77 p.

    Sapevo che l’antisemitismo è sempre esistito e che continua ad esistere anche dopo Auschwitz, sapevo che l’accusa di omicidio rituale di un bambino cristiano ha sempre fatto parte del corredo classico dell’antisemitismo, quello che invece non sapevo e che neppure avrei mai immaginato è che, ancora nel dopoguerra, appena finito l’Olocausto, il sospetto di rapimento di un bambino a questo fine (omicidio rituale) potesse aver provocato l’uccisione di decine di ebrei da poco scampati ai forni. È quello che è successo a Kielce, nella Polonia orientale, il 4 luglio 1946, ad Olocausto appena concluso.

    In poche pagine il libro riassume i fatti (utilissimo lo scritto di Cataluccio alla fine del libro) e riporta alcune voci del tempo, a misfatto appena accaduto: qualcuno inquadrò i fatti di Kielce nella giusta luce, ma altri non mancarono di vedervi una macchinazione ebraica (!!).

    Quando si elogia la brevità si rischia di passar per pigri o di essere fraintesi, ma l’elogio qui è d’obbligo: questo volumetto si legge in un fiat, ma dice tanto e fa capire molto sulla persistenza dell’antisemitismo e sull’atteggiamento di certe correnti nell’ambito della chiesa cattolica.

    Ciao
    Mariangela

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  38. Avatar Laura
    Laura

    @ Mariangela
    Jane Eyre la versione diretta da Zeffirelli o una delle piu’ recenti con l’attore Michael Fassbender come protagonista..

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  39. Avatar cristina
    cristina

    Insomma ho finito Berta Isla. Sempre i romanzi di Marias sono di fatto degli interrogativi morali. Questo è il loro bello, ma qui le cose sono più tortuose e in parte prevedibili di sempre. Il romanzo gira male, si ripete, è ridondante ( si, è il suo stile, ma qui non aggiunge nulla), le citazioni shakespiriane ci sono ma anche troppo Dickens, e insomma, mi sono un po’ annoiata,. Speravo in un balzo, uno scatto, o, e invece no, come gli altri ultimi, la maniera è forte e si mangia un po’ troppo la trama.
    Anche la finezza psicologica – di solito eccelsa – qui manca. è un po’ tutto fisso, rigido, tagliato con l’accetta, i personaggi non evolvono. Marias si è incrostato, ufffff

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  40. Avatar wwayne

    https://twitter.com/ester83162613/status/1017642501891678208
    Mi ero accorto da tempo che attorno alla cultura e a coloro che la possiedono è montato da tempo un clima di inspiegabile disprezzo. Si è diffusa la mentalità per cui della cultura si può anche fare a meno, ché tanto ci si può improvvisare e imparare tutto sul campo. Ha preso piede anche l’idea per cui gli uomini di cultura sono dei privilegiati: il ragionamento è quello per cui, se sono diventati dei sapientoni in qualche campo, vuol dire che sono degli spocchiosi figli di papà che hanno potuto farsi mantenere fino alla seconda laurea ed oltre. Ovviamente non è vera nessuna delle due cose: soltanto pochissimi geni riescono ad ottenere buoni risultati in qualche campo senza aver studiato, e molti laureati hanno potuto ottenere quel titolo di studio soltanto dopo aver fatto grandissimi sacrifici personali. Tuttavia, spiegare tutto questo alla massa è tremendamente difficile. Da qui il clima di disprezzo di cui vi parlavo prima.
    In questo senso, il tweet che vi ho riportato rappresenta il punto di non ritorno. Siamo arrivati al punto di usare la parola “intellettuale” come un insulto, anziché come un titolo di merito. Questo la dice lunga sulla considerazione di cui gode la cultura oggi. Sono profondamente avvilito.

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  41. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @tutti
    Di Marìas ho letto solo “Gli innamoramenti”, non ancora “Berta Isla”, di questo libro altri lettori mi dicono un gran bene, mentre leggo che, nel tuo giudizio, non è brutto ma non raggiunge le vette eccelse di ”Un cuore così bianco”, che io, su tua raccomandazione, ho in lista ormai da molti anni. Posso chiedere due parole sulla trama di “Berta Isla”? Quello che penso di avere capito è che Marias, come Sebald, va considerato quando si è in vena, altrimenti ….

    Visto che siamo nell’ambito della letteratura spagnola, vi chiedo una cosa (scusate il salto temporale): voi il “Don Chisciotte” l’avete letto? Tutto quanto per intero?

    Ciao,
    Mariangela

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  42. Avatar cristina
    cristina

    Mariangela, il Don Chisciotte?= no, credo solo qualche riga. Figurati non ho letto nemmeno tutto Petrarca!

    La trama di Berta Isla? no la trama NON va detta, chè poi, come sempre in Marias la trama è solo un’occasione per considerazioni filosofiche, poitiche, psicologiche e sociali sull’ambiguità di noi umani e sulla molteplice faccia della verità e sul nodo centrale – la coppia, i suoi misteri, i suoi aggiuystamenti, la sua inconoscibilità.

    Fidati, non è certo il migliore, anche a Claudio è piaciuto pchino. Comunque Marias è impegnativo, bisogna seguirlo nei suoi mille ragionamenti e rivoli e diramazioni e ripetizioni.
    Nell’ambito della lettratura spagnola – come dici tu – Patria di Aramburu è secondo me imprescindibile, e poi un vero godimento letterario.

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  43. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Cristina

    “Patria” di Aramburo, tra i romanzi spagnoli contemporanei, è senz’altro da considerare, ma, rispetto ai classicissimi, cui “Don Chisciotte” appartiene, mi sto chiedendo se qui ci sia qualcuno che l’abbia letto tutto. Più di un lettore mi assicura che è un’esperienza da non perdere, ma io ho l’impressione (smentitemi se sto dicendo una sciocchezza!) che per intero siano in pochi ad averlo letto.

    Ciao,
    Mariangela

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  44. Avatar camilla
    camilla

    @ Marian il Peter Schneider che ho citato si intitola GLI AMORI DI MIA MADRE. un romanzo dolcissimo e bello che nessuno scrittore ” latino ” avrebbe …concepito. Una madre libera nei suoi sentimenti amorosi e pure piena di amore per figli e marito. Ovviamente nulla a che vedere con altri romanzi , niente male, dei travagli politici degli anni settanta.Per un Paese Mammone un vero schok.

    Il DON CHISCIOTTE, da ragazzino oltre a leggerlo l’ abbiamo ” recitato” con gran divertimento.
    @ Cristina Anch’io prendo e riprendo Marias. Non sono in vena in questo momento non buono. ciao a tutte/i cam

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  45. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Cristina @Camilla

    Per adesso, io, rimando Marìas (anch’io non sono in vena) e valuto con circospezione l’idea del Don Chisciotte: la versione integrale ammonta a circa 1200 pagine e, per un’opera di tal mole devo valutare attentamente il tempo e le energie disponibili, un errore di valutazione in questa fase mi porterebbe, immancabilmente, a un fallimento.

    Ciao,
    Mariangela

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  46. Avatar cristina
    cristina

    un bignamino no? eh Mari…

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  47. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Tutti
    In che senso? Nel senso che secondo te non ne vale la pena? Vuoi dire che il Don Chisciotte, tra i classici, si può cassare? Altri mi dicono sia imprescindibile. Può essere?

    Mari

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  48. Avatar Dani

    @Mari si io il Don Chisciotte l’ho letto tutto, tanti anni fa, e con soddisfazione. Mentre confesso di non aver mai letto tutto Moby Dick (tanto x citare un romanzone dal peso analogo). E pensare che lo tradusse Pavese, che è un mio compaesano. Ora sono alle prese con Gerald Durrel e il suo L’ISOLA DEGLI ANIMALI ma leggo a spizzichi. Sono in montagna e tempo permettendo, mi ripropongo di camminare nel verde.
    Ciao a tutti

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  49. Avatar cristina
    cristina

    Mari, sempre alla letterissima tu eh, no scherzavo, data la tua passione per gli audiolibri sintetizzati… non so io il Don chisciotte, nella prossima vita, in questa di certo sono sicura di no.

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