*Leggere per raccontarsi *Gruppo di lettura Grandi libri *Gruppo di lettura Un racconto

I libri più belli, letti nel 2018

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti. Spero che…

William James Glackens, 29 Washington Square, 1911
William James Glackens, 29 Washington Square, 1911- Wikiart

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti.
Spero che tutto ciò si ripeta anche per il 2018.

La regola/invito è sempre la stessa: ci occupiamo, descriviamo, giudichiamo, consigliamo letture e libri che abbiamo letto e riletto nel corso di questo 2018.

Grazie ancora a tutti e buone letture!

Qui trovate comunque le 55 pagine di discussione del 2017, quasi 2800 interventi

Commenti

1.397 risposte a “I libri più belli, letti nel 2018”

  1. Avatar camilla
    camilla

    @Cristina e tutte.
    non sono in grado di dare lezioni a chicchessia.Mi era rimasta una amarezza quando , senza alcun motivo valido, avevi dato del “troppo anticomunista” a un grande scrittore che andrebbe rispettato, Brokken appunto.Lui ha raccontato da Dio storie di grandi artisti perseguitate (come Hrabal) dal regime comunista che ha imperversato e imperversa , contro musicisti, scrittori, danzatori tutti gli artisti non leccapiedi del regime. Non mi ero sfogata allora con Brokken ( troppo anticomunista !!!) e sentendo parlare di Hrabal,ennesima vittima, mi sono incazzata parecchio
    Credo che Marian capirà benissimo. Cam

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  2. Avatar cristina
    cristina

    Brokken è un anticomunista – cioè uno di destra per essere precisa e di questi tempi dovrebbe essere sospetto persino a te Camilla cara.. Questo con Hrabal non c’entra comunque un piffero.

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  3. Avatar wwayne

    Spirano venti di guerra in questo gruppo di lettura. E per la prima volta da molto tempo, Er Querela non è coinvolto.

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  4. Avatar cristina
    cristina

    dai che vi faccio ridere ( trovata su FB)

    Dopo Orietta Berti e Rita Pavone, anche Valeria Marini appoggia Salvini. Insomma c’è tutto un movimento di intellettuali dietro

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  5. Avatar camilla
    camilla

    Insomma queste signore amano l’ omo vero! I bambini abbronzati queste signore li odiano.!
    @ cri. sapessi quante sofferenze noi communisti , in perfetta buona fede,abbiamo patito dai carri armati in Ungheria ai ..
    giorni nostri.Quel comunismo reale e’ stato orrendo e terribile e anche oggi si scherza poco. Niente omosessuali ecc. Lasciami in pace,se puoi,con tutti i tuoi rimproveri. Quanto @ Marian sa benissimo. che apprezzo molto la sua curiosità e nei miei post per lei non c’è nessun giudizio (che io non potrei dare) se non un passaggio di informazioni tra una vecchia lettrice indefessa e una ragazza più. giovane con diverse esperienze.😝

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  6. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Camilla @Cristna @Dani

    Camilla, il tuo discorso sul comunismo reale cade come il cacio sui maccheroni rispetto alle mie letture: il libro di Cataluccio, che, tra parentesi, è veramente una miniera di informazioni sull’Europa dell’Est, propone una serie di scrittori che l’oppressione del potere comunista l’hanno subita sulla loro pelle. Nel solo capitolo dedicato a Praga, oltre a Hrabal e a Hasek (più anziano), ci sono le storie di Vàclav Havel, di Vladimir Holan e di tanti altri intellettuali; centrale risulta la vicenda di Carta ’77 (Cataluccio, “Vado a vedere se di là è meglio”, Sellerio)

    Non posso che ringraziare Dani che qui del libro di Cataluccio aveva parlto già qualche anno fa e suggerire, a chiunque fosse interessato a questi argomenti, di procurarselo e di leggerlo (anche per attingervi tante belle idee di lettura).

    Ciao
    Mariangela

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  7. Avatar cristina
    cristina

    Ma Camilla ma secondo te non lo so? dai…
    Del resto fra un po’ anche qui se ne vedranno di simili. Il sindaco di Pisa è stato acclamato al grido di benito benito, faremo pulizia, adesso vedrete come vi conciamo etc

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  8. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @tutti
    buona sera,
    brutto periodo personale: decisioni importanti, strade strette e ciottolose dopo i bivi, diversi esami a Teologia, lavoro (sebbene tutti quelli che mi incontrano hanno stabilito che dal 7 giugno non faccio una beata ……Camilleri docet!).
    Poche letture, ma una chicca di rilettura. DESTINI di F. Mauriac. Romanzo breve, forse un racconto, in cui per buona parte ti sfugge chi sia il protagonista. Poi scopri a poco a poco, come emergesse dal fondo di una scenografia sbiadita, una donna incolore che segretamente si innamora dello Sperelli di turno ed ha anche un ruolo in un incrocio di fatalità o forse nell’unica conclusione possibile per l’intreccio assai breve.
    A presto
    Stasera comincio Austerlitz, caldeggiato da non so più chi in questa sede.

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  9. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    più volte abbiamo citato libri che abbiamo lasciato, pur essendo dei capolavori, per esempio, nel mio caso, l’illustre abbandonato è nientepopodimenoche L’IDIOTA!!
    Ahimè, anche Hrabal e la sua SOLITUDINE è stato iniziato e lasciato alla quarta pagina per tre volte.
    Ciao.

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  10. Avatar cristina
    cristina

    Mauriac, nientemeno che il romanziere più cattolico di una Francia bigottissima d’antan, certo che anche tu Jezz. ahah
    Mi ricordo a flash una risposta illuminante di Gide a Mauriac che parlava di racines ( le radici, eh si, il male è antico):
    Né à Paris, d’un père uzétien et d’une mère normande, où voulez-vous, que je m’enracine ? J’ai donc pris le parti de voyager.

    Du Hrabal devo aver letto Ho servito il re di Inghilterra. Non ricordo un bif, se non un qualcosa che dentro mi dice mai più.

    Anche Austerlitz devo aver letto, in anni recenti , ma anche lì mahhh. Niente, non mi è rimasto niente. sono smemorata, e anziana. o mammagesu’

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  11. Avatar Dani

    @Jezabel, Austerlitz è un gran bel libro di quel maestro assoluto che è Sebald, come primo approccio alla sua scrittura può andare. Se ti piace ti consiglio poi GLI ANELLI DI SATURNO, un capolavoro assoluto di cui ho scritto anche qui. È un libro che può annoiare a morte oppure…oppure ci si può far trasportare dalla nave delle sue digressioni che spaziano senza limiti, ti affascinano, ti meravigliano, ti arricchiscono. Bisogna solo affidarsi al timoniere, ma Sebald è un capitano capace, che padroneggia il vascello con stile

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  12. Avatar cristina
    cristina

    Di fatto ho controllato, Austerlitz NON l’ho letto, ahah, come sono smemorata! ciao Dani di passaggio…

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  13. Avatar cristina
    cristina

    i rimproveri fra lettrici-amiche oneste ci stanno sempre, anche qualche baruffa severa. Mai inamicizia e ostilità,però. Stima e affetto restano saldissimi, sempre.
    Tanto per chiarire

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  14. Avatar camilla
    camilla

    @ Dani. i libri di Sebald sono stelle illuminate nel firmamento degli scrittori tedeschi che hanno , secondo me, un impegno molto profondo di indagine nel mistero dell’universo, penso a Bernard per esempio, tra i molti

    il telescopio dei lettori deve soffermarsi , stupito, di fronte a tanta luce e a tanto mistero. Non esistono trame né, sembra, tecniche riconoscibili. Sono astri che fiammeggiano di luci proprie offerte a chi le ammira, quasi accecato a volte da tanto potere.Libri che sono esperienze, avventure delle “anime”, stelle insomma. Per lettori astronomi, amanti degli astri.
    Personalmente prediligo incontri umani illuminati però da scrittori altrettanto scrutatori, dantescamente, degli inferi dove l’umanità brulicante chiede di vedere. almeno un po’ di vita
    Fratelli e sorelle insomma, vivi e comprensibili ….a occhio e cuore umano. ciaociao Cam

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  15. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Jezabel @tutti
    Jez, l’abbandono in lettura è sempre lecito, talvolta auspicabile!

    Ho guardato adesso: Mauriac è un altro premio Nobel per la letteratura, comunque. Altro Nobel di cui ignoravo il nome!

    I libri di Sebald sono molto profondi, ma bisogna essere nella luna giusta perché, a mio parere, non sono facili. A me “Austerlitz” e “Gli anelli di Saturno” erano piaciuti.

    Ciao,
    Mariangela

    Ps: stavo per scrivere “per caso conoscete …”, ma cambio formula: avete mai sentito parlare di Pawel Huelle?

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  16. Avatar cristina
    cristina

    Mariangela, la letteratura francese in Italia è praticamente sconosciuta ( a parte Fred Vargas e Pennac e il piccolo Principe credo), figurati quella della prima metà del novecento, di un autore per giunta così a parte come Mauriac, che è a parte anche in Francia, un integralista cattolico con molte chiusure e rigidità, diciamo.
    Comunque metà dei Nobel sono sconosciuti e forse di più. Io vivo bene ugualmente.

    Ho mollato dopo 40 pagine l’ultimo libro di Aldo Busi, che ha un titolo magnifico Le consapevolezze ultime, , e mi dispiace, ma purtroppo lui sa scrivere benissimo ed è profondo e sferzante, ma gira comunque attorno a se stesso, speravo in un respiro piàù ampio, ma no, e io mi annoio.

    Idem ho fatto con I FATTI di Philip Roth, autobiografia non molto interessante. Idem con Sangue Caldo e nervi d’acciao di Paasilinna, una specie di saga buffoncella su una famiglia norvegese vagamente picaresca fra le guerre che devastano il paese. Il tono sarcastico-fantastico non mi ha mai presa in nessun libro, mi infastidisce,quindi terzo abbandono. E’ tempo di abbandoni l’estate, sempre

    Ho invece finito a fatica La notte del Professor Andersen del norvegese Dag Solstad – insomma una specie di camus in salsa nordica ma davvero pesantuccio e poco digeribile.

    Non sono fortunata. ho bisogno di aria, fresca, aperta, grande e trovo solo libretti.

    Dell’autore che citi nulla so, mai sentito.

    Invece vorrei leggere nell’ordine Le assaggiatrici di Postorino, Piombo fuso di Marco Corrias, e La signora della porta accanto della nigeriana Yewande Omotoso. Sono incerta su Maestoso è l’abbandono di Sara Gamberini.
    I candidati allo strega mi sembrano poco interessanti ma leggerò Lia levi prima o poi e il libro su Natalia Ginzburg scritto da Sandra Petrignani, autrice di cui conosco e ho apprezzato vari libri da decenni, brava, sensibile, abituata a calarsi nelle vite delle donne scrittrici con empatia e abilità fuori dal comune ( magistrale 25 anni fa o così il suo Le lettere del mio nome, assolutamente imperdibile).

    Estate faticosa, si naviga a vista anche in letteratura e i morti galleggiano nel mare nostrum. poi dicono che sono bambolotti,
    che dio li strafulmini seduta stante, maledetti

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  17. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Cristina

    Cristina, anch’io dormo lo stesso, pur non conoscendo un sacco di premi Nobel, il fatto è che se non li conosco, non li posso giudicare: mi piace ricorrere alla critica, come vi racconto spesso, soprattutto dopo che ho terminato un libro per confrontare il mio giudizio con quello di chi ne sa di più, oppure al fine di trovare nuovi filoni da scoprire, nuovi sentieri da percorrere, questo sì, per il resto, a priori, se non leggo non posso farmi un’idea. Per esempio io questo “Destini” di Mauriac, che dice Jezabel, non fosse che adesso sono su altri lidi, mi piacerebbe proprio provarlo. Altrimenti come faccio ad avere la certezza che Mauriac è stato un autore bigotto e integralista?

    Ciao,
    Mariangela

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  18. Avatar cristina
    cristina

    ah dunque tu devi leggere tutto in prima persona per poter avere un’idea di un autore, Mari? quindi la storie delle letterature a te non interessano, non ci credi a prescindere, sono tutti dei burloni? . Prendo nota di questa posizione singolare e antistorica.
    e vabbè, hanno scritto per nulla per decenni, e quello che è pazzesco è che ce l’hanno pure fatte studiare ste storie delle letterature al liceo e all’università. Pensa quanto tempo sprecato, eh

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  19. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina
    Io penso che quasi tutta la nostra cultura sia di seconda mano, nel senso che nello studio ci affidiamo alle sintesi che gli esperti hanno redatto per noi, per tutte le materie e così anche per la storia delle letterature. Ma quel tipo di informazione, a mio parere, non può determinare il nostro gradimento di lettura, può darci un’indicazione, ma senza leggere non si può dire, troppo alto sarebbe il rischio di giudizio ideologico dato a priori. E con questo non voglio dire che non si debbano leggere e amare i manuali di letteratura e neppure che i manuali e la critica vadano lette solo a romanzo finito!

    Secondo me, almeno.

    Ciao
    Mariangela

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  20. Avatar cristina
    cristina

    dunque siccome io sono laureata in Lingue e letterature straniere secondo questa tua teoria ho buttato via 4 anni di studi. Fantastico. Non ho parole, ma sul serio.
    Quindi sulla storia romana nessuno può dire niente perchè non c’eravamo, e sui libri di letteratura nulla se non li hai letti tutti di prima mano. E’ vero che il mondo va a rovescio, sono basita.

    E pensa che io ho pure insegnato a scuola sulla base di quegli studi e di quelle storie della letteratura ( NOn manuali, Storie della letteratura). roba da pazzi eh

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  21. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Cristina, rileggi il mio commento perché penso tu l’abbia frainteso: non intendevo minimizzare l’importanza dello studio, tanto meno sminuire il ruolo dei manuali, volevo solo dire che il gradimento di un libro è secondo me cosa diversa dal giudizio che dai manuali ci facciamo del suo autore.

    Con l”espressione “di seconda mano’ intendevo dire che il nostro studio si basa su ricerche espletate da altri: a me piace storia, ma quando leggo un libro, mi devo fidare dello studioso che ho scelto, nel senso che non sono in grado di fare ricerca storica di mio.
    Se uno studia, e studia bene, non vita mai via illibro suo tempo, semmai lo impegna.

    Buonanotte,
    Mariangela

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  22. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Se uno studia e studia bene non butta via il suo tempo, semmai lo impegna!

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  23. Avatar cristina
    cristina

    Mariangela, non cambiamo le carte in tavola che non è cosa da fare anche se va di moda.

    il gradimento è una cosa, di solito molto soggettiva , mettere in dubbio ( perchè non letto di prima mano) la cattolicità conservatrice di Mauriac è un’altra.
    E io so leggere piuttosto bene, di solito.

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  24. Avatar EditaLara
    EditaLara

    Buongiorno a tutte/i,

    il tempo come al solito corre in fretta e me ne resta pochissimo per scrivere qui sul blog; mi prendo però qualche minuto di pausa caffè perché negli ultimi tre mesi mi ha accompagnata un libro davvero unico, un romanzo biografico che è stato per me come un ciclone !
    Ogni mese ho prolungato il prestito interbibliotecario e anche ora non vorrei più restituirlo.

    Si tratta di ” Una donna chiamata Camille Claudel . Il sacrificio di un genio al femminile.” di Anne Delbée, scrittrice e regista teatrale.

    Non posso tradurre in poche parole la potenza di questo romanzo, né quanto Camille mi sia diventata cara; non riesco a descrivere la passione, lo strazio, il genio, la forza , la miseria, la fragilità , l’audacia e il terribile internamento in manicomio per trent’anni di questa Donna straordinaria, vorrei solo pubblicamente ringraziare Anne Delbée per aver reso giustizia e omaggio, con una prosa sorprendente e coinvolgente, a questa meravigliosa scultrice ingiustamente semi-dimenticata, nata nell’epoca sbagliata, anche se a dire il vero il patriarcato è ben lungi dall’essere estirpato da questa società misogina.

    Riporto una frase, rivolta a Mirbeau, amico critico che la apprezzava e incoraggiava ma non sapeva scinderla dai due uomini famosi che nella sua vita l’amarono e inevitabilmente la distrussero : Rodin e Paul Claudel.

    … Come spiegargli che ne ha abbastanza di essere l’allieva dell’uno e la sorella dell’altro ? La morsa… E poi sono entrambi assenti, lontani. Lei scolpisce e basta. Camille Claudel scultrice . Scultrice. Una donna. Punto.

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  25. Avatar camilla
    camilla

    @editalara il Romnzo di Anne Delbee e’ davvero indimenticabile. Perché. racconta la lunga e infinita storia di saccheggio del talen to e spesso dell grande arte della donna nei secoli. Camille fu amata da uomini per il suo talento la sua enorme capacità creativa o per la sua bellezza.Probabilmente. per entrambe le sua qualità ma certo il saccheggio fu totale e l’ ammirazione per il grande talento non fu di pari importanza. Oggi in molti Paesi non è più così tuttavia i “gra di amori” sono sempre …condizionati.Un romanzo da leggere .
    @ jezz e Mariangela e Dani e Cristina a proposito di F. Mauriac starei molto attenta ad appioppare giudizi che mescolano l’ interiorità dello scrittore, le sue scelte morali e religiose col suo grandissimo talento di romanziere. I suoi libri si leggono ancora con passione. Del resto M.cattolico e Jansenista , fu duramente contro Vichy, contro il nazismo e Franco. Il Nobel , a mio parere, non viene Mai dato a casaccio anche se ci sono sempre i sapientoni con le loro ricette presuntuose e inutili . La letteratura e’ il motivo del Premio.
    ciaociao Cam

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  26. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina @Camilla @Jezabel

    Forse la dicitura “di seconda mano” è parsa spregiativa, ma certo non lo era nelle intenzioni: quando studiamo, le informazioni le apprendiamo, come dire, per interposta persona, perché altri hanno fatto ricerche per noi, noi fruiamo dello loro sintesi; quando leggiamo, siamo noi e il libro, e basta, perché la lettura di un testo letterario è personale.

    Quanto apprendiamo di uno scrittore, studiando, ci racconta della sua vita, del suo orientamento, delle sue relazioni col prossimo e con la società in cui ha operato, ci permette di dire “è stato reazionario” oppure “era marxista”, e questo può orientare le nostre scelte di lettura, ma non ci consente un giudizio sul suo modo di scrivere, tanto meno ci abilità a dire se i suoi libri possano o meno piacerci (salvo, naturalmente, prendersi il rischio e leggerli!)

    In questo senso sono d’accordo con Camilla: stiamo confondendo le cose, un conto è l’orientamento politico religioso dell’autore, un altro il suo pregio come letterato.

    Ciao,
    Mariangela

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  27. Avatar cristina
    cristina

    Trovare una motivazione al Nobel ad Elfride Jelinek – ad esempio, scrittrice indefinibile senza essere volgare – è praticamente impossibile. Poi ci sono i menestrelli geniali, Daio Fo e Bob Dylan. Insomma si, Camilla, letteratura ma non solo

    Le motivazioni sono anche molto..politiche, altro che, e nessuno è biancaneve a Stoccolma ( si è visto chi e come pilotava, al punto da far saltare il premio di quest’anno).

    Mauriac è leggibile, certo. E quindi? Era contro Franco e allora? sempre iper mega cattolico e chiuso resta, un letterato con una fede sofferta, tutta contorcimenti e sensi di colpa, l’unica cosa che ora me lo rende meno alieno è che è di Bordeaux.
    All’epoca avevo letto parecchio di lui, non ne ho un brutto ricordo, è quella francia reazionaria e chiusa che viveva e sopravviveva nella periferia dell’impero, mentre altrove invece si sperimentava e ci si apriva ad orizzonti di ogni tipo, tirava l’aria del mondo largo e anche atroce ( dai surrealisti, a Gide a Saint Exupéry a Aragon, a Sartre, a Céline, a Colette, insomma a tutti i grandissimi francesi del secolo scorso, brillanti di curiosità, aperture, tragedie, anticonformismi…)

    Passando ad altro: sto leggendo , per sfinimento, LE RAGAZZE di Emma Cline. si quello là dell’anno scorso.Sono a metà, ma arriccio il naso troppo spesso sullo stile, proprio quelle cose da scuole di scrittura creativa, incisive e trovate a forza per essere immaginifici e innovativi. La storia tiene abbastanza, lo stile è troppo di “plastica”, tutto luccicante e senza molta consistenza.
    Una brava furbetta Emma Cline. Così mi pare, per ora.

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  28. Avatar camilla
    camilla

    @ cris. fu la Nanda Pivano, tanti anni fa, a insegnarmi quanto fosse (sia)squisitamente letterari e originale innovativo, Bob Dylan. Resterà sempre nella storia della letteratura mi disse e infatti prese il Nobel, e Dario Fo con tutto il suo teatro oltre alla straordinaria invenzione del suo Gramelot, e’ noto ovunque tra i letterati .
    Il Nobel non si dà mai se manca un valore letterario originale. Mai ai best sellers. E il grandissimo Ishiguro rimarrà unico per sempre.

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  29. Avatar milena
    milena

    …..”LE RAGAZZE”di Emma Cline mi è piaciuto ….se l’autrice é furbetta non so…. cmq è un libro ben scritto e coinvolgente anche alcune parti le ho trovate noiose….

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  30. Avatar milena
    milena

    anche se alcune parti…..

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  31. Avatar EditaLara
    EditaLara

    Qualcuno qui lo scorso anno aveva detto che Baricco, che aveva scritto una critica assai azzeccata de Le ragazze e sulla bravura troppo perfetta e costruita della Cline, di essere solo invidioso. Io credo che invece avesse proprio ragione e devo dire che tutte le sue prefazioni o critiche sono sempre perfettamente scritte e motivate, che lui piaccia o no.
    Le ragazze l’ho mollato a neanche metà, tutta forma, pure troppo scintillante, niente sostanza per me.
    Come un bel tavolo colorato luccicante di formica anni 60, fa figo ma ben diverso dalla solidità di uno di mogano o noce massiccio o dall’elegante leggerezza di un tavolo di cristallo. che poi la plastica inquina 😉

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  32. Avatar cristina
    cristina

    Dunque: cerco di fare il mio punto su Le ragazze. Finito ieri sera alle 2 e passa di notte.

    Lo stile ( soprattutto nella prima parte) è come ho detto troppo evidentemente alla ricerca di èpater le bourgeois (” le motociclette parcheggiate lì davanti come tante mucche grasse”) e quindi mi è sembrato troppo spesso finto, artificiale e artificioso, poco sentito e solo di forma, la plastica luccicosa.. Ma.

    Ma il libro sta in piedi, a mio parere, è nervoso, infelice, scava nella divorante tragedia in atto, ci va dentro col bisturi emozionale, spiega le fascinazioni e le agnizioni, gli asservimenti e le ribellioni, il degrado e la dipendenza, la fragilità di adolescenti abbandonate a se stesse da genitori distratti e infelici a loro volta, la misteriosa chimica delle amicizie adolescenti, la grande diversità fra maschi e femmine, il gradino di asservimento dove le femmine stanno plafonate a prescindere in quella cultura onnipresente che è il maschilismo prepotente e gagliardo, la dinamica di una setta, la fascinazione del c apo, dove sesso droga e musica sono solo stordimenti autolesionistici per trovarsi, esserci, provare a esistere attraverso le simili, la scelta del leader, la ribellione, la sfida, la ricerca di un senso diverso.

    Non esaurisce tutto, ma spiega molto di come una quindicenne può essere infelice, e contorta, e plasmabile e disperata al punto di attaccarsi a chiunque pur di trovare una identità . Poi la setta è la setta, e se non se ne ha un’idea qui viene fuori la pazzia, la d evozione acritica, il conturbante stare insieme nella sporcizia, nella droga, nella fame, storditi dal sentirsi speciali e disperati dall’esserlo troppo poco.
    Insomma, non un capolavoro che resterà nei secoli, ma un libro che si legge, e anche bene, fatta la tara allo stile a volte troppo sfarfallante e sfavillante.

    Perchè quell’america lì, che incombe anche su di noi come un incubo prossimo venturo, ne esce illuminata, la bolgia oscura di un certo ribellismo antiborghese mostra tutte le sue corde, ma anche la violenza come valvola di sfogo rabbioso di chi non ha altri mezzi per sfogarsi se non un’arma.
    E le armi, vedrete, parleranno anche qui, fra poco. Non sembra, ma c’è una lezione in questo libro.

    Emma Cline sta dalla parte delle ragazze, della loro vulnerabile doppiezza e subalternità, dei loro corpi imperfetti eppure così seducenti agli occhi grossolani dei maschi, della loro manovrabilità drammatica.
    NOn ci riguarda? si che ci riguarda.

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  33. Avatar Laura
    Laura

    Buongiorno
    Dopo 15 anni una scrittrice vince ” lo Strega”.. Helena Janeczek Tedesca naturalizzata Italiana ( radici familiari ebreo/polacche)..in tempi di nazionalismi, porti chiusi, una boccata d’aria fresca “europea”..il libro e’ la biografia della “fotografa di guerra” Gerda Taro morta in Spagna nel 1937 ( altro motivo d’interesse molto attuale)..personalmente non conoscevo la scrittrice , ma visti i tempi il tutto mi sembra un tassello importante
    Buone letture…

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  34. Avatar cristina
    cristina

    Mah, magari fosse così Laura. Io avevo cominciato Le rondini di Montecassino qualche anno fa, di questa scrittrice, e avevo mollato per noia assoluta sullo stile.
    Speriamo meglio, quindi.

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  35. Avatar camilla
    camilla

    @ laura.@ Cristina
    sicuramente il apremio Strega quest’anno doveva essere dato a una donna. I tempi stringevano. Già altre volte il vincitore maschio lo abbiamo dimenticato e la seconda ha a avuto più meriti. Ricordo anni fa arrivò seconda Veladiano con UNA VITA ACCANTO ancora un gran bel romanzo, e così e’ successo altre volte. Non conosco niente di questa Janecek (?). mi auguro che sia un verolibro. ciao la prima che lo leggerà ci illumini.

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  36. Avatar camilla
    camilla

    @ Cristina
    ciao cri sto finendo un libro speciale, scelto nel catalogo della casa editrice l’Orma. Un libro particolare e mi sembra molto interessante. Pensa che il titolo è GLI AMORI DI MIA MADRE di Peter Schneider. Impensabile che potesse scriverlo un uomo giovane italiano. E ho pensato a quanto mi piacerebbe parlarne con Stefania. Il libro è bello, molto
    Non troppo facile perché tutto e’ gi ocato con moltissimi sentimenti
    sull’amore . Da parte della madre, dei suoi figli, del suo amato marito e i vari amanti di mamma. Tempi della prima guerra mondiale. ciaociao Cam

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  37. Avatar wwayne

    @Mariangela: L’ultima volta che ho fatto un salto qui le stavi suonando di brutto a Cristina. Com’è finita? L’hai asfaltata, o lei è riuscita a ribaltare le sorti del match e assestarti il colpo del KO?

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  38. Avatar wwayne

    Come avrete intuito dal mio ultimo commento, la maturità ha ridotto al minimo il tempo che posso passare su Internet. Oggi pomeriggio ho fatto un salto sia qui che sul profilo Twitter della Meloni, e ci ho trovato quest’orrendo tweet. Non bastava che lei avesse cominciato a compiacere personaggi discutibili: adesso è passata ad attaccare uno degli uomini più eroici ed intelligenti che abbiamo in Italia, per il solo fatto che è schierato a sinistra. Eppure la politica nel suo senso più alto è l’esatto opposto: rispettare l’avversario politico e riconoscerne i meriti, a prescindere dalla divergenza di opinioni.
    Inoltre, per attaccare Saviano ha usato davvero un mezzuccio di bassa lega, facendo leva sull’invidia sociale nei confronti di chi può permettersi un attico a New York. Se proprio doveva andare contro di lui, sarebbe stato opportuno rimanere nel merito della questione, e limitarsi a confutare le sue idee: buttare nel mezzo il suo attico al solo scopo di aizzare i lettori contro di lui è davvero un colpo basso. Cara Giorgia, io non ti riconosco più. Non sei più la donna che amavo (politicamente). Non mi resta che pregare affinché tu ritrovi la retta via.

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  39. Avatar milena
    milena

    Grazie Cristina…..Hai scritto una bella recensione su “Le Ragazze” di Emma Cline…Non è un libro da sottovalutare anzi penso che le ragazze dovrebbero leggerlo….

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  40. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Editalara @Laura @Milena
    Non mi sembra poco: se il libro di Cline “Le ragazze” ha dentro solo la metà di tutta le cose che hai detto tu, Cristina, scusate se è poco, è un gran libro. Non mi ripeto, ma a me era piaciuto moltissimo.

    @Tutti
    Il libro di Helena Janeczek che avevo letto anni fa, “Lezioni di tenebra”, mi era piaciuto, avevo sentito parlare di persona anche lei e mi è sembrata una che ragiona bene.

    @tutti
    Anch’io ignoravo totalmente il nome di Paweł Huelle, scrittore polacco che ho incontrato sempre grazie al libro di Cataluccio: Huelle viene presentatp nel capitolo dedicato a Danzica, dove è ambientato il suo romanzo, quello che io ho letto con soddisfazione, “Cognome e nome Weiser Dawidek”.

    Cominciano le vacanze estive per tre ragazzini di Danzica, ma non si può fare il bagno, il golfo è impestato da una moria di pesci che lo rende una pozza gelatinosa, sono quindi attratti da Davidek che, non solo nasconde un arsenale di armi, residui bellici del conflitto terminato dodici anni prima, ma mostra di avere anche dei poteri speciali.

    Il tempo della narrazione si sposta dal 1957, all’epoca della fatale estate senza spiaggia, all’interrogatorio che i tre devono subire nella scuola, fino a quindicina d’anni dopo, quando il protagonista si reca in Germania per sapere da Elka, la ragazzina intima amica di Dawidek, cosa veramente sia successo in quelle lontane settimane che hanno segnato la vita dei giovani. Sullo sfondo c’è la storia della Polonia comunista.

    Il libro mi è piaciuto moltissimo, e mi viene da dire: accipicchia, però, è stato definito il romanzo polacco più bello degli anni ’80, è ben scritto, offre diversi livelli di lettura, presenta aspetti simbolici e mistici, ma non penso sia molto conosciuto! È inutile, non avremo mai abbastanza tempo per rendere onore a tutti gli scrittori che lo meritano, non riusciremo mai a scovarli tutti!

    Ciao,
    Mari

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  41. Avatar cristina
    cristina

    bè il più bel romanzo degli anni 80 non è poi tutto sto gran complimentone, Mari. Prenderò nota ( e si allunga, la nota)

    Ora ho per le mani Coetzee il genio, che cambia stile da un libro all’altro.

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  42. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Cristina
    È stato definito “il miglior romanzo polacco degli anni ’80”. Può non essere vero perché tutto è soggettivo e perché queste definizioni sono sempre da prendere con le pinze, ma se lo fosse, il migliore scritto in un intero paese nell’arco di un decennio (io non so essere d’aiuto perché conosco niente di letteratura polacca), voglio dire, se fosse, non sarebbe una benemerenza poi da poco.

    Può non piacere, ma secondo me è scritto molto bene, ha una trama che regge e la struttura, nonostante il variare del tempo della narrazione (ore nel 1957 al tempo dei fatti, ora anni più tardi in Germania, ora nel tempo presente quando l’io narrante scrive) è molto ben congegnata.

    Quello che voglio dire io è che non sempre veniamo a conoscenza dei libri meritevoli di essere letti; dico solo che su Anobi per questo romanzo ho incontrato una sola recensione, contro decine di recensioni di romanzi magari più noti ma non altrettanto ben riusciti. Riflettevo sulla mia capacità di non leggere solo i libri più citati dai media.

    Ciao.
    Mari

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  43. Avatar cristina
    cristina

    ma s econdo te Mari, qui, anche solo qui – leggiamo solo i libri citati dai media? non direi proprio.
    Ossia se una/o vuole essere curiosa/o può benissimo. Ci sono interi universi letterari sconosciuti e in ombra. Dipende dagli interessi che si hanno in quel momento della vita.

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  44. Avatar wwayne

    @Mariangela: Anch’io adoro andare alla ricerca di libri di nicchia. Quelli che puoi trovare solo rovistando bene in una piccola libreria, o agli stand di una fiera del libro. Non hai idea di quanti tesori nascosti ho scoperto in questo modo. I romanzi così popolari che li puoi trovare al supermercato invece non mi sono mai interessati, salvo rare eccezioni (Stephen King ad esempio).
    Quando trovo un libro di nicchia che mi piace particolarmente cerco anche di fargli più pubblicità possibile, dedicandogli un post nel mio blog. Certo, so bene che non basta per fargli fare il botto: non ho abbastanza lettori per provocare un’impennata nelle vendite. Tuttavia, se un autore sconosciuto riesce a vendere anche solo una copia in più grazie a me, io mi ritengo già ampiamente soddisfatto.

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  45. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina @WWayne

    Di certi libri, scarse sono le recensioni in rete, esiguo il numero di copie nei sistemi bibliotecari, di più, di certi romanzi è dubbia la stessa reperibilità materiale, la possibilità di acquistarli, dico (per esempio il libro di Huelle non è disponibile su nessuna delle due librerie on line che ho consultato).

    Conosco troppo poco le letterature straniere per venire qui a fare la morale agli altri, io parlo per me, ci mancherebbe, solamente i numeri saltano all’occhio, sono un indizio sicuro; faccio presente che questi non non sono libri di nicchia, quelli cui faccio riferimento io, sono i libri più importanti delle letterature non occidentali. Voglio dire, hai ragione tu, Cristina, quando scrivi che ci sono interi universi letterari sconosciuti, in ombra.

    Dopodiché, mi direte che ho scoperto come al solito l’acqua calda, ma per quanto mi riguarda, ho di che riflettere.

    Ciao,
    Mariangela

    "Mi piace"

  46. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Scusatemi, forse avevo palesato un simile sconcerto, anni fa, quando avevo trovato che un elenco di romanzi tedeschi, ritenuti tra i più famosi e meritevoli, presentava titoli quasi irreperibili; oggi, come in quell’occasione, mi stupisce appurare anche attraverso i cataloghi in linea delle pubbliche biblioteche che certi romanzi sono semisconosciuti e sono destinati a rimanerlo (salvo il lettore se li vada a cercare scientemente, la loro scarsa presenza fisica nei luoghi preposti alla lettura fa sì che pressoché nulla sia la possibilità che il lettore meno informato li trovi per caso, per serendipità. E d’altro canto, l’offerta segue la domanda, è giusto che biblioteche e librerie posseggano i titoli richiesti, ed è il cane che si morde la coda …)

    Ciao

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  47. Avatar wwayne

    @Mariangela: Hai messo in rilievo un punto interessante: un romanzo che da noi è di nicchia magari non lo è in assoluto, perché nel suo paese di origine magari è stato un best seller. Anzi, è quasi certo che sia così, perché altrimenti non l’avrebbero tradotto in altre lingue.
    In pratica possiamo considerare come romanzi veramente di nicchia soltanto quelli pubblicati dai piccoli editori, quasi sempre in poche copie, quasi sempre scritti da autori esordienti. Molti di quei libri purtroppo finiscono al macero dopo pochi anni, perché l’editore non riesce a piazzare neanche le poche copie che ha stampato. Talvolta l’autore stesso se li ricompra, proprio perché non sopporta l’idea che la sua fatica letteraria faccia quella fine.
    Molti di questi libri sono ciarpame, robaccia prodotta da scrittori della Domenica con ingiustificate velleità letterarie; tuttavia alcuni di essi sono scritti da autori con del vero talento, che soltanto per una questione di sfortuna non hanno raggiunto il grande pubblico. Tra questi libri indipendenti ma meritevoli mi vengono in mente:

    Fabrizio De Sanctis, Una vendetta quasi perfetta
    Davide Del Popolo Riolo, De bello alieno
    Elena Mazzanti, Tutto quello che fai per me
    Michele Mingrone, L’ultima tournée di Sally O’Hara

    Più i gialli di Marco Ernst, ai quali l’espressione “breve ma intenso” calza a pennello: non c’è una sola parola in più del necessario, un po’ come nei romanzi di Hemingway (con le dovute proporzioni ovviamente).

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  48. Avatar cristina
    cristina

    UNo strepitoso romanzo metafisico – Aspettando i barbari – del Nobel Coetzee. FRa l’altro tratta delle nostre paure, del bisogno di avere un altro da criminalizzare- i barbari appunto – per poter invadere, sterminare, rinchiudere, imprigionare, esecitare potere, mantenersi al potere. E il meccanismo è la negazione dell’altro umano, l’irrisoone la tortura, la bestialità, e il pubblico applaude intimorito e galvanizzato.
    Di un’attualità straziante.
    Eppure nessun moralismo come sempre, Coetzee è uno trattenuto, scrive sul filo di un’umanità comunque perdente, fallita, rotta, slabbrata, non ha lezioni da impartire, solo dubbi ferocissimi e dolentissimi

    Che roba, gente, sia lode a questo scrittore schivo e strano, distaccato e senza nessun sentimentalismo, che ha scritto uno dei libro di maggior umanesimo che io abbia letto.

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  49. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Cri @Mari @Cam @tutti
    avevo risposto sul “cattolicissimo” (o qualcosa del genere) Mauriac.
    Non riesco a riprodurlo, mi dispiace.
    Non cambia la mia opinione sulla costruzione narrativa, sui personaggi etc.
    Anzi, vorrei leggere ancora qualcosa di questo autore.
    Ho lasciato Austerlitz per ora. Non ho quindi commenti da fare.
    Sapete che tra i lasciati per mancanza di coinvolgimento ho ANIME BALTICHE?
    Comunque, riproverò.
    Buonanotte

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