I libri più belli, letti nel 2018

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti. Spero che…

William James Glackens, 29 Washington Square, 1911
William James Glackens, 29 Washington Square, 1911- Wikiart

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti.
Spero che tutto ciò si ripeta anche per il 2018.

La regola/invito è sempre la stessa: ci occupiamo, descriviamo, giudichiamo, consigliamo letture e libri che abbiamo letto e riletto nel corso di questo 2018.

Grazie ancora a tutti e buone letture!

Qui trovate comunque le 55 pagine di discussione del 2017, quasi 2800 interventi

Commenti

1.397 risposte a “I libri più belli, letti nel 2018”

  1. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @tutti
    Grazie Cristina, era già in programma di fare un salto anche in quella zona di Milano, è solo questione di tempo.

    @tutti
    Non vi ho ancora detto di un libro che ho apprezzato molto perché stavo pensando al modo di parlarne senza fare spoiling; il fatto è che l’autrice svela il nocciolo della questione dopo circa 80 pagine dall’inizio; è una questione di attualità che fa riflettere e rispetto alla quale, grazie al libro, mi sono interrogata. La lingua è rapida, il periodare snello, è un libro che avvince e commuove. Potrei dire che la storia riguarda la vita, non comune, di tre “fratelli”.

    L’autrice è Fowler Karen Joy, quella di “Jane Austen Book Club”, che io ancora non conosco; il libro che ho letto io, che ha meritatamente ricevuto premi e riconoscimenti, è “Siamo tutti completamente fuori di noi”: bello, veramente!

    È di qualche anno fa, lo conoscete?

    Ciao,
    Mariangela

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  2. Avatar cristina
    cristina

    io l’ho in ordine alla Biblio, Ernaux, sono in fila Camilla e attendo paziente. Non fremo troppo quando c’è un libro che voglio leggere, so che prima o poi ci arrivo. e da anni ho imparato a non scalpitare.

    Nel frattempo ho fra le mani il primo libro di WU MING della mia vita, so che ci sono molti che li apprezzano questi ragazzi del collettivo – che fra l’altro hanno posizioni intellettuali e politiche che io ammiro- ho scelto di iniziare da Timira, in omaggio alle letture dello scorso anno sul Corno d’africa e perchè l’infame occupazione coloniale italiana va ben messa in luce e approfondita.

    Appena iniziato, saprò dire….

    Qualcuno/a conosce i Wu Ming??

    Nel frattempo sono attratta da alcuni titoli sulla vecchiaia, su input di Augias – Enzo Bianchi e Francesca Rigotti, qualcuno conosce qualcosa di uno dei due ? Parlo di libri scritti e letti, in questo caso non dei personaggi ((Enzo è famoso per i suoi interventi la domenica mattina a Radio 3).

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  3. Avatar cristina
    cristina

    Mari, ma ma non stavi leggendo Viale? invece no, libro su Milano e Fowler Karen Joy, e che riesce a seguirti ragazza mia?
    (no non la conosco e per ora nemmeno mi interessa, sono di nuovo centrata su Europa e Africa)

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  4. Avatar Dani

    @Cristina io amo molto Enzo Bianchi, lui è delle mie parti, mi è capitato di ascoltarlo personalmente su diversi temi. Ricordo un incontro in cui parlò della diversità, dell’incontro tra culture..straordinario e vero ecumenico. Di lui ho letto Cristiani nella società e IL PANE DI IERI e ti consiglierei il secondo. Partendo da ricordi di infanzia affronta vari aspetti della vita. Letto qualche anno fa non so dirti di più ora.
    Io ho ridato una seconda chance a Lemaitre su consiglio di un’amica. Dopo il deludente CI RIVEDIAMO LASSÙ ho letto TRE GIORNI UNA VITA. Insomma…poco, ma poco meglio. Stessi ingredienti e quindi stessa minestra, leggermente noir. Mi pare un po’ sopravvalutato

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  5. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Cristina @Camilla
    Cristina, in realtà Viale è per quando posso leggere a tavolino, quando questo è impossibile, ebook o audiolibro. A questo proposito, avevo già scritto che stavo usando una versione audio ridotta per sentirmi “Il Conte di Montecristo” di Alexandre Dumas, ecco l’ho finito oggi e, in merito alla riduzione sono sempre più spaesata.

    L’edizione cartacea BUR che ho sotto mano riporta un saggio introduttivo di Umberto Eco sul famoso romanzo: ne apprezza la struttura narrativa, ma non certo lo stile che, a suo parere, ne fa un’opera tra le più mal scritte di tutti i tempi. Si sa, ricorda Eco, l’autore veniva pagatoin base al numero delle parole, quindi la prolissità gli rendeva di più; le ripetizioni, poi, erano congeniali alla pubblicazione a puntate, per non parlare della ridondanza della lingua francese. Non è forse vero che Dumas scriveva in collaborazione? Perché, allora, si domanda lo studioso, non ammettere una collaborazione con un autore moderno che adatti il lavoro, limandolo, alla sensibilità contemporanea? Eco ammette poi di non essere stato in grado di portare a termine una traduzione/riduzione che raggiungesse questo obiettivo a favore dei lettori di oggi. Confessato il suo fallimento, il grande intellettuale sembra cambiare idea e si chiede: apprezzeremmo veramente il romanzo se non l’avessimo letto nelle sue edizioni ottocentesche zeppe di ripetizioni? Non è forse vero che anche quelle servono a far detonare la nostra partecipazione alle vicende di Dàntes?

    Non so se sia possibile mettersi a polemizzare con un grande come Eco, ma, a mio parere, la prima idea era quella buona (quella della traduzione asciugata all’osso) e questo mi convince che talvolta le riduzioni servono (anche se quella che ho letto io forse non è quella che aveva in mente Eco). O meglio, anche per riconoscere i propri limiti ed evitare di mettersi a fare a pugni con i mostri sacri: la riduzione, in questo caso, è servita a me per godere di questa storia straordinaria che, come sottolinea lo stesso Eco, e qui non posso che concordare con lui, “riesce ad inscatolare nello stesso romanzo tre situazioni archetipiche (innocenza tradita; acquisizione per colpo di fortuna; vendetta) capaci di torcere le viscere anche a un boia”

    [Umberto Eco, “Elogio del Montecristo”, in Alexandre Dumas, “Il conte di Montecristo”, traduzione di Emilio Francescini, BUR, 1998 pp. 5/16, già pubblicato in U. Eco, “Sugli specchi e altri saggi. Il segno, la rappresentazione, l’illusione, l’immagine”, Bompiani, 1985]

    Camilla, non ti scandalizzare della riduzione (so che tu ami questo romanzo), è stata una bella esperienza, davvero, non pensavo che un racconto, che spesso punta sulla drammatizzazione plateale dei sentimenti, potesse ammaliarmi così tanto!

    Ciao,
    Mariangela

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  6. Avatar cristina
    cristina

    Solo una cosa Mari:
    Alexandre Dumas non è un mostro sacro ( quelli sono Balzac, Flaubert,Maupassant, Hugo etc)
    Zola era un bravo scribacchino da storie un tanto al chilo, uno scrittore popolare, o pop si direbbe oggi. Scriveva dei bei feuilletton di cappa e spada, da lì al mostro sacro ( letterario) però ce ne passa, esi modus in rebus…

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  7. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina

    “Mostro sacro” era riferito a Umberto Eco, di cui stavo riportando il pensiero in merito al romanzo, non allo scrittore francese. Con le conclusioni di Eco non ero d’accordo, il “mostro sacro” è lui.

    Di Zola ho al mio attivo veramente poco per dire, ma né lui né Alexandre Dumas (padre) mi sembrano meritare una così bassa considerazione.

    Ciao,
    Mari

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  8. Avatar cristina
    cristina

    ah ecco, non devo scrivere sul tardi della sera, capisco roma per toma. Scusatemi, che stordita

    Ho scritto anche Zola invece di Dumas padre, ieri sera ero cotta e stracotta, si vede. Il giudizio era su Dumas. Zola è un letterato di maggiore sostanza, anche se minore e un po’ demodè rispetto alla grandezza imperitura di uno Stendahl o un Balzac.
    ,

    Non è scarsa considerazione di Dumas, Mari, è quella media e comunemente vulgata anche delle storie letterarie. Dumas: un bravissimo pennivendolo, divertente e scorrevole, pieno di brio e fantasia, abituato a lavorare appunto un tot al chilo.

    Che dio l’abbia in gloria, ma la grande arte è un’altra cosa, soprattutto nella straordinaria ricchezza e meraviglia dell’Ottocento francese, dove ti ripeto i mostri sacri abbondano in modo sorprendente ( al contrario che da noi , dove il secolo XIX ha prodotto poco, soprattutto in tema di romanzo e il perchè è una vexata quaestio in cui le situazioni socio- economiche sono certamente una spiegazione necessaria, ma forse non sufficiente ).

    Piove, governo ladro

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  9. Avatar camilla
    camilla

    A Mariangela Cristina. ha già. chiarito la differenza abissale tra Dumas padre e gli altri grandi della superba letteratura ottocentesca francese . Dumas era uno scrittore popolare, la gente spesso non sapeva leggere e uno per tanti leggeva i romanzi a puntate di Dumas. Anche Hugo veniva letto collettivamente e in Inghilterra succedeva lo stesso con Dickens , e con tutte le pubblicazioni ” fortemente ricche di avvetura.Erano comunque. autori geniali la cui grandezza , infatti.e’. rimasta viva e sfolgorante fino ad oggi. Zola era molto piu’ interessato alla questione sociale e a una estremamente accurata
    analisi dei personaggi in base al loro ambientee alla psico – sociologia ecc. La Serie dei Rugon -Macard, la genetica come elemento essenziale,il lavoro al limite della sopravvivenza dei minatori, il fatto religioso ( il magnifico Lourdes) e molto altro. Zola e’ modernissimo anche oggi certo meno popolare. IL CONTE DI MONTECRISTO e’ un romanzo che va letto con la capacità di meraviglia che merita e che ha ispirato generazioni intere e il cinema e il teatro ecc.Perciò le grandi fiabe di Dumas p. sopportano bene “interpretazioni e riduzioni ” purché rispettose e intelligenti.ciaociao Cam

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  10. Avatar camilla
    camilla

    @ Cristina dei Wu Ming non ho mai letto niente. @ Dani.
    Enzo Bianchi e’ un monaco della Comunità. di Bose, fa parte da tanti anni della bella trasmissione radiofonica di Gabriella Caramore che è. un continuo splendido viaggio del fatto religioso dei popoli e della storia.UOMINI E PROFETI mi sembra uno tra i migliori programmi culturali della RAI 3.un abbraccio. Cam

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  11. Avatar cristina
    cristina

    ebbene, ho letto con grande contentezza TIMIRA, di Wu ming e Antar Hassan.

    Non so come siano i loro altri libri, ma questo è rapinoso.
    Intanto si tratta di una storia vera – e acci, che storia!!!! -, ben ricostruita con un andirivieni fra epoche e documenti e foto una più incredibile dell’altra
    .
    E’ la storia di Isabella Marincola, alias Timira Hassan, somala figlia illegittima di un soldato italiano in Somalia nell’epoca fascista e di una donna somala. Il padre la riconosce e la rende da subito cittadina italiana, come aveva fatto anche per il primo figlio Giorgio ( che morirà da partigiano, medaglia d’Oro e anche quella è una storia incredibile).
    Timira – che è scura di pelle e decisamente somala nei tratti – vivrà in parte in Italia e in parte in Somalia, con una vita che più avventurosa – e sfortunata- non si può immaginare.
    E’ stata modella, attrice, insegnante,ha frequentato grandi artisti e grandi attori ,ha molto fatto la fame e la miseria ma sempre con uno spirito baldanzoso e ironico che il libro rende benissimo, e questo è uno – ma non l’unico – dei suoi grandi pregi.
    Fra le righe emerge il nostro colonialismo durante il fascismo e quello camuffato del dopoguerra ( ci si trova anche Craxi che va in visita da Siad Barre,il dittatore), e poi la guerra terribile degli anni 90, con Mogadiscio devastata in preda a bande di assassini pronti a tutto.

    Davvero un libro con un ritmo svelto, incalzante, vivido, in cui Isabella Marincola – oramai 84enne, acciaccata, ma non nello spirito – racconta e si racconta ,e molte parti sono proprio parole sue.
    Il progetto di scrivere la sua vita è stato voluto insieme a lei e – alla sua morte – lo condurrà in porto suo figlio Antar con i Wu Ming.

    bello, mi è piaciuto davvero molto.
    Leggerlo serve, non solo perchè è un libro bello e ben scritto, con una vicenda pazzesca, ma serve molto anche a noi, per capire e sapere, chè di quella vicenda storica, il nostro stare in “abissinia” , non sappiamo quasi nulla.

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  12. Avatar camilla
    camilla

    @ cri il celebre e splendido romanzo di Ennio Flaiano ambientato in Etiopia da’ tutto il gelido orrore del colonialismo italiano in Africa. baci. Cam

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  13. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Cristina @ tutti
    appena finito di scrivere su Timira e ….puff! Via la connessione.
    L’ho letto circa sei anni fa, ma mi è rimasto impresso per l’attorcigliamento di budella.
    Lei bella ed esotica ha pagato il pregiudizio maschile e femminile. La madre naturale a cui è stata strappata, figura perenne nella mia mente. Lei costretta a vivere nella casa del padre la cui moglie la presenta come figlia e poi resta gelida quando tutti mettono in evidenza quanto è scura la sua pelle (ipocrisie pazzesche!)
    Lettura utile per tutti. Sia per i nostalgici di QUEI BEI TEMPI, sia per chi pur capendo che il regime sia stato una schifezza, pensa che alle colonie abbiamo regalato tanto.

    Saluti

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  14. Avatar cristina
    cristina

    Flaiano l’abbiamo letto due anni fa nel Gdl, tremendo, Cam, ma molto datato ( nel senso che è stato scritto molto tempo fa, ma un libro fondamentale, concordo).

    Qui siamo ai giorni nostri invece.
    Timira ha un taglio diverso, è un libro anche molto vivo, e pieno di vita, nonostante le schifezze che vengono messe in luce, e la vicenda di questa donna indomita e mai domata che è davvero incredibile.
    Jezz, io l’ho ammirata, mi sono arrabbiata, certo, ho sentito la sua pelle oltraggiata ma anche la sua enorme spinta vitale, instancabile, il suo grandissimo attaccamento alla vita.

    Guardate è UN BEL LIBRO, non solo per imparare cosa è successo, si legge davvero in modo godibile e senza staccarsi dalle pagine, una vicenda umana senza uguali

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  15. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Tutti
    Di Wu Ming ho letto un solo racconto, “Momodu” (in “Anatra all’arancia meccanica”). In un nostro gioco ideato su questo blog da Cristina qualche anno fa (a un ipotetico lettore di un GdL straniero dovevamo approntare una lista di libri che dessero conto dell’identità italiana), io lo elencavo nella mia lista con la motivazione, scrivevo allora, che avrebbe consentito al non autoctono di conoscere gli abusi delle nostre forze dell’ordine rispetto alle categorie più deboli. Come vedete, non sdegno neppure le autocitazioni.

    Di “Timira” avevo sentito dire un gran bene, ma non l’ho letto

    Ciao,
    Mariangela

    ps: Camilla, Cristina, mi sembra che con Alexandre Dumas padre siate un po’ ingenerose!

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  16. Avatar cristina
    cristina

    Mariangela, non conosco nè pratico la generosità nei confronti della letteratura, nemmeno verso le poesiole dei bimbi che conosco, figurati.
    E’ una virtù adatta ad altri ambiti, assolutamente.

    Dumas padre? un bel polpettoncione, dai, godibile. Ma cosa vuoi di più??

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  17. Avatar cristina
    cristina

    PS Mari, e sono certa che a te, Timira, te gusterebbe, guarda,è pure scritto piuttosto bene

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  18. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @tutti
    Ho comprato un libro lasciandomi attrarre da copertina e titolo.
    ARRIVEDERCI, ARANCIONE di Iwaki Ikei. A quanto pare in Giappone è un caso letterario e vincitore di premi. In effetti è molto diverso dalla letteratura giapponese che ho conosciuto finora.
    Varie donne che affrontano la via in un Paese in cui sono straniere. Un messaggio positivo che invita ad integrarsi trovando nel fondo di ognuno di noi ciò che è simile perché è umano al di sopra delle sovrastrutture culturali. Al di là di alcune banalità della trama, l’ho apprezzato. Ci sono le lettere della donna giapponese che fanno una bella disamina della condizione di chi deve tradurre e tradursi in una lingua non sua.
    Grazioso.

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  19. Avatar cristina
    cristina

    Sto leggendo SENZA CODA di Marco Missiroli…. Di lui mi era piaciuto anni fa un altro libro che ha vinto parecchi premi.
    Lo conoscete?

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  20. Avatar cristina
    cristina

    Jezzz, ma tu la Kirino l’hai mai letta? quella si, è terribile. e affascinante sul Giappone.
    4 casalinghe a Tokio! molto noir, ma molto molto, e avvincente

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  21. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Cri
    poteva essere utile averlo a casa in questa notte insonne… (non soffro mai di insonnia, uffa!)
    Il libro di cui ho parlato non parla del Giappone: si svolge in Australia.

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  22. Avatar camilla
    camilla

    @ jezz. ambientato. in un Giappone non “turistico” oltre alle
    4CASALINGHE DI TOKIO mi aveva molto colpita anche sul piano del femminile, molto forte e molto “avanzato” GROTESQUE”.Kirino e’ una grande e ha scritto ,tradotti in italiano,molti romanzi. Non mi sembra adatta però. come sonnifero 😫 ciaociao Cam

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  23. Avatar cristina
    cristina

    Bah sto Missiroli, interessante,SENZA CODA è la storia di un bambino figlio di un boss mafioso, che picchia moglie e figlio e vive sotto scorta. Il punto di vista è quello del bambino, tenerissimo, che dà sempre la caccia alle lucertole tagliandogli la coda.

    Di lui mi era piaciuto parecchio Atti osceni in luogo pubblico, uno dei pochissimi autori italiani leggibili di oggi.

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  24. Avatar cla055
    cla055

    Faccio notare a chi, come me, ama la scrittura di Javier Marias, che è uscito il suo ultimo libro BERTA ISLA.
    Buona lettura.

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  25. Avatar camilla
    camilla

    Salve Claudio, anch’io amo Javier Marias di cui ho letto alcuni pensosi bei romanzi. E’ uno scrittore sempre profondo e ogni suo libro e’ un piacere. ….ti ricordi Claudio? l’ avevamo prevista questa follia . ma non bisogna parlare di politica. ciaociao. Cam

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  26. Avatar cristina
    cristina

    Anche io aspetto di leggere Berta Isla, perchè Marias è … strano. Fa libri bellissimi ( Un cuore così bianco) e libri che scimmiottano un po’ se stesso (l’utlimo di cui ho scordato il titolo…), temo si sia avvitato sul suo stile – che ho amato moltissimo – e che ne resti prigioniero.
    Staremo a vedere

    E’ anche uscito un altro libro di Aramburu Anni lenti – che leggerò di sicuro dopo aver molto amato Patria.
    E se non erro forse c’è anche un nuovo libro di Mathias Enard, ma magari mi sbaglio, ho un raffreddore galattico e sono suonata come un pugile rintronato.

    Camilla, non ci hai detto nulla dell’ultimo libro di Annie Ernaux,sulla madre, che io ancora aspetto di leggere.

    Sul resto, questo paese o è tragedia o è farsa, qui siamo a metà strada. sigh

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  27. Avatar camilla
    camilla

    @ Cristina per dire qualcosa di UNA DONNA di Annie Ernaux occorre necessariamente essere suoi appassionati lettori.Conoscere lo scenario , l’ ordine delle cose.La drogheria di Yvetot in Normandia, gli anni, i personaggi che prendono vita e restano dentro l’ anima di chi legge che capisce di avere conosciuto una letteratura perfetta, unica , classica. Diversa da ogni altra esperienza letteraria. Incomparabile antologia di perfezione , di descrizione di noi stessi. ” Mia madre è morta lunedì 7 aprile… ” Così inizia questo romanzo, da leggere e rileggere per accettare l’ idea che l’ inadeguatezza e’. costitutiva dell’ essere umano oltre che viatico per qualsiasi forma di conoscenza.( le ultime 10 parole le ho prese da Elena Stancanelli perché mi sono sembrate perfette.ciaociao Cam

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  28. Avatar camilla
    camilla

    @ Cristina non ci sono nuovi libri di Enard dopo il fascinoso , magnifico, L’ALCOL E LA NOSTALGIA. Un viaggio infinito nella Russia sterminata, sulla Transiberiana. Una storia di amori, di ragazzi, di sentimenti …dolenti.Non ne ho mai parlato sul blog ( come di molti altri libri) perché le letture di cui si parla mi sembrano lontane da certe atmosfere letterarie , inadatte a mio parere a un ” giudizio” personale ” mi piace o no”.Infatti quando si esce dal solito ( es. Rodoreda ) non è facile comunicare. Cam

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  29. Avatar cristina
    cristina

    Grazie Camilla, il solito? Sarebbe Rodoreda il solito? avercene…ahah

    bah, non fare la polemica, è difficile fare combaciare i nostri gusti che spesso divergono.

    Io adoro Ernaux, () e ho letto tutto, come altre qui) Enard, Chimamanda, invece altri autori che tu ami no, come tu non ami ( drasticamente e non lo mandi a dire) alcuni che amo io. And so what?
    Baruffiamo da sempre su autori e autrici. sarà una novità?? A volte ci inalberiamo pure, per lesa maestà dell’autore/autrice amato.

    In genere sei tu che ci vai giù più dura, (come con Cognetti o.Berlin) io difficilmente mi schiero con durezza ( a parte Veladiano che mi sta sui cabasisi) però sembra che tu non te ne renda conto. Va bene, tutto gira e torna, anche gli angoli e le asperità, a volte si aguzzano, a volte si ammorbidiscono c’est la vie.

    Qui siamo in 3-4 le adoratrici di Ernaux, che sappiamo a memoria la drogheria, la vestaglia sporca, e il vaso da notte, il padre, il collegio, tutto.

    E’ classica,Ernaux, come dici bene, e solo questo stile le consente di tenere a bada quella lava incandescente che è la materia di cui scrive. Che scrittrice, davvero, unica.
    Aspetto il libro con ansia e grazie di averci concesso le tue impressioni tesoruccio mio

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  30. Avatar camilla
    camilla

    @ Cristina. insomma cri certe letture che ci hanno incantate, che sono divenute parte di noi, temiamo o almeno io temo che non vengano comprese perché affrontate sporadicamente, un solo libro e via..Ameremmo tanto Rodoreda se non avessimo, a suo tempo, letto e riletto tutto quello che era possibile con un piacere che si e’ scavato una nicchia nel nostro cervello, pronto a restituicene di volta in volta tutta la gioiosa emozione . Non tutti i libri possono affascinare tanto, occorre conoscenza e servono emozioni . Difficile innamorarsi di una lettura che ci arriva piena di recensioni entusiastiche che dopo poco si sgonfiano come palloncini. E’. successo che io mi sia profondamente annoiata sui racconti di Berlin,o su romanzi per me senza mistero e senza fascino, ma non possiamo avere gli stessi gusti, basta rispettarsi. Quanto a Veladiano non ti sei incuriosita,la rifiuti al buio. Ma a me va bene così.Ho la fortuna di conoscerla e ammiro molte sue qualità.Certo non provo , fin ora, nessun tipo di fascinazione.Solo una curiosità e l’ attesa del libro giusto. Potrebbe scriverlo, chissà.
    Ciaociao..Cam

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  31. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti

    Avete letto “Yellow birds” di Kevin Powers? Due ragazzi statunitensi si arruolano per l’Iraq e in guerra conoscono ogni sorta di orrore, il più vecchio non riesce a mantenere la promessa fatta alla mamma del più giovane ….

    La scena si muove in continuazione tra i luoghi di guerra e gli Stati Uniti; ben scritto e psicologicamente ben strutturato, questo romanzo è una denuncia della guerra, dell’inaudita violenza che contrappone esseri umani. A me è piaciuto molto, anche se c’è un particolare che non ho compreso e non posso neppure esplicitare qui la mia domanda perché anticiperei troppo (non capisco sempre tutto dei libri che leggo).

    Leggo adesso mentre scrivo che, basato su questo libro, nel 2017, è uscito anche il film. Per adesso, di Kevin Powers, è l’unico libro. Mi permetto una nota in merito al libro nella sua materialità (non esiste la versione digitale): la collana della Einaudi si chiama “Stile Libero Big” e presumo che il “Big” stia a sottolineare la grandezza del carattere di stampa che in effetti è facilitato: evviva i libri leggibili e accessibili a tutti!

    Ciao,
    Mariangela

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  32. Avatar cristina
    cristina

    E’ vero Camilla, certi autori ( autrici) forse hanno bisogno di un corpus per essere capite e assaporate AL meglio.

    E’ sicuramente il caso di Ernaux, i cui libri si integrano IN UN AFFRESCO DI UNA VITA CHE è ANCHE TUTTE LE NOSTRE,

    Meno per ROdoreda perchè La Piazza del diamante e Via delle camelie secondo me sono già autosufficienti, e capolavori a tutto tondo, pieni, luminosi e interi.
    ma certo conoscendola poi in tutte le sue sfaccettature ( anche quelle più grottesche e noir) si rianimano angoli celati

    Sto pensando a quali altri autori/autrici mi abbiano fatto questo effetto, in genere leggo sempre almeno due o tre libri se un autore mi piace o mi ha incuriosita.
    Credo Singer, inteso come Isaac Basevis, di cui molti anni fa lessi quasi tutto e di cui ho in testa un intero caravanserraglio di paesi, personaggi, situazioni..
    Meno Marias di cui ho letto tutto il leggibile circa, ma che non aveva bisogno di un opus per essere compreso, mi pare.
    Sicuramente Elena Ferrante ( parlo dei primi tre, non della quadrilogia che giudico irrilevante per l’autrice) che a leggerli ognuno riverbera l’altro-

    Chimamanda? No, non direi, ognuno dei suoi libri è un’opera compiuta, a se stante, bastevole e smagliante.

    Ah che pensieri in una testa ancora offuscata dalle nebbie del raffreddore!

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  33. Avatar cristina
    cristina

    Anche io cara Mari ho letto un libro in caratteri molto grandi, ma non ricordo la casa editrice.
    Era Senza Coda di Missiroli.
    Boia, dè, che fatica con quella scrittura ingombrante! una pagina senza respiro, tutta strapiena di lettere. Ho fatto davvero molta fatica e mi sono irritata tantissimo-
    Pensa tu, e doveva essere più facile….

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  34. Avatar camilla
    camilla

    @ Cristina Già e’. così. Bisogna anche pensare. che non tutte le ciambelle ( ?) riescono col buco, nemmeno ai Geni per es…..Mozart, che di ciambelle , insomma, e’ Lapalissiano che è meglio conoscere tante opere di un autore, prima di tranciare giudizi ( e qui mi ci metto pure io).Tuttavia esiste il “caso” dell’ unico capolavoro sempiterno , ci sono alcuni esemplari PICCOLO PRINCIPE, IL BUIO OLTRE LA SIEPE,IL GIOVANE HOLDEN ,ma sono eccezioni .Per il resto un solo libro non basta .Del resto è. bellissimo conoscere una autrice e un autore al punto di aspettare con gioia un nuovo libro che potrà darci comunque molto di più , molta più. soddisfazione molta. più. capacità. di comprendere e quindi di provare il vero grande piacere della lettura. Quel libro di Enard sulla immensa Russia L’ ALCOL E LA NOSTALGIA è magnifico se si conosce il grande autore.Ciaociao Cam

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  35. Avatar cristina
    cristina

    guarda Cam me lo vado a cercare alla Biblio subito, chissà se sarò fortunata

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  36. Avatar wwayne

    Camilla ha messo in rilievo un punto interessante: alcuni scrittori ci piacciono così tanto che aspettiamo i loro nuovi libri con la stessa trepidazione con cui altri attendono il concerto di una rock star, o l’uscita di un film del loro regista preferito. Sul momento mi vengono in mente diversi autori che mi hanno fatto quest’effetto: Carmine Abate, Giorgio Faletti, George Pelecanos, Don Winslow, Joe R. Lansdale, John Green, Banana Yoshimoto, Joyce Carol Oates. Di quest’ultima tra l’altro non facevo a tempo a finire l’ultimo romanzo uscito che già ne avevano pubblicato un altro. La Oates scrive ad un ritmo forsennato, e ci sono tanti suoi romanzi inediti nel nostro paese: di conseguenza potrebbero pubblicare un suo libro una volta al mese, e ci sarebbe comunque materiale fino al 2020.
    Alcuni degli autori sopra elencati li seguo ancora con grandissimo piacere; altri invece (John Green e Banana Yoshimoto) li ho abbandonati, perché la loro involuzione artistica mi suscitava troppa tristezza. E’ orrendo quando un artista che ha donato tanta bellezza al mondo perde il suo tocco magico, e diventa incapace di produrre delle opere anche solo decenti: quando intravedo una parabola discendente di questo tipo, preferisco allontanarmi prima che l’artista in questione tocchi il fondo. Questo non solo in letteratura: ad esempio, ho smesso di seguire i film di Verdone proprio per questo motivo. Dicono che proprio con l’ultimo film sia tornato ai fasti di un tempo: me lo auguro di cuore, e aspetto che passi su SKY per accertarmene di persona.
    Mi è capitato anche di innamorarmi di un autore “a posteriori”, ovvero quando aveva già smesso di scrivere: in tal caso la trepidazione mi assaliva non quando scoprivo che aveva pubblicato un nuovo libro, ma quando ne trovavo uno che ancora non avevo letto. Ad esempio, anni fa mi ero messo in testa di comprare e leggere tutti i libri di Lewis B. Patten: il guaio è che uno di essi (Ultima notte a Cottonwood) era assolutamente introvabile perfino nelle biblioteche, e quindi era difficilissimo venirne in possesso. Mi mancava solo quello per completare la sua bibliografia. Quando l’ho trovato su ebay dopo anni di ricerca, è stato uno dei momenti di più intenso sollievo di tutta la mia vita.
    Per curiosità sono andato a vedere se c’è ancora su ebay: adesso sono addirittura TRE le copie disponibili. 🙂

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  37. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Cristina
    Cristina, è da quando me lo hai scritto che mi arrovello per ricordare dove avessi letto qualcosa, probabilmente anni fa, a proposito di quella parte di Milano immediatamente a ovest dell’ex Fiera di Milano. Dopo affannose ricerche, l’ho trovato stamane e, come pezzo sulla storia urbanistica di Milano del XIX e XX secolo, ha proprio meritato una rilettura:

    ► “La città contemporanea” in “Milano Touring club italiano”, TCI, 1998 (pp.71/89)

    Due erano le tipologie edilizie su cui si puntava a Milano con il Piano Regolatore Beruto (fine XIX secolo): l’abitazione borghese, mutuata dal palazzo signorile, l’abitazione operaia, di derivazione rurale, e molto meno frequentemente, il villino isolato con giardino. Di quest’ultima tipologia, spiega la guida Touring, a Milano rimangono tracce solo nella zona di via XX Settembre e nei paraggi di via Monte Rosa (pag. 77).

    In effetti sono strade molto particolari, come scrivevi tu, signorili, per me quasi “non milanesi”. Il pomeriggio è caldo ma i platani di via Pagliano rinfrescano la passeggiata, attorno poche macchine, nessun mezzo pubblico e, per essere in centro, un silenzio insolito. Via Monte Bianco, via Monte Cervino, via Monte Leone, un altro mondo rispetto alla metropoli che conosco io, tutto molto signorile e raffinato (ho visto l’edificio casa verde acqua che mi dicevi).

    In via Previati ho notato subito una salumeria dalla bella insegna e, all’interno, dall’arredo di una volta; in strada le case, basse, di soli due tre piani, sono spesso tinteggiate in tenui colori pastello; le decorazioni, di stili diversi, vanno dalla testa leonina sopra la finestra al festone in stile neoclassico.

    In via Ghiberti, invece, mi colpisce la leggerezza di certi balconcini (in pietra e ferro battuto) e, sulla destra venendo da via Mosé Bianchi, un edificio col tetto spiovente, che forse vuole ricordare una casa colonica; è di un giallo paglierino delicatissimo e, ornamento floreale azzeccatissimo, davanti all’entrata i rami di due piante di rose si piegano sotto il peso di una fioritura abbondantissima, di un bianco appena screziato di rosa delicato.

    La Ciconvallazione funge da linea di displuvio, attraversando Viale Murrillo, lascio l’enclave di lusso, che ho visitato grazie alla dritta di Cristina accompagnata dal mio libro, e “rientro” a Milano. Tutto è meno curato e il marciapiede non è certo impeccabile. All’International Mini Market grossi pacchi di riso Basmati fanno mostra di sé su una scaffalatura malcerta appoggiata alla vetrina; dietro alla scritta “riparazioni sartoriali”, accanto a una fila di spolette colorate, una donna cinese (o vietnamita, o filippina) cuce curva sul suo lavoro.

    Ho ancora negli occhi gli androni ombrosi, con le rifiniture in marmo e le piante decombenti, quando, su un tavolino all’esterno di un bar, vedo qualcosa che mi colpisce: in un vaso improvvisato qualcuno ha riposto degli steli di malva dal fogliame verde scuro, fiori colorati emergono dall’ascella dei rami; devono essere stati raccolti lì vicino, in un’aiuola dall’erba alta. La composizione floreale alla buona sembra sancire il mio attraversamento del confine, dal quartiere signorile a quello più umile, e, nella sua semplicità, mi intenerisce: qui niente aspidistre tirate a lucido, sembrano dirmi quei fiori di campo, qui solo vagabonde di strada: povere, resistenti e belle!

    Scusatemi la lunghezza, ma, in questo caso, la camminata urbana è stata originata dalla guida Touring (che meraviglia le guide!!), ma anche dallo sprone di Cristina, che da queste parti passeggiava con la sua amica e, proprio attorno alla fontana di piazza Giulio Cesare, pattinava con gusto, quindi è colpa sua.

    Saluti,
    Mariangela

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  38. Avatar cristina
    cristina

    accidentaccio Mariangela! ma io lì non solo ci passeggiavo, ci sono vissuta per decenni! che robaaaaa. Grazie grazie sono contenta matta

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  39. Avatar camilla
    camilla

    @ ww. ciao ww, mi ritrovo parecchio nel tuo modo di amare e di leggere , letteratura e cinema.Sugli autori condivido in pieno la incredibile Oates, conosco gli altri perché sono tra quelli di mio figlio e qualcuno lo ho letto e apprezzato , Lansdale, per es. e altri anche se non ne sono divenuta costante lettrice. E dobbiamo pur scegliere, delimitare il campo per non perdersi in oceani sconfinati. Non mi sono mai innamorata di Verdone pur riconoscendone la qualità. Preferisco generi diversi.
    Bello il tuo post. ciaociao Cam

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  40. Avatar wwayne

    @Camilla: Mi fa molto piacere che siamo sulla stessa lunghezza d’onda, e anch’io mi ritrovo molto in ciò che hai scritto. Ad esempio, anch’io non sono mai diventato un costante lettore di alcuni autori che pure mi piacevano (Stephen King su tutti), proprio per il motivo che hai detto tu: la loro bibliografia era troppo estesa per poterla leggere tutta, e quindi mi sarei perso in un oceano sconfinato.
    Tuttavia, l’ultimo libro di Stephen King l’ho comprato: dalla quarta di copertina mi sembrava una palese auto – scopiazzatura di IT, e tanto è bastato per convincermi a dargli una chance. Grazie mille per le belle parole che hai speso per me, le ricambio di cuore! : )

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  41. Avatar cristina
    cristina

    Prossimo compito per mariangela pedibus calcantibus:
    Milano, quadrilatero fra Via Benedetto Brin- Via flavio vegezio e Via privata Claudiano, intrico di viette tutte con villette anni 20-30, sempre di fronte alla fiera ( ingresso laterale di una volta).
    Le villette ci sono ancora, i giardini pure, il silenzio pure. In via Benedtto Brin la villetta dei miei zii non c’è più, ma io e mio cugino ci abbiamo giocato per un decennio, sugli alberi e in giardino. Una mIlano segretissima, e magnifica.

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  42. Avatar cristina
    cristina

    (Mari, io comunque con la malva ci lotto ogni giorno, mi invade il pratino, questa scostumata, la strappo sempre ahah)

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  43. Avatar cristina
    cristina

    oggi a Fahre ( in diretta dal Salone del libro di Torino sarà intervistato Fernando Aramburu sul suo libro Anni lenti ( tradotto ora in Iatlia) ma prodromo di Patria)

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  44. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Cristina
    Cara Cristina, allora non mi conosci: perché non si dica che qui facciamo autobiografia o che ci allontaniamo dall’oggetto cui il blog è dedicato, cioè i libri (dobbiamo stare all’erta!), non appena tu avevi scritto il tuo elenco di vie e prima che mi tornasse in mente la guida del TCI (comunque da non perdere!), io mi ero subito procurata un volume che mi guidasse per quella zona:

    ► “Zona 6”, testo realizzato grazie alla preziosa collaborazione dei ricercatori della memoria Roberto Marelli e Alberto Recchi, ideatrice e coordinatrice del progetto Paola Cascone, testi a cura di Giorgio Bacchiega, Assessorato al decentramento, 1991

    Sbagliamo se pensiamo che i libri non recenti non possano regalarci più niente, questo libro, per esempio, è stato scritto quando la suddivisione amministrativa di Milano era diversa (oggi non ci sono più le Zone ci sono i Municipi), ma può essere del massimo interesse perché, tra le tante cose che propone, alcune sono cambiate e altre non esistono più. Inoltre, per quello che ho letto io (l’ho usato in modo selettivo per la Zona Fiera in onore a Cristina) spiega bene alcuni aspetti urbanistici di MIilano; a voler trovare una critica, potrei forse dire che trasmette così tante informazioni che è un filo difficile seguirlo con attenzione (con tutto il materiale del libro, si sarebbero potuti stampare, magari con più fotografie, quattro o cinque libri diversi).

    In pratica, ho selezionato le vie limitrofe a quelle da te indicate (il libro si ferma in Via Berengario!) e ho trovato proprio via Brin! L’autore, sotto la dicitura “Corrente razionalista” indica, al civico 2, la villa Leporte (1936), opera di Ponti, Fornaroli e Socini (p. 85), ma in effetti è la via da vedere, così caratteristica per essere a MIlano! Devo però dire una cosa, oggi, su tutto, incombono i grattacieli di City Life e per me, dopo la visita di ieri, la scomparsa della Fiera è una ferita ancora più dolorosa!

    Cristina, non pensare non abbia nient’altro da fare che cercar libri e andare a spasso (magari, dolce l’uva!), il fatto è che quella zona mi interessava veramente e la tua citazione ha stimolato ulteriormente la mia curiosità.

    Ciao,
    Mariangela

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  45. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Scusate, il numero civico di via Brin è il 12!
    Cristina, dov’era la casa di tuo zio?

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  46. Avatar cristina
    cristina

    Mari, direi fosse al n. 2, hanno butatto giù la villetta e quella accanto e ci hanno fatto una casa a 3 piani direi. dolore!
    ( idem con la villetta dei miei nonni in Via Sardegna, dove sono nata, aaaargh)

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  47. Avatar cristina
    cristina

    insomma Mari, mi hanno demolito il passato infantile, letteralmente

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  48. Avatar camilla
    camilla

    Marian &. Cristina
    Parecchi anni fa un bel film , turisti per caso(?) raccontava la storia di uno ” scrittore” , molto dotato in Guide turistiche di città, dove trovava i posti più gradevoli e originali e meno invasi di turisti, sapeva raccontare
    così bene che aveva un seguito di viaggiatori interessati e affezionati. E poi e poi. Pensavo a quanto sarebbe piaciuto a Marian
    tutto ciò con la guida de quel bravo attore biondo che non mi ricordo come si chiamava. Cam

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  49. Avatar cla055
    cla055

    Si Cam era Turisti per caso e l’attore il bel tenebroso William Hurt.

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  50. Avatar camilla
    camilla

    @ Claudio. grazie! ti ricordi anche le attrici , sorella compresa.?

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