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I libri più belli, letti nel 2018

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti. Spero che…

William James Glackens, 29 Washington Square, 1911
William James Glackens, 29 Washington Square, 1911- Wikiart

Ripartiamo. Ripartiamo con lo spazio nel quale si esprimono le anime pubbliche dei lettori di questo blog. Anche quest’anno devo ringraziare tutti coloro che generosamente e con assidua pazienza dialogano con gli altri lettori a proposito di letture fatte e desiderate. Con molto senso critico ma anche rispetto per le opinioni di tutti.
Spero che tutto ciò si ripeta anche per il 2018.

La regola/invito è sempre la stessa: ci occupiamo, descriviamo, giudichiamo, consigliamo letture e libri che abbiamo letto e riletto nel corso di questo 2018.

Grazie ancora a tutti e buone letture!

Qui trovate comunque le 55 pagine di discussione del 2017, quasi 2800 interventi

Commenti

1.397 risposte a “I libri più belli, letti nel 2018”

  1. Avatar cristina
    cristina

    ogni giorno uno sconquasso, una perdita un arretramento, questo qua vuole smantellare TUTTA l’Italia repubblicana e le sue conquiste.

    Poi ponti che crollano, navi respinte, persone in mare, disperati irrisi, gay picchiati, neri sparati, bimbi che non vengono vaccinati, dichiarazioni immonde su capotreni da premiare che sono maleducate e razziste, linciaggio di un cittadino per bene…. eccetera

    Un medioevo ( mi scusi il medioevo) prossimo venturo fatto di ignoranza, spallucce, battutacce da bar e prevaricazioni quasi sorridenti. Dovremmo ribellarci, ora, adesso.

    Meno male che sono vecchia. E’ terribile, tutto

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  2. Avatar camilla
    camilla

    @ Cristina Di Maria Zambrano non so nulla. era una filosofa spagnola, anche lei esiliata durante la guerra di Spagna. E’. stata in molte parti del mondo dove ha scritto moltissimo in Italia ha fatto parte del gruppo di Elemire Zolla e e’ da Zolla che ho letto qualcosa su questa importante studiosa, filosofa . Ma non so altro. Un’altra. grande donna cacciata dal suo Paese come l nostra Mercé Rodoreda. In questi giorni ho ripreso in mano la Piazza del diamante , l’ ultima parte , l’ orrore della dittatura, la fame… Non è vero che i libri si dimenticano se ci hanno formate, mattoncino dopo mattoncino. I libri letti siamo noi. Penso. Su con la vita Cri. Sei molto triste in questo periodo. Anch’io ma voglio reagire. tua cam

    @ ww. com’è piacevole il ww che si confronta su libri e film.
    Ieri sera tardi ho guardato un vecchio film che non ricordavo più.LA CASA DEGLI SPIRITI : l’ orrifico golpe nel Cile di Pinochet.
    In una sequenza , tragica, un nuovo ministro golpista tratta con disprezzo violento il protagonista ( un Jeremy Yrons ( non so come si scrive) , importante proprietario terriero del Partito conservatore che ha sostenuto Pinochet. Il golpista si rivela sprezzante e volgare, sicuro di sé , tipo il Griso. . Ho fatto un balzo sul divano : sembrava Salvini. Stessa faccia , stessi baffi stesso eloquio , stessa ” faccia feroce”. Che fosse lui? Paura.Hai visto il film? 😓 cam

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  3. Avatar wwayne

    @Camilla: Ti ringrazio moltissimo per i tuoi complimenti. Ricordo di aver visto solo parzialmente quel film, perché poco dopo l’inizio c’era una scena di sesso incestuoso tra fratellastri che mi fece cambiare canale all’istante. Anche quando ho provato a leggere un romanzo della Allende (D’amore e ombra) non ho avuto miglior fortuna: dopo diverse pagine di nulla mischiato col niente, decisi di alzare bandiera bianca e passare ad un altro libro.
    Riguardo a Salvini, cerco di pensare a lui il meno possibile. L’ultima volta che mi è venuto in mente è stato quando Mattarella ha commemorato l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, e in quell’occasione ha speso parole durissime nei confronti dei nazisti. Non ho potuto fare a meno di notare che contro Salvini invece non ha mai detto una parola, e dire che di argomenti ne avrebbe avuti. Insomma, con gli aguzzini già morti non si fa alcun problema a fare la voce grossa, ma quando si tratta di andare contro i vivi la musica cambia…

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  4. Avatar cristina
    cristina

    Mi permetto – in questo momento gravissimo- di copiare un commento di Saverio Tommasi, uomo coraggioso e giusto che seguo da tempo: magari a qualcuno/a interessa

    CROLLO PONTE: PER MATTEO SALVINI E’ SEMPRE COLPA DELL’EUROPA E DEGLI IMMIGRATI
    (il pezzo: https://www.fanpage.it/crollo-ponte-morandi-a-genova-per-m…/)

    C’erano i morti ancora caldi, sotto il ponte Morandi a Genova, e Matteo Salvini consegnava ai suoi elettori il nemico Europa in un tweet: “se ci sono dei vincoli europei che ci impediscono…”. Europarlamentare per undici anni non sa se ci sono dei vincoli europei, Matteo Salvini, e usa il dubitativo, arrabbiato ma non con se stesso.
    Ma se ci fossero i vincoli, lui assicura, sarebbe pronto a infrangerli. Che uomo coraggioso, oggi che è crollato un ponte, dopo un’estate passata a far sequestrare canotti.

    E poi il solito tweet contro gli immigrati: “In una giornata così triste, una notizia positiva”, che secondo lui sarebbe l’approdo di 141 persone in Paesi che non sono l’Italia.

    Perché è vero che è crollato un ponte e sono morte 35 persone, ma lui il tweet contro gli immigrati lo deve fare, ce l’ha sotto pelle, ci ha costruito una carriera, non può lasciarlo a domani, o a mai.

    E’ la prima regola della comunicazione di Salvini: se nella gabbia getti altro sangue gli elettori si distraggono e non pensano all’elefante.

    Individuare un nemico e attaccarlo, la comunicazione di Matteo Salvini è tutta qui, una scommessa che balla fra Giuda e Pilato.
    I suoi elettori vogliono un nemico su cui scaricare i propri fallimenti e lui glielo consegna, azzannatelo ma non fate domande. Così loro si spartiscono la carne del Cristo; nessuno prima di Salvini aveva legittimato l’istinto cannibale, assurto a sistema, ma in questo modo il suo elettorato si sente riconosciuto e in cambio lascia scappare Barabba.

    E’ così che di fronte a una tragedia italiana Matteo Salvini ha deciso di ballare di post in post, raccogliendo i suoi trenta denari, senza pensare al domani; ed evitando ogni ragionamento più lungo di un tweet.

    Vedremo per quanto Lvi sarà in grado di consegnare loro carne fresca, perché fino a che le iene hanno qualcosa sotto i denti il padrone del circo non ha niente da temere; ma una iena affamata smette di riconoscere il suo padrone.

    E intanto l’Italia crolla.

    Saverio Tommasi

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  5. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @cri
    @tutti
    Saverio è una voce limpida nel chiacchiericcio generale pieno di slogan e di ragionamenti illogici (l’ultima sentenza illogica che ho letto è che il razzismo non esiste, poiché nessuno picchia i cinesi).
    Purtroppo le dichiarazioni di Salvini sono applaudite da molti.
    Che squallore!

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  6. Avatar wwayne

    Ieri Conte si è ricordato di essere il presidente del consiglio, e riguardo al disastro di Genova ha detto che per individuare i responsabili “Non possiamo aspettare i tempi della Giustizia.” Ora, non so se vi rendete conto della gravità di questa dichiarazione. Nel momento in cui colpevoli e innocenti vengono decisi fuori da un’aula di tribunale, si passa dall’essere uno stato di diritto al diventare una giungla, in cui chiunque può venire additato e condannato senza la possibilità di difendersi adeguatamente. Ed è grave che a dare il via a questo passaggio sia stato proprio un avvocato, che in virtù della sua laurea in Legge dovrebbe sentire un attaccamento ancora più forte nei confronti del garantismo e della magistratura (che lui ha pesantemente delegittimato).
    Insomma, sappiate che da oggi i tribunali non servono più, perché ad accertare la verità ci mettono troppo tempo: è troppo meglio affidarsi ai metodi spicci di Conte e compagnia, che vi troveranno qualcuno da incolpare alla velocità della luce. I giudici se vogliono possono dare il colpo di grazia, ma possono anche risparmiarsi il disturbo.

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  7. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Sapevo che “Il gattopardo” ( libro della mia vita) era stato bocciato da Vittorini, ma non sapevo che, alla fine, ha potuto essere pubblicato grazie a Giorgio Bassani: adesso sì che comincio a capire perché “Il giardino dei Finzi-Contini” mi è piaciuto così tanto!

    Ho tirato fuori il vecchio Guglielmino e ho letto qualcosa al proposito: assieme a Cassola, Bassani fu praticamente deriso da “Gruppo ’63, i due autori vennero definiti “Liale ‘63” e questo giudizio, letto oggi, sembra un’offesa gratuita, volgare ed ingiusta (accennava a questa polemica, anni fa, Carloesse).

    Di Bassani avevo letto, forse nel 2007 (caso sporadico perché allora non leggevo narrativa) anche un altro suo romanzo, “Gli occhiali d’oro”, dove tratta il tema dell’omosessualità. Anche quel libro, voglio rileggerlo, mi era parso molto bello, oltretutto attualissimo.

    Se non fosse stato per la tirata di Augias (sono passata davanti al televisore mentre concionava – si fa per dire – sull’obbligatorietà di certe letture), non mi sarebbe mai venuto in mente di leggere questo capolavoro di Bassani (il titolo inspiegabilmente mi ricordava qualcosa di stantio, si può? In base a quale associazione mentale? Mi era forse rimasta in mente qualche critica appresa da qualche parte? Quante gioie ci precludono i giudizi altrui non verificati!)

    Ciao,
    Mari

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  8. Avatar cristina
    cristina

    Mariangela, in che tempo vivi?

    la gang di populisti shameless. Così l’Indipendent definisce il governo italiano. sottoscrivo

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  9. Avatar wwayne

    @Mariangela: Hai fatto benissimo a riportarci su Bassani e sui libri in genere, ci hai dato modo di dimenticarci per un attimo delle brutture della nostra politica con un intervento tra l’altro molto ricco di notizie e di spunti. Un grazie sincero.

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  10. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina
    A proposito della narrativa di Tomasi, di Cassola e, appunto, di Bassani, scriveva Barbato, citato da Guglielmino:

    “… non una traccia delle passioni civili, dei rovesciamenti politici, della guerra fredda, delle trasformazioni sociali, della paura atomica, della corsa al benessere, delle speranze giovannee o kennediane.”

    Eppure la prosa di questi autori (non conosco Cassola), elegiaca, neocrepuscolare, dolente, sempre tesa a sondare la finitudine umana e l’incommensurabilità del dolore ci ha lasciato capolavori indiscussi. E anche queste opere, non meno di quelle “impegnate”, apparentemente più calate nel loro temo, ci aiutano a capire noi stessi e la realtà che ci circonda.

    Cristina, penso di averti risposto in modo sufficientemente chiaro.

    Ciao,
    Mariangela

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  11. Avatar cristina
    cristina

    dici, Mariangela? ma dici davvero?

    ti dirò. oggi, non me ne impippa un fico secco di nessun libro, di nessun autore, di niente che non sia stare dentro la tragedia, e possibilmente uscirne anche al più presto prima di sprofondare del tutto in un mare di palta, neonazismo e illegalità ribalda.
    Il momento è gravissimo. tutto il resto è nero totale, per me almeno, adesso

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  12. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @tutti
    Mi spiace per il tuo pessimismo, mi spiace perché ci stai male tu e anche perché, come ho già scritto, fai apparire inadeguati gli interventi di chi, qui, sull’articolo dedicato alle nostre letture, si azzarda a parlare di libri.

    Leggere non è escapismo, ci consola, è vero, lenisce tante cose, ma non è solo questo; i libri ci rafforzano, ci danno alimento, e ci forniscono gli anticorpi e le armi di sopravvivenza: continuiamo a leggere è a parlare (a scrivere) di libri!!!

    Mariangela

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  13. Avatar wwayne

    @Mariangela: Sono totalmente d’accordo con te.

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  14. Avatar camilla
    camilla

    @Marian hai ragione , quel triste periodo della letteratura (?)italiana dove si doveva essere “”impegnati”” a tutti i costi, stupidamente irridenti a scrittori migliori, più. maturi e complessi..disinteressati a certe barricate penosamente modaiole non è. stato molto e i libri belli sono tornati alla ribalta e sono belli ancora e lo saranno sempre . Io tra i tanti libri considerati disimpegnati leggevo Proust, D’annunzio, assieme al grandissimo, Ulisse di J. appena tradotto in Italia, Svevo, e tutti i romanzi di cui si parlava, dovevo sempre litigare con le compagna/i
    che mi chiamavano ” borghese” . Altri tempi dove l’ ideologia prendeva spesso il posto della cultura laica e totalmente libera.Poi i tempi sono cambiati, anche troppo.L’ impegno inteso come ideologia oggi tra i liberi non c’è. più. Quel tipo di coazione e ora passata temo ( non in letteratura che questa gente non legge) ma nel linguaggio politico oltre che nella politica. E questo è. disperante. Un Paese in mano ….mi fermo. Dai Cristina scuotiti se puoi dalla negatività .: la vita spesso e’ proprio brutta ma non migliora con la rabbia. Migliora con le belle letture. ciaociao. a tutte/i. Cam

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  15. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Camilla @tutti
    Ohh! Finalmente una frase che mi sento di riscrivere

    ►“la vita spesso e’ proprio brutta ma non migliora con la rabbia. Migliora con le belle letture”
    Camilla, 17 agosto 2018, h. 14.10 (in realtà erano le 15.10)

    Cristina, lo vedi che te lo dice anche Camilla? (Che a lei dai retta e a me no).

    Grazie Camilla!

    Mariangela

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  16. Avatar cristina
    cristina

    La rabbia è l’ultimo dei sentimenti che mi abita, sarebbe persino vitale forse, ma sono a terra e senza fiato. Sono prostrata nel privato e nel pubblico oltre ogni dire. Non so se così sono più chiara. Lasciatemelo almeno dire senza bacchettarmi, ve ne prego, davvero.

    Sto leggendo Dickens, ma a fatica, lui e i fantasmi di Natale, benedetto inventore di immagini e suoni argentini e bontà prese per la coda

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  17. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Tutti
    Non sono tutte rose e fiori, hai ragione, anzi …

    Io, seguendo l’onda del blog (parlavate di Dickens) ho deciso di sentire “Canto di Natale”, dico la verità, su di me non ha avuto nessuna presa, mi scorreva nelle orecchie senza provocare coinvolgimento alcuno. Forse la trama già nota, non so, ma non penso perché quando il testo è forte, prorompe, si impone .

    @Camilla @Tutti
    Le mode e le generalizzazioni possono essere massificanti, e fare di tutt’un’erba un fascio è sempre sbagliato.
    Certo che tu: Proust, l’Ulisse e via discorrendo, magari disimpegnata (secondo loro), ma roba leggera non era certo!

    Mariangela

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  18. Avatar cristina
    cristina

    eccallà, Dickens va letto! Non ascoltato! uffff Mariangela, quanta pazienza ci vuole con te, sometimes

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  19. Avatar cristina
    cristina

    Cathy La Torre

    Non stupisce che le famiglie delle vittime di Genova non vogliano funerali di Stato.

    Vicepremier che la sera, con i corpi ancora sotto le macerie, festeggia in una sede di partito, con tanto di torta.

    Premier che annuncia provvedimenti immediati, ma non sa quali, come, con quali costi.

    Ministro che dieci minuti dopo una immane tragedia dichiara che la colpa è dei tir polacchi.

    Sottosegretari che danno la colpa all’austerità, all’Europa, alle cavallette, ai fulmini, alla provvidenza.

    Le famiglie avranno forse pensato che non sarebbero funerali, ma un circo di dilettanti o di sciacalli in cerca di visibilità.

    Non esiste schiaffo e messaggio più chiaro allo Stato.

    E lo Stato siamo noi, ricordiamolo sempre.
    Noi e chi abbiamo votato, chi abbiamo scelto per rappresentarci!

    ————-
    lo metto qui perchè Carhy è na tipetta di nulla.., va seguita, è una tosta,intelligente e mi piace parecchio.

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  20. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @tutti
    Forse sarebbe più corretto dire che tu preferisci la lettura da carta che non da supporto audio ~ e nessuno ti obbliga a sentirti gli audiolibri ~ ma che Dickens non si possa agevolmente ascoltare, mi sembra un’affermazione, come dire, non per ripetermi, un filo preconcetta, potrebbe quasi sembrare tu sia poco propensa a prendere in considerazione qualsiasi modalità di lettura diversa dalla tua.

    Il fatto è che l’ho trovato un po’ pesante, non lento come
    “David Copperfield”, ma non coinvolgente, mi dava l’idea del racconto edificante, buonista.

    Quando dico che coi classici non sono tutte rose e fiori .. c’è classico e classico, con Dickens io faccio fatica.

    Mariangela

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  21. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Cri
    Nella mia insonnia, ora accudita dai camioncini della raccolta differenziata, che non è né raccolta, né differenziata, ma questo è un altro tasto dolente…
    volevo mettere qui l’intervento di Cathy.
    Mi hai preceduto. Mi fa molto piacere che anche tu la segua.
    È un monumento. Ha subito addirittura minacce di morte recentemente.

    Ciao a tutti.

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  22. Avatar camilla
    camilla

    @marian e cri. lettura diretta o ascolto? Tutti i grandi romanzi popolari per tuto l’800 e una parte del 900 e anche prima ( Sachespeare ecc.) venivano pubblicati a puntate sui giornali e letti ad alta voce alle persone. L’ ascolto perciò e’ una antica e meritevole e molto bella modalità di poter conoscere la letteratura.Inoltre un gran numero di cechi o ipovedenti possono accedere alla lettura. Perciò discuterne e’ un nonsenso. Cam

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  23. Avatar cristina
    cristina

    si, vero, discuiterne è un non senso. Ma dove sta la bellezza di Dickens? sta nelle immagini fantasmagoriche, nello scintillio delle descrizioni, nella profondità delle carezze, degli sguardi, delle buffonerie, insomma la storiella in sè sarebbe quasi nulla nel caso dei racconti di Natale, ma sono i colori le immagini che risaltano vivide a creare quadri succulenti, vividi, parlanti. Quindi la lingua è tutto. La lingua ascoltata – e ripeto secondo me, – perde efficacia, pregnanza, vigore e incisività perchè scivola via col ritmo del parlante, dell’attore, l’occhio si sofferma, l’orecchio perde il come e gli resta il cosa, quasi sempre. tutto là

    Vedi Jez mia? le corrispondenze… anche a me i camioncini della spazzatura tengono sveglia, ma non li potevano fare meno rumorosi?
    Tempi difficili, a ogni livello di scala , e anche economicamente, un disastro belle mie, as ever and ever. mado’ sono una palla, prendetemi così per favore, passerà ( FORSE)

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  24. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Camilla @Cristina
    Sono d’accordo che non abbia senso continuare a discutere degli audiolibri, visto che a nessuno viene in mente di imporli per legge. Trovo però scorretto che si continui – e con insistenza, tra l’altro – a farli passare per una modalità di lettura superficiale o ridotta, questo no, scusatemi, proprio non posso accettarlo.

    Cristina, tutto quello che scrivi sull’ascolto di Dickens vale per te, e nessuno contesta il tuo diritto di leggere Dickens da carta, ti prego però di credere che non vale per tutti i lettori di questa terra. Tu scrivi “l’orecchio perde il come e gli resta il cosa, quasi sempre. tutto là”, ma chi l’ha detta, sta cosa? Cosa ti autorizza a generalizzare un tuo processo psico sensoriale e a scrivere che vale inderogabilmente per tutti?

    Se si è lettori e se si cerca il confronto, un minimo di sforzo per comprendere anche le modalità di lettura che vanno al di là della propria bisogna proprio cercare di farlo.

    Mi spiace veramente per il (comune) brutto periodo e mi piacerebbe che la tolleranza, a proposito di libri e lettura, quella che non trovo sempre nei miei simili nei rapporti in carne ed ossa, non venga a mancare almeno in questo luogo di incontro tra lettori.

    Mariangela

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  25. Avatar wwayne

    @Mariangela: Non è che è venuta a mancare la tolleranza qua dentro: non c’è proprio mai stata. Non hai notato con quanta facilità si passa dalla divergenza di opinioni all’attacco alla persona? Con quanta leggerezza alcuni commentatori buttano là insulti come se fossero caramelle, ignorando che così facendo commettono un reato penale (o peggio ancora sapendolo ma fregandosene bellamente)?
    Inoltre, non deve stupirti che nei tuoi rapporti in carne e ossa trovi sempre un clima civile e costruttivo e qua invece no: siamo su Internet, e lo sappiamo benissimo che qua anche il più timido dei conigli diventa un leone da tastiera. Questo perché (per motivi a me ignoti) Internet viene visto come una zona franca in cui puoi dire qualsiasi cosa, ché tanto non ti succede niente. Questa mentalità è ovviamente sbagliata, ma è talmente tanto radicata che, se provi a ribellarti a chi ti insulta su Internet, gli altri utenti invece di esprimerti vicinanza solidarizzano con chi ti ha offeso, e accusano te di essere un esagerato e un permaloso. Io lo so bene, perché quando ho deciso di denunciare una commentatrice che mi insultava da anni mi è stato dato del RIDICOLO. E non da una persona sola, ma da TUTTI. Perfino l’amministratore di questo gruppo di lettura, quello che diceva “L’insulto non è tollerato in questa sede” (andatevelo a leggere, è nell’incipit del post “I libri più belli letti nel 2017”).
    Insomma, lui non tollera l’insulto, ma se poi qualcuno spara offese a mitraglia lui prima fa finta di nulla per anni, poi quando interviene lo fa per difendere chi ha insultato. E’ come se io dicessi ai miei alunni che non devono insultarsi tra loro, poi quando vedo che uno di loro offende ripetutamente un suo compagno io prima lo lascio fare per anni, poi quando intervengo do del ridicolo a quello che si è offeso per gli insulti ricevuti.
    Se qualcun altro oltre a Mariangela leggerà questo post, sappia che il mio obiettivo non è scatenare un vespaio di polemiche, ma farvi riflettere sul vostro comportamento, e soprattutto sul modo sbagliatissimo in cui concepite Internet. Le leggi che valgono sulla strada valgono anche qui. Gli insulti che sputate qua dentro hanno lo stesso peso di quelli che sparate nel mondo reale (sempre che fuori dal web dimostriate la stessa spavalderia). Di conseguenza, se fossi in voi ci penserei mille volte prima di premere invio, se il vostro commento contiene un insulto. E non solo perché rischiate un processo (che è sempre una gran bella seccatura, anche quando finisce nel nulla o addirittura si conclude a vostro favore), ma anche per una questione morale, e perché c’è gente che si è suicidata per gli insulti ricevuti via Internet. Le parole sono proiettili, e possono ferire anche chi spara.

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  26. Avatar camilla
    camilla

    @ww. Il senso della misura, carissimo ww, il senso delle parole che tu leggi come “insulti” ma dove sono in questo confronto civilissimo e interessante su grandi classici come Dickens.Certo che questo internet tende comunque a rattrappirsi nelle parole e non conosce storitelling, elemento essenziale questo ultimo per tradurre in linguaggio colto e maturo ogni concetto. Noi lo sappiamo e lo storitelling ce lo creiamo da soli, “fuori schermo”perciò. nessuno si offende dove non c’è. nulla di offensivo. Si fa tesoro dei pareri e delle reazioni di fronte a un libro ricavandone una migliore tolleranza e un grande interesse per le opinioni altrui. Io per es sono realmente affezionata e interessate verso Cristina, Mariangela, Jezabel, Dani, Editalara, Claudio e , per me anche per te che , comunque, sei un tantino imprevedibile. Sono affezionata anche agli altri che scrivono qui e a quelle che leggono soltanto. E le saluto affettuosamente.Cam
    ww ti prego di non considerare insulto ogni parere diversi dal tuo.

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  27. Avatar wwayne

    @Camilla: So distinguere benissimo tra divergenza di opinioni, attacco alla persona e insulto. Sono 3 cose diverse: la prima è accettabile, la seconda un po’ meno, la terza è un reato penale. Di insulti (insulti inequivocabili, oggettivi, sui quali non è possibile minimizzare o fare del relativismo) ne ho ricevuti a bizzeffe, ed è gravemente sbagliato liquidarli come semplici divergenze di opinioni.
    Capisco la volontà di difendere Querelata ad ogni costo, ma farlo dicendomi che ho scambiato per insulti degli innocui pareri opposti al mio è inaccettabile. Ed è anche una narrazione facilmente smentibile, dato che basta andare a rileggere i vecchi commenti per vedere innumerevoli insulti tutti lì, l’uno in fila all’altro, rivolti sempre alla stessa vittima, provenienti sempre dalla stessa persona.
    Ad ogni modo, non ha più senso discutere della questione in questa sede: la verità verrà accertata in tribunale.

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  28. Avatar camilla
    camilla

    @ ww. anche volendo accettare il tuo ragionamento (per me inaccettabile) che cosa serve. vendicarsi .Non è. più giusto per un uomo come te, perdonare le offese? Mi sembra un gesto più. degno di te. Cam

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  29. Avatar wwayne

    @Camilla: Mi dispiace molto che tu interpreti la mia decisione come una vendetta. Ti ho già spiegato che è stata meditata razionalmente, a mente fredda, non l’ho presa sull’onda di sentimenti negativi come la rabbia o la sete di vendetta.
    Inoltre, come spero ricorderai, ho dato alla tua amica innumerevoli occasioni di tornare sui suoi passi, e lei le ha sempre rispedite indietro sdegnosamente: non essendoci pentimento, non vedo perché dovrebbe esserci perdono. Se vedessi un segno di pentimento chiuderei la questione all’istante, ma mi pare un’ipotesi remotissima.

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  30. Avatar cristina
    cristina

    Mariangela in tutto quello che scrivo è sottinteso il seguente paragrafetto: questo è quello di cui sono convinta io, personalmente e che mi porta a fare queste affermazioni che porgo alla vostra attenzione come mia convinzione personale in base alle mie esperienze, vissuto, letture, orecchio, ascolti etc etc.

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  31. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Camilla @Tutti

    Non so dirvi da quanto tempo avevo in testa di leggermi qualcosa di Christa Wolf e non vi so dire come ci sia rimasta male nel constatare che la lettura de “Il cielo diviso”, dopo la prima metà, continuava ad incagliarsi e a procedere a fatica. Ce l’ho messa tutta per non rinunciare al libro, tornavo indietro, riprendevo le pagine, lasciavo decantare, ma niente, la parte centrale proprio mi è risultata indigesta e non riscattata dalle pagine rimanenti

    Ho concesso motivazioni all’autrice: magari ha dovuto scrivere così, mi dicevo, perché più esplicitamente non poteva esprimersi, visto il regime, tutto può essere, ma sarei falsa se nascondessi la delusione.

    Leggevo ieri in rete che un’altra autrice, sempre negli anni ’60, ha scritto un romanzo sulla divisione della Germania, si chiama Reimann Brigitte e il titolo del suo romanzo è “Franziska Linkerhand”. Qualcuno lo conosce?

    Ciao,
    Mariangela

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  32. Avatar cristina
    cristina

    Christa Wolf è un’autrice non facile, la sua scrittura è densa, a volte tortuosa, segue strade tutte sue e ragionamenti che si aprono a grappolo. Conosco tanta gente che non ci riesce, e che non la capisce e si irrita. Ora io ho letto il cielo diviso almeno 35 anni fa e NOn me lo ricordo.

    Ma di sicuro lei è una scrittrice straordinaria, proprio letteralmente, è fuori dall’ordinario.

    Nulla conosco di questa scrittrice Reimann, ma devo dire che di fronte a una Wolf sparisce quasi chiunque.

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  33. Avatar cristina
    cristina

    in questo agosto tremendo – dove spesso a livello personale penso di non riuscire a girare l’angolo, letteralmente, per i troppi carichi sulle spalle – e tremendo per tutti/e noi in questo paese disastrato e offeso , ecco Loredana Lipperini che aggiunge un tassello di dubbio e verità. Eccola:

    Sappiamo di correre un pericolo, e un pericolo grave. Ma lo sapevamo da un bel pezzo, da quando si è cominciato a soffiare sul fuoco della rabbia, della solitudine, della disperazione e a suggerire che tutto questo poteva essere risolto, letteralmente, con un vaffanculo. Sappiamo di correre un pericolo ma, insisto e insisto e insisto, lo stiamo affrontando in modo da assecondarlo, e non neutralizzarlo.
    Esempio. Anche io, come tutti, sono stata colpita dalla ragazzina, poco più che una bimba, che chiede un selfie al ministro nel giorno dei funerali di Stato. Più ancora che dalla ragazzina, sono stata colpita da quella che si suppone essere la mamma, o comunque dall’adulta che, nella fotografia colta da dietro, la affianca, e non mi colpivano i capelli biondi perfettamente piastrati e il trucco della grande occasione, ma l’idea che si potesse spingere un’adolescente a chiedere un selfie a una “celebrità” in quella circostanza. Che ti piglia, madre?, mi sono chiesta. E poi, certo, mi sono interrogata sulle altre signore che chiedono selfie, sul signore che, cronache alla mano, affronta un viaggio solo per insultare qua e là. Mi sono interrogata, temo, su un frame non mio.
    Perché, come riporta Silvia Neonato, che è donna di cui molto mi fido, le cose stanno così ma solo in parte. Così una sua amica, Raffaella, che ai funerali c’era:
    “Silvia, è tutto un fake, notizie, foto, richieste di aiuto, filmati. Siamo precipitati in un orribile circo orwelliano che mi sconvolge.
    Ai funerali di ieri quattro scemi si sono fatti il selfie con Salvini e Di Maio in mezzo a migliaia di persone disperate, in silenzio, in preghiera, piangenti, ma i media e i social riprendono e rilanciano ossessivamente solo i quattro scemi suddetti.
    Una ridotta claque di leghisti e grillini ha applaudito i due lider minimi e i media e i social raccontano che è stata un’ovazione, che il funerale era una passerella farsesca, e non è stato così, l’ho visto coi miei occhi. Quando sullo schermo apparivano Salvini e Di Maio i migliaia presenti smettevano di applaudire, gli applausi sono stati solo per i vigili del fuoco e per l’imam.
    tutto è falso, falsificato, manipolato, sporcato, non ci sono più regole, non c’è più verità. neanche quella che avevi davanti agli occhi”.
    Abracadabra, noi vogliamo essere ingannati davvero? O anche quello delle cronache giornalistiche è un autoinganno? Come ci muoviamo in questo labirinto? Cosa, come, quando rilanciamo? Noi non siamo più vittime delle merci: non SIAMO le merci, e dobbiamo ficcarcelo in testa. E’ questo che dobbiamo imparare a fare, tutti noi, chi scrive e chi no, chi lavora con le parole e chi no. Districare i nodi, pian piano, e tendere il filo attraverso il labirinto. E solo poi, solo poi riparlare di opposizioni. Perché, altrimenti, continueremo a ballare su una musica che non abbiamo scelto.

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  34. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina
    Sulla scorta dei consigli del blog, ho voluto provare Ingeborg Bachmann: so che di questa scrittrice la raccolta “Tre sentieri per il lago” è imprescindibile, come scrivevi tu, Cristina, ma io ho iniziato con “Il caso Franza”, per la verità non è un romanzo del tutto compiuto, ma la trama è ben delineata, quindi è molto di più che una bozza.

    In questa storia ho trovato disperazione, malattia, squilibrio mentale perché è la vicenda di una donna che ha subito violenza da parte di suo marito, luminare di psicologia: lui, che di mogli ne ha già annichilite un paio, riduce la protagonista, Franza, a un caso clinico, da qui il titolo “Il caso Franza”, appunto.

    Nella prima parte affiora un’infanzia lontana, poi pian piano il baratro si apre e dal passato emerge anche il ricordo di un aborto imposto. Nonostante la sua condizione instabile, Franza segue il fratello in Egitto e qui, tra una visione e un incubo, … non dico niente, ma già dalle prime pagine del libro il lettore intuisce come possa compiersi questa travagliatissima esistenza.

    Cosa devo dire: non sarebbe giusto dire che è un brutto libro, però io, non so, forse devo ancora rimuginarlo: anche qui, mi aspettavo qualcosa di più.

    Mari

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  35. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Cri
    Eh già, Lipperini for president, mi pare che in questi giorni in rete leggiamo le stesse cose io e te.
    Inoltre, io stessa in famiglia avevo riflettuto sul fatto che la situazione si prestava poco a dei funerali di Stato.

    @tutti
    Continuo a leggere Q e a trovarlo interessante. Ma molto lentamente.
    Ciao

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  36. Avatar cristina
    cristina

    certo Mariangela, se una ti dice leggi Tresentieri per il lago e NON altro, forse un motivo c’è. O no? fai sempre come preferisci tu, altri titoli, e poi non ti trovi bene, benedetta ragazza, ma chi ti capisce a te?

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  37. Avatar Dani

    Ciao cari tutti. Periodo di riletture questo per me. Prima Wuthering Heights, così, per tenere allenato il mio inglese. Ogni volta è un libro nuovo, storia d’amore quando ero adolescente, romanzo gotico poi dall’intreccio complicato, ora emergono l’odio e il livore, con Heathclif a contendere ad Edmond Dantes la palma di vendicatore. Comunque resta un gran libro che, come tale, risuona e ti parla in vari modi, frutto di una mente fervida, che in una povera e breve vita aveva di sicuro una vita interiore intensa e sentimenti forti.
    Ora mi beo nel rileggere Lessico famigliare e in questi tempi miseri e bassi è un piacere sentir raccontare, così bene poi, di Leone Ginzburg, Adriano Olivetti, Vittorio Foa, Pavese. Quanto ci siamo impoveriti mammasantissima!!
    Avete parlato di Christa Wolf (io avevo tentato con Cassandra anni fa, ma ero troppo giovane, non la capivo e forse mi mancava una preparazione adeguata). Sulla vostra scia ho tentato con Epitaffio per i vivi, un breve racconto. L’ho lasciato, non so… non mi prende. La sento fredda, o forse non è il momento, mi sa che io e quella Wolf siamo compatibili. 😊

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  38. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina
    In merito all’articolo di Lipperini, parlando in generale: vedere con quale sfacciataggine certe madri (neppure tanto giovani) spronano le figlie, talvolta ancora impuberi, all’esibizionismo e all’ostentazione; è un segno dei tempi che rilevo anch’io con amaro sbigottimento

    @Tutti @Cristina
    Cristina non penso che Ingeborg Bachmann sia scrittrice “d’un sol libro”, almeno da quello che ho letto, inoltre de “Il caso Franza”, penso di ricordare, aveva detto bene anche Carloesse, forse non sarà il suo migliore, ma dovrebbe essere comunque un’opera significativa, e poi non ho detto che sia un brutto libro, il fatto è, forse, che quando un’ autrice vuole rappresentare un dolore, uno strazio, un naufragio della mente tanto devastanti lascia presagire abissi insondabili come dire mira alto, crea aspettative che è poi difficile soddisfare.

    @Dani @Tutti
    Io sono d’accordo con Primo Levi: lo scrivere oscuro non è un pregio, salvo casi di eccezionale complessità interiore, e fa alcuni esempi che non ricordo, il fatto di sapersi far capire è una qualità indispensabile. Anch’io sono al secondo libro di Christa Wolf e nessuno dei due mi è piaciuto, proprio per alcune complicazioni (inutili?) che ne attorcinano il testo. Anch’io dico: Christa Wolf e io siamo incompatibili e, nei corridoi nascosti del mio cervello di lettrice, si insinua il dubbio che, forse, questa scrittrice sia stata un filo sopravalutata.

    Mariangela

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  39. Avatar wwayne

    Adesso sulla vicenda del marito di Alessandro Mussolini ci vogliono fare pure una serie tv… chissà che nervi la pasionaria di Forza Italia! 🙂 https://it.yahoo.com/notizie/baby-la-serie-tv-sulle-giovanissime-prostitute-di-roma-084150036.html

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  40. Avatar cristina
    cristina

    Christa Wolf è un monumento. Di scrittura, pensiero, autoanalisi, lucidità.Sopravvalutata? non direi proprio, è una pietra miliare. Difficile, lo ripeto.

    Di Ingeborg Bachman: le poesie, le poesie e Tre sentieri per il lago. Queste sono le cose da leggere dilei.

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  41. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina @Dani

    Non sono pochi i libri che, pur rimanendomi in parte oscuri da un punto di vista logico, mi hanno regalato molto: emozioni, conoscenza, ricordi, è successo con il grande romanzo di Musil, con Bolano, con altri ancora, eppure capivo che, pur non comprendendoli appieno, valeva la pena finirli, i nodi si sarebbero sgrovigliati in seguito o comunque un qualche beneficio ne avrei tratto. Con “Il cielo diviso” di Christa Wolf non è arrivato nulla di tutto questo, anzi, la stessa storia tedesca, che in fondo è la causa di tutti gli accadimenti del romanzo, è percepibile solo se il lettore è già informato dei fatti storici. Il fatto che, anche adesso, che ho il piacere di parlarne con voi, io non riesca a trarre nulla da questa lettura è una spia eloquente. Mi spiace molto perché Christa Wolf mi sta pure simpatica.

    Ciao,
    mari

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  42. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Vedo che, qui, l’orario esce sbagliato: è indietro di un’ora! Sono le 15,08 non le 14.08!
    Mariangela

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  43. Avatar cristina
    cristina

    Christa Wolf ha scritto tanto. Oltre al capolavoro Cassandra – io amo molto due libri TRAMA D’INFANZIA ( bellissimo, riletto due anni fa, strepitosamente illuminante) sulla sua infanzia sotto Hitler nella Germania nazista, e LA CITTA’ DEGLI ANGELI l’ultimo libro su un suo soggiorno di un anno a Los Angeles.osservazioni sulla vita negli USA e motivo di grandi e amari bilanci di un’intera esistenza.

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  44. Avatar cristina
    cristina

    PS: Christa Wolf analizza, incide, riflette scrivendo. A un certo modo è la nonna di Annie ERnaux. L’empatia va trovata fra le righe del pensiero e delle meditazioni, la scrittrice raffredda la materia degli scritti. Poi una femminista decisa, comunista, sempre pronta a rimettersi in discussione, intelligentissima, bè, può non piacere a tutti/e. Ma una intera generazione si è formata anche grazie a lei e al suo pensiero indomito. Un motivo c’è. più di uno.

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  45. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina
    Cristina, non so, magari i due titoli che dici tu sono più coinvolgenti; “Il cielo diviso”, veramente, non ha tutto quello che dici tu, tanto più che è proprio tra le righe, anzi, tra le pieghe e nei meandri delle parole dette, e anche di quelle non dette, che noi lettori di solito andiamo cercando il significato ultimo di ciò che l’autore vuole dirci.

    Di Ernaux ho letto poco, ma mi era piaciuta e, diversamente da Wolf, l’avevo trovata meno inutilmente complicata; Ia circostanza poi che Wolf sia stata comunista e femminista non incide sul mio modesto giudizio, che sarà quello di una persona ignorante, non dico di no, ma che sempre si sforza di essere obiettivo e scevro da motivazioni ideologiche.

    Ciao,
    Mariangela

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  46. Avatar camilla
    camilla

    @ care lettrici di Crista Wolf , prendere un singolo romanzo di C.W.senza storitelling (tanti traducono narrazione ma è improprio, la parola con lo stesso significato non esiste in italiano) non si affronta né la estetica né l’ etica di questa eccezionale studiosa del mito antico confrontato con coraggio incredibile con la contemporaneità. Se CASSANDRA e’ troppo ” grande per essere ficcato in un volumetto lo stesso mi sembra di poter dire per MEDEA. Io non sono in grado di dare consigli e tantomeno di “giudicare i giudizi sommari”. Ho solo leggiucchiato tanti tanti saggi critici, tanti affascinanti studi su questa donna grandissima, grande studiosa e grande scrittrice che ha creato la sua Commedia non certo divina, tutta terrena anzi ma con le radici nel mito antico e nella rivelazione moderna, usando la lettura femminista delle leggende classiche . Quando lessi ” quella” MEDEA p. es.pensai a Dante a volte, alla sua capacità di rendere umano il mito, Wolf ha fatto qualcosa. di molto simile. Insomma per scalare l’ Everest ci vuole ben di più. di…un paio di scarponi.Baci. cam

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  47. Avatar cristina
    cristina

    Camilla, Christa – oltre al mito classico e la sua rivisitazione – ha molto analizzato anche la sua vita, la sua storia, la sua famiglia, le sue relazioni, le sue passioni e le sue persecuzioni, in un intrico di riflessioni e pensieri sulla DDR, sull’essere in famiglia, sulla lealtà, sulla ricerca di verità, sull’essere impegnati, insomma un’intellettuale a tutto tondo che si è sempre raccontata come parte di una storia collettiva e comune, femminile e universale, in una continua interrogazione sulla giustizia, l’errore, la partecipazione…il senso.
    La sua è una costante ricerca di senso, sembra a me

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  48. Avatar cristina
    cristina

    ed ecco Michela Murgia su Frances Mc Dormand, un ascolto rigenerante
    http://storielibere.fm/morgana/#comment-320

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  49. Avatar camilla
    camilla

    @tutte/i per ovvi motivi. ( tristi) niente Mantova quest’anno.Il programma è molto deludente.Pochi scrittici/ori speciali, tanti soliti noti. Gente che si sente tra tv e stampa, ogni momento ‘niente di speciale. Però ci sarà una scrittrice davvero speciale che ha scritto bellissimi libri. Si tratta di Helen Humphreys, grande scrittrice Canadese . Avrei voluto chiederle tante cose di uno dei suoi romanzi più originali. e stupendi , forse qualcuna lo conosce.Io l’ho letto anni fa ma non lo potrei mai dimenticare. Il titolo : LA VERITÀ , SOLTANTO. LA VERITÀ. Una storia d’amore straordinaria tra Adele, moglie di Victor Hugo e il grande e grosso Charles Saint Beuve.Parigi , 1830. Imperdibile. cam

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  50. Avatar wwayne

    @Camilla: Adele ha vissuto questa storia d’amore prima o durante il matrimonio con Victor Hugo?

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