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I libri più belli, letti nel 2017

Ricominciamo: la prima regola è semplice ed è sempre la stessa: si parla dei libri più belli, letti nel corso del 2017. Conta che il libro sia stato letto nel corso di quest’anno, non conta quando è stato pubblicato o scritto Altra regola fondamentale: il rispetto per gli altri. Ci piace molto il confronto, la…

Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925
Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925

Ricominciamo: la prima regola è semplice ed è sempre la stessa: si parla dei libri più belli, letti nel corso del 2017.

Conta che il libro sia stato letto nel corso di quest’anno, non conta quando è stato pubblicato o scritto

Altra regola fondamentale: il rispetto per gli altri.

Ci piace molto il confronto, la discussione, anche la contestazione dei giudizi altrui; non viene apprezzato, e nemmeno tollerato, l’insulto.

Ogni anno, questo post sui “libri più belli” è una fonte di preziosi consigli (anche contro qualche libro), di analisi, di serenità, di dubbi, di speranze, di riflessioni.

Grazie, come sempre, a tutti coloro che parteciperanno.

Abbracci

Commenti

2.739 risposte a “I libri più belli, letti nel 2017”

  1. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Cristina
    Sì, dicevo appunto le letterature su cui studiamo noi che dobbiamo prepararci su dei manuali imposti o utilizzare testi scolastici.
    Altro che se sono andata oltre. Ma proprio oltre oltre! 🙂

    @WWayne
    non è disumano pensare una cosa, altrimenti sarebbe disumano anche Omero… Perché? Esprimeva le idee del suo tempo. Idee socialmente accettate e non certo individuali, di un io lirico che è apparso solo molto tempo dopo con Archiloco.

    Ciao.

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  2. Avatar cristina
    cristina

    jezz, gioia, non ho capito una cippa di quello che hai appena scritto, ma TVB uguale

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  3. Avatar carloesse
    carloesse

    @wW
    Come al solito siamo mille miglia distanti. Omero (che in questo discorso c’entra ben poco come ha già notato Jezz) del resto cantava miti del suotempo, la cui tradizione era ancora ben anteriore a lui .
    Guerra, violenza , vincitori e vinti, sono il retaggio (ahimè ancora vivo) dell’uomo preistorico, violento per natura e perchè la natura stessa glie lo imponeva. Il nostro passato viene da una realtà in cui lottare voleva dire sopravvivere o soccombere.
    Con il tempo graziaddio l’uomo si è però evoluto, ha creato con le capacità del proprio cervello (ampliando anche quelle) il ragionamento e la cultura. Con esse anche quelle di tutto meglio saper ascoltare e comprendere per confrontarsi pacificamente, correggere, mediare, scendere a compromessi e saperne trarre comunque vantaggi rispetto al solo esercizio della forza, al dovere per forza annientare il nemico anche (e soprattutto) quando sconfitto.
    La società “armoniosa e perfetta” forse non esisterà mai, e lo sapevano già tutti i creatori di fantasiose utopie, ma ciò non ha impedito loro, e noi oggi, di cercare di tendere sempre di più ad essa, cercando di riconoscere i nostri errori per migliorarla, possibilmente senza cadere in quelli del passato (cosa che vedo sempre come il principale ostacolo).
    A te questa meta non piace? trovi che l’obiettivo sia una società noiosa?
    Se è così ti consiglio un breve soggiorno in Siria (o altri luoghi simili in questo momento: il mondo ne è sempre pieno). Lì si vince o si perde, nel vero e arcaico senso del sopravvivere o perire. L’unica alternativa è fuggire (..ma guardunpò!!!).
    Penso che lì potresti divertirti molto e vincere la tua noia (o almeno la paura di essa).
    Saluti

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  4. Avatar EditaLara
    EditaLara

    condivido ogni parola di Carlos e lo ringrazio per averlo scritto .

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  5. Avatar camilla
    camilla

    Carlos. E pensare che abbiamo appena parlato di Ortese e della sua poetica e ineffabile pietas.
    Cam ( ho letto ieri un lungo intervento di r.Paris sulla giovane Ortese sulla bella rivista PULP del 2008 . Non c’e ‘ piu’ PULP cartaceo che tu sappia?Mi manca.) Cam

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  6. Avatar EditaLara
    EditaLara

    Miyazaki, mai attuale come ora , già 40 anni fa ! 1978 Giappone , la prima puntata di Conan il ragazzo del futuro.
    ma noi, razza umana, non impariamo mai purtroppo.

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  7. Avatar EditaLara
    EditaLara

    ovviamente tratto da un bel libro, come tutte le migliori ispirazioni di Miyazaki
    https://www.ibs.it/conan-ragazzo-del-futuro-libro-alexander-key/e/9788874710508

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  8. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Cam anche a me è dispiaciuto per la chiusura della rivista; ho trovato questo articolo interessante
    http://enricomariani-cosechescrivo.blogspot.it/2013/10/pulp-chiude-siamo-orfani.html

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  9. Avatar cristina
    cristina

    io comunque non vi capisco. Io coi muri non ci parlo.

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  10. Avatar carloesse
    carloesse

    @Edita,@Cam
    Perdincibacco! Io quella rivista non la conoscevo proprio. Peccato scoprirla ora dal suo necrologio! Se la trovassi mi comprerei la collezione intera!!!!!

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  11. Avatar EditaLara
    EditaLara

    😀 AH AH Carlos mi hai fatta troppo ridere !! e poi adotterò “perdincibacco” 😀

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  12. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Cristina
    Intendevo che certamente se ho usato il termine “studiamo” è perché mi riferivo agli studi universitari ed alle varie abilitazioni che devi preparare su testi riconosciuti. Poi io sono andata naturalmente molto oltre quelle letterature.
    Immagino che ti riferissi a questo parte del discorso o ti riferivi ad Omero????

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  13. Avatar camilla
    camilla

    @ editalara e @ Carlos – grazie dell’articolo edita . Una grande perdita per tutti i lettori. Bella graficamente,ottima nelle scelte , magnifica nelle monografie – si’ perche’ nelle prime pagine di ogni numero c’era una ben nutrita monografia di uno scrittore/trice\. interessantissimi. E tante recensioni di interessanti romanzi.E la teppa di Gutenberg…..

    Io l’ conosciuta per caso ne 2006 e l’ ho sempre rincorsa e presa e letta e tenuta a portata di mano.
    @ Carlos chissà se qualcuno la svende nella rete. O se si possa provare con Fahrenheit “caccia al libro” dove chiedono le cose più. strane (antologie scolastiche sillabari, vecchi cataloghi ecc.)Io ci provo poi tu mi mandi il tuo indirizzo e io te le mando. A dieci alla volta.Be’ non c’è niente da ridere. Io le mie me le tengo. potrei prestartene qualcuna. Non sto mica scherzando!😂😄😅 ciaociao. vostra cam
    PULP PULP. PULP. di carta . da portarsela a letto o in bagno o mentre si cucina intanto che cuocciono le patate….

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  14. Avatar wwayne

    E’ opportuno fare un po’ di chiarezza. Io non ho mai detto che la guerra è una figata: ho detto che la guerra nel senso classico del termine (che io ovviamente aborro) non è più praticata in diverse zone del mondo, ma l’uomo non ha certo cambiato la propria natura conflittuale, e continua a darle libero sfogo in mille altri modi. Questo sfogare la propria aggressività e conflittualità in modo più contenuto e civile (E SOLO QUESTO) è una figata, perché impedisce alla nostra vita di diventare terribilmente noiosa.
    Più d’uno tra voi ha tirato in ballo la Siria: ebbene, tirare acqua al proprio mulino citando degli esempi estremi e strappalacrime è un esercizio davvero troppo facile. Chi sa argomentare bene non ha alcun bisogno di ricorrere ad un così comodo espediente per persuadere o dare validità al proprio discorso.
    Mi ha fatto rizzare i capelli ancora di più chi ha detto che Omero non è attuale, e quindi in pratica è superato. Che in pratica lo possiamo pure buttare nel cestino, perché l’umanità nel frattempo si è evoluta e quindi lui è poco più avanzato dell’uomo preistorico. Vi faccio presente che tra Omero e l’uomo preistorico c’è un abisso, e che nessuno ha mai toccato i picchi di Omero, né prima né dopo di lui. Neanche Dante, neanche Shakespeare, neanche tutti i premi Nobel per la letteratura messi insieme. Non c’è stata quindi un’evoluzione da Omero in poi, semplicemente perché andare più in là di Omero è impossibile.
    Inoltre, se Omero fosse davvero così superato come dite voi, allora i programmi scolastici di tutto il mondo lo avrebbero abolito da tempo. Se andassi in biblioteca, in una qualsiasi biblioteca del mondo, non troverei più un’edizione dell’Odissea, o al massimo ne troverei una polverosa e ingiallita di cinquant’anni fa. Se andassi a giro a chiedere chi è Ulisse e chi è Achille, nessuno saprebbe più rispondermi. Dato che tutto questo non è avvenuto e non avverrà mai, è chiaro che il messaggio di Omero è ancora percepito come attuale, che non è affatto superato.
    Peraltro, mi fa sorridere che il commentatore che vorrebbe pensionare Omero è lo stesso che dice che la Ortese resterà. Vedremo se tra cinquant’anni la gente conoscerà a menadito la Ortese, e si sarà dimenticata totalmente del “preistorico” Omero… non so perché, ma ho come il presentimento che accadrà l’esatto opposto… 🙂
    Comunque, vi ringrazio per questa discussione: siamo riusciti a mantenerla nei limiti della civiltà, e mi ha anche fatto spanciare dalle risate. 🙂

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  15. Avatar carloesse
    carloesse

    @Cri
    Io invece, anche se ogni tanto sono tentato di fare come te (e lo annuncio pure) poi ci riprovo. Non si sa mai. E’ che spesso comunque mi incuriosisce proprio quel suo professarsi cristiano e poi affermare certe teorie che sono alla radice di ogni forma di fascismo, e che di accoglimento del vero messaggio cristiano (l’amore, la misericordia, il senso di fratellanza tra tutti gli uomini e tutte le creature, …) non si curano proprio, ma verso le quali evidentemente si sente attratto, anche se non subisce il fascino delle svastiche, dei littori, dei saluti romani, ecc. credendo che essere antifascisti possa limitarsi a questo.

    Sì, condivido con te la convinzione che proprio nel fideismo cieco (non solo cristiano naturalmente) risieda una natura violenta, intollerante e guerrafondaia, e costruttrice (o semplice amante, ma anche accomodante) dei muri.
    Sarà che me in fondo i “muri” non piacciono: per farli e per farli resistere bisogna che lo desiderino saldamente entrambe le parti, sia di qua che di là, altrimenti, anche se uno lo erige, dall’altra parte ci sarà qualcun altro che cercherà di picconarlo. E io in fondo preferisco stare dalla parte dei picconatori.

    Ma per questo comprendo tra i fideismi ciechi anche l’ateismo saldo e assoluto, quello privo del minimo dubbio . Forse preferisco un più sano e scettico agnosticismo.
    Personalmente, se proprio debbo ritenermi qualcosa, mi autodefinirei un “panteista spinoziano”. Curiosamente proprio a Spinoza (il grande eretico, sia per gli ebrei che per i cristiani), ci riporta anche Giorgio Agamben in una sua recente intervista di A. Gnoli su “La Repubblica” quando afferma:
    “Io sono convinto che la sola dottrina sensata su Dio sia il panteismo. Che non significa l’identità inerte fra Dio e le cose, ma che Dio e le creature si generano insieme e vivono le une nell’altro e viceversa. Dio è in tutte le cose come tutte le cose sono in Dio. Spinoza diceva che noi vediamo le persone e le cose in due modi: quando le vediamo in Dio esse ci appaiono eterne, quando le vediamo nello spazio e nel tempo ci appaiono mortali e limitate. Io credo che amare qualcosa o qualcuno significa vederli simultaneamente in Dio e nel tempo: eterni e mortali, ombra e cristallo.”

    Ecco, anche io la pensavo già un po’ così: che Dio lo creiamo noi e lui a sua volta ci crea, o ci ricrea, ogni volta che cerchiamo di comprendere l’infinito e l’eterno, anche per via scientifica: Dio è già nel Big Bang? Microcosmo e macrocosmo coincidono? Lo spazio curvo sarà motivato dal tendere contemporaneamente dal punto di origine (Big Bang) a quello di massima espansione se poi nella concezione di infinito essi coincidono? Ecco, cose così, che tendono a conciliare la scienza con la mistica sono tra i problemi che maggiormente mi affascinano.

    E nelle parole di Agamben mi sono quasi riconosciuto. E forse sarà anche per questo che amo così tanto Ortese e Miyazaki.
    Ciao.

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  16. Avatar carloesse
    carloesse

    @wW
    Vedo che come al solito di quello che detto non hai capito un’emerita cippa! Ma sono realmente molto contento che almeno ti abbia suscitato sonore risate. Il ridere è sempre molto salutare.
    Saluti
    😀

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  17. Avatar wwayne

    @Carloesse: Anche le tue capacità di comprensione del testo non sono sempre impeccabili. Ma ti capisco: non mi hai avuto come professore di Italiano… 😉

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  18. Avatar carloesse
    carloesse

    @Cam : grazie1000! Purpo e patate poi è una vera leccornia (pure se il polpo, poveretto, come animale mi sta molto simpatico e un pò mi spiace, ma se lo trovo nel piatto me lo pappo tutto).

    Se riesci a trovarne (anche qualcuna) puoi avvisarmi qui o (se sei anobiana) sulla chat di Anobii (sono carloesse anche lì). Ma se vuoi non ho nessuna remora a fornirti anche qui la mia mail. Fammelo solo sapere.
    Ciao. 🙂

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  19. Avatar claudio
    claudio

    Meno male Carloesse che non hai avuto come professore wwayne :-)). Infatti scrivi in maniera forbita ed impeccabile direi illuminata. Bravo.

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  20. Avatar cristina
    cristina

    una cippa fritta, travisamenti, fraintendimenti, arroccamenti e idiotismi vari conditi da banalità stantie.
    ohimmei come dicono qua…

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  21. Avatar cristina
    cristina

    Carlos, sulla tua teoria dei muri sono in totale disaccordo: guardati intorno, Austria, Ungheria, Francia, USA, Israele…ma ti pare che c’è una parte . quella più debole – che contribuisce a farli stare in piedi? No, ci sono muri arroganti e violenti e unilaterali. Altro che.
    E comunque anche qua, tu starai pure a picconare, ma direi che non si vede nessun esito positivo, anzi….

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  22. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Carloesse
    che dire… ? se dicessi “hai tutta la mia solidarietà” è come se ti vedessi un po’ infelice! quindi “hai tutta la mia simpatia” 😉

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  23. Avatar carloesse
    carloesse

    @Cri
    Mi sembra che tu confonda un pochini i muri fisici con quelli mentali. Perchè parlando di quelli fisici quelli dall’altra parte non li possono certo abbattere da soli (o peggio ancora con azioni violente che contribuiscono a innalzarli sempre di più), ma solo cercando di creare le premesse per un dialogo che porti alla pace e alla tolleranza reciproca. Forse ci vorrà tempo, forse servirà a poco, forse si arriverà comunque a uno scontro diretto che creerà ancora “vincitori e vinti” che a sua volta non potrà impedire la crescita di odio, senso di rivalsa, di vendetta & co. che si servirà ancora di più dell’arma del terrorismo, avvelenando la vita delle nostre “Plaesantville” rendendolo, almeno questo, meno prevedibile e noioso. Il “mondo secondo Wayne”, per dirla tutta.
    Quanto a quelli mentali io guardo al mio orto. Anche se grandi risultati non ne vedo, non me li aspetto certo così, da un giorno all’altro. E anche se non raggiungessi l’obiettivo non è un buon motivo per smettere di provare a tirare qualche mazzata, non sempre, ma almeno ogni tanto. Tanto per mettermi a posto la coscienza.
    Almeno la mia.
    Ciao ciao.

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  24. Avatar cristina
    cristina

    Carlos,
    augurissimi!!

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  25. Avatar wwayne

    Io invece degli esiti positivi li vedo: fino a poco tempo fa io e Carloesse eravamo ai ferri corti, ora invece il rapporto si è rinsaldato al punto che questa discussione tra noi si è protratta senza scoppi d’ira e si è conclusa amichevolmente.
    E comunque, tra vincitori e vinti non devono esserci per forza tutti i sentimenti negativi che ha elencato Carloesse. Mi è capitato innumerevoli volte di battere qualcuno e di essere battuto, in mille battaglie più o meno importanti che la vita mi ha posto di fronte, e mica tutte le volte una delle due parti se l’è legata al dito e ha cominciato a odiare l’altra. Se ragionassimo tutti così si arriverebbe all’eccesso opposto rispetto a quello di Pleasantville, e avremmo un mondo dove tutti si odiano e non perdono occasione di consumare le loro piccole vendette contro questo o quello. Anziché perdonare, come da sempre cerco di fare io.
    Avremmo il mondo secondo Asfy.

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  26. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Vi dicevo che fortuna ha voluto che io scoprissi senza cercarle alcune lettere di Melville: le ho terminate e confermo la prima impressione, doveva essere un tipo tosto, questo Melville, uno che non ha perso la grinta nonostante le avversità delle vita. Grande la sua amicizia con Hawthorne, altro gigante della letteratura americana. So che esiste anche un altro volume dedicato proprio alla corrispondenza intercorsa tra i due, ma io non lo conosco:

    Herman Melville, “Opere scelte”, a cura di Claudio Gorlier, Mondadori, 1998, Collana I meridiani.

    Non so se vi piacciano gli epistolari, questo qui, brevissimo, contenuto nel Meridiano io mi permetto di consigliarlo.

    Ciao,
    Mariangela

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  27. Avatar claudio
    claudio

    prova

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  28. Avatar claudio
    claudio

    Ho dovuto aprire un nuovo utente per chè non riuscivo a dare i like in quanto mi chiedeva sempre la psw che non ricordavo. Da ora quindi quando scrivero’ saro’ sempre Claudio come prima per i like invece saro’ cla055 ossia la nuova utenza. Il tutto solo per trasparenza.

    Ciao a tutti

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  29. Avatar cristina
    cristina

    Mari, gli epistolari a me piacciono moltissimissimo. Se trovi quello fra Bobi Bazlen e Vittorini, una meraviglia!
    I francesi poi, ahhhh

    Claudio, non ti preoccupare, io non do’ nessun like mai proprio per la complicazione dell’iscrizione….

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  30. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina@Tutti

    Cristina, ti faccio una domanda non tendenziosa: il tuo non interesse per gli autori americani si spinge indietro nel tempo fino ai “padri fondatori” della letteratura USA?

    Ho sotto mano un libro che forse qui non è mai stato citato (ricordo quello di D’Antona, ma questo no; mi sbagliassi, ignoratemi) :

    Marisa Bulgheroni, “Chiamatemi Ismaele. Racconto della mia America”, Saggiatore, 2013

    Lo conoscete? Dopo l’ascolto di “Moby Dick”, ho letto qualche pagina e penso che lo si possa definire, anche, una sorta di atlante letterario, naturalmente non manca il New England, luogo di origine della letteratura statunitense dell’800. Ho letto poco per giudicare, ma sembra molto bello. Conoscete l’autrice?

    Ciao,
    Mariangela

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  31. Avatar cristina
    cristina

    Mari, non so, forse si forse no, non so chi sono i padsri fondatori a cui alludi. ma ora sono di furia,
    Sono in partenza, Olè ( vado in spagna…anzi no in euzkadi) baci

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  32. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Scusatemi, non ho messo i nomi: hawthorne, Melville, Beecher Stowe, Alcott, Emerson, Thoreax, Whitman.

    Mari

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  33. Avatar wwayne

    Sto leggendo un libro davvero ottimo: “L’ultima tournée di Sally O’Hara”, di Michele Mingrone. Un romanzo ironico e appassionato sul mondo degli artigiani della musica, quelli che non arriveranno mai sul palco di San Siro, ma nel loro piccolo riescono comunque a creare arte e a donarla al mondo. So già che quando l’avrò finito mi maledirò per averlo divorato troppo in fretta! 🙂

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  34. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Mariangela citi alcuni autori a me cari! di Whitman alcune poesie le ho lette spesso in adolescenza per la loro grande forza , la loro prepotente vitalità, ora però non mi appartengono più molto.
    Thoreau invece continua a piacermi moltissimo, sia il Walden sia un suo piccolo prezioso libretto “Camminare” .
    Di pochi mesi fa è anche l’acquisto di “La semplice verità. Diari inediti” di Emerson Ralph Waldo, Henry David Thoreau . l’ho spiluccato un po’ e c’è di che pensare!

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  35. Avatar cristina
    cristina

    mari, conosco solo Hawthorne e Melville, e pochissimo,. gli altri nada de nada (Alcott è Mary Alcott?? in quel caso si).

    Baci, il treno mi aspetta e poi l’avion

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  36. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Cristina, Thoreau è un grandissimo ! scrittore e filosofo ancora oggi attuale per le tematiche uomo-ambiente ma soprattutto importante per lo sviluppo di concetti base come diritti fondamentali dell’uomo, lotta non violenta , limite giuridico e fu di ispirazione per grandi uomini del novecento come M.L.King .
    Un personaggio di profonda intelligenza e grazie fascino, da leggere assolutamente secondo me. ciao buon viaggio!

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  37. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Mari, questo ” Chiamatemi Ismaele. Racconto della mia America” di Marisa Bulgheroni sembra proprio interessante, facci sapere ancora, io provo a cercarlo in biblio.

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  38. Avatar Dani

    @Mari non conosco quell’autrice, Melville e Hawthorne certamente si. Alcott di Piccole Donne? Se lei quale ex bambina non ci ha avuto a che fare. O almeno nella nostra fascia di età, più o meno. Ora ci sono altre cose credo, Geronimo Stilton, altro livello ahiahi.
    @Edita Thoreau mia immensa lacuna. Lo vedo in biblio, lo guardo, sospiro e prendo altre cose. Non succederà più. Al prossimo giro sarà mio. Lo stesso vale x Emerson
    @Cri buon viaggio. Quest’estate ci vo anch’io

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  39. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Dani cara , sai quante lacune ho io e quanti sospiri girando per gli scaffali di biblio e librerie ! anche questo fa parte del “gioco ” della letteratura 😉

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  40. Avatar carloesse
    carloesse

    Le lacune bene o male toccano tutti. Tra i “fondatori” però includerei anche Mark Twain e E.A. Poe (almeno quelli, con Hawthorne e Melville, e qualcosina di Emerson, li ho letti).

    @Cri: Bon voyage!

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  41. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @EDIT @Dani @Carloesse
    Edit, il libro di Bulgheroni lo trovi sulla piattaforma MLOL. Metto qui
    solo un pezzettino:

    “Nessuno scrittore, forse, ha lasciato di sé una traccia arcana e insieme precisa nel paesaggio in cui visse come Henry David Thoreau. La sua opera stessa, Walden in particolare, comunica l’illusione di essere stata scritta en plein air, come se sulle sue pagine fossero stampati intrichi di foglie, segni di orme, grafici di onde o di astri, come se il linguaggio conservasse in sé un potenziale di verde, un’acida nitidezza silvana, una fronzuta, mattutina sacralità. Solo percorrendo materialmente quei boschi, quei sentieri, modificati per sempre dal suo sguardo, solo bagnandosi in quel lago, «occhio della terra», a guardare nel quale «l’osservatore misura la profondità della propria natura», sarebbe stato possibile – mi dicevo – varcare il confine tra terra e mito.”

    (Marisa Bulgheroni, “Chiamatemi Ismaele. Racconto della mia America”, Saggiatore, 2013, pp. 42/43)

    @Dani @Cristina
    Mi riferivo proprio alla Alcott di “Piccole donne”, il cui padre, se non ricordo male, era in stretto contatto con la cerchia di Emerson.

    @Carloesse
    Poe l’avevo scordato, nell’elenco, e infatti volevo chiedervi se avete letto il “Gordon Pym”.

    Vedi tu, che devo ricredermi anche sulle riduzioni (ne avevamo parlato tempo fa): se non avessi ascoltato “Moby Dick”, pur nella versione ridotta dell’audio RAI, tutti questi bei nomi sarebbero rimasti per me lettera morta (li ho poi trovati nelle lettere di Melville che sembrano fatte apposta per incuriosire chi legge). Avevo letto qualcosa solo di Thoreau (bravo!)

    Ciao,
    Mari

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  42. Avatar camilla
    camilla

    @ Carlos non dimenticherei il Maestro Henry James ( Ritratto di signora. Giro di vite ecc.),Edith Warton grandissima, Pearl Buck ( Nobel mi pare), Fitzgerald, Truman Capoti,Carole Oates, Jennifer Egan, Michael Chabon, Jeffrey Eugenides, Peter Cameron (!!!), Richard Mason. E molti altri che ORA non mi vengono in mente.
    @ Dani e Editalara non sono lacune. E’ impossibile conoscere tutto! L’ importante è scegliere i migliori, quelli che ci danno tanto e ci fanno stare bene. Ma il mare della conoscenza e’. infinito. A tutti buon libro BELLO.

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  43. Avatar carloesse
    carloesse

    Bè Cam, è che si parlava di “padri fondatori.” Tu mi citi diverse generazioni…!!!
    Ciao
    😉

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  44. Avatar camilla
    camilla

    @non sto mai attenta. Povera me.😇

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  45. Avatar camilla
    camilla

    @ dopo cena. @ Carlos. ribadisco la mia distrazione cronica, però la Warthon , h. James , la P. Buck, sono nati nell’800 e per la storia del romanzo americano possono ancora essere considerati madri/padri , o no. Dici no ? Pazienza .Certo anche Willa Cather…. mah. 😁😁😁 cam E Dickinson …

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  46. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cam @tutti @Dani @Edita
    Cam, non è questione di attenzione è proprio che una cosa tira l’altra e le associazioni mentali il lettore non può certo arginarle, si farebbe del male e rigetterebbe uno degli aspetti tanto belli della lettura. Dani e Edita, visto l’enorme numero di romanzi (e non solo americani!!) che Camilla ha fatto tuoi, anch’io avverto le mie .. lacune, o meglio, le mie voragini. Ma c’è tempo (spero!), io non ho fretta.

    @Edit @tutti
    Mi direte che guide letterarie degli Stati Uniti ne esisteranno senz’altro di più recenti, e non c’è dubbio, ma questa di Bulgheroni è piena d’amore per i luoghi visitati e per gli autori ormai metabolizzati, si sente che c’è tanta passione da parte dell’autrice. Vedo dall’OPAC che il suo nome, non a caso, è legato a molte traduzioni di Dickinson.

    Ovviamente Bulgheroni, nata tra le due guerre, non può parlare di letteratura USA senza ricordare il lavoro di traduzione e divulgazione di Vittorini e Pavese. Il pezzo che metto qui sotto è solo uno stralcio delle motivazioni che hanno spinto la giovane lettrice al viaggio; vale la pena andarsele a leggere per intero proprio nel libro:

    “Leggendo Moby Dick appresi d’istinto quanto diversa, quanto anomala, fosse la letteratura americana: il rapporto tra parola scritta e dato reale si presentava, come mai in altre, immediato, fisico: il mitico oceano di Melville sapeva di sale. Di quell’anomalia, Pavese indagò, nei suoi saggi, i motivi. E segnalò, in Melville, in Hawthorne, in Thoreau, in Whitman, l’esigenza di un linguaggio nuovo che distruggesse la barriera fra cose e parole: «fra il comune lettore e la realtà simbolica o mitica più vertigino sa». Vittorini, negli stessi anni, intuì la «grandiosa contraddizione» per cui una letteratura coloniale dalle origini dotte si liberava, nel corso dell’Ottocento, dai vincoli del culturalismo, per nascere «moderna», con una «forte voce nuova», con una «nuova leggenda».

    L’America, così riscritta nei saggi di Pavese e nell’Americana e nel Diario in pubblico di Vittorini, era insieme «allegoria politica» di libertà e paese «reale» che rappresentava tutta la terra, che parlava una lingua in continuo mutamento, carica degli «aromi» di voci straniere.

    Quest’immagine seducente, prodotto di una geniale mediazione, si delineò con forza eversiva contro l’orizzonte chiuso del nazionalismo fascista, delle sue ideologie, delle sue poetiche, forzando il canone ad accogliere i nuovi modelli. E perdurò a lungo nella mente dei lettori più giovani, anche quando fu sconfessata, negli anni quaranta, dai suoi stessi autori, consapevoli che, con la fine della lotta antifascista, la cultura americana andava perdendo «l’ingenuo e sagace furore» attribuitole da Pavese, e che le nuove possibili leggende annunciate da Vittorini – di un Saroyan o di un Caldwell – erano morte sul nascere. Rimase, quest’immagine, come la mappa fantastica schizzata da viaggiatori immobili sulla base di documenti certi, e generò in noi l’ansia di verificarla in un viaggio di ricerca.”

    (Marisa Bulgheroni, “Chiamatemi Ismaele. Racconto della mia America”, Saggiatore, 2013, pp. 15/16)

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  47. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Mari mi piace moltissimo quel che scrive questa scrittrice a me prima ignota, e su di me la letteratura americana esercita sempre e da sempre grande fascino, anche per l’orgoglio di e l’amore per Calvino.
    @ Carlos, nel mitico “librone” di Montesano ci sono sia la tua amata Ortese ( quindi altro che dimenticata!) che la Morante. Con calma leggerò cosa se ne dice in Lettori selvaggi e poi riferisco se qualcosa mi colpisce.
    Ciao a tutti!

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  48. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Mari ho visto che la Bulgheroni nel suo saggio scrive di Carson Mccullers di cui ho apprezzato tantissimo “Il cuore è un cacciatore solitario” !

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  49. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Editalara @tutti
    Edit, sono andata a vedere cosa dice Bulgheroni di Curson McCullers: ho scoperto che è una donna, a me il nome evocava un’immagine maschile! Eppure di suo ho in lista da tempo “Riflesso di un occhio d’oro” (non so per quando, a questo punto):

    “C’è una fotografia di Carson McCullers fatta dodici anni fa da Cartier-Bresson: con la frangetta, le calze di lana bianca al ginocchio, le scarpe basse, una sigaretta in mano, il viso chiuso in una interrogazione che è anche una sfida, la scrittrice, a trent’anni, fa pensare alle adolescenti dei suoi libri, dure e sensibili. Come loro è diversa dalle infinite ragazze americane pettinate e vestite allo stesso modo; basta il suo fastidio per il fotografo, la sua impazienza di andarsene dallo sfondo di bianchi e neri – il balcone di legno della casa alle sue spalle, l’ombra del portico – per distruggere ogni sospetto di artificio

    A quel tempo Carson McCullers viveva già a Nyack, presso New York, ma spiritualmente non si era allontanata dal Sud: durava intorno a lei la fama di fanciulla prodigio che aveva raggiunto all’improvviso col suo primo romanzo, Il cuore è un cacciatore solitario. In questa bizzarra storia di un sordomuto, di una ragazzina che sogna di studiare musica, di un barista, di un anarchico, di un medico negro, la giovane scrittrice aveva voluto esprimere la sua precoce coscienza della solitudine umana. Ogni personaggio è solo nella piccola città meridionale, dove pure è impossibile non incontrarsi, solo dentro il proprio cuore, solo della solitudine delle stelle che appaiono vicine e sono infinitamente lontane.”

    (Marisa Bulgheroni, “Chiamatemi Ismaele. Racconto della mia America”, Saggiatore, 2013, p. 61)

    La foto di cui riferisce Bulgheroni non c’è, ma qui trovate altri ritratti di Curson ad opera di Cartier-Bresson:

    http://pro.magnumphotos.com/C.aspx?VP3=SearchResult&VBID=2K1HZO6HAKS4F5

    Ciao,
    Mariangela

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  50. Avatar EditaLara
    EditaLara

    Eh sì, una scrittrice che vorrei rileggere in lingua originale e approfondire perché il suo romanzo, Il cuore è un cacciatore solitario, per varie ragioni, mi è molto caro.

    @Carlos:
    ” La Ortese aveva la seconda vista di cui parlano certi mistici, il terzo occhio che nuota sotto la superficie delle cose come appaiono, il guizzo di chi coglie le immagini in un battito di ciglia e le mette a nudo con una crudeltà che è pietà. La Ortese era spinta da un doppio movimento di scrittura-vita: da una parte il bisogno di lacerare il velo che copre la realtà, dall’altra quello di inventare attraverso le parole un’altra realtà: più vera di quella che a tutti sembrava l’unica possibile.” da Lettori selvaggi, di Giuseppe Montesano, ed. Giunti .

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