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I libri più belli, letti nel 2017

Ricominciamo: la prima regola è semplice ed è sempre la stessa: si parla dei libri più belli, letti nel corso del 2017. Conta che il libro sia stato letto nel corso di quest’anno, non conta quando è stato pubblicato o scritto Altra regola fondamentale: il rispetto per gli altri. Ci piace molto il confronto, la…

Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925
Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925

Ricominciamo: la prima regola è semplice ed è sempre la stessa: si parla dei libri più belli, letti nel corso del 2017.

Conta che il libro sia stato letto nel corso di quest’anno, non conta quando è stato pubblicato o scritto

Altra regola fondamentale: il rispetto per gli altri.

Ci piace molto il confronto, la discussione, anche la contestazione dei giudizi altrui; non viene apprezzato, e nemmeno tollerato, l’insulto.

Ogni anno, questo post sui “libri più belli” è una fonte di preziosi consigli (anche contro qualche libro), di analisi, di serenità, di dubbi, di speranze, di riflessioni.

Grazie, come sempre, a tutti coloro che parteciperanno.

Abbracci

Commenti

2.739 risposte a “I libri più belli, letti nel 2017”

  1. Avatar EditaLara
    EditaLara

    p.s. vedo che traduttore ufficiale di Haruf per NN ed. è sempre lui , Cremonesi; non sono un’esperta di traduzioni ma so e amo leggere, e che uno tanto osannato scriva che la scrittura del Canto della pianura è “quasi barocca” me lo fa andare sotto i calcagni.
    qui sì forse vale la pena leggerlo su ereader in lingua originale..

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  2. Avatar cristina
    cristina

    si, è lui, ma anche la casa editrice è responsabile… ma si può leggere “la vista degli pneumatici- o uno pneumatico?” . manca l’editing!!!

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  3. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @tutti : da tempo volevo chiedere a chi nel blog si intende e conosce bene le caratteristiche delle varie case editrici, di scrivere di quali si fida di più, quali sono più attente appunto alle traduzioni, alla qualità insomma. Ovviamente cerco anch’io di fare un minimo di selezione e spesso mi rivolgo alle piccole case che pubblicano con molto più coraggio e cura, in particolare su libri d’arte e fotografici (essendo anche costosi!) ma qui qualcuno di voi può forse dare qualche dritta in più! Grazie 🙂

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  4. Avatar cristina
    cristina

    Ci sono case editrici grandi di valore e case editrici piccole di totale disvalore, non sempre piccolo è bello. E, naturalmente, vale pure il contrario, ma nelle piccole spesso non c’è un editor, ahimè, figura indispensabile.
    La nuova Frontiera e Keller sono certamente editori di valore, insieme al ben noto Sellerio. Io apprezzo anche parecchio una di cui non ricordo mai il nome “…and second” ( mannaggia a loro).

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  5. Avatar carloesse
    carloesse

    Si tratta probabilmente di ” 66th and 2nd”, di cui al seguente sito:
    http://www.66thand2nd.com/casa_editrice.asp
    Ciao
    😉

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  6. Avatar camilla
    camilla

    @ carlo 66th and 2nd Ma ti ricordi quel bel romanzo , magnifico davvero, di Salvatore Scibona La fine , sugli immigrati negli Stat Uniti. Ciccio che correva come daino e andava a scuola dai Gesuiti e la signora Marini che aiutava le donne e Rocco …insomma un romanzo che fece molto parlare nel blog e mi sembra ( ma forse no) ma forse si che ci fossi anche tu e che ti fosse
    piaciuto.E da allora ho tenuto d’occhio la66th e spesso ho letto bei libri. Magari non ne sai niente.Ma chissa’ se qualcuno qui se lo ricorda Scibona.@ cri ti ricordi tu ? cam

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  7. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Camilla
    Cam, non ho trovato traccia libro cui fai cenno; se non ricordo male “66th and 2nd” era stata citata, molto tempo fa, qui, da Lettoreambulante.

    @Tutti @Cristina
    È vero, frappongo e mischio, nelle mie letture. Metti ieri, per esempio: sono nella mia biblio e cerco, senza trovarla, la traduzione di Moby Dick che non sia quella di Pavese ma quella dell’audio RAI e rovistando su uno scaffale basso mi capita sotto mano il Meridiano dedicato a Herman Melville: lo apro dal fondo e cosa ti trovo? Mi imbatto nelle lettere, non più di venticinque pagine di epistolario.

    Leggo voracemente una lettera, ci trovo la stessa scrittura, mordente e sferzante delle parti arrabbiate di Moby Dick, avverto subito il piglio rapido e perentorio, quella perentorietà che non esclude il dubbio e la possibilità, ma che argomenta in modo stringente. Potevo forse piantare lì tutto? Serendipità ha voluto che trovassi l’epistolario e con l’epistolario mi sono appropinquata al banco del prestito.

    Ciao,
    Mariangela

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  8. Avatar carloesse
    carloesse

    Ciao Cam. Sì, quel libro di Scibona me lo ricordo bene. Fu proprio il mio primo incontro con la 66th and 2nd e ne parlammo a lungo proprio qui.
    Da allora alla fiera di Roma della piccola editoria “Più libri più liberi” lo stand di quella casa editrice è uno fra quelli che guardo con maggiore interesse e mi soffermo di più.

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  9. Avatar cristina
    cristina

    mari, ti dedico un verso famosuccio ” il naufragar m’è dolce in questo mare”

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  10. Avatar camilla
    camilla

    @ carlos che piacere carlo. mi sento una tua vecchia amica. Io ho riletto qualche pagina esplosiva di Scibona , spesso. Per es. quando la signora Marini si prepara all’incontro con la figlioccia e fa un bagno bollente e poi si trucca e poi e poi. E’ un brano irresistibile. La signora ha piu’ di 90 anni. Che bei libri. @ marian io faccio come te .Qualche poesiaa Garcia Lorca a Biagio Marin. Poi Rilke e Lou Salome’. insomma un affollamento di geni e benefsttori dell’umanita’ . Persino qualche vecchissimo libro di nonni e padri. Oggi avevo tra le mani un Guido da Verona. E il piacere e’ assoluto. Melville :CHIAMATEMI ISMAELE. !
    E l’incipit del podetoso LE BENEVOLE : Fratelli umani…
    insomma , appunto cri, il naufragar m’e’ dolce inquesto mare. buona notte e grazie di esserci.

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  11. Avatar Dani

    Buondì. Io Scibona proprio non l’avevo digerito. Evviva la varietà di gusti e pensiero. A proposito di piccola editoria, ora che quella “grande” ha traslocato a Milan, a Torino restano gli altri, con vasta rappresentanza di librerie indipendenti (mi dice il mio libraio). Varrà la pena tornarci e vedere un po’

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  12. Avatar EditaLara
    EditaLara

    Proprio della “66th and 2nd” è un nuovo romanzo di cui mi ha parlato la fantastica e super-attiva Rosa, di cui andrà alla presentazione a Torino tra poco poiché conosce gli autori :
    Mario Pistacchio e Laura Toffanello “Requiem per un’ombra”, poi Rosa dovrai assolutamente scriverne !!
    p.s. sfogliando la biblioteca di casa vedo molte buone case editrici, sia piccole che grandi, una in particolare nell’ultimo anno mi ha conquistata per i bellissimi libri: Contrasto; sia solo fotografici che anche per la collana “In parole”, di cui ho molti autori tutti magnifici; vale la pena farci un salto, Mari qui trovi anche un particolare J. London, il mio amato Salgado, ma anche per Camilla J.Berger .
    http://www.contrastobooks.com/index.php?cPath=28_54

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  13. Avatar EditaLara
    EditaLara

    e quest’ultimo : Il settimo uomo, John Berger – Jean Mohr, ed. Contrasto
    ecco il link:
    http://www.contrastobooks.com/product_info.php?products_id=769

    ciao!

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  14. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @tutti
    direttamente dall’intervallo vi dico che mi interessa molto l’argomento traduzione e cura dell’editing. Non so se il confronto è partito da lì, ma lunedì a Farhenheit (come si scrive?) intervistavano l’editor della Sellerio. Un’intervista stupenda, una persona appassionata, uno sguardo lucido sulla situazione odierna e sull’incalzante presenza del web.
    Io per la Sellerio ho un amore particolare. Il formato, le pagine color crema, la conduzione familiare…

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  15. Avatar Jezabel
    Jezabel

    ops dimenticato
    sono tuttora una correttrice di bozze e dunque mi appassiono.

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  16. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Jezabel , Sellerio mi piace molto, ottime scelte e autori anche particolari come quello che ho incontrato a Mantova , creatore di “Flavia de Luce” Alan Bradley.
    ma le copertine di solito sono blu.

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  17. Avatar EditaLara
    EditaLara

    p.s. in realtà la questione l’ho lanciata in seguito alle mie perplessità sullo stile di scrittura di Haruf nel Canto della pianura; forse imputabili al traduttore?

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  18. Avatar EditaLara
    EditaLara

    grazie Jez, ecco il link, appena riesco lo ascolto
    http://sellerio.it/it/extra/

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  19. Avatar Dani

    Se si ha la possibilità di leggere in lingua originale conviene sempre. Il traduttore ha una responsabilità enorme e non tutti sono all’altezza. Poi in questi tempi di continui tagli di spesa c’è il rischio di incappare in veri disastri!! Basta guardare l’aumento costante di errori ortografici fastidiosi, altro segno di risparmi…
    @Rosamavi raccontaci eh??

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  20. Avatar cristina
    cristina

    puntualizziamo che a VOLTE NON VI CAPITE: sELLERIO HA LA COPERTINA BLU E LE PAGINE COLOR CREMA.
    ops, sorry per il maiuscolo, mi scappò…

    Jezzz, per anni ho anche io corretto bozze per Longanesi ( quando Longanesi era Longanesi! e Feltrinelli ) e tradotto pure un po’ di libri.
    Il traduttore è molto, ma non tutto. Se non c’è un editing decoroso che osa riammodernare e tagliare cucire ( moderatamente) il traduttore – anche il più bravo- da solo non basta.

    Ieri sera leggendo CREPUSCOLO mi sono trovata una frase immonda: “aveva il piatto pieno e posò il bicchiere davanti vicino al posacenere”. Il che in italiano zoppica e non ha senso.
    La frase ben fatta sarebbe: posò il bicchiere davanti al piatto pieno, vicino al posacenere.
    Il traduttore troppo pedante e letterale fa disastri.

    La scrittura di Crepuscolo è molto più ricca e articolata di Canto della pianura, by the way.
    ciao!
    sto facendo pulizia agli armadi e buttando un sacco di roba inutile accumulata….una faticaccia

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  21. Avatar EditaLara
    EditaLara

    scusa Jez , Cri, sì ho letto copertine invece di pagine , son proprio rintronata! ma comunque ci siam capite su Sellerio 🙂

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  22. Avatar cristina
    cristina

    Camilla, esattamente, cosa è che non ti piace di Haruf?

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  23. Avatar wwayne

    @Dani: Ti segnalo questo divertente post sull’argomento: https://marisasalabelle.wordpress.com/2017/03/20/john-g/.

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  24. Avatar camilla
    camilla

    @cristina..Mi chiedi ” esattamente” cosa e’ che non ti piace di Haruf? ” Esattamente ” ci vorrebbero lunghe e inutili lenzuolate di chiacchiere , inadatte a questo tipo di comunicazione. In sintesi l’America minore inventata dallo scrittore nel luogo immaginario della contea di Holt, dove prosperano buoni sentimenti, commozioni insopprimibili e liberatorie ( dell’orrore indicibile della realtà) e esaltanti richiami a letture favolose della
    giovinezza, Tom Sawyer e Huckleberry Finn, ed ecco il Canto della pianura. Un canto dolce e lieve, come il titolo originale Plainsong.Una tristezza pulsante degli altri due romanzi con la tragica finale dove Dad Lewis si prepara alla morte senza speranze né disperazione. . Molti piangono un poco , chiudendo il libro. Ma è con Le nostre anime di notte che Haruf ci strappa il cuore.Forse si spera di ritrovare il tempo perduto.Echi di grandi scrittori del passato, di film di anni fa’ . Una terra favolosa , la Contea di Holt, come Macondo, Castle Rock,
    Yoknapatawpha, e Terra di Mezzo. Tristezza e noia per me, carissima Cristina, buona o cattiva che sia la traduzione, per me tristezza e noia.
    Che ci vuoi fare così e’ stato per il mio cuore di ghiaccio! Ho dovuto leggerli tutti perché. me li ha regalato la persona che ho più cara tra gli amici. Pazienza.Ciaociao. Cam

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  25. Avatar cristina
    cristina

    che strano Cam, è così simile agli amricani che tanto ami… proprio strano

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  26. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Cam non capisco l’accostamento a Macondo, Castle Rock, Terra di Mezzo addirittura!! Ma..in che senso?
    Nonostante le molte perplessità che mi lascia Haruf su stile di scrittura e scarsa vivacità dei personaggi, Holt la trovo molto verosimile, mi ricorda davvero alcuni paesini visti anni fa on the road.

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  27. Avatar EditaLara
    EditaLara

    Ps. Castle Rock, se intendi quello di Stand by me, è per me un luogo del cuore che ho amato e amo molto 🙂
    Buona serata a tutti

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  28. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Camilla @Dani @Cristina
    Ho letto “Orlando. Una biografia” di Virginia Woolf, e prima di disquisire d’altro mi sento in dovere di dire che merita la sua fama di capolavoro del ‘900. Ho trovato grande come VW sia riuscita a prendere in giro la divisione dei ruoli in base all’appartenenza di genere, come abbia menato per il naso la presunta supremazia maschilista della società e, soprattutto, come si sia fatta beffe dell’eterosessualità intesa come regola di tendenza sessuale che esclude recisamente qualsiasi alternativa.

    È un libro che della biografia come genere fa un uso senz’altro poco canonico (Orlando è ora donna ora uomo e attraversa i secoli, dai tempi di Elisabetta I fino agli anni ’20 del ‘900) e per questo motivo l’ho trovato molto originale.

    Mi riallaccio a quanto sostenevano Cristina e Dani a proposito della “autosufficienza” dei libri e della necessità che un libro non abbisogni di mediazione: penso che “Orlando” sia un libro comprensibile e apprezzabile in sé, è però secondo me innegabile che se si conosce il legame intercorso tra la biografa (Virginia Woolf) e il suo personaggio (Vita Sackville West, con cui VW ha avuto una relazione), il libro acquista a mio parere una valore diverso, un quid in più.

    Ho letto il lavoro di Nadia Fusini, curatrice del Meridiano dedicato ai romanzi di VW e mi sono procurata anche il libro scritto dal figlio di Vita, Nigel Nicolson “Ritratto da un matrimonio”: devo a queste letture il piacere che mi ha regalato “Orlando”: senza queste pagine parallele avrei forse apprezzato il libro, ma non avrei compreso la carica sentimentale, affettiva ed erotica con cui Virginia ha scritto questo libro; stralci del diario e della corrispondenza (brava Nadia Fusini!) mi hanno fatto comprendere come il libro, scritto sotto l’impeto dell’amore per Vita, oggetto della biografia, abbia letteralmente travolto la biografa.

    Non è una lettura facile; io ho letto il libro nella traduzione di Paolo Bertinetti (avevo già avuto modo di apprezzarlo come critico letterario, la scorsa estate).

    Ciao,
    Mari

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  29. Avatar cristina
    cristina

    Mari, ah Orlando! come mi era piaciuto Orlando ai tempi! Ma davvero Nadia Fusini ti ha aiutata a capirlo e apprezzarlo di più? Io lo avevo letto credo tre decenni fa o più e lo avevo amato e mi aveva presa totalmente, come quasi tutti i libri di Virginia, lei funanbola della parola e dei sentimenti.

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  30. Avatar cristina
    cristina

    certo che solo Mariangela può leggere in contemporanea Virginia Woolf che facile non è mai e l’USQ e in più ascoltare Giulio Verne o cos’altro!
    per me mission assolutamente impossible.

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  31. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Cristina, Verne l’ho lasciato per via di un film o telefilm visto molti anni fa che mi rovinata la sorpresa, adesso ascolto Moby Dick e domani riprendo le lettere di Melville.

    Tu l’hai letto “Orlando”?

    Buona notte!

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  32. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Scusa, non avevo letto il tuo penultimo commento.

    L’hai amato, Camilla lo stava rileggendo, o almeno, lo ha recentemente menzionato.

    Certo, gli stralci dai diari e dalla corrispondenza, che riferiscono del loro rapporto, fanno capire non solo i riferimenti, ma proprio il sentimento che intercorreva tra vw e VITA.

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  33. Avatar Dani

    Ah le letture “ramificate” di Mari. Che invidia, avere il tempo…
    Comunque io che ho letto Wolf innumerevoli volte (quella donna è un monumento), in inglese e in ottime traduzioni, non ho mai letto Orlando. Imperdonabile vero? Mari porrò rimedio.
    Ww simpatico. Il povero Kennedy si rivoltera’ , ma mai come il povero J.S. Bach. Alla presentazione di un suo brano la conduttrice lo ha chiamato JeiEs Bach (così ha pronunciato). Giuro, non è uno scherzo. Talmente pazzesco che non ho manco riso

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  34. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Dani
    JeiEs? Oh my God, in classe abbiamo appena riso e commentato una NAIK di Samotracia. Ma almeno sono giovincelli !

    @Mariangela
    W W W Orlando.
    L’ho letto dopo aver visto il film all’epoca del liceo. Meraviglia assoluta. Con le amiche cervellone è stato tutto uno scambio: ci appassionava pensare ad un attore o attrice che avrebbe potuto eguagliare l’agida bravura di T. Swinton.

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  35. Avatar cristina
    cristina

    Dani, Orlando? entri in un frullatore emotivo-immaginifico e poi ti ci perdi, riesci e ti reimmergi, un turbine continuo ,lussuoso e sontuoso.

    Mariangela, ma all’epoca noi ragazze si sapeva tutto di Virginia e Vita… non c’era bisogno di leggere la correspondance… ( e poi le cose sono sempre più complesse di come appaiono), lei è stata uno dei fili rossi del movimento delle donne, sempre… ovvio.

    Scusate ma mi tocca precisare: essendo due massime, amatissime, che spesso vengono confuse

    Virginia Woolf ( due O = lupo in inglese) = pronuncia wulf
    Christa Wolf ( una O = lupo in tedesco) = pronuncia wolf

    Jei es…?? orrore orrore orrore.

    Mi ricordo che una volta quando lavoravo era venuto in Italia un cliente americano , dovevamo occuparci di birre, e lui voleva imporre in etichetta ( trattasi di 35 anni fa) la dizione lager. Al che l’ho portato a Bologna in piazza a vedere la lapide che dice … in memoria delle vittime dei lager nazisti. Ha capito, non sapeva nulla della parola.
    Gli americani sono così, in genere, platealmente ignoranti e americo-centrici.

    E com,unque i jeans più famosi -sempre un mio altro cliente americanissimo – li chiamava LIVAIS, mi capite bene? ci ho messo mezz’ora a capire. Lì si chiamano così, mammasantissima

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  36. Avatar camilla
    camilla

    @ editalara La letteratura ha molto usato luoghi creati dalla fantasia per ambientare le sue storie.
    1 Holt – E’. nel Colorado e non esiste. Ma la trilogia della pianta è Holt e HARUF
    il suo inventore.
    2 La terra di mezzo – continente di Arda dove J.R.R.TOLKIEN colloca la sua magnifica opera.Si è. pensato che questo favoloso luogo esistesse su un altro pianeta. Tolkien disse ” e’. sulla Terra ma a un differente stato dell’ immaginazione ”
    3.Yoknapatawpha. FAULKNER e il suo mondo immaginario. Si dice che Haruf vi si ispirò per la sua Holt.
    4.Castle Rock. STEPHEN KING e la sua cittadina degli orrori. Ispirazione per cinema e TV. presente nei racconti del grande. scrittore.
    5.Macondo – il luogo magico inventato da Marquez.Macondo e’. diventato un mito.

    Simili luoghi, delimitazione del territorio da parte di molti autori per le loro scorribande letterarie ( Rowling con Harry Potter e Hogsmeade , Salgari e Mompracen) e tanti altri, compreso il nostro Haruf. Luoghi favolosi che rendono favola le loro storie. Spero di averti risposto.E’ solo una caratteristica che non ha nessun rapporto con i pareri e il gradimento tra un autore e un altro.

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  37. Avatar carloesse
    carloesse

    ORLANDO non l’ho mai letto neanche io. Ai tempi della mia formazione letteraria lo leggevano (o facevano finta di averlo letto) solo le ragazze. I maschi, anche i più progressisti e vagamente simpatizzanti con il movimento femminista, tendevano come sempre a ignorarlo, fino a dimenticarlo. Almeno il film con Tilda Wilson volevo vederlo, ma come spesso mi accade per una ragione o per l’altra mancai anche quello.
    Ma mi state convincendo che debba essere assolutamente prioritario tra le mie prossime letture. L’ho già messo in lista, ma prima leggerò “La Piazza del Diamante” (Rodoreda) che mi sono fatto regalare da una cara amica e che quindi è materialmente già sul comodino.

    Un percorso di “espiazione maschile” sembra attendermi, ma non mi aspetto che sia un sacrificio….
    (anzi, credo in tutt’altro!)
    😉

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  38. Avatar carloesse
    carloesse

    P.S: Anche “Gormenghast” cui accennavo prima è un luogo immaginario e puramente letterario e, a mio parere, proprio uno tra i più affascinanti (pur nella sua grottesca cupezza) tra quelli da me attraversati.

    Per chi volesse orientarsi tra questi luoghi comunque consiglio vivamente due testi fondamentali:
    1) il DIZIONARIO DEI LUOGHI FANTASTICI di Alberto Manguel e Gianni Guadalupi (Ed. Archinto), “Un manuale per l’avventuriero della pagina scritta, corredato di dettagliate cartine e illustrazioni introvabili persino sui più attendibili atlanti ufficiali. Dalla città utopica alla selva infernale, ogni sorta di località fantastica è rappresentata in questo volume intriso d’ingegno ed erudizione, di humour e saggezza, che presenta con scherzosa sistematicità le immaginifiche finzioni topografiche di Calvino, Borges, Tolkien, Verne e molti altri”.

    2) STORIA DELLE TERRE E DEI LUOGHI LEGGENDARI di Umberto Eco (Ed. Bompiani).
    “Partendo dai poemi di Omero e arrivando alla fantascienza dei nostri giorni, Umberto Eco racconta questi favolosi mondi, ricchi di mistero e magia, sui quali sono stati proiettati tutti i desideri e i sogni, ma anche gli incubi e le paure, che non riuscivano a trovare un loro spazio nel mondo del reale”.

    (I virgolettati sono riportati dalle loro presentazioni editoriali)
    Io li possiedo entrambi, mai letti per intero ma spesso consultati per singole voci o capitoli singoli, quando interessato ad argomenti specifici.
    Con estrema curiosità e soddisfatto piacere.

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  39. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @tutti
    grazie Carloesse è un argomento che mi intriga. Ho attraversato una lunga fase di ricerca sull’immaginario dei popoli antichi e le eventuali corrispondenze tra fantasia e geografia.
    Quello di U. Eco l’ho consultato anch’io in biblioteca.

    I miei alunni si stanno scervellando sul nome (verifica vergognosamente facile), sono tutti staccati e hanno poggiato i cellulari sulla cattedra. Eppure c’è un viavai per decifrare le consegne. Santa Pazienza!

    Finito il libro di Cunningham, di cui vi ho parlato negli ultimi interventi, mi sono buttata su AMABILI RESTI. Visto e rivisto il film, in quanto proposto anche a scuola (si basa su un evento molto triste, ma è catartico, inoltre il contesto deve essere più che sereno, perciò non tutte le classi sono adatte), ma mai letto il libro.
    Adesso che l’ho preso in mano, ansia e angoscia non mi hanno permesso di dormire.
    Eppure di libri di un certo spessore pauroso ne ho letti. Sarà la voce narrante in prima persona?
    Il libro presenta alcuni dettagli cui il film alludeva soltanto e non è poco. Il film inoltre ha dei colori vivi e rassicuranti che placano il fastidio creato dal personaggio di Harvey, l’assassino.
    Non so.
    Mi è già capitato, in effetti, ora che ci penso. Da ragazzina ho visto “Qualcuno volò sul nido del cuculo” con una certa tranquillità e poi il libro mi ha scioccato e ho avuto difficoltà ad andare avanti.
    Sono sensibileeeee! 🙂

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  40. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Tutti @Dani @Jezabel @Carloesse
    Scusate se chiedo: quindi voi “Orlando” lo avete capito anche senza conoscere la situazione. Ve lo posso dire senza giri di parole. Io avrei fatto fatica, a dispetto del sottotitolo e della dedica, anche solo a comprendere che si trattava di una biografia.

    Forse da giovane non ignoravo che Virginia era un’icona del femminismo, ma il libro, modernissimo nei suo temi, ben potrebbe essere il vessillo dell’amore saffico, anzi potrebbe assurgere a emblema di quelli che non accettano l’eterosessualità come unico modo di intendere la sessualità, una bandiera di tutte le persone, quindi non solo degli omosessuali, che non la concepiscono come regola imposta. Cristina, cosa vuoi che sapessi io da ragazza di Virginia Woolf e Vita Sackville West, imbranata com’ero!

    Poi, vi dico, a me è piaciuto, non sono sicura di avere capito tutti i temi e gli spunti, ma mi è piaciuto e mi basta.

    Ciao,
    Mariangela

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  41. Avatar cristina
    cristina

    dunque, nel gruppo di Bloomsbury – di cui Virginia e la sorella (pittrice notevolissima) e Vita facevano parte assidua – le persone dall’ ambiguità sessuale evidente erano parecchie e c’era anche una certa liberta di rimescolare …le coppie.
    Era un gruppo liberal e libero, ovvero anticonformista, antesignano di comportamenti che sarebbero stati sdoganati decenni dopo. Lytton Strachey ne faceva parte con la sua amabile omosessualità, e pure i fratellastri di Virginia ( colpevoli forse come pare di molte delle sue problematiche psicologiche e sessuali..).
    Sul rapporto fra Lytton Strachey e Dora Carrington fu fatto un film bellissimo e straziante -Carrington, che mi commuove sempre fino alle lacrime (Emma Thomson da allora uno dei miei miti come attrice)
    (metto qui per Mariangela il link a Wikipedia – ma tanto Mariangela NOn guarda i films!! ahimè:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Carrington_(film)

    Invece sui luoghi fantastici della letteratura proprio nell’inserto di Repubblica Robinson di domenica scorsa Loredana lipperini ne elencava parecchi – fra cui quelli citati da Camilla. se trovo il link ve lo metto, in primis ovviamente Macondo.
    Su Holt ho poco da dire, se non che non mi pare un luogo fantastico, bensì solo una topografia immaginaria di un reale realissimo-
    Se poi dfate un occhio alla biografia di Haruf sbalordirete,. ha fatto il guardiano di vacche, il commesso, il bidello e mille mestieri umilissimi…che tornano nei suoi libri. Holt è quindi un’America reale, anche se geograficamente inesistente.

    Carloesse: se sei già stato lettore di Virginia Woolf in Orlando la troverai ,come dire, amplificata e più ondivaga del solito.
    Altrimenti ti consiglierei altre letture sue, Orlando è davvero molto … stordente, un puzzle, un patchwork, una fantasmagoria di ruoli e epoche che si scambiano e si accavallano, un fuoco d’artificio e di artifici. Davvero un’opera non facile ,cangiantissima.
    Ma a te che piace Ortese , forse può piacere.

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  42. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Cam conosco bene i luoghi immaginari che citi, alcuni li amo da sempre, non capivo il nesso, nel senso che i loro autori-inventori hanno scritto grandi cspolavori, mentre Haruf, almeno per alcuni di noi, capolavoro non è quindi..perdonami non ho capito se non ti piacciono in generale i romanzi di luoghi immaginari o solo questo o cosa?! Il troppo lavoro e la primavera mi tolgono lucidità mentale e forse sono proprio rintronata ! 🙂

    Il dizionario dei luoghi fantastici, di Manguel ( grandissimo stupefacente scrittore!) e STORIA DELLE TERRE E DEI LUOGHI LEGGENDARI di Umberto Eco (Ed. Bompiani) li ho qui in salotto e ritirati fuori proprio quando abbiamo cominciato a parlare di belle edizioni e luoghi immaginati. L’ed. Bompiani di Eco è bellissima, piena di illustazioni , magnifiche quelle di Gustave Doré.

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  43. Avatar EditaLara
    EditaLara

    P.s. mi sa che qui Orlando deve essere proprio letto…! Lo aggiungo alla lunga lista e poi vado a sbattere un po’ la testa contro il muro piangendo perché non ho abbastanza ore in una giornata!!
    Buon weekend a tutti 🙂

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  44. Avatar carloesse
    carloesse

    E infatti è proprio quello l’aspetto che mi attira di più….
    😉
    Grazie.

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  45. Avatar cristina
    cristina

    ecco l’elenco di Loredana Lipperini dei cosiddetti “luoghi fantastici ( ci sono anche dei disegni) ( sorry il link è a FB)

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  46. Avatar cristina
    cristina

    Mari,
    Virginia Woolf non era un’icona del femminismo se non molto parzialmente ( una stanza tutta per sè- le tre ghinee sono state lette da tutte ovviamente): era amatissima proprio perchè scrittrice geniale e donna non ingabbiata nei ruoli femminili tradizionali, e anche per il suo legame lesbico con Vita Sackville-West.
    Il femminismo non è mai andato disgiunto dalla rivendicazione di una libertà sessuale complessiva e totale, quindi anche dalla rivendicazione aperta e conclamata dell’omosessualità femminile. E’ questo un punto che è stato fondamentale, e fortemente dirompente, degli schemi sociali vigenti, un pugno in faccia ai perbenismi cattolici.

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  47. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina Tutti
    Proprio in tutto quello che hai scritto consta la grandezza di “Orlando”, o meglio, nel libro c’è di più ma quello che hai indicato è il motivi principali per cui io l’ho apprezzato: la dirompente modernità del messaggio.

    Io volevo solo dire che tutto questo l’ho scoperto molto recentemente, anche grazie alle notizie biografiche che ho appreso grazie al lavoro di Nadia Fusini, nel Meridiano, e al libro di Nigel Nicolson. Senza queste letture – porgo il fianco ai sedicenti fautori dell’antintellettualismo – non avrei né compreso né apprezzato.

    Ciao,
    Mariangela

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  48. Avatar camilla
    camilla

    @ editalara. scrivere dentro un mondo immaginario e’ solo un modo, uno stile, una esigenza dell’autore, interessante. Questo non rende il libro o i libri 📚 migliori o peggiori,ovviamente. ogni lettore ha le sue simpatie e antipatie. Il fatto che a “me” Haruf non sia piaciuto e’ privo di qualunque interesse e importanza. Tanti amano il pesce crudo sushi ecc . io ho sforzi da vomito. solo a pensarci e chi se ne frega??
    Se non la conoscete consiglierei qualche saggio di Benedetta Craveri che racconta le prime donne scrittrici nella Francia del sei/settecento. Sarà un ottimo anticipo sulla lettura di Woolf e di molte altre scrittrici del gruppo di Bloomsbury
    e non solo.Benedetta Craveri LA CIVILTÀ DELLA CONVERSAZIONE. La Craveri e’ una grande esperta e scrive meravigliosamente. Racconta delle famose Précieuse e della conquista della scrittura femminile a cui era vietata la FIRMA. Ciao a tutti.

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  49. Avatar camilla
    camilla

    @ Carlos. mi piace quella espiazione che non ti dispiace. Sei forte. cam

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