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I libri più belli, letti nel 2017

Ricominciamo: la prima regola è semplice ed è sempre la stessa: si parla dei libri più belli, letti nel corso del 2017. Conta che il libro sia stato letto nel corso di quest’anno, non conta quando è stato pubblicato o scritto Altra regola fondamentale: il rispetto per gli altri. Ci piace molto il confronto, la…

Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925
Edward Hopper, Interior (Model Reading), 1925

Ricominciamo: la prima regola è semplice ed è sempre la stessa: si parla dei libri più belli, letti nel corso del 2017.

Conta che il libro sia stato letto nel corso di quest’anno, non conta quando è stato pubblicato o scritto

Altra regola fondamentale: il rispetto per gli altri.

Ci piace molto il confronto, la discussione, anche la contestazione dei giudizi altrui; non viene apprezzato, e nemmeno tollerato, l’insulto.

Ogni anno, questo post sui “libri più belli” è una fonte di preziosi consigli (anche contro qualche libro), di analisi, di serenità, di dubbi, di speranze, di riflessioni.

Grazie, come sempre, a tutti coloro che parteciperanno.

Abbracci

Commenti

2.739 risposte a “I libri più belli, letti nel 2017”

  1. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Dani @Tutti
    Dani, Antonella Tarpino, l’ho vedo dal catalogo in linea, si è occupata di luoghi abbandonati, dismessi, in rovina e ha curato un libro di Nuto Revelli sulla condizione dei contadini. Penso che il libro che citi si collochi in quell’area di studio, molto interessante, che ha ad oggetto il territorio in tutti i suoi aspetti. Potrebbe interessarmi.

    @Teresa @Tutti
    Non conosco Maria Zambrano.

    @Camilla @Tutti
    Cam, hai cambiano nome? Leggo che adesso sei “ppcamilla”, sei sempre tu, giusto?

    Di Alcott io avevo letto (non ricordo dove e neppure se l’ho già scritto qui) che ha avuto successo quando si è lasciata convincere dal suo editore a lasciare da parte il suo magnanimo ma ingombrante padre (sembra non sia un caso che in “Piccole donne” il padre è al fronte, lontano da casa), nel senso che le idee e gli esperimenti didattici di Bronson Alcott, decisamente all’avanguardia per i tempi, non solo non garantivano alla famiglia un livello economico accettabile, ma anche lo rendevano poco digeribile, anche letterariamente parlando.

    Parlando di “Piccole donne” non vi viene mai in mente il monologo satirico di Lella Costa? Quello che più o meno recita così: “Le donne sono poco furbe, vogliono tutte fare come Jo, sincera e istintiva, che vuole scrivere e rendersi indipendente e alla fine sposa il professore povero. Come Amy, bisogna fare, tutta smorfie e moine, che prima soffia a Jo il viaggio in Europa e poi si sposa un riccone, così bisogna fare!”

    Ciao a tutti,
    Mari

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  2. Avatar cristina
    cristina

    maria zambrano, sono anni che mi rigira nell’orecchio e nel cervello…devo leggerla devo leggerla, so che non è facile, e bisogna iniziare dal testo giusto.
    W Piccole donne e la grande jo!

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  3. Avatar Dani

    @Mari esatto. Antonella Tarpino ha scritto due libri sul tema, e il suo lavoro di studio del paesaggio fragile si concretizza in diverse iniziative x diffondere la conoscenza di questi luoghi e tutelarli. Vedi ad esempio il recupero di borgata paraloup, luogo di resistenza
    http://www.nutorevelli.org/progetti_paralup.aspx
    Ciao a tutti

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  4. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @tutti
    Sì, anche per me il personaggio di Josephin March è grande, allora come oggi (ha ragione Camilla quando dice che il libro è attuale), però che vita dura! Quando sfuma il tanto agognato viaggio in Europa, non vi dico che rabbia. Ha ragione Lella Costa: come Amy bisogna fare, che la zia arcigna, con un paio di blandizie, se l’è conquistata, no come Jo, poveretta, che dopo tanti anni di cura e assistenza prestati all’anziana parente (allora si chiamava compagnia), deve rimanersene a casa!

    Va beh, poi quando si è tagliata i capelli per contribuire alla causa, non vi dico …

    Ciao,
    Mari

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  5. Avatar camilla
    camilla

    @ tutti perché ho pp davanti al nome?come faccio a toglierli?
    Jo sposa l’intelligenza, la gentilezza, la nobiltà di cuore, l’identità di intenti , la compagnia, l’ amicizia, il sentimento profondo, la stima, l’ammirazione di un uomo che possiede tutto il fascino di chi è risolto, non fa più il bambino eterno, non ha un ego ipertrofico non si sente superiore , non pontifica Jo ha scelto uno “strafigo”pazzesco (!!!)
    Amy sposa un tipo più. ricco ma molto comune.
    E poi Jo e’ speciale.
    Ditemi come togliere pp. Baci. Cam

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  6. Avatar camilla
    camilla

    @ tutte. mi pare che i pp se ne siano andati. Maria Zambrano e’. una Andalusa esiliata dal regime franchista una sorella di Rodoreda. Una poetessa, filosofa , scrittice .Io ho letto qualche poesia e basta. Cam

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  7. Avatar cristina
    cristina

    Cam del mio cor, hai ragionissima, uno strafigo si è scelta jo March.

    Mari, guarda che la Lella ( intesa come Costa) scherzava con amara ironia sulle scelte opportune da fare. Lei è sempre e convintamente dalle parte delle Jo!!!

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  8. Avatar carloesse
    carloesse

    Da ragazzo non ho avuto mai il coraggio di leggere Piccole Donne. Un libro “da femmine”. Che se altri maschi, o anche altri familiari, fossero venuti a saperlo sentivo che avrei dovuto in qualche modo vergognarmi.
    Qualche volta passava in TV una sua versione cinematografica (quella di George Cuckor del ’33 con Katherine Hepburn, che sottosotto mi affascinava molto, mi piaceva molto di più di quella del ’43 con Janet Leight e quella Elizabeth Taylor che mi è sempre stata antipatica), ma mi sentivo costretto a guardarlo distrattamente, magari solo per fare compagnia alle mie uniche due cuginette femmine della mia età, Ida e Camilla (non avevo sorelle, solo un fratello, e anche gli altri cugini erano in prevalenza maschi).
    L’importante era evitare di ammettere che un film del genere potesse piacermi Eppure i film di carattere decisamente “sentimentale” in qualche modo suscitavano in me una certa attrazione, e credo che i personaggi femminili di un certo spessore come Jo (o certe eroine alla Jane Austen) abbiano contribuito fortemente già nella mia infanzia ad innamorarmi facilmente in seguito, già adolescente, di ragazze di un certo spessore e di ignorare il fascino di donne magari più belle ma più fatue, “a là Ami” per intenderci. Di scoprire il fascino più nascosto che non tutti sono in grado di cogliere in una donna, al di là della bellezza solo appariscente (e con ciò appagando anche il mio amor proprio di essere io tra gli eletti che “sapevano coglierlo”).
    Solo recentemente ho avuto modo di vedere il film di Gillian Armstrong con Winona Ryder e me lo sono goduto tutto con un forte senso di rivincita sui miei stupidi pregiudizi e timori infantili.

    Anche se la Hepburn era tutta un’altra cosa….

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  9. Avatar cristina
    cristina

    vedi Carlo? a noi ragazze si magari anche Piccole donne, ma ci facevano leggere Jules Verne, e tutti i Sandokan del mondo e le vie Pal, e i baroni rampanti e i visconti dimezzati, e insomma tutti i clan grandi e piccoli della letteratura – maschile per antonomasia.
    Le discriminazioni sono nei modelli di riferimento proposti, prima in carne e osssa, e poi letterari o cinematogafici.
    Più che squaw o infermiere alla mia generazione non veniva fornita altra possibile immagine di sè.
    W Jo march e il femminismo, altrochè, salvifico e rivoluzionario nell’autentico senso della parola.
    Un ribaltmento identitario, forgiante e costitutivo. e. giuro, mai dare per acquisito, non basta mai…

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  10. Avatar carloesse
    carloesse

    E il bello è che a me Sandokan manco piaceva (ma Verne e la Via Pal sì).
    😉

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  11. Avatar camilla
    camilla

    @tutte/i@ Carlos Il fatto è. che Amy ,nel secondo romanzo della Alcott, diventa una appassionata e bravissima. pittrice e insegna disegno e pittura nella scuola che diventa una impresa familiare con i soci Laurie , marito di Amy e il professore , esperto di ogni “uso di mondo” marito di Jo. Tutti lavorano nella scuola , assolutamente eterogenea con bimbi di ogni ceto e ingegno. Ognuno insegnerà. le materie che lo fanno sentire realizzato (quanto. e’ bolsa questa parola) . I libri che lessi io, mia figlia le mie nipoti e per prima, mia madre, di Alcott sono Piccole donne’ Piccoli uomini e I ragazzi di Jo. @ Carlos I film su Piccole donne , tutti Hollywoodiani, non sono all’altezza. Ci sono alcuni indimenticabili cammei nella recitazione.
    Mi commuove sempre la piccola Margateh
    O Brayen(?)nella parte della sorella che muore. Deliziosa.LaAmy di Elizabeth Taylor giovanissima e perfetta per quel ruolo. Forse la Jo dell’ ultima edizione e anche la madre dell’ ultima edizione (e poffarbacco non mi ricordo i nomi e li ho qui sulla punta…) sono le migliori al cinema.
    @ Cristina come hai ragione: io leggevo tutti i libri di mio fratello lui nessuno de miei. Meno male che e’ arrivato Macron che ha una moglie di cui dice ” Lei è la donna della mia vita è. più. colta di me ed è più. intelligente e la migliore consigliera.” Dice anche ” stupirsi per la differenza di età. e’ misoginia . L’ inverso vi farebbe tutti contenti. ” W la France e i coniugi Macron.

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  12. Avatar cristina
    cristina

    un Macron non fa primavera, però Cam

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  13. Avatar Dani

    @Cam Winona Ryder e Susan Sarandon, e Gabriel Byrne un bel prof. Baer!!
    Finito LA PIAZZA DEL DIAMANTE. Scrittura scorrevolissima, bello

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  14. Avatar carloesse
    carloesse

    Sì: Winona Ryder (fu lei a volere e a produrre quel film, il primo diretto da una donna: Gillian Armstrong) . Molto brava (come Susan Sarandon, perfetta nel ruolo della madre del resto). Forse fin troppo bella per il ruolo di Jo.
    Forse per questo continuo a preferire (e in assoluto) la allora giovane e più spigolosa Katherine Hepburn della prima versione sonora (George Cuckor 1933).
    Delle 3 versioni quella con Liz Taylor è quella che mi è piaciuta meno, anche se è quella che credo abbia goduto di maggior successo.

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  15. Avatar Laura
    Laura

    Sempre con Jo
    In questi gioni ho iniziato un romanzo della Nemirovsky “il vino della solitudine” praticamente una sua autobiografia, con in primo piano il suo odio verso la madre e.. da ieri sera, pensando a questa scrittrice veramente W la France.

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  16. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Dani, grazie per il link di ieri!

    @tutti @Cristina @Camilla @Carlo
    Cristina, l’ho capito che nel suo monologo Lella Costa scherza: è nella vita che la faccenda si fa seria!

    Ciao,
    Mari

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  17. Avatar carloesse
    carloesse

    @Mari
    Proprio perchè si fa seria…
    😉

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  18. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Cristina @Camilla @Carlo

    Anch’io, sono dalla parte di Jo, tutte noi vorremmo avere il coraggio di Jo! Ma questa è la lettura che io faccio ora, adesso, ma da piccola – e sarei falsa se affermassi altro – quello che più mi attraeva era la questione dei capelli. Nella mia edizione di “Piccole donne” c’erano solo quattro illustrazioni e, tutte, presentavano le quattro ragazze con lunghe chiome a boccoli: le sorelle March esibivano lunghi capelli fino a sotto la vita, Jo era la rossa, Meg era bruna, e così via. Sarà stata l’efficacia della scrittura, sarà che allora avevamo meno fonti visive rispetto ai bimbi di oggi ed eravamo più impressionabili, sta di fatto che penso di non avere mai invidiato tanto un fattore estetico a qualcun altro come quelle acconciature alle giovani donne di quei disegni (per quanto i motivi di invidia non mancherebbero).

    Ciao,
    Mari

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  19. Avatar cristina
    cristina

    Dani, lo sai che ti sono affezionata, ma che tu mi liquidi Rodoreda con “scrittura scorrevolissima” ( che poi non lo è affatto in verità) ah no, mannaggia, no no e no!
    Una scrittura impetuosa, ripetitiva come una musica di fondo, piena di aggettivi struggenti e insoliti, che fa del topos ( le bilancine, le scarpe color latte…) un ritornello emozionale e passionale, che è scrittura fra le più belle e preziose del Novecento, nella sua finta (fintissima) semplicità.
    In realtà Rodoreda sfiora spesso il delirio, il delirio verbale che rispecchia il delirio emozionale di personaggi straziati.
    No, scorrevole Rodoreda NOOOOOO! mi rifiuto. ohibò

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  20. Avatar wwayne

    A proposito di musica, vi segnalo questa canzone da poco pubblicata su Youtube:

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  21. Avatar Dani

    @Cri scusa, avevo appena posato il libro e dovevo scappare e non ho articolato. Ci provo. Per me la scrittura è scorrevole, così x me fluiva, scorrevole come poche altre. L’impressione che mi ha dato è di una trasposizione diretta del pensiero, quindi quasi spontanea, nella scelta dei termini, semplici, e per me la semplicità è una gran virtù. Vi sono scritture, complesse, elaborate, dove i termini sembrano soppesati, talvolta sofferti. Il linguaggio di Rodoreda è lo specchio di Natalia, della sua semplicità (apparente sì),-la semplicità, gran dote, di una ragazza del popolo, semplice ma forte, madre e moglie responsabile, matura, molto più del.dispotico marito. Mi succede a volte di incontrare nelle mie letture, frasi di una bellezza tale che incutono meraviglia e chiedono di essere lette e rilette. Non è stato il caso di Rodoreda in questo libro. La storia, così narrata, è bella nell’insieme. L’impressione che mi ha dato è una capacità di scrittura come dote naturale, non frutto di elaborazioni sofferte, non so se mi spiego… ma porsupuesto, come dicono in Spagna, è una mia sensazione. Nella lettura si incontrano due mondi, in questo caso il mio e quello di Merce, ed è questo che ho colto. Comunque è un libro che mi sento di consigliare, anche se non mi ha mai “punto” il cuore. E leggerò sicuramente altre sue cose. Molto bello il finale e l’urlo liberatorio.
    A tua disposizione Cri x ulteriori impressioni. Come procedono i tuoi malanni? L,umore va meglio?
    Io ora mi dedico a Ferrante

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  22. Avatar Dani

    Postilla x Cristina. La mia figlia più piccola, Emma, scrive benissimo e rapidamente crea testi su tracce date a scuola, perfetti, chiari..le viene bene, senza sforzo. Io x buttar giù un pensiero decente devo ruminarlo a lungo, lo scrivo e lo riscrivo, cancello e cambio. Ecco Rodoreda mi dà l’impressione di avere il dono di mia figlia, non certo il mio, che dono non è,ma una gran fatica. Spiegata mi sono? 🙂

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  23. Avatar wwayne

    No comment.

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  24. Avatar carloesse
    carloesse

    Forse, ironicamente (ipotizzo: non so neanche chi sia sto Adinolfi) alludeva alla moglie

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  25. Avatar wwayne

    @Carloesse: No, alludeva alle voci sull’omosessualità di Macron. E infatti se vedi le risposte al tweet quasi tutti gli danno dell’omofobo. Comunque Adinolfi è un giornalista, politico, habitué dei salotti televisivi e soprattutto un estremista del cristianesimo: sotto quest’aspetto in particolare è così esagerato da far sembrare me un moderato. Tuttavia non so se ci è o ci fa, nel senso che certe sue posizioni (da lui giustificate con il suo fervore religioso) sono politicamente scorrette in modo così plateale e sfacciato da farmi venire il sospetto che lui le adotti solo per provocare e avere visibilità, non perché le pensi davvero.

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  26. Avatar carloesse
    carloesse

    Giornalisti estremisti del cristianesimo? Uimammamia! Come se non bastasse Socci!!

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  27. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Carloesse
    meravigliosa condizione di chi non conosce Adinolfi, Carlo.
    I miei alunni me ne parlano un giorno sì e uno no per le sue sparate becere, verniciate di religione e sono costantemente aggiornata sulle sue porcherie.

    @tutti
    Ho iniziato MOLTO FORTE, INCREDIBILMENTE VICINO, ma non sono a posto con la testa. Lo riprenderò appena avrò un pomeriggio libero, perché mi ha appassionato dal primo rigo.

    Ciao a tutti

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  28. Avatar cristina
    cristina

    ma ragazze mie adorate ( e dico sul serio) ma perchè mai parlate di voi stesse al maschile? scusatemi, dico davvero, ma secondo me è cosa importante: Jezzz tesorissimo,” mi ha appassionatA” …vero?’ ti scongiurooo

    Dani,
    l’abilità estrema, raffinatissima, incantevole della scrittura di Rodoreda sta appunto in quell’effetto lì, che, appunto, sembra che sgorghi spontanea ma invece no, è un’arte, un cesello, un ricamo sottile approntato dalla grande maestria della scrittrice. insomma è il “risultato” di un grandissimo lavoro artistico. Lei peraltro ne parla in alcune lettere e libriccini che ho letto. se la ritrovo ti mando la fantastica introduzione di Maria Nadotti e un altro suo libro in cuii – assai meglio di me – spiega esattamente questa magia. riconosciutela peraltro dai critici..come ha fatto a non pungerti il cuore la madre che sta per avvelenare i figli quando non ha più nulla da dar loro da mangiare? ci sono dei picchi di autentica tragedia in questo libro cos’ femminile e così potente..
    In sottofondo rumoreggia la disperazione della guerra civile, da cui Mercè era fuggita in quanto ricercata dai franchista, il che l’ha costretta esule in Francia a fare la sarta ( ecco i dettagli preziosi sui ricami e le stoffe e i colori) per più di 20 anni.

    Carlo come è possibile che tu non conosca quella palla di lardo infetta che è adinolfi? sbalordisco.

    L’umore migliora e si assesta, un pochino alla volta…

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  29. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @ Cri
    Ne abbiamo già parlato, è forma che non mi piace. Se cambio semplicemente la posizione del complemento oggetto da “IL LIBRO MI HA APPASSIONATO” a “IL LIBRO HA APPASSIONATO ME” le funzioni restano identiche e svanisce l’effetto . . .
    🙂

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  30. Avatar carloesse
    carloesse

    Ancora su Adinolfi: Mah, forse mi sarà pure capitato di incrociarlo su uno schermo TV o per qualche sua sparata riportata da qualche videata in rete. E’ che persone così tendo subito a ignorarle. E a rimuoverle.

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  31. Avatar Teresa
    Teresa

    @cristina @tutte/tutti “palla di lardo infetta… ahahahahahahahahahahahah
    Sei una grande.
    Ti stimo sorella.
    Teresa

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  32. Avatar Teresa
    Teresa

    p.s. :e visto che qui si parla di libri: lui è uno di quelli che si entusiasmò per quell’orripilante “Sposati e sii sottomessa” (giuro, esiste!) della sua amica e pari Costanza Miriano.
    Sentinella in piedi, ecc…. Insomma un incubo.
    Teresa

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  33. Avatar Laura
    Laura

    @ Carloesse
    Ritieniti molto fortunato a non conoscere Adinolfi

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  34. Avatar EditaLara
    EditaLara

    “Sposati e sii sottomessa ??????? !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    senza parole ! non so se ridere o piangere!

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  35. Avatar Teresa
    Teresa

    @EditaLara Neppure io. Come si dice, non c’è mai fine al peggio….

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  36. Avatar camilla
    camilla

    Jez. ti prego di non scocciarti, da un punto di vista linguistico hai ragione tu.Ma “la lingua batte ” …e oggi gli esperti sostengono che le lingue si modificano continuamente seguendo,sempre in ritardo, i profondi cambiamenti. culturali. Perciò accettare alcune modifiche serve a rendere giustizia allo strumento linguistico, che deve recepire le modifiche culturali della società . Questo. concetto e’ sostenuto dall’antica Accademia della Crusca e viene ufficializzato ( pian piano) anche nei testi scolastici, dizionari ecc.C’ , e’ da tempo , alla RAI 3, una bella rubrica settimanale o forse giornaliera che si chiama LA LINGUA BATTE.L’ aggettivo , inesistente, inventato da un bimbo delle elementari per descrivere un certo fiore ( no ricordo quale) e’ stato “petaloso” questo neo. aggettivo e’ entrato nella nostra lingua ufficialmente. a le donne stufe di essere annientate anche nella grammatica fanno bene a pretendere rispetto per quanto riguarda i generi d’accordo con Cristina che non è certo. una sprovveduta.Mi hai appassionatA.
    Ciao bella jez. Cam
    @ Teresa leggerti mi tira su il morale. Scrivi. Cam

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  37. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Anche a seguito dei vostri giudizi più che positivi sull’autrice, ho finalmente conosciuto la scrittrice americana Carson McCullers di cui avevamo parlato; ho finito di ascoltare l’audio della RAI del suo “Riflessi in un occhio d’oro”. A me il romanzo è piaciuto molto sia per il clima torbido in cui riesce a coinvolgere il lettore sia per la modernità dei contenuti: le pulsioni omoerotiche, che pur creano tormento e dilacerazione, vengono presentate con molta naturalezza, non mi stupisce che il libro abbia fatto scandalo ai tempi della pubblicazione, nel lontano 1941!

    Siamo in un fortino in tempo di pace nel sud degli Stati Uniti, ci sono due coppie di coniugi, un filippino e un soldato semplice; nel libro l’autrice è brava a rappresentare un ambiente che è solo apparentemente sonnolento, ma in realtà percorso da forti tensioni: dolore, patimenti e livori si palesano a dispetto di quello che potrebbe sembrare un tran tran un po’ annoiato.

    Il capitano Penderton non si cura della relazione extraconiugale della moglie Leonora, ma vive in modo contraddittorio la propria attrazione fisica per l’amante di lei e soprattutto per il giovane soldato Williams; quest’ultimo, digiuno di esperienze sessuali, è invaghito della bella Leonora che, paradossalmente, è amica della moglie del suo amante. Riassunta così alla buona la storia, con le sue relazioni che si intrecciano, potrebbe quasi sembrare una commedia, mentre questo libro di svagato e leggero non ha proprio nulla: quand’anche non fosse la scrittrice ad annunciarci l’omicidio di un uomo già nelle prime righe del romanzo, la morte la si percepisce in modo palpabile da subito, all’inizio. Bello comunque, l’ho apprezzato e se riesco mi procuro anche il film con Marlon Brando che probabilmente voi avrete visto.

    http://www.culturagay.it/film/248

    Nella versione ridotta dell’audio RAI le parti sacrificate in confronto all’edizione cartacea (Guanda, 1991, trad. di Irene Brin) sono veramente poche: anche in questo caso (come per “Opinioni di un clown”), la riduzione RAI è minima.

    Ciao,
    Mariangela

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  38. Avatar Dani

    Ragazzi parliamo di libri, che Miriano e Adonolfi non meritano attenzione.
    @Cri infatti, ammetto che anche la semplicità può avere dietro un grsn lavoro di taglio (e cucito…, curioso era sarta), ma l’effetto è fresco, immediato, di scrittura spontanea.
    Giuro che non ho il cuore di pietra anzi, ma anche il desiderio del suicidio e infanticidio non so perché, non mi ha trasmesso dolore della madre..non mi è arrivato. Chissà perche?

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  39. Avatar camilla
    camilla

    @ ww. ancora su Adinolfi: non significa un bao la frase di codesto gentiluomo. un omosessuale e’ un maschio comunque, una donna omosessuale, detta più propriamente Saffica (ah! Saffo che poetessa meravigliosa) rimane una femmina. Perciò. la battuta del nostro illuminato giornalista e’ una fesseria comunque.Ti scongiuro caro ww, non mettere più Adinolfo sul blog, sii gentile.Se vuoi sei carino e simpatico. Lascia perdere i fondamentalisti, di ogni tipo.ciaociao Cam

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  40. Avatar camilla
    camilla

    @ Dani. Oggetto : Mercé Rodoreda. Per me M.R. e’ una scrittrice assolutamente unica. Non ha senso confrontarla o inserirla in qualche tipologia. Lei bisogna trovarla, e’ un Solitario nel senso del gioiello unico .Un diamante . Unico e per sempre. Qualunque sia il suo libro. Fortunato chi. non la conosce ancora perché potrà farlo.L’ opera d’arte e’ sempre unica e ,a suo modo, e’. una grazia per chi può. conoscerla.Non somiglia a niente e a nessuno e si lascia possedere per sempre da chi l’ha “scoperta” nella propria anima pellegrina , o tra le pietre portate dal mare, come Lucy .
    un abbraccio Cam

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  41. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @ Mariangela l’ho già scritto a suo tempo ma non aveva suscitato reazioni di sorta, visto il tuo spunto lo ripropongo: Il cuore è un cacciatore solitario, di C.McCullers, molto particolare, mto bello!

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  42. Avatar cristina
    cristina

    Riflessi in un occhio d’oro…film con Marlon Brando e liz Taylor…marò Mariangela, ma ti mancano proprio i …fondamentali!!!

    riflessivo di verbo non intransitivo. il part passato si declina col soggetto se non ha complemento oggetto- la regola ( di cui peraltro poco mi cale) COSì DICE.

    io mi sono sottomessa – LORO SI sONO SOTtOMESSI- esse si sono appassionate, lui si è innamorato, lei si è innamorata, io mi sono vista -esse si sono viste e via discorrendo.. io mi sono appassionata se femmina, appassionato se maschio.
    Al di là della lingua che deve – DEVEEE…-adeguarsi a riflettere i generi questo è, non ci piove, sorry ragazze

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  43. Avatar wwayne

    @Camilla: Ti ringrazio per le belle parole che hai speso per me. Riconosco di non essere stato sempre carino e simpatico, ma mi fa piacere che qualcuno noti e apprezzi le volte in cui invece il mio comportamento è stato questo. Tra l’altro, per vedermi in questa veste non è che ci voglia poi molto: basta non provocarmi.
    Ovviamente la stima che provi per me è assolutamente ricambiata. Buona serata! 🙂

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  44. Avatar Teresa
    Teresa

    @tutte sto leggendo “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood, un classico del femminismo anni ’80, ritornato in auge per via della nuova serie (purtroppo solo in lingua inglese, ma ci sto provando e va meglio del previsto) “The handmaid’s tale”, di cui sono usciti a oggi i primi quattro episodi, per quello che ho potuto vedere fedelissimi al romanzo. La Atwood è una scrittrice da leggere assolutamente. Il romanzo è ambientato in un futuro distopico in cui le donne sono costrette a stare a casa : non possono più lavorare e i ruoli che ricoprano sono decisi dagli uomini che governano in nome di un integralismo religioso che pian piano trasforma in leggi proclami deliranti. Alcune tematiche sono trattate in modo veramente crudo (non voglio “spoilerare” e quindi se qualuna di voi vuole leggerla capirete). Ora, io credo che il messaggio forte e chiaro che ci arriva sia questo: qualcuno, qualcuna pensa che le donne starebbero meglio a casa? che si realizzino esclusivamente in funzione dell’essere mogli e madri? che davvero non possano disporre e decidere del loro corpo? bene, guardate un pò che società salterebbe fuori da queste idee deliranti.
    In questo e con quello che succede oggi (in cui i diritti delle donne sono costantemente messi in discussione) non l’ho trovato assolutamente superato.
    Buona giornata, vado appunto a lavorare (fuori casa……per fortuna!!!!)

    Teresa

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  45. Avatar camilla
    camilla

    @teresa. Ho letto proprio negli anni ‘ 80 i bellissimi romanzi di Atwood , quando il femminismo militante era “passato ma non trascorso” (quiz : da dove. ho preso queste parole?)La condizione. delle donne dove vigono i fondamentalismi delle religioni monoteiste sono atroci . Il romanzo di Atwood che mi piace di più, forse il più. letterario, e’ OCCHIO DI GATTO. Sono molto d’accordo con te che Atwood va tenuta in gran conto Grazie di averla così ben ricordata. Le idee deliranti , come dici , sono
    uscite in TV dopo l’elezione di Macron a proposito della sua moglie “non più feconda ” .Quella unione matrimoniale perciò e’ stata definita ” senza senso”.Attenzione donne il nemico , ben nascosto, e’ sempreverde. ciaociao. Cam

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  46. Avatar Teresa
    Teresa

    @Camilla beh, non dimentichiamo Trump e la cricca di cui si è circondato negli apparati govetnativi, molti di questi vengono proprio dal fondamentalismo cristiano.
    Non è un caso che esca questa serie proprio ora negli USA. così come è contestuale all’elezione del biondo la riscoperta di questa intellettuale e scrittrice da parte dei movimenti di donne e non solo antitrump. Cavolo, al quiz ora come ora non so rispondere (mi mancano alcune basi…lo so). Un saluto. Teresa

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  47. Avatar camilla
    camilla

    @ Teresa. Manzoni, da “la morte di Cecilia”….
    …scendeva dalla soglia di uno di quegli usci ….Ciao bella cam

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  48. Avatar Teresa
    Teresa

    @Camilla ah ecco…e da questo deduco che nel mio caso troppo tempo passò e trascorse da quando lessi Manzoni….)))
    Buona serata.
    Teresa

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  49. Avatar wwayne

    Negli Stati Uniti la religione ha un ruolo così pervasivo che è davvero difficile trovare qualcuno privo di fervore religioso. Non ho dubbi comunque sul fatto che Trump abbia costruito la sua squadra di governo pescando il peggio del peggio, sotto l’aspetto religioso e non.
    Riguardo a Macron, a mio giudizio è un po’ forzato accusare di sessismo chi dice che il suo matrimonio, in quanto non fecondo, è senza senso. Secondo me chi dice questo non vuole sottintendere che Brigitte è sterile e quindi la possiamo pure buttar via: vuole semplicemente dire che il matrimonio ha tra i suoi obiettivi fondamentali quello di garantire una discendenza, e se questo obiettivo è precluso in partenza, allora tanto vale non sposarsi. E’ un discorso che si potrebbe fare anche se il più anziano fosse Macron, per questo dico che il sessismo non c’entra nulla. Detto questo, è fuor di dubbio che si tratta di un ragionamento odioso, perché l’amore e il matrimonio sono cose che hanno un senso (e aggiungo un’enorme bellezza) a prescindere dal fatto che possa esserci o meno una discendenza.

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