I libri più belli, letti nel 2014

Con qualche settimana di ritardo rispetto alla stagione, eccoci con il post che dovrebbe avviare la discussione sui libri più belli, letti nel corso di questo 2014. Anche il post dello scorso anno, come e più di quello degli anni precedenti, è stato un grande successo. In particolare, in quello del 2013 si è accentuata…

L’immagine è di Christopher Myers, presa in prestito dal sito web del “New York Times”, pagina delle opinioni del 16 marzo 2014

Con qualche settimana di ritardo rispetto alla stagione, eccoci con il post che dovrebbe avviare la discussione sui libri più belli, letti nel corso di questo 2014.

Anche il post dello scorso anno, come e più di quello degli anni precedenti, è stato un grande successo.

In particolare, in quello del 2013 si è accentuata la tendenza a generare flussi di discussione laterali e autonomi rispetto al corso principale. Digressioni che in realtà hanno reso la discussione decisamente ricca e varia: una specie di gruppo autonomo di analisi e autoanalisi delle letture, degli autori, dei lettori. E forse delle vite coinvolte.
Insomma, grazie a tutti.
Speriamo che anche questo 2014 ci porti letture, libri e discussioni memorabili.

Come sempre, usiamo i commenti

Un abbraccio

Aggiornamento: comincio a citare qui autori, titoli dei libri citati dai lettori nei commenti. Portate pazienza perché sono talmente tanti che ci metterò un po’ a mettermi al passo. Li elencherò in ordine alfabetico di autore.

Elias Canetti, “La lingua salvata”
Eugenio Corti, “Il cavallo rosso”
Mathias Enard: “La via dei ladri”
William Hopson, “I mocassini di sangue”
Stephen King, “L’ ombra dello scorpione”
Irene  Nemirovskyi, “Il Signore delle anime”
John Williams, “Stoner”

 

 

 

Commenti

2.606 risposte a “I libri più belli, letti nel 2014”

  1. Avatar luigi gavazzi

    Ciao a tutti,
    ogni tanto mi piace ringraziare tutti voi per il contributo di idee che regalate a questo blog. In particolare in giorni come questi nei quali ho poco tempo da dedicare a questa creatura. 😉
    Aggiungo solo che “La lingua salvata” di Elias Canetti mi pare una lettura al tempo stesso molto stimolante ma anche assai polverosa: il peso degli anni trascorsi si sente tutto. Ma forse è uno dei fattori che la rendono tanto affascinante.
    Vabbe’ era una piccola nota a margine. Un’altra nota a margine riguarda l’idea che ogni lettore si fa delle proprie letture, le coccola persino. E quindi a volte ci resta un po’ male se altri le criticano o disprezzano. Ma in fondo è una delle regole del gioco della condivisione. NO?

    abbracci

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  2. Avatar wwayne

    Mi trovi perfettamente concorde quando scrivi che, se ti piace un libro o un’opera d’arte in generale, poi ci rimani male quando questo giudizio non è condiviso. A me capita spesso: non essendo un lettore esigente, tendo ad apprezzare anche dei libri e dei film stroncatissimi dalla critica, e quindi, quando vado a vedere cosa si dice di loro su Internet, trovo pareri negativi a pioggia e me ne dispiaccio. Non tanto per me, quanto per chi a mio giudizio ha lavorato bene senza che questo venisse riconosciuto.

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  3. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Qualcuno di voi ha letto di Faiza Guene, “Kif kif domani”, (Mondadori, 2005)?

    È un romanzo tratto da un diario di una ragazza francese figlia di immigrati maghrebini. Nel racconto vive con la madre (il padre ha mollato la famiglia a favore di una giovane donna) nella banlieue parigina e riferisce di una situazione di povertà e degrado.

    È il classico libro che sarebbe da leggere in lingua originale: in questo tipo di romanzo, che gli esperti definiscono beur, il linguaggio è elemento decisivo, usato talvolta come strumento identitario.

    Io l’ho apprezzato moltissimo anche nella traduzione italiana, alla protagonista ho subito voluto bene.

    Buona notte a tutti,
    Mariangela

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  4. Avatar cristina
    cristina

    @carloesse …che bello sentire ancora parlare di UN’eredità di avorio e ambra – libro meraviglioso che mi ha illuminata due anni fa
    @mariangela…ma quanti libri leggi alla volta? non stavi addentrandoti in La lingua salvata?

    Io sto leggendo con fatica Yourcenar L’OPERA AL NERO. tanta abilità di scrittura ha questa scrittrice ma perchè a me i romanzi di ambientazione storica non riescono a piacere ? mi stufo di tutti i nomi, citazioni etc etc…
    Certo ci sono decsrizioni di ambiente vivissime e fantastiche ma il plot, insomma, mi lascia distante – non riesco a essere coinvolta (con la Yourcenar mi capita quasi sempre così uff)

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  5. Avatar camilla
    camilla

    @felice celato- ti ringrazio per la comprensione anche se mi rendo ben conto di non essere abbastanza chiara, quel che mi dispiace non è certo leggere pareri diversi ma giudizi ,non le sensazioni, o il sentirsi o meno in sintonia con un autore o con dei personaggi e delle storie. ma addirittura sentenze moraleggianti. ( madre incestuosa (!!!!???o genitori sadici…..c’è qualcosa di , perlomeno strano .
    @ luigi gavazzi – hai così ragione sul “polveroso”, infatti per me è quasi indispensabile cercare cose nuove, pensieri nuovi, visto che l’oggi ci presenta più labirinti, non il solo labirinto, con una entrata e un uscita. non è più così, i centri si sono moltiplicati a dismisura e abbiamo bisogno , o almeno io ho bisogno, di nuovi punti di vista, consapevoli della immensa rivoluzione “cosmica” avvenuta negli ultimi 10 anni e , ora, imprescindibile. La letteratura ci aiuta tantissimo, a capirci. Avevo parlato del bellissimo libro di Guadalupe Nettel, IL CORPO IN CUI SONO NATA, proprio per la scrittura contemporanea alla complessità di questo tempo, e tuttavia così elegante e disinvolta che ci porta a un sentire e un capire, nuovi e illuminanti e inauditi.Lo stesso effetto nel bel romanzo di Enard IN UN MONDO DI LADRI, dove gli emisferi si moltiplicano , zeppi della complessità e della multicentralità che stiamo vivendo. Ne esco, da questi fantastici racconti, certamente migliore, e mi rendo conto di quante nuove luci si sono accese illuminando zone che pensavo inesistenti, eppure così vicine. Oggi poi , ho finito un libro particolarissimo, me l’ha prestato un’amica di letture, si chiama IL POSTO è di Annie Ernaux.e credo che sia qualcosa di specialissimo. Scritto nel 1982 e tradotto solo ora in Italia, da Lorenzo Flabbi(celebre critico letterario e editore in Francia)è composto da sole 113 pagine. Ma chiunque lo legga vi incontrerà parenti, nonni e genitori, conoscenti e, soprattutto, incontrerà, poco o tanto, anche sè stesso, con tutte le fragilità e le inconsce “eredità” che ognuno di noi si trascina dietro.Stupefacente.. Qualcosa di una perfezione semplice e rara.Edizione italiana L’Orma.A tutti saluti super affettuosi.,

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  6. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina “Kif Kif domani” l’avevo già letto a marzo e mi è piaciuto veramente tanto. “La lingua salvata” lo terminerò molto lentamente, una decina di pagine al giorno, all’aperto, dove c’è la luce adatta per quel carattere tipografico. La luce “adatta” che entra in casa la uso per i libri di saggistica (compatiscimi, non è l’età, ero già così da ragazza: situazioni logistiche diverse richiedono libri diversi).

    Leggo sempre più di due libri alla volta; salvo eccezioni, almeno nel mio caso, il gradimento dei libri trae giovamento da questa lettura in contemporanea.

    @WWayne, quando apprendiamo di un giudizio negativo su un libro che a noi è piaciuto, è vero che ci spiace per chi a nostro parere ha lavorato bene, ma io penso ci sia anche qualcosa di più narcisistico ed egocentrico, è normale.

    @Camilla Non si tratta si sentenze moraleggianti! Quel pezzo de “la lingua Salvata” che tu avevi citato e io ho ripreso, è proprio sadico. Questo non è un giudizio sull’autore, semmai è il mio parere sul comportamento dei suoi genitori!

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  7. Avatar cristina
    cristina

    @mariangela, come dici tu, appunto appunto.
    @camilla, sciogliti, che io di moraleggiante o sessuofobo proprio non ho nulla.
    Se dico incestuoso ( e intendo ovviamente para incestuoso) dico di un rapporto malato, morboso, avviticchiato, geloso, soffocante, ricattatorio, nevrotico, allucinato. Questo è quello che ci acconta Mister Canetti del suo rapporto con la sua mamma.
    Non sono sensazioni, sono fatti. Quindi ne deriva una miseria del s entire, un senso di oppressione che mi ha fatta stare male. O che non sono abbastanza chiara?

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  8. Avatar camilla
    camilla

    @cristina –Povero herr Canetti e la sua famiglia: io sono la vispa teresa perchè non mi sono mai neppure lontanamente immaginata tutte le infamie che spari sulla madre di C, la famiglia di herr C. mi è sempre sembrata , come spesso le famiglie di quel ceto sociale ebree, ricca di cultura, di spirito e capace di circondare i figli, in questo caso Elias , di un sacco di belle cose da sapere, lingue da conoscere, visione del mondo aperta,educazione sentimentale raffinata, fascino a iosa- che poi ogni madre possa anche essere troppo imperante , specialmente ai tempi di Canetti, dove solo il ruolo materno aveva un briciolo di riconosccimento, siamo su un altro piano. La bellezza letteraria non c’entra nulla.. Comunque pensa come ti pare. spero che si possa venire fuori da questa spiacevole e inutile discussione. Se è colpa mia mi cospargo il capo di cenere e certo anch’io sostenevo il mio parere, senza volerti attaccare personalmente. Ho parlato di altri libri, molto più vicini a noi, ma non interessano a nessuno. Roba un tantino polverosa dice luigi, l’autobiografia di Canetti.

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  9. Avatar cristina
    cristina

    @Cam. ecco appunto… ognuna la pensi come le pare.
    Ma devi sapere, dolcezza aspra, che tutti i libri che hai segnalato più vicini a noi, come dici tu, sono già pronti per essere da me letti e gustati. Mai trascuro le tue segnalazioni, anzi me ne aspetto fuochi d’artificio, salvo poi trovarmi in disaccordo ( e pace, che sarà poi mai? si litigherà un pochino ancora…).

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  10. Avatar cristina
    cristina

    @ah cam…è il figlio che è innamorato della mamma, non viceversa, lei non sa come staccarselo di dosso e cede ai suoi (orribili) ricatti, ne è prigioniera

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  11. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Buon giorno a tutti, riesco a malapena a seguire alcuni “dibattiti” un po’ avviticchiantisi (prendo a prestito l’immagine da Cristina). Alcuni dei libri citati fanno parte del mio bagaglio, ma non riesco ad inserirmi. Scusate, non vorrei ferire la sensibilità di nessuno.
    Quindi parlo del libro che sto leggendo con molto coinvolgimento. TENERA E’ LA NOTTE. Inutile citarne l’autore.
    Negli anni l’ho iniziato più di una volta e l’ho sempre lasciato. Poi un amico di recente acquisizione mi ha detto che lo ha trovato bellissimo e lo ha letto tante volte.
    L’ho ripreso e adesso, interessata dall’opinione altrui, la lettura scorre e trovo che sia un capolavoro. Semplicemente.
    Ciao ciao.

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  12. Avatar cristina
    cristina

    da tutto questo è bello concludere che siamo mutevoli, che cambiamo, nel corso degli anni, della vita, e molto.
    E’ un bene secondo me -perchè la coerenza è solo cosa di un momento o di grandi valori etici di base, ma i gusti, le opinioni, le credenze, la comprensione del mondo e di se stessi cambiano prospettiva, punto di vista e modificano il raggio del nostro sempre fallace e provvisorio vedere.

    Sto finendo boccheggiando L’OPERA AL NERO di Yourcenar. una fatica improba, per come sono io ora almeno. Qualcuno/a pe casop ne ha un’opinione positiva che mi può motivae? io lo trovo scritto benissimissimo, ma insopportabile. Certo alcune pagine fanno sobbalzare dalla bellezza, ma non mi basta!

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  13. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Camilla Purtroppo non conosco i libri che tu avevi citato, solo per questo non ho avuto la possibilità di cogliere le tue suggestioni. D’altro canto con la letteratura sto cercando, solo ora, di colmare una lacuna, anche grazie all’aiuto del GdL. Non immagini neppure a quanti premi Nobel (solo per citare gli esempi di autori più famosi) io mi stia avvicinando solo adesso. Su di te ho solo un vantaggio: mi rimangono più scoperte da fare!

    @Jezabel Mi spiace che tu non riesca ad inserirti nel nostro dibattito pur conoscendo i testi trattati. Penso che non urteresti la sensibilità di nessuno se ti esprimessi al proposito. Oppure volevi suggerire qualcosa d’altro?

    @Cristina non conosco l’opera che citi. Se ti ha stancata, mollala!
    Cambiare idea non vuol dire essere incoerente!

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  14. Avatar wwayne

    Negli ultimi anni ho letto tanti bei libri, ma soltanto 4 capolavori:
    Carmine Abate, “Il ballo tondo”
    Lewis B. Patten, “Rinnegata”
    Joseph Wambaugh, “Hollywood Crows”
    Don Winslow, “Il potere del cane”

    Te li raccomando tutti e 4 ad occhi chiusi. Quello di Patten è fuori catalogo, ma su ebay lo trovi facilmente.

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  15. Avatar cristina
    cristina

    @tutti- avrei bisogno di aiuto, ossia consigli e suggerimenti.
    Pe il prox anno nel mio GdL si vorrebbe seguire un andamento meno ondivago nelle scelte delle letture
    ( Mariangela L’OPERA AL NERO è per il GDL se no… col piffero che facevo tutta sta fatica).
    Ognuno porterà un possibile percorso da seguire. Io vorrei proporre AUTORI / AUTRICI francesi contemporanei-

    Leggendo i post qui mi sono costruita un elenco di autori e autrici ( che non conosco) ma che da quanto letto mi sembrano buoni (mai proporrei Nothomb o Leclézio, per dire – NON mi piacciono!).

    Vorrei sapere quale titolo per ciascuno di questi autori mi suggerisce chi di voi li ha già letti e conosciuti
    Ecco il mio elenco (che per definizione è inncompleto, imperfetto etc etc). desidero proporre possibilmente letture belle e sostanziose

    – Guènassia
    – Laurent Mauvignier
    – Faiza Guene (kif kif… ma siii!)
    – Annie Ernaux – Il Posto
    – Mathias Enard
    – Romain Gary ( l’unico di cui so quale titolo proporre)

    @Simonetta, se per caso mi leggi, mi piacerebbe molto conoscere la tua opinione su questo elenco
    @Cam come vedi molto c’è di quanto segnali. Ne tengo conto eccome…

    grazie!! saluti a tutte/i

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  16. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Attingo dal mio “brogliaccio” delle letture passate per segnalare a Cristina questi due libri di Guenassia:
    IL CLUB DEGLI INCORREGGIBILI OTTIMISTI (Salani): un adolescente francese, grande lettore e rocambolesco studente viene in contatto con un curioso “circolo” di profughi dell’Est Europeo. I vitali personaggi di questo mondo, legati fra loro da una misteriosa vicenda che si rivela solo nel finale drammatico, divengono confidenti e maestri di vita di Michel, del quale accompagnano, coi loro disincantati consigli, la crescita, il primo amore e i difficili problemi familiari ed al quale, fra mille reticenze, raccontano frammenti delle loro tribolate esistenze. Narrate con grande maestria e con tocco lieve e talora divertente, le belle storie del libro sembrano legate fra loro, oltreché dal ben riuscito contrappunto fra presente e passato, dal senso tenero della fragilità delle esistenze umane, sconvolte dalle onde della storia e della vita, e delineano anche un quadro drammatico della fase del tramonto dell’ideologia comunista. Insomma, un libro interessante, molto gradevole da leggere, incredibilmente resistente….all’abbondanza delle (700) pagine.
    LA VITA SOGNATA DI ERNESTO G..(Salani):anche questo, come Il club degli incorreggibili ottimisti, è, a suo modo, un romanzo storico: in buona parte la storia è la protagonista e i personaggi ne sono condizionati e quasi schiacciati. In fondo le loro vite sono frutto della interminabile macinazione dei destini umani fra gli ingranaggi della storia, anche se la fronteggiano con incomparabile vitalità. L’incursione della storia nei destini dei protagonisti qui è anche più forte, visto che uno dei protagonisti dell’ultima parte del romanzo è proprio un personaggio storico, ovviamente immaginato in una dimensione letteraria. E tuttavia proprio questa inclusione ho trovato vagamente eccessiva. Il libro però si legge molto bene ed è anche avvincente (ho qualche dubbio sulla qualità della traduzione dal francese).

    In “area francese” segnalo un grandissimo scrittore che non ho visto citato da Cristina: Eric Emmanuel Schmitt, del quale credo di aver letto tutto (da IL VANGELO SECONDO PILATO a LA GIOSTRA DEL PIACERE, del quale ultimo forse ho fatto cenno in qualche post su questo blog). Se servono brevi cenni ulteriori sui libri di Schmitt, posso ancora attingere dalle note del mio “brogliaccio”.
    FC

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  17. Avatar Stefano
    Stefano

    All’elenco di cristina mancano in realtà i due maggiori scrittori contemporanei, non secondo me, secondo la Critica con la C maiuscola, cioè Houellebecq (e passi, magari non è adatto a un GDL, ma io non lo so, non frequento le letture collettive)e Carrère (questa mancanza mi sembra più grave anche perché ha scritto degli ottimi libri).

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  18. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina
    Può essere che il titolo che avevo in mente io non rientri nella tua categoria di “autori contemporanei”, ma voglio suggerirlo lo stesso; è un libro non recente, ma a mio parere ancora attuale:

    Simone De Beauvoir, “Una donna spezzata”, La Repubblica, 2002.

    Raccoglie tre racconti di donne tradite. Non si deve temere che l’autrice si limiti a travasarvi le sue teorizzazioni femministe, qui i personaggi non sono pretesti, sono vivi e credibili, il loro dolore palpabile.

    @Stefano, perché temi che Houellebecq (che io non conosco) possa non essere adatto ad essere oggetto di discussione in un GdL? Per la verità la lettura nei GdL è condivisa non è collettiva: ognuno legge per conto proprio. Anzi, ad essere precisi hai ragione anche tu, so che in qualche GdL si concentrano a turno sulla lettura di alcuni brani; questa modalità non l’ho mai sperimentata personalmente, ma non penso che mi interesserebbe.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  19. Avatar Stefano
    Stefano

    Mariangela, io non temo niente … io porterei Houellebecq in tutti i GDL d’Italia. Solo che è un autore scomodo, come si dice, parla di sesso, a volte scrive cose che possono urtare le donne o non sono politicamente corrette. Magari può urtare qualche lettore/lettrice. Aspettiamo cristina, ci dirà se l’esclusione di Houellebecq è dovuta solo a una dimenticanza o è stata consapevole. Ciao

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  20. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Giusto! Il Limonov di Carrère è un libro molto interessante e anche avvincente ( non ostante l’antipatia che mi ha sucitato il confusionario protagonista). Notevoli la tecnica narrativa e la cavalcata sulla storia dell’ URSS negli ultimi 50 anni.Non ho però letto altro di Carrère. Di Houellebecq ho letto con curiosità LA CARTA E Il TERRITORIO, per certi aspetti bizzarro e visionario, piacevole da leggere ma certamente non indimenticabile. Invece LE PARTICELLE ELEMENTARI l’ho trovato confuso e velleitario e l’ho anche lasciato a metà.
    Aggiungo due notazioni super- personali ( e quindi super-discutibilissime) : ( 1) come si vede non ho nessuna reverenza verso la critica con la C maiuscola; (2) la categoria del politicamente corretto mi fa venire l’orticaria. E non costituisce, per me, un canone di giudizio, sia esso positivo che negativo. Proprio preferisco evitarla.
    FC

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  21. Avatar camilla
    camilla

    @Cristina – tra i tanti libri proposti- c’è un po’ di tutto, tra questi libri ci sono siderali differenze di stile, di epoca di ogni possibile diversità, sono rimasta un pochino smarrita. . Alcuni libri avrebbero , forse, bisogno di un minimo di spazio di piccola premessa, di una piccola luce illuminante, basta una piletta,..proprio appena appena, di qualche chiarimento salva vita: ora siamo a oltre 4000 metri, attenzione per chi soffre di …., ora scendiamo all’inferno, attenti, ci sarà caldo assai. Ora mettersi una sciarpa, tira un vento che spazza via tutto, ora serve un cappello di paglia e occhialoni scuri, un abito leggero, :il sole acceca e le onde sono cavalloni…
    Quindi è difficilissimo , per me , ovviamente, scegliere di che libri parlare. 3 soli.
    Di Houellebecq…..che per un periodo ho cercato di seguire con cura. A mio parere, salverei soprattutto LA POSSIBILITA’ DI UN’ISOLA: penso che sia ancora oggi molto vicino alle inquietudini che sobbollono nelle cosiddette “società evolute”, più ricche, insomma,tuttavia resta lì,nella mente, come una possibile cartina di tornasole. Inoltre, per me, è legato a un indimenticabile scontro televisivo con lo “squisito” Maurizio Ferrara di anni fa’, nel momento del suo massimo splendore TV (quando uscì il libro). Una figuraccia in diretta,del Mau, formidabile.
    Ho appena finito di leggere il piccolo capolavoro (credo che non sia sprecato o improprio questo aggettivo , troppo abusato) IL POSTO di Annie Arnaux, pubblicato ORA, uscito in Francia nell”82. E’ per tutti un incontro collettivo con lari e penati. Stupendo.
    In quanto a Carrère,e il suo LIMONOV, credo che sarebbe importante conoscere un pochino i nuovi scrittori russi (dio, patria e famiglia) che gli somigliano moltissimo aLimonov, intendo, che è un avanzo di galera e conoscere un pochino il l grande Brodskij In uno dei suoi saggi sul suo vissuto nella Russia di quegli stessi anni e al suo incontro con L. questo “eroe del nostro tempo”, negli Stati Uniti. Insomma le storie basate sulla realtà storica ,come Limonov di Carrère, vanno un poco inquadratE , non sono opere di fantasia (come quelle del grande Houellebecq, per es:) ma basate sulla realtà: meglio dare a questa un’occhiatina serena…………oppure fegarsene.A tutti ciaociao.

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  22. Avatar Stefano
    Stefano

    Il mio libro preferito di Houellebecq è PIATTAFORMA ma farebbe sobbalzare sulla sedia i lettori del gruppo, le donne soprattutto, perché è la summa del cinismo, dell’antifemminismo e dell’insofferenza per il mondo islamico e contiene delle pagine sublimi di sesso forse le migliori che siano state scritte in letteratura. Un libro veramente crudo, pessimista e disperato (ecco perché dicevo che probabilmente non è adatto a un GDL). Carrère, invece, non è solo LIMONOV (secondo me bellissimo libro) ma anche, ad esempio, L’AVVERSARIO, libro basato su una storia vera (come sempre fa Carrère) ritratto di un impostore che ha raccontato balle per tutta la vita fino all’epilogo in cui, scoperto, ha sterminato la famiglia.

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  23. Avatar cristina
    cristina

    ullallà, grazie, che cuccagna.
    @Mariangela – No la meravigliosa imone de Beauvoir è toppo datata e poi è stata già letta molto in un mio altro Gdl: conosco

    Voglio contemporanei diciamo viventi ( ho aggiunto Gary perchè lo amo moltissimo grazie a LA VITA DAVANTI A SE’).
    Credo di aver escluso Houllebecq perchè per il poco che so è il tipo di letteratura che mi dà sui bervi ( detesto anche Vonnegut per dire).
    Carrère nulla so – ma per il prossimo anno BASTA romanzi storici o di tale possibile definizione.

    Schmitt mi è del tutto ignoto. Carissimo Felice mi dici qualcosa di più?
    @Cam I su e giù non mi spaventano, l’idea è una carrellata fra buoni libri pu se diseguali ma per dare un panorama a volo d’oiseau. Fra l’altro se qualcuno è di “alleggerimento” va benissimo.
    Quest’anno ci siamo sorbiti delle mattonate una dopo l’altra!

    Staremo a vedere
    Grazie bon dimanche a tutti/e

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  24. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Cristina, avendo letto, negli ultimi 10 anni 15 libri di Schmitt (tutti, mi pare editi da E/O) non posso, per esigenze di brevità, attingere analiticamente al “brogliaccio” delle letture passate. E’ naturale che non tutte le opere siano dello stesso livello; sempre attingendo dalle mie note, te ne segnalerò alcune che, secondo l’idea del tutto arbitraria che mi sono fatta di te, potrebbero piacerti. Salto quindi, ratione materiae, il fondamentale romanzo (perchè di questo si tratta) IL VANGELO SECONDO PILATO, un libro, peraltro, di grandissima qualità (ove mai ti interessasse questa incursione….in partibus fidelium); le raccolte di racconti sono molte: fra queste ti segnalo ODETTE TOUTLEMONDE, LA SOGNATRICE DI ODESSA e CONCERTO IN MEMORIA DI UN ANGELO.
    Dei romanzi “maggiori”, provo a farti un cenno con la speranza di appassionarti; LA DONNA ALLO SPECCHIO: la tecnica narrativa e la profondità dell’autore fanno di questo (lungo) romanzo una lettura interessante; ma il tema delle tre storie di tre donne di tempi diversi (una mistica del 600, una ricca nevrotica del primo novecento ed un’attrice drogata dei di’ nostri) non mi ha preso troppo. Un libro comunque di qualità. LA SCUOLA DEGLI EGOISTI: Una storia alla Eco, originale e, come al solito, scritta bene ma con un’architettura narrativa un po’ compiaciuta e forse anche pesante, infarcita di (talora divertenti) paradossi filosofici attorno alla balzane teorie del protagonista. Forse, per me, il peggiore dei libri dell’autore. LA PARTE DELL’ALTRO: all’Accademia di Belle Arti di Vienna, nell’ottobre del 1908, si presentano per l’esame ammissione due persone dalle storie psicologiche molto simili: Adolf Hitler e Adolf H.; l’uno, Adolf Hitler, viene respinto, l’altro, Adolf H., viene ammesso. Da questa banale coincidenza cronologica si dipartono due storie di vita che porteranno assai lontano i due personaggi, il primo verso, appunto, la storia tragica del dittatore tedesco, l’altro verso una più anonima carriera di artista e insegnante di arte. Il libro è piuttosto lungo ( ben oltre le quattrocento pagine) ma la narrazione alternata delle vicende dei due personaggi nel tempo rimane sempre tesa ed avvincente; sicché il testo scorre via appassionante, senza stancare quasi mai, ricco di riferimenti alla storia vera del dittatore tedesco, del quale anzi viene tracciato un ritratto psicologico certamente ricco di spunti di riflessione. Mi è restato qualche dubbio sulla probabilità di alcune situazioni ma non è rilavante ai fini del “messaggio” sulla dinamica umana del male. LA GIOSTRA DERL PIACERE: Non avrei scommesso di essere capace di leggere fino in fondo un corposo romanzo erotico, comprato istintivamente in considerazione dell’autore, scrittore colto e raffinato. E invece sono arrivato alla fine, non senza una qualche fatica, incuriosito da una vago fil-rouge che tiene insieme le molte storie narrate, nel quale mi pareva di intravvedere una venatura metafisica. E, in effetti, questo vago senso di un amore che travalichi le sole manifestazioni sessuali compare, non solo accennato ma infine eluso per una soluzione delicata ma non proprio metafisica. I personaggi sono tanti, tutti, a loro modo e in qualche modo, amati dal loro “inventore”, quasi tutti assetati di amore e quasi tutti incapaci di trovarlo nei sensi sconvolti dalla solitudine e delle nevrosi contemporanee. C’è pure un personaggio che sembra ritagliato sul profilo del famoso protagonista di un clamoroso scandalo sessuale internazionale, forse l’unico per il quale l’autore non mostra nessun segno di tenerezza, se non forse nel destino che gli confeziona. Si raccomanda solo a chi voglia superare il fastidio di certe narrazioni dettagliate.
    Insomma, Schmitt è, secondo me, un grande narratore, che appassiona anche quando, magari, la sua opera non convinca fino in fondo, uno scrittore sensibile e profondo, dalle vivide curiosità umane e culturali.
    FC

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  25. Avatar Stefano
    Stefano

    Un bellissimo libro francese uscito pochi anni fa è SUICIDIO di Edouard Levé in cui l’autore, suicida 10 giorni dopo la consegna del dattiloscritto all’editore, ricostruisce il mondo interiore e la sua amicizia con un ragazzo di 25 anni che si era suicidato una ventina d’anni prima. Libro molto fine, delicato, introspettivo, senza concessioni al melodramma. L’ho riletto due volte.

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  26. Avatar Stefano
    Stefano

    Oppure c’è la TRILOGIA DELL’AIDS del grandissimo Hervè Guibert … questi sono i grandi libri (Houellebecq, Guibert, Levè, Carrère), la vera Letteratura, quella che fa i conti con il mistero e i drammi della vita, il resto come ad esempio Romain Gary o Guenassia al confronto sono romanzetti buoni per l’intrattenimento e i gruppi di lettura, sono opere senza spina dorsale.

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  27. Avatar cristina
    cristina

    @stefano – devo dirtelo. mi dispiace che per difendere delle tue amate scelte (legittime, stimabili, rispettabilissime) tu parli male

    – dei gruppi di lettura sul cui blog qui stai scrivendo, il che mi pare se non altro poco cortese verso il nostro ospite che ci riunisce e ci da libertà di scrivere e incontrarci/scontrarci. Non ti pare?
    Mi sembra fra l’altro che tu non abbia mai frequentato – per tuo dire – un gruppo di lettura. Quindi, scusa, cosa ne sai ? che sai che scelte fanno, come funzionano, a che livllo di diversa pofondità si situano? poi ogni Gdl è diverso e peculiare. Quindi permettimi una tirata d’orecchie, su, mi sa che oggi ti sei alzato storto

    – Inoltre ognuno/a di noi ha un’idea più o meno chiara ( e per giunta mutevole e modificabile) della grande Letteratura ( scusa, ma per te Dickens ad esempio, che è sommamente di intrattenimento, o Hugo, o Simenon, che sono, piccola letteratura???), e si può discutere anche accanitamente.
    Comunque la letteratura ,grande o piccola, è tutta buona, fa bene al palato, allo stomaco, alla bocca, alla testa e anche ai piedi.

    Ci sono momenti in cui si ha bisogno di Dostojevsky e altri in cui ci si riposa con Dickens. Tu sei sempre uguale a te stesso, tormentato e bisognoso di forti sensations ? Mangi ogni giorno lo stesso cibo? non ti stufi dello stesso sapore ?
    A mio parere ogni autore fa – a suo modo – i conti con il mistero e i drammi della vita. Di che parlano se no i nostri amati libri? Citi libri in cui si parla di suicidio e Aids,-in altri periodi ho molto letto sul tema del suicidio e della morte, ne avevo bisogno – ora ad esempio, non ne sento voglia nè necessità.

    Ma liquidare Gary come uno scrittore “senza spina dorsale” beh, caro Stefano, a me pare un poco sciocco ( scusami per l’aggettivo, che non si vuole intendere come offensivo).
    Capisco che a te piaccia una letteratura forte, dura, stridente, a tinte forti ( se dici che Houellebecq non piace alle donne, chissà che deve mai essere- ma tu che ne sai dei gusti delle donne, manco fossimo un universo compatto – en passant??), ma non siamo tutti uguali.
    LA VITA DAVANTI A SE’, capolavoro di Gary – non è un libro alambiccato e , non parla se non del dolore della perdita di una madre, dell’essere ebrei sopravvissuti alla Shoa, in modo genialmente delicato e dolente, della scelta di morire della vecchia madame, d ei suoi incubi, dello scoprire la vita e gli abissi dell’esistenza da parte di un ragazzino sveglio e sensibile. Robetta secondo te?
    Che cretini quelli là che gli hanno dato il Goncourt !!

    Di Guénassia non so dire – so che piace ad alcuni che qui stimo, quindi mi incuriosisce. Probabilmente è uno scrittore più leggero. Romanzetti quindi? Mah

    Del resto io sto facendo un elenco per avere una overview sulla letteratura francese di “oggi”- diciamo.
    Onestamente è un tipo di scelta diversa da quella che seguirebbe la mia curiosità e voglia personale.
    Non mi verrebbe proprio in mente di proporre a un guppo di 6-8 persone di leggere un libro sul suicidio. Non so se riesco a farmi capire. Mi pare oltre a tutto, una lettura estremamente intima.
    Comunque non sparerei sui libri di intrattenimento, come li chiami tu, – che molto spesso ci salvano la vita, in s enso figurato, ma nemmeno troppo.
    Ti auguro un pomeriggio placato e rilassato, su.

    @felice Celato. sei davvero gentile- terrò conto di quanto mi dici su Schmitt, anche se per ora non mi ha invogliata più di tanto… ma cercherò bene. Grazie mille in ogni caso

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  28. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Effettivamente, anche a me (estraneo alla grande Critica e del tutto digiuno di grande Letteratura, con le lettere maiuscole) Romain Gary era piaciuto, nei suoi due libri che ho letto (LA VITA DAVANTI A SE’ e EDUCAZIONE EUROPEA). Devo preoccuparmi? Beh! qualche doloretto alla spina dorsale comincio ad averlo…..però ancora mi sorregge.
    FC

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  29. Avatar Stefano
    Stefano

    Cristina, non mi sono svegliato male, non ho nessuna intenzione di aprire una polemica, ma confermo tutto quello che ho scritto anche se, può essere, il mio pensiero è stato solo parzialmente capito. Io ai gruppi di lettura non ho mai partecipato, abito in un paesino minuscolo con una biblioteca aperta un paio di ore la settimana, ma il fatto di dover leggere per obbligo libri che non mi interessano me ne fa stare alla larga. Hai raccontato proprio tu di aver finito con estrema difficoltà l’opera al nero solo per il tuo gruppo di lettura (anche io, per inciso, non amo molto la Yourcenar, ho provato due volte ad iniziare LE MEMORIE DI ADRIANO – libro amato praticamente da tutti – e l’ho lasciato dopo 10 pagine). Vuoi che vada a leggere ciò che non mi interessa? Non nego che nei GDL si aprano anche discussioni interessanti, si possano conoscere belle persone, ma per il momento io non ho nessuna intenzione di parteciparvi. Questo blog del gruppo di lettura ha solo il nome, per il resto non lo è: stiamo forse leggendo tutti lo stesso libro? Dopo aver visto la tua lista di letture di “area francese” ancora di più mi passa la voglia di iscrivermi, io Romain Gary non lo voglio vedere nemmeno in fotografia! Ho letto BIGLIETTO SCADUTO e non mi era dispiaciuto del tutto, ma nulla più … il vostro rinomatissimo LA VITA DAVANTI A SE’ l’ho abbandonato DUE VOLTE dopo 15 pagine: una lagna, un romanzetto! Io, a differenza vostra (probabilmente) che andate fieri di non avere nulla da spartire con la critica ufficiale, quella con la C maiuscola, che per me coincide con quegli scrittori che parlano di libri sui giornali, ebbene dicevo, io a quello che dice questa critica presto attenzione e ti faccio almeno tre nomi di gente che ha sonoramente stroncato Gary (la cui vita è più interessante dell’opera) e promosso i miei amati Houellebecq, Guibert e via discorrendo. I tre sono: Parente, Garufi e Serino e il loro parere mi conforta nella mia visione di ciò che vale in letteratura. Un paio di anni fa era uscito un saggetto che avevo letto con interesse, si intitolava CONTRO I MAESTRI DELLO SCONFORTO, ed era una tirata contro i “nientisti” cioè Houellebecq, Cioran, Jelinek, Bernhard (gli scrittori che piacciono a me) e la tesi dell’autrice era di leggere, al posto di questi nichilisti, proprio Romain Gary, per la sua vitalità. Non ti dico quanta gente in rete, sia i noti che ti ho citato prima, sia lettori comuni, l’ha mandata a quel paese! p.s. anche io leggo roba leggera, ci mancherebbe, proprio oggi ho iniziato il nuovo libro di un autore delle mie parti (io sono pavese) che scrive romanzi leggeri, ironici, ma tutt’altro che sciocchi: è Pallavicini, di cui vi consiglio praticamente tutto. @Celato: tu mi puoi scrivere di tutto, da te accetto tutto perché mi piace molto quello che scrivi. Saluti a tutti, e non fate tante polemiche che non esistono! Torno a vedere il calcio.

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  30. Avatar Stefano
    Stefano

    Il più bel romanzo che ho letto nel 2014 è stato LA VITA BREVE di Juan Carlos Onetti. Poi, sempre quest’anno, ho riletto per la terza volta LA NOTTE DEI DUE SILENZI, straordinario romanzo di Ruggero Cappuccio, uscito nel 2007

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  31. Avatar wwayne

    La mia lettura più bella di quest’anno invece è stata “De bello alieno” di Davide Del Popolo Riolo. Mi è piaciuto così tanto che gli ho dedicato un intero post: http://wwayne.wordpress.com/2014/04/07/giulio-cesare-cyberpunk/. Buona Domenica! : )

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  32. Avatar cristina
    cristina

    @Stefano
    Jelinek, ecco, una scrittrice così…a me non interessa affatto! Ho letto (più o meno ridendo con compatimento) un solo suo libro- mi pare La pianista – , ma poverina, che fatica per lei far vivere un’eroina così apparentemente perversa ( in realtà una persona buffa, nemmeno si compatisce). Davvero un libro del tutto initeressante, sterilissimo.Muffa pura.

    Sai nei GdL esiste una cosa che si chiama maggioranza: il titolo lo sceglie la maggioranza. Spesso ho accettato di leggere libri che non avrei scelto, e ho fatto scoperte interessanti, ho aperto la mia testa in altre direzioni, ho capito che esistevano altri punti di vista, ho allargato la testa. E’ un esercizio di tollerante democrazia, di curiosità aperta agli altri.
    Di me e del mio giudizio su quanto leggo mi fido decisamente. Non ho bisogno di sostegni.

    In un Gdl ci si confronta- è cosa molto diversa ed è un esercizio utile, spesso affascinante, e qualche volta noioso. Nei miei 2 GdL si è anche litigato moltissimo e in modo non sempre moderato e civile, a volte si scontranovisioni del mondo, epocali.
    . Insomma i gruppi sono sempre organismi viventi, davvero interessanti anche quando l’oggetto è il libro. E non sempre e non solo si incontrano nelle Biblioteche, che spesso solo li ospitano inconsapevoli ( più o meno)

    Su Gary mi dispiace per te – oltre pagina 15 si apre un mondo di tesori scintillanti. Ma tant’è, Starai senza e vivrai bene ugualmente. ce ne faremo una ragione. Comunque è vero, forse la sua vita è più interessante dell’opera. Si, va bene, e allora?

    M i sembri schierato su un versante bad-dark (nientisti è termine espressivo ma poco chiaro) da quanto capisco – che ti lascio tutto intero- Anzi no, Berhard in dosi omeopatiche, piace anche a me, pensa. Se non altro ha uno stile pazzesco, e poi va a fondo come un siluro sottomarino, ah si Bernhard è un grande, fastidioso, ma grande.

    Sulla rete, su quanta gente in rete etc etc, me ne faccio uno strabaffo, mi scuserai, vero?
    I giudizi sui libri non seguono votazioni e maggioranze, se no magari vincerebbe Fabio Volo, o tua sorella, non t i pare?

    Di Onetti nulla so e nulla ho letto, ora me lo scrivo sul calepino, ok?
    Ah la critica ufficiale, quella con la C maiuscola , io la seguo, la leggo, a volte ne seguo i suggerimenti….insomma faccio zapping critico, com’è ovvio.
    stammi bene.

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  33. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Dalla lettura degli ultimi post, mi è nata una domanda: forse, anche per aiutarci a guardare con serenità alle nostre piccole polemiche (spesso anche divertenti), non varrebbe la pena di provare a declinare il nostro concetto di letteratura o, meglio (in maniera più circoscritta), di romanzo? Gran parte di noi, credo di poter dire, lo farebbe da lettore più o meno sofisticato, non da “specialista” ma da semplice ed intelligente destinatario/fruitore del narrato (intelligente perché si pone delle domande). Sono convinto che ne verrebbero fuori dei criteri, tutti ovviamente più che rispettabili, utili anche a “giustificare” molte nostre preferenze (e quindi a darci ragione anche di molte diversità di opinione). Mi pare di aver già scritto su questo blog come, dopo essermi a lungo domandato quale fosse la “giustificazione” del tempo che dedico alla lettura, mi sia decisamente affezionato ad un concetto di romanzo enunciato da Kundera (il romanzo come esplorazione dell’esistenza) dal quale ho tratto una chiave di lettura che spiega la maggior parte delle mie preferenze (forse non tutte). Vi attira questo tema sul quale…accapigliarci per un po’? (Per onestà, devo avvertire che io sono avvantaggiato dal fatto di….offrire poca presa, essendo pressoché totalmente calvo o, diciamo più pietosamente, preferendo tenere i capelli compostamente rasati a zero).
    FC
    PS: Stefano, purtroppo, essendo io milanista, oggi non ho tratto nessun conforto dal calcio; mi auguro che per te sia andata meglio!

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  34. Avatar cristina
    cristina

    @ah Stefano, ho l’impressione che tu scambi ciò che ti piace, per ciò che vale in letteratura.
    Non sempre le due cose coincidono e ciò vale per ognuno di noi, anche se ci pizzica

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  35. Avatar Stefano
    Stefano

    Volevo solo precisare che lo Stefano che ha citato Onetti e Ruggiero (2 scrittori che non ho mai letto) è solo un mio omonimo (se ci fate caso l’avatar è diverso).

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  36. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Felice Celato Questa volta la tua proposta non mi è molto chiara, stai proponendo che si enunci il nostro concetto di romanzo? Quello che noi ci aspettiamo dalla letteratura?

    @Stefano PV (Possiamo chiamarti così per evitare confusioni tra omonimi?) @Cristina

    @Stefano PV, Cosa ti fa pensare che nei Gdl – effettivamente costituiti per la stragrande maggioranza da donne – i libri crudi o che parlano di sesso facciano “sobbalzare sulla sedia”? Quale esperienza empirica ti porta ad affermare che nei GdL si leggano solo libri di intrattenimento? L’hai letto? Te l’ha riferito forse qualcuno? Hai forse fatto una rilevazione statistica aiutandoti con http://www.biblioclick.it/GruppiDiLettura/SebinaYOU.do#0? A me interesserebbe capire come sei arrivato a questa conclusione perché effettivamente il convincimento che le lettrici siano tutte di bocca buona deve essere molto diffuso, anche tra gli addetti ai lavori.

    Senza pretesa di generalizzazione (parlo solo a nome mio), posso dire che i testi che mi fanno, come dici tu, “sobbalzare sulla sedia”, nel senso che mi scandalizzano, sono solo i libri falsi. Posso ancora tollerare che un libro risulti noioso o pedante – non tutte le ciambelle riescono col buco – ma quando capisco che l’autore, e tutta la macchina imprenditoriale che c’è dietro, mi prende in giro, quando vedo che cerca di blandirmi con facili soluzioni o trucchi ad effetto, ecco, quello è proprio il momento in cui mi arrabbio (lo scrivere dopo la lettura talvolta deriva proprio da questa arrabbiatura e se ne alimenta. Chi l’aveva detto che lo sdegno aiuta a scrivere?).

    Su tutto il resto sono d’accordo con Cristina: nei GdL si impara a condividere e a convivere anche se non sempre sono tutte rose e fiori. Il sacrificio cui tu fai cenno, quello di rinunciare alla tua possibilità di scelta, è un sacrificio grande, tanto più grande quanto più forte è il lettore (è scritto da qualche parte anche in questo blog, e la mia esperienza personale mi porta a condividere pienamente), ma è compensato dal piacere di poter discutere con altre persone quanto letto.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  37. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Si, Mariangela; che cosa ci aspettiamo da un romanzo? perché passiamo ore (prevalentemente notturne, nel mio caso) a leggere storie che non ci riguardano, ad emozionarci per altrui vicende, peraltro spesso inventate? Che cosa “portiamo a casa” dalla lettura? La piacevolezza di un’ora, l’evasione dal presente, e basta? O la conoscenza di un’ altrui weltanshauung che magari ci aiuti a meglio mettere a fuoco la nostra personale weltanshauung? O le infinite potenzialità di un uomo (o di una donna, ovviamente) che si confronta con l’esistenza in condizioni che non abbiamo conosciuto direttamente o che abbiamo conosciuto e che magari ci hanno segnato? O solo i percorsi delle altrui menti difronte a fatti che riproducono quelli che ci sono avvenuti? O che altro?
    Mentre forse è più facile (almeno per me) cogliere il senso (prevalentemente) estetico/emozionale di altre forme di arte (chessò, la fruizione di un concerto o di un quadro), mi viene più difficile credere che le tante ore che dedico alla lettura abbiano SOLO un senso estetico/emozionale; mi pare cioè che dalla lettura, proprio perché è fatta di parole che esprimono significati ( e quindi emozioni, sì, ma anche concetti) io mi aspetti qualcosa che va ancora più in profondo di un’emozione, che aiuti a capire la complessità della vita, dell’esistenza, della storia che ci avvolge e delle sue relazioni con quelli che ne sono, volenti o nolenti, i protagonisti, spesso gli attori principali, talora le comparse. E mi aspetto anche che, dalla lettura di un romanzo, mi venga un aiuto alla comprensione degli altri e del contesto in cui viviamo (per questo, per esempio, io tendo, di regola, a preferire le ambientazioni contemporanee o quasi contemporanee). Ecco perché, come dicevo, con Kundera ( cfr. L’ARTE DEL ROMANZO), guardo allo scrittore come ad un esploratore dell’esistenza, uno che ci accompagna “a vedere che cosa siamo e di che cosa siamo capaci”; e al romanzo come ad “una meditazione poetica sull’esistenza”. E questo….me lo “giustifica”, o meglio…. mi giustifica del tempo che ad esso dedico.
    Ecco, questo volevo dire e chiedo scusa se mi sono dilungato per “spiegare” un concetto che, a torto o a ragione, mi è caro. Forse se avessimo, una piena coscienza della nostra “domanda” quando approcciamo una lettura, ci verrebbe più facile comprendere perché, anche fra persone della stessa cultura, i giudizi sui libri sono così personali e perchè – mentre vale comunque la pena conoscere quelli degli altri (sempre per capire e capirsi meglio) -.non vale la pena di dispiacersi per le altrui diverse (e magari negative) opinioni anche su cose che a noi sono sembrate straordinarie.
    Buona settimana
    FC

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  38. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Felice Celato

    Felice, certo che vai a cercartele, anche tu. Se l’altra volta ci hanno detto che siamo seriosi, rigidi, troppo attenti alle regole solo perché suggerivamo che i commenti venissero motivati, questa volta, con la Weltanschauung (niente di meno) ci mettiamo nei guai veramente, finirà che ti oscurano!

    Scherzo naturalmente, ma il tuo obiettivo è veramente ambizioso, ti stai domandando perché leggiamo, cosa cerchiamo nei libri, cosa ne ricaviamo, in una parola stai proponendo al blog una summa theologiae sulla lettura (premesso che andrò a prendermi il saggio di Kundera sul romanzo, io parlo sempre di lettura in generale, non solo di romanzi).

    Ambizioso o no, io la butto lì: cosa cerco nella lettura? Lenimento al mio dolore.

    Ciao,
    Mariangela

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  39. Avatar cristina
    cristina

    @felice celato, non mi avrai. Sai che barba enunciare una teoria del perchè il romanzo mi piace, o perchè mi piace la lettura, o cosa ci vo cercando.
    Scusami, sei una creatua gentile, ma sta cosa di Kundera ti sta troppo stretta al cuore, la tiri fuori spesso..
    Io so e non so.che ci vado cercando nei libri, nei romanzi. E ogni volta, spero di trovare quello che NON ci cerco, cioè cose nuove, sorprendenti, meravigliose o terribili, inaspettate. Più che sugli altri su me stessa imparo, leggendo.
    Lo abbiamo già detto, NON si diventa migliori leggendo, quella è un’altra strada da fare.

    Tu ad esempio – nella vita – che ci vai cercando? che vuoi? che ti piace? guarda che per la leteratura è lo stesso.
    Ti sto prendendo un pochino in giro, perchè – si sa e già l’abbiamo detto- che a ogni fase . a ogni giro della nostra giostra,. si cerca nei libri cose diverse, evasione, divertimento ( Stefano no poverino) ,compassione, intelligenza, witz, humour, storia, grandi leggende, amore e passione, turbamento, choc, sfenatezza, durezza, sarcasmo, distanza, etc, via dicendo e dicendo.
    ma tutto va bene, TUTTO!!!!!!!!!!!!!
    Cioè, dipende, dai nostri anni. esperienze, inclinazioni, dal nostro “genere”, dal nostro ambiente, dalla nostra cultura, da come siamo ( e stiamo). E tutto ciò cambia col t empo, con gli anni, con l’esperienza,.
    Ad esempio qando ero più giovane mi sorbivo dei libri a volte pallosissimi (Tutto Satre, tutto Gogol, tutto Paul Valéry, tutto Dostojevskyi, molto Musil, molto Canetti etc).
    Adesso sono meno disponibile a tutto quanto è scritto in modo troppo razionale, e cerebrale e ragionante e intellettualistico. Lo snobbo e voglio più “ciccia” dalle mie letture.

    Basta, oggi sono come le zecche, sempre attaccata a sto blog. Mi scuso, ho scritto troppissimo, mi do noia da sola.
    Bonne nuit

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  40. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Mariangela, non mi sarei mai permesso – su un bolg!- di andare così a fondo fino ad arrivare a sollecitare un’analisi delle motivazioni più intime della lettura come spazio della nostra esistenza! La mia era una domanda….più superficiale, sul romanzo in particolare e su quello che da esso ci aspettiamo. E Cristina, forse, pur fra mille insofferenze che fanno – mi pare – simpatica parte del suo stile, una risposta l’ha data (“cose nuove, sorprendenti, meravigliose o inaspettate”) ed ha anche detto una cosa che condivido integralmente (“su me stessa, imparo”), senza la pretesa di diventare con ciò “migliori” ( poi forse potremmo discutere sul concetto di “migliore”…..ma, per caritá, evitamo).
    Ora, mi metto a lavorare e per un po’…..vi perdo ( forse per qualche giorno)
    FC

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  41. Avatar cristina
    cristina

    la lettura – come dice benissimo Mariangela – è forse e prima di tutto “lenimento al mio dolore”.
    Buona settimana a tutti e tutte

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  42. Avatar antonellina
    antonellina

    @Cristina, per caso, ho appena preso in biblioteca un libro che mi ha suscitato interesse per la recensione che ne aveva fatto L’Humanité: romanzo magnifico e impressionante. Si tratta di “COME UNA BESTIA” di Joy Sorman (Parigi 1973), che ha vinto il Premio George Brassens 2012. Lo sto leggendo (ancora non finito, anche se breve) e mi piace molto per la particolarità dell’argomento che tratta: la storia di un ragazzo che vuole diventare il più bravo macellaio del mondo.
    Ciao a tutti.

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  43. Avatar cristina
    cristina

    @antonellina, grazie, fammi sapere che ne pensi quando lo hai ffinito se puoi.

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  44. Avatar carloesse
    carloesse

    Uh! Quanta ciccia al fuoco nella giornata di ieri! Tanto per dire la mia, mi trovo piuttosto allineato sulle posizioni di Felice C. (sarà perché sono anche io un grande estimatore dei saggi di Kundera riguardo al romanzo, L’Arte del Romanzo su tutti, ma anche I Testamenti Traditi, e Il Sipario, che gli sono successivi, piacevolissimi a leggersi, e assolutamente privi della spocchia spesso presente in molta critica e saggistica letteraria).
    La posizione di Stefano mi pare invece piuttosto debole: riconosco tutte le ragioni di Cristina di dire che riguardo ai Gruppi di Lettura afferma solo cose prive di reale fondamento, a cominciare dall’atteggiamento riguardo al politically correct o uncorrect (secondo me un autore che cerchi di seguire regole di questo genere non è un autore di letteratura, perché la vera letteratura non deve sottostare a nessuna regola precostituita) o a quello femminile riguardo alla letteratura che parla di sesso. Sempre meglio tacere su ciò che non si conosce, o si rischia di cadere in posizioni che appaiono solo frutto di immotivati pregiudizi.
    Che la posizione sia (almeno da come viene enunciata) debole lo conferma anche il suo bisogno di appoggiarsi ai Critici “con la C maiuscola” (si citano Parente, Garufi e Serino) per poter confermare la grandezza di Houellebecq di fronte al minor valore di Gary.
    Francamente me ne stracatafotto di Parente, Garufi e Serino. Molto più semplicemente a me è successo esattamente il contrario: ho abbandonato Le Particelle Elementari (che ormai staziona in qualche scaffale della mia libreria da una quindicina d’anni e forse più) dopo 15-20 pagine ed ho amato enormemente La Vita davanti a sé, fin dalla prima. Ma non mi sogno per questo di dire che uno è un gigante e l’altro uno scrittore di romanzucci melensi. E non escludo che ripreso in mano Houellebecq per un nuovo tentativo non possa piacermi! (come se non mi fosse mai successo! E per scrittori anche diversissimi tra loro che adoro enormemente oggi, quali Saul Bellow o Anna Maria Ortese).
    Mai dire mai, come diceva il Bond!

    Perché leggiamo romanzi (o letteratura in genere) allora, per tornare alla domanda di Felice ?
    Mariangela cerca lenimento al suo dolore, Cristina vorrebbe trovare quello che non cerca (la sorpresa, la meraviglia, anche per ciò che risultasse terribile), Felice per comprendere meglio la complessità dell’esistenza. Va tutto benissimo. Ognuno trova le sue motivazioni.
    Io cerco qualcosa che rimanga almeno per un po’ nella mia testa, che non scompaia dopo aver chiuso l’ultima pagina ma continui a lavorare nella memoria suggerendomi continue domande, anche senza che necessitino di risposta, magari proprio perché non esiste una risposta, o almeno una risposta definitiva, perché questa può cambiare per “accumulazione” di altre letture, che apriranno nuove domande, e così all’infinito. Più domande accumulo e più mi sento ricco. Ed è da questo che personalmente giudico un buon libro.
    Ma forse anche questo lo devo a Kundera.

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  45. Avatar Stefano
    Stefano

    Carlo, le mie sono posizioni sono così deboli riguardo ai GDL e alla non conformità di Houellbecq per i gruppi che qui dentro Houellebecq lo leggo e amo solo io, La vita davanti a sé è piaciuta a voi tutti. Per questo per dimostrare come la mia intuizione sia l’abbaglio di una mente che non vede chiaro.

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  46. Avatar Stefano
    Stefano

    Ho messo un Per di troppo …

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  47. Avatar carloesse
    carloesse

    No, ma chi lo dice? Una decina di pareri non sono che scarsamente indicativi. Non valgono nemmeno per fare una statistica attendibile.E non rappresentano i “Gruppi di Lettura”, di cui neanche io faccio parte: sono un lettore-cane sciolto (se preferisci un lettore-cane e basta) che frequenta questo blog da qualche anno ormai, ma solo per scambiare pareri su libri e letture con qualcuno che li legga. Sono convinto che in qualche gruppo Houllbecq lo si sia perfino letto. E sia piaciuto, magari. Perchè parti col presupposto del contrario ? E’ questo che non capisco e fondamentalmente non condivido con quel che dici. Mi fa pensare tu abbia troppi preconcetti. Poi magari sbaglio…
    E scusami se sono stato un pochino rude.
    Ciao.

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  48. Avatar cristina
    cristina

    guarda guarda vi linko un pezzetto di Blackswan (che ovviamente penso sia un uomo) che parla proprio del perchè si legge

    https://gruppodilettura.wordpress.com/2014/05/12/libro-tre-giorni-liberta/

    @stefano, non volermene, che mi sei pure simpatico. E se fosse che Houellebecq si legge poco in generale e pure nei gruppi di lettura perchè è un autore che piace poco? Il che – di per sè, guarda, vorrebbe anche dire poco, gli italiani… peraltro mai amato molto i francesi figuriamoci!
    Un autore che lascia schierati, questo si. Prima o poi se ne avrò il tempo uno sguardo ce lo butterò, ohimè la fila dei libri da leggere si allunga in modo ansiogenissimo, sos. Ogni tanto mi viene l’ansia da prestazione di lettura…. a voi no?

    Ma ho qualcosa in serbo per te, se di te qualcosa ho capito.
    Forse c’è un autore che devi leggere e che ti piacerà,penso io, Roberto Bolano (scusa non trovo la tilde sulla enne). Lo conosci?

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  49. Avatar cristina
    cristina

    RAI 5 (santa subito!!) ha trasmesso 4 giorni fa un filmato assai bello e intrigante sulla figura e la vita di Romain Gary. Rai Replay consente per 7 giorni di rivederlo, poi pof, sparirà. Per chi fosse interessato.. corra a vederlo subito! eccolo qua

    http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2014-05-07&ch=31&v=361554&vd=2014-05-07&vc=31#day=2014-05-07&ch=31&v=361554&vd=2014-05-07&vc=31

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  50. Avatar Stefano
    Stefano

    Ho letto 2666, molto bella soprattutto la prima parte, lunga e insopportabile quella delle donne uccise, nel complesso Bolano non mi fa impazzire.

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