I libri più belli, letti nel 2014

Con qualche settimana di ritardo rispetto alla stagione, eccoci con il post che dovrebbe avviare la discussione sui libri più belli, letti nel corso di questo 2014. Anche il post dello scorso anno, come e più di quello degli anni precedenti, è stato un grande successo. In particolare, in quello del 2013 si è accentuata…

L’immagine è di Christopher Myers, presa in prestito dal sito web del “New York Times”, pagina delle opinioni del 16 marzo 2014

Con qualche settimana di ritardo rispetto alla stagione, eccoci con il post che dovrebbe avviare la discussione sui libri più belli, letti nel corso di questo 2014.

Anche il post dello scorso anno, come e più di quello degli anni precedenti, è stato un grande successo.

In particolare, in quello del 2013 si è accentuata la tendenza a generare flussi di discussione laterali e autonomi rispetto al corso principale. Digressioni che in realtà hanno reso la discussione decisamente ricca e varia: una specie di gruppo autonomo di analisi e autoanalisi delle letture, degli autori, dei lettori. E forse delle vite coinvolte.
Insomma, grazie a tutti.
Speriamo che anche questo 2014 ci porti letture, libri e discussioni memorabili.

Come sempre, usiamo i commenti

Un abbraccio

Aggiornamento: comincio a citare qui autori, titoli dei libri citati dai lettori nei commenti. Portate pazienza perché sono talmente tanti che ci metterò un po’ a mettermi al passo. Li elencherò in ordine alfabetico di autore.

Elias Canetti, “La lingua salvata”
Eugenio Corti, “Il cavallo rosso”
Mathias Enard: “La via dei ladri”
William Hopson, “I mocassini di sangue”
Stephen King, “L’ ombra dello scorpione”
Irene  Nemirovskyi, “Il Signore delle anime”
John Williams, “Stoner”

 

 

 

Commenti

2.606 risposte a “I libri più belli, letti nel 2014”

  1. Avatar wwayne

    Anche a te! : )

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  2. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Adour
    Quanta arbitrarietà e intolleranza nel tuo ultimo intervento!

    Per i commenti “emozionati”, o alla “Branca Menta”, come li chiamo io, mi sto già esercitando. “Ho letto un libro: Brrrrr! Che emozione!” Ma mi rendo conto che devo ancora lavorare molto sullo stile.

    Ciao,
    Mariangela

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  3. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Felice Celato

    Sto leggendo “La lingua salvata” di Canetti, sono proprio all’inizio e per il momento quello mi ha colpito maggiormente, più che le vicende personali dell’autore, è la descrizione della società in cui la narrazione è calata.

    Canetti era ebreo, so che Magris deve averne scritto, ma prima di consultarlo voglio leggermi il libro. So che di cultura ebraica te ne intendi, magari hai letto il libro e mi sai dire qualcosa.

    Grazie e ciao,
    Mariangela

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  4. Avatar maria-teresa

    @Felice Celato,farebbe molto piacere anche a me leggere un tuo intervento su questo argomento.Ho letto ‘La lingua salvata’molti anni fa,me lo ricordo come un libro bellissimo e sono sempre molto interessanti i tuoi post…Ciao a tutti

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  5. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Mariangela e Maria-teresa (col trattino!), LA LINGUA SALVATA l’ho letto più di 20 anni fa (quando ancora non annotavo giudizi sulla prima pagina di sottocopertina) e perciò non ne conservo una memoria analitica, che valga a distinguerlo da tutti gli altri libri di Canetti che ho letto, a cominciare dal seguito de La lingua salvata (IL FRUTTO DEL FUOCO e IL GIOCO DEGLI OCCHI) fino a Auto da fé (un romanzo apocalittico) e al più recente (per me, che l’ho letto nel 2011) Massa e Potere (che però non è un racconto di memorie ma, direi, un interessantissimo trattato di antropologia al quale Canetti ha dedicato 40 anni di osservazioni).
    Posso dirti, in generale, che ho molto amato Canetti, ebreo sefardita di straordinaria sensibilità umana, di vastissima cultura, narratore brillante, grande osservatore dell’umanità che gli è ruotata attorno in tutta Europa e attento alle proprie radici etniche ma nella dimensione internazionale, poliglotta e quasi apolide che la sua vita assunse fin dall’infanzia. Direi, de La lingua salvata, che ricordo una qualche impressione del rapporto dello scrittore con la madre, che, per qualche aspetto, forse mi era parso vagamente…morboso. Ma presto lo rileggerò (l’ho messo oggi stesso nella mia pipe-line di letture che spesso, però, sconvolgo).
    Una chiave di lettura di molte opere di Canetti può trovarsi nella considerazione che, in larga misura, esse furono scritte dopo la seconda guerra mondiale, quando le peregrinazioni ebraiche del ‘900 europeo erano già confluite nel grande dramma dell’Olocausto, il che ha aggiunto anche sentori dolorosi al senso malinconico del passato.
    Magris, mi pare, ne parla diffusamente in quel suo straordinario libro (che consiglio a tutti di leggere; io purtroppo non lo trovo più! Chissà dove mi è finito?) sulla letteratura mittel-europea di cui certamente Canetti fu un grande protagonista.
    Sono convinto, Mariangela, che ti piacerà e che via via ne leggerai il seguito. E magari contribuirai ad affinare questi miei ricordi.
    FC

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  6. Avatar adour

    Ciao @antonellina e @rosamavi= la rosa che io ho amato (perfetto presente 1 pers sing)

    che piacere leggervi sono felice che tutto vada bene, e che non abbiate perso la vostra verve cosi fascinosa. 🙂
    Ma perché non vi fate sentire (scrivere) più spesso? Credetemi alcuni dei post più belli sono quelli dove non si parla solo di libri. Ma questo è solo un mio modesto sentire.

    Ciao @carloesse come va? Ti vedo ormai come un emigrante, però sempre felice di tornare a casa. Dovresti tornare a prendere la residenza.
    Un sorriso 🙂

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  7. Avatar adour

    scusami @ Felice celato mi sono sovrapposto con i saluti.

    “sefardita” : se non l’avessi scritta tu, avrei pensato ad una parolaccia.

    Scusami ma che lavoro fai??? solo per curiosità, se vuoi, se puoi, se non sei un agente del mossad 😉

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  8. Avatar adour

    Oggi è festa, permettetemi ancora di scherzare….

    @Mariangela : mia cara (posso darti della mia cara?) ed irruenta mariangela .

    Il tuo ultimo post l’ho trovato veramente simpatico e spigliato, quasi sbarazzino. E quel ” Brrrr brancamenta” davvero mi ha fatto scompisciare dalle risate .
    Non pensavo che la Branca Menta ti emozionasse tanto, non oso pensare cosa farebbe una grappa barricata o anche una Molinari.

    … sapevi che ci vogliono settantadue muscoli per fare il broncio,
    ma solo dodici per sorridere?

    Dai sorridi, non essere cosi seriosa o rigida, e permettici/mi qualche volta di scherzare, e se qualcuno vorrà scrivere, SOLO pessimo, bello, incantevole,o fiumi di parole, che male c’è?. La bellezza di questo blog, che ha tanto affascinato te e Felice velato, è che non ci sono regole rigide, tranne la cortesia ed il rispetto, oltre che l’empatia dei commensali. (un paradiso per anarchici sentimentali come me 😉 )

    Cristina : ma cosa ti è successo?
    Te lo dirò con i versi di Jane Austen, Lettere, 1884
    “Non voglio che la gente sia troppo simpatica: questo mi risparmia il disturbo di volerle molto bene. ”
    🙂
    Una magnifica festa dei disoccupati,
    i lavoratori oggi, sono merce rara.

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  9. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Caro Adour, per tanti, tanti anni ho fatto, senza velo, il dirigente d’azienda. Ora faccio…il consulente? Il “guru”? Il saggio? Il guardatore dell’altrui lavoro? Boh!? Si possono usare tutti questi termini per descrivere un attivo pensionato che ne ha viste tante ma tante continua a vederne; in fondo, come diceva Moretti ” faccio cose, vedo gente”. Ah! Preciso : vedo gente ma non come le guarderebbe un agente segreto! Gli ebrei, sefatrditi ( cioè di antica origine iberica), askenaziti ( cioè di antica origine est europea), italiani o israeliani mi sono tanto simpatici per motivi puramente culturali; e poi – spero che non ti sorprenda – ( da cattolico praticante) per motivi religiosi.
    FC

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  10. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Non vorrei interrompere la vostra scoppiettante schermaglia, ma ricordo che oggi è anche l’anniversario della strage di Portella della Ginestra.
    Semplicemente…baci.

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  11. Avatar camilla
    camilla

    @felice celato—Sono felice che tu sia in questo blog, gentile felice. Condivido il tuo apprezzamento per Canetti, anch’io l’ho letto parecchi anni fa’ ma penso che non serva il parere di Claudio Magris per poterlo ricordare per sempre e tenere le sue opere sempre alla mano, compresa massa e potere , proprio perchè Elias Canetti è un contemporaneo e ha scritto libri e saggi fino a pochi anni fa’, in questo momento non ricordo con esattezza quando sia morto, ma non sono molti anni.Un mio amico , docente di sociologia,all’Università di Trento, ha avuto con Canetti un lungo scambio di lettere proprio su ” Massa e potere” che ha pubblicato in un suo bel saggio dove Canetti risulta anche molto simpatico e cordiale.Nella lingua Salvata ci sono momenti indimenticabili, ad esempio l’episodio del bambino che legge ad alta voce per l’uditorio di amici dei suoi genitori la storiella che l’insegnante di francese gli ha insegnato STOP :vado a prendere il libro. Ecco qua ………”” Paul était seul a la maison…..e già tutte le facce cominciavano a torcersi dal riso”………insomma è circa a pag. 76 della ed. Adelphi 1980, l’ho ripreso ora in mano, stimolata dai vostri post, e ho riso, come allora, fino alle lacrime. Sono tutti magnifici gli scritti diCanetti, Autodafè è davvero apocalittico, un grande romanzo.Condivido anche la grande simpatia per gli scrittori ebrei, di qualsiasi origine, compresi ovviamente i grandi israeliani, gli americani , gli inglesi, eccetera. Hai letto per caso SCINTILLE , di Gad lerner, merita veramente, secondo me,conosci la Mariapia Veladiano? ciaociao

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  12. Avatar maria-teresa

    Grazie@Felice Celato!e anche per me AUTODAFE’ e’ stato apocalittico!Maria-Teresa(col…trattino!!)

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  13. Avatar cristina
    cristina

    @Mariangela – e meno male che temi le letture lunghe….
    Mah- la prima volta La lingua salvata mi era piaciuto moltissimo ( circa 25 anni fa). ne ero proprio entusiasta.
    Riletto nel mio Gdl 3 anni fa…lo abbiamo trovato – tutte – di una noia mortalissima. Rapporto incestuoso esplicito con la madre,da far abbastanza vomitare, lui pallosissimo, noioso, supponente, pesantissimo, pedante, tignoso, la madre odiosa, l’ambiente – in generale – pesantissimo.
    Insomma un libro molto denso, molto ricco, ma molto ….indigeribile. Interessante certo, ma che peso !
    Ricordo solo il gran mix di lingue ben descritto all’inizio come una festa scoppiettante. Il resto, ti verrebbe da strozzarlo, lui e la mammina.

    @ Cam, mi piace Gad Lerner e leggo quasi tutto ciò che esiste di letteratura ebraica ( come Felice Celato insomma o di più e non pr motivi religiosi, per motivi di empatia umana)- Scintille è un libro da leggere, molto interessante per la vicensa – e, purtroppo, abbastanza mal scritto, penso io.
    @Cara Mariangela, tu non segui i miei consigli ma se ti interessa la Mitteleuropa in un’ottica ebraica dovresti leggere UN’EREDITA’ DI AVORIO E AMBRA Di edmund De Waal – piccolo gioiello (l’autore è ebreo ovviamente) che racconta di una ricchissima famiglia di banchieri, dlla diaspora, dell’arte da loro raccolto lungo mezzo s ecolo e più, e della loro rovina e e e. Con eleganza, understatement,.spirito, stile e molta leggerezza nonostante si arrivi ancghe alla tragedia.
    Camilla lo ha amato anche lei. Quindi potresti s egnartelo ( Felice lo conosci? Devi!)

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  14. Avatar cristina
    cristina

    esempi
    David Grossman – ebreo sefardita
    Avraham Yehoshua – Gad Lerner ebrei ashkenazi ( anche se Gad è di madre sefardita-libanese e padre ashknazi ucraino).

    In Israele il governo politico è tendenzialmente in mano agli ashkenazi.
    Le due culture divergono per molti aspetti ( se non altro gastronomici).
    Se si legge UN DIVORZIO TARDIVO di Yehoshua qualcosa si impara – ad esempio.
    non è mai troppo tadi

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  15. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Cristina, De Waal l’ho letto ma francamente non ricordo perché decisi di dimenticarlo (fra l’altro, nella grande confusione dei miei libri, non riesco a ritrovarlo né ne trovo memoria nei miei appunti); SCINTILLE di Gad Lerner non mi era piaciuto un po’, come dici tu, per come era scritto; un po’ – mi pare – per un motivo – forse moralistico, forse diresti tu – collegato allo “spubblicamento” del padre che mi parve smodato. Forse la cosa migliore che vi trovai era l’intervista finale al capo degli Hetzbollah. Comunque è una lettura di 4 anni fa e l’unica cosa di cui sono certo è che non lo considerai da ricordare.
    Dello stesso ambiente, ma di radici etniche diverse, sono i libri di Amin Maalouf che invece consiglio a tutti, in particolare GLI SCALI DEL LEVANTE e (più recenti) ORIGINI e I DISORIENTATI (questo sui rimpianti, le nostalgie e i rimorsi degli emigrati dal Libano nell’ultimo trentennio). Con calma potremo tornarci sopra, se a qualcuno interessa l’argomento.
    Buona notte
    FC

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  16. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Cristina, sei sicura che Grossman fosse di origine sefardita? dal nome non direi, ma non sono sicuro.
    FC

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  17. Avatar a2
    a2

    @cristina -Di tanto in tanto io devo trasecolare con certe reazioni che mi lasciano esterrefatta, e nei gdl pullulano, , che riguardano “vizi oscuri” nascosti o, evidentemente nascosti solo alla mia ingenuità ebete,e scovati con virtuoso acume da lettrici e lettori intelligentissimi, in grandi opere opere della letteratura.Che la autobiografia di Canetti, nella parte della LINGUA SALVATA in questo caso,contenga il “rapporto incestuoso con la madre”mi lascia sbalordita : l’ho sentita dire, una simile idiozia, anche a proposito di Proust, e di altre opere (Lolita è un prototpio) dove i sentimenti umani, che solo l’arte interpreta con la forza irruenta e meravigliosa dell’arte stessa, vengono letti secondo qualche arcaica tavola della legge di origine irrazionale che si trascina nei secoli, che non ha niente a che vedere con la grande letteratura e con l’arte in generale. che, secondo me, va ammirata come si ammira qualcosa di unico e irriproducibile, come si ammira un cielo stellato o si trema di fronte a una spaventosa bufera senza lasciarsi prendere dall’ansia del giudizio umano legato a tabù ancestrali che non fanno mai bene a nulla
    .@felice celato . SCINTILLE non pretende di essere “letteratura”, Gad Lerner è un giornalista, ma il libro è molto efficace proprio per come ammette e supera certi sentimenti distorti che germinano spesso nelle famiglie,e nella società, carichi di pregiudizi e impulsi difficili da districare che spesso dominano gli esseri umani legati dagli affetti o/e dagli interessi, di varia natura. Io l’ho trovato interessante,sincero e molto commovente in molti punti. Ma ognuno legge a modo suo.

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  18. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina

    Cristina, nel tuo commento del 29/4 chiedevi dove fosse finito quel “fantastico baule” in cui sono contenuti i titoli dei libri letti dai GdL: si tratta del Portale dei Gruppi di Lettura. Il collegamento che c’è qui in alto a desta non funziona, quindi, per raggiungerlo io vado ancora su http://www.biblioclick.it/GruppiDiLettura/SebinaYOU.do#0.

    Il portale era stato oggetto dei nostri commenti (a cui rimando) attorno al 9/15 gennaio 2014, la risposta di Myriam è del 28/1/14, sul post “I libri più belli letti nel 2013”. So che adesso è anche su FB. Per le novità potrebbe spiegarci Myriam.

    @Tutti, @Adour, come vedi, non solo non sono imbronciata, ma io rilancio: torno a dire (questo è un discorso diverso rispetto a quello degli ultimi giorni di come commentare sul blog) che lasciare i nostri commenti sul portale BIblioclick permetterebbe di costruire un archivio utile ai visitatori della rete e anche a noi stessi. Poi chi vuole fraintendere e parlare di spocchia, fraintenda.

    @Tutti @Felice Celato, per l’importanza che può avere, segnalo che sul portale, sotto il link del libro di Malouf “I disorientati”, avevo lasciato il mio modesto commento. So bene che il mio commento oltre che opinabile, potrà essere letterariamente non elevato, ma il punto non è quello. Sull’importanza dello scrivere per i lettore, mi ero già espressa nei commenti di cui sopra. Ripeto, il fatto di lasciare o meno un commento sul portale non esclude la possibilità di punzecchiature e dialogo informale sul blog,

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  19. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Carino, il sito biblioclick, grazie. Comunque non ho trovato la recensione di Mariangela.
    FC

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  20. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Felice Celato

    Non è una recensione, è solo il mio commento.

    Una volta che hai raggiunto Biblioclick, devi cliccare su “Catalogo”, digitare una parola del titolo che cerchi e cliccare sulla linguetta “Commenti”.

    Ciao
    Mariangela

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  21. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Mariangela, sei una (insospettata) maga della rete! Condivido largamente il tuo commento ( se ti fa piacere definirlo così). E tuttavia il libro mi era parso un buon repertorio di quella congerie di rimorsi e rimpianti che caratterizzano una specie di senso di colpa che ho osservato in diversi racconti di “ex- Libanesi”. Secondo me la tua era una recensione, ed anche acuta ( mi ripeto: i lettori intelligenti non devono avere complessi nei confronti dei critici di professione, perché i libri sono scritti per i lettori, non per i critici)
    FC

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  22. Avatar cristina
    cristina

    @ Felice ho invertito l origini! ah ah ah Grossman è ovvianmente Ashkenazi
    Yehoshua e Gad sefarditi
    ahahah che stordita – per quello che importa sorry sory

    (Gad si è tolto un peso col padre – credo sia stato pesante farlo – ma solo i figli possono giudicae i genitori- Io quel dolore e quel compotamento non li giudico. li accetto forse li capisco – Tremendi)

    Sul rapporto fra Canetti e la sua mamma ho inteso “incestuoso” non in modo “agito” ma quella è la cosa. Basta rileggerlo e si capisce bene. (la prima volta non ci avevo fatto caso più di tanto, la seconda mi ha aperto la fronte,è una cosa così evidente)Non sono certo io a trovarlo così, molto si è scritto e parlato di questo.

    Su Proust non so, sono appena all’inizio, certo qualcosa di morboso c’è, ma là era una schiavitù reciproca, invasivissima, soffocane.

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  23. Avatar cristina
    cristina

    mi scuso con tutti/e -devo cambiare gli occhiali, faccio davvero troppi errori quando scrivo.
    Grazie Mariangela!!!!!!!!!!! ci andrò

    @a2( ma che nick, sei una compagnia elettrica?) –
    l’arte sarà arte – ma qui è autobiografia, quello che ci racconta delle scenate e delle gelosie e delle ossessioni è cosa tutta e solo sua. Io non comtemplo l’arte come un cielo stellato – ohibo’. Poi ognuno è libero di fare come gli pare.
    La leggo e la vivo sulla pelle, negli occhi, nella mente, per i suoi aspetti estetici, morali, sociali. ovviamente se c’è un rapporto incestuoso ( su cui sospendo il giudizio, quindi il mio non è un moralismo, per capirci) che stende il suo velo fosco su gran parte del libro ne prendo atto e dico se mi fa sentire bene o male.
    Qui mi ha innervosita, irritata, soffocata, appesantita, gli avrei tirato il collo a tutti e due per far girare aria in quel rapporto così mmorbosamente avvitato
    E Canetti è ossessivo, e a me le ossessioni…. danno sui nervi, anche se magari sono grande arte.
    Comunque la parola “idiozie” io, starei ben attenta a usarla qua – ma chacun à sa façon . Io non mi sono offesa, penso solo che sia svilente per lei usarla.

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  24. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Felice Celato

    Beh! Maga della rete proprio non direi, imbranata come sono “on line”!.

    Ti chiedo: chi sono gli altri ex libanesi di cui parli? Io mi sono imbattuta solo in Malouf che, a mio parere, è un buon saggista. Di suo ho già letto

    “Un mondo senza regole”, Bompiani, 2009,

    e avevo in cantiere “L’identità”.

    @Cristina
    Sulla lunghezza de “La lingua Salvata”, hai ragione, ho di che preoccuparmi, ma a mettermi in difficoltà, come sempre, è il carattere grafico molto piccolo.

    Ti interessasse un testo, che a me è piaciuto, sui rapporti di forza nella politica israeliana, mi permetto di suggerire

    AA.VV., “Ebrei arabi: terzo incomodo?”, a cura di Susanna Sinigaglia, 2012.

    Andrò a vedermi il libro che a te e a Camilla era piaciuto molto.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  25. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Mariangela, sugli ex -Libanesi non pensavo a libri ma a cose lette qua e là nel tempo sui giornali e soprattutto a contatti diretti con alcuni di essi; a me, invece, il Maalouf saggista non mi ha particolarmente colpito. Prova,se vuoi, con Gli scali del Levante o anche con Col fucile del console d’Inghiltera ( o qualcosa di simile), entrambi romanzi letti molti anni fa ( il primo, secondo me, molto bello).
    Sul problema dei ” rapporti di forza” in quella meravigliosa e terribile parte del mediterraneo, se per rapporti di forza si intende la storia degli ultimi cento anni, credo di aver letto abbastanza ( da Benny Morris a Xavier Baron a Shlomo Ben-Ami, per citare solo gli storici), di aver molto seguito sui giornali (che tuttora seguo) e un po’ di aver capito anche in loco; ma il tema è così complesso e, soprattutto, generatore di passioni ( e ahimé di fazioni) che sconsiglio vivamente di farne tema da blog per cultori di letteratura (…che già da soli talora si accendono…. di furori vagamente ideologici)
    FC

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  26. Avatar cristina
    cristina

    furori ideologici…avercene al giorno d’oggi, un lusso in disuso

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  27. Avatar cam
    cam

    @cristina– non hai visto la faccina che è la mia ! a2 NON L’HO SCRITTO CERTO IO.Volevo solo sipegarti l’uso della parola idiota da parte mia: fin dai lontani tempi del liceo, e della mia lettura di Dostoeskij del mio adorabile principe Mistkin, ho sempre pensato all’idiota come derivazione dal greco ideim = vedere, e perciò una specie di visionario fantasioso in eccesso , non certo dispregiativo. Del resto così era Don Chisciotte, così Gimpel l’idiota di Singer e molti personaggi di Robert Walser e tanti altri della letteratura, dove la parola assume un significato totalmente diverso da quello dispregiativo che è in uso. Ho usato in questo senso la parola idiozia applicata a presunti morbi di Canetti e di Poust rispetto alle madri. Non che tu , cara Cri, abbia NULLA di don Chiscottesco, anche se mi piacerebbe moltissimo incontrare qualcuno del genere. Scusa dell’involontario qui pro quo. tua Cam

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  28. Avatar wwayne

    Nel senso greco del termine, io sono un grandissimo idiota. : )

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  29. Avatar cristina
    cristina

    per farvi ridere vi trascivo ( imprecisamente perchè la ripeto a orecchio) una citazione di Nabokov che ho trovato divertente e motlo adatta a Camilla a2:

    “La psicoanalisi? un modo per spalmare i miti greci sulle parti intime ”
    Non è sublime?
    Io penso alla psicoanalisi come a una delle più grandi scoperte del mondo occidentale ma ciò nonostante trovo questa frase di Nabokov del tutto esilarante e gustosa.
    baci di sabato umido e piovigginoso ( ma quando la pianta?)

    Cam- i tuoi quipropquo sono spesso divertenti- questo meno. Baci

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  30. Avatar cristina
    cristina

    Siccome l’ho ritrovato – per @Felice Celato e per chi non avesse letto questa delizia, copio qui una cosa che avevo scritto per il Forum del CdS circa 2 anni fa-
    Il libro è superbo- ve lo garantisco,una grande lettura delicata e tonificante

    Edmund de Waal UN’EREDITA’DI AVORIO E AMBRA

    de Waal, di passaparola in passaparola sta deliziando mezzo mondo, si dice.
    Un libro intenso, pieno di misura e buon gusto, un grande affresco di una dinastia ebraica nel mezzo d’Europa da Odessa del 1830 o giù di lì fino a Parigi e a Vienna con aggregati cecoslovacchi e finale giapponese.
    Una ricca famiglia di ricchi venditori di grano e poi quindi di banchieri, nelle sue ramificazioni per le capitali europee.
    I loro palazzi sontuosi, le linee guida delle loro architetture, le loro ricche collezioni d’arte, tutto il formarsi davanti ai nostri occhi ammirati e stupiti della grande arte ottocentesca, delle sue tendenze e stili e collisioni (un antenato di de Waal sarà la controfigura dello Swann di Proust..).

    Ma il filo rosso conduttore sono i netsuke, 249 minuscole statuine di avorio ( e ambra) o di osso che l’autore riceve in eredità da uno zio di Tokio, anche lui membro della grande famiglia Ephrussi di cui de Waal è discendente.

    La storia di questa collezione, la storia della sua famiglia, la rovina e la persecuzione terribile degli Ephrussi sotto il nazismo giunto tracotante e feroce a Vienna ( pagine tremende, lancinanti, dolorose eppure piene di classe e misura) ci porta – insieme al suo autore – a girare per città e stradine, rovine fumanti, emigrazioni, destini straziati e destini salvati.
    E che figure! che personaggi! la nonna Elizabeth, la cameriera Anna, i fratelli, le sorelle, i cognati, il fantastico zio Iggie, una fitta rete in cui ognuno si tira dietro il suo destino come può e a volte anche come vuole.
    C’è tutta la storia europea di un secolo e mezzo dentro questo libro avvolgente e delicato, scritto in tono misurato e spesso ironico da de Waal – che di professione è un grandissimo ceramista inglese.
    Con tutta una peculiare e comoventeattenzione alle cose, all’artigiano degli oggetti, al loro essere fatti e decorati e tangibili, al loro segnare le nostre esistenze con le forme, i colori, la luce che gettano sui nostri sguardi,sulle nostre esistenze.

    Un’opera sorprendente, assolutamente incantevole e imperdibile, di grande finezza e sapienza.
    Anche un libro di storia come pochi altri.
    Ecco, ho usato tre aggettivi potenti, ma questo libro meraviglioso ne merita davvero moltissimi.

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  31. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Bene, allora forse lo rileggerò ( De Waal) perchè quanto dice Cristina mi attira.Chissà perché ne avevo un confuso ma brutto ricordo? Il destino dei libri, nei miei giudizi, spesso risente del periodo in cui li leggo e di quello che mi passa per la testa o per l’anima in quel periodo.
    FC

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  32. Avatar wwayne

    Vale anche per me. Ora sono nel periodo Richard Stark.

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  33. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Eccomi qua, fresco di una lettura che merita una segnalazione: si tratta di YOSHE KALB, un vecchio racconto di Israel J. Singer pubblicato in yiddish nel 1932 e ora tradotto in Italiano da Bruno Fonzi per Adelphi (2014, pp.275). Isaac B. Singer, che ha scritto, nel 1965, una “prefazione” al libro del fratello Israel, lo definisce un “narratore nato” (“uno scrittore che pochi, nella narrativa contemporanea, possono eguagliare”). Ed in effetti, questo libro così particolare, conferma con forza l’opinione di Isaac Singer. La storia narrata (di ambiente chassidico* Galiziano, direi, ai primi del ‘900) origina da un fatto veramente accaduto che i due fratelli Singer avevano sentito raccontare più volte dal loro padre e che Israel trasforma in un avvincente romanzo dai toni ironici e talora, forse, soprattutto nel finale assai divertente, anche sarcastici. Per non rovinarne la lettura a chi volesse intraprenderla, non starò a sintetizzarne la trama (“così importante” in quest’opera, come dice Isaac S.); basti dire che essa si muove all’interno di “un mondo ormai scomparso”, lungo le strane vicende di una specie di un mezzo mistico, silenzioso ed enigmatico, che sconvolge l’ambiente più chiuso ed intransigente dell’ebraismo iper-tradizionalista dell’epoca e del luogo, mettendone a nudo i rigori quasi superstiziosi e i furori conservatori che caratterizzarono il movimento chassidico fin dalle sue origini e che, in parte ovviamente minore, tuttora lo caratterizzano.
    Una sola notazione a margine: gli sviluppi psico-sociologici della vicenda narrata, descritti nella terza parte del libro, quella più divertente, mi sono sembrate, starei per dire, paradigmatiche, richiamandomi, ad un tempo, i capitoli manzoniani sugli untori e certe dinamiche del nostro presente mediatico.
    FC
    •o anche hassidico, dall’ebraico Hasid, che vuol dire pio

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  34. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @wwayne Ho cercato su Google “Richard Stark” e ho trovato risultati molto diversi, dal giallista che pubblica sono pseudonimo, alle fotografie di un trio nerovestito e poco rassicurante. Suppongo che il tuo Richard Stark sia il giallista, giusto? Ci dai qualche titolo?

    @Tutti Ho finito “Vergogna” di Coetzee: bello e incisivo, anche se non di immediata comprensione. Son contenta di averlo letto, ma penso sia un libro da non giudicare a caldo. Di Coetzee è il mio primo libro.

    @Felice Celato. Ero già rassegnata ad accogliere il tuo suggerimento di non proporre alla discussione questioni legate al Medio Oriente, quando oggi, per caso perché stavo cercando dell’altro, ho trovato “Il popolo dell’esilio” di Moni Ovadia. Ne ho lette pochissime pagine che mi hanno invogliato a proseguire. Il primo argomento trattato dall’autore è proprio lo stato d’Israele nei suoi primi decenni di vita. Era destino che l’argomento delle mie letture dovesse essere questo (oltre alla Lingua Salvata, rispetto al quale, per ora sono più vicina al giudizio di @Cristina che non al tuo).

    Ciao a tutti
    Mariangela

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  35. Avatar wwayne

    Lietissimo di farvi scoprire questo splendido autore! Richard Stark é effettivamente un giallista: é lo pseudonimo con cui Donald Westlake scriveva i suoi romanzi con protagonista il ladro Parker. Di Stark/Westlake ho letto nell’ ordine:

    Anonima carogne
    Fatti sotto, Parker!
    La notte brava di Parker
    Parker e i diamanti neri
    Flashfire – Fuoco a volontà
    Parker: a ferro e a fuoco

    Il più bello é Flashfire: non a caso ne hanno tratto un film (intitolato semplicemente “Parker”), che uscirà nelle sale proprio la settimana prossima. Grazie per la risposta, e buone letture! : )

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  36. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Mariangela, Coetzee è effettivamente uno scrittore enigmatico e suggestivo; non mi pare di aver letto Vergogna ma l’ultimo suo libro (L’infanzia di Gesù) mi è risultato proprio di difficile interpretazione, perchè anche la metafora che sicuramente vi è sottesa non l’ho colta con piena chiarezza. Ricordo invece particolarmente due suoi libri: Foe, che allora (2005) mi era parso addirittura venato di suggestioni pirandelliane; e Elizabeth Costello, una specie di blend fra racconti e mini-saggi letterari e filosofici tutt’altro che banali. Ma anche questa è una lettura del 2005, dunque di quasi 10 anni fa.
    Su La lingua salvata aspetto il tuo….giudizio finale.
    FC

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  37. Avatar cristina
    cristina

    @Mariangela io ti voglio bene ma dimmi perchè – dannazione – scrivi di te al maschile? benedtta donna! …” che ti hano invogliat ..A a proseguire!
    ti scongiuro, non metterti i pantaloni quando scrivi i participi passati ( l’ho notato più di una volta, ora non ce la facevo più e l’ho detto, scusami, ma tu sai perchè).
    Aspetto anch’io il tuo giudizio finale ( se ce la farai) sulla Lingua salvata

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  38. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Vi capitasse l’occasione di poter dare un occhio a questi due volumi per l’infanzia, non lasciatevela scappare!

    1. Giovanni Pascoli, “La cavalla storna”, Rizzoli, 2012; illustrazioni di Simone Rea; testi a cura di Beatrice Masini, 28 p, 40 cm.

    2. Antoine Guilloppe,“Pieno sole”, L’ippocampo, 2012; completamente illustrato, 30×33 cm., volume con pagine traforate.

    Non a caso, Pierdomenico Baccalario, in un articolo sul Corriere del 16/12/2012, li elencava tra i dieci libri per bambini più belli dell’anno 2012. Io li ho scoperti proprio grazie al suo articolo.

    Ciao,
    Mariangela

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  39. Avatar camilla
    camilla

    Non mi dovrei impicciare, vista l’aria che tira, ma dopo tanti buoni propositi sull’arte della critica letteraria, sulla giusta misura , nel merito , da parte di semplici lettori, siamo al “giudizio finale” sulla LINGUA SALVATA di Elias CANETTI, spero che la cosa sia scherzosa, molto scherzosa.

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  40. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Come si dice oggi, assolutamente si!
    FC
    PS: forse sono un grezzo, Camilla, ma perché, che aria tira?

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  41. Avatar cristina
    cristina

    Mah camilla e chi ti capisce di questi t empi? che non si può criticare un libro mo’ ? e perchè?

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  42. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Camilla, no no no, Camilla, la cosa non era affatto scherzosa, Felice Celato pensava sicuramente al Giudizio Universale della Sistina, quello di Michelangelo, hai presente? Il “redde rationem” per antonomasia. Felice Celato, lo so che “redde rationem” (la resa dei conti) deriva dal Vangelo di Luca, lo so anch’io che mi definisco atea. Ma quello di Micky cosa sarà mai in confronto al nostro di giudizio?

    A proposito, mi è venuto in mente un libro che vale la pena leggere a proposito di Cappella Sistina (non sul Giudizio, per la verità, ma sulle vicende della volta):

    Ross King, ”Il papa e il suo pittore: Michelangelo e la nascita avventurosa della Cappella Sistina”, Rizzoli, 2003.

    È una lettura che risale a qualche anno fa, ma la ricordo viva e stimolante; sfata tanti miti su Michelangelo e sui quattro anni di lavoro matto e disperatissimo che impiegò ad affrescare quello che oggi, perdonatemi l’enfasi, potrebbe essere definito il soffitto più famoso del mondo. Che nostalgia di Musei Vaticani!

    Ciao,
    Mariangela

    Ps: mi sembra di ricordare che “giudizio finale”, nel commento cui tu ti riferisci, fosse preceduto da tre puntini di sospensione; qualcosa avran pur voluto dire quei puntini, no?.

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  43. Avatar camilla
    camilla

    @felice celato- @mariangela . bene, incasso.e me le tengo Me la sono cercata. il mio malumore (verso l’intero mondo, qualche volta mi assale selvaggiamente) E i puntini erano ben visibili, ma non ho potuto trattenere la “battutina”, assai infelice. Scusatemi. Uscivo da una sgradevole discussione su un vecchio, bel classico (insomma di soli 10 anni fa’ , di Eugenides, Dublesex, ( Trattato dentro il gruppo di lettura come una scandalosa novità, inaudita)dove si sono sparati giudizi , non universali, ma così sicuri di sè….puntini, sempre improntati a una certa maniacale sessuofobia, che mi rompe parecchio, ma voi,non c’entrate nulla. Avrei, forse desiderato che Felice, che conosce Canetti e la sua grande opera, dicesse qualcosa …..,nel merito di certi luoghi comuni vagamente freudiani. Ma non si può, dentro i blog non si può essere nemmeno obliqui. Il fraintendimento è in agguato,Grazia a felice che non mi è sembrato troppo caustico.

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  44. Avatar cristina
    cristina

    Dai Camilla – sei così incazzata che sbagli anche il titolo è MIDDLESEX!!!!!!!!!!!!!! non doublesex ! ah ah a h. Grande libro.
    Ma a qualcuno darà fastidio, sai i pruriti sul sesso son sempre in agguato, qua poi, Eugenides può turbare …i borghesi (…e non).

    Guarda devi stare serena-che si usa così di questi tempi – se a te Canetti de La lingua salvata è piaciuto – come ai più si direbbe – va molto bene, sono contenta, hai sicuamente molti dalla tua parte ( ma è una schermaglia? una lotta? una battaglia? non credevo nè volevo).
    A me era piaciuto in primis e molto dispiaciuto in secundis.
    Ma non facciamone un dramma, please !! i pareri contrari dovebbero essere fertili nel sollevare dubbi… e smuovere le certezze.

    @mARIANGELA CI DIrai COI PIEDI DI PIOMBO, OF COURSE ( COME è NEL TUO STILE PEALTRO)
    mannaggia scusate il maiuscolo sono pasticciona

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  45. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Felice Celato, @Cristina, @Camilla, @Maria-Teresa, @Tutti

    Non resisto alla tentazione di dire la mia su “La lingua salvata” di Canetti, anche se ne ho letto meno di un terzo. Naturalmente non è il giudizio finale: vuoi perché non ho finito il libro, vuoi perché il giudizio del lettore non è mai quello finale, nel senso di definitivo; il giudizio si evolve, come è successo a Cristina: ha amato questo testo più di un quarto di secolo fa, ma ora ne prova una profonda avversione.

    Ho apprezzato molto la prima parte, ambientata in Bulgaria, sul Danubio che funge da frontiera con la Romania. Leggendo di quel miscuglio di lingue e di popoli diversi non si può non dare ragione a Rumiz: gli imperi multinazionali hanno garantito convivenza e tolleranza più che gli stati nazionali. La Bulgaria, ai tempi dell’infanzia di Canetti, era semi indipendente, ma l’eredità dell’impero ottomano era ancora palpabile. Di chi usciva dai confini dell’ex impero, magari per recarsi a Vienna, si diceva che “andava in Europa”. Rimane qualcosa di quel mondo danubiano che qui è protagonista? Non lo so, ma penso che troppi fattori abbiano concorso all’omologazione, primo fra tutti la pialla delle dittature.

    Dell’infanzia di Canetti non si può dare un giudizio univoco: fu bambino privilegiato quanto a possibilità economiche, ma non gli sono mancati quei travagli, oltre alla precoce perdita del padre, che devono averlo messo a dura prova.

    Dico subito che ho trovato sadica la scena ricordata da @Camilla: il fanciullo è sistematicamente offerto al ludibrio di una nutrita platea di parenti e amici che si sganascia dalle risate mentre lui tenta recitare una poesia in francese. Elias comprenderà solo più tardi il motivo di tanta derisione: l’insegnante di francese non era stata in grado di trasmettergli una pronuncia corretta, il suo declamare provocava quindi la perversa ilarità del suo pubblico. Vi ricordate quel film con Anna Magnani e Walter Chiari? Quando la madre si rende conto di avere sottoposto la figlia, del tutto involontariamente, a una pesante umiliazione, il suo sdegno è giustamente incontenibile. Cosa fanno invece i genitori di Elias? Prima, organizzano lo spettacolo, invitando il piccolo alla recita, poi li troviamo lì, tra il pubblico, a ridere del figlioletto di sette anni, in lacrime. Terribile.

    @Cristina Il rapporto con la madre non mi sembra incestuoso, per quello che ho letto io, mi sembra piuttosto un rapporto di odio amore, come ne intercorrono tanti tra madre e figlio. Fino alla morte del padre lui l’ha ignorata, non l’ha mai presa in considerazione, solo successivamente rivaluta la figura materna.

    Anche le pagine dedicate all’apprendimento della lingua tedesca – imposto dalla madre in tempi strettissimi, con ritmi iugulatori, e senza l’ausilio di un testo scritto – ci consegnano un episodio che oggi sarebbe considerato meritevole di un intervento di uno psicoterapeuta infantile. Elias è comprensibilmente in difficoltà, ma la madre, non solo non demorde dal suo scopo, ma insulta apertamente il figlio rivolgendogli epiteti poco lusinghieri. Il protagonista perde la voglia di vivere è infelice. Alla fine lo salva la bambinaia che intercede presso la madre e ottiene che il bambino, perlomeno, per imparare la nuova lingua, possa utilizzare un manuale.

    Intenso il rapporto con il padre. Significativo l’episodio in cui il genitore, fermandosi di botto durante una passeggiata, ricorda al figlio che non è obbligato a diventare, come lui e come gli zii, un commerciante, sarà libero di fare ciò che gli piacerà. Memore delle coercizioni subite dalla famiglia, il padre spera che il figlio possa liberamente seguire le proprie inclinazioni e valorizzare a pieno la propria personalità. Queste frasi sono un po’ il suo testamento: di lì a poco morirà per cause poco chiare.

    Certo, non avendo terminato il libro, posso esprimermi solo per episodi. Penso che le pagine siano di valore diseguale; non è nel complesso un libro sgradevole, ma non è neppure avvincente come la prima parte mi aveva lasciato sperare.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  46. Avatar cristina
    cristina

    @Mariangela, io farei così, wait and see….

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  47. Avatar camilla
    camilla

    @felice celato—sei tutt’altro che un grezzo,per l’aria che tira è una specie di sensazione che sia in atto un sistema di giudizio vivisezionante, sui sentimenti presunti dell’autore e dei suoi personaggi, dove si confonde, forse o così sembra a me, il valore di un’opera con le caratteristiche e le tendenze sentimentali e altro dei singoli personaggi. Se si dovesse giudicare il valore di un’opera dai caratteri dei personaggi o dell’autore , come minimo non potremmo più leggere Celine, per es. o le opere di altri cosiddetti “maledetti”. Non mi so spiegare , vedo che non ci sto riuscendo, certo è che i miei criteri di gradimento e di critica verso le opere della letteratura, specialmente ormai “classica” e cioè ampiamente corredata dalla grande critica e da una vastissima bibliografia, sono assai diversi. Non per partito preso credo, ma la lunga , lunghissima esperienza di semplice lettrice innamorata della lettura.Ciaociao @ mariangela porta pazienza, sono una povera ingenua: la cappella sistina eccetera.

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  48. Avatar cristina
    cristina

    @Camilla, sai che ti voglio benissimo, soprattutto quando dici di te che sei una povera ingenua….mi sono fatta due sanissime risate, qui siamo tutti ingenui, camilla!!

    Sui sentimenti presunti degli autori dei libri non si può dire molto, su quelli espressi e manifesti in un libro secondo me si può dire eccome.
    Ma perchè io non posso avere un’opinione diversa dal mainstream su LA LINGUA SALVATA senza che ciò paia offenderti personalmente?
    diamine Camilla, che ti prende?
    Fra l’alto nel mio ex GDL di 3 anni fa La lingua salvata è stata passata al s setaccio e la mia opinione era fra le più morbide di quelle espresse. Tutte le altre patecipanti erano molto, ma molto, più incavolate, infastidite, disturbate di me.
    Quindi….che ci vuoi fare? quale pena dobbiamo scontare?

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  49. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Cara Camilla, ti sei spiegata non bene ma più che bene! E per certi aspetti mi sento in piena sintonia con quanto dici (e potremmo anche moltiplicare gli esempi: non lo faccio perché ho il “timore” di confessare certe mie idiosincarsie, specie dove c’è poco spazio per motivarle). Vorrei però, se mi consenti, mitigare le tue osservazioni facendoti presenti due cose. La prima: spesso, specie quando siamo in presenza di autori molto amati (o molto detestati) una certa sovrapposizione fra l’opera e l’autore è naturale e direi quasi istintiva; la seconda: assai più difficilee è separare l’autore dall’opera quando il racconto è DIRETTAMENTE autobiografico (direttamente, perché indirettamente quasi tutti i libri sono, lato sensu, autobiografici). E questo, forse, è il caso de La lingua salvata, di cui non esito a confessare il mio splendido ricordo.
    FC

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  50. Avatar carloesse
    carloesse

    Ritorno tra voi con qualche mia opinione su alcuni libri di cui qui si è parlato (anche se di sfuggita) ultimamente:
    ===
    1) UN’EREDITA’ DI AVORIO E AMBRA di DeWaal
    Ne avevo già parlato anche io all’inizio del 2013; ed anche io copio e incollo quel che ne avevo già detto:
    “Finito recentemente Un’eredità di Avorio e ambra di De Waal, già commentato da altri proprio qui (ed è leggendo quei post che mi aveva incuriosito), non ricordo bene da chi. Chiunque fosse (vedrò di riscorrere i post) ha tutta la mia gratitudine. Un libro sorprendentemente affascinante, capace di calare interamente il lettore nella Parigi di fine 800, nella Vienna di inizio 900 e nella Tokyo post-bellica degli anni 50 e 60. Ma soprattutto capace di ricostruire la vera storia di una famiglia ebrea (la sua ascesa e la sua caduta) attraverso l’inseguimento di una teca contenente una collezione di minuscole statuette giapponesi (i Netsuke).
    Nel corso del libro gli oggetti (il cui valore, al di là di quello strettamente monetario, è soggetto a continue variazioni) acquisiscono un importanza e un significato che aprono nel lettore interrogativi affascinanti sul senso della memoria, su quello dell’arte e delle mode, sulla loro “vita” intrinseca e su come questa possa intrecciarsi e fondersi con quella delle persone, in fondo con le nostre stesse vite.
    E questo è uno di quei tesori che solo i libri, e certi libri in particolare, sono in grado di regalare ai lettori.”
    ===
    2) L’INFANZIA DI GESU’ di Coetzee (purtroppo neanche io ho letto VERGOGNA)
    Mi è difficile parlare di un libro che mi ha lasciato perplesso. La forma è estremamente semplice, secca, quasi in forma di apologo: i personaggi (salvo i 2 protagonisti: l’uomo e il bambino) sono volutamente estremamente stilizzati, quasi appiattiti nella società della città immaginaria in cui vivono e che rappresentano, dove approdano e si adattano, dimenticando il passato, fuggiaschi da altri lidi, da altri disastri, da altre tragedie che non ci vengono mai rese note.
    Ma l’uomo e il bambino mostrano di conservare almeno un’ombra della vita passata, e caparbiamente rifiutano di adattarsi acriticamente a quella presente risolvendosi di cercare un altro futuro altrove.
    Alla fine il libro si presta a molte diverse chiavi di lettura, interrogandoci sull’organizzazione della società, sulle forme di autorità, sul senso della paternità e della maternità, sull’educazione dei figli, sul senso della verità, sulla percezione della realtà e sulla funzione della fantasia (e questo è quello che io chiedo essenzialmente a un romanzo: che mi ponga domande, senza fornirmi risposte. Ma forse è il modo in cui le pone a non convincermi pienamente).
    E tutto ruota intorno al Don Chisciotte, il romanzo che il bambino riceve dall’uomo in edizione ridotta per imparare a leggere, ma che tornerà a farsi vivo (e mai casualmente) in varie occasioni nel corso della storia, e dal quale non vorrà mai separarsi. Forse più che dell’infanzia di Gesù si parla di quella dell’eroe di Cervantes.
    ===
    Non entro infine nella disputa su Canetti, non avendolo mai letto. Però mi piace leggere di pareri discordanti. Sono il sale dei blog come questo (specie quando ci si appassiona alla diatriba).
    ===
    Ora sto leggendo TRISTRAM SHANDY di Sterne, ma alternandolo con altro (tra i quali la gustosa rilettura di PRAGA MAGICA di Ripellino) e presto verrà il turno di YOSHE KALB. Avendo già letto e apprezzato LA FAMIGLIA KARNOSKY e I FRATELLI ASHKENAZY, anche da questo mi attendo molto.
    Vi farò sapere. Un saluto a tutti.

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