I libri più belli, letti nel 2014

Con qualche settimana di ritardo rispetto alla stagione, eccoci con il post che dovrebbe avviare la discussione sui libri più belli, letti nel corso di questo 2014. Anche il post dello scorso anno, come e più di quello degli anni precedenti, è stato un grande successo. In particolare, in quello del 2013 si è accentuata…

L’immagine è di Christopher Myers, presa in prestito dal sito web del “New York Times”, pagina delle opinioni del 16 marzo 2014

Con qualche settimana di ritardo rispetto alla stagione, eccoci con il post che dovrebbe avviare la discussione sui libri più belli, letti nel corso di questo 2014.

Anche il post dello scorso anno, come e più di quello degli anni precedenti, è stato un grande successo.

In particolare, in quello del 2013 si è accentuata la tendenza a generare flussi di discussione laterali e autonomi rispetto al corso principale. Digressioni che in realtà hanno reso la discussione decisamente ricca e varia: una specie di gruppo autonomo di analisi e autoanalisi delle letture, degli autori, dei lettori. E forse delle vite coinvolte.
Insomma, grazie a tutti.
Speriamo che anche questo 2014 ci porti letture, libri e discussioni memorabili.

Come sempre, usiamo i commenti

Un abbraccio

Aggiornamento: comincio a citare qui autori, titoli dei libri citati dai lettori nei commenti. Portate pazienza perché sono talmente tanti che ci metterò un po’ a mettermi al passo. Li elencherò in ordine alfabetico di autore.

Elias Canetti, “La lingua salvata”
Eugenio Corti, “Il cavallo rosso”
Mathias Enard: “La via dei ladri”
William Hopson, “I mocassini di sangue”
Stephen King, “L’ ombra dello scorpione”
Irene  Nemirovskyi, “Il Signore delle anime”
John Williams, “Stoner”

 

 

 

Commenti

2.606 risposte a “I libri più belli, letti nel 2014”

  1. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Ogni tanto rileggo i libri dei quali, per qualche ragione, ho memoria, sia positiva che, talora, negativa; stavolta mi è capitato di rileggerne uno che avevo dimenticato ( chissà perché), anche se in fondo l’avevo letto solo cinque anni fa e ne avevo tratto un giudizio decisamente positivo, puntualmente annotato, come sono solito fare, sulla prima pagina del libro: si tratta di BALLATA PER LA FIGLIA DEL MACELLAIO, di Peter Monseau (Fazi, 2009), una bella favola novecentesca sui casi della vita che siamo soliti chiamare “destino” (bashert, in Yiddish). Al di là delle intense vicende del protagonista ed io narrante, Itsik Malpesh, sognatore e sedicente grande poeta, rocambolescamente approdato in America dalla natia Moldavia, i veri protagonisti del romanzo sono però l’yiddish e le sue relazioni con il mondo contemporaneo, fra nostalgie etniche ed esigenze di integrazione ( negli USA, soprattutto) e, appunto, di relazione con le lingue “a base territoriale”. Di questo contrappunto narrativo è protagonista un insolito traduttore dell’autobiografia di Malpesh, la cui storia personale finisce, nel romanzo, per intrecciarsi casualmente con quella dell’io narrante, fino al sorprendente finale che riconduce al senso del “destino”.
    Sono sicuro che per quei pochi che non l’avessero letto ( in fondo il libro è di cinque anni fa e, a suo tempo, ebbe numerosi riconoscimenti e anche un certo successo editoriale) questa cavalcata nel novecento ebraico, al di qua e al di là dell’Atlantico, risulterà di gradevole ed interessante lettura, evocando anche temi ( come quello della traduzione) di solito cari ai cultori di letteratura internazionale.
    FC

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  2. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Sul Foglio di oggi segnalo, in prima pagina, un articolo di Antonio Valladares su Marquez e su un aspetto della sua vita che non conoscevo . Ne lascio la valutazione a chi ne sa più di me.
    FC

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  3. Avatar cristina
    cristina

    girellando sul meraviglioso e ineesauribile blog di Gabrilu’ NONSOLOPROUST mi sono imbattuta in questa citazione di Somerset Maugham – che ricopio qua (Gabrilù mi scuserà ma citare una citazione mi pare cosa fattibile) perchè molto mi piacque:
    ————

    C’è chi legge per istruirsi, ed è cosa encomiabile, e chi per diletto, ed è cosa innocua; ma altri, e non sono pochi, leggono perchè non possono farne a meno, e direi che ciò non è nè innocuo nè encomiabile. Io faccio parte di questa deplorevole categoria. Dopo un po’ le conversazioni mi annoiano, le partite mi stancano, e i pensieri, spesso decantati come l’inesauribile risorsa della persona assennata, tendono a inaridirsi. Allora mi lancio sui libri come l’oppiomane sulla pipa. Preferirei leggere il catalogo degli spacci dell’esercito o l’orario delle ferrovie piuttosto che niente del tutto, e di fatto ho trascorso non poche ore piacevoli a leggere proprio quelli. Per un certo periodo non sono uscito di casa senza una guida delle librerie di seconda mano. Non conosco lettura più succosa. Leggere in questo modo non è certo meno biasimevole del consumo di stupefacenti, e non finirò mai di meravigliarmi la faccia tosta di quei lettori assidui che, solo per il fatto di essere tali, guardano gli illetterati dall’alto in basso. Dal punto di vista di quale eternità aver letto mille libri è meglio di aver arato un milione di solchi? Suvvia, ammettiamolo, per noi leggere è soltanto una droga: chi, in questa cricca, non conosce l’inquietudine che ci assale se siamo stati troppo a lungo senza leggere, l’ansia e l’irritabilità, e il sospiro di sollievo alla vista di una pagina stampata? Perciò evitiamo di essere più boriosi di quei poveracci che sono schiavi della siringa o della bottiglia.

    William Somerset Maugham

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  4. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    I fratelli Carofiglio (Gianrico e Francesco), scrittori di solito tutt’altro che indecorosi, hanno ceduto alla tentazione editoriale di un nuovo libro a quattro mani (La casa nel bosco, Rizzoli, 2014) che hanno definito (in copertina) romanzo ma che romanzo non è. Si tratta invece di una raccolta di qualche memoria d’infanzia/adolescenza, scritta anche simpaticamente ma priva di sostanza.
    Al libretto, ben rilegato, con copertina rigida e a caratteri laschi, danno anche corpo una venticinquina di pagine di ricette che, temo, siano la parte migliore del libro. Un’operazione, secondo me, border line fra la media letteratura e l’intento puramente commerciale; una lettura, insomma, tutt’altro che imperdibile (salvo, forse, per le ricette di cucina meridionale).
    FC
    PS: la simpatica ironia di W.S. Maugham non mi spinge fino all’indifferenza fra dipendenza dalla lettura e dipendenza dalla siringa e dalla bottiglia. Anche se, in fondo, la mia dipendenza dalla lettura vi è ben descritta.

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  5. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Felice Celato @Cristina

    Mi sembra di aver capito che le ricette nei libri vanno forte e non solo in quelli ove ci si ti aspetterebbe di trovarle; se non è vero che quando una moda impazza, bisogna lasciarla sbollire e tirare avanti per la propria strada.

    Sulla “letturadipendenza” di cui parla Maugham non so dire. A me è capitato di non poter leggere nei giorni di un piccolo intervento chirurgico qualche anno fa. Il primo giorno di non lettura è stato il lunedì’, giorno del ricovero (magari avessi potuto leggere per ammazzare l’attesa della chiamata, non è stato possibile, la paura è prevalsa!), l’ultimo il giovedì, quando mi hanno dimessa dall’ospedale.

    Ricordo benissimo che quando, ancora a letto per i postumi, il venerdì mi hanno dato un libro su Montanelli, l’ho divorato avidamente. Che la bramosia dipendesse dal fatto che non potevo svolgere altre attività e che quindi non avevo molte alternative? Non lo credo. Qualcosa di vero in quello che dice Maugham c’è.

    Ciao,
    Mariangela

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  6. Avatar cristina
    cristina

    i nostri amici di Cologno e quelli/e che c’erano conoscono questa cosa. Io l’ho scoperta poco fa e non posso che mettere qui il link. Al convegno sui Gruppi di lettura del 2012 parla della lettura la scrittrice Grazia Livi. Guardatela!!!

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  7. Avatar maurizio
    maurizio

    Un saluto a tutto e visto che da un pò non commento oggi scriverò rispetto 4 libri letti in questi giorni di tranquillità , 3 dei quali consiglio vivamente ed uno è invece stato una delusione.Partiamo da IL RUMORE DELLE COSE CHE CADONO di JUAN GABRIEL VASQUEZ , libro sorprendente , di grande atmosfera , molto malinconico, incentrato sulle paure che non riusciamo a superare e ci condizionano e sul destino che a volte ci riserva cammini impensabili. Il secondo è L’EROE DISCRETO di VARGAS LLOSA libro semplicemente delizioso, di marcata atmosfera sudamericana , grande libro veramente, con personaggi così caratterizzati da diventare quasi compagni nelle giornate di lettura del libro. Ho poi letto, prima che vincesse il Pulitzer, IL CARDELLINO di DONNA TARTT; per me è un grandissimo romanzo. Grande capacità di scolpire i personaggi , grande fluidità della trama ( forse il finale è un pò inferiore al resto ) , romanzo originale per molti versi e la prosa della Tartt è quella di una grande romanziere , lo straconsiglio.
    La delusione è venuta da un libro che non volevo comprare perchè mi sembrava troppo “raccomandato” , STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI . Mi ha veramente deluso e non capisco i commenti entusiastici che l’hanno accompagnato. A me è parso molto, troppo semplice nella prosa , un libro quasi per ragazzi, poca caratterrizzazione dei personaggi, storia sì commovente ma nel complesso addirittura noioso.

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  8. Avatar wwayne

    Un altro libro incentrato sulle paure che non riusciamo a superare è “La morte danza con me” di Cornell Woolrich. Non è all’ altezza di altri libri dell’ autore, come “Dinastia di morti”, ma mi sento comunque di raccomandartelo ad occhi chiusi.

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  9. Avatar cristina
    cristina

    sulla Ladra di libri ….qua se ne è già parlato ( fine 2013…).
    Chi entusiasticamente – e chi meno ( io e Simonetta, ad esempio).
    Vargas Llosa non delude quasi mai, per mia esperienza. . Lo leggerò quindi. Grazie

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  10. Avatar camilla
    camilla

    Da un paio di giorni non riesco a dire nulla , a interloquire insomma. Non perchè i vostri argomenti non siano interessanti ma perchè, mi chiedo, l’etica del consenso o e “della popolarità”, a cui si tiene ovviamente, vanno d’accordo con la spontaneità, l’estro, la libera circolazione delle opinioni?. Non credo. Temo di no. E su un blog si deve sempre cercare il massimo consenso? Si deve cercare di compiacere sempre’ E se Carofiglio non? E il torroncino della scrittrice con gli occhiali sbagliati non? E se il Cardellino non, non, non, ? E se fare una sghignazzata di tanto in tanto non ? Non.ciaociao

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  11. Avatar cristina
    cristina

    @cam- a volte anche il tacere è bello, non ..? Chi compiace chi? non ti ho capita.

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  12. Avatar cristina
    cristina

    metto qua un link a un’intervista a Marino Sinibaldi- dissacrante, ironico, controcorente, autorevole e intelligente come sempre- sul giornalismo culturale.
    Una boccata d’aria fresca Sinibaldi forever!!!!!!!!!!!!!

    http://ifg.uniurb.it/2014/04/27/ducato-online/marino-sinibaldi-radio3-il-giornalismo-culturale-e-una-sciocchezza/62184

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  13. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Io penso che si possa dire qualunque cosa, esprimendosi in modo garbato ed elegante, non ?
    Ciuao dalla mia Sicily, piena di melanzane cucinate tutti i giorni in 1000 modi dalla mami…

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  14. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Solo per capire meglio ciò che dice Camilla: che vuol dire “etica del consenso” (“a cui si tiene, ovviamente”)?
    F

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  15. Avatar camilla
    camilla

    No, no io parlavo solo per me, che spesso potrei dire, anzi vorrei dire, come dice Jezabel, “qualunque cosa”, insomma sono andata a rileggere il mio post sgangherato . Volevo chiedere i vostri pareri. Mi rendo conto che , a volte, io provo una certa irritazione per un libro che viene osannato oltremisura, dalla critica ufficiale, (in questo caso mi rodo per aver comprato Il cardellino, speso un sacco di soldi, speso tutto il mio entusiasmo per un romanzone grosso e basta, a mio gusto, talmente noioso…)a volte, anzi spesso, perchè è un investimento delle case editrici e allora si dice che è un capolavoro, stupendo eccetera e nessuno è di parere contrario e se lo è , di parere contrario , non osa dirlo schiettamente. E’ costui , in questo caso IO, un pavido? un don abbondio?’ Volevo il parere di Jezabel e di mariangele e di cristina e di Felice celato nel merito. O pensate che quando ho scritto quel post fossi “strana”? Fuori di testa? Etica del consenso, ma come mi è venuta?pensavo all’editoria? forse avevo appena letto qualcosa del genere e mi sembrava “pertinente’” Comunque non so, gentile Felice,come mi sia venuta , non so bene cosa volessi dire. Mi era già stato detto RILEGGI prima di postare!.Non ho riletto. SCUSATE Ciao. : )

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  16. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Benissimo, Camilla, mi pare che anche tu, come me, sei piuttosto per l’etica del dissenso, che, nel contesto in cui viviamo (che io definisco del pensiero aggregato; ma questa è un’altra storia e ne parleremo magari un’altra volta), è, sempre secondo me, un’ottima cosa.
    FC

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  17. Avatar cristina
    cristina

    camilla che non capisce camilla è… bellissima!
    qui vedo poca etica del consenso ( etica? poi… ma quando mai) vedo comunioni, dissonanze, dissensi, critiche, comprensioni, incomprensioni …..insomma il ventaglio dell’umano sincero. nessun fishing for compliments insomma.
    E menomale!

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  18. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Camilla, avrò mangiato troppe melanzane forse?
    Io ho visto nei due anni di frequentazione dei bei commenti contro libri osannati sia dalla critica dotta sia dai bloggisti.
    Non chiedermi degli esempi, però.
    Buona notte.

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  19. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Aggiungo che sto leggendo A PROPOSITO DI LEI di B. Yoshimoto.
    Io stessa per questa scrittrice a volte mi prendo a male parole, a volte mi dico che ho scelto una buona lettura.
    Ribuona notte

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  20. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Camilla

    Spero che da queste parti del consenso non ci si debba preoccupare, e, d’altro canto, nei nostri giudizi non ci siamo mai fatti intimidire, né te, né io, neanche al cospetto di mostri sacri. Non ti riconosco e non capisco quindi sul punto concludo che secondo un processo di osmosi geografico-culinario tutte le melanzane che ha mangiato Jezabel all’estremo sud del nostro bel paese sono rimaste sullo stomaco di Camilla all’estremo nord.

    Ho avuto la possibilità di vedere un numero, per quanto non recente di Pulp, che tu mi avevi gentilmente segnalato; trovo che abbia delle buone recensioni e articoli monografici molto approfonditi, io ho letto quello su Isherwood e mi è piaciuto.

    @Felice Celato Ho dato un occhio anche agli inserti di cui avevamo trattato con te (solo a quelli italiani, però). Hai ragione: c’è più da leggere che vita!

    Ciao,
    Mariangela

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  21. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Tutti

    Cristina ti ringrazio per il link su Marino Sinibaldi.

    Ma siamo sicuri che abbia proprio ragione? Che la rete abbia aperto proprio tutte le porte a tutti? Senza voler trattare qui del digital divide, che è argomento a parte, non concordo con lui quando dice che oggi non ha più senso fare il flaneur della cultura.

    Ho già ammesso di essere imbranata nelle ricerche on line, ma non ditemi che una ricerca in rete, se non è supportata da buona cultura o preceduta da un approfondimento “cartaceo” non possa portare a risultati incerti quando non addirittura distorcenti. Va bene, io non farò testo, ma non si può negare che l’uso della rete può essere ingannevole, intendo dire: i tranelli sono meno individuabili, a mio parere, che non con gli strumenti tradizionali (libri, giornali, riviste, ecc). Non è un caso che anche gli esperti affermino che la capacita di selezione e discernimento deve essere più affinata in rete che altrove.

    Che sia da scemi, come Sinibaldi si spinge ad affermare, fare il flaneur della cultura, è affermazione che proprio non posso condividere.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  22. Avatar wwayne

    Potresti spiegarmi cosa vuol dire flaneur della cultura? Te lo chiedo per ignoranza, nella mia domanda non c’é nessun intento ironico, polemico o provocatorio. : )

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  23. Avatar cristina
    cristina

    @mariangela, Sinibaldi ha sempre ragione… ( così almeno la pensa il fan club…ihih) – (prendila come una provocazione – la sua – ma mica poi tanto)

    @JEZ… NO, GUARDA, IL LIBRO DI CUCINA SULLE MELANZANE ALLA SICULA…. NOOOOOOO (sorry è partito il maledetto maiuscolo) . (Jez guarda che sto scherzando…)
    Comunque Simonetta Agnello Hornby ha scritto un libro di ricette siciliane che mi riprometto sempre di leggere perchè lei è brava scrittrice e donna di grande simpatia ( for me). Lo conosci tu Jez, o la tua mamma?

    @cam…. a me non piacciono le sghignazzate, qualche buona risata si, lo sghignazzo, no. Che ti succede baby?

    Oggi nel mio Gdl si è discusso animatamente su Nabokov- chi si – genio intelligente poliedrico, sfuggente, compositore architetto romanziere, giocatore di scacchi e specchi
    e chi invece ok però che noia, tutto cervello, freddo, distaccato, non coinvolgente, tutto costruzione.mentale, sfuggente, imbozzolito nella letteratura per difendersi dalla vita…
    Non abbiamo trovato un punto in comune, salvo una scrittura smagliante. ah i Gdl …!!

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  24. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @wwayne

    “Flaneur della cultura” è l’espressione usata da Sinibaldi nell’articolo linkato sopra da Cristina. Una volta, sostiene lui, aveva senso bighellonare per librerie, teatri e altri luoghi che consentivano agli individui (ai flaneur della cultura, appunto) di costruire il proprio “bricolage” culturale, oggi – a suo parere – non più.

    È vero – dico io – grazie a Internet oggi posso risparmiare tempo e accorciare i tempi di ricerca. Se cerco un libro su un determinato argomento, per esempio, ho la via facilitata, questo è indubbio, la rete è un aiuto. Ma alla mia capacità di giudizio, che discende da una presa visione dal vivo e personale, non posso proprio abdicare.

    Questo non significa che, una volta esplorato l’argomento sul libro, io non riesca, anche, ad approfondirlo usando la rete. Il percorso inverso è a mio parere più improbabile.

    Ciao,
    Mariangela

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  25. Avatar wwayne

    Mi sono laureato il mese scorso, quindi ne so qualcosa di ricerca di libri, dal vivo e sulla rete. Per la mia esperienza personale posso dirti che la ricerca di libri, per fini sia scolastici che ludici, avviene sia “dal vivo”, sfogliando materiale cartaceo, che informandosi sulla rete.
    Per la mia tesi la rete mi é servita poco e niente: la tesi era divisa in 2 capitoli, e soltanto per l’ ultimo paragrafo del primo capitolo il contributo della rete é stato essenziale. Questo significa che, su 77 pagine di tesi, solo 6 le ho “partorite” con l’ aiuto di Internet.
    Mi servo regolarmente della rete invece per le mie letture “ludiche.” Quando mi interessa un libro, spesso vado a vedere la valutazione media che i membri di ibs hanno dato a quel titolo prima di acquistarlo.
    Pochi giorni fa sono andato ad un convegno sul web marketing, e il professore che lo teneva diceva che oggi sempre più persone si informano in rete prima di fare qualsiasi acquisto. A suo giudizio é un effetto della crisi: la gente ha meno soldi da spendere, e quindi preferisce fare un acquisto consapevole, rafforzato da delle buone recensioni reperite in rete, piuttosto che un acquisto d’istinto che potrebbe rivelarsi sbagliato. Grazie per la risposta! : )

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  26. Avatar camilla
    camilla

    Grazie di cuore @ Felice Celato: si, è così.. Ma di volta in volta non è sempre semplice: vorrei e non vorrei, mi trema un poco il cuor.Tutta la storia della rete è assai più complessa di quanto dica il bravo Sinibaldo, per esempio. sorvola sul fatto che la rete è solo una specie di Elettrodomotico-robot che è stato riempito da veri o falsi, comunque cervelletti umani, vivi e morti, veri flaneurs della cultura o altri tipi che con la cultura non hanno nulla a che vedere, o da gente che scopiazza cose scritte , male o bene, da altri. E’ solo più capiente e più. infinitamente più potente. ma resta un ripetitore, un riproduttore di pensiero, non tanto bravo,ha ragione wwayne (difficile da ricordare questo nik), per seri studi serve, come serve l’auto, l’aereo, il telefono, e internet stesso serve molto ma di suo non ha nulla, per ora, di originale e complesso nel pensiero, migliorerà, ma sempre il pensiero di qualche vero cervello si dovrà usare. La rete , gentile Sinibaldi, si riempie di spigolature prese qua è la , dalla stampa nel senso più lato, persino dalla TV, dal cinema: dal fuori insomma.
    Le melanzane , sì @mariangela le melanzane di Jezabel sono arrivate a sconvolgermi e non sono ancora del tutto digerite. Buone però.@cristina – il nostro amato Fahre è cambiato: si è un poco imbigottito, è….come dice tanto bene Felice Celato, troppo “aggregato” il pensiero retrostante. Troppe commemorazioni, troppa prevedibilità. Oddio, spero di essere stata più chiara di prima, ma temo di non aver ……. ma ho molti dubbi. Ah, parole. così diverse per ognuno che le legge.!Baci :=)

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  27. Avatar Jezabel
    Jezabel

    La Agnello Hornby, @Cri ha scritto tante belle cose, tra cui LA MENNULARA e LA ZIA MARCHESA, ma quel libro con le ricette mi è sembrata una sua decadenza…..

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  28. Avatar cristina
    cristina

    @jez dici? mah io non l’ho letto, quel libro di ricette della Hornby- credo però fosse un omaggio affettuoso alla cucina della sua mamma e della sua terra visto che lei vive in quel di Londra- non ci vedo un grande male in questo
    @Cam… ma Sinibaldi oramai non si identifica più con Fahre suvvia – Sinibaldi è Sinibaldi, uomo dal pensiero molto libero , così pare a me, e di grande intelligenza.
    baci di ricambio

    Cam com’è vero : parole, così diverse per ognuno che le legge!

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  29. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Cri, ribadisco che quello della Agnello Hornby sulle ricette l’ho abbandonato subito… poi fate voi.
    Ho appena finito A PROPOSITO DI LEI della Yoshimoto. Semplicemente orribile.
    A presto

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  30. Avatar camilla
    camilla

    @jezabel mi piace assai quel tuo “semplicemente orribile” me lo presti di tanto, tesorino??Io non ne posso p i ù ù ù ù di ricette di cucina: delle mamme, delle nonne delle bisavole, del futuro ecc.. Inserirle in un romanzo poi è una vera fregatura, come nel 2° della olafdottir! mezzo libro di ricette aa base di coccodrilli (??)disgustose.
    L’unico dove si danno alcune ricette sottotono,ma dolcemente, senza trionfi,e spadellamenti, messe lì tra i ricordi di un’infanzia e adolescenza un pochino nebulosa, un poco di colore azzurrino grigio pallido,è un racconto, un breve petit romanzo, impregnato di silenzi, di piccole storie appena accennate, di impalpabili sensazioni di malinconia, di solitudine subita e ricordata quasi con nostalgia, insomma a parlar male di ricette mi è venuto in mente il libro di Elisabetta Severina, dal titolo QUARANTATRE. Di vari anni fa’, l’avete per caso letto?Istant libri 2008. Ricette che faceva anche mia mamma e devo averle fatte parecchio anch’io. Roba da tutti i giorni . croqui, pasta con le erbette, uova ripiene, robe così.ciao bellezze.
    Cosa ne dite della faccenda successa in un liceo classico romano a causa del romanzo di Melania Mazzucco? Io ne sono …disperata:

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  31. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Mi permetto di proporre ( di proporci) che, quando scriviamo un giudizio su un libro, sia positivo che negativo, anche brevissimamente ne chiariamo il fondamento. Questo, solo per mantenere alle nostre segnalazioni ( ripeto: sia negative che positive) la funzione orientativa che, suppongo, sia l’essenza del nostro scambiarci impressioni e giudizi. Libero poi, ovviamente, ciascuno di noi di farne tesoro o di non tenerne affatto conto.
    FC

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  32. Avatar cristina
    cristina

    bè – caro Felice – semplicemnete orribile mi pare abbia moltissimo…fondamento. A me basta e avanza. Che bisogna dire di più, motivare? insomma di Banana Yoshimoto si tratta, mica di Tolstoi!

    Quarantre , ma si Cam lo avevo letto su tua segnalazione, ma che memoria che haii!
    il libro della Hornby peraltro, credo non sia un romanzo infarcito di ricette, ma ricette e basta con qualche contorno narrativo.

    Liceo romano? sconfortante schifosa, un’italia infamissima, ma è quella il paese reale, scollato, marcio, alla deriva e reazionario pieno di fetori incabalati e urlati anche da qualche animaletto che gira sulla rete e in TV..
    vedi bulle e bulli, stalking ai ragazzini, bande che scorrazzano e terrorizzano interi quartieri, coltelli alla mano, pevaricazione tracotanza e ignoranza: e più di tutto – sopra tutto – emerge la violenza alle donne, che è sempre il termometro per misurare la barbarie, il grado di barbarie, a cui è arrivata la temperatura stracotta della società.

    e noi, qui, a parlare di libri in quest’isoletta circondata dagli squali

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  33. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @ FC
    Credimi, avevo il ditino pronto a motivare, ma poi ho pensato che potevo consumare un’altra merendina sicula prima di partire.
    Quando ne varrà la pena, motiverò.
    Buon viaggio a me.

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  34. Avatar adour

    “……Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati alla vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra di loro”
    Gianni Rodari

    Ecco, questo a me sono sembrati i post di @cam e @jezabel

    Spesso parlando dei libri o degli autori, siamo cosi presi dall’alimentare il nostro ego di presunti critici, da scordarci di essere persone, persone che vivono con altre persone all’interno del blog.
    Per questo trovo il post di cam (che non parla mai tra se e se ) 🙂 incantevole.

    Per non parlare di @jez o rita (dipende da come la si vede) e delle sue Melanzane, una ventata di freschezza e di sottile ironia. 🙂

    @felice velato: e dai su, non fare il pignolo, non togliamo il gusto di recensire un libro con un solo aggettivo, ad esempio il semplificativamente chiaro “orrendo”. Spesso un solo aggettivo vale più di mille parole usate solo per dar lustro al proprio io, non trovi ?

    Un sorriso 🙂

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  35. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti

    Proprio perché siamo persone, e proprio perché abbiamo deciso di condividere con altre persone questo blog, non considererei così negativamente la proposta di Felice Celato, anzi, consenso e popolarità a parte, motivare i propri giudizi mi sembrerebbe proprio nella logica del dialogo.

    Intendiamoci, ognuno continuerà a motivare solo se ne avrà voglia e nella maniera in cui vorrà; è però vero che due parole in più talvolta consentono a tutti, non solo di capire, ma anche di farsi conoscere meglio dagli altri, è un modo per rendersi disponibili. Proprio perché abbiamo deciso di relazionarci con altri esseri umani, penso che dovrebbe sempre valer la pena spiegarsi, farsi capire, illustrare le nostre ragioni.

    Consideriamo poi che non leggiamo tutti quanti, in contemporanea, il medesimo libro, e proprio perché non siamo critici esperti, non è sempre facile seguire il filo del discorso e intendere i giudizi quando sono lapidari o allusivi.

    Ripeto, ognuno farà ciò che vorrà, a cominciare da me, a costo di meritarmi l’appellativo di presunta critica. Ma siamo poi critici solo presunti? E chi l’ha detto che non siamo critici?
    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  36. Avatar cristina
    cristina

    SOS. chi sa mi aiuti- c’era fino a che non è cambiata la grafica di questo sito – un bel post che diceva I gruppi di lettura, si apriva e si leggevano gli appuntamenti e le copertine dei libri che ciacun gruppo sta leggendo. poi c’era l’elenco dei libri letti e da quale GdL. insomma uno strumento fantastico baule per suggerimenti, approfondimenti, aggiornamenti etc

    S O S
    DOVE E’ FINITO???

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  37. Avatar cristina
    cristina

    critico acritico ipercritico poco critico, – ma si mariangela, basta che ce ne facciamo due baffi arricciati, va tutto benissimo.
    Ma non vedo bisogno che ci sia un “format” di ” critica negativa con motivazioni- ”
    un santo bleah ogni tanto ci sta ed è eloquentissimo….
    a volte un solo aggettivo spalanca mondi di assonanze e immagini-
    non siamo in accademia qua- anzi-

    direi che lo stile, la pregnanza, la libertà di espressione è quanto di meglio ci si possa augurare e nella varietà, la singola voce con la sua peculiare individualità espressiva- bello no?
    se no si va tutti a scuola a fare il temino -che a volte non sai nemmeno che dire.
    quindi motiviamo con juicio….
    e piove

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  38. Avatar cristina
    cristina

    http://illuminations-edu.blogspot.it/2014/04/cosa-vuol-dire-scrivere-in-italiano.html?spref=fb
    ve la metto pe l’immagine che trovo meravigliosa
    (Cam viene da Valeria…)

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  39. Avatar Adour
    Adour

    @cristina per una volta (forse sono 2) sono d’accordo pienamente con te 🙂

    Una volta si diceva “agli amici dai molti nomi “ mi sembra l’abbia coniato, Renza. Bello vero?.
    Oggi si scrive xTutti . Forse è solo una questione di sensibilità.

    @ mariangela : No, no preoccuparti non corri alcun rischio di essere scambiata per una critica letteraria. Come spero, non si nasconda tra noi “comuni ” lettori, un critico letterario, lo dico per lui, per il suo orgoglio e per la sua autostima. 😉

    Lettoreambulante (che ammiro e seguo) si lo è per esempio ma non si nasconde, e le sue recensioni o consigli sono sempre cosi soavi e dolci da essere quasi sussurrati.
    E poi concetto fondamentale e basilare di ogni professione, a mio parere. è l’empatia, soprattutto per un “suggeritore di sogni” quale è il critico (mi piace definirlo cosi) . Ma anche questa è questione di sensibilità.

    Tutto questo alla fine è secondaria alla 1° legge del lettore e cioè che
    “il lettore è sovrano” ed il suo giudizio inappellabile (con uno o più aggettivi)

    PS : Bellissima la poesia di Paola- polissena che a sensibilità ne ha da vendere.
    PS del PS : Rosamavi ,Antonellina ed altri dove siete??

    Un sorriso 🙂

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  40. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Francamente non riesco a capire perché una banalissima proposta come quella di far capire anche lontanamente perché un libro ci entusiasmi o ci disgusti o semplicemente ci piaccia abbia creato tanti fastidi, irritazioni, punti di domanda, espressioni onomatopeiche, messe in campo di Tolstoj, etc.
    Certamente potremmo anche decidere di esprimerci solo con emoticon o con il segno del pollice verso, come fanno molti utenti delle varie forme di opinionismo istantaneo che ci sommergono dovunque; ma, forse noi tutti non abbiamo (un po’ ) studiato anche l’italiano, in misura almeno tale da consentirci di usare poche parole per non dire solo: orribile! Schifoso! Esaltante! Non ci saremmo reciprocamente più utili? (Si potrebbe obbiettare: e chi ti ha detto che vogliamo esserci utili? E se volessimo solo sfogarci? Capirei l’obbiezione, solo che io non sentirei, allora, il bisogno di seguire un blog fra lettori).
    Era questo, il senso della mia (spero garbata e sicuramente banale) proposta; che comunque ritiro.
    FC

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  41. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina,
    nessuno ha parlato di Format! Io dicevo giusto due parole in più per consentire a tutti di capire e di rispondere, è un altro discorso! Nessuno ha proposto qualcosa che possa andare a discapito dell’immediatezza o ledere l’istintività dei nostri commenti!

    @Felice Celato, ripeto, la tua proposta io la davo quasi per scontata perché, altrimenti, come facciamo a capirci?

    Ciao a tutti
    Mariangela

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  42. Avatar antonellina
    antonellina

    @Jez mi hai fatto tanto ridere con il tuo “semplicemente orribile” e per me sei stata semplicemente chiara! Ma @Felice Celato: la tua proposta, per niente banale, perché ritirarla? Un pochino permaloso? @Adour: tu sempre solare, anche in mezzo agli acquazzoni. Io come te, anche se non sono pugliese 😉 p.s. sto finalmente leggendo di I. Yalom LA CURA SCHOPENHAUER.

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  43. Avatar carloesse
    carloesse

    La proposta di Felice (ora ritirata) mi pare più che altro un invito, peraltro assai ragionevole. Anche in passato (se non mi sbaglio) l’argomento era stato già messo in ballo. Poi (come sempre, e come è giusto che sia dato che qui nessuno vuole imporre niente a nessuno) ognuno si è regolato come meglio ha creduto.
    Un invito resta sempre un invito. Senza bisogno di venire ritirato o confermato.
    🙂

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  44. Avatar cristina
    cristina

    Dai, non facciamo a non capirci… almeno sulle cose piccoline.
    appunto come ben dice Carloesse ( ciao!) ognuno si regola come vuole. Era solo per non far sentire in colpa – si fa per dire – Jez… che aveva liquidato il libro con due sole parole. Efficaci peraltro.
    Si poteva aggiungere- che so – storiaccia, mal scritto, inverosimile, noiosissimo, ma avrebbe realmente aggiunto qualcosa?

    Era anche per non far sentire “obbligatorio” nulla.
    E anche per “ruzzare” un po’ – come dicono qua dove abito io ( sapeste che strana lingua usano i toscani….)
    certo un invito è solo un invito… ma si vede che qualcuno/a ci ha sentito una sorta di …piccola forzatura ( Mariangela, siete seriosi tu e Felice celato, era per quello forse che pareva un po’ forzato…. il bisogno di una motivazione… ) . Non te la prendere, si gioca a volte, felice…

    @Felice Celato sembri una persona biosgnosa DI NORME E REGOLE, MI SA CHE C’è STATO UN PICCOLO SBUFFO…ma nulla di s erio e non prendertela, a volte si parla anche per parlare, un po’ avvitati su se stessi.
    E’ un blog fatto di persone, è anche il modo di tirarsi la palla, già te l’avevo detto… ciao
    e la prossima stromcatura vedrai che sarà sostanziatissima

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  45. Avatar camilla
    camilla

    @felice celato, hai più che ragione, caro felice. Avrei voluto subito rispondere alla tua prima saggia proposta che, forse, ho provocato io, ma Jezabel è talmente divertente e spontanea che il suo “semplicemente orribile” , in quel caso, non era lo stupidissimo mi piace, o pollice verso , a cui mi viene sempre da pensare, altrettanto banalmente “che mi frega?”. Certo che io scrivo qui proprio per raccontare il perchè un libro mi è piaciuto e leggo con attenzione chi dice qualcosa dei libri di cui parla.Qualcosa di personale, di sincero, di sensazionale e non ovvio, tanto meno “accademico”, o spocchioso o, e succede talvolta, ideologico, scontato oppure, come dici tu , integrato. Ho appena letto un libretto un tantino balengo,GUARDATI DALLA MIA FAME Nottetempo ed. Perchè l’ho letto? Perchè metà è scritto da Milena Agus, che trovo sia una scrittrice originale, acuta, fuor di misura intelligente, arguta e sincera, ma sincera, sincera e da tanto non leggevo qualcosa di questa perla rara nel panorama letterario italiano.. L’altra metà è scritta dalla Luciana Castellina che si prende sempre un po’ troppo sul serio e che ho solo sfogliacchiato tanto per, ma non leggerò. GUARDATI DALLA MIA FAME racconta un episodio terribile accaduta ad Andria, in Puglia, nel 1947. La Agus ne racconta la parte che la storia non può raccontare: immagina le sorelle Porro,donnine del loro tempo, nella loro quotidianità fatta solo da piccole,ma proprio piccolissime virtù. Non fanno male a nessuno eppure verranno linciate letteralmente da una fiumana di povera gente assatanata e furente,Agus ne fa un piccolo romanzo, dove l’assurdità della tragedia rende le sorelle Porro persone speciali e indimenticabili. La Castellina racconta la parte storica, appunto.dove tutto perde , per me, ogni interesse, diventando uno dei tanti fattacci sporchi provocati dalla miseria, dall’ignoranza, dalla violenza che si scatena in molte circostanze.Ciao Felice. e ciao a tutti. con particolare riferimento @adour, sempre adatto a salvaguardarmi dai terreni troppo minati.vorrei la faccina ma non mi viene più :0

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  46. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Dei tre libri di Irvin Yolam che ho letto (Le lacrime di Nietzsche, Il problema Spinoza e La cura Schopenhauer), il terzo, quello che sta leggendo Antonellina, è sicuramente il più pesante (tant’è che l’ho abbandonato a metà, cioè dopo 230 delle 460 pagine!), perché soffre – un po’ come gli altri due ma in misura assai maggiore – di una eccessiva prolissità (troppe pagine); ed inoltre di un monocorde assetto narrativo (la cronaca di una terapia di gruppo) francamente, per me, stucchevole. Immagino però che possa risultare più piacevole ai cultori della materia. Senz’altro il migliore mi è parso Il problema Spinoza, non solo perché il personaggio Spinoza mi interessa molto ma anche perché ho trovato molto felice l’ideazione del meccanismo narrativo (“il problema Spinoza” per i nazisti); fermo restando che anche per questo un sano esercizio di forbici sarebbe risultato opportuno. Tutti e tre i libri costituiscono comunque un interessante esperimento divulgativo, attorno a personalità, in fondo, poco conosciute.
    FC
    PS: non sono affatto permaloso; sto solo cercando di trarre il massimo giovamento dai suggerimenti di altri lettori intelligenti. Senza arrecare disturbo, naturalmente, e senza la pretesa di “dettare” regole (a che titolo, poi?)….anche se, come nota la nostra Cristina-Dolores (Ibarruri), le regole non mi dispiacciono…

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  47. Avatar maria-teresa

    Ciao,sto leggendo ora ‘Le lacrime di Nietzsche’ e mi interessa molto,mi piace.E’ stata l’occasione per leggermi qualcosa anche degli scritti di Lou Salome ,di cui sapevo ben poco.Ciao a tutti ,buone letture se fate weekend

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  48. Avatar rosamavi
    rosamavi

    Ciao a tutti! In questi giorni ho terminato la tripletta OLIVE KITTERIDGE, ROSA CANDIDA E MANCARSI. Purtroppo ho davvero poco tempo per leggere, ci metto tanto a terminare un libro, e noto che questo, a volte, fa sì che il libro non mi prenda del tutto o che ne perda tratti essenziali, essendo così distanti inizio, corpo centrale e fine. La Strout all’inizio mi ha lasciato perplessa, trovavo molto slegati tra loro gli episodi del paesino di provincia. Ma alla fine mi ha lasciato un senso di calore, racconti di gente semplice ma scritti in modo profondo. ROSA CANDIDA, Cristina, è proprio come dicevate: grazioso, fresco, “giovane” (i protagonisti sono due poco più che ventenni), le descrizioni della bimba molto dolci (sarà che sono ancora nel mood di bebè, avendo la piccola di due anni), però forse non lo annovererò tra i migliori del 2014. @Adour: MANCARSI…che dire, mi ha un po’ intristito, non amo forse le storie di persone che si sentono sole, di storie d’amore finite male, forse è un po’ troppo possibile come scenario, non so se mi spiego, vicino a noi, alle storie di tutti o quasi arrivati alla mezza età o dintorni. Ora ho iniziato, SPERO, un libro che mi darà grandi soddisfazioni: TU NON SEI COME LE ALTRE MADRI, di Angelika Schrobsdorff, sono certa che lo conoscerete tutti, visto che leggete come dei forsennati! 🙂
    Una buona serata a tutti.
    Rosa

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  49. Avatar cristina
    cristina

    Dolores Ibarruri è stata una grande rivoluzionaria spagnola, figura femminile di altissimo livello e di notevole coraggio. Avercene, di esempi così…. ( mutatis mutandis)

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  50. Avatar cristina
    cristina

    dimenticavo. BUON PRIMO MAGGIO!!!!!

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