I libri più belli, letti nel 2014

Con qualche settimana di ritardo rispetto alla stagione, eccoci con il post che dovrebbe avviare la discussione sui libri più belli, letti nel corso di questo 2014. Anche il post dello scorso anno, come e più di quello degli anni precedenti, è stato un grande successo. In particolare, in quello del 2013 si è accentuata…

L’immagine è di Christopher Myers, presa in prestito dal sito web del “New York Times”, pagina delle opinioni del 16 marzo 2014

Con qualche settimana di ritardo rispetto alla stagione, eccoci con il post che dovrebbe avviare la discussione sui libri più belli, letti nel corso di questo 2014.

Anche il post dello scorso anno, come e più di quello degli anni precedenti, è stato un grande successo.

In particolare, in quello del 2013 si è accentuata la tendenza a generare flussi di discussione laterali e autonomi rispetto al corso principale. Digressioni che in realtà hanno reso la discussione decisamente ricca e varia: una specie di gruppo autonomo di analisi e autoanalisi delle letture, degli autori, dei lettori. E forse delle vite coinvolte.
Insomma, grazie a tutti.
Speriamo che anche questo 2014 ci porti letture, libri e discussioni memorabili.

Come sempre, usiamo i commenti

Un abbraccio

Aggiornamento: comincio a citare qui autori, titoli dei libri citati dai lettori nei commenti. Portate pazienza perché sono talmente tanti che ci metterò un po’ a mettermi al passo. Li elencherò in ordine alfabetico di autore.

Elias Canetti, “La lingua salvata”
Eugenio Corti, “Il cavallo rosso”
Mathias Enard: “La via dei ladri”
William Hopson, “I mocassini di sangue”
Stephen King, “L’ ombra dello scorpione”
Irene  Nemirovskyi, “Il Signore delle anime”
John Williams, “Stoner”

 

 

 

Commenti

2.606 risposte a “I libri più belli, letti nel 2014”

  1. Avatar cristina
    cristina

    il duca è il duca – non ce n’è , uno dei cantanti più eleganti mai visti. strana creatura, ambugua e androgina, ma affascinantissima

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  2. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Ai cultori del genere ( io non lo sono) segnalo tre romanzi “erotici” che mi è capitato di leggere in queste ultime settimane:
    Eric Emmanuel Schmitt: La giostra del piacere (edizioni e/o)
    David Vogel : Romanzo viennese (Giuntina)
    Bernard Malamud : Le vite di Dubin ( Minimum-fax)
    Li ho messi in ordine di (mio) gradimento. I tre autori sono scrittori di grande spessore: Schmitt ( secondo me veramente geniale) ha una sensibilità metafisica che emerge, singolarmente, qua e là anche nel romanzo “erotico” che ho appena citato; Vogel (1891-1944 ad Auschwitz) è una scoperta recente, lo direi di “scuola” ed ambiente Rothiano ( inteso per tale l’ambiente storico ed “etnico” di Joseph Roth); Bernard Malamud è un narratore profondo, ironico e a tratti anche divertente; il libro, però, forse non regge le quasi 600 pagine ( stimate, perché l’ho letto in e-book e le pagine sono difficili da calcolare).
    In sintesi estrema: La giostra del piacere va letto ( come tutti gli altri libri dell’autore, da Il Vangelo secondo Pilato a La parte dell’altro etc), anche superando un qualche fastidio da erotismi vagamente ….estremi; gli altri due, diciamo, forse anche.
    FC

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  3. Avatar adour

    @felicediesserti nascosto: se non sei un cultore del genere, (erotico giusto?) e nel giro di 2 settimane ti sei beccato 3 romanzi per cultori del genere (mi pare erotico) beh allora devi essere “sfortunato”. 🙂
    Ma davvero metteresti Malamud e le sue VITE Di DUBIN nel girone dei lussuriosi? per cosa ?per aver incontrato fanny, cosi bella, cosi giovane, cosi generosa, per aver finalmente raggiunto ciò che molti anelano, ma non ammettono ,il Piacere . Ma il genio di mallamud è dato dal fatto che, tutto questo avviene, non nell’ombra, ma nella luce splendente di David Herbert Lawrence.

    @Cristina: abbiamo un punto d’incontro? Enientedimenoche il Sig Bowie. Di questo passo finirai per innamorarti, perdutamente di me !

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  4. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    No, Adour, nessun girone lussuriosi, ma, Lawrence o no, per 600 pagine il biografo Dubin se la spassa fra la moglie Kitty e la bella Fanny, con invidiabile tenacia e dovizia di situazioni….
    Poi, pensa al paradossale finale……quasi boccaccesco…
    Comunque, si tratta di tre bei libri e non mi considero sfortunato ad averli letti; semmai è buffa la sequenza ( casuale) con la quale ho affrontato….il tema.
    FC

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  5. Avatar editalara

    sempre illuminante Ryszard Kapuściński, avevo trovato bellissimo “in viaggio con Erodoto” così ho letto nel weekend la breve raccolta di conferenze “L’altro” .
    la nostra umanità grandiosa e misera..
    E l’immagine dei bimbi che si guardano le dita dopo averlo toccato per vedere se sono sbiancate è un’istantanea indimenticabile.
    @Adour, attenzione, Cristina rigetta le “seduzioni internettiane” ! ma concordo con lei che Bowie è sempre Bowie.. con le sue splendide canzoni e persino nel lontanissimo film fantasy Labyrinth 😉

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  6. Avatar Stefano
    Stefano

    Ho terminato la “mia” lettura de LA VITA IN TEMPO DI PACE, “mia” perché si è interrotta a 80 pagine dalla fine, senza però che questo piccolo inconveniente possa pregiudicare il giudizio sul libro. Non è sicuramente un libro per tutti i lettori, è un libro per lettori esigenti, la scrittura stessa di Pecoraro non è delle più agevoli, senza essere però inaccessibile. E’ un libro privo di trama a parte qualche pagina centrale, composto dai ricordi del protagonista che, giunto all’età di 70 anni e alla fine della sua carriere lavorativa, traccia un bilancio della sua vita. E’ un libro di digressioni, su alcuni momenti storici dell’Italia (come le giornate di valle giulia e l’occupazione della facoltà di architettura nel 68 ad esempio, oppure sulla città di roma, mai sentito nessuno criticare la capitale, Pecoraro con intelligenza particolare ne mette in luce le brutture artistiche, tanto da essere stato paragonato a gadda), insomma un libro per chi vuole osare, per chi vuole leggere qualcosa di originale che vada al di là della solita storia con la sua trama e poco più. Ma non lo consiglio a tutti … adesso convinto da cristina ho iniziato PIAZZA DEL DIAMANTE, ne ho lette solo 60 pagine e mi sembra un gran bel romanzo, mi rende felice. P.s. ho letto la lipperini scrivere su facebook a proposito di stoner “un buon romanzo, ma non mi taglio le vene per questo libro”. Sono d’accordo con lei. Saluti e buone letture a tutti.

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  7. Avatar Stefano
    Stefano

    Resta il fatto che quello di Pecoraro a mio modo di vedere è il miglior libro italiano uscito nel 2014 fino ad adesso, può essere accostato a uno dei migliori libri di Busi o di Siti, quel genere di cose lì per capirci che oltrepassano il romanzo e sfiorano il saggio in certi punti (senza essere dei saggi). Sono libri particolari.

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  8. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @ Stefano
    Ho iniziato proprio oggi “Archeologia del presente” di Vassalli: dico male se affermo che, perlomeno a livello di periodo storico trattato, c’è un punto di contatto con il libro di Pecoraro? Tieni presente che non ho mai letto nulla né di Vassali né di Pecoraro.

    @Tutti.
    L’esordio del libro di Vassalli (ne ho lette una ventina di pagine) mi ha molto colpita per il modo scattante di introdurre la situazione e per la raffinatissima ironia di cui si dimostra capace. Per il resto, la visione di quegli anni mi sembra un po’ caricaturale. Ma, ripeto, ho letto troppo poco per un giudizio complessivo sull’opera; sullo stile mi comprometto subito: accattivante (nel senso positivo).

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  9. Avatar Stefano
    Stefano

    Sì, Mariangela, a livello di periodo storico c’è sicuramente un punto di contatto. Il libro di Pecoraro inizia col parlare del presente e, come dicevo è una narrazione a ritroso, arriva fino all’immediato dopoguerra.

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  10. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Molti libri di Vassalli (non tutti,secondo me) sono molto belli; in particolare, però, (sempre secondo me) Le due chiese, un romanzo storico (ancora!) di qualche anno fa.
    FC

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  11. Avatar adour

    Ok la cornice azzurra fa molto FB…… ma
    Luigi la cornice nera qui a sinistra è funerea!!!!
    @editalara : Non potrei mai. Ma l’aver scoperto un punto in comune è stata una sorpresa
    Ma perchè non ci dici di più? per es.
    Il tuo film preferito?
    la tua canzone preferita?
    e naturalmente il tuo libro preferito .
    Se non sono internettivamente invadente
    Un sorriso 🙂

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  12. Avatar rosamavi
    rosamavi

    Terminato MOLTO FORTE, INCREDIBLIMENTE VICINO di Foer. Grazie @ Polissena e a tutti dopo di lei per averlo consigliato. Un libro che lascia l’amaro al pensiero di tutte le persone innocenti che da sempre muoiono o perdono persone amate per cause che nemmeno conoscono, figuriamoci condividerle! Ho guardato subito il film, che ritengo all’altezza: bravo il giovane protagonista che oscura, a mio avviso, Tom Hanks e Sandra Bullock! @adour: confesso, non so a che personaggio ti riferissi: nel libro avrei scelto la nonna, sempre presente, che capisce l’unicità di questo nipote “speciale” e lo asseconda, che vive la sua storia d’amore intermittente con una flemma invidiabile, e la capacità di riprendere un marito fuggitivo senza una parola dopo anni. Nel film, invece, hanno reso più affascinante la figura del nonno, ma in realtà io le fughe mica gliele ho perdonate!….Ma chi era il tuo?
    Ho poi letto LE VERGINI SUICIDE di Eugenides. Romanzo angosciante, ma che ho apprezzato, e che mi ha ricordato certe atmosfere di CARRIE di Stephen King. Da mamma di due (futurissime) adolescenti, fa molto pensare quanto danno possono arrecare genitori ottusi che credono di agire per il bene della prole e che non si accorgono del malessere di 5 (cinque!) figlie! Ora ho iniziato OLIVE KITTERIDGE, ma sono sempre in ritardo rispetto a voi, che conoscete questi titoli da anni…sono come quei bimbi che non sanno le canzoni e cantano solo l’ultima parola delle frasi! 🙂 Abbiate pazienza, ma mi fa piacere farmi sentire ogni tanto!
    @cristina: sto leggendo a rilento (in borsa) ROSA CANDIDA, ti farò sapere!
    A tutti, una buona serata.
    Rosa

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  13. Avatar cristina
    cristina

    @ rosamavi, sono contenta, si, dai fammi sapere – è un libretto pieno di grazia sottile e delicata.
    Poi quando vorrai – di Eugenides puoi leggere MIDDLESEX che a me era piaciuto parecchio pareccchio. saga insieme di una famiglia greca immigrata negli States e ,sopRattutto, vicenda singolarissima di un adolescente alle prese con una sessualità fuori dal comune, UN GRAN BEL LIBRO CON DELLE RIDONDANZE MA DAVVERO PECULIARE.

    a ME AI TEMPI OLIVE kITTERIDGE NON MI AVEVA FATTA IMPAZZIRE, cAMILLA INVECE LA OSANNA…VEDI COME SIAMO? diverse (e meno male)
    sorry mi è partito senza volere un terribile maiuscolo..

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  14. Avatar cristina
    cristina

    @stefano. come sono contenta, non puoi sapere – e meravigliata, ma sul serio –
    Non tanto del fatto che io possa averti convinto ( ma come ho fatto?) a leggere LA PIAZZA DEL DIAMANTE, ma perchè dici che ti fa felice. E’ un pizzo, un ricamo, un libro sontuoso e solo molto apparentemente semplice.

    Semplice non è – anzi è un libro decisamente raffinato – e stilisticamente è un vero capolavoro ( tutto un discorso indiretto comeun fiato di corsa, sempre lei – colometa – a palrare di una folla che descrive coi suoi piccoli gesti, le bilancine, le scarpe come un sorso di latte, le aragoste ,le colonnine del letto, e il lezzo dei colombi…e i suoi colori così speciali e poetici, e i dettagli dei vestiti … (Rodoreda ha anche fatto la sarta per mantenersi in esilio in Francia, quando parla di tessuti e ricami e colori si sente la sapienza di chi conosce) . e i bambini… e lui dietro alle sue manie, prima i colombi, poi sulle barricate…

    ah… e quel vento della storia che fa capolino all’improvviso a scompigliare quegli anni giovani (siamo nel 36, la felicità della Repubblica spagnola e poi il precipitare…)…
    Basta. vedrai da solo, ma devo dirtelo: è un libro estremamente femminile, ma proprio tantissimo. Con uno d ei finali più strepitosi che io abbia mai letto.

    Sarò lieta di sapere il seguito, Se permetti ti do un consiglio: non correre, nelle pagine ci sono pieghe di tesori molteplici, e un ritmo interno tutto particolare con punte quasi visionarie.
    Stai leggendo IL LIBRO del mio cuore ( lo è da anni oramai).
    già solo per questo ti dico grazie

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  15. Avatar Stefano
    Stefano

    In realtà avevo sentito Sergio Garufi parlare molto bene e tante volte di La PIAZZA DEL DIAMANTE e siccome tengo sempre conto dei suoi consigli lo avevo messo già messo in lista (non tengo invece conto del concorso del libro dell’anno a fahre), adesso ho sentito anche te parlarne e mi sono deciso a leggerlo. Con soddisfazione. Bel libro davvero. Consigliato. (Di Sebastiano vassalli avevo letto e molto amato LA NOTTE DELLA COMETA, un romanzo biografico su Dino Campana).

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  16. Avatar adour

    Ciao @Rosamavi : sei stata assente ingiustificata per molto tempo. 🙂
    Sveliamo l’arcano
    Il mio personaggio è stato Mr Black il raccoglitore di sassi. Anch’io sono un raccoglitore di sassi, ogni posto,o luogo in cui sono stato è rappresentato da un sasso, sapevate che anche i sassi hanno un anima, un suono, un odore e spesso un grido.

    Quello che mi ha colpito però di Mr Black è stato il suo chiudersi alla vita, dopo aver vissuto tanto, il suo dolore, il suo tormento, per non esserci stato, per essere rimasto in vita, dopo di lei. E quel letto fatto di alberi, e quei chiodi, che ogni mattina piantava nel suo interno, unico testimone di un altro giorno di dolore.

    Di J. Eugenides ti consiglio vivamente MIDDLESEX di incantevole bellezza, forse uno dei più bei libri letti, per originalità e poesia.

    Rosa candida Nooooo di una noia mortale mai arrivato a pg 30. Ma ora capisco perchè non mi è piaciuto 😉

    Un sorriso a tutti

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  17. Avatar rosamavi
    rosamavi

    Mr Black, potevo arrivarci! L’assenza era giustificata dal discorso molto interessante sulla questione istriana che si era dipanato, e dalla mia totale ignoranza a riguardo! Già detto in precedenza, siete “troppo” per poter sempre intervenire senza paura di sfigurare (lo dico in senso buono!). Leggerò MIDDLESEX, ma tra un po’, non mi piace molto affrontare serialmente gli autori. Notte a tutti.

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  18. Avatar cristina
    cristina

    @rosamavi
    quando l’avevo letto, mesi fa, avevo scritto questa cosina su ROSA CANDIDA….
    Dunque Olafsdottir Rosa candida.
    Libretto che ha vinto un sacco di premi in Francia.
    Grazioso, fresco, puro, semplice. Ma si legge volentieri. Lui è islandese coltiva rose, ha i capelli rossi ( e già qui….) è giovanissimo e gli capitano una serie di cose strane, la più strana è di ritrovarsi padre dopo una scopata di una sola notte casualissima. Un libro sull’interiorità, la paternità, l’amore e la gentilezza ( E ANCHE SUL CUCINARE).
    Sull’essere impacciati, su un frate cinefilo, sui giardini antichi e sulle bambine biondissime.
    Un incantevole piccolo libricino, nulla di travolgente, ma molto delicato.

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  19. Avatar camilla
    camilla

    Probabilmente mi sto ripetendo ma penso che “il mi piace” o il “non” relativo a un certo libro&autore, non sempre sia un giudizio di valore, spesso non è un giudizio sull’opera e il suo creatore, ma sul gusto personale. Una specie di feromone (o ferormone), come succede tra persone. La stima, l’ammirazione non sono coinvolte affatto, è l’attrazione chimica che fa il gioco. Con i libri, con i cibi, con le persone, con i paesaggi e gli animali e le piante e , perfino i fiori, le piante, i quadri, i film, le lingue morte e quelle vive. Io , a scuola, un millennio fa’, amavo il greco e non il latino. amavo la pasta asciutta col pomodoro e odiavo quella col ragù: quando tornavo a casa affamatissima e c’era la pasta col ragù facevo una scenata di disperazione a mia madre.tutte ste cose qua: bisogna tenerne conto anche nel parlare di libri.E ci sono anche i giudizi, motivati, sul valore di un’opera letteraria.
    @adour – fai raccolta di sassi? Che Rosa candida sia un romanzo gradevole è una questione di gusti. Dopo averlo letto con gran piacere, lo ho amato per un tempo della durata simile al tempo messo a leggerlo. Come un gelato. una bibita dolce. Forse la sua grazia e, al tempo stesso, la sua debolezza, è che l’ha scritto una donna. Se l’avesse scritto un uomo sarebbe stato un piccolo evento. Per una donna è un libretto del “come vorrei, ma non è mai”. No??@ rosamavi. non credo proprio che tu abbia qualche chance in meno di nessuno, cara rosamavi, si parla sempre di quello che si conosce e si tace di quello che non si sa, tutti quanti.Baci.
    Eugenides è certo un grande scrittore. anche” Il matrimonio” (titolo esatto non ricordo) è potentissimo. Può essere pesantino, come delle ottime salsicce. ma ottimo.Lo si legge piano piano ma non lo si dimentica….per niente.

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  20. Avatar rosamavi

    @camilla: ti ringrazio per l’incoraggiamento, ma grazie a voi sto conoscendo tutto un mondo intorno ai libri che in più di 30 anni di letture non avevo molto coltivato, ovvero il post-lettura con impressioni, critiche, collegamenti che da sola davvero non saprei cogliere!
    Per Eugenides ho trovato questo thread, su “La trama del matrimonio”:
    https://gruppodilettura.wordpress.com/2012/01/31/la-trama-del-matrimonio-jeffrey-eugenides/
    Ciao a tutti!

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  21. Avatar cristina
    cristina

    ciao @Cam e ciao Rosamavi….
    concordo su tutto quello che hai scritto camilla d’oro, ma non su La trama del matrimonio. Un libro che ho trovato pesantissimo, indigesto, ,assolutamente inutile (cosa ci dà? ci dice qualcosa su una società statunitense snob e confusa degli anni 70/80 nulla di più) e soprattutto….per nulla sul tema del matriimonio!
    Un avvitamento su alcol, droghe, psicosi, depressioni, malesseri mentali… infantilismi….si, ok, ma anche grazie NO. ossia a me la tematica non interessa minimamente.
    Un libro di malesseri, di destini scoppiati e inerti, di genitori troppo permissivi, di perbenismo e di un grande amore ( non quello del matrimonio).
    Mi ricordo una sensazione di grande tristezza e sconforto e anche un’incazzatura: ma a me di questi balordi borghesi inetti e infantili…. che mi importa?
    Ora leggerò il link qui sopra, perchè volevo serbare intatto il mio ricorso.
    baci
    (i sassi, li raccolgono moltissime persone, soprattutto stranieri ( ma non solo)… figurati ….pure io, e di ognuno so da dove viene e con chi ero… siamo tutti un po’ uguali, ahimè e per fortuna)

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  22. Avatar cristina
    cristina

    era ricordo, (non ricorso, ma perchè non rileggo?).
    Qui Fofi, moderato, su La trama del matrimonio
    http://www.internazionale.it/opinioni/goffredo-fofi/2012/02/14/sentimento-primario/

    io di Fofi ho grande stima e lui – fra le righe, in fondo mi pare dica quello che io penso . non lo dico mai di un libro, ma La trama è …un libro palloso!

    si citano strutturalisti, e linguisti, e pensatori, e dibattititi pseudo colti fra intellettuali e riferimenti di 30-40 anni fa. davvero del tutto ininteressante per me, passato impolverato
    ( Camilla, ma che ti piacque di questo libro? sarai strana)

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  23. Avatar camilla
    camilla

    @cristina –LA TRAMA DEL MATRIMONIO di Eugenides è un bellissimo romanzo tutto imperniato sul grave e , purtroppo, non raro caso di bipolarismo o schizofrenia. Il terribile problema del proprio caro, o cara, malato di questo tipo, è dilaniante per la coppia. Ho una carissima amica con questo problema e conosco molti casi di questo genere (per del volontariato che ho fatto per diversi anni)Eugenides tratta da grande maestro una storia esemplare. Forse non è un libro per divertirsi, o per ritrovare i soliti sentimenti che hanno riempito la nostra storia personale, forse quel “borghesi” che , spero, ti sia scappato la dice lunga. Il fatto di Fofi, per me, da tanti anni non fa testo. E’ rimasto legato all’epica dei suoi anni ruggenti e non si è accorto che il mondo, per quanto piccolino, è assai più vasto e complesso di quanto i vecchi armamentari della sua mistica gli permettano di comprendere. Ricorderò sempre una tua frase, per per inconcepibile e, per me, un tantino dolorosa . quando ti parlai di LA VITA ACCANTO di Mariapia Veladiano, e ti dissi della piccola Rebecca e della sua storia, della ricchezza letteraria del romanzo , eccetera tu mi scrivesti che , malgrado tutto la Rebecca viveva nel lusso, era una borghese e perciò tutte le sue disgrazie non ti commuovevano. Lo trovai triste,Ciao bella rossa, non volermene ti prego.

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  24. Avatar cristina
    cristina

    @ cara Cam, ricordi malissimo. e non te ne voglio.
    Non mi commuoveva come ne aveva scritto Veladiano che peraltro inventa un personaggio che nemmeno pare così bruttina come si dice e a cui impartisce un finale del tutto improbabile.
    Insomma mi era sembrato inverosimile tuitto quel dolore poggiava sul nulla o sul troppo poco.
    Borghese era la relazione malata e probabilmente incestuosa fra il padre e la zia… famiglie malate, borghesi di solito…..
    Come borghesi sono le lunghissime e noiosissime citazioni di Saussure o sartre o altri fancesi ne La trama del matrimonio di questo gruppetto di studentelli ideologicamente pieni di… un’aria che ora pare fritta..(menate intellettualoidi rende meglio l’idea)
    Sul bipolarismo so – per rapporti stretti e famigliari – moltissimo purtroppo. Bè non è quella roba lì, o non solo. Ma tant’è, vive la différencre.

    Mi spiace, ma Fofi è uno che la sa abbastanza lunga, almeno secondo me.
    baci nella diversità

    pssst per colpa tua sto leggendo Il primo volume de La recherche ( per merito tuo, volevo dire)

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  25. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Camilla

    Non ho capito bene il tuo commento delle h 8 di ieri. Mi è parso di intendere che, a tuo parere, stima e considerazione per l’autore con si mescolino a quella parte di giudizio che tu vuoi essere completamente istintuale, anzi, addirittura ormonale.

    Non penso che quando giudichiamo riusciamo a scindere in modo così netto le conoscenze dall’istinto, salvo chiamare istinto tutto quanto il nostro cervello – senza sapere né come, né quando – ha deciso di trattenere e di immagazzinare. Per quello che ho capito io, giocano un ruolo al fine della formazione del nostro giudizio, tanto le nostre esperienze di vita (secondo me, più quelle dolorose che quelle piacevoli), quanto tutti quegli elementi conoscitivi che hanno arricchito il nostro immaginario: le letture, i film, gli studi.

    Sono d’accordissimo che un autore possa piacere per come scrive (lo stile), ma che magari non se ne condividano le opinioni, la visione del mondo, questo sicuramente può accadere e accade anche a me. Per il resto io non penso che l’essere umano sia un marchingegno a compartimenti stagni: conoscenza, da un lato, istinto, dall’altro. Ritengo che dentro di noi tutto si mischi. Conoscenza e istinto vanno a braccetto e si corroborano a vicenda. Secondo me cercare di scindere la prima dal secondo sarebbe come cercare di dividere, dopo averli mantecati assieme, la pasta dal sugo (o dal ragù, anche se apprendo che non ti piace)

    Su Fofi invece sono sicura di avere capito bene perché il tuo giudizio è piuttosto tranchant. Ti dico quello che penso io: se tutti scrivessero, oggi, intendo dire ai nostri tempi, con la chiarezza, l’esaustività e, soprattutto con l’onestà intellettuale che a questo autore io non riesco a non riconoscere, non ci imbatteremmo tanto spesso in lavori scritti e pubblicati con scopi manipolatori o addirittura, più banalmente, con triviali finalità di cassetta.

    Leggo che sei ottimista e fortunata: scrivi “si parla sempre di quello che si conosce e si tace di quello che non si sa”. Magari capitasse a me di sentire sempre parlare solo quelli che parlano di ciò che conoscono, vale a dire, con cognizione di causa e competenza. In base alla mia esperienza – sto parlando in termini molto generali, i giudizi sui libri non c’entrano – i poco informati non tacciono mai!

    Ciao,
    Mariangela

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  26. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Proviamo ad elaborare su ampia scala quello che molto saggiamente dice Mariangela: “i poco informati non tacciono mai!”.
    Che succederebbe nel nostro quotidiano se a parlare fossero solo coloro che sanno bene quello che dicono? Elenco a caso una serie di fantastiche opportunità che ci si aprirebbero: (1) nel mondo ci sarebbe un grande silenzio (in Italia, poi, non ne parliamo!); (2) le poche voci “legittimate” a parlare ci darebbero un sacco di elementi su cui riflettere; (3) e noi avremmo più tempo per farlo; (4) e quindi saremmo anche dei cittadini-elettori più consapevoli e meno emotivi; (5) non occorrerebbe leggere tre o quattro giornali per capire, almeno lontanamente, qualcosa di ciò che sta avvenendo e dei suoi perché; (6) non ci sarebbero decine di talk show che io chiamo, meglio, scream show; (7) i telegiornali sarebbero brevissimi; (8) i giornali on line abolirebbero la turpe sollecitazione dell’opinionismo istantaneo dei lettori; (9) buona parte dei nostri politici tacerebbe e ci risparmierebbe la dose quotidiana di piccoli e goffi slogan. Etc. etc. E, venendo al “nostro mondo” (quello dei libri): (10) i risvolti di copertina sarebbero scritti da chi ha letto il libro che presenta.
    Questo ”decalogo” dei benefici del silentium ignorantiae potrebbe allungarsi a piacere….basterebbe applicarsi alla riflessione….senza lasciarsi distrarre da post come questo…
    FC

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  27. Avatar cristina
    cristina

    @ mariangela e…Camilla
    Goffredo Fofi e soprattutto – finchè c’era – la grande Grazia Cherchi (sua amica e compagna di molti viaggi intellettuali e letterari) sono stati fra quelli che mi hanno insegnato a leggere criticamente e ho verso di loro e della loro lucida intelligenza e enorme cultura un grande debito di riconoscenza.
    Camilla mostra del livore che deve avere qualche radice profonda verso un mondo che stigmatizza come “mistico” (anche di Giovanna Marini ha detto cose pesanti e forti…).
    Avercene, dico io, con Mariangela.
    Ma se non si è d’accordo si può anche dire con calma e distacco. Camilla che piaghe nascondi con tutta questa ira sprezzante?

    (ah nemmeno borghese si può dire… eh si che lo si trova persino sui ibri di testo di scuola! La cultura borghese -nata nell’800 – è quella assolutamente dominante – tuttora – nel mondo occidentale, come insegnano Freud, Marx e tutta la compagnia cantante che ha ben analizzato il nostro mondo giù giù fino ai nostri giorni…
    e non mi risulta che le classi sociali siano state abolite… si’ ora siamo tutti popolo e consumatori, ma sono scemenze e fandonie, suvvia che lo sappiamo bene tutti, santa pace)

    Nel caso di Veladiano, cara Camilla, ho trovato il libro non coinvolgente, brutto, implausibile ( solo una figura di pazzerella, la zia forse, non mi era dispiaciuta). Il finale poi mi ha fatto cadere le braccia. Quindi la mia personale pietas verso un caso di disagio umano c’entra come i fichi secchi, non mescoliamo i piani

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  28. Avatar Adour
    Adour

    Felice che mi piace per alcuni titoli scritti, ha dimenticato nel suo decalogo l’undicesimo evento

    11. Nessuno più scriverebbe su questo blog .

    Si perché al di fuori della pretenziosità di alcuni , nessuno di noi, qui scrive “con cognizione di causa e competenza.”
    Questo secondo le regole, spetterebbe più propriamente al critico letterario.
    E Se fosse cosi?
    Allora in questo blog, secondo i principi appena enunciati, solo Lui, il critico, il “deus ex machina” dovrebbe scrivere, e noi qui in rispettoso silenzio, stare ad ascoltare il suo verbo. Non ci sarebbe più un adour (lo sperate, eh?) una camilla, una cristina, una editalara,una dani, Mariangela, felice celato, e nemmeno Luigi (che non fai il critico vero?).

    Non ci sarebbero più “le persone”.
    Alla fine, Cosa sarebbe, questo blog, senza questa regola non scritta? Solo, un enorme spazio bianco, petulante.

    Lo confesso. Sono un anarchico rivoluzionario dell’ideologia assoluta, io penso, che in ogni persona, anche nel più umile, o illetterata, si nasconde una luce di verità, che io non ho compreso, che spesso non ho mai letto, in nessun libro, e che deriva dalla sua vita vissuta, che è unica, come per ogni essere umano. E questo, l’ho imparato da jamil. Ahisha, karima nadir adil aziza e tanti altri che non avevamo mai sfogliato un libro. Ma questa è un’altra storia.

    Tornando qui, penso, invece che Noi scriviamo nell’emotività del momento che quel libro quel racconto, quel personaggio ci ha lasciato, e quindi per la gioia di voler condividere, questa esperienza, con tutti Noi, e che in quel preciso momento rappresentiamo, i suoi compagni d’avventura.
    Perché leggere un libro è anche un avventura.
    Per questo invito sempre chiunque (e non mi stancherò mai di farlo) a scrivere, a parlare dei suoi libri, senza nessuna reticenza o nessun complesso (come spesso accenna la preoccupazione di Rosamavi) perché qui, grazie a Dio, siamo Persone. Ed io, ho ancora tanto da imparare dalle persone. Meno, molto meno da quelli che si spacciano per tali
    Poi tra l’altro non sono nemmeno d’accordo con @Mariangela ( lo sapevo sta dicendo ora tra se e se) sulla promiscuità tra conoscenza ed istinto. Ma io adoro la Ma cheriè et douce Camilla, ed è tardi e voi sarete affamati, per questo vi auguro un
    Sorriso con un Bon appetit 😉

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  29. Avatar editalara
    editalara

    vista la ricorrenza di oggi mi fa piacere ricordare un libro che ho molto amato della Duras, L’amante. uno dei pochi da cui è stato tratto anche un intenso e bellissimo film .
    @Adour la lista dei libri preferiti sarebbe lunga… di sicuro ai primi posti Cent’anni di solitudine, Le memorie di Adriano, Le città invisibili, Il signore degli anelli , La biblioteca di notte . e i tuoi?

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  30. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti, @Adour
    Proprio perché prevedevo manipolazioni e fraintendimenti, nel mio commento ho tenuto a inserire il seguente inciso:

    “– sto parlando in termini molto generali, i giudizi sui libri non c’entrano –“

    Che parlassi in generale e non mi riferissi a chi scrive su questo blog è quindi smentito anche da un’interpretazione puramente letterale del mio commento.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

    Piace a 1 persona

  31. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Rispondo ad Adour, senza voler alimentare nessuna polemica (che del resto sarebbe impropria da parte mia, ospite dell’ultima ora delle vostre gentili conversazioni); e poi, non sapendo chi sono Ahisha, Karima Nadir Adil Aziza etc non avrei nemmeno argomenti. Del resto non so nemmeno che cosa sia “un anarchico rivoluzionario dell’ideologia assoluta”(anzi, alcune di queste parole mi preoccupano!).
    Solo vorrei sommessamente osservare che per scrivere di un libro (come in gran parte si fa su questo blog) bisognerebbe (il condizionale è, apparentemente, d’obbligo) averlo letto. E francamente ho l’impressione che chi scrive su questo blog abbia di solito letto il libro di cui parla, cioè ne sia “informato”per dirla col termine usato da Mariangela; o, anche, ne sia a suo modo (anche personalissimo) competente, per usare il termine che ho usato io. Non è, infatti (e per fortuna!), questo, un blog di critici di professione; ma solo di lettori che hanno letto e maturato un giudizio, che amano condividere; e che, essendo i veri destinatari dello scritto, dopo averlo ricevuto e letto, sono assolutamente “titolati” a parlarne, con la competenza di chi l’ha letto, appunto.
    Provate a pensare a quante persone parlano di libri che non hanno letto (al di fuori di questo blog, naturalmente), di numeri che non conoscono, usando concetti che non padroneggiano, tranciando giudizi su cose appena intuite, dando voce alle pance e fiato alle trombe.
    Non so se io, nel rimbrotto di Adour, sono di quelli che si spacciano per persone, se interpreto bene il testo di Adour che, giustamente dice, da queste non avrebbe nulla da imparare (“Ed io, ho ancora tanto da imparare dalle persone. Meno, molto meno da quelli che si spacciano per tali
”). Con tutta franchezza, io una persona mi ci sento sinceramente, senza bisogno di spacciarmi per tale! E non credo, per questo, di avere alcunché da insegnare a chicchessia. Ma cerco di evitare di sentirmi persona parlando di cose che non so (nella nostra fattispecie: discettando di libri che non ho letto). Infine, cerco di non scrivere un giudizio su un libro “nell’emotività del momento”, anche se l’emozione è spesso una componente del giudizio (e nemmeno trascurabile o, tanto meno, disprezzabile).
    FC

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  32. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Vorrei segnalare a Cristina un libro di qualche anni fa (è del 2004 quindi, forse, non aggiornatissimo; in fondo il dott. Freud era morto da solo 65 anni e Marx da 121): “Che fine ha fatto la borghesia”, di Aldo Bonomi, Massimo Cacciari e Giuseppe De Rita (Einaudi editore).
    FC

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  33. Avatar Stefano
    Stefano

    Ma stiamo scherzando? Evviva la borghesia! A proposito di libri, ce n’era uno dell’anno scorso di cui non ricordo il titolo la cui tesi era che tutto ciò che di buono è stato fatto a livello sociale è merito della borghesia illuminata, cioè agli esponenti migliori di quella classe sociale. E per restare in ambito nostro, la stragrande maggioranza degli scrittori che ci hanno regalato i capolavori di cui godiamo erano nati e avevano vissuto nella borghesia. Il termine “borghese” per me non è né un insulto né un difetto, il contrario semmai.

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  34. Avatar Stefano
    Stefano

    O.T. per mettere il mi piace, bisogna essere loggati a wordpress?

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  35. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Felice Celato
    Ti chiedo una cosa, così dopo i romanzi lunghi, capirete che ho difficoltà anche con la lettura dei quotidiani (e non solo di quelli on line): tu parli di opinionismo istantaneo dei quotidiani on line. Me ne sai indicare qualcuno? Io, on line, come quotidiani leggo poco e niente, anche se sulle raccolte storiche di La Repubblica e del Corriere della Sera ogni tanto ricerco qualche autore di cui mi interessa avere notizie, trovo molto facilmente quello che cerco.

    @Cristina
    Di Fofi avevo letto nel 1999 il seguente titolo:

    G. Fofi, “L’immigrazione meridionale a Torino” con una prefazione alla nuova edizione, Aragno, [2009].

    Tu pensa che proprio adesso, cercandolo in rete per fare il copia incolla del titolo, ho trovato che hanno pubblicato una nuova edizione nel 2009.

    Ciao a tutti,

    Mariangela

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  36. Avatar cristina
    cristina

    @stefano.. mah, viva o no la borghesia è questione di tante cose.
    Certo molto ha fatto, e molto ha fatto male. Volevo solo dire che usare questo termine è questione obiettiva più che soggettiva. Esiste, c’è, c’è stata e la sua cultura è ben individuabile ( oltre che dominante), non pretendo nè trovo interessante qui tesserne o meno gli elogi.
    E’ la classe al potere da più di cento anni, con grandi meriti storici ma anche con infamie e colpe travolgenti (l’appoggio ai nazi fascismi ad esempio…no?)
    Chiaro che quasi tutti gli scrittori sono borghesi… gli altri fino a qualche decennio fa mica li mandavano a scuola (non vorrei ma mi tocca ricordare la lezione di Don Milani…).
    …” e tu che ci discacci, con una vil menzogna, repubblica borghese, un di’ ne avrai vergogna..,.”
    dice una strofa di Addio Lugano bella , magnifico canto anarchico scritto dall’avvocato ( borghese) del popolo Pietro Gori. Fine Ottocento. Altra storia, altre tempre. E qui proprio mi fermo. …

    Mi piacerebbe invece sapere se sei andato avanti con LA PIAZZA DEL DIAMANTE, questo, e le tue impressioni, mi starebbe a cuore sapere.
    Ah, i personaggi di questo libro sublime – loro no, che non sono borghesi, nessuno. Come non lo sono i protagonisti della canzoni di Faber
    Esiste anche altro, al di fuori….nel bene e nel male.
    Buona notte

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  37. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Certo, Mariangela: corriere.it; repubblica.it; ilsole24ore.com; lastampa.it; ilfoglio.it;avvenire.it; etc: ma anche: Lettera43.it; lanotiziagiornale.it; firstonline.info. Per limitarmi agli italiani e se ho capito bene la tua domanda. Quando parlavo della turpe sollecitazione degli “opinionismi ” istantanei dei lettori, mi riferivo, purtroppo, al corriere.it. Peraltro, ahimè, questo accade anche su qualche giornale on line straniero(per es Lefigaro.fr; telegraph.co,uk; etc)

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  38. Avatar Stefano
    Stefano

    Cristina, ho finito LA PIAZZA DEL DIAMANTE e l’ho letto con vero piacere (questo era il significato della parola “felice”). Un piccolo gioiello, un piccolo capolavoro. Come scritto un po’ ovunque, anche a me ha ricordato LA STORIA di elsa morante per l’ambientazione, i personaggi. La storia è avvincente, leggevo con la curiosità di sapere cosa sarebbe successo la pagina dopo (e non mi capita spesso), il libro non ha nemmeno un momento di fiacca, non è lungo, i personaggi sono belli e ben sviluppati e la lingua, la forza del romanzo, è unica, sublime. Sarebbe un libro perfetto per un gruppo di lettura, perché appassionerebbe i lettori e darebbe tanti spunti di discussione a chi ama parlare dei caratteri e delle psicologie dei personaggi (cosa che io preferisco non fare). Il mio invito è di leggerlo, non ne resterete delusi.

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  39. Avatar adour

    @Felicediessertinascosto, mi dispiace che tu abbia inteso la mia dissertazione, in alcuni punti, anche personale,(vedi i nomi) come un rimbrotto (non ne ho alcuna competenza), la mia invece era una considerazione sulla nuova civiltà da te ipotizzata, basata sull’autarchia della cultura, e dell’intelletto detenuta “dai pochi” e da te estasiata nel decalogo contro silentium ignorantiae .

    Personalmente, invece, rimango perplesso (è difficile spaventarmi), quando sento parlare di oligarchie del pensiero, nella storia (e sono sicuro tu ne sia appassionato) hanno sempre portato a derive di cui tu non puoi ignorare l’esistenza.

    Non mi piace il termine “pochi”, non mi piace “un giornale”, non mi piace “un telegiornale”, non mi piace “Un” .
    Sono sicuro che sai molto bene cosa significhi l’assioma “l’informazione è potere “ e che in molti paesi la sua detenzione comporti una feroce tirannia, non solo fisica, ma ancora più gravemente psichica, sulle persone a cui è impedito l’accesso. L’ho visto.
    Magari è facile pensare che questo, possa esistere, solo in alcuni paesi, cosiddetti sottosviluppati (sottoinformati) ma se ti guardi intorno ti accorgi che non è così.

    Io sono per la coralità delle “persone” E una persona per me non è solo chi ha una cultura, (borghese, giusto, visto gli alti costi) o ha letto un libro, o centinaia, inaccessibile ai più, (per questo trovo rivoluzionaria, l’idea del #librosospeso o del cross booking). Una persona,un lettore, secondo me è colui che ha un animo, “un uomo che fa”, come direbbe l’amico del giovedi di luiginter, e non presuntuoso e pigro.

    Per quanto riguarda le parole che ti spaventano, sono solo parole e le parole se dette da una persona ragionevole, perbene , sono un romantico, mi reputo ancora cosi, non dovrebbero spaventare, ma aiutare a capirsi, riflettere, e forse imparare, se si ha abbastanza umiltà, l’uni dagli altri. A me piacerebbe imparare da te, anche se non conosco nemmeno il nome.
    Per questo mi autodefinisco un “anarchico rivoluzionario dell’ideologia assoluta”, in pratica non accetto il potere (anarchico) e mi indegno (Rivoluzionario, perchè l’indignazione è rivoluzione) per un’unica (e sola) ideologia che si considera legittimata a prescrivere un codice morale e un’etica di comportamento che implichino diritti e doveri uguali per tutti gli uomini, plasmata in realtà solo sulla natura di alcuni e per alcuni.
    Anzi perché non parlarne più ampiamente… ben venga una diversità di opinioni
    Con cortesia e rispetto
    Un caro sorriso 🙂

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  40. Avatar cristina
    cristina

    @Mariangela! ( se non lo hai già letto) vedi, lo dice anche Stefano (grazie Stefano), LA piazza del diamante è il …libro giusto per te ( non lungo, e………maravilloso!).

    Vado in spagna per un breve week end a prender caldo, besitos entonces, a presto!

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  41. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Caro Adour, ho l’impressione, da quello che dici, che più a lungo parleremo più ci troveremo d’accordo su tante cose. Per origini ed esperienze sono proprio tutt’altro – ma tutt’altro! – che un aristocratico, anche se mi riconosco un certo debole per chi sa (e non ne abusa), diciamo, sommariamente, per le persone colte (nell’ordine: prima persone poi colte).Temo invece molto il diffondersi di quelli che io chiamo gli opinionismi, cioè le opinioni libere dalla conoscenza. Un dotto conoscitore della storia ebraica (Riccardo Calimani), una volta ha fatto una riflessione che, mi pare, avesse a che fare col diffondersi dell’antisemitismo e che provo a citare a memoria :”le parole diventano opinioni, le opinioni sentimenti e i sentimenti fatti”. Così mi domando che cosa può succedere, in questa sequenza, se le parole sono prive di fondamento? Ecco perché, forse esagitatamente, mi allarmo quando mi pare di ravvisare, in giro…per la città, opinioni disinformate o formate senza adeguata conoscenza. Se vuoi, prova a fare questo esercizio di “ascesi sociologica”: leggi le opinioni del pubblico (o della rete come si usa dire con astrazione corrente) su ciascuna delle notizie che compaiono sui giornali on line (o sui telegiornali quando cronisti sciocchi fanno domande sciocche ai “passanti”): sono convinto che ne resterai intimorito; sì, intimorito dal vagare di certe opinioni e sentimenti che rischiano di diventare fatti, come dice Calimani. [Nulla a che fare, credimi, con quanto corre su questo blog, dove persone appassionate di letture si scambiano le loro impressioni dopo aver letto il libro di cui parlano, e quindi: liberamente ed informatamente; e per questo, se non vi dispiace, mi piace leggervi e dialogare con voi, amici sconosciuti]
    Grazie tante e, spero, a presto.
    FC

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  42. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Felice Celato
    Non solo ci fa piacere leggerti, ma, nel mio caso, abuso delle tue conoscenze per insistere nel mio quesito. Forse non ho formulato bene la mia domanda, io mi riferivo a quanto tu dici “(8) i giornali on line abolirebbero la turpe sollecitazione dell’opinionismo istantaneo dei lettori” Quello che ti chiedevo io era un esempio di opinionismo istantaneo dei lettori, suppongo si tratti di rubriche o di blog su cui i visitatori lasciano i loro pareri sui fatti quotidiani. Tieni presente che per quanto riguarda la lettura on line, è come se stessi parlando con un’analfabeta, quindi abbi pazienza. Ti ringrazio se hai tempo di fornirmi ulteriori istruzioni.

    @Cristina proprio ieri mi sono recata nella biblioteca del mio comune per visionare (per ora non posso andare oltre alla visione, ma sto registrando tutto, non solo nel cervellino) qualcuno dei titoli che ho trovato citati su questo blog. Ho dato un occhio anche a “La piazza del diamante” e ti ho pensata e mi sono detta: vuoi vedere che questa volta hanno trovato un libro che va bene anche per una lettrice di narrativa non molto scaltrita come me! In questo senso avevo una richiesta da fare a voi tutti, ma la rimando a un’altra volta. Divertiti.

    Mariangela

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  43. Avatar cristina
    cristina

    ho ritrovato, facendo pulizia sul Pc, un commentino a LA TRAMA DEL MATRIMONIO che avevo scritto 2 o 3 anni fa sul Forum Leggere e Scivere del Corriere che ho frequentato per un po’.
    Per amor di finitezza lo riporto qua ( in particolare per Camillamilla)
    “Dunque , La trama del matrimonio, Eugenides.
    Un libro che non mi è piaciuto affatto all’inizio – farraginoso noioso, piatto, presuntuosetto, insomma faticoso- ambiente universitario borioso e malatuccio di snobismo, citazioni destrutturaliste, Saussure &co- poi vabbè parte finalmente a un certo punto, ma ci vogliono almeno 150 pagine di smaronamento (sorry!) iniziale.
    E cosa ci racconta questo libro?Ci racconta un caso clinico, una psicosi maniaco-depressiva. Molto bene ce la racconta, ci racconta di lui, Leonard, dei suoi deliri, della sua intelligenza acuta e affascinante e potenziatissima dalla malattia, della sua potenza psichica iperattiva, e poi delle cadute depressive, della mancanza di stimoli, dell’abulia, del sudicio in cui si rivolta. e della mogliettina- amante che gli va dietro, del perbenismo genitoriale, fino al distacco finale ( ma sarà vero distacco?).
    Un rapporto malato ci racconta. Non è un rapporto matrimoniale, è un rapporto a due, col matrimonio c’entra anche pochissimo.
    E poi ci racconta di un altro mezzo fuori di zucca che parte per il giro del mondo e va in India da Madre Teresa. e prega ossessivamente, e non si capisce perchè (e lui nemmeno).
    E poi sarà proprio lui a sostituire Leonard nella casetta di Madeleine, un fuori di testa mediocre al posto di uno geniale ma molto più ingestibile.
    Mah che volete che vi dica?
    Un libro che non si capisce dove vuole andare e cosa mi vuole dire.
    se si ha bisogno di capire cosa vuol dire un certo tipo di malattia mentale è anche utile perchè la descrizione è super centrata ed eccellente.
    Per il resto, io mi sono abbastanza annoiata.
    Aspettavo sempre che ci fosse una svolta che si parlasse di matrimonio, ad esempio, ma no. Giovani americani upper class (sostanzialmente) sbandati e sbiellati interiormente.
    Si vabbè, però troppe pagine solo per questo. MAH”

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  44. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Mariangela, fa così: vai sul sito corriere.it; per esempio, scendendo in basso, al settore Economia: in questo momento la prima notizia è “Job acts…etc”; apri la notizia (clikcaci sopra) e comparirà l’ articolo. Vai alla fine dell’articolo (in basso, sotto gli emoticons, le faccine) e “goditi” i commenti dei lettori. Poi fammi sapere che ne pensi.
    FC

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  45. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Eccomi qua, dopo un po’ di chiacchiere sociologiche, con due segnalazioni letterarie, mi pare di straordinario spessore, che candiderei entrambe ai primi posti nella mia personale hit parade del 2014.
    Il primo è un libro (L’Apostolo,editore Castelvecchi) al quale mi sono dedicato, per molte ore e per molti giorni, qualche settimana fa e che raccomando non solo ai lettori tenaci ma anche a quelli meno allenati che sappiano però gustare, magari poche pagine al giorno, una singolare biografia: la storia infatti, almeno a grandi linee, ci è nota e non si rischia, leggendone poche pagine per volta, di perdere il filo della narrazione.
    La biografia riguarda infatti l’Apostolo Paolo e – cosa che rende singolarmente interessante questo libro – è stata scritta, ormai molti anni fa (nel 1943), da un autore ebreo (Sholem Asch, polacco naturalizzato statunitense, vissuto fra il 1880 e il 1957) che, confesso, pur ritenendomi se non uno specialista almeno un appassionato cultore della letteratura ebraica, non conoscevo.
    E’ del tutto evidente che l’Apostolo Paolo costituisca, per i nostri fratelli ( e padri nella fede) ebrei, un personaggio scomodo, controverso, per qualche aspetto scandaloso; non a caso, leggo nella biografia dell’autore, questo libro gli è costato un pesante isolamento dalla sua comunità perché in fondo Sholem Asch si dimostra non solo profondamente affascinato dalla figura di Paolo ma anche un innamorato del Messia e dei suoi insegnamenti.
    Con la maestria narrativa propria della sua cultura e della sua esperienza di drammaturgo (il libro si legge con grande piacere, con la fluidità di un romanzo), Sholem Asch ricostruisce, in gran parte sulla base degli Atti degli Apostoli, delle lettere paoline e delle tradizioni storiche cattoliche, la vita e le avventure di questo titano della storia della fede che fu San Paolo, aggiungendovi non solo l’immaginazione del contesto ma anche il supporto di un’appassionata prospettiva intrisa, come è ovvio, di sensibilità religiosa ebraica.
    Proprio alla luce di questa, Sholem Asch focalizza la sua attenzione sul “dramma” del Fariseo figlio di Fariseo che, non solo si fa “scandaloso” Apostolo dei Gentili, ma scardina, con forza trascinante, il recinto della salvezza che il popolo di Giacobbe ascrive alla sua propria elezione.
    Ne viene fuori un affresco impressionante, da un lato, della macerazione culturale di una Chiesa nascente che fatica ad integrare la sua rilevantissima matrice ebraica con le prospettive universali del messaggio cristiano, mentre le radica nella cultura pagana di Roma e dell’ambiente tardo ellenistico; dall’altro, delle lacerazioni drammatiche che via via si producevano all’interno di quel pilastro del monoteismo che è stato l’ebraismo, fra tradizionalisti e “Messianisti Cristiani”.

    Il secondo titolo è Il Nazareno, sempre di Sholem Asch (Castelvecchi).
    Anche Il Nazareno, pur essendone non nuova la formula, è un libro straordinario, perché – con un lieve artifizio narrativo – riesce a riproporre il testo (rispettoso e commosso) di un’unitaria biografia di Gesù, riletta attraverso gli occhi di tre originali ri-narratori: un goy tipicamente romano (il braccio destro di Pilato), e due ebrei, Giuda Iscariota e Giovanni, un giovane fariseo –quest’ultimo– affascinato dalla persona del Nazareno. Ne viene fuori un racconto largamente fedele – nella sostanza – all’originale, o, meglio, agli originali testi sacri della nostra religione, ma in realtà intriso di prospettive culturali estranee al contesto cristiano ma da questo profondamente toccate.
    Inutile dire di più sulla storia narrata; menziono solo due o tre cose: la bellissima parte dedicata al periodo del “nascondimento” di Gesù (praticamente dall’infanzia ai 30 anni della sua vita), quando la coscienza della Sua missione prende corpo nel giovane uomo (un tema analogo è sviluppato, forse in maniera anche più suggestiva, da Eric Emmanuel Schmitt ne Il Vangelo secondo Pilato); le bellissime figure di Giuseppe D’Arimatea e di Nicodemo, i capi farisei affascinati da Gesù; e, infine, la ri-lettura delle dinamiche del processo, ovviamente in chiave ebraica e anti-sadducea ma certamente compatibile con la letteratura cristiana specialistica (vedasi, per tutte, l’opera interessantissima di Josef Blinzler: Il Processo a Gesù, di molti anni fa). Il tutto, condito da larghi scorci di contestualizzazione geografica, storica e culturale e da una verve narrativa estremamente efficace.
    Un solo ulteriore commento sulla struttura della affascinante sensibilità “cristiana” di questo scrittore ebreo: come del resto aveva fatto ne L’Apostolo (anzi qui con inevitabile maggior rilievo), Scholem Asch torna a sfiorare anche ne Il Nazareno il tema della “continuità” religiosa fra ebraismo e cristianesimo, arrivando a sintetizzarne l’essenza così: “L’unica differenza fra noi e loro (qui è il giovane ebreo Giovanni che parla, dopo la morte di Gesù) consisteva nel fatto che loro credevano che il Messia fosse già stato una volta sulla terra e dovesse ritornarvi, mentre secondo noi questo era impossibile….perché l’umanità non era redenta dal male ma piena di malvagità. Noi credevamo che il Messia dovesse venire, loro che dovesse tornare”.

    Ed ora, per almeno tutta la prossima (e per me molto intensa) settimana, credo che mi tacerò.
    FC

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  46. Avatar Mariangela
    Mariangela

    dall’altra parte ho sbagliato articolo, incollo qui sotto

    @Felice Celato
    Ti ringrazio per le tue istruzioni: ammetto che non conoscevo questa possibilità di lasciare commenti “in diretta” sui quotidiani “on line”.
    La mia opinione preferisco però esprimerla sui commenti a una notizia di una materia per me un po’ meno ostica dell’economia, ho guardato i commenti dell’articolo “Messico, Garcia Marquez in ospedale Il premio Nobel in gravi condizioni”.

    Breve riassunto dei quattro commenti trovati alla fine dell’articolo: il primo lettore sbotta affermando che non è una gran notizia; il secondo gli intima di tornare a guardare “il grande fratello”; il terzo si domanda perché lo scrittore non sia andato a Cuba a farsi curare (qui potrei essere io a non cogliere l’allusione perché di Marquez non so nulla e nulla ha aggiunto il commento); il quarto rende omaggio alle opere del premio Nobel colombiano affermando che erano “intrise” di fantasia.

    In effetti, cosa devo dirti, può sembrare snobismo, e può essere che anche la frase che sto per scrivere venga fraintesa, ma – almeno nel caso analizzato – non si può fare a meno di rimpiangere i tempi in cui, per scrivere, bisognava munirsi di carta e penna: c’era il tempo di ripensarci e quando andava bene, la scemata rimaneva nella penna. Grazie.

    @Cristina Ho letto dall’altra parte l’articolo sulla lettura di Grossman: ben scelto!

    Ciao a tutti
    Mariangela

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  47. Avatar adour

    Ciao @editalara : nella foga del cavalier errante, mi ero perso. Mi capita spesso, come il nostro cavalier errante per definizione Don Chisciotte della Mancia, beh io non ho la sua stessa magia, ma alcune volte mi piace combattere contro i mulini a vento.
    Certo che l’ironia di cervantes è qualcosa di sublime e sempre attuale..
    Qualcosa di ironico ed esilarante è Alan Bennet (molto british, però). Ho letto LA SOVRANA LETTRICE, NUDI E CRUDI.
    Ma quello che ho adourato è DUE STORIE SPORCHE spassosissimo

    Non ho letto “l’amans” ma ho visto il film di Jean-Jacques Annaud, bello, ma dalla fine scontata (gli uomini tornano sempre indietro, e talvolta solo per il piacere di sentirsi dire NO).
    Dei libri d’amore sono molto banale, ma il primo libro che mi viene in testa è “l’amore ai tempi del colera” del tuo autore preferito, gabo. Ma anche ORGOGLIO E PREGIUDIZIO NORWEGIAN WOOD e tanti altri
    Ultimamente anche MANCARSI come bignami del pensiero d’amore non mi è dispiaciuto.
    Ma dove invece penso di aver dato il meglio del mio “coupe de fronde” , è stata la scorsa settimana , quando ho comprato un libro economico dalla feltrinelli, solo per il titolo, solo per una frase, che a me pare bellissima e struggente “ CON TE FINO ALLA FINE DEL MONDO” di nicolas Barreau che non so assolutamente chi sia.
    Ma d’altronde qualsiasi scrittore che scrive un titolo cosi bello andrebbe comprato anche e solo per il titolo. 😉 Ma vi dirò.
    Hai letto 22/11/63 di Stephen king,? tra il fantasy e il thriller ti potrebbe piacere.

    Un soleggiato sorriso in un mare lucente 😉

    PS : C’è qualcuno di voi che vive sul mare? fiumi, torrenti,laghetti,pozzanghere, non valgono.
    @Rosamavi (rosa + 1° persona sing perfetto di amare) dove sei?

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  48. Avatar rosamavi
    rosamavi

    Eccomi! Adour, ho preso MANCARSI in biblioteca, era proprio lì sull’espositore mentre mi avviavo verso la biblioteca dei piccoli, mi è saltato in borsa da solo! 😉
    MA MAGARI VIVESSI VICINO A DELL’ACQUA!!!!!! Qui vicino c’è il Tanaro, ma non lo bazzichiamo molto…
    @Cristina e @Stefano: ho ordinato LA PIAZZA DEL DIAMANTE, sappiate che se mio marito mi sgrida vi citerò come colpevoli! Però credo nelle coincidenze, lo avevo in mente da un pezzo, ne avete riparlato, e allora dovevo assecondare il momento! Sto arrancando con OLIVE KITTERIDGE, forse la scelta di leggerlo in lingua originale non è stata vincente…e a proposito: Polissena? Dove sei finita? E Dani? E Vera? E tutte le vecchie glorie? Tornateeeeeeee.
    Buona serata a tutti!
    Rosa

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  49. Avatar Dani
    Dani

    I libri d’amore sono tanti e non so scegliere, ma suggerisco un libro “sull’amore” imperdibile che è FRAMMENTI DI UN DISCORSO AMOROSO di Roland Barthes. Qui ne hanno sicuramente parlato, non so chi e non so quando. Non vivo sull’acqua, sono una donna di collina e non potrei fare a meno di profili ondulati, ma il mare mi piace tanto!!
    @Rosamavi quale tratto del Tanaro abiti? Io qualche volta lo percorro in bicicletta. Ciao a tutti

    Piace a 1 persona

  50. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Brava Dani! FRAMMENTI … è una cosa pazzesca. Mi è stato regalato in un periodo di grandi cambiamenti da un’amica ed è ancora sul comodino, nonostante alcune definizioni siano ormai parte di me.
    Io sono una creatura del mare e del vento. Il fiume però può aiutare. Quando poi la nostalgia diventa cocente, vado a passeggiare lungo le sponde del Garda, in attesa di salmastri contatti.
    Ciao..

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