I libri più belli, letti nel 2014

Con qualche settimana di ritardo rispetto alla stagione, eccoci con il post che dovrebbe avviare la discussione sui libri più belli, letti nel corso di questo 2014. Anche il post dello scorso anno, come e più di quello degli anni precedenti, è stato un grande successo. In particolare, in quello del 2013 si è accentuata…

L’immagine è di Christopher Myers, presa in prestito dal sito web del “New York Times”, pagina delle opinioni del 16 marzo 2014

Con qualche settimana di ritardo rispetto alla stagione, eccoci con il post che dovrebbe avviare la discussione sui libri più belli, letti nel corso di questo 2014.

Anche il post dello scorso anno, come e più di quello degli anni precedenti, è stato un grande successo.

In particolare, in quello del 2013 si è accentuata la tendenza a generare flussi di discussione laterali e autonomi rispetto al corso principale. Digressioni che in realtà hanno reso la discussione decisamente ricca e varia: una specie di gruppo autonomo di analisi e autoanalisi delle letture, degli autori, dei lettori. E forse delle vite coinvolte.
Insomma, grazie a tutti.
Speriamo che anche questo 2014 ci porti letture, libri e discussioni memorabili.

Come sempre, usiamo i commenti

Un abbraccio

Aggiornamento: comincio a citare qui autori, titoli dei libri citati dai lettori nei commenti. Portate pazienza perché sono talmente tanti che ci metterò un po’ a mettermi al passo. Li elencherò in ordine alfabetico di autore.

Elias Canetti, “La lingua salvata”
Eugenio Corti, “Il cavallo rosso”
Mathias Enard: “La via dei ladri”
William Hopson, “I mocassini di sangue”
Stephen King, “L’ ombra dello scorpione”
Irene  Nemirovskyi, “Il Signore delle anime”
John Williams, “Stoner”

 

 

 

Commenti

2.606 risposte a “I libri più belli, letti nel 2014”

  1. Avatar adour
    adour

    Credete nel kharma (azione e conseguenza)? ebbene il generatore casuale di faccine secondo me è guidato (in alcuni casi) dal Kharma,
    Très chic très super 😛
    PS: mariangela e pensare che cominciavi a piacermi, ma non riesco a staccare lo sguardo dalla faccina 😉

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  2. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @adour Che non ti piaccia io o il mio modo di tentare di spiegarmi, è questione che non merita l’attenzione dei lettori del blog. Se a non piacerti fossero i concetti che ho cercato di esprimere in merito alla non facile questione posta da Cristina, potresti a mio parere chiarirne i motivi. Appagheresti la curiosità di tutti noi.

    Ciao,
    Mariangela

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  3. Avatar Maria Teresa Manghi

    Vero@Cristina?!Ora sto leggendo “VIVIANE ELISABETH FAUVILLE”,bello.-Una delle poesie piu’ belle lette qui ,mi sembra “Se dico donna”,postata l’8 marzo scorso da Renza,mi pare

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  4. Avatar cristina
    cristina

    @maria Teresa…non trovo questa poesia nè la data qui… me la riposti per favorese puoi ? Fauville nulla so…

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  5. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    @Cristina,scusa !8 marzo dell’ANNO scorso!Il titolo esatto e’ ‘La ballata delle donne’,E.Sanguinetti-avevo memorizzato il titolo cosi’-

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  6. Avatar camilla
    camilla

    @maria Teresa Manghi . ELISABETH VIVIANE FAUVILLE di Julia Deck , ed. Adelphi,è una specie di sussulto prolungato, di scoppiettare dell’emozione, è anche paura e apprensione, e senso di saturazione , al punto che a un certo punto ho chiuso il libro. Guardandolo di sbieco, con un certo rancore….Ma dopo una mezzora di randagismo prudente tra divani e vaghe ricerche dentro il frigo,lo riagguanto e ritrovo il segno e torno indietro di qualche riga, che magari mi son persa qualcosa e vado avanti , non dopo aver acceso qualche luce in più, un filo di turbamento…..fino in fondo.. e poi ho pensato : bello, originale, forte, molto brava. questa Deck, veramente assai. ciaociao

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  7. Avatar cristina
    cristina

    Merci a Maria Tersa che mi ha fatto conoscere questa poesia – forse non bellissima,secondo me, ma semplice e sincera ( e vagamente ideologica) – di Edoardo Sanguinti ( che lo incontravo spesso, lui,il Sanguineti, uomo inconfondibile dal volto singolarissimo, sul treno Milano-Genova…)
    quindi la rincollo,che poesia è sempre poesia

    Quando ci penso, che il tempo è passato,
    le vecchie madri che ci hanno portato,
    poi le ragazze, che furono amore,
    e poi le mogli e le figlie e le nuore,
    femmina penso, se penso una gioia:
    pensarci il maschio, ci penso la noia.

    Quando ci penso, che il tempo è venuto,
    la partigiana che qui ha combattuto,
    quella colpita, ferita una volta,
    e quella morta, che abbiamo sepolta,
    femmina penso, se penso la pace:
    pensarci il maschio, pensare non piace.

    Quando ci penso, che il tempo ritorna,
    che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
    penso che è culla una pancia di donna,
    e casa è pancia che tiene una gonna,
    e pancia è cassa, che viene al finire,
    che arriva il giorno che si va a dormire.

    Perché la donna non è cielo, è terra
    carne di terra che non vuole guerra:
    è questa terra, che io fui seminato,
    vita ho vissuto che dentro ho piantato,
    qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
    la lunga notte che divento niente.

    Femmina penso, se penso l’umano
    la mia compagna, ti prendo per mano.

    — Edoardo Sanguineti (scheda)
    da PensieriParole <

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  8. Avatar cristina
    cristina

    @cam, come ho fatto questi pochi anni senza di te? ti voglio tanto bene per come sei e per come scrivi e per come dici le cose! le tue letture – il tuo modo di leggere – è un fanale nella mia notte.

    E ti dico due cose: sto leggendo LA MORTE E LA PRIMAVERA di Mercè Rodoreda – ultimo suo libro, visionarietà pura, quasi gotica, quasi indigeribile, ma anche magnifica e delirante – libro che è forse solo per chi già la ama di amore totale e cieco (chè il libro è oscuro e misterioso e enigmatico e favolistico e terribile e irrealissimo,insomma una deriva totale).
    Poi – leggevo indietro un tuo dialogo con non so chi che legge in spagnolo…ricordati però che Rodoreda scrive in catalano, non in spagnolo ( gli spagnoli la “traducono” in castellano…)
    e questo fa si che lei in Spagna sia tutto sommato assai poco conosciuta…un bacio bella trentina

    e un saluto @a tutti/e da qui- col sole del lunedi –

    devo rileggere tutto IL SIGNOR MANI di Yehoshua, per il mio gruppo -perchè il libro è più impegnativo di quanto ricordavo, e una sola lettura assolutamente a me non basta: storie incrociate, vaneggiamenti, pulsioni suicide, profumi orientali, camminate e notti stellatissime con ombre scure in agguato, guerre e amori folli, incesti o quasi, spie e tradimenti, e poveri sciocchi, lingue incrociate, religioni incrociate, giochi di specchi pluririflesso, ansietà e inseguimenti, cavalli e asini nella notte, sulle colline, e nel deserto, e navi, nascite e morti, un caleidoscopio della storia ebraica e medio-orientale degli ultimi centocinquant’anni,
    ah questi scrittori israeliani! che ricchezza, che contraddizioni, che meraviglia!!!
    ( si può dire “scrittori israeliani???).

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  9. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Certo che si può dire scrittori israeliani!
    Da piccolo specialista della letteratura ebraica moderna, me la sentirei di aggiungere una cosa, per “confortare” l’ammirazione che esprime Cristina: gli scrittori di cultura ebraica, sia essa contemporanea ( e quindi prevalentemente israeliana come Yehoshua, Oz, Grossman, Tammuz, etc.) o, più largamente, moderna ( e quindi prevalentemente mittel-europea o americana, come i tre grandi Roth, Joseph, Henry e Philip, o come Kafka, Perutz , Bellow o i due superbi Singer, Isaac e Israel, per tacere del nostro Bassani e di Sholem Asch che ho scoperto solo di recente) ereditano, secondo me, un patrimonio culturale ( alludo qui ai midrashim) che ne fa dei naturali grandi narratori, come naturali grandi narratori erano gli antichi rabbini che inventavano racconti ( midrash, plurale midrashim) per illustrare, spiegare, interpretare la Bibbia. Chi ne leggesse qualcuno, ci troverebbe, di sicuro molte delle virtù letterarie che hanno fatto grandi gli scrittori appena citati alla rinfusa. Del resto, la Bibbia stessa ( ed in particolare quello che noi cristiani chiamiamo l’Antico Testamento) non è – a prescindere dai suoi significati religiosi – un grandioso racconto di ineguagliabile efficacia?
    FC

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  10. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Felice Celato. Conosco ancora poco la letteratura ebraica quindi ne approfitto e ti chiedo se sei d’accordo che solo sotto l’etichetta “scrittori ebraici americani”, prescindendo da quelli israeliani, troviamo autori molto diversi il cui grado di ebraicità può essere più o meno marcato, da Bellow, in cui l’ho avvertita pochissimo, a Singer, ove è un tratto marcante.

    Vedo che non hai citato Malamud, che è uno degli autori che ho apprezzato moltissimo: ho letto “Il commesso”, romanzo doloroso, ma molto intenso. Lo consideri un caso a parte?

    Per quello che riguarda Singer, invece, concordo che abbia intrapreso un’operazione culturale della massima importanza (ha salvato la cultura yiddish mitteleuropea dall’oblio), ma i racconti che ci propone, retaggio, appunto, di narrazioni che ha appreso da piccolo in Polonia ove viveva con la famiglia, sono lontani, purtroppo, dalla mia sensibilità.

    Mi ha aiutato ad avvicinarmi a questo tipo di letteratura questo libro di critica letteraria.
    Fiedler Leslie, “Dodici passi sul tetto Saggi sulla letteratura e l’identità ebraica”, Donzelli, 1999

    L’ho trovato utile anche se in questo filone so di avere ancora molto da scoprire. Tu lo conosci?

    Ciao,
    Mariangela

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  11. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    @Ciao Camilla,sono sempre la solita Maria-teresa!E.V.F di J.DECK mi fa provare le stesse sensazioni che scrivi ,lo trovo profondo e molto coivolgente.

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  12. Avatar maria-teresa

    Abbiamo fatto piu’ errori nello scrivere il cognome SANGUINETI che in tutto il resto del blog!@Cristina,grazie per i tuoi post,grazie a tutti,buon pomeriggio!

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  13. Avatar cristina
    cristina

    sanguineti sanguineti sanguineti, così ho riparato.

    @Mariangela, ma comeee? Singer ( Isaac) è scrittore massimo (MASSIMO) io l’ho letto praticamente tutto… leggi gli ultimi ,più recenti, vedrai vedrai vedrai…una meraviglia, un incanto, superbissima vita brulicante di vite. Devi leggerlo per forza, se no ti manca un pezzo di…tutto.
    Poi suo fratello ha scritto un libro fantastico LA FAMIGLIA KARNOWSKIY.
    Devo scappare…. fra mezzo tuono, un po’ di sole, quattro gocce, un lampo e poi frotte di nuvole dorate la giornata è tempestosa e molto varia. Mi piace!

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  14. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Rispondo a Mariangela: Bernard Malamud, secondo me è un grande scrittore; guarda caso, sto leggendo in questi giorni un suo libro ( Le vite di Dubin ); non l’ho citato come non ho citato Agnon, Irene Némirovsky, Elias Canetti e tanti altri grandi di questa splendida cultura. O le nostre Natalia Ginzburg, Lia Levi e il grande Primo Levi. Non ho letto, invece, il saggio che mi segnali e che ordinerò oggi stesso.
    Per i cultori segnalo “Racconti popolari yiddish” una raccolta di favole ebraiche a cura di Beatrice Weinreich, edito da Neri Pozza. Un grande narratore dalle tematiche interessantissime è Sholem Asch :il cristianesimo visto da un ebreo affascinato dal Cristianesimo (“L’apostolo” e “Il Nazareno”); interessantissime soprattutto per chi -come me- è un cattolico “paolotto” e, allo stesso tempo, a sua volta un appassionato ammiratore della grande cultura ebraica.
    Quanto alla tua osservazione su Bellow, la condivido, forse; ma il fatto è che nel mio post mi riferivo più che ai contenuti (di cultura Ebraica) alla vocazione narrativa, come “eredità” di una tradizione che ha fatto, appunto, della narrazione anche un’arte dialettica o addirittura un dovere educativo.
    Inutile dire, infine, che condivido l’entusiasmo di Cristina per Isaac e Israel Singer; “La Famiglia Karnowsky” è, secondo la mia angusta visuale, uno dei massimi capolavori del ‘900.

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  15. Avatar Jezabel
    Jezabel

    W W W i Singer

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  16. Avatar cristina
    cristina

    solo per orecchie forti e curiose e …aperte ( echi di beuio, Nono etc. e molta originalità) (no Cam non per te, nè il signor Adour)

    oggi -anniversario della mattanza delle Fosse Ardeatine una cantata della nostra massima chansonnier (e) la coltissima , massima Giovanna Marini

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  17. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina, @Jezabel, @Felice Celato

    Su Isaac Singer avevo apprezzato un testo che forse conoscete:

    Dorota Felman, “Varsavia ebraica: il lutto impossibile di Isaac Bashevis Singer”, presentazione di Moni Ovada, Milano, Unicopli, 2012

    indispensabile non solo per comprendere l’ambiente familiare dell’autore quand’era giovane, ma anche per cercare di immaginare come doveva essere una Varsavia che non esiste più. Scorrevole, ricco di aneddoti, utile anche al di là dell’interesse letterario.

    Dico la verità, mi era piaciuta di più questa guida letteraria della città polacca, che non i racconti di “Gimpfel l’idiota”.

    Vedi tu se è possibile.

    Ciao Mariangela

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  18. Avatar cristina
    cristina

    Gimpfel l’idiota…. bè si, nemmeno a me devo dire mi aveva travolta, è davvero molto lontano e un po’ troppo fuori portata.
    @Mariangela, non arrenderti. Tutto il resto di Singer è bellissimo. Appena mi ricordo i titoli te li dico, per un anno e mezzo – tanto tanto tempo fa – lessi (lessi? lessi!) solo Isaac Singer.

    E poi sei così brava, che ti documenti sui libri e leggi saggi di approfondimento su tutto, sono ammirata e stupefatta! sempre preparata e sempre pronta su molte cose, con note e apporti mai banali! Grazie Mariangela! Quindi dovrai procedere con Singer. Ma almeno Grossman ( il mio, cioè David) lo conosci? guarda che devi…A UN CERBIATTO SOMIGLIA IL MIO AMORE è un libro obbligatorio perchè trabocca di amore, vita e letteratura con un cuore così palpitante che che che… ah che libro che libro che libro!!!!!!!!!!!!!! 8oo pagine e mai bastano.

    bene – oggi mi devo scusare, sono davvero stata troppo presente. Sorry. due giorni di clausura, come minimo, autoinflitti.

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  19. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Provate, se non li conoscete già, La fortezza e Ombre sull’Hudson, secondo me i migliori romanzi di I.B. Singer: Calman Jacoby e Boris Makaver, per molti aspetti, sono personaggi omologhi, li separano l’Oceano e il tempo.
    FC

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  20. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Mariangeeeeela, davvero, riesci ad approfondire un sacco di cose e con che modestia le porgi.
    Baci notturni

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  21. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina, @Jezabel, @Felice Celato
    Non posso che ringraziarvi per gli apprezzamenti e per i consigli bibliografici. Temo però sopravalutiate la mia capacità di lettrice: vedo che tutti e tre i titoli da voi segnalati sono romanzoni di diverse centinaia di pagine. C’è un problema: come scrivevo nell’altro articolo, il peccato di pigrizia che l’amico di Luiginter ci ascrive affligge anche me, ho difficoltà con i libri molto corposi.

    Il lettore è pigro e ha le sue debolezze, la mia debolezza è proprio questa, la mole voluminosa di certi romanzi, soprattutto se congiunta a un carattere di stampa minuto, mi scoraggia, spesso butto la spugna troppo presto e rinuncio a favore di qualcosa di più velocemente acquisibile (prevedo che qualcuno sottolineerà il carattere commerciale e mercantilistico dell’aggettivo, ma non me ne vengono altri).

    Al fine di condividere anche le difficoltà e non solo le gioie della lettura, vi confesso senza reticenze, ma non senza rammarico, che questo problema mi limita non solo con i romanzi lunghi, ma, in generale, un po’ in tutta la narrativa che preveda un intreccio, il dipanarsi di un racconto, lo svolgersi di una trama. Tendo a preferirle resoconti di viaggio, autobiografie, raccolta di pensieri e tante altre cose che con la narrativa hanno sì a che fare, ma non nel senso di raccontare una storia in modo esplicito.

    La partecipazione al gruppo di lettura mi sta aiutando ad avvicinarmi ai romanzi con minor diffidenza e con più entusiasmo.

    Due dei tre titoli da voi indicati sono presenti nella biblioteca del mio comune; meli sono segnati e andrò senz’altro a vederli, per l’eventuale lettura, per ora devo rimandare, ho troppa roba nel carniere; sarà per il prossimo periodo di ferie.

    Ciao Mariangela

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  22. Avatar Stefano
    Stefano

    Mariangela, mi indichi qualche titolo di autobiografie secondo te imperdibili? Sono il tipo di letture che vado cercando. Grazie

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  23. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Stefano Ti posso elencare alcuni titoli che ho letto io, ben sapendo che erano imperdibili autobiografie per me, nel momento in cui ho deciso di leggerle, ma non sono sicura che siano imperdibili anche per gli altri, anzi, non sono neanche certa che siano autobiografie in senso stretto.
    • Castellina Luciana, “Siberiana”, Nottetempo, 2012
    • Castellina Luciana, “La scoperta del mondo”, Nottetempo ,2011
    • Hack Margherita, “La mia vita in bicicletta”, Ediciclo , 2011
    • Ingrao Pietro, ” Indignarsi non basta”, Alberti, 2011

    Le opere qui sotto sono più vicini all’epistolario e alla diaristica che non all’autobiografia:
    • Simenon Georges,”Lettera a mia madre”, Adelphi, 1993
    • Milani Lorenzo , “Lettere alla mamma (1943 – 1967)”, Rugginenti, 2003
    • Montanelli, Di Paolo, “Nella mia lunga e tormentata esistenza Lettere da una vita”, Rizzoli, 2012.

    Nei titoli che seguono gli autori parlano di sé stessi attraverso le loro esperienze professionali o la loro passione:
    • Del Moro Franco, “Faccio libri vendo libri. Storie divertenti del mondo editoriale”, Biblioteca dell’Immagine, 2001
    • Del Moro Franco, “Il libro è nudo”, Stampa Alternativa, 2000
    • Francois Annie, “La lettrice Biografia di una passione”, Guanda ,2000
    • Bocci Laura, “Di seconda mano. Né un saggio né un racconto sul tradurre letteratura”, Rizzoli, 2004

    Qui alcuni libri che ho voluto leggere per approfondire alcuni aspetti della storia tedesca tramite le esperienze di alcuni autori famosi:
    • Boell Heinrich, “Che cosa faremo di questo ragazzo ?”, Einaudi,1981
    • Junge Traudl, Mueller, “Fino all’ultima ora”, Mondadori, 2003
    • Riech-Ranickj, “Andavo a scuola nel III Reich”, Il Melangolo, 2008
    • Grass Guenther “Discorso di un senza patria”, Leonardo,1991
    • Mann Heinrich, “L’odio. Scene di vita nazista”, Il Saggiatore, 1999

    Quando ho voluto capire qualcosa di più della storia del confine orientale, mi sono rivolta alla seguente memorialistica (anche qui non siamo nel genere canonico dell’autobiografia):
    • Marisa Madieri , “Verde acqua”, Einaudi,1987
    • Mori, Milani, “Bora”, Frassinelli,1998
    • Wanda Muggia, “Natalia”, Editrice Nuovi Autori,1999

    Stefano, devo chiudere, perché qualcuno si starà già strofinando le mani e fiuto già l’accusa di invadenza e protagonismo

    Ciao,
    Mariangela

    ps: x Cristina, non ho capito perché hai deciso di auto ritirarti per due giorni, non hai mica rubato spazio a nessuno!!!

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  24. Avatar cristina
    cristina

    Mariangelaaaa !!!!!!!!!!! non posso aspettare!!
    rompo il silenzio che mi ero imposta per

    1- dirti quanto ammiro la tua metodicità meticolosa nel documentarti sui vari temi-
    caspita ragazza mia, chapeau!!!

    e poi 2- sei una delle pochissime persone che hanno letto Verde acqua di Madieri (bah si insomma…interessante però,più come moglie di Magris forse, che altro) e soprattutto Bora di Milani -libro che nel mio vecchio gruppo di letture aveva creato 3 anni fa spaccature e discussioni e litigi acutissimi. Tanto che me ne sono andata via.
    Io l’ho detestato quel libro, così pieno di rancore e animosità e ruggine…
    spinosa faccenda quella dei profughi italiani d’Istria, faccenda inaciditissima ( e parlo pour cause, il padre di mio figlio era istriano)

    bonsoir
    (poi quella faccenda del numero di pagine bisognerà pur discuterla una volta o l’altra…eh benedetta donna)

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  25. Avatar Stefano
    Stefano

    @Mariangela Grazie dei consigli. Così su due piedi mi sento attratto dai libri che hai definito diaristica, darò un’occhiata a quello di Simenon e agli altri due che hai indicato. Lascio il mio contributo sulle letture del 2014. La migliore fino ad ora è LA VITA IN TEMPO DI PACE di Francesco Pecoraro, libro però che ho letto solo per un terzo. Non è un romanzo, è un libro strano, in cui il protagonista ripercorre a ritroso la sua vita ( “Non è un romanzo storico, ma la vicenda di un uomo che si guasta” questa la definizione dell’autore). E’ un libro di divagazioni, a me ha ricordato Busi o Siti o certe pagine di Houellebecq. Un grande libro, dovrebbe vincere lo Strega e sarebbe meritato. Di livello più basso e restando agli italiani, mi è piaciuto (abbastanza) AMICHE MIE di Silvia Ballestra, questo invece è un romanzo romanzo, parla delle donne e degli equilibrismi che devono fare, della scuola dei figli, del cibo, dell’amore … e lo fa unendo leggerezza e profondità, direi che assomiglia a uno di quei romanzi di Chiara Gamberale (che io ho scoperto essere una buona scrittrice che mi piace). Un libro riuscito. E poi, ovviamente, ho letto tante altre cose, alcune non finite come ZONA di enard che pur sembrandomi un buon libro mi ha un po’ annoiato, altre buone in parte (come la prima parte di CORREVA L’ANNO DEL NOSTRO AMORE di Caterina Bonvicini – buona scrittrice da tenere d’occhio, che già conoscevo – libro che poi nella seconda parte perde però secondo me), altre non memorabili, tranne forse LA STORIA DI UNA VEDOVA di Joyce Carol Oates. Per chi non l’avesse ancora letto ricordo un’altra volta IL CAVALLO ROSSO, quello sì imperdibile (ne ha parlato benissimo felice celato qualche post fa). Saluti a tutti

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  26. Avatar Stefano
    Stefano

    Piccola aggiunta: aggiungerei anche TRADIMENTO di Adam Zagajewski che è un libro che potrebbe interessare cristina di cui ho letto solo la prima parte (io i libri spesso li abbandono) e che ho trovato davvero alta letteratura di quella mitteleuropea. Nel capitolo che ho letto io (le prime 80 o 100 pagine non ricordo e l’ho già restituito in biblioteca) zagajewsky racconta delle famiglie che dopo la seconda guerra mondiale furono costrette a spostarsi dall’ucraina alla polonia, della nostalgia, dei vecchi che non si ambientano, sono pagine bellissime e la lingua è alta, sono quelle belle pagine tipiche della narrativa mitteleuropea, di atmosfere, di descrizioni geografiche e spirituali. Non so come proseguiva il libro perché l’ho lasciato, è una raccolta di scritti di valore disomogeneo, ma la prima parte è imperdibile e meritava una segnalazione.

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  27. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Caspita @Mariangela!!!
    Ho letto solo L’odio di H. Mann, in un periodo in cui ho spolpato letteralmente questo autore. Sofferenza acuta doverlo affrontare in fotocopia… Ah, mi arresteranno!
    IL SUDDITO è un capolavoro.
    Era un autore lungimirante, che si accorse prima di altri degli atteggiamenti che avrebbero portato all’ascesa di Hitler in Germania. Amava l’Italia, dove soggiornava di frequente.
    ‘notte

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  28. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina Sulla questione istriana, visti i presupposti, è meglio che non ti sbilanci, potrebbero imputarti la mancanza di obiettività o, peggio, il livore della ex! Tra l’altro l’articolo appropriato a mio parere sarebbe quello sulla memoria (vedi, sono proprio una pedante), perché a mio parere anche quella degli istriani è stata per molto tempo una memoria negata.

    Preferisco chiederti, ammesso che tu voglia e possa rispondere: perché te ne sei andata dal tuo GdL?

    @Stefano: ho visto sull’OPAC che il libro da te consigliato è meno voluminoso degli altri, tu sì che mi capisci (andrò a vedere il libro).

    @Jezabel, dei due fratelli Mann, Heinrich è quello che conosco di meno, ma anche di Thomas non ho più riletto nulla dagli anni dell’adolescenza (!!).

    Pensate un po’ che discorsone storico verrebbe fuori se, rileggendo i classici del ‘900 tedesco, potessimo affrontare assieme il tema della memoria del nazismo in Germania (sempre sull’altro articolo).

    Ciao,
    Mariangela

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  29. Avatar camilla
    camilla

    Povera me, che amo i lunghi libri e anche quelli brevi, ben s’intende, ma come faremo con Proust? Ormai non se ne parla più. E Thomas Mann, così, fascinoso, come non rivisitarlo, di tanto in tanto. Per puro godimento, non tanto per erudizione, che non è l’arte che erudisce, certo ha ben altri compiti: per dare senso alla vita, per esempio, per capirsi e incontrare altre vite che non sono la propria ma ,a volte, lo sembrano e la spiegano e la scusano e la amano e ce la fanno amare. A volte, con un gran romanzo, succedono cose impensabili. Ciaociao

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  30. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Io sto leggendo CHI TI CREDI DI ESSERE DELLA MUNRO. Quest’autrice mi ha sempre colpito, perché scrive non quello che penso, ma quello che ho vissuto.
    Domanda peregrina : è più utile leggere un autore che ti rivolta come un calzino o uno che ti fa scoprire mondi completamente diversi?
    Ciaoooo

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  31. Avatar cristina
    cristina

    @cam….
    a me CHI TI CREDI DI ESSERE mi ha lasciata fredda quasi ghiacciata… e anche vagamente infastidita. figurati….
    Come spesso, siamo in disaccordo ma in grande affetto reciproco e potremmo litigare gfino alla fine, senza farci male penso
    A me Munro ,,,, boh bah bif…………..manco mi piace come scrive ci sono salti logici e frasi non finite… qualche pagina non è male, ma questa qui fa una figlia e manco dice una parola …ma insomma! No, thanks

    Uno che ti rivolta come un calzino o uno che ti fa scoprire mondi,,,?
    ma both of them of course!!!

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  32. Avatar cristina
    cristina

    ho sbagliato uffi non era cam ma jez,sorry mi sono confusa
    @mariangela sulla memoria del nazismo libro OBBLIGATORIO ( e meraviglioso) TRAMA d’INFANZIA di Chista Wolf scrittrice enorme, superba di superba intelligenza e smalto.
    Ma anche uno strano crudele forte libro di San sal Boualem
    IL VILLAGGIO DEL TEDESCO, un libro davvero pugno nello stomaco!

    Sull’Istria, non sono di parte, non sono nemmeno ex di nessuno… ma qualla storia lì – rimossa è vero – è marcita in una sentina fascistoide che l’ha irrancidita forever. Li conosco, ne conosco di profughi … chiusi nel loro risentimento,,,,, no grazie
    baci ( oggi è giornata altamente no per me, quindi almeno un po’ di baci ci vogliono

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  33. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @ a Cri
    Proprio quelle frasi non finite… nella scrittura della Munro il non detto è più affascinante del detto.

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  34. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Camilla
    Non è vero che di Proust non se ne parli più, io ho continuato a rifletterci, ma, se penso della lettura di Proust, non riesco a immaginarmi un ottomila o un picco, come nel tuo paragone. Se proprio devo ricorrere alla geografia, mi viene in soccorso più l’idrografia che l’orografia: istintivamente mi viene in mente un fiume che scorre, un fiume visto dall’alto, un po’ come nella visione allucinata di Coleridge. Forse perché l’acqua evoca, meglio di una vetta, l’idea del fluire del tempo, il sedimento della memoria, l’accumularsi delle esperienze, il disperdersi in mille rivoli della vita.

    Potrà ben accadere che in uno di quei meandri io mi areni, anzi, sarà più probabile la mia barchetta non riesca neanche a salpare, ma, lo stesso, non ho il diritto di scoraggiare un altro lettore o di guardarlo con aria di sufficienza, soprattutto se è lui ad ammettere un suo limite.

    Mariangela

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  35. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Solo per chiudere la giornata, molto faticosa, con una battuta, direi a Jezabel che di solito quando in un romanzo ci sono molte frasi non finite, per me ci sono anche molte pagine non lette. Ma io non ho mai letto Alice Munro, magari lo farò più in là, quando i suoi libri si saranno un po’ stagionati.
    Provo a lanciare un tema,forse bizzarro: quello del rapporto fra tempo della vicenda narrata e tempo della lettura. Mi spiego con un esempio classico: quando la vicenda narrata si svolge nell’arco di 5 giorni ma il libro è di 1000 pagine ( che io leggo,diciamo, in due/tre settimane) io mi stufo, come mi stuferei se dovessi assistere, chessò, all ‘Antigone ( un classico da me amatissimo) girata al rallentatore. Per questo amo i romanzi che si dipanano in archi temporali lunghi, i romanzi storici, per esempio. Ma non è per amore del plot, perchè in realtà mi piacciono molto anche i romanzi senza plot, come,per esempio, lo è, direi programmaticamente, Il deserto dei Tartari, grande capolavoro di Buzzati. È questione, forse, solo di “culto” della narrazione, o qualcosa di simile che semmai preciseremo in seguito.
    Ma io, l’avrete capito, sono un lettore un po’ rozzo rispetto a molti di voi, cari amici sconosciuti con cui ho cominciato a corrispondere con grande piacere, con queste curiose conversazioni asincrone.
    FC

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  36. Avatar cristina
    cristina

    @mariangela. me ne sono andata dal mio Gdl 2 anni fa per problemi di scontri ideologici, di acredini cresciute nel tempo, di leadership forse e di troppa malagrazia al vetriolo.
    Era un gruppo tutto di donne, per scelta voluta, si leggevano solo libri di donne o quasi – e con intelligenze così agguerrite e acuminate – alla fine è stato un campo di battaglia, con parecchie ferite, insomma.
    Ci sono stata 5 anni, ho avuto molto, credo di aver anche dato tutto il possibile, ma avevo bisogno d’altro, qualcosa di meno impegnativo – anche sul piano umano ed emozionale.(con alcune di loro è rimasta un’amicizia forte e importante, soprattutto con due ragazze giovani)

    Ora sto in un Gdl di tutto riposo, meno coinvolgente, ma che… non mi toglie mai il sonno.
    Meno rigoroso, forse, intellettualmente ( là si approfondivano anche le virgole, era quasi un gruppo di studio) ma meglio, per me, ora.

    @Felice Celato : asincrono, ma non troppo, anche il non detto e il non risposto…resta, di sicuro.

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  37. Avatar camilla
    camilla

    @cri — mi hai scambiata con Jezabel con cui molto spesso sono in sintonia, o almeno, mi sembra di capire e condividere le sue “reazioni” o risposte che siano, di volta in volta. A questo proposito mi piacerebbe essere capace di dare risposte, oltre a fare domande, piuttosto che a scrivere-come si fa su questi mezzi, con “reazioni”, che portano un certo caos con sè. Ho già detto che non amo molto la Munro e tra le Canadesi è quella che meno mi è piaciuta,la conosco da moltissimo tempo, quando la Tartaruga, anni ’70, pubblicava i suoi racconti angusti. Il Nobel penso che sia stato dato all’esercito di quelle scrittrici degli anni ’70, canadesi e straordinariamente brave e oggi scomparse.
    @felice celato — il grande romanzo può essere lunghissimo o cortissimo, resta un grande romanzo. Quando un grande romanzo è molto lungo e resta grande fino alla fine è il massimo della goduria, secondo me. Ultimamente ho davvero apprezzato e anche molto amato i 5 volumi dei MELROSE di Edward St Aubin, ed Neri pozza. Un romanzo che sarà “storico” vista lo straordinario affresco della contemporanea e asfissiata e asfissiante aristocrazia inglese,che salta addosso sbalordendo il lettore, che non trova altro che il salto del tempo tra I Melrose e, per es. la storia di Enrico VIII. Penso che parlare di libri corti o lunghi dando a ciò un “valore” per queste caratteristiche sia assurdo. . Un Libro cortissimo, e duro come un dardo a razzo è quello della Deck, di cui ho già parlato. Poche pagine e una angoscia espressa da una scrittrice talentuosissima.
    @mariangela- Insomma per Proust il discorso è più complesso. E lo credo bene.

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  38. Avatar Stefano
    Stefano

    Avrei una mezza intenzione di leggere ASCOLTA IL TUO CUORE, CITTA’ di Savinio, c’è qualcuno che lo conosce? E’ un libro di passeggiate, per milano nella fattispecie, un libro discorsivo, non un romanzo … magari Mariangela che ama questo genere? Non volevo sapere se è bello o brutto perché poi è una cosa individuale (io, ad esempio, non ho amato i Melrose, ma è una questione di gusto), volevo casomai sapere, più semplicemente, se è un libro difficile o scorrevole, perché in questo periodo in cui faccio avanti e indietro all’ospedale dove è ricoverato mio papà, ho bisogno di qualcosa di non troppo impegnativo.

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  39. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @CAAAAM, buon giorno!

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  40. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Stefano, mi spiace per i giorni di tensione e trambusto che sicuramente starai vivendo per via del ricovero di tuo padre; il libro ce l’ho qui da leggere, mi sono concessa solamente poche pagine e non so dire più di tanto: il ritmo sembra quello giusto e anche le descrizioni della città sono spigliate e fresche, poi, come dici tu, tutto è soggettivo.

    @Jezabel. A mio parere gli autori che, per usare le tue parole, ti rivoltano come un calzino, ti consegnano situazioni psicologiche con maggior forza catartica.

    @Felice Celato, tu dici: quando il numero delle pagine è proporzionale all’arco temporale considerato, il romanzo lungo riesce più digeribile. Potrebbe essere, forse. Io penso che tutto dipenda dalla capacità dello scrittore di inchiodarti alle sue pagine, di qualsiasi cosa scriva.

    @Cristina, Ti ringrazio per la risposta sul tuo abbandono del Gdl.

    Sono d’accordo che la questione istriana sia stata sottaciuta per troppo tempo, e, come ha sostenuto Grass per l’analogo, ma ben più corposo, problema degli ex territori orientali del Reich, l’argomento è stato abbandonato al monopolio delle destre e alle retoriche più revansciste e nostalgiche.

    Per evitare di parlare in modo troppo sbrigativo della memoria degli altri, mi limito a segnalare tre titoli che sull’argomento mi hanno chiarito le idee (non li ho letti nel 2014, ma, per la chiarezza espositiva, per la ricchezza bibliografica, e per la loro concisione, li colloco tra i libri di storia più utili ed interessanti che io abbia mai letto:

    • Guido Crainz, “Il dolore e l’esilio”, Donzelli, 2005;
    • Raoul Pupo, Roberto Spazzali, “Foibe”, Bruno Mondadori, 2003;
    • Marta Verginella,“Il confine degli altri. La questione giuliana e la memoria slovena”, 2008, Donzelli;

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  41. Avatar Stefano
    Stefano

    Mariangela, grazie. Lo farò arrivare.

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  42. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    @Camilla. Ognuno ha i suoi gusti ma nel caso di Alice Munro il valore da Nobel (strameritato) va misurato nell’opera degli ultimi anni è qui che c’è stato lo scarto con i suoi racconti precedenti. In particolare con Nemico, amico amante… e In fuga (includo anche Troppa Felicità). In queste due, tre raccolte sono contenuti i suoi migliori racconti. Da Scherzi del destino al Ponte galleggiante a Bambinate, puri gioielli. Il meridiano Mondadori non contiene questi tre e altri importanti racconti poiché un meridiano deve tenere conto dell’opera complessiva ma nel caso di Alice Munro è un errore, lei si è perfezionata negli anni fino a raggiungere un livello unico nella capacità di sviluppare trame in cui il filo del discorso muta continuamente, col rischio di irritare il lettore, ma una volta che si è entrati in questo mood Alice Munro non ha scrittori che le si possano accostare, è originale come tutti i veri grandi. Io ho letto Il ponte galleggiante la prima volta è mi sono incazzato talmente tanto che avrei scagliato il libro dalla finestra. L’ho riletto un anno dopo e ho pianto, lo confesso. Questo non capita con altri scrittori, Alice Munro esige un ascolto e una disposizione d’animo particolari, darle il Nobel è stato un atto di coraggio, a mio avviso. E sono certo delle parole di Citati a riguardo, cioè quando afferma che fra qualche anno si dirà “questo autore scrive alla Munro” come oggi si dice scrive alla Cechov o alla Kafka.

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  43. Avatar Stefano
    Stefano

    Una curiosità da profano della questione istriana: come mai né Mariangela né Cristina hanno nominato Boris Pahor? Anni fa un pezzo di un suo libro l’avevo anche letto e di lui ne sento sempre parlare. Forse non ha scritto delle cose a cui state accennando voi? Chiedo.
    @ Domenico: sono d’accordo con te, la Munro ha raggiunto la sua maturità nelle tre raccolte che hai citato. Mi capitato di leggere i suoi primi racconti dopo aver letto Troppa felicità e Nemico, amico, amante e mi è piaciuta meno. Il problema è che farsi piacere una raccolta di racconti intera è difficile e tante volte quando si giudica il libro si pensa al racconto che non è piaciuto più che a quelli che sono belli. Con la Munro io ho trovato tutti racconti belli in un unico volume e non mi è mai capitato con nessun altro scrittore.

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  44. Avatar Stefano
    Stefano

    E per citare un libro non di fiction bello, nessuno conosce VOCI di Frederic Prokosch? Mi sembra che negli anni 80 abbia avuto un discreto successo … io l’ho letto perché era un libro amato da Tondelli che poi era andato in Costa azzurra per incontrarlo. Se non avete mai sentito questo titolo provate a cercare in internet, è un piccolo gioiello. E’ una cosa che mi è venuta in mente adesso e ho deciso di condividerla nel blog.

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  45. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Stefano Il libro di Prokosch non l’avevo mai sentito nominare, vale la pena appuntarselo.

    Sulla questione istriana: hai ragione, non se ne può parlare senza ricordare Pahor, ma Cristina e io abbiamo fatto solo un accenno. Ce poi da tener presente che nel libro di Crainz, che riporta una bibliografia esaustiva dell’argomento, Pahor è senz’altro citato.

    Se il tuo appunto, fosse per caso riferito al fatto che la questione del confine orientale si intreccia con la storia della ex Jugoslavia, prima, e con quella della Slovenia, dalla caduta del muro, e che quindi possono esserci diversi punti di osservazione al proposito, segnalo che il libro della Marta Verginella riporta proprio il punto di vista degli sloveni e si concentra sulle angherie che hanno dovuto subire, prima ancora che durante il fascismo, già dai primi anni di annessione all’Italia liberale (1920 o giù di lì).

    Ciao,
    Mariangela
    ps; di Pahor non ho però mai letto niente

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  46. Avatar cristina
    cristina

    @stefano – di Pahor mai letto nulla nemmeno io ( e perchè non mi fa voglia? mah), e la questione istriana è entrata nelle mie letture solo per caso e non in modo programmatico.

    3 anni fa nel mio Gdl di allora ci eravamo rivolte per tutto un anno alle scrittrici della ex Yugoslavia, non sapendo cosa avremmo trovato. E abbiamo trovato…moltissimo! e moltissimo di buono ( e di molto doloroso anche, ovviamente).
    Vi segnalo un libro imperdibile a questo proposito ( profughi ex yugoslavi in Olanda in questo caso, quindi inizi anni ’90 scissione della Slovenia) per potenza narrativa e costruzione drammatica, una grande scrittrice, taglientissima, intelligentissima,una storia forte e vera e un grande stile.
    Dubravka Ugresic – IL MINISTERO DEL DOLORE,
    non perdetevelo, resterete senza parole ( Mariangela NON è nemmeno troppo lungo).
    Della serie ex Yugoslavia ….ci sono finite dentro anche due italiane dell’Est diventato Yugoslavia.

    ma io non sono affatto come Mariangela, non programmo e approfondisco come lei –
    Per emperamento meno discoplimato e… perchè leggo anche libri mooolto lunghi ( eh eh scherzo)

    @Mariangela – Crainz ce l’ho nello scaffale da anni ( e sempre da leggere)

    @ a me non mi convincete- la Munro non mi convince: mi lascia la bocca poco soddisfatta
    (Amico nemico amante …appena letto nel mio GdL attuale, pochi soddisfatti appieno, alcune sufficienze e due entusiasmi di lettrici “deboli”…una scrittrice divisiva, secondo me non un genio, ma alcuni racconti sono belli, è vero)

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  47. Avatar claudio
    claudio

    Leggendo i vostri post mi sono convinto a leggere LA FAMIGLIA KARNOWSKY.Che voi siate benedetti….un racconto bellissimo….emozionante…una scrittura sopraffina….dovevo immaginarlo….sono un patito di Grossman,Yehoshua e Oz…..quindi buon sangue non mente….grazie ancora a chi l’ha consigliato.

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  48. Avatar cristina
    cristina

    oh bene, ma che bello! sono contenta @claudio

    anche se il sangue qui …bè direi che c’entra solo quello della famiglia Singer, quello si’ ha dato frutti pazzeschi!
    Poi Singer viene un bel 40-50 anni prima degli israeliani, e lui era un polacco o giù di lì emigrato negli USA.
    insomma attenzione a fare troppi ravvicinamenti…come ben dice Felice Celato se c’è un filo è semmai quello dell’abitudine alla narrazione… ( e al pluriculturalismio e plurilinguismo aggiungo io)

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  49. Avatar adour
    adour

    @Claudio: benvenuto. Non so da quando leggi il blog. ma se cerchi qualcuno da benedire quella è @Gabrilù fu la prima a parlarne circa 1aa e 1/2 fà.
    A seguire ne parlò @Carloesse con una bellissima recensione che puoi trovare, sfogliando l’indice inizio 2013.. Ma penso che lui non è molto incline alle benedizioni 😉
    Buona serata

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  50. Avatar adour

    Oggi è sabato, giornata dedicata all’oblio
    E chi meglio di questa canzone. Thanks Mr. Bowie 😉

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