I libri più belli, letti nel 2014

Con qualche settimana di ritardo rispetto alla stagione, eccoci con il post che dovrebbe avviare la discussione sui libri più belli, letti nel corso di questo 2014. Anche il post dello scorso anno, come e più di quello degli anni precedenti, è stato un grande successo. In particolare, in quello del 2013 si è accentuata…

L’immagine è di Christopher Myers, presa in prestito dal sito web del “New York Times”, pagina delle opinioni del 16 marzo 2014

Con qualche settimana di ritardo rispetto alla stagione, eccoci con il post che dovrebbe avviare la discussione sui libri più belli, letti nel corso di questo 2014.

Anche il post dello scorso anno, come e più di quello degli anni precedenti, è stato un grande successo.

In particolare, in quello del 2013 si è accentuata la tendenza a generare flussi di discussione laterali e autonomi rispetto al corso principale. Digressioni che in realtà hanno reso la discussione decisamente ricca e varia: una specie di gruppo autonomo di analisi e autoanalisi delle letture, degli autori, dei lettori. E forse delle vite coinvolte.
Insomma, grazie a tutti.
Speriamo che anche questo 2014 ci porti letture, libri e discussioni memorabili.

Come sempre, usiamo i commenti

Un abbraccio

Aggiornamento: comincio a citare qui autori, titoli dei libri citati dai lettori nei commenti. Portate pazienza perché sono talmente tanti che ci metterò un po’ a mettermi al passo. Li elencherò in ordine alfabetico di autore.

Elias Canetti, “La lingua salvata”
Eugenio Corti, “Il cavallo rosso”
Mathias Enard: “La via dei ladri”
William Hopson, “I mocassini di sangue”
Stephen King, “L’ ombra dello scorpione”
Irene  Nemirovskyi, “Il Signore delle anime”
John Williams, “Stoner”

 

 

 

Commenti

2.606 risposte a “I libri più belli, letti nel 2014”

  1. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Grazie dell’interessante suggerimento; da amante di Berlino e del suo fascino, suggerisco, a chi non lo conosca, il bellissimo Jüdisches Museum, un tragico monumento alla storia, ai suoi misfatti, ai suoi inesprimibili dolori, alla follia dell’uomo.
    FC

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  2. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Felice Celato

    Ho visitato il museo che tu suggerisci: è vastissimo, super attrezzato di materiale multimediale, moderno (ha incorporato un edificio più antico), ma non asettico o freddo come altri musei moderni, carico di suggestione e di tragica memoria.

    La mia visita si è durata un paio d’ore quando solo per vederlo non di sfuggita il visitatore attento dovrebbe rimanerci almeno il doppio del tempo. Non dispero di poterci tornare per una visita più lunga.

    @Tutti.
    Giusto per acuire la nostalgia di Berlino, mi permetto di segnalare un libro non solo fotografico sull’argomento.

    Daniel Libeskind, “Judisches Museum Berlin: Zwischen den Linien”, Vorwort von Daniel Libeskind; Text von Bernhard Schneider; Fotografien von Stefan Muller, Prestel, 1999.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  3. Avatar Stefano1
    Stefano1

    Io ricordo di aver letto un libro bellissimo che parlava della Germania e non solo: TACCUINO TEDESCO di Fabrizia Ramondino.

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  4. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Eccomi con un’altra segnalazione di un libro “nuovo” (nel senso che, pur essendo stato scritto dieci anni fa, è stato tradotto in Italiano dall’ebraico solo recentemente).
    Confesso, anzitutto, che l’ho finito con lieve fatica, questo lento romanzo di Eshkol Nevo (NOSTALGIA, Neri Pozza Editore, 2014) senza, alla fine, amarlo troppo (devo dire che in questo periodo, per vari motivi, ho dedicato poche ore alla lettura – complice un sonno insolitamente pesante – e questo ha aggiunto…..lentezza alla lentezza).
    E dire che mi piace l’ambiente Israeliano contemporaneo, con tutti i suoi problemi di adattamento ad una turbata convivenza di pulsioni e sensibilità complesse e sospesa fra modernità e tradizione; mi sono facilmente simpatici gli israeliani; mi interessa il loro vivere in mezzo alla storia che ogni giorno deposita le sue tracce sull’esistenza di ciascuno; mi piace proprio il loro Paese e mi piacciono moltissimo le sua città come anche i suoi villaggi; mi piacciono, insomma, tutti i singoli ingredienti di questo libro; eppure…
    Eppure il (corposo) romanzo mi ha stancato sia per la tecnica narrativa (la molteplicità degli “ii” – plurale di io – narranti) sia per l’aggrovigliato psicologismo che, entrambi e messi insieme, non “reggono” (per me) le 400 e più pagine senza una vera storia diversa dal dipanarsi di diverse e anche delicate nostalgie indefinite.
    Ma, detto questo, non mi sento di “sconsigliarne la lettura” (per quel che vale questa espressione in questo ambiente) perché mi rendo conto che questo romanzo, se così si può dire, “appartiene ad un genere” (quello del romanzo psicologico) che non sta al top delle mie preferenze e perché l’autore mi pare comunque tutt’altro che un banale “menatore” di can per l’aia. [Scusate le espressioni poco accademiche]
    FC

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  5. Avatar cristina
    cristina

    mannaggia e io che in parte ho anche girato il mondo ma a Berlino non ci sono mai stata! ho nostalgia di una città dove non son mai stata! ci riuscirò ci riusciro’ giuro che ci riuscirò ( son tempi duri care e cari….).
    grazie Mariangela anche per questo

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  6. Avatar claudio
    claudio

    Ho appena finito di leggere L’ incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio di Murakami.Sono un fan sfegatato dello scrittore,come già ho scritto sul gruppo altre volte, ed ho letto tutti i suoi libri di cui sono rimasto affascinato.Anche questo è alta letteratura e colloca M. ai vertici della letteratura mondiale.Il libro mi ricorda un po’ Norvegian wood.Tokio blues.Il racconto ti prende immeditamente e non ti abbandona piu’ fino all’ultima pagina.Il finale lascia un po’ perplessi ma ripensandoci bene era l’unico modo di concludere questo capolavoro.Consigliatissimo.

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  7. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Stefano1 Quello della Ramondino che tu segnali è un libro sulla Germania che ho in elenco da un po’ di tempo, gli ho sempre preferito altri titoli, ma, a breve, lo affronterò davvero.

    @Cristina, ti invidio se hai viaggiato tanto! Nell’impossibilità di vedere Berlino dal vero, puoi sempre gustarti delle bellissime fotografie su questo volume che io ho apprezzato moltissimo:

    Hartung Momper, “Berlino. Una città per il futuro”, White Star, 2009.

    @Felice Celato, @Tutti,
    Per rimanere in Germania, sul tema della persecuzione degli ebrei, mi sento di segnalare, anche se scritto in tedesco, il seguente volume che è il catalogo di una mostra che si è tenuta a Bonn nel 2000:

    “Synagogen in Deutschland: eine virtuelle Rekonstruktion” Kunst-und Ausstellungshalle der Bundesrepublik Deutschland 17. Mai bis 16. Juli 2000 in Bonn. Kunst-und Ausstellungshalle der Bundesrepublik Deutschland, 2000.

    Anche chi non conosca le lingue straniere può afferrarne il significato: la ricostruzione virtuale delle sinagoghe tedesche distrutte in Gernania dai nazisti.

    Per tutti gli edifici analizzati, il volume indica la data di costruzione e quella di distruzione, quest’ultima, non a caso, coincide nella quasi totalità dei casi con il 9/11/1938 (notte dei cristalli). In alcune città, solerti com’erano, si erano portati avanti: la data della distruzione è precedente quella della tragica notte di novembre. Ricordo il caso di Norimberga, definita dalla propaganda di regime “la più tedesca delle città tedesche”, nella quale la sinagoga è stata distrutta in precedenza.

    @Claudio. Ho in programma “Nel segno della pecora”, di Murakani, appunto: saprò dirti a breve.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  8. Avatar cristina
    cristina

    non posso farne a meno , non posso farne a meno, ah che soddisfazione! trovato stamattina su un’inserzione di ricerca personale
    “cercasi per villaggio turistico barman e barlady “.
    giusto per testimonianza
    (scusatemi, si sa, la lingua batte sempre dove il dente duole)

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  9. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Sarebbe stato più “logico” barwoman ovvero, per lui, bargentleman. Sempre discrimonati, noi uomini…..
    fc

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  10. Avatar cristina
    cristina

    come no, felice, com eno. hai proprio ragionissima anzi santa ragione. eh eh

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  11. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Cara Mariangela, ho letto con grande interesse il bel libro che hai segnalato (di Stefanie Golish: FERITE, Ensamble, 2014), una dolente elegia culturale di un secolo tragico per la Germania (paese del quale sono da tempo affascinato). Di fronte al Ploztensee (che non ho visitato) come pure dei tanti altri luoghi di una memoria talora purificata e talora rimossa mi sono sempre domandato come sia stato possibile, per il popolo che ha dato i natali a Bach, Beethoven, Kant, e a tanti altri monumenti della cultura umana, sprofondare negli abissi di un Novecento così doloroso: follie dell’uomo, quando crede di essere misura di sé stesso [qui il discorso potrebbe espandersi, su temi che, però, forse qui susciterebbero inutili polemiche].
    Per restare in argomento segnalo invece due opere molto belle che vale senz’altro la pena di far conoscere: di Eric Metaxas BONHOEFFER (Fazi, 2012), una biografia stupenda, narrata splendidamente e di grande rilievo storico; e di Zvi Kolitz YOSSL RAKOVER SI RIVOLGE A DIO (Adelphi, 2010), un racconto di poche pagine (ambientato, questo, non in Germania ma nel ghetto di Varsavia) di impressionante drammaticità, un libretto indimenticabile.
    FC

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  12. Avatar wwayne

    Segnalo un altro libretto indimenticabile sulla Shoah: “Destinatario sconosciuto” di Kressmann Taylor.

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  13. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Scusate, ma gli alunni (alberghiera) qui davanti a me mi dicono che il femminile di barman è BARMAID.
    Bacio a tutti.

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  14. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Allora, per raggiungere la piena parità, allora meglio dire BAR TENDER, che va bene per entarmbi i sessi ( si può ancora dire così? O forse, meglio, per entrambi i generi, o, addirittura, togliendo “entrambi” e dicendo semplicemente per i generi? Purchè non si risentano i suoceri, le suocere e le nuore! Sono confuso…)
    FC

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  15. Avatar wwayne

    Penso che dire “entrambi i generi” sia considerato transfobico.

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  16. Avatar cristina
    cristina

    ma adesso, dico, secondo voi, se un inserzionista che cerca dei lavoratori/trici mette barlady sarà proprio scemo?
    non so, giusto per dire, non era a chi la sa più lunga, era che esiste il FEMMINILE accipicchia, peu importe se giusto o brutto o scorretto

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  17. Avatar wwayne

    Facciamo “baromo” e “barfimmina” e non se ne parla più! : )

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  18. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    L’importante è avere voglia di scherzare, anche giocando con le parole, magari punzecchiando ( spero simpaticamente) qualche tic dei nostri tempi, per tanti aspetti così deprimenti
    FC

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  19. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Volevo solo coinvolgere i miei alunni che hanno immediatamente commentato, non certo sollevare un vespaio.
    Mi hanno detto che anche BARISTA si usa in ambito anglosassone per entrambi i generi (oddio, l’ho detto!!!!) però non fa i “coctel” bensì caffè, cappuccino, etc.
    BarOMO e barFIMMINA hanno la mia approvazione di prof sicula.
    BarWOMAN mi sa troppo di Supergulp (fumetti in TV, fumetti in tv)
    Buona notte.

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  20. Avatar wwayne

    Supergulp, che nostalgia! Buona notte anche a te! : )

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  21. Avatar cristina
    cristina

    Jez, vedi la discriminazione sottile e inconsapevole ? il contrario di fimmina (che è sicuramente più sprezzante e volgarotto di donna, guarda che caso) è masculo! non OMO ! ma barmasculo sarebbe troppo brutto, nevvero?

    e per oggi ho già parlato troppo, baci

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  22. Avatar wwayne

    Hai ragione, Cristina: queste sono le gaffes in cui incappa chi tenta di imitare un dialetto che non è il suo. Mi scuso per il mio sessismo involontario. Buona giornata! : )

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  23. Avatar cristina
    cristina

    wwayne, sai cos’è il sessismo?!!!!!! ti adoro!!

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  24. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Cara Cristina, “fimmina” non è sprezzante, né tantomeno VOLGAROTTO ( a cosa serve poi usare il vezzeggiativo?!?).
    Il termine siciliano per dire “donna” è proprio questo.
    Altrimenti se preferisci puoi usare il più democratico “cristiana”. Democratico solo perché il suo equivalente maschile è “cristianu”; sono certa infatti che non ti piacerà la sfumatura discriminatoria nei confronti di tutte le fedi del mondo.
    Mi ero ripromessa di non intervenire più in questo inutile stillicidio antisessista; ma, sai, il richiamo della terra!!!!
    Baci a tutti.

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  25. Avatar wwayne

    @cristina: Anch’io adoro tutti voi che partecipate a questo gruppo di lettura. Mi avete accolto magnificamente e mi avete offerto innumerevoli spunti di lettura. Nel mio piccolo ho cercato di dare anch’io il mio contributo. Buona notte e soprattutto buone letture a tutti! : )

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  26. Avatar cristina
    cristina

    Appunto, @ cara Jez, la tua bellissima terra non è esattament l’esempio linguistico di una parità dei generi… storicamente e culturalmente le lingue portano il peso del loro passato…. baci utili

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  27. Avatar FALCO
    FALCO

    Cerco conforto, amici dai mille nomi: non ho avuto la forza di andare oltre le 100 pagine de LA SIGNORA DALLOWAY della Wolfe e dovrò riporlo nello scaffale dove giace IL MAESTRO E MARGHERITA, anche lui vittima dello stesso destino.
    Scrive magnificamente la nostra Wolfe, ma neanche per un attimo sono riuscita ad appassionarmi a questa lunga giornata londinese.

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  28. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Non preoccuparti, ti do il mio personale premio speciale perché hai abbandonato IL MAESTRO E MARGHERITA e perché – sprezzante del pericolo – ti presenti con un nome maschile.
    Ti amo!
    Bacio a tutti.

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  29. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Aggiungo su Mrs DALLOWAY che anch’io lo avevo abbandonato. Poi ho letto The HOURS di Cunningham, dove il libro di Virginia era citato ampiamente, e così l’ho ripreso con maggior piglio.
    Ciao FALCO.

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  30. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Felice Celato, Certo, un discorso più grande di noi, quello che riguarda il ruolo dei tedeschi nella storia del XX secolo.

    Solo per agganciarmi indirettamente a uno dei libri che hai consigliato sul ghetto di Varsavia, fammi ricordare quella gigantografia, visibile anche dall’esterno del museo Willy Brandt, già da Unter den Linden; è la fotografia del famoso inginocchiamento del Kanzler tedesco davanti al monumento che ricorda le vittime del ghetto, il 7/12/1941, a Varsavia, quando riconobbe che molto del dolore causato da quelle parti era da ascrivere ai tedeschi. Ebbene, secondo un sondaggio dell’epoca, la maggior parte dei tedesco occidentali non gradì. Erano solo gli anni ’70, quanta strada è stata fatta! Per lo meno a livello di immagine pubblica, intendo dire, non si può affermare che Berlino non abbia riconosciuto le sue colpe, poi la questione delle coscienze individuali, si sa, è più profonda, insondabile.

    @wwayne L’ho letto anch’io “destinatario sconosciuto”: tanto breve, quanto scioccante.

    @Claudio Con Murakami butta male, ho sospeso momentaneamente, dopo 70 pagine, ma per i miei gusti non sarebbe un disonore se i GdL decidessero di rivolgersi a testi più facili. Non dico niente, lo riprenderò.

    @Cristina Ti posso chiedere quale libro abbiate scelto per la prossima seduta del vostro GdL?

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  31. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Rimorsi per libri abbandonati.
    Se dovessi provare complessi, rimorsi, vergogne o altro sentimento triste per i libri che ho abbandonato (fra i quali però non rientra, per esempio, Il Maestro e Margherita) dovrei correre dallo psicanalista o, per stare nel mio proprio recinto di “paolotto”, dal confessore!
    Andiamo, cari amici! I libri (meglio, nello specifico: i romanzi), come ogni altro “prodotto” dell’arte, sono fatti per procurare un godimento, dell’intelletto, dell’anima, dello spirito, un godimento “intelligente”, pensoso, se volete, commosso, ma pur sempre un godimento, anche quando ci commuovono intensamente (e magari, come ha scritto Cristina, mi pare, in un post precedente, ci fanno scavano dentro)! Chi ha rimorso per un film abbandonato a metà perché giudicato insopportabile? Chi per uno spettacolo teatrale abbandonato fra il primo o il secondo atto? Chi per un concerto noioso, disertato al primo momento utile? Chi per una mostra abbandonata magari per nausea? Io non sono fra questi, io abbandono il libro quando mi annoia, mi disgusta, quando l’autore “mena il can per l’aia” (cioè non sa che vuol dire narrare); e non provo rimorsi di sorta, anzi, talora sul risvolto di copertina annoto, con piacere, giudizi sprezzanti a tutela di eventuali altri “utenti”; che però rimangono padronissimi – e ci mancherebbe altro! – di godere di ciò che io ho disprezzato! In fondo i piaceri dello spirito postulano, forse più di ogni altro piacere, la piena libertà di chi ne gode. Mi giudicate un superficiale? E vabbè! Pazienza, me ne farò una ragione!
    Un esempio recentissimo? Ieri ho abbandonato dopo 120 pagine un romanzo dalle iscrizioni di copertina estremamente lusinghiere (I LANCIAFIAMME di Rachel Kushner, Ponte alle grazie, 2014). L’ho messo fra i libri dei quali cerco – faticosamente – di disfarmi in maniera “intelligente”, mettendolo a disposizione di chi, magari, lo saprà apprezzare. Ma non ho rimorsi.
    FC
    P.S.: mi sono dimenticato di far notare a Mariangela che il grandissimo libretto che segnalavo l’altro giorno (YOSSL RAKOVER SI RIVOLGE A DIO) è specificamente citato anche nel bel libro che Mariangela stessa ha consigliato: FERITE della Stefanie Golish

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  32. Avatar camilla
    camilla

    Giorni fa’ mi sono scottata fritta le dita con i manici di una pentola rovente: un male atrox, ululati, latrati alle stelle e giorni di estremo ..si dice stress ? vabbè, quella roba lì. Ma leggervi sì, , vi ho letti, mugugnando con me stessa le vostre drastiche , sempre piuttosto drastiche, o forse no, e qui si dovrebbe guardarsi in faccia e si capirebbero meglio , insomma oggi un paio di polpastrelli sono guariti e voglio solo dirvi di due libri un poco speciali, che mi hanno aiutata parecchio a sopportare il mio fastidio digitale, solo nel senso di dita, ed ecco qui: Kate Atkinson VITA DOPO VITA, ed. Nord, una castello di Gaudì in miniatura,una costruzione labirintica splendida, un bel romanzo montato ad enigmi, Ursula , la prot. principale, si fa amare. Per scrivere così ci vuole talento, un raro talento, franco, palese,raro.E poi è finalmente uscito in Italia il romanzone (quasi 1000 pagine) di Eleanor Catton I LUMINARI L’ho appena cominciato e mi sembra di tornar giovanissima, quando scoprivo Dumas, Il conte di M:, Hugo, Flaubert, Dickens e anche Trollope, quei libri lì, scritto da una ragazzina di 28 anni!! Un inizio carismatico. Ciao a tout le monde. (Murakami è tutto ma non “difficile”, forse è troppo facile, fantasy, cinematografico stile effetti speciali. Un talento ci vuole a scrivere così ma non adatto a tutti gli adulti.Affettuosamente

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  33. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Camillaaaaaaaaaaaaa, le dita ci servono.
    Baci

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  34. Avatar cristina
    cristina

    @MARIANGELA – L’ULTIMO LIBRO DELL’ANNO DEL MIO gDL è STATO la porta – IL MAGNIFICO ARROVENTATO, DOLOROSISSIMO , TRAGICO LIBRO DI MAGDA ZABO’.
    L’ho riletto 2 volte in questo ultimo mese, perchè qualcuna si è permessa di dire che scrittura s emplice, facilotta sciatta. Mi si sono arricciati i peli delle braccia…Altrochè !
    un libro di totale, lussureggiante magnificenza, per i personaggi, la trama, la narrazione, la temperatura, lo sfondo, il modo di raccontare, per la passione, assoluta, del personaggio Emerenc, per la tensione morale, insomma un libro grandioso..
    L’ho già detto qui e lo ripeto – un’autentica tragedia greca moderna. Ti gonfia il cuore e si soffre, tanto, ma ci sono pagine e episodi assolutamente archetipici, indimenticabili, la mucca Viola che si butta giù dal treno rompendosi le zampe perchè la ragazzina che ama la chiama… resterà per sempre una ferita aperta del mio cuore …ah che libro!

    Quindi poi si deciderà che leggere l’anno prossimo – francesi, o Africa o.. si vedrà, mi sa che si discuterà un bel po’

    @cam, bacio le dita….
    Ah! ecco, guarda: In una delle ultime pagine del libro LA PORTA Emerenc oramai vinta, a letto, in ospedale, per ringraziare Magda ( si il libro penso sia ampiamente autobiografico) fa un gesto simbolicamnte quasi preistorico, le prende la mano ( che crede abbia pulito il suo sudiciume e sfacelo casalingo) e se la mette in bocca succhiandola fra le gengive sdentate.

    Quando amo così tanto un libro me ne resta un incantamento perenne.

    La signora Woolf ( non Wolfe per favore) scrive in modo sublime e cerebralmente sublime. La signora Dalloway o Orlando sono un po’ ostici ( ma magnifici) consiglio largamente GITA AL FARO, volendosi ricredere.
    Comunque IL MAESTRO E MARGHERITA * che molto tempo fa amai non so perche / ora mi e insopportabile.
    Come dice la mia maestra di coro…TODO CAMBIA.
    Smtirsi in colpa per aver abbandonato un libro .. ma no, dai oramai di questo si [ gia parlato anche troppo. il lettore e. re o regina totale. sua la liberta di fare quel che crede. ma scherziamo

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  35. Avatar Stefano1
    Stefano1

    Cristina, i tuoi giudizi su questi due libri confermano che siamo lettori agli antipodi: io LA PORTA l’ho abbandonato a metà, non ricordo nemmeno il perché, forse perché mi sembrava una storia assolutamente inverosimile (ma era tanto tempo fa e i miei ricordi sono svaniti), LA SIGNORA DALLOWAY invece mi ha rapito: bellissimo. E allora cosa ci dobbiamo fare? Siamo fatti per non incontrarci, pazienza …

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  36. Avatar cristina
    cristina

    stefano, certo, lo sapevo gia’, ma vive la diff[rence. sorry ho la tastiera impazzita, oggio non vuol fare le e accentate ne- tante altre cose.

    LA PORTA e- libro per cuori caldissimi e innamorati, se quanto ho capito di te vale, tu ami taglienti autori raggelati e ghignanti, magari anche un po cinicamente splatter. Insomma il cuore non te lo vuoi giocare, – * cosi penso io, lasciami ipotizzar siii gentile – lO PENSO ANCHE COME LIBRO MOLTO PER CUORI DI DONNE….che io giudico in generale piu aperti o sensibili alla compassione…/ma certo sono di parte e sbaglio…

    dI dALLOWAY HO DETTO MAGNIFICO, QUINDI …

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  37. Avatar cristina
    cristina

    @stefano. segnalo nel caso ti fosse sfuggito un articolo di Benedetta Tobagi su RCult di La Repubblica di domenica 1 giugno. L’Estetica del male, dove a partire dalla recensione di un libro ( il male necessario di Arturo Mazzarella Bollati Boringhieri) indaga e ragiona sul nuovo linguaggio di cinema filosofia e letteratura per indagare e rappresentare il nostro lato oscuro. Si pala degli autori che ti piacciono, ragionandoci sopra.

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  38. Avatar Stefano1
    Stefano1

    Bene. Grazie, Cristina, se mi capita tra le mani il magazine lo leggerò. Comunque, al di là di tutto, io leggo tutti i generi: pensa che le mie ultime letture sono state un romanzo di jane austen e uno di natalia Ginzburg (in realtà 2 riletture, ragione e sentimento e lessico famigliare), un delizioso libricino dell’astoria e l’ultimo romanzo di pallavicini che è una commedia. Come vedi, non solo i pessimisti. Ciao

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  39. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Felice Celato Oggi ho trovato il libretto “Yossl Rakover si rivolge a Dio” e gli ho dato una prima troppo rapida lettura: le ultime righe hanno commosso anche me, che sono atea. Ti chiedo solo: in che punto viene citato nel libro della Golisch? Bella questa, suggerire i titoli sul blog e scoprire che non si è stati del tutto attenti!

    @Camilla!! Quello della scottatura da pentola mi aspettavo potesse succedere a me, che in cucina non è che non sono abile, sono proprio pericolosa! Stai meglio, sembra di capire, giusto?

    Il problema con il romanzo di Murakami è che con i suoi continui salti temporali non si adatta alla lettura interrotta che invece rientra nelle mie abitudini; ma il romanzo non è da rigettare. Per ora solo un’impressione di tipo pittorico: quando descrive i luoghi non vi sembra di vedere una di quelle scale piranesiane che si avvitano su se stesse e sembrano sprofondare negli abissi? Non dà quel senso di straniamento che si prova davanti a un quadro di De Chirico?

    @Cristina su http://www.biblioclick.it/GruppiDiLettura/SebinaYOU.do#2 , sotto il link del libro “La porta”, c’è un commento di una lettrice che mi ha fatto piacere leggere (digita “porta” dopo avere cliccato su “catalogo”). Talvolta mi chiedo quante esperienze di lettura riusciremmo a comunicare se usassimo di più questo strumento facile e funzionale. Certo, non ci sono i link di tutti i libri, ma quelli della Woolf che avete citato, per esempio, ci sono.

    @Tutti Quando mollo un libro non mi sento in colpa, semmai ultimamente subentra un altro problema: capire che si sta leggendo un bel libro, ma accusare una stanchezza incredibile mentre lo leggi; è quello che mi è successo con “Un’arma in casa” che ho finito e che considero un romanzo meritevole, ma lo sto apprezzando ora, a lettura ultimata, prima, che impresa!!.

    Ciao,
    Mariangela

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  40. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti, scusatemi, non voglio sembrare invadente, ma dopo che abbiamo citato la tragedia del ghetto di Varsavia, e dopo che ieri, ho ricordato una fotografia storica: Willy Brandt, inginocchiato, che chiede scusa, è doveroso ricordare anche altre immagini, tragicamente significative, che ci parlano di vittime e carnefici:

    • Heydecker Joe, “Il ghetto di Varsavia. Cento foto scattate da un soldato tedesco nel 1941”, Garzanti, 2000.

    • Rousseau Frederic, “Il bambino di Varsavia Storia di una fotografia”, Laterza, 2011.

    Sono due libri che fanno capire tante cose,

    di nuovo, ciao a tutti,
    Mariangela

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  41. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Mariangela, sono contemto che ti sia piaciuto YOSSLE RAKOVER: il problema del “silenzio di Dio”, che è forse il più grave anche per i fedeli ( nel senso di fidelis, cioè uomo di fede), immagino sia fondamentale anche per gli atei; anzi, ne sono sicuro perchè se Dio non tacesse avrebbe ancora senso l’opzione atea, somma manifestazione della libertà dell’uomo nei confronti del problema di Dio? [ l’homo fidelis direbbe anche somma manifestazione del “rispetto” di Dio per l’uomo]. Hai mai letto il libro di Giobbe?
    La Golish lo cita a pg 99 del suo magnifico libretto, quando parla dell’opera di Weiss.
    Buona notte
    FC

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  42. Avatar Stefano1
    Stefano1

    Comunque non ho retto alla rilettura di LESSICO FAMIGLIARE e l’ho abbandonato … eppure la prima volta mi era piaciuto così tanto! Sono cose che succedono coi libri, è la norma. Di LESSICO FAMIGLIARE, ad ogni modo, conserverò il primo giudizio, sono sicuro sia quello giusto, e la confusione e la noia che ho provato questa notte siano solo il risultato di un po’ di stanchezza. Ma non ci tornerò su una terza volta per chiarirmi le idee. Con questo ho risposto anche a te (Mariangela).

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  43. Avatar camilla
    camilla

    Grazie per la comprensione dei “diti”, scrivo poco, poco, ma volevo dire
    @felicecelato -uguale al tuo il mio dato di fatto su i LANCIAIFIAMME. Lanciato sotto una pila di libri abbandonati di recente, in attesa di eventuale recupero.Fiamme mai. Ci sarebbe però da discutere su chi prende pezzi di storia da un Paese …..di villeggiatura.
    @ cristina sulla PORTA sono in piena sintonia. Un grande racconto, indimenticabile. Emerenc è un prototipo. Dopo aver letto LA PORTA, per anni, incontravo sovente un segno, un sentore, un fantasma di Emerenc , in tante altre opere. Per esempio nel magnifico racconto ( riletto dopo tanto tempo , un’estate, in montagna , accanto a un laghetto alpino)di Flaubert, UN CUORE SEMPLICE, dove la figurina di Félicitè, così “diversa” da E. ma altrettanto carismatica, nella sua essenzialità…mistica, mi portò alla mente proprio Emerenc, nel suo fulgore sovrannaturale, e ti assicuro che fu un momento di gloria, una illuminazione e, appena a casa, presi LA PORTA (!!!!??) vi frugai dentro, per un bel po’, cercando….Sono i miracoli della letteratura, e dell’amore per gli scrittori grandi di ogni tempo. Baci

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  44. Avatar cristina
    cristina

    @stefano – a Natalia Ginzburg le si vuole bene anche se non la si rilegge

    @baci a te Cam

    @mariangela, grazie conoscevo il link e avevo letto, si sarebbe un bello strumento ma, come vedi, non a caso poco usato ( forse le recensioni non amano satre là chiuse fra i link al buio…)

    e’ un periodo difficile -mi manca il fiato cari amici e amiche, (accidenti a tutte le sigarette fumate) e comincia il caldo, devo trovare grandi libri! GRANDI !!!! leggero’ le Il corpo in cui sono nata e forse le africane segnalate da Camilla

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  45. Avatar camilla
    camilla

    @cri -una lettura raffinata e originalissima quella di Nettel di IL CORPO IN CUI SONO NATA. Quanto a L’IBISCo VIOLA e META’ DI UN SOLE GIALLO di Adichie Kimamanda e, ormai di anni fa’ ma assolutamente attuale, TRE DONNE FORTI di Marie NDjaie, credo siano libri da non perdere per te mia cara Cri : Cerca di stare bene, bella Cri. ciaociao.

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  46. Avatar Stefano1
    Stefano1

    Questa notte mi sono letto IL POSTO di Ernaux, e ne sono completamente soddisfatto. Esiste oramai un genere di letteratura dedicato ai padri scomparsi, tra quelli che ho letto ricordo ERA MIO PADRE (krauspenhaar), VITA E MORTE DI UN INGEGNERE di Albinati, GEOLOGIA DI UN PADRE di Magrelli, LO SCONOSCIUTO di Nicola Gardini e chissà quanti altri ne esistono, e sono stati tutti libri che non mi hanno mai deluso, innanzitutto sono biografici perciò sono ispirati dalla vita vera e poi sono libri pieni di tenerezza. Per me che ho molto amato mio padre e che l’ho perso da poco letture indispensabili che fanno riaffiorare emozioni e sentimenti forti in cui mi immedesimo. @cristina, non fumare! se fumi per leggere di più allora ti conviene abbandonare i libri. 🙂

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  47. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina, non pensare al fiatone, pensa a scrivere su questo Blog, di cui sei l’ossatura e le unghie. Quanto ai consigli su libri “grandi”, come puoi immaginare, non sono di nessuna utilità perché abbiamo gusti troppo diversi. Mi limito a dire che ho iniziato anche “Un giorno questo dolore ti sarà utile”, è scorrevole, va giù bene, ma sarebbe incauto, dopo 50 pagine, definirlo “grande”.

    @Felice Celato, @Tutti Non ho mai letto il libro di Giobbe, e ti confesso che non ti seguo con facilità nel discorso su Dio. Quando scrivi “se Dio non tacesse avrebbe ancora senso l’opzione atea, somma manifestazione della libertà dell’uomo nei confronti del problema di Dio?” fai riferimento alla questione del libero arbitrio? Ho sempre pensato che, se mai avessi avuto il dono della fede, mi sarei rivolta a una chiesa protestante, perché il loro modo di rivolgersi a Dio mi sembra più sobrio e intimistico che quello della Chiesa Cattolica, ma è pur vero che, dal punto di vista della libertà dell’individuo, l’insegnamento di Lutero ne concede ben poca: è Dio che sceglie noi, non viceversa. Forse non c’entra nulla con il tuo non facile discorso, ma sono argomenti difficili e profondi, anche per gli atei. Su un altro punto invece, quello del ruolo della chiesa cattolica nella storia, lì avrei meno reticenza ad esprimermi, ma la ritengo tutt’altra questione.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  48. Avatar wwayne

    @Mariangela: Citando Peter Cameron mi mandi in estasi. Ho adorato, e vi raccomando ad occhi chiusi, “Quella sera dorata” e “Coral Glynn.”

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  49. Avatar Felice Celato
    Felice Celato

    Mariangela, il discorso si fa spinoso, non perchè lo sia in se ( anzi, in se non lo è affatto, spinoso) ma perchè , in “luogo” improprio tutto può facilmente trasformarsi in disputa “ideologica”, come per esempio testimonia la tua innocente ( e larvata) menzione del ruolo storico della Chiesa ( chissá perchè nessuno si avventura a discutere del ruolo storico dei grandi ateismi, per esempio nel “secolo breve”?). Meglio, credo, qui parlare di libri. Chiedo anzi scusa per la mia improvvida riflessione che, peraltro, solo in parte concide col più vasto problema del libero arbitrio (volevo solo dire: se Dio si manifestasse in forma “numinosa” si potrebbe ancora restare atei?). Ma, direi, de hoc satis, almeno per me e qui. Ne faccio, come è ovvio, solo un problema di luogo e non di materia che, anzi, di solito mi piace approfondire con private discussioni, specie quando trovo persone intelligenti e garbate (come te, del resto) con cui farlo.
    FC

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  50. Avatar cristina
    cristina

    @tutti- ho fumato, molto, ho smesso,da troppo poco purtroppo, e ora pago pegno col fiato corto mannaggia, tutto qua. scusatemi, non so che mi è preso di aprire una parentesi così personale, chiedo venia

    @Mariangela ma sei impazzita? ? le unghie forse, l’ossatura manco per niente su. grazie della stima in ogni caso. ma non esageriamo

    @ Felice, guarda ti rispetto tantissimo ma non capisco perchè vuoi mettere la fede sotto la lente in questo posto di letture….
    ateismi? ma no, io sono atea senza ateismi (se parli dei comunismi guarda è tutt’altra storia, CHIE è STATO O è ANCORA DI SINISTRA SPESSO HA ANCHE FEDE A VOLTE)) –
    sto meglio senza un pensiero di dio – che per me non esiste ( e se esistesse dovrebbe essere rosso di vergogna, ma basta qua), che non mi consola e che non mi rende migliore.
    Anzi l’umanesimo morale di chi è solo umano lo trovo più compassionevole, duro, faticoso e meraviglioso. Si fa e si è senza ricompensa e premi, solo perchè è giusto.
    Comunque davvero non è questo il luogo, ne sono proprio convinta convinta

    @ Stefano, guarda ti mando una carezza, mi hai intenerita. leggerò Il Posto anch’io, era già in nota, credo sia anche interessane il libro di Dacia Maraini dedicato al padre di qualche anno fa.
    La drammaturga e poetessa Mariangela Gualtieri ( meravigliosissima creatura superlativa che ho molto letto e visto anche in scena -un’esperienza di assoluta purezza e profondità)) ha scritto poesie fantastiche in onore dei genitori morti – una l’ho letta sulla tomba di mia madre quando è stata sotterrata pochi anni fa.
    e … stavo per continuare – ma no, basta, ci sono alcuni s entimenti privati e fortissimi che è meglio non far tracimare…..ciao bello

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