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I libri più belli, letti nel 2013

Libri: un flusso creativo ininterrotto di titoli, autori, consigli, sconsigli, analisi, emozioni, discussioni sulle emozioni. Ma anche digressioni e tante tante richieste di consigli o di pareri. Siamo dunque di nuovo al momento di dare il via alla grande festa dei libri più belli letti nel corso dei quest’anno. Il post dedicato a quelli del…

Libri: un flusso creativo ininterrotto di titoli, autori, consigli, sconsigli, analisi, emozioni, discussioni sulle emozioni. Ma anche digressioni e tante tante richieste di consigli o di pareri. Siamo dunque di nuovo al momento di dare il via alla grande festa dei libri più belli letti nel corso dei quest’anno. Il post dedicato a quelli del 2012 ha superato i mille commenti (sì 1000) ed è – come quelli degli anni precedenti – un enorme giacimento di ragionamenti e idee sulla lettura. La lettura e i libri; i lettori e i libri, i lettori con i lettori.

Ora partiamo con quello del 2013: speriamo di mantenere tutti gli amici degli anni trascorsi e di incontrarne nuovi. Sarà un viaggio bellissimo.

Le regole sono le stesse: i migliori libri letti nel corso dell’anno, indipendentemente da quando siano stati pubblicati. Valgono richieste di consigli, scambi di pareri, suggerimenti. Valgono tutti i libri che volete.

Come sempre usiamo i commenti.

Commenti

1.778 risposte a “I libri più belli, letti nel 2013”

  1. Avatar Alberto
    Alberto

    lo zio Tungsteno di Oliver Sacks mi è sembrato un libro molto bello in quanto riesce con parole semplici ad attrarre e catturare l’attenzione del lettore poi le descrizioni di sacks mi piacciono

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  2. Avatar Renza
    Renza

    Dani, concordo nell’ accostare VITA E DESTINO a GUERRA E PACE. Comunque, nel romanzo di Guenassia io ho colto una certa “maniera”, proprio nel raccontare quelle vicende e in ogni caso, hai ragione, è lo scambio di pareri diversi che rende vivace la conversazione.
    Quanto a Màrai, Le BRACI mi è parso interessante ed avvincente ma forse non il meglio . A me ha dato l’ idea di un impianto abbastanza ottocentesco, mentre altri suoi romanzi che ho letto ( L’ EREDITA’ DI ESTER; CONFESSIONI DI UN BORGHESE; LA DONNA GIUSTA; LA SORELLA) sono decisamente di taglio insolito, rappresentano realtà contraddittorie,
    rendono il mistero del vivere con un grande fascino di scrittura
    Quindi, mi permetto, aggiungi alla lista….
    Grazie cara Dani e guardiamo avanti con fiducia!

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  3. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Benvenuta Rosamavi.
    Continua a darci dei contributi.
    Ciao a tutti.

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  4. Avatar cristina
    cristina

    ho finito Il ritorno – di Dulce Maria Cardoso Voland ed. un libro di questa scrittrice portoghese cresciuta e vissuta a lungo in Angola, bello davvero. Il parlante è un ragazzino che deve fuggire dall’angola oramai in mano ai neri con la famiglia,loro erano colo9ni, e mi ha ricordato ( scusate ,capisco che il paragone è enorme col capolavoro che cito) La vita davanti a sè del grande R. Gary.
    C’è una analoga freschezza, un ritmo, una voglia di capire, la vita che urge, le cose dei grandi che paiono oscure e in parte maledette e incomprensibili, c’è il sesso che pulsa, la famiglia e le malelingue, i colori lasciati là, il grigiore trovato di qua, il dolore, la speranza, gli amici, le sigarette, le ragazze, davvero davvero un bel libro, pieno di vigore e energia, da un orizzonte poco conosciuto . Merita!

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  5. Avatar polissena
    polissena

    Ciao Rosamavi, arrivata con l’anno nuovo. Anche io sono entrata nel blog qualche anno fa con parecchio imbarazzo e apprensione, ma mi sono trovata subito tra amici.
    Sarà così anche per te
    Ciao

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  6. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    Ciao Rosamavi! Anche a me aveva emozionato’..il vento del Nord’.Sto leggendo ‘LA CASA TONDA’,bello.Ciao a tutti,buon anno

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  7. Avatar rosamavi
    rosamavi

    Grazie dell’accoglienza! Mi fa un effetto strano essere all’interno. Alla prossima.

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  8. Avatar Adour
    Adour

    […] le ragioni del cuore sono le più importanti, bisogna sempre seguire le ragioni del cuore, questo i dieci comandamenti non lo dicono, […].
    A.Tabucchi
    Ciao @rosamavi, avresti potuto esordire con un qualsiasi altro libro, invece il tuo primo post è un libro per “innamorati dell’amore”, compliment,brava. 😉
    @renza : mi dispiace moltissimo che il libro di Guennassia non ti sia piaciuto,io l’ho trovato romantico,poetico e persino eroico, nella sua capacità di figurare le emozioni. Quando mi avvicino ad un libro, lo vivo,raramente,sono capace di accostamenti con altri autori,semplicemete, perhè mi sommerge. A meno che, non mi avvicini a quel libro con uno spirito critico,o con aspettative altisonanti.
    Un caro sorriso.

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  9. Avatar rosamavi

    @adour: sei stato tu a convincermi a leggerlo, sai? 🙂
    Rosa

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  10. Avatar antonellina
    antonellina

    Buon anno amici lettori. Ho iniziato con IL TEMPO E’ UN DIO BREVE di MARIAPIA VELADIANO, non ancora terminato. Qui se ne è già parlato e sicuramente non è un libro allegro per iniziare il 2014, ma è scritto con uno stile molto gradevole che lo rende decisamente apprezzabile.

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  11. Avatar Renza
    Renza

    Ciao, Antonio, capita che i pareri sui libri non coincidano ( e qui ha ragione Dani nel sottolineare che è interessante l’ incontro di pareri divergenti). Lo spirito critico mi sembra invece molto utile, sennò che lettura sarebbe? Anzi, io credo che sia quasi automatico, nella lettura e nel resto della vita. D’ altronde, caro Adour, non mi dire che tu sei esente dallo spirito critico, perchè … non ti credo! Un augurio altrettanto sorridente.

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  12. Avatar polissena
    polissena

    @Felice Celato, personalmente il tipo di scrittura di Frey non mi ha creato nessun problema, anzi l’ho trovata adatta al discorso che vuole fare l’autore.
    Ma con il massimo rispetto della tua opinione, vorrei chiederti cosa ne pensi dell’ultimo capitolo dell’ULISSE di Joyce dove non esiste nessun tipo di punteggiatura per 63 pagine, tranne il punto finale?

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  13. Avatar polissena
    polissena

    @mi sono sbagliata, questo commento andava nel post di James Frey, come farcelo arrivare, non so

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  14. Avatar adour

    Ciao @Renza è sempre un piacere leggerti, e ti adoro perchè ti piace Grossmann . Mi hai ricordato anche le CENERI DI ANGELA di McCourt letto un pò di anni fà ,bellissimo. Come vedi ci sono molti libri in comune,e non basterà Guennassia, il cui libro è stato per me uno dei migliori letti nel 2013,a dividerci.

    Ciao @Rosa, ti ringrazio per quello che dici,ma non ne ho nessun merito. Penso che in questo momento il blog, usando l’esempio di domenico, abbia bisogno di nuova acqua per far collimare tutti i vasi. In un mondo così terribilmente reale, c’è sempre posto per sognatori come noi, e qui mi sa che siamo ancora, in tanti .
    Per cui, Enchantè (correggimi paola se sbaglio) e non ti fermare rosa 🙂

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  15. Avatar Mariangela
    Mariangela

    I resoconti di viaggio di Manganelli per me sono stati la scoperta più importante di tutto il 2013, in particolare,
    • Manganelli Giorgio, L’isola pianeta ed altri settentrioni, Adelphi, 2006.
    Mi limito a dire che ci regala descrizioni di cieli e di nuvole dalla levità impressionistica. Per una che sente il tempo come me, non è poco.

    Come la mettiamo con i libri fotografici? Io li classifico tra le letture, anche se, si potrebbe obiettare, manca la decodifica alfabetica che della lettura è il primo passo. Come conseguenza del libro di Manganelli, – viene fuori l’effetto domino – è stato sicuramente tra i migliori del suo genere questo volume di fotografie del grande Nord:
    • Tomasulo Rafaele, Un sogno di ghiaccio Isole a Nord: Islanda, Faroer Lofoten, Pietro Pintore, 2000.

    Passando ad altro: Chamfort diceva (riassumo in estrema sintesi) che chi raccoglie aforismi scritti da altri è troppo stupido per ragionare in proprio. Può essere che avesse ragione lui, che gli aforismi li sapeva scrivere, ma io mi diverto moltissimo a pescare dal sacco della farina altrui. Per il 2013, ma anche per gli anni precedenti per quanto riguarda la scrittura aforismatica, non posso non collocare al primo posto
    • Ruozzi Gino, Scrittori italiani di aforismi, II vol., Il Novecento, Mondadori, I Meridiani, 1994, Aforismi.

    Lasciatemi citare almeno un altro genere: i libri per l’infanzia (della serie: “ai miei tempi non avevamo libri così”)
    • Piazza Serena, Paolo d’Altan, Fratelli d’Italia. L’inno nazionale, illustrato da Paolo d’Altan e raccontato da Serena Piazza, Rizzoli, 2010.
    • Fuad Aziz, Vanna Cercenà, Gastone Tassinari, La primavera viene d’improvviso: i kurdi, popolo di montagna, Fatatrac, 2000.

    Mariangela

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  16. Avatar luiginter

    Christopher Clark, “I sonnambuli. Come l’Europa arrivò alla Grande Guerra” (Laterza): è il mio libro del 2013.
    Ne scriverò nei prossimi giorni sul blog. Tra l’altro è uno dei temi che ci accompagneranno nel corso del 2014: l’anno del centenario dello scoppio della prima guerra mondiale.
    A presto, abbracci a tutti

    ciao ciao

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  17. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Sarebbe il caso di rispolverare o di leggere IL SECOLO BREVE di E. Hobsbawm. Sembra un romanzo…
    Il Novecento viene ridefinito sulla base di due date (il 28 giugno 1914 e il 28 giugno 1992) e diviso in tre fasi.
    Consigliatissimo, anche se può ingannare quella sua aria “edilizia”.
    Un bacio.

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  18. Avatar camilla
    camilla

    @luiginter . un colpo al cuore gentile luigi. come quando , a scuola, inaspettato, veniva annunciato : oggi il tema di greco…..Un saggio storico, brillante,I SONNAMBULI, nel centenario della scoppio della prima guerra mondiale, ( tema che ci accompagnerà per tutto l’anno….mio dio!!) e la joie de vivre, caro Luigi? I libri, quelli che leggi con passione d’amore, che ti porti appresso ovunque, che stropicci a letto, la sera, cercando la posizione giusta, quelli che – teli godi e ti danno una dose di endorfine ad ogni pagina, quelli che non c’entrano niente col la realtà ma che rendono vivibile, a volte bellissima, l’avventura della nostra vita quotidiana. attraverso la poesia dell’arte, quelli che ti fanno venir voglia di confrontarti con gli altri nell’”anima” (intesa come la nostra tavoletta di cera),io non cerco certo l’erudizione, qui sul blog, . Ma forse mi sono sempre sbagliata ! Ognuno , nel suo privato, se crede, studia saggi, legge giornali e riviste, segue la politica, nel senso di polis, tutto. Ma la joie de vivre ?e le letture condivise tra lettori comuni?

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  19. Avatar Dani
    Dani

    Ho trovato in biblioteca una nuova edizione delle LETTERE di Etty Hillesum, con scritti inediti: preso, portato a casa e quasi terminato (le avevo già lette nella prima edizione, come il suo diario). Ora ho il cuore dolente (ma lo sapevo, era inevitabile) per cui sopportate da buoni amici la condivisione di qualche passo. “Questo momento storico, così come lo stiamo vivendo adesso, io ho la forza di sostenerlo, di portarlo tutto sulle spalle senza crollare sotto il suo peso e posso persino perdonare Dio, che le cose vadano come devono andare. Il fatto è che si ha tanto amore dentro di sè, da riuscire a perdonare Dio!”. “Laggiù ho potuto toccare con mano come ogni atomo di odio che si aggiunge al mondo lo renda ancora più inospitale”. “A volte vorrei incidere delle piccole massime e storie appassionate, ma mi ritrovo prontamente con una parola sola: Dio, e questa parola contiene tutto e allora non ho più bisogno di dire quelle altre cose. E la mia forza creativa si traduce in colloqui interiori con te, e le onde del mio cuore sono diventate più lunghe, mosse e tranquille insieme, e mi sembra che la mia ricchezza interiore cresca ancora”.

    Amici, conoscete Etty Hillesum? E’ una triste lettura, ma ne uscirete più ricchi. Lei era una donna piccola e forte, con una smisurata vita interiore. Se voleste accostarvi al suo pensiero, meglio iniziare dal diario, poi le lettere, scritte da Amsterdam e dal campo di transito di Westerbork. Sono certa che Vera l’apprezzerebbe molto, se ci legge.
    Ciao a tutti!

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  20. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Camilla e @luiginter, volevo rispondere ai vostri commenti, ma mi scuso in anticipo per la poca dimestichezza col blog (non sono abituata a scrivere in rete).

    Posto che non sarò io a cercare di spiegare i meccanismi della lettura perché è compito che altri hanno mirabilmente svolto altrove, mi sento di dire che quella che tu chiami “la joie de vivre”, (io più pedantemente la definisco l’emozione della lettura) non deriva necessariamente dalla narrativa.

    L’astrazione dal reale cui la lettura ci induce è, a mio parere, il motore di tutto il ragionamento: quando scatta l’immedesimazione, non rileva se stai leggendo un romanzo o un documentato resoconto di guerra, non conta se stai compitando difficili versi di poesia o se stai dando una rapida scorsa alle didascalie di un volume fotografico, la cosa importante è che, in quel momento, il cervello si stacchi per un attimo dalla routine quotidiana, che riesca, per un momento, a calarsi in altri mondi.

    Si tratti di un approfondito saggio di storia o di una svagata guida turistica, quando leggo, contano le atmosfere che il testo riesce ad evocare. Certo, è vero, se leggo un saggio sulla prima guerra mondiale (seguirò senz’altro il consiglio di luiginter), la lettura diventa anche momento di arricchimento culturale, ma per me, e spero anche per altri, rimane momento di svago d puro divertimento.

    Ti rammarichi che sul blog si cerchi l’erudizione, ma un libro di saggistica, quando è scritto bene e in modo comprensibile, non si limita ad erudirci (cosa che io tra l’altro non disdegnerei così smaccatamente), ma può coinvolgerci in quel transfert tipico della lettura con la stessa forza evocativa di un romanzo.

    Perché escludere che i lettori possano condividere su un blog le emozioni scaturite dalla lettura di un saggio?

    Mariangela

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  21. Avatar camilla
    camilla

    @mariangela –carissima, condivido : l’emozione che suscitano molte letture, l’emozione di imparare, di apprendere di studiare la matematica per esempio, la musica, molto emozionante ,la Storia, appunto, tutto lo scibile possibile è emozionante.Anche “joie de vivre” può essere inteso in tanti modi, penso qui al romanzo di Zola, per es. su cui si potrebbe iniziare…, ma appunto io intendevo il “piacere”. Quella cosa lì, che di-verte,senza alcun assillo metafisico, che esce dalle gabbie delle discipline, anche le più affascinanti, che riporta a una dimensione di tipo passionale, istintiva, fantastica.E questo lo provoca, in me, la letteratura di invenzione, la creazione insomma, la creazione artistica , stupefacente, che con il mondo dell’erudizione, pur nella sua contiguità, nulla ha a che fare.E poi io scherzavo un tantino con luigi, penso che lo possa capire e sorriderne. Suvvia.

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  22. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Le emozioni cui facevo cenno io non hanno molto a che fare con l’apprendimento, salvo considerare l’apprendimento il primo passo verso le emozioni.

    Non so cosa tu intenda per “assilli metafisici”. So che uno dei motivi per cui il lettore di saggistica è visto con sospetto è il presupposto che abbia fini pedagogici, che voglia spendere le sue letture per migliorare la propria immagine sociale, che legga, in pratica, per protagonismo. Si esclude a priori che la saggistica possa dispensare, di per sé, divertimento e svago al pari della narrativa.

    Tu continui a parlare di erudizione, ma la buona saggistica non offre solo erudizione, offre cultura; inoltre, quando sa farsi capire e se ci interessa l’argomento, il buon saggista riesce a sollecitare la nostra curiosità come uno scafato romanziere e non si fa “ingabbiare” perché sa puntare sull’interdisciplinarità.

    Proponi una dicotomia lacerante tra erudizione e mondo d’invenzione: siamo sicuri che senza la prima, potrebbe esistere la seconda? L’erudizione – che da sola certamente non è sufficiente a fare un buon saggio – ci offre nozioni che ci permettono di allargare i nostri orizzonti, di spaziare in mondi nuovi, di assimilare nel nostro immaginario scenari sconosciuti, in una parola, di dare alimento alla nostra fantasia.

    In particolare, per la creazione artistica, che tu citi (non so se ti riferissi anche alla creatività nelle arti figurative), è proprio la nozione che implementa l’emozione: quanto più si conosce su quel pittore, tanto più profonde, e talvolta sconvolgenti (vedi sindrome di Stendhal), sono le emozioni che le sue opere riescono a suscitare.

    Con un sorriso,

    Mariangela

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  23. Avatar adour

    Bravissime stupende, io non saprei a chi dar ragione . Comunque complimenti mariangela, per la tua visione illuministica.
    Trovo la tua scrittura affascinante.
    Ma perdona la mia incapacità a cogliere il senso immediato di una frase. Ad un certo punto mi è sembrato di capire l’incapacità dell’essere privo di apprendimento, a cogliere le emozioni,quando tu dici ” salvo considerare l’apprendimento il primo passo verso le emozioni. Mentre, in un altro passo mi sembrava di capire che tu,devi emozionarti per dar vita all’apprendimento (mi sembra quando stai leggendo un saggio). Ti prego perchè non approfondire, questo tema così fascinoso?

    @Dani : complimenti per la tua bellissima foto.

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  24. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Io volevo solo dire che non sono d’accordo con l’equazione che Camilla sembrava proporre: lettura di narrativa, come evasione; lettura della saggistica, come momento di sola erudizione. Quando leggo, leggo e basta, l’importante è che mi diverta e la saggistica mi diverte spesso proprio perché stimola la dimensione fantastica di cui parlava Camilla.

    Per continuare su questo tema, ma con altre argomentazioni: c’è almeno un altro motivo per cui, a mio parere, la saggistica dovrebbe essere vista con meno sospetto: l’iperproduzione che ha inflazionato la narrativa ha interessato (per quello che ho capito io) la saggistica in misura minore: secondo il calcolo delle probabilità diminuisce il rischio – non ho detto che si annulli – di imbattersi in una fregatura.

    Sorrido perché mi prendi in giro per la mia scrittura: ognuno scrive come può e come è capace; quanto all’illuminismo, accetto la tua ironia e rispondo che purtroppo sono troppo pessimista per sperare che la fiaccola della ragione (che non è il nozionismo) possa imporsi e illuminare le tenebre.

    Ciao, grazie di avere risposto al commento.
    Mariangela

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  25. Avatar camilla
    camilla

    @mariangela — Hai ragione Mariangela. ognuno ha le sue passioni e i suoi modi di leggere e provare piacere. E mi accorgo come sembra semplice “dialogare” nel merito ma temo che non sia possibile, per le mie capacità e la mia costante “voglia di scherzare”,conciliare i punti di vista con questo tipo di mezzo, che esclude “le affinità elettive”,assai più vicine all’intuito. E la fiaccola della ragione anche per me è
    imprescindibile per illuminare le tenebre e non è certo nozionismo.Perciò accetto il tuo ragionamento che, mi sembra, scorre parallelo al mio, senza alcun conflitto o, credo,con un piccolo equivoco di fondo..
    E, per esempio, ecco Hetty Hillesum, @dani ci ricorda i l diario, indimenticabile e le sue lettere da Amsterdam,la sua forza , la sua grande capacità di vivere la sua vita fino alla fine fisica , malgrado l’orrore e violenza bruta, con un senso profondo di
    immensa sapienza. @dani . ho conosciuto il diario di Etty Illesum parecchi anni fa’ ed, è sempre viva e palpitante dentro di me.
    @adour— credo che tra Mariangela e me non ci sia nessuna incomprensione. Solo la mia difficoltà e,o desiderio di insistere su qualcosa che voleva, amichevolmente, provocare il nostro grande LUiginter. Avevo preferito il saggio su Montaigne al saggio sulla guerra del secolo breve e atroce. Ciao a tutti quanti. :O

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  26. Avatar adour

    No Mariangela prenderti in giro, ma perché mai? Mai !
    Dicevo sul serio, quando parlavo di post fascinoso, per la tematica, per la passione con cui è espressa e che lascia presagire quanta emozione (sentimento) in realtà vibri nel tuo animo. Un po’ meno per i 2 punti.
    RAGIONE E SENTIMENTO, dunque. Tematica a mio parere interessantissima, financo intima, poiché presuppone un certo grado di confidenzialità, per poter meglio spiegare o spiegarsi.
    Cercherò di allargare i punti di vista, sperando di non annoiarti/vi.
    Penso che RAGIONE E SENTIMENTO sono i due fattori fondanti, le nostre scelte. Non mi riferisco con questo, solo alla scelta di un libro (saggio o romanzo),o alla sua interpretazione, frutto spesso dell’emozionalità del momento che stiamo vivendo, ma anche alla vita comune. Secondo la mia opinione, le nostre scelte sono sempre dominate da questi due fattori fondanti. La prevalenza o meno di uno di questi, sarà poi determinante, sul nostro grado di soddisfazione o autocompiacimento.
    Per quello che mi riguarda, io sono un istintivo egocentrico. Le mie scelte, sono sempre, fatte , comandate da un istinto irrazionale, legato all’emozione del momento che sto vivendo. Il compiacimento della scelta fatta, contribuirà poi ad un allargamento smisurato del mio io. Alcune volte mi chiedo, ma razionalmente, , valutando attentamente i pro e i contro, avrei fatto quella scelta?. Il più delle volte la mia risposta è stata no. Allora mi chiedo, sarei stato così felice, come lo sono stato?. La mia risposta è ancora , No.
    Ecco questo per me è la” joie de vivre” in senso allargato. La consapevolezza della gioia di un solo attimo.
    D’altra parte, sia in te che in camilla, si riflette lo stesso momento. Con le stesse parole, entrambe sembrate, enunciare il diritto inalienabile di ogni lettore (due punti oddio): Il diritto di emozionarsi nella lettura, sia che si tratti di un saggio che di un romanzo.
    Ma ho una seconda interpretazione del vostro post , riguardante l’annosa questione, tra Romanzo e saggio. Chi meglio oggi rappresenti meglio la contemporaneità, il momento che stiamo vivendo.
    Per troppo tempo, il romanzo, è stato visto come un elemento di sub-cultura rispetto al saggio, e relegato ad una società borghese e provinciale . Ma non mi riproporrò,a stabilire i fondamenti di un poco significativo primato fra romanzo e saggio. Poiché la penso, come mariangela,che “non basta avere una storia per scrivere un romanzo”. Ed il prolificarsi oggi di inutili scrittori ne è la testimonianza.
    In un mondo votato alla produzione di beni superflui, soffocato dall’accumulo di oggetti effimeri, inutili. Anche i libri non si sottragono a questo “modus imperandi “(perdonate il neologismo) .
    Molti dei libri che affollano gli scaffali delle librerie e dei supermarket, sono romanzi , ridotti a surrogato di valori estetici, che intercettano, gratificandolo ,come se si trattasse di un comune paio di scarpe, il gusto un pò kitsch dell’onesto cliente medio.
    Cosa rimane al povero lettore, che si vuole opporre al lento naufragar. ? Forse, l’eroico spiegarsi delle vele, alla ricerca del vento. Forse, come dice Mariangela, al di là della casistica rigida del sistema dei generi tradizionali, una “forma” adatta a raccontare il mondo contemporaneo, un miscuglio equilibrato di RAGIONE E SENTIMENTO.
    Un sorriso.

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  27. Avatar adour

    Come vedi @mariangela sono rimasto molto affascinato, dal vostro post, e senza nessuna ironia. 😉

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  28. Avatar lettoreambulante

    Smettetela! Basta continuare a segnalare libri! Ho pile enormi di iniziati, da iniziare, solo aperti, arrivati a metà, quasi finiti, forse abbandonati, ma non ne sono ancora sicura, da comprare assolutamente, da riguardare, da rileggere, chiedere a prestito, cercare in biblioteca…. Ho cominciato Frey e avevi ragione Polissena, mi piace molto, soprattutto lo stile. Poi ho letto anch’io IL RITORNO della Cardoso, duro e vero, lo consiglio anche agli adolescenti. Mi sono poi immersa nella bella discettazione tra narrativa e saggistica e Mariangela ha un notevole argomentare e tocca anche un tasto secondo me importante per i gdl. E mi rendo conto che anch’io tendo ad amare quei romanzi che non sono di pura invenzione, ma piuttosto memoir come CITTA’ APERTA di Cole o CITTA’ D’OMBRA di Aciman o anche gli autori che praticano bene il giornalismo narrativo. E il libro che mi aveva colpito maggiormente nel 2012 non era un romanzo ma un saggio che sembrava un romanzo, La biografia del cancro L’IMPERATORE DEL MALE scritto da un medico. Un libro incredibile.
    Sicuramente leggerò il saggio suggerito da Luigi, ma sulla prima guerra mondiale mi sono portata avanti, per così dire, con UNASTORIA di Gipi, un graphic di grande suggestione. Ah, e sentire nominare IL SECOLO BREVE fa venire davvero voglia di rileggerlo. La storia mi appassiona molto e la microstoria è stata parte delle mie letture per molti anni. che nostalgia per i libri di Carlo Ginzburg!
    Poi volevo ringraziare Mariangela anche per il libri per bambini tra i quali segnalo L’ALFABETO DEI SENTIMENTI di Janna Carioli e Sonia Possentini. Invece per gli adolescenti avrei tantissimi titoli e quindi ve li risparmio. come mio regalo della Befana un piccolo racconto che regalerò credo a tutti quelli che conosco: IL NASO CONTRO IL VETRO di Abdelkader Djemai. E’ un libro brevissimo che racconta il viaggio in pullman di un uomo che va a trovare il figlio. In realtà si parla di emigrazione, fortuna, padri e figli e destini forse inevitabili. Un piccolo gioiello, adatto anche da leggere ad alta voce in una classe. Ecco, così imparate a riempirmi di libri!!!!

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  29. Avatar camilla
    camilla

    @mariangela e @lettoreambulante. Si certo, effettivamente…..ma io non mi dibatto nella mia costante divergenza,non posso farne a meno.Amo molto i contemporanei, solo come minimo esempio ne cito un paio Mathias Enard, in ZONA e PARLAMI DI BATTAGLIE, DI EROI E DI ELEFANTI,o PARLARE DA SOLI, di Andreas Neuman, e Edward ST Aubin con i MELROSE, perchè sono divergenti, anche se possiedono tutte le possibilità e le qualità della ragione e della più vasta cultura. E i poeti, che direbbero i grandi poeti del passato , del secolo passato, da Baudelaire a Pasolini, passando da Mallarmè a Verlaine, aD’Annunzio, da Yames Butler Yeats aGertrude Stein, robert Frost, Machado, Rilke, e anche Paund, e Dino Campana perdinci, e Jean Cocteau, Pessoa,Marina Cvetaeva,Garcia Lorcae via avanti ancora fino Dylan Thomas….tanti , tanti altri ,divergenti, tolleranti e amanti delle diversità, intolleranti delle verità rivelate.Il saggio ha un grande valore ma pretende , deve dire verità rivelate,fino a prove provate del contrario. Insomma la saggistica è un grande valore ma, per me, solo per me forse, è un’altra cosa. Hai ragione Simonetta, la pianto subito e, per quanto mi riguarda, mi fermo qui. Solo un piccolo episodio a cui tu forse hai assistito a Mantova, nell’incontro con la DRABBLE : le venne chiesto “cosa fa nel suo tempo libero Signora Drabble? ” Ah, rispose, scrivo saggi. Così mi riposo dalla fatica di creare. L’ho amata ancor di più.Ciao bellezze. leggete quello che vi piace di più, Vi voglio bene. Ciao Adour, ti pensavo divergente. huhuhu

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  30. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    Bella discussione sul romanzo e saggio, Mariangela hai espresso pensieri molto interessanti. Vorrei aggiungere le mie idee sul romanzo e lettura in generale, poiché il punto mi sta a cuore. Il lettore cerca, andando a spasso tra i libri, ciò che lo travolge, come nell’amore. Saggio, romanzo, poesia, diari, lettere costituiscono il mondo dei buoni libri e in questo mondo si inseriscono alcune precisazioni. Sul romanzo è vero quello che è stato detto, la stragrande parte dei romanzi non lo sono nel senso kunderiano, che a mio modo di vedere è quello autentico. I romanzi veri sono pochi. Un romanzo deve avere un recondito assillo, uno stesso autore non può scriverne molti davvero significativi ma pochi (penso a Musil, Flaubert, Proust, Kafka, Svevo). Deve inventare – invenire, scoprire strada facendo – delle possibilità, delle tensioni che solo all’interno di una narrazione possiamo avvertire. In questo si differenzia dal saggio, dalla poesia, dalla cronaca, dal trattato di psicologia. Se leggo L’immortalità di Kundera avverto, come in altri suoi libri, una fitta che solo in quel libro posso sentire, e non basta che mi venga detto “come” in un articolo o in un saggio, perché nel romanzo si capisce con continui rimandi e corrispondenze ciò che la vita rende possibile e ciò che non può renderlo proprio perché non lo si spiega con concetti. Si sente come alcune libertà possano esistere nell’immaginazione e non nella pratica delle cose. Si capisce che alcuni fatti si ripetono con una comunanza, nell’amore, nella vita quotidiana, nelle relazioni, che fa pensare a Vico, con le vicissitudini personali che si ripetono perché le combinazioni di vita non sono infinite, si ripresentano in modi vagamente prevedibili e l’essere umano di dimena per non accettarne la fatalità. Svevo scrive che il silenzio è più completo del ragionamento perché resta muto, non estrae alcune nozioni escludendone altre. Nel romanzo, non potendo esercitarsi il silenzio, si tengono insieme tutte le possibilità in tensione e non si tirano mai le somme. Se leggo Tempo d’estate di Coetzee sento altre cose, che le parole di coloro che ci hanno conosciuto possono essere vere, false, enfatiche, beffarde, fatto è che ognuno conosce momenti in cui potrebbe essere il Nobel del coraggio e in altri quello dell’abiezione e l’immagine che gli altri hanno di noi è altrettanto stravolta dell’immagine che abbiamo noi di noi stessi. Se si vuole cogliere un filo di verità bisogna fissarla in alcune pure, rare occasioni di raccoglimento o di stupore. Se leggo Alice Munro (che scrive lunghi racconti ma vi è recondito assillo) sento come nella vita le occasioni non fanno l’uomo ladro ma più precisamente l’uomo vivo. Ovvero Alice Munro mostra come le persone raggiungano la conoscenza dei propri sentimenti in incontri causali, in occasioni impreviste; Alice Munro è unica e innovatrice in questa virtù, una virtù terrena che tende a estendere le possibilità di vita, a farci respirare meglio. Ma anche a farci ripiombare con i piedi per terra all’improvviso e a suscitare perciò commozione come nel capolavoro struggente intitolato Scherzi del destino, contenuto nella raccolta In fuga. Insomma i grandi scrittori come i grandi libri sono quelli che sentiamo come totalmente nuovi e originali e che non possiamo sostituire con altro, come i veri amori. Per chiudere con un saggio e non con un romanzo, mi viene in mente Il paese delle chimere di Lionello Sozzi (Sellerio, 2007). È un meraviglioso inventario di scritti, riflessioni, citazioni sull’idea di illusione nella letteratura europea, sulla forza vitale e contraddittoria dell’immaginazione. Inizia con una frase di Stendhal: “Era un’anima troppo ardente per accontentarsi della realtà della vita” e ci mostra come l’immaginazione sia il bagliore segreto dell’esistenza non una mera ingenuità, e come sia vera la frase di Gide che “forse è più facile rinunciare a ciò che si è conosciuto, che non a ciò che si immagina”.

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  31. Avatar Stefano
    Stefano

    Nel solco dei romanzi non di invenzione, il più bello che mi è capitato di leggere nel 2013 e che consiglio vivamente è PROMETTIMI DI NON MORIRE di Maria Pace Ottieri, libro che è stato anche finalista a Fahreneit, che è la storia di un’amicizia e il ritratto di una poetessa che negli 60 venne a vivere a Roma, l’americana Carol Gaiser. A partire da un fascio di lettere indirizzate alla madre e ritrovate dopo la sua morte, la Ottieri ricostruisce la vita della Gaiser e il suo soggiorno a Roma, nel periodo della dolce vita; poi, sul finale del libro, racconta del suo viaggio negli States per incontrarla e conoscerla di persona, e la trova convivente con un mezzo ubriacone in fin di vita. Libro davvero molto bello. Tra i romanzi di invenzione, se non l’avete ancora letto, consiglio IL COMMESSO, capolavoro di Malamud, appena ristampato da minimum fax. Resto però dell’idea della settimana scorsa, leggete IL CAVALLO ROSSO che è un romanzo veramente stupendo, a patto che non si stia a questionare sulla visione cattolica del mondo dell’autore che è comunque legittima. Anche lo scrittore Giorgio Fontana nella sua annuale lista di romanzi letti nel 2013 ha indicato IL CAVALLO ROSSO come libro più bello e mi sembra un parere che ha un certo peso. Approfitto per mandare un caro saluto a renza.

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  32. Avatar adour

    @Domenico Fina complimenti per le citazioni da te postate. In special modo quella di Gide che non conoscevo “. Forse è più facile rinunciare a ciò che si è conosciuto, che non a ciò che si immagina”.
    L’ho trovato perturbante nella sua veridicità.
    Penso che tutti noi siamo d’accordo che, anche il romanzo (quello buono), è fonte di erudizione, di arricchimento culturale ed intellettivo.
    E concordo con domenico, quando dice che la sua forza, è il continuo rimando che ci porta maggiormente a posare l’attenzione, ad introiettare il concetto-pensiero, fino a metabolizzarlo più ampiamente.
    Questo nel saggio, non accade o almeno non mi accade.

    Nello stesso tempo, penso che dobbiamo avvicinarci ad una nuova forma di romanzo, poiché non è più possibile comprare 10 romanzi e scoprire che 8 sono sciatti, noiosi e privi di qualsiasi indagine storiografica o sociologica. Ciò potrebbe comportare a medio termine, la disaffezione del lettore ed un più rapido declino della editoria tutta,che non può continuare a sopravvivere su una manciata di buoni libri, o peggio sulla rendita dei vecchi, grandi scrittori.

    Un esempio? Il tanto osannato dalla critica e in alcuni social cinguettanti, SOFIA SI VESTE SEMPRE DI NERO di Cognetti. Letto sino alla fine, solo per sapere, dove volesse andare a parare lo scrittore, e scoprire, alla fine …..la fatua nullità. Un trauma,che devo ancora superare. 🙂

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  33. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Adouuuuuuur, bentornato con tutta la tua verve.
    A tutti :
    domani lascio la Sicily 😦 per tornare nella scuola alpina, ma ne porto un pezzo con me. In aereo leggerò VIA XX SETTEMBRE della Agnello Hornby.
    Consiglio la lettura di questa scrittrice che sa conciliare nei suoi libri saggio e romanzo, ironia e documentazione, sorriso e approfondimento psicologico e sociologico.

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  34. Avatar luiginter

    Ciao a tutti!

    Be’ credo sia prima di tutto d’obbligo un ringraziamento a @camilla per la sua divertita, ironica ma sentita e affettuosa scossa elettrica provocata dal mio libro dell’anno: I sonnambuli di Cristopher Clark.

    Perché è un bel tema il confronto fra letture di finzione e saggi, soprattutto perché Camilla lo pone sul piano emotivo e del piacere di lettura.
    Insomma, una sfida da accettare e che merita un seguito, che del resto gli altri lettori del blog non ci hanno fatto mancare.

    Intanto voglio tranquillizzare @camilla: il fatto che abbia indicato un corposo saggio sullo scoppio della prima guerra mondiale non significa che non abbia letto letteratura: per esempio ho letto negli ultimi giorni dell’anno il meraviglioso _Libra di Don DeLillo (anche qui c’entra con la storia e gli anniversari, in effetti, visto che nel 2013, in novembre son stati giusto 50 anni dall’omicidio Kennedy), e nel corso dell’anno molti altri romanzi e racconti. Non scrivo molto spesso sul blog a proposito delle mi letture, in effetti, ma ti assicuro che ho sempre almeno due libri in lettura: un romanzo e un saggio.

    Ancora più rilassante forse sarà, per @camilla, sapere che per me la storia è un potente generatore di emozioni, passioni, fantasie. Un saggio storico ricco e ampio ha su di me un effetto di felicità. Quindi qui siamo alle stranezze, alle idiosincrasie alle inclinazioni personalissime.
    In particolare la Grande guerra ha su di me un effetto di enorme fascinazione, per un sacco di motivi, in parte già spiegati su questo blog (per esempio qui: https://gruppodilettura.wordpress.com/2010/08/05/in-viaggio-anche-con-libri-nella-somme-e-nelle-fiandre-nella-memoria-della-grande-guerra/ e qui: https://gruppodilettura.wordpress.com/2010/06/24/mark-thompson-la-guerra-bianca-e-i-ricordi-del-nonno/)

    Infine, mi permetto di sottolineare la differenza fra erudizione e conoscenza, con la seconda che coinvolge assai più della prima anche i sensi e soprattutto ci aiuta a connettere, mettere insieme i saperi – anche quelli in arrivo dai romanzi. Come non connettere le riflessioni sulla Grande guerra a quel che è avvenuto nei corpi e nello spirito dell’Europa nei decenni successivi, con le sue catastrofi ma anche le sue rinascite culturali e artistche – come ci dice anche Jezabel ricordando il contributo irrinunciabile di Hobsbawm e del suo Il Secolo breve_. La conoscenza è anche questo, qualità che l’erudizione – da sola – non conosce.

    Infine, le endorfine. Mi diletto da un po’ di anni a correre, non veloce ma a lungo, si insomma, abbastanza, fino ai 42,195 km della maratona. E fra allenamenti e maratone di endorfine se ne producono parecchie. Questo per dire che ho ben chiaro che non esiste pratica umana, quindi anche la lettura, che non coinvolga i sensi e il corpo complessivamente. E che non c’è lettura nella quale lo spirito non sia mano nella mano con i sensi, il corpo trascinato dalla mente e che a volte spinge la mente. E che in questo intreccio, facile da riconoscere quando si prova e facile da intuire quando un altro lo vive, sta una buona parte della joie de vivre. Che risiede, dunque, in aree non sempre sospettabili.

    Abbracci a tutti (in particolare @camilla)

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  35. Avatar camilla
    camilla

    @luiginter – uff, meno male .Per questa volta me la cavo,– vedi? mi sono detta, vedi a far la furba, sempre. la bastian contrari, la rompi ….vedi che figura da idiota, come sempre?– Invece caro Luigi sei stato un gran signore. Grazie tantissimo a te per la tua splendida capacità di tenere un bel blog come questo. Non ce ne sono tanti. Io li cerco sempre ma non li trovo mai. Troppo così, troppo cosà, sono prolissi o noiosi o aggressivi o spocchiosi o troppo complicati troppo escludenti prevedono i modi e i toni o l’abito da cerimonia oppure tutto fa brodo troppo trasch o troppo salottieri o troppo narcisi, o troppo complimentosi, o si insultano….. Tu sei proprio talentuoso. Merci beaucoup.
    @mariangela– ho fatto le doppie capriole per “tenerti testa” ma non è facile, la mia logica, in certi momenti, si arrampicava su le ciglia nere di Ermione….ma mi sono molto divertita, sei in gamba e mi sei molto piaciuta. A presto spero, su qualche lettura che ci appassioni entrambe.
    @Domenico Fina- Resto a bocca aperta, occhi spalancati,da te imparo e prendo appunti. Amo tanto Kundera, certi suoi romanzi , cellule di quei romanzi, mi sono entrate nel cervello e sono vive , certi gesti e parole e colori e aria…, non ti dico la mia passione per Svevo, e i racconti di Munro e delle altre amazzoni Canadesi, una più unica e grande dell’altra ( la engels, la Laurence, di cui sto finendo I RABDOMANTI e…. &) Sempre a portata è mon ami Marcel: senti domenico, ho letto che in Francia è stato pubblicato un “dizionario” su la Recherche, molto pulito, col dovuto rispetto e il necessario distacco. Mi sembrava interessante (devo averlo letto su uno degli ultimi Domenicali del Sole) ne sai qualcosa? Sai io sono caotica, letterariamente sono una povera, passionale autodidatta. Ma mi piace tanto leggere. :0
    @adouor E’difficilissimo trovare bei libri italiani. Ce ne sono pochi. Chissà che fine ha fatto la Milena Agus, splendida e modesta sorellina minore di Natalia ginsburg. Ciaociao! :O

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  36. Avatar lettoreambulante

    Menomale Camilla che hai subito ripreso. Mi stavo preoccupando… guarda che io sono l’ultima a dirti di smetterla. Anche perché mi diverto troppo. Dei libri che citi, Neumann e Enard li metto tra i miei migliori 5 del 2013 e con I MELROSE non riesco ad andare avanti. Ho anche ritrovato l’edizione di EInaudi, che penso di avere letto, ma non mi ricordo niente. Quindi per me sei sempre sorprendente e questo mi piace molto. E immagino io sarò lo stesso per te.
    I RABDODMANTI sono uno dei libri preferiti votati dai miei gruppi e non sono molto contenta.
    Milena Agus tornerà presto, ma non dire a nessuno che te l’ho detto, devi solo pazientare qualche mese.
    Adour, guarda che se non altro SOFIA SI VESTE SEMPRE DI NERO non ti ha lasciato indifferente. Sono d’accordo che Cognetti non è la Egan, ma io ho apprezzato il tentativo di fare un romanzo diverso e ho trovato molte suggestioni, non solo stilistiche.
    Poi Domenica Fina lo adotterei e comunque lo assumerei per scrivere tutti i giorni sul blog. Ma anche Mariangela e molti di voi. Appena divento ricca, vi assumo per scrivere.
    Luigi, perché non facciamo un piccolo elenco di saggi che potrebbero essere adatti anche per i gdl e per gli appassionati di narrativa? Io comincerei con ARMI ACCIAIO E MALATTIE di Diamond e IL FORMAGGIO E I VERMI di Carlo Ginzburg così facciamo contenta Camilla con uno di famiglia….

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  37. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    @Camilla. Non ho letto del “dizionario” francese su Proust, però posso dire che da noi vengono pubblicati libri importanti su Proust, come “Quel Marcel!” di Mario Lavagetto.
    In uno dei capitoli iniziali Lavagetto riporta una lettera che Proust scrive a suo nonno per rendere l’idea del talento comico di Proust e del fatto che la vita in sé è comica. Il padre di Proust era docente di Igiene all’università di Parigi e aveva pubblicato una trattato sulla nevrastenia, a quel tempo la masturbazione era considerata una delle cause della nevrastenia. Il padre di Proust aveva offerto del denaro a suo figlio affinché il giovane sedicenne potesse recarsi in un bordello e mettere fine alle sue “dannose” pratiche masturbatorie. Egli mentre sta spogliandosi rompe un vaso e nell’agitazione non riesce a consumare l’atto sessuale con la prostituta. Sua madre lo esorta a scrivere una lettera a suo nonno per chiedere il denaro che gli servirà per ripagare il vaso e tornare dalla prostituta. La famiglia di Proust inscena un balletto involontario intorno ad una convenzione che non ha fondamento scientifico. Il ridicolo è impossibile da evitare, l’intelligenza alle volte per Proust è addirittura una forma del ridicolo.
    @Lettoreambulante. Grazie. Anch’io seguo i tuoi consigli. Sto leggendo Ditelo a Sofia di Magda Szabò, libro incantevole. Szabò è una grande scrittrice davvero, da La Porta a L’altra Eszter, personaggio che ho amato nella sua eccentrica e indisponente cattiveria.
    @Adour.
    Il vezzo, non solo nostro, è quello di scrivere belle e interessanti cose ma che sanno di risaputo, mutuando stile, trame, dalla narrativa americana che fluttua come un vento online. Cognetti è abbastanza bravo ma ci sento dentro il calco di una serie di racconti americani. Lui vive a New York, traduce e legge racconti americani. Per cui se lo assimilo a Carver o Munro non leggo lui ma loro. Insomma, boh. Aspettiamo che raggiunga più autenticità. Tuttavia non vedo la nostra narrativa come tarata verso il basso o l’insignificanza o la sterile prosa d’arte. Mi piacciono Cesare De Marchi, Eugenio Baroncelli, Letizia Muratori, Ornela Vorpsi e altri ancora.

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  38. Avatar adour

    Je ne manquerait plus que ça
    @Luigi scrive un post con più di 2 righe e ci parla di lui (pensavo fosse un entità astratta)
    @Camilla che cade sotto il post di luigi …. E diviene titubante
    @Simonetta imprenditrice di scrittori di post
    Eh si c’è una nuova linfa in questo 2014.
    Ma un po’ tutti i nuovi, quelli che si affacciano timorosi, e chi altri (mariangela,felice nascosto,i più recenti) che finalmente sono usciti dall’oscurità e ci parlano di loro.Sono per me una nuova fonte di giovinezza. E’ come se ritrovassi un po’ di adour in ognuno di loro .
    ….Super
    @Domenico
    cosa mi combini ?, anche tu mi paragoni cognetti con carver (anzi alcuni lo definiscono il nuovo carver) mah.
    Sulla Muratori non sono d’accordo letto, COME SE NIENTE FOSSE, anche qui buio totale..
    Su tutti gli altri tres bien ;)…..
    Un sorriso a tutti 🙂

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  39. Avatar camilla
    camilla

    @domenico fina–Dictionnaire amoureaux de Marcel Proust ed Plon-Grasset
    ” parziale,incompleta, disinvolta, seria, canzonatoria “innamorata”…la definiscono gli autori ,Jean Paul e Raphael Enthoven- padre e figlio, autore editore il primo, filosofo il secondo.Alle liturgie autorizzate e alle perizie sapienti, che per loro oscurano spesso la limpida figura di Proust, hanno opposto il capriccio e la semplicità. (Bernardo Valli – Repubblica del 28 dic. 13, pag. 41.) Valli ne fa un quadretto molto accattivante , una specie di breviario in cui, grazie a un velato snobismo,è escluso il banale,è premiata la leggerezza e quindi è consentita l’ironia. – mi fa una gola terribile: in genere Proust è stato raccontato dalla critica,(oltre a Lavagetto e molti altri, anche Macchia tra gli italiani)in toni quasi..lugubri, così lontani dalla sua voglia di vita e di bellezza e di gioia. E speravo che tu ne sapessi qualcosa.di questo Dictionnaire.
    @ luiginter Forse tu potresti farci sapere qualcosa di bello nel merito. Questo ultimo lavoro su Proust potrebbe essere una strada di Swann per avvicinare nella maniera migliore il grande romanzo della Recherche.Sarebbe bello. grazie comunque.
    @lettoreambulante: senti simonetta ho l’influenza e sono distrutta (ma non doma) per mettermi a dirti cosa mi è successo leggendo i MELROSE di questo splendido scrittore di nome Edward St. Aubin. Ma lo farò appena riprendo lucidità(?)Il vecchio Melrose di einaudi era solo uno dei 5 volumi. C’è un inizio, l’avevo letto a suo tempo, restandone basita, dove un “neonanascente” descrive la sua venuta fuori dal grembo della mamma e si senta accecato dalla luce…: Insomma si deve uscire dalle solite abitudini, sia pur ottime, per leggere I MELROSE. Il clima morale dell’ambientino , mutatis mutandis, è lo stesso del clima della corte di Enrico vIII, solo qualche secolo di distanza ma il cuore nero dell’aristocrazia inglese è identico, solo non ha più potere sul mondo. Ma sul piccolo Patrick ce l’ha.Baci a tutti.
    @adour- ne me quitte pas,ne me quitte pas, ne me quitte pas!

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  40. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    @Adour. Non ho paragonato Cognetti ad alcuno 🙂 intendevo dire che lui fa troppo riferimento alla narrativa di racconti americana che passa per Carver e Cheever, nella mia idea di scrittura anche se per assurdo fosse molto simile a Carver non mi piacerebbe affatto, a me piacciono quelli che sono simili a loro stessi, altrimenti leggo gli originali. Letizia Muratori di Come se niente fosse non mi è piaciuta, è un libro non riuscito, ma ho trovato molto interessanti i due precedenti, Sole senza nessuno (il suo più bello, con alcune parti molto raffinate) e Il giorno dell’Indipendenza.

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  41. Avatar Stefano
    Stefano

    Di Cognetti il libro più bello è IL RAGAZZO SELVATICO e non è un romanzo e nemmeno una raccolta di racconti. Leggetelo e scoprirete un grande libro e un grande autore. Letizia Muratori non mi è mai piaciuta. Di libri italiani belli ce ne sono un’infinità … oltre a Walter Siti (il più grande autore italiano vivente) segnalo Tarabbia (IL DEMONE A BESLAN) Sortino (ELISABETH) Veronica Tomassini (SANGUE DI CANE) Alessio Torino (TETANO) e si potrebbe continuare.

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  42. Avatar lettoreambulante

    Camilla, guarisci presto! E non preoccuparti, I MELROSE in tuo onore li ho sempre sul comodino!

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  43. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Lettoreambulante Non pensare che abbia snobbato la tua proposta di redigere un elenco di saggi per i GdL, non me ne sono dimenticata, ci sto pensando; non ai titoli, ma all’argomento saggistica da proporre ai GdL in carne ed ossa: è un discorsone che per ora non so ancora affrontare.

    Più banalmente, volevo chiedervi un’indicazione pratica sul funzionamento di questo blog. Come mai, a vostro parere, http://www.biblioclick.it/GruppiDiLettura/SebinaYOU.do, raggiungibile cliccando “La rete dei gruppi di lettura”, che è il luogo preposto ad accogliere i voti e i commenti sui libri letti nei GdL o per conto proprio, è così poco frequentato? Io ci ho trovato solo un commento.

    @adour, da un’altra parte di questo blog, leggo che non apprezzi le recensioni “simil letterarie” nelle quali vedi, magari a ragione, un po’ di esibizionismo e di cui lamenti la scarsa partecipazione emotiva.

    Io dico che impegnare il cervello a mettere per iscritto quello che abbiamo capito di un libro, alla nostra maniera, magari come continuazione dello scambio verbale avvenuto durante l’incontro del GdL, non può farci male. Tu mi risponderai che potrebbe far male a chi legge. Può essere che gli esiti dei nostri tentativi di commentare un titolo suonino altisonanti, ma è dovuto a imperizia non a presunzione!

    Ciao a tutti!

    Mariangela

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  44. Avatar Renza
    Renza

    Stefano, ho cercato, incuriosita, IL CAVALLO ROSSO, di cui non avevo sentito parlare. Ho visto che non è un testo recente e che è disponibile in Biblioteca. Quando ho finito quelli in lettura, lo prendo. Ti saluto anch’ io caramente e continua a segnalarci le tue scoperte!

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  45. Avatar Stefano
    Stefano

    Sì, IL CAVALLO ROSSO è un romanzo degli anni 80, l’ha letto un sacco di gente (basta guardare i commenti su ibs), ha raggiunto le 28 edizioni, è stato tradotto all’estero e molto amato soprattutto in francia ma, in italia, se ne è parlato poco (anch’io non ne avevo mai sentito parlare prima) per il solito, vecchio, motivo: la critica letteraria era prerogativa dei critici di sinistra e un testo come questo che parlava male del comunismo doveva essere ignorato. Col senno di poi, tutte le cose di cui parla Corti (i lager in russia, la critica culturale tutta di sinistra, la superficialità del comunismo) risultano ovvie ma gli anni 80 erano diversi e di certe cose non si doveva parlare. Io ho scoperto dell’esistenza di questo libro un giorno su twitter, quando Giorgio Fontana annunciava di stare leggendo un bellissimo romanzo e siccome mi fido dei suoi gusti l’avevo messo in lista (poi, a fine anno, Fontana l’ha eletto miglior lettura del 2013). Anche Giulio Mozzi ha molto amato Il CAVALLO ROSSO, può bastare come giudizio? Ci sono delle pagine che raccontano la ritirata dalla russia che non hanno eguali nella narrativa. IL CAVALLO ROSSO viene spesso accostato all’altro capolavoro di area cattolica che racconta la resistenza LA MESSA DELL’UOMO DISARMATO di Luisito Bianchi, secondo me è bello allo stesso modo. Il cavallo rosso racconta le vicende di un gruppo di ragazzi brianzoli (cattolici) che vanno in guerra, chi in russia chi in africa, alcuni muoiono, altri ritornano, riprendono le loro vite, si innamorano, si sposano, si ammalano: c’è tutto in quel libro, la vita, la morte, l’amore, la guerra, l’amicizia, l’odio, la religione, la politica … a me ha entusiasmato, è stato uno dei pochi libri di cui aspettavo il momento di tornare a leggerlo, per sapere come andava a finire (di solito la trama mi interessa poco). Lasciate perdere le novità, leggete il cavallo rosso, questo è il mio spassionato consiglio. Renza, poi facci sapere, del tuo giudizio mi fido, vorrei che tutti leggessero questo libro nel 2014, perché è un delitto non averlo letto. Ciao

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  46. Avatar antonellina
    antonellina

    @Stefano mi hai convinta! Consiglio un libro breve ma intenso, con picchi di tenerezza dovuti alla voce narrante di un adolescente di un paese arabo cui rapiscono il padre…ANATOMIA DI UNA SCOMPARSA di Hisham Matar.
    Ciao a tutti

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  47. Avatar cristina
    cristina

    Oh… bello sentire parlare di tanti libri! mi mancava, poi Camilla ritrovata è per me una tale gioia che voi non potete saperlo…la mia Cam
    Quindi grazie a voi che avete scritto (anche se il dibattito saggistica-letteratura non mi prende, io amo entrambe di amori uguali e diversi, come mi pare logico).
    Segnalo anch’io Il Ritorno di Cardoso che davvero apre finestre di energia e freschezza su una storia coloniale a noi forse ignota (la fuga dall’Angola delle famiglie di coloni portoghesi).

    Ho preso buona nota dei libri di italiani recenti segnalati qui sopra, e spero di non dovermene pentire perchè sin qui, a parte la Agnello Hornby, tutti gli altri che ho provato a leggere negli ultimi anni insomma!… mi hanno parecchio delusa (ma proverò Siti, Alessio Torino, Tarabbia) ,mentre Vorpsi la voglio pensare albanese scrivente italiano – avevo letto qualcosa di lei che non mi era piaciuto ma non ricordo il titolo.

    Sto leggendo La famiglia Karnowski di Singer, non Isaac ma Israel Joshua, suo fratello, che mai avevo saputo essere anch’egli scrittore,che famiglia!
    Naturalmente sono sprofondata in piena mitteleuropa, grande atmosfera, pagine rapinose, tratti vividi, ritmo a non finire, ebrei dell’est a Berlino, scontri fra scuole rabbiniche, la simil-integrazione un po’ snob degli ebrei nel grembo tedesco ( così pensano) e prevedo prossimi sfracelli e antisemitismo a gogo che pioverà sulle loro teste. Molto godibile, grande mano nello scrivere, tutto fluisce lento e perfetto.

    @Domenico Fina.ci eravamo letti su Leggere Scrivere, ma quel posto mi ha annoiato a morte(povero Paolo mi dispiace) e me ne sono andata … bello ritrovarsi qui, dove mi pare ci sia più vita e aria che gira!
    Grazie a tutti per ora, ho anch’io un elenco lungiissimo di titoli che avete fatto…

    Nel mio nuoco piccolo gruppo di lettura stiamo leggendo ( ri-leggendo) Munro e…com’è che non riesce a piacermi fino in fondo? ( Chi ti credi di essere – ci ha proprio annoiati e abbiamo fatto fatica a finirlo,trascinandoci per le pagine)
    Secondo me Munro ha delle abilità notevoli, ma schiaccia tutto a cercare la morale e il senso, che a volte c’è, ma a volte sfarfalla sopra la storia, come una moschina che va a posarcisi sopra alla fine, non dico sporcandola, ma …insomma cci sento troppa scrittrice dentro, la quale ha grandi ambizioni: cercare il senso della vita dentrro una piccola storia umana, per dirla in parole povere. E mi pare di non riuscire mai ad affezionarmi a nessuna di queste persone.Sarà che la misura del racconto mi sta stretta, infatti ne leggo uno e mi resetta quello precedente…..
    Poi ha – a mio parere- una scrittura fredda, i suoi personaggi non mi emozionano, questi paesaggi relazionali americani mi sembrano sempre molto tremendi, soffocanti, tristiissimi.
    Mi sto riferendo al libro Amico, nemico, amante….

    Però chi mi conosce sa che ho delle difficoltà con la letteratura del Nord America, che mai o quasi mi piace.
    Bè ho parlato troppo, e mi scuso. Bentrovati comunque e buon anno!

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  48. Avatar camilla
    camilla

    @cristina– ho aperto il blog adesso, sto da cani, mal di stomaco, tosse, naso colante, male di gola, febbre da cavallo rosso (ciao Stefano, leggerò anch’io questo libro che tanto ti è piaciuto)ma potevo resiStere al fascinoso fascino di cri stina di Pisa, amica dei tempi di fahre forum? Primo : sono contenta che riconosca il bel ritmo e la gente stupenda di questo blog! Anch’io lo trovo il meglio ….che ho incontrato. E poi vorrei raccontarti, ma non ora, che non ragiono, delle CANADESI, quelle degli anni sessanta e quella giovani,L’ORSO Cristina, cerca l’orso della Engels, e decine di altre e di altri libri di cui , mi ripeterò, ma non si può parlare di Munro senza riconoscere quell’eroico battaglione . Credo che il Nobel glielo abbiano dato anche in memoria delle altre grandi ,della sua epoca, che non ci sono più e che hanno scritto innovativi capolavori di intelligenza e bellezza. La Munro la trovo dura e pesantina anch’io, sento odore di chiuso e mi annoia parecchio. D’accordo Cri, a presto. A Lettoreambulantte Grazie degli auguri di guarigione, non ne posso più. E a tutti un saluto gaudioso. State bene.

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  49. Avatar cristina
    cristina

    cam guarisci! ma del resto fra dicembre e gennaio, ti capita sempre di avere il cimurro, me ne ricordo bene. Miele, calduccio copertina e …musica !! che leggere col naso che cola, difficile è!
    le canadesi, si cam, gli anni 60, siiiii, ma era pur sempre cinquant’anni fa….

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  50. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Buona sera, mia mamma ha imparato a mandare gli sms e dalla Sicily mi invia i suoi commenti ai racconti della Munro di TROPPA FELICITA’. Ricorrono espressioni quali “storia scialba”, “protagonista insensibile”, “rapporti causa-effetto improponibili”.
    Io non riesco ad essere d’accordo, trovo magica la sua capacità di estrarre inaspettatamente un “sugo” inedito e imprevedibile dalle situazioni più quotidiane e più apparentemente normali.
    Per le mie prossime letture, non credo che mi farò sedurre dai vostri suggerimenti. Voglio dedicarmi alle riletture: IL DOTTOR ZIVAGO, DAVID COPPERFIELD, GRANDI SPERANZE
    Ma so già che non ne farò niente. Le letture non sono mai riuscita a programmarle.
    Ciao ciao
    PS Anch’io non mi sento un granché. Speriamo bene.

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