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I libri più belli, letti nel 2013

Libri: un flusso creativo ininterrotto di titoli, autori, consigli, sconsigli, analisi, emozioni, discussioni sulle emozioni. Ma anche digressioni e tante tante richieste di consigli o di pareri. Siamo dunque di nuovo al momento di dare il via alla grande festa dei libri più belli letti nel corso dei quest’anno. Il post dedicato a quelli del…

Libri: un flusso creativo ininterrotto di titoli, autori, consigli, sconsigli, analisi, emozioni, discussioni sulle emozioni. Ma anche digressioni e tante tante richieste di consigli o di pareri. Siamo dunque di nuovo al momento di dare il via alla grande festa dei libri più belli letti nel corso dei quest’anno. Il post dedicato a quelli del 2012 ha superato i mille commenti (sì 1000) ed è – come quelli degli anni precedenti – un enorme giacimento di ragionamenti e idee sulla lettura. La lettura e i libri; i lettori e i libri, i lettori con i lettori.

Ora partiamo con quello del 2013: speriamo di mantenere tutti gli amici degli anni trascorsi e di incontrarne nuovi. Sarà un viaggio bellissimo.

Le regole sono le stesse: i migliori libri letti nel corso dell’anno, indipendentemente da quando siano stati pubblicati. Valgono richieste di consigli, scambi di pareri, suggerimenti. Valgono tutti i libri che volete.

Come sempre usiamo i commenti.

Commenti

1.778 risposte a “I libri più belli, letti nel 2013”

  1. Avatar camilla
    camilla

    @renza — grazie della triste notizia. sui miei giornali non ho notato nulla in proposito.Neppure Fahrenhait ? Eppure Denise Epstein è da ricordare, e da leggere. finisce una grande testimone di un’epoca .

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  2. Avatar ennore
    ennore

    @ Polissena
    L ULTIMO TESTAMENTO DELLA SACRA BIBBIA
    Anch’io sono una tua “quasi vittima” come vedi il tuo potere persuasivo è molto forte contrariamente a quanto pensi. Dico quasi, perché come ti scrissi in un post, credo di febbraio, (comunque appena dopo la tua segnalazione e che probabilmente ti è sfuggito), ho provato a leggerlo (da buon genovese ho letto a sbaffo per quasi un’ora comodamente seduto da Feltrinelli) ho scorso parecchie pagine, ma non sono riuscito a farne una lettura completa, perché l’ argomento ed in parte la scrittura, per me era indigesto, ma questo è un mio limite. Devi credermi sulla parola, sono credente, ma tutt’altro che integralista, nonostante ciò, l’ho diligentemente richiuso e non credo lo comprerò mai., ma le tue recensioni, sono sempre ottime.
    Credo che sia molto facile avere successo con operazioni di scrittura simili: argomenti di rottura, sulla Chiesa, la fede, Cristo , il sesso….vedremo mai qualcosa di simile su altre religioni? Credo che neanche la voglia di successo e di denaro, regali il coraggio.
    @ Illex
    (ti leggerei volentieri sulla mia delirante critica di Kafka sulla spiaggia) per una volta, discordo da te. Non so se San Francesco sia stato il secondo vero Cristo sulla terra, chissà quanti altri santi e martiri, rimarranno sconosciuti? Per certo, però, Francesco, è stato riconosciuto Santo, fra i più grandi, dalla Chiesa e non da qualche altro ente laico o politico e ne conosciamo la vita, sempre grazie alla tradizione cattolica. Inoltre non vedo, allo stato attuale, tutto il potere che tu riconosci alla Chiesa. Negli ultimi decenni, direi che ha perso tutte le battaglie: dal divorzio all’aborto, a breve anche in Italia, L ULTIMO TESTAMENTO DELLA SACRA BIBBIA sarà riconosciuto il matrimonio omosessuale e a seguire il testamento biologico e fra non molto, l’ eutanasia. In questi anni, i cristiani sono perseguitati ovunque, rimarresti forse sorpreso se ti dicessi che ne vengono uccisi nel mondo, circa 105.000 all’anno? Tutto ciò avviene nell’ indifferenza generale, questo non mi pare una dimostrazione di potere da parte della Chiesa.
    Quanto alla parola “scopare” per una mia forma mentale, difficilmente riesco a collegarla alla parola “Amore, a maiuscola”( preferisco, anche se vecchio, arcano e desueto”fare l’amore”) e non so se scopare, renda più santi e vicini a Dio, credo che se così fosse, l’umanità sarebbe una distesa di santi e persone vicine a Dio. Se Ben Zion, ha distribuito il Suo amore a tutti, spero abbia lasciato senza amore, almeno qualche categoria protetta…
    @Klar
    Come ho detto in un mio precedente post, mai traggo lezioni di vita da un libro, lo leggo come guardo un film, sono racconti e basta, possono piacere o no a seconda dei gusti personali, quindi rimango sorpreso quando cataloghi come perle di saggezza rivelatrici, frasi e opinioni, che sono usate da sempre contro la fede, basta leggere un Odifreddi qualsiasi.
    E’ vero la “fede…effe minuscola” ha causato anche molti danni, ma tutto ciò che è dell’ uomo, può trasformare in tragedia anche la cosa più bella. Potremmo forse dire che l’ olocausto nucleare è colpa di Fermi? Forse Edison è un boia, perché esiste la sedia elettrica?
    Sono felice per Frey, se lui della morte conosce tutto, ha un pensiero in meno. Per me resta un mistero, così come la vita.
    Sulla Chiesa e la Fede, avrei tante cose dire, ma non è questo il luogo.
    Scusate la lunghezza e scusate anche se sono in qualche modo risultato scortese, mi è sfuggita di mano.
    Un abbraccio

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  3. Avatar ennore
    ennore

    Scusate, un malefico copia incolla dovuto alla mia inguaribile pigrizia, si è insinuato nel post ed ha replicato al centro un L ULTIMO TESTAMENTO DELLA SACRA BIBBIA che non doveva esserci….che sia un segno? Ben Zion, perdonami!!!

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  4. Avatar carloesse
    carloesse

    CICATRICI (segnalato già da camilla) di J.J. Saer è un libro effettivamente sorprendente. Mi ha ricordato un po’ (vagamente) “Gli Emigrati” di W.G. Sebald (4 storie di estraniazione dal mondo, dovute alla recisione delle proprie radici) e un po’ il mondo claustrofobico e ossessivo di T. Bernhard. Se amo incondizionatamente il primo, la cui capacità di coinvolgermi in un mondo pacatamente ed elegantemente straniato e nelle proprie vertigini è totale, e digerisco male il secondo, la cui gelida misantropia e la forza dell’ossessiva ripetitività continuano a respingermi, trovo questo scrittore di cui non sapevo nulla, e scomparso nei primi anni ’90, forse una sorta di “via di mezzo” tra i due, condita in qualche modo in un clima sudamericano e più propriamente Argentino (con echi di Borges, di Piglia e di Arlt).
    Camilla ha già ben descritto le quattro storie, nelle quali i quattro protagonisti si incrociano senza mai veramente toccarsi, e la struttura originale, il moto spiraloide in cui sembrano avvitarsi l’una sull’altra. Che altro dire? Che a me è piaciuto indubbiamente, ma forse non mi ha “trascinato” del tutto. Il perché ancora bene non so.

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  5. Avatar polissena
    polissena

    @Ennore,
    quando leggo un libro che mi coinvolge, cosa piuttosto rara ultimamente, cerco di invogliare gli altri a leggerlo, ma solo a leggerlo, non a farselo piacere. Rispetto i gusti di tutti, specialmente se espressi con la tua pacatezza ed amabilità.

    Anche nella cerchia dei miei amici in carne ed ossa ho trovato opinioni molto contrastanti ed è più che logico.
    Io stessa, per esempio, per inaugurare il mio nuovo kindle ho comprato ‘HABLAR SOLOS’, quel PARLARE DA SOLI, di cui tanto bene si è detto e mi sta annoiando profondamente oltre ad avermi suscitato una viva antipatia verso la storia ed i suoi personaggi. Lo potevo dire? Beh l’ho detto, ma questo non dovrebbe cambiare niente nella stima reciproca tra noi lettori.
    E’ molto più immorale quella Elena che con un amatissimo marito morente di cancro all’ultimo stadio, si distrae dal suo dolore in un sesso sfrenato col medico del marito, che il nostro Ben Zion che almeno non ha legami familiari nè malati terminali in famiglia.

    Ma L ULTIMO TESTAMENTO forse meritava da te una lettura un po’ più approfondita. Oso dire addirittura che l’amore fisico che questo moderno messia dispensa, come logica estensione di un sentimento profondo verso i poveri e i diseredati, diventa ai miei occhi una vera ‘comunione’, cioè è il cristo che dà in pasto il suo corpo.

    Beh è meglio che qui mi fermo, temo scomuniche e il solito ‘putiferio,’ come dice Adour, che riesco involontariamente a creare.

    Ciao, un abbraccio
    Paola

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  6. Avatar camilla
    camilla

    @ carloesse– CICATRICI di Saer, è certo sorprendente e è un piccolo esercizio perfetto di grande letteratura. come un letterato-scienziato,Saer racconta storie di esseri umani alle prese con il mestiere di vivere, in tempi di una terribile dittatura. T, Bernard un grandissimo scrittore, nella sua misantropia scarna e respingente, non mi sembra che abbia nulla in comune con Saer: altre storie, altre esperienze. i suoi personaggi disperanti sono , però, pieni di voglia di vivere, malgrado tutto.E, almeno per me, rimangono , vividi, nel mio patrimonio immaginario, reparto letture.
    @ennore– tempo fa’ ebbi anch’io tra le mani questo Ultimo testamento…. allucinato e allucinante, ennesimo pastrocchio, sessual-religioso, eccitante per qualcuno,noiosissimo per altri, scritto per vendere molto. Le “dissacrazioni” del sacro vanno di moda, da sempre e piacciono per motivi che non mi interessano affatto.La figura di Gesù e della sua eredità filosofica , per chi crede e per chi non crede, io sono atea, è un grande patrimonio di infinita sapienza e umanità e è degno del maggiore rispetto da parte di tutti.Questo Ben Zion,poi, solo una risata lo può seppellire. 😀

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  7. Avatar adour
    adour

    Dopo aver visionato il book fotografico di @carloesse Dalla versione alluvionati con k-way giallo limone scorrendo al pizzetto al bagno in piscina con occhiali da sole??? Fino alla bellissima e tenerissima foto con un bambino paffutello e bellissimo molto simile (e chissà se non siano tutte uguali) ad alcune mie con Miki (primus gens)in braccio con stampata una espressioni di orgoglio patriarcale e riproduttivo ,che nel mio caso sfiora l’ebetismo più bieco . Cmq devo fare i complimenti a Carlo per “l’essersi manifestato” in un blog dove solo di pochi conosciamo il nome e non continuo a capirne il motivo,e questo lo rende più che simpatico ai mie occhi (anche quando un po’ mi fa inc…. 😉 ) .

    @Paola: Posso darti del superlativo? Allora, Carissima Paola (carissima e indomita)I tuoi “putiferi” sono sempre costruttivi,composti ,gentili,e stupendamente stimolanti alla discussione. Ci sono tempi,(come quest’ultimo) a mio modo di vedere,in cui il blog appare un po’ spento,lento,pigro,e se mi permettete,noioso(ecco svelato in parte il motivo per cui non scrivo) per cui le discussioni sono per me una spinta adrenalica che mi spinge a discutere con persone che rispetto e stimo. D’altra parte la responsabile morale della mia venuta al blog sono esclusivamente e prioristicamente,dovute a polissena,una voce con un nome,che un analisi attenta del suo DNA dimostrerà senza dubbio origini borboniche a me date per natali. Sono un razzista al contrario credo che i meridionali siano una razza superiore 😛 . Scherzo,stefano,davvero 🙂 .
    Tra un po’ se mi permettete anche un mio punto di vista sul libro di paola e sul post di Ennore (empatico amico) di cui condivido alcune cose ma non “assolutamente”altre e sul Bellissimo parlar da soli. 😉
    Ciao camilla sono felice quando compari 🙂

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  8. Avatar polissena
    polissena

    @Antonio,
    non so perchè tu ci tenga tanto ai nomi che, come ci insegna Shakespeare, sono piuttosto irrilevanti. E chi ti dice poi che siano veri? Forse il mio nome vero è l’elegante Polissena e Paola uno pseudonimo e questo vale per tutti.
    Sono altre le informazioni che incuriosirebbero anche me: ‘dove siete, che fate nella vita, che cosa vi piace oltre la lettura, avete una famiglia’ e così via.

    Per darti qualche altra notizia su di me, sono nata a Roma, mio padre aveva origine umbre e per quanto riguarda mia madre da non molto, ritrovando alcune vecchie carte ingiallite e risalenti alla fine del 700 ho scoperto di avere un antenato armeno che dalla città di Ancira, l’attuale Ankara, si è trasferito ad Ancona con una lettera di accompagnamento dell’arcivescovo di quella città. Portava con sè un piccolo libro con immagini religiose in una scrittura indecifrabile. Quando sono riuscita a scoprire che si trattava di armeno, mi sono messa in contatto con la comunità armena di Roma e sono stata accolta con calore e affetto come una ‘figliola prodiga’. sono belle persone e continuo a frequentarle.

    Quanto ad origini meridionali non ne ho, ma avevo sposato un medico calabrese che purtroppo non c’è più ed ho assorbito tutte le virtù dei meridionali.
    Le mie due figlie, nate a Roma, si sentono calabresi, chissà perchè.

    Ho parlato anche troppo di me, ma naturalmente qualcuno può saltare la mia autobiografia. O chissà aggiungere la sua. Questo non mi pare un blog pericoloso in cui è meglio non palesarci troppo.

    Ciao Antonio e tutti
    Paola (nome vero)

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  9. Avatar Ennore
    Ennore

    @Polissena
    La mia sincera stima nei tuoi confronti, mi obbliga ad una risposta che ti darò in un momento di più tranquillità (parlo solo di tempo) anche per ciò che riguarda outing sulla nostra vita 🙂
    @Camilla
    Ho già scritto cosa penso dei non credenti che hanno la tua sensibilità verso la fede, grazie di questo
    @Adour
    Ricambio sempre la tua simpatia, anche in questo caso mi ripeto ( ahi l’età ) che mondo sarebbe senza contraddittorio ? Una noia infinita…
    Quindi ben vengano punti di vista diversi, non possono che migliorarci.
    Un abbraccio
    Ennore

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  10. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Polissenaaaa!
    Ancira/Ankara – Ancona, solo un caso il suono simile?
    Come mai ha dovuto/voluto trasferirsi in Italia? Ha mai potuto rivedere il suo paese? Aveva con sè solo quel libriccino?
    Sembra l’inizio di un libro di Singer!

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  11. Avatar adour
    adour

    @Paola : Come vedi non sbaglio quasi mai la tua meridionalità non era genetica ma trasmessa ambientalmente, e tu con le tue figlie ne esprimi l’orgoglio e la fierezza dell’appartenenza. Grande!:)
    Allora sei armena o in parte . Bene,ti racconto una storia che pochi sanno .

    Sappiamo tutti come questo popolo anatolico sia stato vittima di uno dei più atroci genocidi della storia, tra il 1915 e il 1918: il governo ottomano dei «Giovani Turchi» che ne trucidò un milione e mezzo. Fu probabilmente il primo esempio in epoca moderna di sistematica soppressione di una minoranza etnico-religiosa. Un genocidio che le autorità turche di allora, come purtroppo ancora oggi, non hanno mai voluto riconoscere. Ebbene pochi sanno che una colonia armena di almeno cento persone ebbe un suo «villaggio» nel capoluogo regionale(Bari).Infatti,durante la persecuzione migliaia di armeni fuggirono per cercare scampo e la Puglia, per ovvie ragioni geografiche, fu uno dei primi approdi. Cosicché a Bari, nell’attuale via amendola, quartiere San Pasquale, lungo un vecchio muro di tufo, si apre un cancello. Da questo varco s’accede ad un vialetto che porta all’Istituto delle Suore Clarisse Francescane. Sulle colonne del cancello si legge, a destra, in caratteri latini, la scritta «Nor Arax», ripresa sulla colonna sinistra in caratteri dell’alfabeto armeno: significa «Nuovo Araxes», nome di un fiume che scorre tra Armenia, Turchia e Iran. C’è anche la data dell’inaugurazione: 1926. E infatti ai lati del vialetto s’intravedono, tra una fitta vegetazione, quattro delle sei costruzioni nelle quali quasi cento anni fa trovarono ospitalità gli Armeni «baresi». ancora oggi sono abitate dai alcuni loro discendenti, integratisi nella vita cittadina (sebbene che la maggior parte di loro, come quelli approdati nel resto d’Italia, dopo le leggi razziali mussoliniane cercò asilo in altri Paesi). La loro accoglienza fu organizzata dal poeta armeno Hrand Nazarianz, esule a Bari già dal 1913 perché in patria era stato condannato a morte dai turchi. a partire dal 1915 l’intellettuale era riuscito a sensibilizzare il governo italiano e quello delle altre potenze occidentali. I fondi necessari per realizzare il villaggio furono garantiti soprattutto dall’associazione nazionale degli interessi nel Mezzogiorno (ANIMI), fondata da Umberto Zanotti- Bianco, e dal Circolo filologico barese, diretto da Carlo Maranelli, geografo di origine napoletana. Dagli Armeni ,i pugliesi impararono l’arte di tessere i tappeti orientali, tanto su quella scia, nacquero anche scuole di tessitura in Calabria e ad Oria (Brindisi).Come so tutte queste cose ? semplice ci ho vissuto per circa 10 anni in quel quartiere a bari durante la mia remota attività universitaria,ed una mia cara amica del tempo non ha mai disdettato il suo orgoglio e appartenenza dell’avere radici Armene,E la loro storia,tuttora viene rimandata oralmente. A ci sono ancora oggi molte chiese armene ortodosse, mi sembra la più importante a Taranto .
    Spero di esserti stato utile per la tua recherche .
    Un sorriso
    Antonio (nome vero)

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  12. Avatar carloesse
    carloesse

    @Antonio
    Come vedi sono uno dei pochi che qui ci mettono la faccia (anche più d’una).
    PS: il pargolo sorridente e paffutello (mia unica progenie) è lo stesso che compare (più grandicello) in un’altra foto con il casco da “Darth Vader” (da me usata in passato come Avatar). Oggi ha 12 anni (ma è sempre paffutello).
    PPS: gli occhiali da sole sono in realtà da vista (sono piuttosto miope) con lenti scure.
    Li uso sempre d’estate, anche per fare il bagno; in questo caso sono piuttosto vecchi e se anche li perdessi in alti fondali sarebbe più il rischio di toccare terra chissà su quali altri lidi che il danno economico.
    PPPS: in piscina in realtà tali rischi non li corro (ma mi servono per “guatare le pupe” che stazionano sul bordo-vasca. Ma tu non lo dire a nessuno).
    ;-D

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  13. Avatar carloesse
    carloesse

    @Paola
    Curioso! Lo sai che anche nella mia famiglia ci sono origini armene? E’ il mio ramo materno, il cui padre (mio nonno), di origine veneziana aveva accertato quella lontana ascendenza (di non so quanti secoli prima) ed un cognome che originariamente finiva in –iàn.
    Per il resto il mio sangue mischia mezza Italia settentrionale (Liguria, Lombardia, Toscana, Veneto) fino all’Istria (mio nonno paterno, il cui cognome finiva in –ich, anche se italofono, tornò reduce dell’esercito asburgico dopo una lunga prigionia in Siberia, e si stabilì a Genova, dove sbarcò dopo essere partito da quello di Arkhangel’sk nel 1917, in piena rivoluzione Russa).
    Io da Genova mi sono trasferito a Roma e ho un “fijo” romano e una moglie marchigiana.
    Ciao (non so come si dica in armeno)
    🙂

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  14. Avatar carloesse
    carloesse

    Ma torniamo a parlare più propriamente di letture (per quanto parlare anche un po’ di noi stessi alla fine lo trovi piacevole e “avvicinante”)..
    @camilla
    Le differenze tra Saer e Bernhard sono indubbiamente abissali, e l’ho sottolineato anche io (e con Sebald ancora di più, se è per questo). Tuttavia qualche punto di contatto io lo trovo: le descrizioni minuziose delle “carambole” al bigliardo del primo protagonista, delle mani di “Chemin” del secondo, puntata su puntata, carta su carta uscita dal “Sabot”, dei percorsi sempre uguali intravisti tra l’incessante muoversi dei tergicristalli della macchina del terzo ci riportano in un clima claustrofobico, ossessivo e vagamente “Bernhardiano”. Poi certo: il sangue sudamericano di Saer non è così gelido come quello dello scrittore austriaco più o meno a lui contemporaneo. E l’Argentina sicuramente non è l’Austria. Infine (come rimarchi anche tu) i personaggi di Bernhard (come anche i 4 degli “Emigrati” di Sebald) cercano il proprio annientamento, quelli di Saer in qualche modo la propria sopravvivenza.
    Ma tant’è: bisogna pur dare qualche riferimento, anche vago, a chi non l’ha ancora letto. E si sta qui per discuterne.
    Un saluto sorrisoso anche a te.
    🙂

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  15. Avatar adour
    adour

    @carlo è vero almeno tu ci metti la faccia e questo ti fa onore in epoche (e blog) avvolti da misteri ;). No paola il nome non è importante,ma è un primo passo non credi ?
    Cmq in tempi letture grigie (carofiglio non è degno di recensione ) è ora di smuovere le acque ci vorrebbe un sano e salubre putiferio 😛
    A.

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  16. Avatar adour
    adour

    L ULTIMO TESTAMENTO di J frey l’ho letto ed in alcune pagine riletto,spinto dalla musa Polissena . Ho già detto in un precedente post ,di come questo libro non mi abbia entusiasmato. Di certo non posso affermare che non sia un buon libro,ma l’ho trovato banale in alcune forzature legate non a produrre verità sconvolgenti come dice Klar,ma nello spirito di provocare uno scalpore macchinoso e costruito. Spesso a me è sembrato che l’autore confondesse il sesso con amore ed i verbi Scopare e amare.
    D’altro canto la scopata o far l’amore o cmq la vogliamo chiamare che altro è se non la ricerca stessa del proprio piacere nel piacere degli altri. Quindi niente di trascendentale o messianico.
    L’eccitamento,erezioni e orgasmi come segno della presenza divino può essere interpretato forse a modo di vedere dell’autore, come espressione dell’unico bene terreno che spetta all’uomo cioè la sessualità,perché dopo c’è il niente. Ebbene anch’io potrei accettare che forse dopo la morte c’è il nulla ,ma è abbastanza riduttivo per un uomo che tutto sia finalizzato e rivolto ai propri organi sessuali. Il tutto intervallato,da semplici riflessioni sulla fede ,dio,le religioni ,tra l’altro con affermazioni che non hanno nulla di sconvolgente.
    Concludo con la bellissima frase di ennore ………. E non so se scopare, renda più santi e vicini a Dio
    Come vedi caro ennore in molto concordo con te ,meno quando affermi che la chiesa ha perso molte battaglie,quelle che tu chiami battaglie per me sono conquiste sociali di rilevanza storica e non per la liberazione del pesante fardello romano-ecclesiale (sarebbe troppo riduttivo) ma come acquisizione naturale del progresso umano,espressione di quel libero arbitrio datoci per dono divino. L’amore è amore .
    Vale tra gli etero e gli omosessuali,e ritengo fortemente discriminante (delirante) la NON acquisizione degli stessi diritti anche tra coppie omo. Tra l’altro il tuo acume metteva sul tavolo altre problematiche ,testamento biologico eutanasia e aggiungerei, le cellule staminali che oggi rappresentano le incombenze maggiori della nuova chiesa. Eh si sono cattolico e cristiano ,un cattivo cristiano,a dire la verità . Cresciuto ribelle con “cristo sia lodato” al posto del canonico buongiorno tra suore alcantarine salesiani e gesuiti, ma questa è un’altra storia.
    PS: non ho origini armene 🙂

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  17. Avatar Ennore
    Ennore

    @Adour
    Mon ami, forse mi sono espresso male, battaglie non è il termine adatto, ma nella sostanza è ciò che è successo.La Chiesa ha il diritto dovere di sostenere principi per lei non negoziabili e lo stato laico, ha il diritto dovere di agire come la democrazia impone. Io non ho espresso opinioni personali, sono cattolico, ma non abbraccio acriticamente la dottrina della Chiesa e su parecchie questioni, le mie idee sono divergenti.
    E’ possibile, se tutto va bene, che per fine aprile sia nella tua stupenda terra per una breve vacanza.
    @Polissena
    Prima di provare a rileggere Frey, devo cominciare NORWEGIAN WOOD
    Barev dzez ( ciao in armeno)

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  18. Avatar KLAR
    KLAR

    posso muovere una piccola, affettuosa critica? Siete molto elitari. Io seguo la rubrica con piacere perchè sono sempre alla ricerca di spunti per buone letture (e ne trovo tanti) e raramente, quando l’argomento mi tocca da vicino (nel senso di libri letti molto di recente), mi scappa di intervenire: me ne pento sempre. Io non ho adorato L’ULTIMO TESTAMENTO, nè tantomeno l’ho ritenuto portatore di verità sconvolgenti. Proseguendo la lettura, verso il finale apocalittico e prevedibile,diventa anche un po’ noioso. Però ho trovato qua e là frasi che mi hanno fatto sorridere, disarmanti, forse imbarazzanti, e le ho volute condividere. Se “la bibbia è stata scritta 2.000 anni fa ” “… quei libri dovrebbero essere visti nello stesso modo in cui vediamo tutte le altre cose di quell’età” “folle è viere la tua vita secondo un libro scritto da qualcuno che non poteva immaginare come sarebbe stata la tua vita” (FREY:L’ULTIMO…) figuriamoci il libro di Frey!

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  19. Avatar carloesse
    carloesse

    @KLAR
    La tua affettuosa critica è invece preziosa come ogni critica. Ogni voce qui è benvenuta, in accordo o in dissenso, basta che non sia rivolta con toni offensivi o maleducati. O palesemente “di disturbo”. Se ci segui sai come talvolta sorga qualche polemica che ci accalora un po’. E’ la passione. Per cui ti prego: se ti scappa di intervenire, intervieni. Senza pentirtene. Se sei convinta delle tue posizioni, chiariscile (come hai fatto adesso). Sono dignitosissime anche se qualcuno non sarà d’accordo con te. Sul libro in questione non intervengo, non avendolo letto. Ma dai pareri diversi che qui si esprimono non mi pare di mio grande interesse. Poi magari mi sbaglio ….

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  20. Avatar camilla
    camilla

    @klar — carloesse ha ragione, bisogna stare attenti alle critiche. io, però, penso che le critiche buone o cattive verso un libro (mai alle persone, ovviamente)siano necessarie. Altrimenti questo tipo di confronti non avrebbero senso oppure sarebbero solo all’insegna di una ipocrisia perbenista che salta fuori comunque.A volte non è solo una questione di gusti ( a me non piace la carne, sono vegetariana, ma la cucino per i miei cari e sono ben felice che se la sbaffino volentieri) Meglio mi sembra se il paragone viene fatto sulla qualità intrinseca di un prodotto. Se la carne è verminosa nessuno mi può convincere che non sia tossica; spiego : ha i vermi, perdinci. poi se piacciono i vermi, vabbè. Un altro motivo che esige una critica, sia pure gentilissima,sono i giudizi che hanno a che fare con il moralismo o il pregiudizio o remore ideologiche: quella è un’altra cosa ancora. che si può cercare di far notare, visto che tutti, a volte, ci sbagliamo, non sull’estetica ma su valori profondi.No? Klar , che ne dici? Belle le frasi che hai citato, veramente.:)
    @adour- Antonio– C’è un blog trentino, chi ci scrive lo conosco benissimo, con tutti ho fatto chiacchiere, assistito a conferenze, visto mostre, mangiato e bevuto. Insomma li vedo tutti volentieri, li invito a casa, ma non riesco a scrivere : Quel briciolo di critica diventa impensabile e allora tutto il resto è noia, noia, noia. Un pochino di mistero è un valore aggiunto, meglio non sottrarre niente e esprimersi più liberamente possibile.Nooo?Dimmi pure di no ma spiegamelo, se vorrai farlo.
    Quando ho i nervi che brulicano penso a cose carine: una di queste sei tu che hai amato ECHENOZ di LAMPI e ENARD di PARLAMI DI BATTAGLIE , DI RE E DI ELEFANTI. A parte la grande critica francese, e, in piccola parte, anche italiana, non sono piaciuti a nessuno quei libri. Delicatissimi, elegantissimi. Perciò , insomma, sei nei miei pensieri rosa.:D 😀

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  21. Avatar camilla
    camilla

    Viene pubblicata, finalmente, la biografia di Honoré de Balzac scritta da Stefan Zweig. Mio zio, pace all’anima sua. mi zio Ferruccio, che l’aveva letta in tedesco, me ne parlò ,molti anni fa’ “- Non sarà, forse, la più filologica, mi disse, ma certo è la più emozionante”. Quindi potrei comprarmi un bel librone di Stefan Sweig, (ed. Castelvecchi) euro 22!!) che amo moltissimo, e leggermi le 400 pagine di biografia di Balzac?? Datemi un consiglio. lo faccio? Se si probabilmente , poi, vi romperò un poco. Lo faccio??Aspetto consigli e ringrazio tanto. ringrazio, scusate il ritardo, chi mi ha sostenuta con parole buone durante i miei traslochi , con tre case in ballo. ciaociao 🙂

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  22. Avatar carloesse
    carloesse

    Segnalo ai numerosi Murakamiani di questo sito il bell’articolo di Franco Marcoaldi sulla “Repubblica” di ieri, intitolato “I segreti di uno scrittore di consumo e di culto”, dove si investiga su quali siano le ragioni di tanto successo sia tra gli amanti della letteratura d’evasione che tra diversi più selettivi seguaci di una lettura di introspezione. E’ Giorgio Amitrano, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo e principale traduttore di Murakami nella nostra lingua, la principale fonte delle interpretazioni di tale positivo generale riscontro, di tanta passione e tante vendite in tutto il mondo. Che tuttavia non hanno modificato lo stile di vita dello scrittore, riservato e lontano dal lusso e dal Jet set. Fra l’altro si annuncia il titolo del prossimo romanzo: in italiano sarà “L’INCOLORE TZUKURU TAZAKI E I SUOI ANNI DI PELLEGRINAGGIO” . Quando? Chiedetelo a Einaudi (ma credo non prima del 2014)

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  23. Avatar carloesse
    carloesse

    @camilla
    Io ti consiglierei di sì: avevo visto anche io la recensione e un po’ mi tentava. Ho però una marea di roba che intendo leggere e, per il momento, rimando.
    Ma Zweig è sempre Zweig e la vita di Balzac sicuramente è interessante, anche al di là dell’immensa opera da lui prodotta e organizzata nell’ “unicum” della “Commedia Umana”. Anche se (ti confesso, e non ne ho avuto il coraggio sino ad ora) ho trovato totalmente indigesto quel “Seraphita” che tu mi avevi consigliato (il tuo regalo virtuale di Natale): quanto di più lontano dalla mia idea di letteratura: una storiellina esile -esile, assai poco consistente, che serve solo da tramite per illustrare le teorie teosofiche di Swedenborg, messe in bocca ora all’uno, ora all’altro dei tre o quattro personaggi della storia. Francamente noioso, e molto meno leggibile della “Pelle di Zigrino” con cui Balzac apriva la parte della Commedia dedicata agli “Studi Filosofici” e di cui questo Seraphita è il pezzo conclusivo.
    Mi dispiace (per una volta) essere in pieno disaccordo con te. Ma continuo a seguirti con immutato (ed incrollabile) affetto.
    Ciao 😉

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  24. Avatar Vera

    grazie Carlo eccolo: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/04/12/murakami-mania-segreti-di-uno-scrittore-di.html
    (belle le foto!)
    io, piu’ semplicemente, su un mio Blog avevo scritto:
    “ecco, Murakami inventa (o scopre) un vuoto, e poi, lo riempie di se stesso! … Grazie H.M”
    http://veramacri.wordpress.com/2013/04/06/dopo-la-cena-1q84-haruki-murakami/

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  25. Avatar carloesse
    carloesse

    @Ennore
    Caro amico-nemico, in clima di vigilia di questo derby, così drammatico per noi rossoblù, ti rivolgo un pensiero di amicizia e di fratellanza zeneize. Mi è capitata di nuovo tra le mani (scartabellando tra gli scaffali di mio padre) l’Eneide in Genovese di Nicolò Bacigalupo (con le illustrazioni in stile “Liberty” di Pipeìn Gamba:….”unn-a mostra di coeusce e de tettin/ Da faa perde o cervello a ùn capussin”) , scritta dall’autore di alcune farse in genovese che furono cavalli di battaglia di Gilberto Govi (i “Manezzi” la più famosa) morto nel 1904, ma pubblicata solo negli anni ’30. E’ un poema umoristico e licenzioso, una parodia dell’opera virgiliana. Mi sono divertito rispulciandola qua e là e mi sono immelanconito al dolce suono, che risuonava nella mia mente leggendo, del dialetto natìo.
    Immagino forse tu la conosca già, ma per tutti i non Zeneizi , permettetemi di riportarne i primi versi, e la loro traduzione:
    Appenn-a han visto Enea tiâ sciû ö mandillo
    Sciûsciase ö naso e mettise a scraccâ,
    Tutti han çercôu dove pösâ ö bacillo,
    Pe sentilo ciû comodi a parlâ.
    Quando l’é stæto ognûn quieto e tranquillo
    Che se pûeiva sentî ûnn-a mosca sghæuâ,
    Enea, dall’äto dö so caregon
    Ö commensa, c’ûn pö de commozion:
    2
    Mi nö fasso pe dî, bèlla reginn-a,
    Ma se parlo, mi ö fasso pe vosciâ
    Quando penso ai mæ caxi, ä mæ rovinn-a,
    A morte de Creûsa e dö pappâ,
    Mi ghe confesso che n’ho a mussa pinn-a
    Sciâ scûse l’esprescion, ma chi a ghe stâ,
    E invece de contâ di avvenimenti
    Mi tieivo zû di tacchi e di aççidenti.
    3
    Ma andemmo là, sebben segge za l’ôa
    D’andâse a inghoeûgge in mezo a duî lensoeû,
    Benché sente ö magon, serrâme a gôa
    E me vegne ö sappin comme ai figgioeû,
    Se sciâ voeû che ghe conte, câ scignôa
    Mi m’arrendo e faiô comme sciâ voeû,
    E ghe desteghiô zû tutta a mæ stoia
    E l’incendio terribile de Troia.

    Appena han visto Enea tirare su il fazzoletto
    Soffiarsi il naso e mettersi a scatarrare,
    Tutti hanno cercato dove posare il deretano,
    Per sentirlo più comodi a parlare.
    Quando è stato ciascuno quieto e tranquillo
    che si poteva sentire un mosca volare,
    Enea, dall’alto del suo seggiolone
    Cominciò, con un poco di emozione:
    Io non faccio per dire, bella regina,
    Ma se parlo, io lo faccio per Voi:
    Quando penso ai miei casi, alla mia rovina,
    La morte di Creusa e del papà,
    Io le confesso che ne ho le balle piene
    La mi scusi l’espressione, ma qui ci sta,
    E invece di raccontar gli avvenimenti
    Io tirerei giù dei tacchi ed accidenti.
    Ma andiamo là, sebbene sia già l’ora
    Di andarsi a volgere tra due lenzuola,
    Benchè senta il magone, serrarmi la gola
    E mi venga il labbruccio come ai bimbi,
    Se Lei vuole che le racconti, cara signora
    Io mi arrendo e farò come Lei vuole,
    E le sroloterò giù tutta la mia storia
    E l’incendio terribile di Troia.

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  26. Avatar Ennore
    Ennore

    @Carloesse
    Carissimo amico-nemico, purtroppo da un po’ di tempo sono derby dei misci….verranno tempi migliori. Grazie, bellissimo, non lo conoscevo, io amo molto il genovese, che capisco bene, ma parlo malissimo. Ogni tanto, al mercatino delle pulci, mi capita di trovare un vecchio libro in dialetto, difficilmente resisto alla voglia di comprarlo, l’ultimo è stato un dizionario genovese-italiano, spero di trovare il volume con la traduzione inversa.
    @KLAR
    mi associo a tutti quelli che ti invitano a manifestare sempre ed in qualunque modo la tua opinione.Purtroppo lo scritto, come succede per gli sms, è privo di quelle sfumature che solo la voce e l’espressione del viso, sanno dare e può succedere di scrivere cose che possono apparire più aspre di quanto non siano nelle intenzioni di chi scrive.Per questo motivo nel mio post ho chiesto scusa se potevo essere sembrato scortese ed è la ragione credo, per cui tu hai scritto che si trattava di una garbata critica.Quindi mi scuso nuovamente perché ho frainteso la tua frase sulle perle di saggezza. Una cosa però ti chiedo, non pensarmi elitario, anzi spesso sono in difficolta’ perche’ , come ho gia’ scritto, ho letture molto differenti e meno impegnate dei nostri amici/che del blog, tanto che mi sono lanciato solo ultimamente con Murakami. Però , siccome amo il contraddittorio, mi butto sempre in discussioni su argomenti stimolanti che spesso qui vengono affrontati, ma mai ho la pretesa di essere sicuramente dalla parte della ragione.
    Un abbraccio sperando di leggerti spesso

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  27. Avatar adour
    adour

    Ciao @klar convengo con ennore sempre saggio e penso che se mi conoscessi almeno un po’ tutto penseresti di me tranne che sia elitario ma se è questo che può essere passato mi accodo alle scuse
    Quindi pace pacetta pacione ? ( è l’alzheimer non preoccuparti)
    @Ennore se vieni in puglia non puoi non passare a trovarmi ! ti parlerò di mare di pesci cozze crude polipi alla luciana tiella di patate e cozze ricci che sembrano cantare. ( quando si dice prendere per la gola) . Ma c’è anche trani,la mia citta (disfida di Barletta), castel del monte . E se a te piace la vela ?(non c’è niente di più bello che leggere Murakami spinti dal vento).
    Davvero ci terrei
    @Camilla : ti adoro quando mi parli cosi. Io cmq ti adoro anche se leggi libri diversi dai miei .Ergo ti adoro sempre . In epoca di inflazione e crollo delle vendite immobiliari 3 case sono un po’ tantine .Confessa hai una ditta di traslochi.:P
    un sorriso

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  28. Avatar Ennore
    Ennore

    @Adour,
    Il tempo di parlare…ed è già sfumata la vacanza in Puglia, grazie comunque del tuo invito, ho due cari amici nel Salento e l’ospitalità è sempre fantastica. Sono stato nella tua bellissima terra gia’ due volte, ma non sono stato a Trani che comunque so essere molto bella.Ricordo una magica Sera della Taranta a Ginosa, affascinante.Si amo la vela, come hai indovinato?
    Alla prossima
    Ennore

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  29. Avatar gabrilu

    @camilla
    Il Balzac di Zweig?
    Solo tu puoi decidere se privilegiare l’ammaliante scrittura di Zweig a scapito di un serio approfondimento di Balzac e della sua opera oppure privilegiare, appunto, Balzac.
    Qualora decidessi di privilegiare Balzac e di lasciare per un secondo tempo l’ammaliante canto della sirena Zweig, mi permetto di suggerire due testi a mio parere fondamentali.
    Il primo è una biografia, il secondo un’analisi delle opere, dei personaggi, dei temi della CH.

    *** Andé Maurois, “Prométhée, ou, La vie de Balzac”

    http://livre.fnac.com/mp11382464/Promethee-ou-La-vie-de-Balzac-Preface-de-Robert-Kopp

    *** Félicien Marceau, “Balzac et son monde”, p.700, Gallimard, 1986

    In ogni caso, e qualunque sia la tua scelta, buona lettura

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  30. Avatar gabrilu

    Ho visto che il commento che ho appena inviato è in moderazione.
    Cancellatelo tranquillamente senza problemi.

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  31. Avatar polissena
    polissena

    @Jezabel, che sei curiosa sul mio antenato armeno. Purtroppo non so quasi niente di lui, so che lasciò Ancira nel 1773 a soli 17 anni ed il patriarca di Ancira, Eraclea e Costantinopoli gli diede una lettera di presentazione che è fortunosamente arrivata fino a me. Si chiamava Giuseppe Aharonian, uno dei cognomi più diffusi in Armenia, ed era cattolico. Sarà stata questa la ragione della sua partenza. Di lui più niente fino al 1800 quando un notaio anconetano gli ha rilasciato un certificato in cui attesta che, sebbene egli fosse privo della fede di battesimo, ‘nascosta agli infedeli dominanti’ era senza dubbio battezzato e poteva quindi sposarsi.
    Stranamente queste carte ed il suo piccolo libro molto usato stavano tra le cose di mia madre e prima ancora di mio nonno, il cui cognome era certamente una deformazione di quello armeno, senza che nessuno ci avesse fatto gran caso.
    Solo io mi sono incuriosita e ho scoperto questo mondo armeno in cui mi sono subito sentita a casa. Un po’ assurdo, ma è così.
    Per fare altre ricerche bisognerebbe setacciare le parrocchie di Ancona ma sarebbe un lavoro improbo. Meglio lasciare il mio avo nel mistero.

    @Carloesse, mi sembra che la tua origine armena sia più o meno lontana quanto la mia. A Venezia c’è la comunità più numerosa e lì vive Antonia Arslan, l’autrice del bellissimo LA MASSERIA DELLE ALLODOLE, che non è altro che la storia della sua famiglia sterminata dai turchi. Qualcuno è sopravvissuto ed ha raccontato.
    Non so se sai che a Roma ci sono addirittura due comunità distinte. La loro chiesa è San Nicolò da Tolentino, nella via omonima. La domenica alle 11 c’è una messa cantata (in armeno) con alla fine caffè e pasticcini. Potrebbe piacerti metterti in contatto con loro, saresti anche tu considerato un figliol prodigo,
    anche se hai poche gocce di sangue armeno.
    E non sai che cose buone mangiano!

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  32. Avatar carloesse
    carloesse

    @polissena
    la gola è sempre il mio punto debole. Anche se il colesterolo ne risente.
    Di S.Nicolò da Tolentino sapevo qualcosa, ma non che dopo la messa ci si rimpinzasse di dolcetti. In verità a Parigi cenai una volta in un ristorante armeno (sono sempre un curioso in fatto di gastronomia). Non era particolarmente invitante (un po’ sul genere di quelli che qui da noi, come ben sai, sovrannominiamo “Lo Zozzone”) ed in effetti non fu una cena memorabile. Ma potrei ritentare partendo da ‘sti dolcetti..
    E forse anche la messa cantata potrebbe essere suggestiva (e come diceva quel Re di Francia…un dolcetto val bene una messa – o era qualcos’altro?)
    Ciao
    😉

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  33. Avatar Polissena
    Polissena

    @carlo, ma non mi riferivo ai dolci della chiesa. Ho mangiato cose buonissime nelle loro riunioni e cene, l’ultima volta a natale. E poi hanno ballato i loro balli e cantato le loro canzoni

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  34. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Grazie Polissena, per avermi risposto. Mi sento molto attratta da questo paese e non solo: si può dire che subisco il fascino di un po’ tutti i territori che facevano parte dell’Impero Romano d’Oriente. Ho letto LA MASSERIA DELLE ALLODOLE e altri romanzi che ne parlavano, ma è qualcosa che non so spiegare. Magari anch’io scoprirò qualche antenato a . . . est del mio Jonio.
    Buona notte

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  35. Avatar Vera
    Vera

    ho letto anche io LA MASSERIA DELLE ALLODOLE. del libro mi e’ rimasta addosso una profonda commozione.

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  36. Avatar polissena
    polissena

    @Vera! Che fai sveglia alle 5 del mattino?
    Ti sei appena svegliata?
    O non sei ancora andata a dormire?
    Ti abbraccio forte

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  37. Avatar luiginter

    Scusa Gabrilu ma è stato WordPress che ti ha messo in “moderazione”;
    https://gruppodilettura.wordpress.com/2013/02/12/i-libri-piu-belli-letti-nel-2013/comment-page-13/#comment-35237

    Il fatto è che negli ultimi mesi WordPress ha reso più severi i filtri che “annusano” la presenza di commenti di spam, per arginare un discreto aumento di quel tipo di traffico.
    E uno dei criteri che usa per “capire”, è il numero di link presenti nel commento stesso. Non mi ero accorto che fosse stato bloccato un commento vero. Mi scuso con te e con tutti i lettori. Ora l’ho approvato.

    ciao ciao

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  38. Avatar Stefano
    Stefano

    Convinto da una buona recensione scritta dal mio supereroe della critica letteraria Massimiliano Parente, ho letto QUATTRO ETTI DI AMORE, GRAZIE di chiara gamberale. Beh, dài, ci sta … è un romanzo che si fa leggere eccome. Sulla trama trovate tutto in rete; comunque, parla di due donne, entrambe in crisi con il compagno, che si incontrano e si scrutano al supermercato e ognuna delle due vorrebbe essere nei panni dell’altra, immaginando l’altra vita come più felice e piena della propria. La solita storia dell’erba del vicino che è sempre più verde. Ma, come si scoprirà, non è affatto così. Quello che si può dire del romanzo è che la lingua è piana, scorrevolissima, composta da frasi brevi (paratattica mi sembra si dica), e l’autrice ricorre tantissimo ai dialoghi, che sono scritti in modo molto reale ed efficace. Senza essere un capolavoro (ma non servirebbe nemmeno dirlo …) il romanzo si fa leggere più che bene e fa passare quattro o cinque ore in buona compagnia di queste donne insoddisfatte. A me ha messo un po’ anche di tristezza. Io ho paura che un libro così sarà stroncato perché l’autrice è italiana ed è famosa per fare la radio, come se fosse una colpa, se arrivasse dagli stati uniti verrebbe celebrato come spesso succede con romanzetti che valgono meno di zero e non arrivano nemmeno lontanamente al livello di questo. Consigliatissimo alle donne con una situazione sentimentale difficile.

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  39. Avatar Stefano
    Stefano

    Comunque gamberale promossa. Se volete fidarvi, provate il libro. Altrimenti, amici come prima.

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  40. Avatar Renza
    Renza

    Ho finito da qualche giorno “LA FAMIGLIA KARNOWSKI” di ISRAEL JOSHUA SINGER. Trascorsi i necessari giorni di sedimentazione, riesce comunque difficile parlarne, tanto è immenso. Mi pare che un romanzo del genere abbia bisogno di sottrazione e non di aggiunte. In rete si trovano già molte ottime presentazioni ( una nel blog di gabrilu) per cui non credo sia necessario aggiungere altro se non l’ indicazione quasi perentoria alla lettura. Un solo dato : di Singer senior avevo già letto “I fratelli Ashkenazi”, certamente un grande romanzo, ma questo mi pare grandioso nella descrizione politico-sociale e umanissimo nel tratteggiare personaggi vivi e veri. Tra tutti, spicca la virile figura di George Karnowski, ragazzo ribelle che cresce e si matura, diventa un ottimo medico e un padre forte e tenero per un figlio debole e in crisi.
    Mi pare che questo stralcio del commento di Daniele Segre, in Cabaret Bisanzio , dica molto.
    “Se dopo o prima di me vi capiterà di leggere recensioni o commenti che non riconoscono in questo romanzo il “timbro puro” del capolavoro, diffidate e infischiatevene di quell’eventuale sciagurato o distratto recensore, e leggete il romanzo. Dopodiché vi sfido a confrontarne il valore e la bellezza con gli altri libri che ronzano attorno a “La famiglia Karnowski” fra le novità attuali, e non solo.[…]
    Ambientato fra la Polonia, la Germania e gli Stati Uniti, “La famiglia Karnowski” mi ha rievocato i romanzi della migliore tradizione mitteleuropea. Di cui possiede lo stile incantevole e magnetico, e quel timbro inconfondibile che ti accompagna durante la lettura per poi rimanerti impresso insieme ai personaggi che l’hanno animata.
    Straordinario.
    L’unica nota negativa adesso sarà riuscire a trovare un altro romanzo all’altezza.

    Se ancora non s’è capito, questa pubblicazione è un evento per chiunque ami la letteratura.”

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  41. Avatar adour
    adour

    @stefano:tutte le donne (anche gli uomini) hanno una situazione sentimentale difficile.E come ci dice la gameberale…anche quando tutto sembra perfetto,non siamo felici,manca sempre qualcosa.Anch’io ho letto QUATTRO ETTI D’AMORE, GRAZIE Di chiara gamberale ed.mondadori
    e anche a me è sembrato divertente,anzi più precisamente cinicamente divertente. Ti apre su altri mondi ad esempio.su come può”vederti” una donna. Alla fine mi sono chiesto chissà chi quante sono le Eriche in questo blog e chissa quante sono le Tea. Io ne ho individuate circa 4-5 Erica e 6-7 tea (vince tea). Divertente simpatico anche se manca un etto di passione,e per una volta sono d’accordo con stefano. (però non ti abituare) 😉

    A.

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  42. Avatar adour
    adour

    @renza grazie per tuo “perentorio” consiglio,in rete sembra infatti essere diventato un Must Have (meglio sarebbe un must read). Ma se dettato dalla tua squisita sensibilità,è per me una garanzia di eccellenza.
    @gabrilù grazie a renza ho letto il tuo blog e la recensione(chiara e molto oggettiva,complimenti) . Ad un noto intruso 🙂 però consigliavi di leggere prima ” I FRATELLI ASKENAZY “,anche questo dalle recensioni molto bello . Vale sempre questo consiglio e solo ed eslusivamente per poter meglio apprezzare LA FAMIGLIA KARNOWSKI ?
    A.

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  43. Avatar Vera
    Vera

    Polissena: in inverno aggiungi tre ore, a fine marzo 2. Poi mettici pure i miei orari tutti particolari … e mi troverai sempre sveglia! 😉 stamattina: lettura della posta prima di andare al lavoro (in ritardo, oggi!) un caro saluto a tutti.

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  44. Avatar carloesse
    carloesse

    @Renza
    Grazie. Molto convincente (e già lo era stata Gabrilù, nel suo Blog). Sto per finire un altro libro, ma poi attaccherò Singer il Grande (mi dispiace per Montaigne e per Joyce, che leggo da molto tempo a spizzichi e bocconi), prima con gli Askenazy e poi con questi Karnosky. Fremo già.

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  45. Avatar camilla
    camilla

    @ gabrilù– oh, gabrilù, grazie del consiglio. Per caso ho visto il tuo blog, è molto bello, lo rivisiterò. Quanto al nostro Honoré de Balzac ai suoi sconsiderati eccessi nella vita privata e alla sua grandezza nella letteratura, al suo genio inquieto, amo molto tanti suoi romanzi e racconti su tutto il possibile e anche l’impossibile visto il tempo in cui scriveva. Tu che sei una esperta raffinata, mi potresti dire cosa pensi di Seraphità? Sei anche tu del parere severo di carloesse? Io sono solo una che legge e Seraphità mi incanta. Mi piace moltissimo il canto della sirena, come dici tu, la lussureggiante scrittura di Sweig è per me un piacere grande. Non sarei in grado di leggere in francese una biografia di B., sia pure di uno scrittore che amo, come Andre Maurois . Ma ti sono grata dei preziosi consigli di cui ho preso nota su un foglietto e l’ho messo accanto alla lunga fila di libri di HdB nei miei svariati scaffali, presneti in ogni angolo possibile, Grazie ancora e complimenti per il blog. a proposito della politica mi sei venuta in mente tante volte in questi giorni per il tuo intervento ante elezioni, che oggi appare lampante.
    🙂

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  46. Avatar camilla
    camilla

    @ adour–non si è mai “felici” perchè si mescolano troppo sentimenti e piaceri. vanno vissuti uniti ma anche separati. 🙂
    Sto arrancando con ANNA BOLENA– troppo sentimento (bella scrittura, grande storia) scarso piacere. Non sono contenta e se non ho un libro di puro piacere non so cosa scriverti. Non mi diverto a raccontare chi son? sono un poeta e cosa faccio scrivo e come vivo vivo. in povertà mia lieta scialo da gran signore , carme (??)ed inni d’amore….hahaha l’anima è milionaria!!!. ciao bell’uomo 😀

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  47. Avatar Renza
    Renza

    Antonio, ” la mia squisita sensibilità” ! Mica mi capita spesso di ricevere questi complimenti! Grazie, oltre ad essere un bell’ uomo ( come ti dice Camilla) sei un gran signore. Leggi LA FAMIGLIA KARNOWSKI, anche se è un must read, e non te ne pentirai.

    carloesse : ovviamente lo stesso vale per te ( e un po’ ti invidio poichè ti aspettano queste bellezze). Quanto a Joyce che lasci e riprendi ti riporto un’ osservazione di Edoardo Nesi, nel corpo di un articolo apparso domenica su
    ” Repubblica” :
    ” Ci volle tempo e impegno e umiltà e pazienza ma alla fine riuscisti ( il se stesso ragazzo) a leggere quei capolavori ( L’ Ulisse di Joyce) e , forse anche se a modo tuo, a capirli”.
    ( Per inciso, non ho molto trasporto per Nesi che appartiene a quelle categoria di scrittori che parla del mondo per poter parlare di sè. ” Storie della mia gente” poteva essere intitolato : “Storia di me, di me, di me e… della mia gente” .. Tuttavia, questo articolo, al solito incentrato sul suo sè con la scusa di parlare di altro, riporta almeno queste osservazioni interessanti.)

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  48. Avatar adour
    adour

    @camilla :era rime ed inni d’amore (povero rodolfo) 😉
    Talor dal mio forziere
    ruban tutti i gioielli
    due ladri: gli occhi belli
    ………. Or che mi conoscete,
    parlate voi. Chi siete?
    Via piaccia dir!

    Cmq oggi è stato in gran spolvero “les Miserables di victor Finocchiaro hugo
    mentre Bersani-dante con virgilio-Baffin sta recitando “l’inferno”(degli italiani)
    Si attendono rivelazioni scottanti dalla bindi (Hester),ricordate LA LETTERA SCARLATTA di Hawthorne. Confessserà che è stato Dimmesdale – berlusconi il colpevole.
    PS: non ci resta che piangere

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  49. Avatar camilla
    camilla

    @adour — Non piangere liuuuu. ovviamente mi chiamano mimì, ma il mio nome è luciahuhuhuhu , non vado sempre a messa ma prego assai il signor.Quel porcellum di EnricoVIII sta pensando di far fuori la Anna, perchè non fa figli maschi, li fa morti eccetera e lui pensa a jane. Insomma, tutto sommato, oggi è meglio, molto meglio di ieri. Caro dottore.E gino Strada? A tutti un saluto. Vado a cercarmi un libro che mi piaccia libidinosamente.:) 🙂 😀

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  50. Avatar Dani
    Dani

    Di passaggio velocemente.
    @Polissena e Carlo (con le loro percentuali di sangue armeno) e per tutti gli interessati al loro genocidio consiglio il superbo “I 40 giorno del Mussah Dag” di Werfel (scritto nel 1929). Spero di aver scritto giusto. Assolutamente, assolutamente da leggere!

    @Renza. Ho comprato di getto La famiglia Karnowski anch’io. Sta sul comodino perchè sto centellinando il mio libro meraviglioso in corso e si sa, un Barolo d’annata non si tracanna, ma si gusta a piccoli sorsi. Piangerò quando sarà finito.

    Ciao a tutti

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