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I libri più belli, letti nel 2012

Eccoci ai libri più belli, letti nel 2012. Parlare, scrivere, consigliare, discutere i libri che, per semplificare, definiamo “belli” ma che ovviamente sono molto di più. Ci accompagnano giorno dopo giorno e spieghiamo e raccontiamo la nostra relazione con loro, i libri, ma indirettamente anche con il resto del mondo. Anche quest’anno si comincia presto.…

Eccoci ai libri più belli, letti nel 2012.
Parlare, scrivere, consigliare, discutere i libri che, per semplificare, definiamo “belli” ma che ovviamente sono molto di più. Ci accompagnano giorno dopo giorno e spieghiamo e raccontiamo la nostra relazione con loro, i libri, ma indirettamente anche con il resto del mondo.
Anche quest’anno si comincia presto.
Il post dello scorso anno, sui libri del 2011 ha avuto un successo strepitoso. L’obiettivo, come sempre, è di migliorarsi.
Tra l’altro il tipo di commenti negli anni è via via mutato, si è fatto più articolato e diversificato, con toni e registri molto vari. Spesso – e credo sia un gran bene – si parla anche dei libri che ci hanno deluso.

Le regole sono le stesse: i migliori libri letti nel corso dell’anno, indipendentemente da quando siano stati pubblicati. Valgono richieste di consigli, scambi di pareri, suggerimenti…

Come sempre usiamo i commenti.


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Commenti

1.011 risposte a “I libri più belli, letti nel 2012”

  1. Avatar Filippo
    Filippo

    Se uno volesse impegnarsi in letture,diciamo,più impegnative (intendo classici della letteratura),voi cosa consigliereste di leggere? Io ho già intrapreso il lungo “viaggio” che è la lettura di “Alla ricerca del tempo perduto” e,come libro più per svago, 1984 di George Orwell,ma sono sono aperto ad altri consigli da parte vostra,ché di certo avete MOLTA più esperienza di me! Aspetto vostre risposte!

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  2. Avatar Filippo
    Filippo

    P.S. Come libro “più per svago” intendo meno impegnativo…. A presto!!!

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  3. Avatar carloesse
    carloesse

    Caro Filippo, se non l’hai ancora mai letto io ti consiglierei il Don Chisciotte: tieni presente che il romanzo in senso moderno nasce tutto da qui e che quindi è da considerarsi una lettura fondamentale. Poi in subordine passerei a Kafka: Il Processo, e Il Castello aprono nuove frontiere alla letteratura del 900 e a mio parere restano tra le più importanti della nostra epoca, e (se non l’hai ancora affrontato) il racconto Le Metamorfosi può esserne già un assaggio.
    Per “svago” potresti inframezzare con la trilogia sugli antenati di Calvino. Tre brevi romanzi, piacevoli e scorrevoli, ma che danno anche molto a pensare.
    Ciao, e buone letture.

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  4. Avatar Filippo
    Filippo

    Grazie molte Carlo,il Don Chisciotte l’ho già assaporato per bene l’anno scorso,mentre mi mancano le opere di Kafka,di cui non ho letto niente,ma ad esso ne ho trovata l’occasione,in quanto non sapevo se mi sarebbero piaciuti o meno.
    Seguendo i tuoi consigli (ancora molte grazie) penso che leggerò anche i romanzi di Calvino (per “svago”)….. Per oggi tanti saluti!!!

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  5. Avatar marinaforlani
    marinaforlani

    Filippo, se non ami la letteratura “familista” come la chiamo io, non ascoltare il mio suggerimento di lettura. Se invece la storia di una famiglia ti attrae, ti consiglio “I Buddenbrook”. Un affresco borghese notevole oltre che un tratteggio dei personaggi magistrale.E come svago un’altra famiglia, “Lessico famigliare”.
    ciao!

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  6. Avatar polissena
    polissena

    Vorrei sapervi trasmettere l’emozione che mi ha dato leggere ‘Le avventure della ragazza cattiva’ di Mario Vargas Llosa. Finalmente una di quelle letture che avvincono nonostante, o forse grazie ad una scrittura semplice e lineare, il tipo di scrittura che prediligo e che, a parer mio, è la più difficile da praticare se non si è grandi scrittori

    E non dimentichiamoci che M V Ll è il premio Nobel per la letteratura 2010

    E’ decisamente una storia d’amore, anzi di una passione (ci risiamo! già sento i commenti)
    di un uomo tranquillo e metodico, con ben poche aspirazioni,che viene però divorato da un amore che lo devasta per circa 40 anni e gli impedisce una vita normale
    Niente di nuovo, vero? La letteratura è piena di amori non corrisposti e di donne ‘cattive’,
    eppure ogni storia è diversa e soprattutto lo è ogni scrittore

    Ricardo il protagonista, interprete e traduttore, ha un unico sogno, lasciare il natìo Perù e trasferirsi a vivere a Parigi che è per lui la città felice
    La storia inizia a Lima negli anni 50, si sposta a Parigi nel 60, nella swinging London del 70 e infine a Madrid negli anni 80. Un itinerario che ha percorso anche l’autore

    Conosce la ragazza cattiva, la ‘nina mala’ quando hanno tutti e due circa 15 anni, se ne innamora e la perde di vista per ritrovarla, perderla e ritrovarla, sempre con nuove identità e
    sempre alla ricerca di una vita ricca e lussuosa, lontana dalla miseria dell’infanzia in quel Perù che vuole solo dimenticare. Ogni mezzo va bene per raggiungere i suoi scopi, ma tra un’avventura ed una sconfitta ritorna sempre da Ricardo che la perdona, la cura, adora tutto di lei, si indebita per aiutarla, tenta perfino il suicidio ed ogni volta che crede di poterla trattenere la vede scivolare via
    In fondo, ma molto in fondo anche lei lo ama per quanto le sia possibile amare

    Non voglio dire di più… se non ho già detto troppo.

    Una cosa ancora, non pensate che sia una lettura per sole donne
    Va bene anche per voi amici maschi!

    Io, lo confesso, alla fine mi sono commossa

    Ciao a tutti

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  7. Avatar Dani
    Dani

    Ciao Filippo.Felice di rileggerti. Con la tua richiesta mi inviti a nozze poichè ultimamente non riesco più a trovare soddisfazione nelle mie letture se non nei classici, tranne rare eccezioni.
    Dunque, ti suggerisco I MISERABILI di Hugo, storia della redenzione del galeotto Jean Valjean che si intreccia con la narrazione della battaglia di Austerlitz (un ripasso di storia non fa mai male), le barricate per le vie di Parigi, la storia d’amore tra Cosette e Marius, una fuga nelle fognature di Parigi… insomma, non dovresti annoiarti. Ma magari l’hai già letto quindi, in alternativa perchè non partire per un viaggio meraviglioso con la compagnia dell’anello di Tolkien. La primavera è la stagione migliore per mettersi in viaggio con hobbit, helfi, nani e uomini impavidi. Ma magari hai letto anche questo. Facci sapere e buone letture.
    Ciao Filippo e ciao agli altri amici tutti

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  8. Avatar Lucilla P.
    Lucilla P.

    STORIA STRAORDINARIA DI PETER SCHLEMIHL di ALBERT VON CHAMISSO: Illex, mi hai riportato ad uno di quei libri straordinari che lessi da ragazzina, e al magone che mi rimase dentro per mesi dopo averlo letto; che per certo ha influenzato la consapevolezza eccessivamente precoce del senso della vita che mi ha reso l’adolescenza piuttosto malinconica ….. col senno di poi, avrei fatto meglio a leggerlo un po’ più in là…. grazie. E comunque, in questi ultimi post, sei “alato”….. non scomparire più!

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  9. Avatar Filippo
    Filippo

    Grazie a tutti per i numerosi e validi consigli!
    Dani@ Per quanto riguarda Il Signore degli Anelli non c’è dubbio,è un bellissimo libro e l’ho già letto,ma i Miserabili mi manca…..Penso di leggerlo! Grazie molte!
    marinaforlani@ La lettura “familista” non l’ho mai approfondita molto (salvo che la lettura dei Viceré), quindi vorrei provare a ad assaporarla! Grazie e tanti saluti a tutti!!

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  10. Avatar Filippo
    Filippo

    Piano piano,mi inoltro nella foresta letteraria che è la Recherche…..Ce la farò ad attraversarla tutta e arrivare fino in fondo come una persona più completa?Questo è tutto da vedere…..
    P.S. Auguratemi buona fortuna! A presto!

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  11. Avatar illex
    illex

    Lucilla, sono contento di aver fatto riaffiorare in te un’emozione e per di più pervasa di malinconia che, come diceva Hugo, è la gioia di sentirsi tristi. Un sentimento nobile e profondo che raccontato da un grande poi, può assumere colori e sapori che attraversano tutta una vita.

    Fuggendo da te mi sono dato ad amici e vino,
    perché dei tuoi occhi oscuri avevo paura,
    e nelle braccia dell’amore ed ascoltando il liuto
    ti dimenticai, io tuo figlio infedele.

    Tu però in silenzio mi seguivi,
    ed eri nel vino che disperato bevevo,
    ed eri nel calore delle mie notti d’amore,
    ed eri anche nello scherno, che t’esprimevo.

    Ora mi rinfreschi le mie membra sfinite
    ed accolto hai nel tuo grembo il mio capo,
    ora che dai miei viaggi son tornato:
    tutto il mio vagare dunque era un cammino verso di te.

    (Herman Hesse)

    Lucilla grazie a te per le belle parole.

    Un caro saluto.

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  12. Avatar polissena
    polissena

    Illex, se le poesie sono di tutti, permetti che questa la faccia anche mia.

    Grazie per ogni parola che scrivi

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  13. Avatar LunaS
    LunaS

    Grazie a tutti per i consigli su cosa leggere, credo che partiro’ dalla sezione i libri piu’ letti del 2011, chissà quanti me ne mancano! Personalmente preferisco sempre il passaparola per la scelta dei libri che leggo, non sempre le recensioni sono affidabili.

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  14. Avatar illex
    illex

    Mia cara e strabiliante p,
    sarà perché domani parto per la Sua Polonia; sarà perché il viaggio, che non è al termine della notte ma nel suo buio più nero, è difficile e profondo; e sarà perché, di converso, i versi che ci ha lasciato sono invece luminosi e splendenti che ti saluto e ringrazio con le parole di un vero premio Nobel.

    Al mio ritorno, se trovo le parole, ti racconto Auschwitz.

    Un abbraccio

    La vita è il solo modo
    per coprirsi di foglie,
    prendere fiato sulla sabbia,
    sollevarsi sulle ali;
    essere un cane,
    o carezzarlo sul suo pelo caldo;
    distinguere il dolore
    da tutto ciò che dolore non è;
    stare dentro gli eventi,
    dileguarsi nelle vedute,
    cercare il più piccolo errore.

    Un’occasione eccezionale
    per ricordare per un attimo
    di che si è parlato
    a luce spenta;
    e almeno per una volta
    inciampare in una pietra,
    bagnarsi in qualche pioggia,
    perdere le chiavi tra l’erba;
    e seguire con gli occhi una scintilla di vento;
    e persistere nel non sapere
    qualcosa d’importante.

    (Wislawa Szymborska)

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  15. Avatar atlantidelibri

    libreria atlantide, uno dei librai residenti segnala questi due libri:
    L’ORA PRIMA DELL’ALBA, MICHAEL ONDAATJE, GARZANTI
    Un ragazzino di undici anni, in viaggio per nave negli anni 50 dallo Sri Lanka all’Inghilterra. Quale mondo può essere più fantastico? Un libro pieno di gioia di vivere, di curiosità ed entusiasmo, nato dalla personale esperienza di Michael Ondatje, raccontato come solo un grande romanziere sa fare.
    DI PASSAGGIO, JENNY ERPENBECK, ZANDONAI
    Una tenuta nel Brandeburgo affacciata su un lago è al centro di questo gran libro, Undici capitoli ci raccontano altrettanti episodi con diversi protagonisti di chi vi ha vissuto, anche se chi regge davvero le fila è la Storia, che avvolge inesorabile le esistenze di persone e stravolge i luoghi. E il dodicesimo tassello, un giardiniere a scandire il ritmo delle stagioni

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  16. Avatar Lucilla P.
    Lucilla P.

    buon viaggio, Illex, portati un po’ di caldo nell’anima. grazie a te delle belle parole che ci regali.

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  17. Avatar Beppo
    Beppo

    Ciao a tutti! Vi seguo sempre anche se commento poco. Vi devo ringraziare perchè molti degli stupendi libri che ho letto in questi anni li devo ai vostri consigli. Vorrei approfittare ancora della vostra competenza. Ho appena terminato ‘I figli della mezzanotte’ di Salman Rushdie e poche volte un libro mi è piaciuto tanto. Per questo mi interesserebbe molto leggere qualcos’altro dello stesso Rushdie. Avete dei consigli? Grazie mille!

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  18. Avatar carloesse
    carloesse

    Cacchio Beppo! Mi hai fatto ricordare che da anni (forse 20? Forse anche più) I Figli della mezzanotte giace in qualche scaffale della mia libreria ancora intonso. Insieme ai Versetti Satanici (intonsi anche quelli). E non mi ricordo mai di leggerli. Spero di ricordarmene presto. Intanto grazie per la segnalazione.

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  19. Avatar raccontiscomodi
    raccontiscomodi

    Anche io scrivo da poco, Illex non smettere di deliziarci…

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  20. Avatar giallocromo
    giallocromo

    @illex:brividi che mi scuotono da un torpore di mesi. Grazie, e buon viaggio.
    A dire il vero anche il consiglio di Polissena su Vargas Llosa non ha mancato di incuriosirmi (ma che avete voi due? Se anche non dovessi più frequentare il blog, credo che i vostri nomi non li dimenticherò mai ).
    Grazie anche a Nicole, Marinaforlani e Carloesse, i cui commenti sono stati decisivi per far sì che riprendessi l’ennesimo libro iniziato e messo via di questo anno per me avido di emozioni letterarie. Tenero e malinconico sono due aggettivi che ben si attagliano a LA CARTELLA DEL PROFESSORE di Kawakami Hiromi.
    In attesa di altre scosse, un saluto a tutti.

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  21. Avatar giallocromo
    giallocromo

    Errata corrige: volevo dire arido di emozioni, non avido. Spero di non aver fatto altri strafalcioni.

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  22. Avatar polissena
    polissena

    Buon viaggio Illex, siamo tutti in viaggio con te.

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  23. Avatar Artemisia
    Artemisia

    @Filippo: Elias Canetti, La lingua salvata
    @Ilex, grazie di farci condividere le tue emozioni,grazie per la stupenda poesia,buon viaggio con tutto il cuore
    @Polissena, ho appena finito di leggere l’arte di correre di Murakami:sorprendente…!

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  24. Avatar NICOLE
    NICOLE

    grazie Illex, pura poesia che accarezza il cuore
    buon viaggio

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  25. Avatar polissena
    polissena

    @Giallocromo, come sono contenta di risentirti! Non puoi, non devi più scomparire perchè il blog era migliore quando c’erano persone come te e altre che non scrivono più ma che probabilmente torneranno
    Per scrivere non c’è mica bisogno di proporre libri nuovi se non ne abbiamo trovati di interessanti. Vanno bene comunque anche i libri deludenti, le segnalazioni ci serviranno a starne lontani

    Illex, cara Giallocromo, è veramente una persona speciale. Ci si nasce così e non ci si può diventare per quanto ci si sforzi

    @Artemisia, bentornata, non l’ho letto quel libro di Murakami. Secondo te va bene anche per chi non ha la minima intenzione di mettersi a correre?

    Ma c’è qualcuno che stia leggendo un libro veramente bello in questo periodo?
    Vorrei che fosse qualcosa di attuale per non dovermi rifugiare nei classici anche io.
    Ho finito SUITE FRANCESE e non saprei neanche dire perchè, pur trovandolo un bel libro, mi abbia lasciato tanto fredda
    Ne parliamo?

    Un abbraccio forte a Vera che spero stia bene e ci legga

    Ciao a tutti

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  26. Avatar garife123
    garife123

    Come scrive Beppo anche a me “I FIGLI DELLA MEZZANOTTE” era piaciuto moltissimo e Salman Rushdie e’ un grande scrittore ; ho trovato molto bello anche “LA VERGOGNA” che lo seguiva di pochi anni poi dai “VERSETTI SATANICI” all’”ULTIMO SOSPIRO DEL MORO” debbo dire che sono rimasto un po’ deluso; non ho letto gli ultimi “SHALIMAR IL CLOWN” e “L’INCANTATRICE DI FIRENZE” qualcuno ne sa qualcosa? Li avete letti ? ciao

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  27. Avatar veramacri

    ciao Polissena cara! un abbraccio a te! e ciao Illex, che parti lasciando scie di emozioni! e ciao Lucilla (e Valeria)! ciao a tutti coi nomi/tutti !!! certo che vi leggo e vi penso e “mi mancate” (lavoro troppo in questi giorni… ) comunque quasi per disperazione (stanchezza bisogno di relax e mancanca di cose veramente appetitose da leggere…) la scorsa settimana ho letto After Dark, uno dei pochi rimasti per i momenti neri… si’, bello dopo gli altri, e pero’ non lo consiglio a chi si avvicina per la prima volta a Murakami!, io mi chiedo ancora Chi e’ che guarda dormire, e perche’ …. e ho un gran sonno anche io! vorrei davvero mettermi a letto pure io per un paio di mesi!!! e poi ho letto l’ultimo di Paolo Curtaz L’amore e altri sport estremi, bello, intensissimo… (come vedete mi sono rifugiata in letture sicure, almeno per me!) ora ho appena iniziato un libro di un nuovo autore, un romanzo che sara’ pubblicato presto e ve ne parlero’ magari, quando potrete procurarvelo pure voi… ambientato nel periodo della Resistenza e nell’immediato dopo guerra, ho letto altri libri per ragazzi, belli divertenti! e poche altre cose. Da segnalare? nulla di altro per adesso. mi hanno appena prestato Follia di Patrick Mc Grath e forse lo leggero’ … adesso lo apro e decido! a presto, cari saluti a tutti/tutti.

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  28. Avatar Filippo
    Filippo

    Libri belli che non siano classici…….Io ho letto IT e penso che di classico abbia poco o nulla,eppure mi è piaciuto molto! Qualcun altro di voi legge Stephen King?

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  29. Avatar Artemisia
    Artemisia

    @Polissena, certo che il libro di Murakami va bene anche per chi non corre e non ha nessuna intenzione di farlo (a me a dire il vero lo ha consigliato uno che corre e che mai avrei pensato potesse appassionarsi al nostro Haruki,ma questo è secondario). Si tratta di una sorta di narrazione in chiave autobiografica che alterna riflessioni sul valore e sul significato che la corsa esprime per lo scrittore e riflessioni sul difficile mestiere di scrivere.Lo stile è asciutto, quasi dimesso,non c’è traccia delle atmosfere oniriche tipiche dei romanzi,eppure il racconto risulta estremamente coinvolgente e avvincente ed offre soprattutto una lezione di grande rigore,di orgoglio e allo stesso tempo di incredibile modestia e capacità di autocritica. Ciao e buona lettura!

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  30. Avatar giallocromo
    giallocromo

    @Polissena: ti ho risposto , ma nel posto sbagliato ( I libri più belli letti nel 2011). Perdonami, è mattina presto e la caffeina ancora non è entrata in circolo.
    Tornando ai libri,sottoscrivo ogni riga del commento di Artemisia su L’ARTE DI CORRERE.
    L’ho letto nella duplice veste di runner* e appassionata di Murakami: è stato per me uno sprone incredibile, e mi ha fatto ancora di più apprezzare quest’uomo schivo e tenace. Credo che possa essere una lettura trasversale- è davvero anche molto gradevole-perchè è sì sulla corsa, ma in senso più lato sulla forza che può darti una passione, qualunque essa sia.
    *in realtà corro con l’eleganza di una gallina, ma fatemi sognare.
    Ciao a tutti

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  31. Avatar luiginter

    Ciao a tutti,
    prima di tutto per ringraziare tutti coloro che alimentano con idee e passioni e suggerimenti questo flusso spettacolare di parole sui libri.
    In secondo luogo vorrei invitare “ufficialmente” se così posso permettermi di dire, Ilex a raccontarci al suo ritorno il viaggio nel “buio più nero”. Sarebbe davvero un grande regalo. Certo non è una faccenda leggera, e non è detto che uno se la senta.

    a presto
    abbracci

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  32. Avatar Renza
    Renza

    AVEVO SBAGLIATO POST

    Cara Polissena, ho letto Suite francese sei anni fa, quando è stato pubblicato accompagnato dal contorno di notizie sulla sua autrice, a cura della figlia rimasta in vita ( l’ altra è già morta). Abbiamo saputo della tensione ( disperata ? ) che aveva spinto Irène Némirovsky a scrivere su fogli leggeri, in un boschetto, seduta su foglie marcite. Quasi indifferente a quella tragica situazione di pericolo che di lì a pochissimo l’ avrebbe rapita e fatta morire in un campo di concentramento. Eppure, in quella situazione, il suo romanzo appare un grande affresco di commedia umana. Nella narrazione, lei che è carne sangue di quella tragedia, diventa narratrice esterna e onnisciente. Come è potuto avvenire tutto questo? Come fa a trattare quella materia viva e dolente nella quale lei stessa è immersa? La sua scrittura diventa conoscenza del mondo : perché la scrittrice si è ormai congedata da tutto o perché questo demone della scrittura l’ ha salvata dalla disperazione di prevedere il suo destino?
    Io ho trovato il romanzo perfetto e carico di emozioni rallentate ( forse da qui, il tuo senso di freddezza?) ma dense e capaci di incidere nell’ animo del lettore.
    Gli altri suoi romanzi sono, secondo me, meno perfetti ( a parte forse “ Come le mosche d’ autunno”), con punte di espressionismo e di elementi aspri ma sono sempre grandi . Un caro saluto.

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  33. Avatar polissena
    polissena

    Cara Renza, grazie del tuo bellissimo commento su SUITE FRANCESE; mi ha fatto venire voglia di rileggerlo con altri occhi.
    Ma quello che ci porta un libro dipende dal momento, dallo stato d’animo. Infatti mi ero chiesta perchè mi lasciasse fredda un libro che giudicavo bellissimo. E’ un controsenso? Ma non è la prima volta che mi succede.

    Forse perchè avevo tanto amato IL VINO DELLA SOLITUDINE, o perchè uscivo dal mio innamoramento per Vargas Llosa, o semplicemente non era il momento giusto

    Comunque grazie e a presto con nuovi commenti

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  34. Avatar FALCO
    FALCO

    @Renza Hai raccontato con meravigliosa sintesi Suite Francese! Non c’è da cambiare una virgola ai tuoi commenti. Quanto al più amato libro della Nemirowsky, io concordo con Polissena: Il vino della Solitudine !
    Sono reduce da ‘Memoriale del Convento’ di Saramago. Un viaggio meraviglioso ma complesso. La scrittura è un po’ ostile e la lettura mi è risultata faticosa, I piani narrativi e i tempi verbali però ne fanno un libro particolare e straordinario. Qualcuno l’ha letto e me lo vuole commentare?

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  35. Avatar Artemisia
    Artemisia

    @Renza,Polissena,Falco,
    Carissime, sono rimasta anch’io colpita dal lucidissimo commento di Renza a “Suite france”,un libro stupendo,ma che anche in me ha provocato quando l’ho letto una sensazione di smarrimento e quasi di gelo. Credo che la Nemirowsky sia davvero l’erede più importante della grande tradizione letteraria francese dell’Ottocento; il suo sguardo sulla realtà appare così intenso e disincantato da lasciare il lettore annichilito e quasi senza parole.Pochissimi grandi artisti(penso in particolare a Kafka) credo abbiano questa capacità di cogliere quasi profeticamente nel presente anche i segni dell’orrore futuro e incombente. Non ho ancora letto “Il vino della solitudine”,ho quasi paura di farlo, come ho paura di andare in certi luoghi tremendi…, ma penso che dovrò decidermi. Un abbraccio

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  36. Avatar Renza
    Renza

    Allora, Artemisia, è arrivato per noi il momento di leggere ” Il vino della solitudine”. I giudizi di Polissena e Falco (che stimiamo) ci spingono a non attendere più! Un caro saluto.

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  37. Avatar polissena
    polissena

    Cari amici dai molti nomi,

    volevo ricordare a tutti che domani è la GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO, nonchè l’anniversario della morte di Cervantes e di Shakespeare. In ogni città dovrebbero esserci manifestazioni di vario tipo, ma sempre legate alla lettura e all’editoria.

    Insomma, roba che ci riguarda

    Sarebbe molto interessante parlarne nei giorni che seguono. Dato che siamo sparpagliati per l’Italia, se parteciperemo a a questa giornata, avremo tutti esperienze diverse da raccontarci

    E quindi a presto spero, con tanti tanti commenti
    E magari piacevoli scoperte!
    Non si sa mai

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  38. Avatar marinaforlani
    marinaforlani

    @Falco: ho letto “Memoriale circa 25 anni fa, dopo un bel viaggio in Portogallo e dopo le magnifiche lezioni che Tabucchi teneva a Genova; una certa infatuazione lusitana non è estranea all’impegno, che misi nel leggere un libro effettivamente complesso.Lo ritengo un grande libro, epico, avventuroso e ironico, con una buona ricostruzione storica e personaggi fortemente caratterizzati,che non si dimenticano. E’ l’unico libro di Saramago che io abbia letto.

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  39. Avatar cristina chiroli
    cristina chiroli

    ciao sono cristina e faccio parte di un gruppo di lettura che si accinge a finire cecità di saramago.
    dopo un’iniziale stupore a causa dell’assenza di punteggiatura, la passione per questo libro è salita, cosi come la discussione. ne sono emersi commenti profondi di natura emozionali e storico/politici riferiti al sud america.
    ve lo consiglio, soprattutto se avete modo di confrontarvi mentre lo leggete.
    siamo ancora indecisi per la scelta del prossimo libro.
    io non avrei alcun dubbio su haruki marukami, è un vero genio della scrittura.

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  40. Avatar cristina
    cristina

    ad un gruppo che termina di leggere cecità che cosa consigliereste?

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  41. Avatar illex
    illex

    ‘Così discesi del cerchio primaio
    giù nel secondo, che men loco cinghia,
    e tanto più dolor, che punge a guaio.’

    Attraversato il cancello con la scritta infame, l’aria diventa irrespirabile, le parole svaniscono e il peso sull’anima, quello che ho sempre immaginato esistesse nel leggevo di questo luogo, si materializza; e seppur alle nove del mattino il sole primaverile prova a scacciare l’aria fredda della notte, dentro me il sangue improvvisamente si ghiaccia: sono ad Auschwitz, ed è tutto vero.

    Il campo, un’ex caserma polacca, non è grande, solo 6 ettari, e riesco facilmente a vederne i confini; il doppio filo spinato che delimita il perimetro corre intorno a tutto il complesso intervallato regolarmente solo da lampioni neri e torrette di controllo. Qui regna un ordine irreale, questo luogo è drammaticamente perfetto e ovunque io rivolga lo sguardo la doppia rete spinata è davanti ai miei occhi a ricordare che la ‘libertà’ qui ha un limite oltre il quale non si può andare. Sono dentro l’orrore.

    ‘Or incomincian le dolenti note
    a farmisi sentire; or son venuto
    là dove molto pianto mi percuote.’

    I block invece sono le palazzine a due piani in mattoni rossi in cui si svolgevano ‘le attività’ del campo. Sono più o meno una trentina, non troppo distanti tra loro e divisi da viali perpendicolari ordinati e puliti. Mentre passeggio, nel silenzio più pesante che abbia mai udito, sento la vicinanza dei fabbricati e il peso che ognuno di loro mi scarica addosso: si soffoca.

    E in ogni block in cui entro ho lascio una parte di me. Ho visto tonnellate di capelli: biondi, rossi lunghi, castani, ricci; un’infinità di valigie segnate con i nomi dei proprietari per riprenderle; mucchi di occhiali; non so quante spazzole e pettini e migliaia di scarpe allacciate a due a due, perché così sarebbe stato più facile recuperarle.
    Poi il block degli esperimenti e quello delle esecuzioni sommarie: quello della morte, il block 11.

    ‘La bufera infernal, che mai non resta,
    mena li spirti con la sua rapina;
    voltando e percotendo li molesta.’

    All’arrivo ad Auschwitz i prigionieri venivano denudati di tutto ciò che possedevano per poi essere divisi tra gli abili al lavoro, quelli destinati alla breve vita nel campo, e gli altri, per lo più donne in cinta, bambini, vecchi e ‘peccator carnali’, che venivano invece condotti direttamente nel fabbricato attiguo: quello oltre il reticolato, quello diverso dagli altri: più basso quasi interrato, quello con la ciminiera sul tetto, quello dove ci si doveva fare la doccia prima di avere in dotazione la divisa, il cucchiaio e la gavetta per mangiare.

    ‘Eloi, Eloi, lemà sabactàni.’

    Nel 1943 il vertice del Reich decise di dare corso in via definitiva alla soluzione della questione ebraica e tenuto conto della logistica perfetta del posto e dell’efficienza dello zyklon-B – il gas antiparassitario utilizzato nelle docce del campo -, moltiplica le destinazioni per Auschwitz tanto che il comando decide di costruirne un altro, più grande, molto più grande, per accogliere e sterminare le migliaia di persone in arrivo. Così, a tre chilometri di distanza dal campo 1, vengono disboscati 170 ettari di betulle per fare posto ad Auschwitz 2. Birkenau.

    ‘Quivi sospiri, pianti e alti guai
    risonavan per l’aere sanza stelle,
    per ch’io al cominciar ne lagrimai.’

    Una torre costruita cavalcioni sulla ferrovia che la attraversa, e due fabbricati più bassi ai lati è ciò che mi trovo davanti. Il tempo velocemente sta cambiando, il sole ora non scalda più: è nuvoloso. Oltre a quest’unica costruzione simmetrica, tutt’intorno solo filo spinato, lampioni e torrette di guardia. Birkenau è grande 20 volte il primo campo, ma solo quando salgo in cima alla torre me ne rendo conto. La vista dall’alto toglie il respiro, il perimetro è delimitato chiaramente e il campo riconoscibile in maniera netta tra i boschi e le coltivazioni. All’interno, ai lati della ferrovia che scorre centralmente oltre l’ingresso per più di un chilometro, solo baracche, da una parte costruite in muratura e dall’altra in legno.

    E mentre ad Auschwitz 1 è evidente la volontà di tenere nascosta l’infamia, qui non riesco davvero a farmi una ragione di come nessun aereo di ricognizione e nessun servizio di intelligence si sia accorto di cosa stava succedendo.

    Da quassù immagino il lungo treno che appare in lontananza nella fredda, freddissima notte polacca. Lo vedo arrivare: forte è lo stridere del ferro sulle rotaie mentre rallenta, abbagliante la luce del grande fanale centrale che illumina l’intera costruzione mentre si avvicina, denso e nauseante il fumo della locomotiva che nasconde completamente la torre mentre la attraversa inghiottita dal mostro. Ora lo sguardo è all’interno, il convoglio, lunghissimo, prosegue il suo cammino lento fino alla fine del binario dove sui ferma, vicino a dove si ergevano, prima che i tedeschi in fuga non li facessero saltare, i quattro forni crematori: l’altare di questa cattedrale del terrore eretta a significare la missione del luogo e la conclusione del viaggio.

    ‘Quando giungon davanti a la ruina,
    quivi le strida, il compianto, il lamento;
    bestemmian quivi la virtù divina.’

    Birkenau è l‘inferno.

    Ho percorso tutta la banchina fino a ciò che resta dei forni, ho colto qualche fiore di campo tra l’erba incolta, ho visitato le baracche di legno e ho sentito freddo, un freddo intenso e profondo, dalla punta delle dita fino in fondo al cuore.

    Il cielo ora è denso e grigio come la strada che scorre sotto la macchina che mi riporta indietro, dal finestrino vedo scorrere, uno dopo l’altro, piccoli paesi, campi coltivati, case ben tenute e boschi: boschi di betulle. La vita scorre tranquilla qui. Comincia a piovere.
    All’orizzonte un fulmine squarcia in due il cielo tetro e illumina come un flash improvviso le alte betulle al vento. Strano, non arriva nessun tuono; ma qui i rumori, come le parole, non servono: rimane tutto dentro.

    ‘Mentre che l’uno spirto questo disse,
    l’altro piangea; sì che di pietade
    io venni men così com’io morisse.
    E caddi come corpo morto cade.’

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  42. Avatar carloesse
    carloesse

    Suggestive e tremende le immagini che ci regala Illex. Perfetto l’accostamento a Dante: quando l’inferno non è nell’altro mondo, ma in questo.

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  43. Avatar Dani
    Dani

    Ciao Ilex. Quindi sei tornato. Ho percorso le tue parole con il silenzio nel cuore e il peso che, sempre, quella tragedia immane deposita sull’anima. Non aggiungo altro e ti saluto.

    Per Renza e Artemisia che si accingono a leggere Il Vino della Solitudine (anche Irène Nemirovsky morta ad Auscwitz, Quanta vita, quanta creatività bruciata in quell’orrore). Non sarà un viaggio in un luogo tremendo Artemisia. Questo suo romanzo, il più autobiografico è sì la storia di un’infanzia e giovinezza povere di affetto da cui, come dice Irène non si guarisce mai del tutto..ma non solo. Io vi ho tratto un senso di grande vitalità, quella voglia di riscatto che nel caso di Nemirovsy si declina in forza creativa che trapela da tutte le sue opere con Suite Francese in testa. Scrive nelle ultime pagine: “Sono sola, , ma la mia solitudine è aspra e inebriante” – come un bicchiere di vino rosso vero?. E chiude così “Si alzò, e proprio in quel momento le nuvole si aprirono; tra le colonne dell’Arco di Trionfo apparve l’azzurro del cielo e le illuminò la via”.
    La fine del libro segna un nuovo inizio, che per lei purtroppo fu di breve durata…
    Buona lettura. Sarà buona senz’altro. Un saluto

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  44. Avatar carloesse
    carloesse

    A cristina, ed al suo gruppo reduce da Cecità, che cosa consigliare? Ma il “Saggio sulla lucidità” che ne costituisce il seguito (dello stesso Saramago) indubbiamente (anche se non ne raggiunge l’altezza e la potenza).
    Oppure Murakami, come cristina stessa suggerisce. E qui c’è l’imbarazzo della scelta, ma per non sbilanciarmi troppo verso il fantastico murakamiano suggerirei di partire da Norwegian Wood.

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  45. Avatar Lucilla P.
    Lucilla P.

    Bentornato Illex. Eppure nel mondo sopravvive l’amore.

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  46. Avatar polissena
    polissena

    Sì Lucilla, e in Illex l’amore non manca, lo sentiamo nel modo in cui si è avvicinato a tutto quell’orrore, con compassione e rispetto, con umanità e sgomento, con rabbia e dolore.
    Ha sentito e ci ha fatto sentire le presenze di tutti quei martiri, quelle vite crudelmente umiliate e soppresse. quelle voci che continuano a gridare per sempre
    Grazie Illex che ci hai portato con te

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  47. Avatar milena
    milena

    Grazie Illex…..

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  48. Avatar Artemisia
    Artemisia

    Grazie,Ilex, grazie davvero.E’ consolante pensare che al mondo ci sono persone come te, desderose e capaci di condividere con gli altri pensieri e sentimenti di così profonda umanità. Credo anch’io che nonostante tutte le atrocità e gli orrori che la storia ci ha fatto conoscere, esista ancora qualcosa per cui valga la pena di vivere e di combattere,che la solidarietà umana,l’amore, la bellezza non possano essere cancellati, ma che anzi risplendano ancora più intensamente di fronte alle umiliazioni e alle offese. Ho appena finito di leggere il libro di Hans Fallada “Ognuno muore solo” e mi torna in mente l’immagine del commissario della Ghestapo che di fronte allo sguardo coraggioso e limpido del protagonista finalmente catturato e sconftto non può che abbassare gli occhi, consapevole infondo di essere lui il perdente.
    Grazie anche a Dani per le belle parole sulla Nemirovsky, sono certa che la lettura che mi accingo a fare sarà di quelle che non si dimenticano. Un caro saluto a tutti

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  49. Avatar Renza
    Renza

    In una sorta di contraltare all’ intenso racconto di Illex segnalo, a chi non lo sapesse, che oggi, 25 aprile, a Radio tre, si possono ascoltare dalla voce di grandi attori alcune Lettere dei Condannati a morte della Resistenza italiana. A questo link si possono riascoltare http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/ContentItem-8d09d205-c216-4b78-8ed8-414c0cb1391e.html. Si tratta di un’ operazione meritoria che, senza alcuna retorica, ci restituisce un universo che non dovrebbe perdersi.
    ” La vita ha queste improvvise fratture” dice uno di quegli UOMINI ( nel senso di Fenoglio, nel Partigiano Johnny, “com’è grande un uomo quando è nella sua normale dimensione umana”). Vigiliamo sempre, attenti ad ogni frattura, presente e futura.

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  50. Avatar cristina
    cristina

    grazie carloesse
    visto che il mio gruppo non si è ancora avvicinato a murakami, pensavo di proporre, quando sarà il mio turno, ossia fra due libri, tutti i figli di dio danzano. lo trovo delizioso e delicato.
    la mia scorsa proposta è stata di un saggio l’elogio della gentilezza di p. adams….e mi sono presa qualche cordiale “insulto”.

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