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I libri più belli, letti nel 2012

Eccoci ai libri più belli, letti nel 2012. Parlare, scrivere, consigliare, discutere i libri che, per semplificare, definiamo “belli” ma che ovviamente sono molto di più. Ci accompagnano giorno dopo giorno e spieghiamo e raccontiamo la nostra relazione con loro, i libri, ma indirettamente anche con il resto del mondo. Anche quest’anno si comincia presto.…

Eccoci ai libri più belli, letti nel 2012.
Parlare, scrivere, consigliare, discutere i libri che, per semplificare, definiamo “belli” ma che ovviamente sono molto di più. Ci accompagnano giorno dopo giorno e spieghiamo e raccontiamo la nostra relazione con loro, i libri, ma indirettamente anche con il resto del mondo.
Anche quest’anno si comincia presto.
Il post dello scorso anno, sui libri del 2011 ha avuto un successo strepitoso. L’obiettivo, come sempre, è di migliorarsi.
Tra l’altro il tipo di commenti negli anni è via via mutato, si è fatto più articolato e diversificato, con toni e registri molto vari. Spesso – e credo sia un gran bene – si parla anche dei libri che ci hanno deluso.

Le regole sono le stesse: i migliori libri letti nel corso dell’anno, indipendentemente da quando siano stati pubblicati. Valgono richieste di consigli, scambi di pareri, suggerimenti…

Come sempre usiamo i commenti.

Commenti

1.011 risposte a “I libri più belli, letti nel 2012”

  1. Avatar Ennore
    Ennore

    @Illex,
    sono “ripassato” sul blog proprio in occasione della rielezione di Obama, per capire se ci fossero ancora gli entusiastici e sentiti commenti delle precedenti elezioni. Ti faccio sinceramente i complimenti per il tuo post politically scorrect, cosa rara da molto tempo a questa parte (mi riferisco in generale e non a questo bellissimo spazio), sono totalmente d’accordo con te. Sono andato a riprendere un mio post del 10 ottobre 2009 in occasione del Nobel per la Pace, ad una domanda di Veronica rispondevo così:

    “Nobel a Obama? Che dire? un premio alle intenzioni per ora. Speriamo dimostri di meritarlo, certamente, potrebbe essere d’ ispirazione e forse è stato proprio questo lo scopo del riconoscimento, ma non dimentichiamo, che prima che democratico o repubblicano, un presidente americano, è il presidente degli Stati Uniti e mai farà qualcosa contro gli interessi americani. Una piccola dimostrazione? Il rifiuto di incontrare il Dalai Lama, dovendo fra poco incontrare i dirigenti di Pechino ( con i quali ha però promesso di parlare di Tibet), che notoriamente non gradiscono chi intrattiene rapporti con il Dalai Lama, rifiutato peraltro da molti altri capi di stato e di governo, per la stessa ragione………..”
    Un abbraccio”

    Continuo a pensare che noi ci occupiamo troppo dell”America” perchè loro in realtà pensano poco a noi, il loro primario e praticamente unico interesse, è per loro stessi.
    Penso che noi ora dovremmo occuparci di noi stessi perchè le cose si stanno mettendo male.

    Mi scuso se non ho parlato di libri, ma negli ultimi tempi, sembra che involontariamente, i vostri libri mi evitino ed io, sempre involontariamente, evito loro, come in un riuscitissimo slalom.

    @ Carloesse….che dire? Domenica vinca il peggiore, è la nostra unica chance…

    Un saluto agli amici dai molti nomi

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  2. Avatar adour (antonio)
    adour (antonio)

    @carloesse: sicuramente non sei un agente del Mossad 🙂 . L’onestà intelletttiva con cui ti esprimi e che ti contraddistingue, non te lo permetterebbe.

    @Jezabel : il film mi sembra fosse soul man . Memorabile l’omonima canzone cantata da Sam Moore & Lou Reed (dico lou reed che ai miei tempi equivaleva a dire gesù) di una allegria contagiosa e di un ritmo che ti cambia la giornata.Ho precisato solo ed eslusivamente perchè adoro quella canzone

    Grazie Illex per la tua opinione su Obama (da me sollecitata anche se non mi citi) concordo perfettamente con te anche se il mio giudizio è più severo, per 2 motivi.

    1° Per aver dato (e aver preso) un premio nobel per la pace nella speranza della pace.
    Perché ? E’ come se a me darebbero il premio nobel della medicina nella speranza che scoprissi la cura per il cancro. La mia opinione,personalissima,è che in questo caso sia stato premiato il popolo americano per aver votato, FINALMENTE, un uomo di colore. Questo per me è razzismo (al contario).

    2° la prima dichiarazione ufficiale di un presidente americano,il governatore del mondo, è stata “Michelle Non ti ho mai amata come ora ,alla stregua di” Ti amooooo Adriana “di rocky.

    A barack (per me Eddy Murphy senza baffi) Con tutti i problemi che hai e che ci rimbalzi in europa ? che gli diciamo ai disoccupati della Alenia o ilva “che le vuoi bene!” Beh! saranno contenti.
    Adoro (adoro un sacco di cose ) Morgan freeman come te,del resto non l’avresti citato, e Falco.

    @ Falco mi sembra che una volta mi hai chiesto di IL SENSO DI UNA FINE di Barnes . Io mi ero annotato un po’ di tempo fa una frase bellissima che Morgan F dice a Jack Nicholson, nel film “Non è mai troppo tardi !

    “Sai come si fa ad entrare nel paradiso egiziano?
    Devi rispondere a due semplici domande: hai provato gioia nella tua vita? E, hai portato gioia nella vita di qualcuno?

    E’ quello che si chiede Tony Webster e a cui cerca di dare risposta nel libro !.
    Nel frattempo Buon sorriso a tutti 🙂
    PS : lo so sono lungooooooooooooooooo 😉

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  3. Avatar adour (antonio)
    adour (antonio)

    @lettoreAmbulante : HELP urgente Help !!!! ho comprato 2 libri sabato 1 roth Quando Lucy era buona,che sto leggendo e l’altro IL TEMPO E’ UN DIO BREVE di velapiano. Ho scoperto da pochi minuti che mia figlia 14enne,romantica,(quella lettrice di bianca come il latte ricordi),sta leggendo la velapiano ed è già arrivata a pg 70 . Mi sembra un pò forte come romanzo che faccio,la incoraggio la blocco . Conosci il libro ??? è adatto???
    Grazie

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  4. Avatar Vera
    Vera

    Salve carissimi amici dai molti nomi, amici di ieri, e ciao a voi cari amici arrivati da poco! Sono qui perche’ Polissena mi ha chiamata! Altrimenti la stanchezza dei miei giorni… mi chiederebbe di rimandare… ma gia’ che ci sono vi dico che
    Ho appena finito (10 minuti fa) di leggere I Detective Selvaggi di Roberto Bolano. (grazie soprattutto a Carloesse) E sono perplessa. Ho fatto fatica, e certo ne valeva la pena. Ma resto perplessa.
    Per la mole del lavoro, per il suo impianto per la sua fine… per le cose ammucchiate e lasciate li’. Ne valeva la pena per certe (poche per me) pagine seminate di vera poesia
    E non solo di poesia rincorsa e raccontata.
    Comunque “quello che e’ iniziato in un’orgia di sensi, finisce in tragedia e non si ride.”
    Per un po’ mi fermo con Bolano. Respiro altra aria.
    Nei mesi scorsi, fra le cose belle, ho letto Murakami, After dark e Norwergian wood (grande come sempre in quest’ultimo, e sempre lui ma… tra parentesi confesso che se lo avessi letto come primo suo libro, forse non mi sarei decisa a leggerne altri!…)
    Ho letto anche Follia di Mc Grath, bello, si’, ma anche per questo devo dire che non e’ proprio il mio genere preferito! Poi ho letto qualche Fred Vargas e altre cose di poco conto, veloci… o altri libri di scarso interesse per voi qui.
    Non ho letto di Rosamund di cui parlavate felici e non potevo dir nulla, ed e’ bello sentire l’eco delle vostre voci felici! lo sento che si alza dalla mia posta. Era gia’ successo con un’altra domanda che avevi fatto Polissena e mi ero ripromessa di giocare anche io… ma poi le cose da fare e il lavoro mi hanno distratta … sono momenti diversi di vita per nme anche bella ed intensa e mi mancate e vi leggo poco Polissena, non apro tutto le email del gruppo, – la mia posta esplode ormai – e solo perche’ non riesco! ma una ogni tanto si’! e chissa’ perche’ (non lo faccio apposta), ma spesso apro proprio le tue Polissena… (tu forse lo sai, una volta – in privato – ti ho detto perche’ e ci abbiamo pure scherzato!) ma sto bene e se state bene e bello per me sapere che ci siete qui e che vi ritrovo passando di qui sempre con bei libri in mano!
    Tra poco avro’ alcuni giorni di vacanza e verro’ in Italia, per poco ma ci vengo.
    Manco da un po’ ormai, e la prima cosa che penso di fare e’ prendere 1Q84!
    Poi di rileggere i vostri post e cercare idee e spunti interessanti e poi di riposarmi (mi serve) se posso, con belle pagine su cui perdermi e ritrovarmi giocando a nascondino per alcune ore.
    Saluti cari a Polissena, ad Illex, a Lucilla, a Ennore (ci rifacciamo gli auguri a Natale, ok?) a Dani, a Carloesse, a Camilla, a tutti tutti… e grazie sempre a Luigi. A presto.

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  5. Avatar lettoreambulante

    Adesso che è tornata anche Vera e dopo l’help di Antonio vi faccio un saluto veloce e poi tornerò con più calma, perché sono un po’ affogata.
    Antonio, il libro della Veladiano è terribilmente triste e negativo, ma forse proprio per questo piace a un’adolescente. Per forza glielo devi lasciare, poi magari parlatene insieme. e poi prendile COLPA DELLE STELLE di John Green, che è un p’ la versione letteraria e non da mulino bianco del libro di D’Avenia. e non dare ai tuoi figli IL PARNASO AMBULANTE. è un libro per chi ha un passato, un po’ come IL SENSO DELLA FINE di Barnes.
    Cara Camilla, non sai che voglia mi hai fatto venire di leggere Rosamund, ma sto finendo delle bibliografie urgenti e non riesco a leggere altro neppure la sera. Però è pronto lì.
    KRAL io adoro Jennnifer Egan, ho appena letto GUARDAMI, è meraviglioso
    Per la discussione su Rosamund mi sembra assolutamente tipica di un gdl. La settimana scorsa a Mantova ci siamo continuamente chiesti se STONER sia uno che si lascia vivere o se fa invece delle scelte precise. E poi ad ogni incontro, come dice giustamente Camilla, tiriamo sempre fuori il libro di Barnes, non ci esce proprio dalla testa.
    scappo a lavorare
    buonanotte a tutti

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  6. Avatar illex
    illex

    Un caro saluto Ennore, è sempre un piacere leggerti.

    Lo è oggi come lo era tempo fa quando ho iniziato ad avvicinarmi a questo blog. Ricordo ancora, infatti, i lunghissimi scambi di battute tra te e Veronica che, insieme agli altri amici che da tempo non scrivono più, riuscivate a smuovere in continuazione la pancia di questo bellissimo spazio e l’interesse di chi, come me, al tempo era solo un silente spettatore. E quando Polissena (che mi perdonerà se la prendo ad esempio), cerca in diversi modi di ampliare la discussione e coinvolgere più persone a partecipare anche raccontando la propria vita, oltre alla recensione di un libro, lo fa, secondo me, proprio rifacendosi ai tempi in cui si è innamorata di questo posto anche leggendo rapita i vostri racconti.

    Sull’America, Obama e su quanto ci occupiamo troppo di loro sono assolutamente d’accordo con te e a conforto, senza spendermi troppo, riporto pari pari uno stralcio dell’articolo di Massimo Fini di qualche giorno fa sul Fatto quotidiano che mi sembra calzante e condivido pienamente:
    “Solo in Italia si può scambiare Obama per un uomo di sinistra. Così come solo in Europa si può credere che i Democratici siano meno guerrafondai dei Repubblicani. Fu il democraticissimo Kennedy a iniziare la guerra del Vietnam e il repubblicano Nixon (il miglior presidente che gli Usa abbiano avuto nel dopoguerra) a chiuderla. Fu sempre Kennedy a combinare il pasticcio della Baia dei porci e il democratico Carter quello del blitz in Iran. È stato il democratico Clinton a scatenare la più assurda delle ultime guerre occidentali, quella contro la Serbia, europea e cristiana. In quanto al Nobel per la Pace, Barack Obama ha mandato altri 30 mila soldati in Afghanistan e, rispetto a Bush, ha aumentato del 13% le spese militari.
    Ma il problema non sono gli americani e chi li comanda. Siamo noi europei. È da quel dì, dal crollo dell’Unione Sovietica, che avremmo dovuto capire che gli Stati Uniti erano diventati, da alleati obbligati, degli avversari se non proprio dei nemici. Noi europei non abbiamo alcun interesse a seguire gli Stati Uniti nella loro politica aggressiva nei confronti del mondo arabo-musulmano, se non altro perché lo abbiamo sull’uscio di casa e non a diecimila chilometri di distanza. E in economia sono stati gli americani, inseguendo il paranoico sogno di ipotecare il futuro fino a epoche siderali, a provocare una crisi devastante che hanno poi scaricato sull’Europa permettendosi anche di colpevolizzarla per una crisi che da loro è partita e di affossarla ulteriormente a colpi di previsioni negative delle loro ambigue agenzie di rating. Per gli americani noi siamo stati sempre degli “utili idioti” da usare a loro piacimento. Avremmo dovuto già capirlo da tempo. E invece siamo ancora lì ad agitar bandierine, azzurre o rosse, per festeggiare il nostro servaggio.”

    E a proposito di letture distanti e slalom, e tanto per continuare a essere politically scorrect, il mio consiglio è: IL PIU’GRANDE CRIMINE di Paolo Barnard, un giornalista scomodo. La crisi ha delle cause precise e colpe specifiche che il mainstream ovviamente non racconta. Il libro, che poi è un resoconto giornalistico, si trova sul suo sito, è gratuito e basta scaricarlo. Sono un centinaio di pagine; certo la ricetta che propone per uscirne non è che mi abbia soddisfatto poi tanto (anche se John Maynard Keynes rimane anche per me il faro guida, nonostante tutto), ma la prima metà è veramente illuminante.

    Un saluto

    Cito e saluto anche Adour. Adour non devi prendertela se non ho fatto riferimento a te come spunto su Obama, non era voluto, non l’ho fatto apposta, non ne avrei motivo.

    Benvenuto comunque nel blog. Tu sei la vera novità di quest’ autunno ancora mite, non ti freddare puoi diventare il nuovo Ennore, sempre se lui (per la gioia di Polissena e non solo), non decida diversamente.

    Un abbraccio a Vera e fine dei salamelecchi.

    Buonemozioni a tutti

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  7. Avatar Otto Quangel
    Otto Quangel

    @ illex

    Per una analisi delle cause della crisi ti consiglio letture che diano una visione meno caricaturale o complottistica. Ci sono testi scritti dai c.d. economisti eterodossi italiani interessanti ad esempio Giacchè, Brancaccio e soprattutto Bagnai.
    Sono sollevato del fatto che in questo blog possano interessare anche saggi su temi economici, temevo di essere stato inopportuno.

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  8. Avatar adour (antonio)
    adour (antonio)

    @lettoreambulante : grazie per il salvagente …. come tutore letterario per adolescenti non sono un granchè! ..e tu sei un Faro.

    Grazie per il benvenuto illex .Spero di non “freddarmi” . Anche se alcuni,alcune volte,in alcuni commenti,sono piuttosto “raggelanti”. So bene,che succede,vi seguo da circa 2 anni,ma qui c’è anche tanto calore,lo dico ai tanti adour che ci leggono e non scrivono,con cui sarebbe bello confrontarsi,su un libro,su un personaggio,su un sentimento o passione.

    In fondo,un libro è un pò come la vita,un compendio di”appassionionate passioni ” ,(…continuerei con )…che devono essere vissute,per non essere un altro tony webster. (non mi esce dalla testa,anche a me) 🙂

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  9. Avatar carloesse
    carloesse

    @vera (1)
    E’ un piacere ritrovarti, e sapere che hai appena finito “I Detective Selvaggi” di Bolano. Sì, non è un libro facile, è lungo e complesso, ma ricco di poesia (non solo quella, come dici tu perfettamente, “inseguita e raccontata”), e soprattuto di storie nelle storie, come pochi altri autori riescono a intrecciare. Capisco però la tua fatica, e il desiderio di “prendersi una pausa da Bolano”. Che però spero ti abbia incuriosita abbastanza per leggere (prima o poi) anche altro.

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  10. Avatar carloesse
    carloesse

    @vera (2) e
    @chiunque altro interessato a Murakami
    Ho finito anche io (da pochissimo) il fatidico 1Q84 del giapponese. Scusate se mi dilungo, ma ritengo (spero) possa pure interessare qualcuno la mia personale opinione (sono sempre stato nel drappello degli estimatori di Murakami, e ora, dopo questo romanzo-fiume, mi sembra di potere fare qualche ulteriore precisazione).
    Se l’argomento non interessa potete saltare a piè pari.
    Negli ultimi tempi, dopo diversi elogi, si sono levate di colpo voci fortemente critiche nei confronti di questo autore giapponese, da pochi anni scoperto , almeno qui da noi, da una ristretta cerchia di lettori, rapidamente accresciuta e diventata un vero stuolo di aficionados che lo ha portato in breve alla glorificazione e (con gran soddisfacimento e ulteriori spinte dell’editore) al successo di tirature e vendite.
    Ben vengano quindi anche le critiche (il successo incondizionato è, in effetti, stucchevole), ma spero che le opposte fazioni non trascendano , come sempre accade in Italia, in becere manifestazioni di tifo passionale pro o contro.
    Francamente non credo che Murakami sia uno scrittore da Nobel, anche se il suo nome già da alcuni anni circola tra i “papabili” dell’Accademia svedese (almeno tra chi gioca a “scommettere” sul vincitore). Murakami è solo un abile autore di romanzi e racconti, non tutti del medesimo livello, che sa sfruttare al meglio:
    – una indubbia capacità di comporre trame anche complesse, sapendo mantenere buoni ritmi narrativi che destano la curiosità del lettore;
    – una facilità e fluidità di scrittura datagli da una grande esperienza di lettore e di traduttore dall’inglese in giapponese (Carver, per esempio);
    – una buona conoscenza del mondo e di diverse culture, dovuta anche all’aver vissuto a lungo anche in Europa (Italia, Grecia,..) e negli USA;
    – una spiccata fantasia che gli permette di inventare situazioni e soluzioni, talvolta interi mondi alternativi, anche al di là di ogni logica razionale (forse proprio per non rimanere invischiato nelle regole della logica razionale).
    E già questo non mi pare poco.
    In realtà, come sottolineano molti suoi detrattori, è vero che non inventa nulla, attinge da varie fonti e rimane “alla superficie” di tutto ciò che è abilissimo a saper evocare, mixando elementi diversi (splatter e lirismo, comicità e dramma, modernità e tradizione, anche attraverso semplici e superficiali citazioni) che provengano dalla cultura occidentale come dalla tradizione orientale e giapponese (è il Giappone moderno ad essere in effetti così) e che non ci troviamo quindi di fronte ad un profondo innovatore. Ma anche il solo saper dosare questi elementi con giusto equilibrio è un’arte, e il risultato è, a mio modesto parere, spesso molto buono, e la lettura dei suoi romanzi e racconti (non sottovaluterei questi ultimi) piacevole, a volte divertente, molto spesso trascinante, se non addirittura travolgente. A patto di non volere andare a cercare significati reconditi, profondi simbolismi e allegorie in tutti quegli elementi fantastici che alla fine non sono che fantasie a servizio del plot. A patto quindi di lasciarsi trascinare da queste fantasie senza utilizzare il metro della razionalità o della verosimiglianza. Lasciarsi trascinare in quelle che sono solo storie, ben congegnate e ben sostenute da un ritmo e da una fluidità e limpidezza di scrittura che ne fanno uno scrittore di buon livello, anche se , molto probabilmente, pure un bel furbacchione.
    In questo “1Q84” (parlo della somma dei 2 volumi, pubblicati a quasi un anno di distanza) la dose di “furbizia” semmai viene alla luce ora più smaccatamente, e questo ha probabilmente portato al partito dei detrattori una ragione in più per alzare la voce . La lunghezza del tomo, divisa in tre sotto-tomi, a loro volta pubblicati in 2 volumi, ha reso più evidente il battage che si è creato intorno a questo autore, ed il romanzo, seppure la trama sia come di consueto ben sostenuta e ricca di suspense e di misteri da sciogliere, appare più sfacciatamente “costruito” (miscelando abilmente mistery, thriller, fantasy, sentimentalismo, religione, settarismo, riferimenti musicali, letterari e culinari, e chi più ne ha più ne metta, tanto le pagine sono in totale un migliaio e oltre) rispetto ad altri libri che ho amato di più: quel “Kafka sulla spiaggia” che per me è proprio l’opera raggiunge l’equilibrio più perfetto tra tutti gli elementi e stili che Murakami è capace di mettere in gioco (compresa una buona dote di umorismo); “Norwegian wood”, che tratta di un argomento trito e ritrito come quello dell’amore difficile tra due giovani adolescenti ma la cui storia viene narrata con notevole freschezza e senza alcun ricorso all’elemento fantastico; ed infine “La fine del mondo e il paese delle meraviglie”, il libro dove , forse, invece la fantasia prende il sopravvento nel modo più sfrenato ed originale. A vari livelli intermedi si collocano gli altri titoli, tra i quali relegherei tra i meno riusciti “la ragazza dello Sputnik” (opera decisamente minore) e, ancora più nettamente “Dance Dance Dance” (sequel del più intrigante “Nel segno della pecora”).
    Molto godibili, per chi volesse accostarsi a questo autore per la prima volta, i suoi racconti, e in special modo alcuni di quelli raccolti in “Tutti i figli di dio danzano” e in “ I salici ciechi e la donna addormentata”.
    Beh, tutto sommato questo 1Q84, pur con le sue pecche, io l’ho trovato scorrevole, intrigante e da leggersi d’un fiato, nonostante la mole. E nonostante le numerose critiche che ormai vengono rivolte a questo autore, io so che continuerò a leggere Murakami, sicuro di trovarvi divertimento, piacere e soddisfazione.
    E se è vero che non è (e probabilmente non sarà mai) un grande esploratore degli umani abissi, resterà sempre un buon capitano per la navigazione di superficie, con una grande capacità di condurre il vascello della sua narrazione anche su mari in tempesta. E di questi tempi neanche questo è poco.

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  11. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Che giornata intensa!
    Vorrei chiacchierare di tutto, ma dico solo due cose, perché “mi cala la palpebra” e sono tutte e due per Adour.
    1) Il film è proprio quello e la musica è tutta degna di nota.
    2) A tua figlia non negare nessuna lettura.
    Lasciamo sempre spontaneamente i libri che non ci insegnano nulla o che non toccano le nostre corde.
    Te lo dice una che alle medie passava da “Il mago di Oz” a “Via col vento”, da “Piccole donne” a “I peccati di Peyton Place” e “Radici” (alcuni di questi preventivamente occultati dalla mamma…INVANO!!!!!)

    Buona notte

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  12. Avatar carloesse
    carloesse

    @Ennore & Illex
    Al primo un caro saluto alla vigilia dell’evento (un mese fa non avrei mai immaginato potesse essere così tragico per entrambi). Sì, vinca il peggiore (ma non so ancora quale sia).
    Ad entrambi solo per manifestare qualche perplessità sull’articolo del pur interessante Massimo Fini (stimabile per la sua indipendenza di giudizio – qualità rara- ma che talvolta le spara grosse). Che Regan e Nixon siano stati i più grandi presidenti USA degli ultimi anni ….beh, permettetemi qualche dubbio (Nixon la guerra in Vietnam l’ha dovuta chiudere per forza, mica perchè fosse nel suo programma! e proprio Regan ha inaugurato con la coeva Tatcher quella politica di sfrenato liberismo che ha portato prima alla crisi degli anni 90 e poi, grazie ai suoi successori più repubblicani che democratici che hanno seguito il solco, a quella tragica attuale che stiamo attraversando. Secondo me, provocazione per provocazuione, allora il miglior presidente è stato proprio Carter (ma non sono mica solo io a dirlo), che manco fu rieletto.
    Condivido invece la questione dell’impossibilità di misurare la politica americana (e Obama) con i metri della destra-sinistra così come intendiamo in Europa, e specialmente in Italia.
    Comunque discorsi complicati (specie se ci mettiamo dentro anche il confronto con l’Islam), difficili da trattare così brevemente tra i commenti di un post.
    Ma non fa male provarci.
    Saluti

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  13. Avatar camilla
    camilla

    @ lettoreambulante—Corro a prendermi la Jennifer Egan,GUARDAMI dici che è stupendo e mi basta e grazie molte. sono contenta che adour abbia parlato di IL TEMPO è UN DIO BREVE di Mariapia Veladiano. Mi stupirei moltissimo se a sua figlia piacesse e vorrei saperlo. Per me, che ho apprezzato il primo romanzo di Veladiano, LA VITA ACCANTO, questo romanzo è stato un calcio in uno stinco. Il bello è che l’ho letto immediatamente dopo L’OSTACOLO DI ROSAMUND – di Drabble, ed. Astoria. Due madri con un unico figlio , due donne una degli anni ’60 l’altra dei nostri correnti anni, la prima è una “sveglia”, e tutto, tutto quello che l’intelligenza e il coraggio possono fare di una persone giovanissima,in qualunque epoca , e penso a Rosamund -, l’altra, Ildegarda, sulla strada , nel suo caso non troppo impervia, della santità, ossessionata dal Male per suo figlio, abbarbicata a una fede religiosa a oltranza che la rende ossessiva, insomma due mamme parecchio diverse tra loro, Veladiano è dotta, il romanzo è intriso di riferimenti colti alle grandi scritture, alla teologia,eppure resta, per me,un libro triste e molto difficile , non so, certo un romanzo “drammatico” molto serioso, senza un minimo di leggerezza. .E a proposito di leggerezza e disincanto, ecco che risalta fuori Barnes (di cui mi sono procurata tutti i libri in circolazione e ho notato un suo cambiamento nel senso di una sua “umanizzazione”, una empatia misurata ma luminosa, che c’è nel TEMPO DI UNA FINE e in aRTHUR E GEOGE, mentre gli altri suoi precedenti, bellissimi libri sono molto più cerebrali e freddi anche se quasi perfetti). Barnes è un autore del disincanto, del dubbio, dell’ironia. . @carloesse – quanto ho apprezzato il tuo bel post su Murakami. concordo pienamente, pienamente. Grazie per aver scritto un pezzo così . E grazie a tutti che mi sembrano in stato di grazia. e interessanti.Scusate lo scritto frettoloso e caotico ma ho fatto tardi e chiudo .

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  14. Avatar illex
    illex

    Otto (posso abbreviare il tuo nick?), innanzi tutto benvenuto e grazie per il contributo che spero possa rinnovarsi nel tempo.

    Che la crisi vada studiata su testi che offrano una visione più profonda di un saggio giornalistico è assolutamente condivisibile, converrai con me però che questo, come dice anche Carlo, non è il posto migliore per mettersi a discutere in termini accademici di quello che sta succedendo. Comunque, considerato che lo chiami in causa, un riferimento a Emiliano Brancaccio che consigli, corre l’obbligo farlo.

    Nel suo saggio ‘CRISI DELL’UNITA’ EUROPEA E STANDARD RETRIBUTIVO’ offre infatti una chiave di lettura che forse va in un senso che, seppur marginalmente, può essere associato (fatte le debite proporzioni), al lavoro giornalistico di Barnard.
    Senza tediare troppo la platea e tralasciano i riferimenti a Krugman (da approfondire in altra sede) l’autore, infatti, confutando la teoria Blanchard/Giavazzi sul virtuosismo degli squilibri commerciali tra paesi europei (riferito alla bilancia dei pagamenti e ai debiti con l’estero), arriva a definire che gli stessi, origine della crisi, nascono dall’eccessiva divaricazione tra costi monetari per unità prodotta. E si chiede anche come si può arrestare l’ampliamento della forbice tra i costi di produzione dei paesi membri dell’unione?

    Otto, ovviamente la faccio breve.

    Brancaccio ritiene che le attuali politiche europee non siano in grado di correggere i profondi squilibri interni alla zona euro. Anzi, afferma: ‘appare lecito supporre che la tenuta futura dell’Unione necessiti di una svolta negli indirizzi finora prevalenti.’ E si rifà, addirittura, alla teoria dello standard salariale di Keynes per intervenire sugli squilibri tra i costi dei paesi membri affinchè garantiscano la crescita delle retribuzioni reali (che devono essere almeno pari alla crescita della produttività del lavoro). L’obiettivo primario quindi è di interrompere la caduta dei salari e il crollo dei consumi così come lo stiamo tragicamente vivendo oggi e la sua ricetta mira ad eliminare la tendenza recessiva.

    Questo, in termini molto più caricaturali se vuoi, è in fin dei conti quello che dice anche Barnard e chi, sulla propria pelle, si sta rendendo conto che la politica di Mario Monti (guidata dal governo europeo), tesa invece ad ampliare la forbice tra i vari paesi arricchendo solamente quelli che ricchi già lo sono (anche se bisogna vedere poi, quanto sono ricchi veramente e per quanto tempo ancora lo rimarranno), è semplicemente disastrosa.

    E le ripercussioni di queste politiche sbagliate sono chiare a tutti. In termini di occupazione giovanile, ad esempio, il dato è a dir poco drammatico.

    Dal collasso della Lehman alla crisi degli stati nella zona Euro, la disoccupazione giovanile (ufficiale) è semplicemente esplosa. In Grecia e Spagna veleggia tra il 40% e il 50% in Portogallo, Italia e Irlanda al 35% in Francia e Regno unito tra il 15% e il 20% (fonte Real World Economic Review).

    Ti riporto ancora due dati dal bollettino della Banca d’Italia di ieri e chiudo poi questo intervento, scusandomi con te, a cui mi sento di poter dire che qui nessuno è inopportuno, con Luigi e con tutti gli amici del blog per essere andato completamente fuori tema.

    Il debito pubblico italiano è salito a settembre di quasi 20 miliardi arrivando al nuovo record storico di 1.995,1 miliardi ormai a ridosso della soglia di 2.000 miliardi di euro.

    L’incremento riflette, oltre al fabbisogno del mese (11,6 miliardi), l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro, detenute presso la Banca d’Italia e in impieghi della liquidità, (8,6 miliardi).

    Nei primi nove mesi dell’anno l’incremento del debito è stato pari a 88,4 miliardi e riflette il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche per 61,9 miliardi, l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro per 21,7 miliardi e l’emissione di titoli sotto la pari per 5,2 miliardi.

    Nei primi nove mesi del 2012 il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche è stato superiore di 0,9 miliardi a quello registrato nello stesso periodo del 2011 (61,0 miliardi).

    Escludendo le erogazioni in favore della Grecia (5,0 miliardi nel 2011), la quota di competenza dell’Italia dei prestiti erogati dall’European Financial Stability Facility (EFSF – 2,2 miliardi nel 2011 e 17,1 nel 2012) e le misure relative alla Tesoreria unica (che hanno comportato nel 2012 il riversamento nella Tesoreria centrale di 9,0 miliardi da parte degli enti decentrati), il fabbisogno del 2012 sarebbe in linea con quello del 2011.

    Traduzione: escludendo i soldi che stiamo tirando fuori per mantenere in vita l’Euro e lo stipendio dei banchieri, l’inferno di tasse, la repressione fiscale e la disoccupazione a cui ci ha sottoposto il governo Monti non è servito a nulla.

    Un saluto a te e buonemozioni a tutti

    Ps.:
    Carlo, qual è stato il miglior presidente americano lo possono dire gli americani, ma non noi. Quindi condivido che le affermazioni di Fini in proposito possano essere opinabili; l’estratto però voleva evidenziare principalmente come forse noi si tenda ad occuparci troppo di chi, invece, spensa brillantemente ad altro.
    .
    A proposito, sto leggendo anch’io 1Q84, quindi ho saltato a piè pari il tuo commento in proposito, sul quale conto di tornare però a lettura ultimata.
    Un caro saluto

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  15. Avatar Ennore
    Ennore

    @ Illex
    ancora una volta sono quasi completamente d’accordo con te. Da parte nostra è esercizio inutile stabilire quale sia stato il miglior presidente, il mio cuore dice J.F. Kennedy e penso che Bob sarebbestato anche migliore, ma l’ analisi di Massimo Fini, riguardante i fatti e non le opinioni, è incontrovertibile.
    Con Barnard si può essere più o meno d’ accordo, io lo sono, ma è indubbio il suo coraggio (a proposito è sempre in attesa di una denuncia da parte del Prof. Monti, che non arriva)

    E’ straordinario leggere quello che scriveva Keynes già nel 1937:

    “Il momento giusto per l´austerità al Tesoro è l´espansione, non la recessione”
    – John Maynard Keynes, Lettera al Presidente degli Stati Uniti F.D. Roosevelt

    “I difetti lampanti della società economica in cui viviamo sono la sua incapacità di provvedere alla piena occupazione e la sua distribuzione arbitraria e iniqua della ricchezza e dei redditi”
    – John Maynard Keynes, Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta.

    Niente di più attuale.

    Per sentirmi la coscienza a posto, rientro in tema libri……però…
    ” Il club Bilderberg- La storia segreta dei padroni del mondo-” di Daniel Estulin, ex dissidente sovietico e nipote di un ex KGB, queste indagini che sta conducendo, lo stanno mettendo in serio pericolo.

    @ Otto Quangel (spettacolare nick…o no…?)

    fra i libri di economisti, ci metterei anche:
    “Non è crisi è truffa” di Salvatore Tamburro e prefazione di Alfonso L. Marra avvocato che si batte contro le banche

    @ Carloesse
    ci risentiamo, forse , lunedì.
    Con te sono spesso in disaccordo, ma ormai avrai capito l’ origine genetica di tutto ciò…ma sei un forte stimolo alla discussione, quindi ti chiedo di perdonarmi.

    Per tornare al blog:
    Philip K. Dick ” Tutti i racconti” per me è un genio e la raccolta bellissima.

    Una ultimissima sbandata dalla retta via…vi prego dategli un’ occhiata:

    Difficile non pensare a qualcosa di strano….

    @ Vera, certo che lo farò, era già nei miei pensieri

    Ricambio i bellissimi saluti a tutti e scusate la lunghezza, forse era astinenza..

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  16. Avatar adour (antonio)
    adour (antonio)

    @carloesse : ho appena finito di leggere il tuo post ….. l’ho riletto pochi minuti fa per esserne sicuro e all’improvviso,ho letto.nello stesso punto in cui dici (Francamente non credo che Murakami sia uno scrittore da Nobel,) :

    Leggo …………“Io vengo a seppellire Cesare non a lodarlo.”

    Sinceramente poche volte ho visto scritto, un cosi grande atto di amore e di fedeltà nei confronti di un autore letterario. Dove gli “ anche se “ ma anche” “beh” (puntuali ad ogni critica) divengono guardiani e strenui difensori di questo amore.

    Io amo questo autore e non saprei dirti nemmeno perché ,o comunque uno o cento di questi perché non riuscirebbero a spiegare perché io mi senta diverso dopo averlo letto.

    Non ho letto 1Q84 pur avendolo acquistato ,ma tu qui non parli di un libro ma di murakami..e non per lodarlo 🙂

    Buon sorriso a tutti

    PS : nella tua lunga disamine non parli di nessun personaggio (stupendi in Murakami) mi piacerebbe sapere qual è il tuo preferito o il vostro se volete partecipare ….. Per me la signora Saeki,è stato “coupe de foudre”

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  17. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Watanabe Toru di NORWEGIAN WOOD e l’inquieto Hajime di A SUD DEL CONFINE A OVEST DEL SOLE.
    Buona notte.

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  18. Avatar carloesse
    carloesse

    @illex
    Hai perfettamente ragione, ma nel dire che Carter fosse stato probabilmente il miglior Presidente USA degli ultimi anni riportavo proprio quanto letto qualche mese fa (ma non ricordo dove, ah l’età…) riguardo a un lento (ma continuo) ribaltamento di quella che è stata per lungo tempo l’opinione degli americani (che fosse stato il peggiore). Vedendo da qua, con occhi (e cuore) europei, anche io (come Ennore) penso che potrebbe essere stato quello che non lo fu mai: Bob Kennedy.

    @Ennore
    A parlare del genio di P.K.Dick con me sfondi una porta aperta (vedi che c’è qualcosa su cui andiamo d’accordo? E in poche righe sono già due).

    @Adour
    ….perché se io fossi Bruto e Bruto Antonio, qui ora ci sarebbe un Antonio che squasserebbe i vostri spiriti … 🙂

    @Adour (2) e @Jezabel
    Forse la strana coppia Hoshino/Nakata in “Kafka sulla spiaggia” (ma tutti i personaggi di quel libro sono indimenticabili). Tra i personaggi femminili Aomame di quest’ultimo libro mi pare molto ben riuscito (specie nella prima parte). Il protagonista maschile di tutte le sue opere invece si somiglia sempre un po’ (e non è difficile riconoscervi – credo- l’autore stesso).
    Solo il giovanissimo Tamura Kafka si discosta un po’ più nettamente dagli altri.

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  19. Avatar antonellina
    antonellina

    Si possono spendere tanti/troppi aggettivi o esserne scarni nel definire i personaggi di M., ma si, Adour (ebbene mi piace rimanere, come ho scritto in altro post di qualche tempo fa, attratta da questi nomini virtuali che fanno fantasticare) la signora Saeki, semplicemente incantevole! Anche io sto su 1Q84, ma lentamente, molto lentamente, più del solito…. perché? Sono sicura che qualcuno, o forse più di qualcuno, ne intuisca la ragione!
    Buone emozioni amici.

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  20. Avatar Dani
    Dani

    Ciao a tutti, vecchi di blog e nuovi arrivati.
    Vi leggo sempre con interesse e come al solito siete ricchi di spunti di letture e discussioni a cui, aimé, non ho il tempo di partecipare.

    @Camilla e Polissena (bello scambio su Rosamund, vivace ma senza punte polemiche, stimolante alla lettura..vedremo di metterlo in lista)

    @Vera per fortuna che ogni tanto trovi il tempo per un saluto. Tutto bene dalle tue parti?

    @Benvenuto Antonio (Adour). Preferisco anteporre il tuo nome bello al nick “contemplativo/adorante”. Sei attivo vedo, continua a proporre i tuoi spunti. Anch’io sono mamma di figlia adolescente (oltre a due più piccoli) e non filtro nulla. Anche se dopo la lettura di Se questo è un uomo di Levi ho faticato a consolarla da una lunga crisi (come trovare le parole per spiegare certi picchi di crudeltà disumana e disumanizzante che non hanno ragione d’essere?).

    @Carloesse. Sottoscrivo molto di quello che hai scritto su Murakami. Gran lavoratore che non mi tocca il cuore. Stupida rima, ma rende il senso di ciò che mi trasmette. Non mi pronuncio su 1Q84 che non leggerò, dopo Kafka gli ho detto addio.

    @Illex, interessante il tuo ultimo post e mi ha colpita la riflessione che ti ha suscitato Into the wild. Ho solo visto il film, ma mi par di capire che il libro ha degli aspetti in più che meritano una lettura. Tuttavia credo che ci voglia il momento giusto per affrontare la pugnalata..e non è questo.

    Per tutti, visto che si parla di crisi economica, vi mando nuovamente un link che val la pena leggere:.http://www.beppegrillo.it/2012/08/assange_e_il_futuro_del_mondo.html
    anche per chi non ha simpatia per il policomico!

    E infine due parole su IL SENSO DELLA FINE. Tony, il protagonista, è presentato come un individuo catapultato nel passato, in età da pensione, dal ritorno sulla scena di una ex scorbutica e criptica che lo mette davanti a responsabilità gravi. Ebbene, gli eventi, che si chiariscono nel finale, sono così imprevedibili e contorti, che trovo doveroso difendere il povero Tony Webster e la sua esistenza piatta, paragonata a quella breve, ma fulgida di Adrian che ha fatto del proprio suicidio un gesto perfetto e calibrato. Tony ovvero..viva la mediocrità, estremamente più umana del genio dell’amico Adrian. E comunque, nonostante il finale, ho amato molto il libro di questo autore che non conoscevo. E’ scritto divinamente e mi pare ben tradotto da Susanna Basso (anche se bisognerebbe leggerlo anche in originale). Purtroppo l’ho restituito alla biblioteca altrimenti avrei riportato alcuni passaggi veramente memorabili e un paio di riflessioni, sulla storia e sulla vita, sapientemente inserite nel susseguirsi degli eventi. Mi fa pensare a Espiazione di Mc Ewan, in fondo anche là una scelta irrazionale e non studiata, fatta sulla scia di un impulso emotivo, condizionava il futuro, anzi tutta una vita. E mi pare che la levatura letteraria di Barnes e Mc Ewan sia la stessa (ma io ho sempre detto che i britannici, coi russi, hanno una marcia in più).

    Ebbene, ce n’era un po’ per tutti. Vi lascio e vi saluto raccontandovi che qui l’autunno è meraviglioso. Le colline si arrossano come le guance di una puerpera…
    Ciao

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  21. Avatar Otto Quangel
    Otto Quangel

    @ Ennore e Illex

    Il mio nick è volutamente provocatorio (ovvio riferimento a Fallada, letto peraltro grazie ai vostri sempre stimolanti consigli).
    Ritengo infatti che la situazione attuale sia drammatica non solo per le terribili implicazioni delle politiche economiche sulla vita delle persone (dato ormai difficilmente occultabile anche dai media più irriducibilmente ideologizzati) ma soprattutto per il restringimento del perimetro effettivo della nostra democrazia. Rischio questo non pienamente percepito e a cui oggi ancora non si contrappone la necessaria reazione. E’ invece urgente una presa di coscienza e la premessa è una corretta analisi di quanto accade.
    Ho postato il mio primo messaggio sul blog il 30 settembre col nick Oscar consigliando alcune letture. Ricordavo infatti un intervento di Luiginter che apriva la discussione sul blog anche ai saggi ma soprattutto in chi se non in persone di cultura (e chi ama la lettura lo è) sperare per condividere una riflessione critica?
    Chiarisco che per cultura intendo un sistema di valori coerente in base al quale sviluppare un pensiero critico, da distinguere dall’istruzione, intesa come acquisizione di contenuti. Si può essere molto istruiti, ma non esser colti. Fa parte della cultura la curiosità intellettuale, non essere tra quelle persone che studiano per togliersi dubbi, ma per farseli venire.
    Il fatto di essere stato ignorato, come giustamente capita a qualche troll che si affaccia solo per fare pubblicità, mi ha fatto pensare alle oggettive difficoltà di approfondire queste tematiche senza passare magari per l’esaltato di turno del web.
    Mi sono ricordato che una delle reazioni alle cartoline di Otto era quella di far finta di non vedere o di fastidio. Per questo nel segnalare il libro Il tramonto dell’euro di A. Bagnai ho usato il nick Otto Quangel.
    E’ una lettura davvero illuminante che, pur essendo rigorosa dal punto di vista scientifico, è accessibile a tutti (con un minimo di volontà) e a tratti persino divertente.
    Al punto in cui siamo non possiamo più concederci il lusso di non schierarci è diventata una questione di impegno civile.
    Leggere , consigliare e regalare questo libro è oggi più utile ed efficace che tirare estintori (penso alla sacrosanta rabbia di tanti ragazzi che ieri erano nelle piazze a cui dobbiamo dare gli strumenti culturali in modo che non cadano nella trappola di chi strumentalmente li vuole liquidare come facinorosi).
    Se sono riuscito ad incuriosirvi ascoltate questa intervista al Prof. Bagnai

    P.S. Su Barnard (da non confondere con Bernhard anche se pure lui mi causa un certo “perturbamento”) e la sua trasposizione in Italia della Modern Money Theory americana ci sarebbe tanto da dire e magari ne avremo occasione. In fondo siamo qui per confrontarci sulle nostre letture e per usare le belle parole di carloesse sul caso Rosamund “solo così, oltre che per segnalare elenchi di titoli e autori, questo post potrà arricchirsi con ben più interessanti scambi di opinioni”. Ovviamente se il padrone di casa Luiginter ci accorderà il permesso di creare questa piccola enclave.
    Un saluto.

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  22. Avatar maria-teresa
    maria-teresa

    A me,per esempio,interessano anche i saggi.Piuttosto,Luiginter sara’ contento di esser definito ‘padrone di casa’ ? di dover.. accordare permessi?!?

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  23. Avatar camilla
    camilla

    @ adour- a proposito di IL TEMPO è UN DIO BREVE di Mariapia Veladiano- einaudi stile libero- che starebbe leggendo tua figlia adolescente : si tratta di una lettura assai complessa e dolente esclusivamente incentrata sulla maternità. Ti segnalo che ieri- 15 nov.- è uscita sul corriere della sera, una entusiasta recensione di Cesare Segre sul romanzo in questione. Non è il solito romanzo. Il libro piu bello del 2012 non ha ancora molto tempo per saltare fuori. Eppure nella prima parte dell’anno erano usciti alcuni libri davvero originali e preziosi. vorrei solo citare di Herman Bang (grande talento tra otto e novecento, Danese) Edizione Iperborea , LA CASA BIANCA – LA CASA GRIGIA E,ULTIMO VIAGGIO DI UN PEITA, di H,Mann e H. Bang. Tre letture insolite e preziose, tre le più belle e insolite del 2012. E alcune altre…ciao a tutti

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  24. Avatar camilla
    camilla

    errata co. ULTIMO VIAGGIO DI UN POETA!

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  25. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Correggo anch’io, permettetemi.
    Si tratta di K (Klaus) Mann. Per qualche secondo ho gioito, andando a cercare l’opera.
    Ma H. (Heinrich) Mann non se lo fila mai nessuno. Eppure ha scritto il romanzo da cui è tratto il film “L’Angelo azzurro” ed anche un altro romanzo profetico sulla catastrofe della Germania nazista: “Il suddito”.
    Colgo l’occasione per invitarvi a leggerli.
    Ciao.

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  26. Avatar adour (antonio)
    adour (antonio)

    Concordo con il personaggio di toru e signora Saeki, come concordo che i racconti di Murakami sono davvero belli,insolito per uno scrittore di romanzi.
    Bello bellissimo il racconto II settimo uomo ne ISALICI CIECHI E LA DONNA ADDORMENTATA,il tema dell’errore di gioventù che condiziona, in modo rovinoso, la vita intera di una persona, (chissa chi ricorda?),ma che secondo me introduce ed incarna Norwegian wood (bellissimo anche questo).

    @.Jezabel : hai letto radici ? kunta kinte wowh :),l’ho letto a 13 anni penso ,(forse chissa lo leggevamo nello stesso momento) .Poi segui,la serie in televisione ,ricordo che fu sconvolgente per me rivedere “i miei personaggi”,nella serie,erano cosi diversi.

    @Dani non ci conosciamo ma ho sempre apprezzato i Tuoi titoli. Che bello l’uso del termine “puerpera”uno dei pochi sostantivi il cui senso immaginifico e quanto di più vicino alla realtà.

    Ritornando al “IL SENSO DELLA FINE” (ah altra fissa 🙂 (devo essere un adoratore fissante 🙂

    Adrian,secondo la mia modestissima opinione è un “non si può dire”,se non altro,per tener fede alla mia mission di gentil messere. il personaggio a cui tutti gli altri vorrebbero essere amici,quello le cui riflessioni(geniale quella dell’ora di storia),lo pongono al di sopra degli altri,su un piedistallo,per poi cadere in maniera cosi misera,ai piedi di una squallida storia d’amore,cosi provinciale e cosi lontano dal suo sentirsi “radical chic”. Per non parlare della sua vigliaccheria nel non condurre la vita,di troncarla,adducendo motivi culturali o filosofici,che ne dovrebbero giustificare il senso (ma quando mai). In realtà Adrian,nella sua esemplificazione estrema è uno “tutto chiacchiere e distintivo” (adoro De Niro ).E in questo Tony è molto più coraggioso,(nei confronti di adrian,ma assolutamente no,nel vivere da uomini) nel suo “sopportare la vita”,credendo cosi di non far male,ma soprattutto di non farsi male.
    Ma un uomo si giudica da quello che fa non da quello che dice,per cui anche il non fare procura danno.
    La genialità di Barnes secondo me sta in questo,di insidiare il dubbio, il se ,lo sliding doors,lasciare che si continui a parlare dei personaggi anche quando si chiude il libro,farli vivere con noi.

    @ Jezabell camilla,vera e non in fine lettore/triceambulante :
    Non sono,non voglio,non posso essere un padre proibitivo,per vissuto forse.
    La mia preoccupazione nasce,dal “far nascere” in un adolescente,cosi meravigliosamente semplice,il piacere del libro,come luogo in cui rassenerare gli animi,in cui ritrovare se stessi,o parte di se stessi,in alcuni momenti. Per cui la lettura della Veladiano mi sembrava un po’ ostica, difficile,triste. Nel momento in cui chiedevo a jezabel HELP, a tavola ho parlato dei nuovi libri acquistati,chiedendomi ad alta voce “ chissa se il libro IL TEMPO è UN DIO BREVE può già essere letto da voi ,sembra un po’ triste. Il giorno dopo ricompariva sulla libreria il libro stesso . Non so perché,ma forse si, in quel momento mi sono sentito,cosi invadente,onnipresente……forse,perché avevo scelto per lei (come da bambina,e purtroppo non lo è più).

    E’ difficile il “mestiere del padre” ed io non ho ancora imparato,forse perché appena imparo qualcosa,loro sono già cambiati,e mi viene il fiato corto (HELP).
    Ma mi sbagliavo. Il libro è ri-scomparso. Per cui una sera,ne abbiamo parlato,” sto per leggere la veladiano tu che ne pensi?. Pà (subito lei) è un bel libro,però non so,la sua concezione di dio,non mi sembra “sana”.Mi ha incuriosito e l’ho cercata su google,e ho scoperto che è una teologa. Ecco perché!
    Però scrive bene,descrive un prato verde,cosi verde e profumato,che mi sembrava di toccarlo,di sentire l’odore,come noi,quando ci sdraiamo in campagna.(io)Vuoi continuare a leggerlo tu per prima? Non lo so,lo leggerò,sino a quando continuerà a piacermi!

    Ecco chi è francesca,una meravigliosa e semplice adolescente che in tutto quel dolore sa vedere e rivivere la bellezza di un prato,ma che sa quello che fa!.

    Mi scuso se ho parlato in prima persona di avvenimenti familiari,che ai più può sembrare estremamente personale,ma vi posso assicurare che non lo è !

    continuate a sorridere amici miei ! 🙂

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  27. Avatar adour (antonio)
    adour (antonio)

    @camilla : ho letto anch’io l’articolo sulla veladiano del corriere della sera,ed anche per questo,non ne sono contento,ma leggerò il libro (ormai quando lei cederà) 🙂

    PS : Il giorno prima sull’editoriale dello stesso giornale,un giornalista snocciolavano i dati della crisi economica. impressionanti? No perchè li aveva dati pari pari ,con le stesse parole,illex,,…il giorno prima dell’uscita dell’articolo,su questo sito! (coincidenze? mah).
    Ergo…cogito (tamquam) … 🙂 o illex scrive per il corriere della sera (ma non penso solo perchè il giornalista alla fine era promontiforever e illex un tantino no :)) ..oppure il giornalista legge il nostro blog …. ma dovrebbe citarne le fonti ! 🙂

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  28. Avatar Vera
    Vera

    Ciao a tutti i nomi!
    Ho appena finito di leggere Fred Vargas La cavalcata dei morti.
    Qualche ora in piacevole relax. Una trama costruita al solito modo, solito solito. Niente di eccezionale ma divertente. C’e’ solo una cosa che comincia a disturbarmi con la Vargas: ed e’ che bisogna seguire l’ordine di pubblicazione dei libri, altrimenti ci si perde qualcosa, non si intende appieno dell’altro. E questo non mi va: io preferisco che ogni libro sia un microcosmo autoreferenziale per quanto riguarda almeno se stesso, poi si inserisca pure, il libro, nella relazione che sono i libri e la vita ecc ecc… ma se in una storia compare, marginale, un personaggio che era protagonista di un’altra e non c’e’ tempo per capirlo spiegarlo inquadrarlo e viene richiamato cosi’ da un momento all’altro… e se tutto comincia ad assomigliare ad un film a puntate… con figli e padri e zii e telenovelas … ecc ecc allora mi annoio. Mi da’ fastidio. Problema solo mio?!
    Murakami. Leggero’ 1Q84 e poi vi raccontero’. In parte posso essere d’accordo con l’analisi di Carloesse, ma tu Carlo, esageri pure, vero?! dai! in fondo anche il Giappone si evolve e come possiamo dire cosa e’ Giappone oggi e cosa non lo e’ piu’? in tempi di globalizzazione… se nemmeno quasi possiamo dire chi siamo noi europei? Chi tutti? MH costruisce storie lo fa bene, nobel o no che importanza ha? Il tempo dira’ il suo valore, il tempo e i lettori nel tempo. Certo l’operazione relativa alla traduzione di 1Q84 non e’ stata bella ma e’ avvenuta solo per noi italiani… altrove la traduzione era gia’ pronta prima, e quindi? Era solo per il mercato italiano questo bel gioco dell’attesa?…
    Come avevo avuto modo di dire (e forse qualcuno lo ricorda!) per me Murakami non da’ il massimo di se’ nei racconti! E riguardo al gioco dei personaggi caro Adour… io non posso!, non ci riesco!, e per nessuno, non solo per HM! I suoi personaggi comunque a me piacciono tutti, perche’ tutti hanno la loro parte. Ed ognuno fa benissimo la sua. Persino l’uomo pecora. Che unisce unisce unisce … danzando danzando danzando.
    Bolano: Carloesse, si’ e’ un libro difficile, e mi chiedo: erano tutte necessarie le testimonianza cronologiche intorno ai nostri eroi?! Secondo me alcune lo erano molto meno di altre. Poche fra di esse mi hanno davvero coinvolta e commossa o hanno – secondo me – arricchito realmente la storia. Per altre era un po’ come leggere la lista della spesa alla voce “varie ed eventuali o articoli vicini alla cassa”… o, se vuoi, era come leggere storie che non c’entravano poi piu’ di tanto col tutto, o almeno questa e’ stata la mia impressione. e il tutto a proposito … era un tutto fluttuante, piacevolmente fluttuante… ma troppo mosso… comunque…
    … tempo fa Filippo (ciao!) parlava del Maestro e Margherita… e poi ci si chiedeva tutti se leggerlo o abbandonarlo, o no… io ricordo di averlo letto moltissimi (una ventina di) anni fa e ricordo pure che un po’ mi dava fastidio, ma che valeva la pena leggerlo. E sono contenta di averlo letto. La stessa cosa che ri-dico ora qui per i Detective Selvaggi. tornero’ su Bolano, ma con calma. certo. grazie.

    A roberto944 voglio dire che ho avuto modo di conoscere personalmente Siti e non mi e’ piaciuto per niente, soprattutto non mi e’ piaciuto il modo in cui l’ho visto lavorare… non posso dirti di piu’.
    Ad Illex dico che mi trova spesso d’accordo con le sue analisi delle cose. Il problema non sono gli americani… ma siamo noi europei, che non sappiamo (piu’) chi siamo e perche’.
    Ad Ennore un sorriso prenatalizio.
    A Dani: si’! Grazie, va bene dalle mie parti! e a dicembre vedro’le colline dolci di casa nostra… innevate magari… bianche come la puerpera dopo uno spavento!
    Un ciao a Lettore Ambulante e Lucilla (e famiglia). Un carissimo abbraccio a Polissena.

    Il mio problema di adesso e’ cosa leggere. Guardo i libri che ho, ne ho ancora abbastanza, non posso lamentarmi, no, alcuni anche appetitosi, certo… ma non “abbastanza appetitosi” per il mio momento…
    In questo istante avrei davvero bisogno del libro piu’ bello del 2012… ma … tra meno di un mese saro’ in Italia. E questo mi consola = biblioteche, librerie… ricerche libere…
    Ciao a tutti.

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  29. Avatar polissena
    polissena

    Sono stata felice di ritrovare Vera, spero addirittura di vederla in Italia, chissà.

    Parlando ancora di Murahami, anche a me piacciono tutti i suoi personaggi, ognuno così abilmente caratterizzato, ma se dovessi sceglierne uno, anzi una, che mi ha colpito e che mi è sembrata tanto vera, sceglierei la tormentata Satsuki, protagonista del breve racconto THAILANDIA nella raccolta TUTTI I FIGLI DI DIO DANZANO.
    Satsuki è una dottoressa, presumibilmente sulla cinquantina, divorziata, senza figli, disperatamente sola, che dopo un convegno medico va a trascorrere un settimana di riposo e solitudine in Thailandia. Non è serena, ma con l’aiuto del suo saggio accompagnatore thailandese e di una vecchissima indovina riuscirà forse a liberarsi della pesantissima pietra fatta di odio e di rimorso che porta dentro di sè e che la tormenta.

    Il racconto è bellissimo, specialmente quando descrive Satsuki che nuota instancabilmente in una piscina deserta, tutti i giorni, perchè è il solo modo che ha per non pensare
    Su tutto un accompagnamento di jazz

    Ciao a tutti

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  30. Avatar Polissena
    Polissena

    ……e avrei dovuto aggiungere che Murakami per me é bravissimo anche nei racconti, con o senza Nobel

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  31. Avatar Jezabel
    Jezabel

    buona sera! Ho iniziato un libro che mi sembra interessante : I GIROVAGHI. Procedo a rilento, ma meglio di niente.
    Qualcuno di voi ha letto TIMIRA; romanzo meticcio. Me lo hanno regalato domenica e…chissà che non ne nasca un bel dibattito.
    A presto

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  32. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Noto con dispiacere che la punteggiatura di questa prof scarseggia. Cosa direbbero i miei pupilli? Dopo Timira ci andava un punto interrogativo, ma sono troooppo fusa….

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  33. Avatar Dani
    Dani

    Appena concluso il breve romanzo di una scrittrice francese molto promettente, alla sua opera prima. LA CUSTODE DI LIBRI di Sophie Divry. E’ un monologo che si legge d’un fiato, fresco, accattivante, pieno di spunti di riflessione, che tocca il tema della scrittura e della lettura, note storiche, analisi sul mondo contemporaneo. In sole 65 pagine viene fuori la creatività fervida di un’autrice trentenne che sarà interessante vedere in future pubblicazioni. Notevole come in quello che è in fondo un racconto esteso il personaggio narrante venga fuori così ben delineato, con il suo passato di delusioni e frustrazioni, le sue pulsioni intime, le sue abitudini rassicuranti e le sue idee sul mondo. E poi trovo che sia un libri imperdibile per chi ama frequentare le biblioteche (e credo sia il caso di quasi tutti noi) qui così ben descritte.
    Decisamente un’ottima lettura.
    Buona domenica a tutti.

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  34. Avatar KLAR
    KLAR

    Mi fai venire in mente il bellissimo I CUSTODI DEL LIBRO di Geraldine Brooks, che però nei successivi (L’IDEALISTA, ANNUS MIRABILIS) non ha mantenuto le promesse…

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  35. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Da un po’ non aggiorniamo la classifica, eh? Eppure il 2012 sta finendo ed è tempo di bilanci.
    Tutti gli anni, il pomeriggio del 31 dicembre, rivedo la lista dei libri che ho letto e ripasso così il mio anno. Non posso farne a meno!

    Giorni fa ho trovato nella posta il regalo di un amico: 84 Charing Cross Road
    Un piccolo gioiellino che ho letto tutto d’un fiato.
    Buona notte.

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  36. Avatar Dani
    Dani

    Giusto Jezabel.
    Io aggiornerò al più presto la mia top ten (o five non so) e nel frattempo aspetto con ansia le vostre, visto che devo scrivere la lettera a Babbo Natale e vorrei prendere spunto dalle migliori letture degli amici dai molti nomi.
    Forza!

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  37. Avatar Monja
    Monja

    Ciao a tutti, vi seguo da tempo ma non ho mai partecipato ai commenti quindi voi non mi conoscete. Dai vostri post tuttavia ho tratto tante letture interessanti e di questo prima di tutto vi ringrazio. Volendo fare un bilancio tuttavia, da questo 2012 non sono rimasta tanto soddisfatta. Ho ripescato tanti libri di anni passati per compensare qualche periodo vuoto. Di idee, di ispirazioni. Ma si sa, con la lettura è così. Non sempre si segue l’onda. In vista dell’arrivo del Natale e dei “pensieri” che a noi lettori piacciono di più, mi sembrerebbe carino fare ciascuno di noi un rapido riepilogo delle letture che abbiamo più apprezzato. Potrebbero essere buone ispirazioni per noi e per donarle a chi vogliamo bene. Tra tutti i libri letti usciti quest’anno, uno che consiglio è “Se ti abbraccio non aver paura” di F. Ervas. Mi ha divertito e commosso nello stesso tempo. Un altro è “Fai bei sogni” di Gramellini: una lettura scorrevole e empatica, la si divora in poche ore. C’è però un libro che continuo a regalare e vi consiglio, ormai datato ma stupendo, che metto sempre al primo posto tra i possibili regali ed è “Il Dio delle piccole cose” di Arundhati Roy. Un racconto ambientato nella complessità dell’India attraverso le parole semplici di due bambini. Una chiave d’accesso all’inaccessibile.

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  38. Avatar Stefano
    Stefano

    1) Emmanuel Carrère, Limonov, Adelphi
    2) Emanuele Trevi, Qualcosa di scritto, Ponte alle Grazie
    3) Christian Raimo, Il peso della grazia, Einaudi
    4) Paolo Cognetti, Sofia si veste sempre di nero, Minimum Fax
    5) John E. Williams, Stoner, Fazi
    6) Tommaso Giagni, L’estraneo, Einaudi
    7) Nadia Fusini, La figlia del sole. Vita ardente di Katherine Mansfield, Mondadori
    8) Edoardo Albinati, Vita e morte di un ingegnere, Mondadori
    9) Ornela Vorpsi, Fuorimondo, Einaudi
    10) Alice Munro, Chi ti credi di essere?, Einaudi

    Questi, secondo me, sono i migliori libri usciti nel 2012

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  39. Avatar KLAR
    KLAR

    Io non sono in grado di dare solo titoli usciti quest’anno, comunque:
    GUENASSIA – Il club degli incorreggibili ottimisti
    WILLIAMS – Stoner
    BARNES – Il senso di una fine
    LIVELY – E’ iniziata così
    STOCKETT – L’aiuto
    BROOKS – I custodi del libro
    EUGENIDES – La trama del matrimonio
    COETZE – Vergogna
    EGAN – Il tempo è un bastardo
    e…. non ho ancora letto ma ho sul comodino MCEWAN – Miele (sulla fiducia perchè lui è sempre il mio preferito)

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  40. Avatar adour (antonio)
    adour (antonio)

    Strana è la vita e ancor di più le circostanze …….

    Le mie ultime letture in ordine cronologico di tempo sono state
    L’OSTACOLO DI ROSAMUND Margaret Drabble
    QUANDO LEI ERA BUONA,Philip Roth
    IL TEMPO è UN DIO BREVE Mariapia Veladiano

    Il primo cercato per capire,il secondo perché era Roth,il terzo per l’interpretazione del dolore secondo la Veladiano.

    Strana la vita perché,questi 3 libri comprati per motivi diversi,in realtà parlavano di un unico,affascinante Personaggio “ La Donna”.
    Sembrava un continuum alle nostre chiacchierate sull’essere donna e madre che era partito con polissena e camilla.

    Strane le coincidenze,mentre la sera leggendo,mi lasciavo affascinare o meno dal loro essere donna,la mattina il corriere della sera mi avvisava che un’altra delle mie protagoniste era stata uccisa. Non so e non ricordo,se alla fine di rosamund o a metà di Lucy ,ho letto la parola ,FEMMINICIDIO. So solo che è stato terribile. Le parole come Infanticidio,e Femminicidio,mi suonano terribili,forse perché sono così drammaticamente,tragicamente reali.Molti hanno liquidato questo termine come un mostruoso morbo dovuto all’incapacità di relazionare con il prossimo o adeguarsi alla emancipazione femminile. No troppo facile! Percuotere e uccidere chi è fisicamente più debole è una disumana dimostrazione di codardia,di viltà,è la dimostrazione di quanto un uomo sia inferiore non ad un animale,ma ad un verme(con tutto il rispetto per il verme).

    Ma torniamo a noi,o meglio alle nostre emozioni,
    L’OSTACOLO DI ROSAMUND di Margaret Drabble non mi dilungo,qualcun altro ha ben scritto. Io ho visto 2 rosamund la prima quella che non decide,ma si lascia trasportare ed accetta il ruolo che il tempo (anni 60) e le persone gli danno (socialist chic). Nella seconda parte,una donna che si tramuta in femmina,con i suoi dubbi,dolori,con il suo essere madre,anche con scelte non condivisibili.
    QUANDO LEI ERA BUONA, secondo romanzo di Roth, pubblicato nel 1967, ristampato da Einaudi con una nuova traduzione di Norman Gobett . Quando l’intransigenza dell’ideale della famiglia perfetta nata per negare il passato,si scontra con il quotidiano essere.
    Ferreamente determinata, sino al disastro.
    IL TEMPO è UN DIO BREVE Mariapia Veladiano. Ildegarda (beh già il nome) guarda nel dolore più vivo,più vero,quello che colpisce i propri figli,e la propria dignità dell’essere madre e dell’essere moglie felice.
    Eroicamente,stoica nel suo dolore,che si alimenta delle mancate risposte ai suoi perché.Ma la cosa più bella del romanzo,è la ricercatezza delle parole,dove la Veladiano,riesce a tramutare alcuni periodi del romanzo in poesia.

    PS : nel frattempo Renzi ha perso……….. e sono ricomparsi gli scomparsi,ma questa è un’altra storia

    Lo so,alcune volte è difficile sorridere …ma sforziamoci,la vita è pur sempre un affascinante scoperta !
    Lo so non ditelo ,vi ero mancato ! 🙂

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  41. Avatar camilla
    camilla

    @ Adour–“Quando l’intransigenza dell’ideale della famiglia perfetta…” dici, gentile Adour ,parlando di Roth, e io vorrei aggiungere “della perfetta maternità”, perfezione impossibile, che tormenta la povera Ildegarda: Eccole le donne, che spesso accettano le imperfezioni della famiglia e tanto altro ma difficilmente accettano fino in fondo l’imperfezione della maternità e vivono la mistica della maternità. Fino alla disperazione, fino alla follia di vedere dio dove non c’è, che solo dentro sè stessi si può trovarlo, chiamalo dio oppure forza e coraggio. Scrivi cose belle e buone.
    Ho appena finito un bel romanzo, semplice e gentile, musicale (quasi quanto la scrittura di veladiano), dove un uomo grande e grosso ha un grande cuore empatico e tanta paura, dove un ragazzino ha lo stesso cuore e, forse, poca paura. Dove le donne sono piene di amore. IL PESO – Neri Pozza– autrice Liza Moore.Mi è dispiaciuto chiuderlo questo bel libro. ciaociao

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  42. Avatar adour (antonio)
    adour (antonio)

    sono perfettamente ed empaticamente (Einfuhlung) d’accordo con te,Camilla.

    Su “scrivi cose belle e buone” non so,mi sembra cosi misticamente evangelico,(è colpa della veladiano,confessa : ) ), ma.purtoppo camilla non lo sono.

    Anzi permettetemi una Battuta sulla notizia del giorno,scusandomi se offendo la sensibilità papalina o sacro romana di alcuni,

    Pontifex :Non vi sembra la pubblicità di un adesivo per dentiere? mi sarei aspettato di più,dal gruppo degli ideatori di Blackfriars Bridge.;)

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  43. Avatar adour (antonio)
    adour (antonio)

    ops non sono uscite le faccine 🙂 😉

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  44. Avatar illex
    illex

    La Recherche inizia, di fatto, con il famoso racconto della madeleine:

    ‘‘Sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicissitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della maddalena (…) All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di maddalena che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio….”

    E il viaggio di Tengo, alla ricerca di se stesso, inizia ugualmente con il ricordo di un episodio ben preciso: a dieci anni, una sua compagna di classe gli stringe la mano, dimostrandogli l’affetto e il calore che non aveva mai provato prima (ne ritrovato poi), rendendogli quel momento indimenticabile.

    Di Murakami Haruki ho amato negli anni i suoi incredibili mondi e tutti i suoi sublimi personaggi. Personaggi leggiadri che solo una penna orientale poteva rendere così morbidi da saper cavalcare la delicatezza di una farfalla, le tempeste del nostro tempo. E quest’ ultima opera, articolata, labirintica e circolare, è la conferma ancora una volta delle sue grandi doti.

    1Q84 è 1984.

    E in letteratura il 1984 non è un anno qualsiasi.

    Orwell con il suo 1984 sconvolse l’opinione pubblica dei suoi anni e di quelli successivi. L’opera, che fu pubblicata nel 1948, descriveva la storia di un uomo, Winston Smith, che si accorge che nella sua vita c’è decisamente qualcosa che non va: il Grande Fratello controlla ogni aspetto della sua esistenza, fino all’intimità dei sogni, e scopre che il suddito non è allineato come dovrebbe. Winston non può fare nulla, il sistema lo cattura, lo tortura fino a distruggerlo psicologicamente e lo converte al pensiero unico.

    Oggi (1984 reale), nel il Giappone industriale e occidentalizzato, Tengo ha trent’anni e nel fare il primo bilancio della sua esistenza si scopre intrappolato in una vita infelice e vuota, come quella di Winston Smith, solo che, a differenza sua, può, senza pericolo, chiedersi il perché di questa condizione e perfino provare a cambiarla.

    E per rifuggire dall’alienazione di una grigia vita, ordinaria e senza amore (che nel Giappone contemporaneo è più che presente), MH pesca a piene mani nella cultura europea, fondendo la rarefatta immagine orientale al pensiero occidentale. Perché un analisi profonda dell’animo umano sia credibile, ancora oggi, infatti, che lo si voglia o no, non si può prescindere dai Maestri del novecento europeo.

    Così Tengo, seguendo l’insegnamento di un grande Maestro come Marcel Proust, per ritrovarsi, comincia a scrivere. Riscrive la sua vita, ne analizza ogni passaggio e rievoca il tempo trascorso; lo fa come atto purificatore, salvifico, per non perdersi definitivamente.

    E il viaggio è accompagnato da riferimenti allegorici, citazioni mai banali e personaggi semplicemente meravigliosi:
    Aomame, l’alterego del protagonista – non a caso citata per cognome -, personaggio a metà tra Lisbeth Salander e Maria di Nazareth, è la vita che non è stata, la figura cui Tengo tende disperatamente per la sua redenzione. Il padre, invece, è ciò da cui fugge, l’oblio che bussa ripetutamente alla sua coscienza per rigettarlo nell’abisso dove lui non intende finire. Fukaeri e Tamaru i suoi mezzi: le guide. La prima, bella come Arwen, è un elfo che, con il solo sguardo, è capace di attraversare un teleobbiettivo e arrivare fin nel cuore di chi la guarda; il secondo, guardia del corpo e amico di Aomame, segna la sua strada non a revolverate, ma a colpi di Tolstoj, Cechov, Proust e Jung.

    Visionario come un film di Lync ; fantastico come il mondo di Tolkien; surreale come un quadro di Magritte e crudo come un dramma shakespeariano (le tre infermiere che accudiscono il padre di Tengo sono le streghe del Macbeth o le tre norne del Crepuscolo degli Dei – se si preferisce il pathos di Wagner – quelle che tessono il filo del destino e accompagnano il passato alla morte), Murakami Haruki ci regala un’opera articolata, labirintica, circolare e tutt’altro che commerciale che conferma, ancora una volta, le sue grandi doti narrative.

    Certo, il paragone con Proust può sembrare irriverente, ma in fondo questa è solo una piccola luna deforme; se si vuole veramente rimanere abbagliati, l’invito è di godersi il chiarore della luna vera, quella che fluttua da sempre sopra la nostra testa, magari assaporando comodi una dolce madeleine.

    Buonemozioni a tutti

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  45. Avatar Illex
    Illex

    Perdonate gli errori e le ripetizioni se potete.
    Grazie.

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  46. Avatar camilla
    camilla

    @ illex La recherche comincia così: Du coté de chez Swann –” Per molto tempo , mi sono coricato presto la sera” Questa frase iniziale è la chiave del tema, che ha il suo centro nella camera da letto di un ragazzino molto sensibile che cerca di addormentarsi. L’episodio del te di tiglio della zia avviene dopo. Io conosco pochissimo Murakami, lessi il primo libro uscito (l’anno della pecora ???)e poi tentai di leggere altri libri di M. ma senza riuscire a comprenderli. Non avrei mai immaginato che si potesse accostare M. a Proust. tuttavia ogni lettore crea il suo libro e lo fa diventare talmente bello con la sua forza, del lettore intendo.Mi hai fatto venire voglia di riprovarci e ti ringrazio. E’ così che si parla dei propri preferiti.

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  47. Avatar illex
    illex

    Camilla ma quello è l’incipit; il famosissimo incipit che introduce, dici bene, la camera da letto del bambino. Io però mi riferisco ad altro, all’inizio di fatto della sua ricerca, del suo viaggio interiore, quando il morso della madeleine gli risveglia i ricordi sopiti.

    Fosse stato Dante, avrei detto che l’inizio ‘di fatto’ del viaggio Divino è quando attraversa la porta e entra ufficialmente negli inferi, non nell’introduzione dell’opera.

    Ti ringrazio comunque dell’occasione che mi dai per puntualizzare uno dei concetti che evidentemente non è stato chiaro. Scrivere di Proust in ufficio non è proprio il massimo e rileggermi è stato agghiacciante.

    Spero però che almeno il senso passi.

    La prossima volta starò più attento alla forma.
    Parola di lupetto.

    Un saluto

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  48. Avatar camilla
    camilla

    @ adour – credo davvero che per alcuni giorni la Veladiano mi abbia messa in crisi. Non ho capito ancora il perchè. Se ho usato un tono misticheggiante, o dio che ridere, io mistica!!, è proprio a causa di questo strano romanzo attorno a una mater dolorosa, e lo dico molto seriamente, che distrugge proprio la famosa mistica della maternità.Ma tu non dici cose tossiche, perciò sono sempre cose buone e, talvolta, ciò che è buono è anche bello..
    @ illex- Il senso è passato perfettamente, il biscotto intinto nel te è una delle infinite , continue evocazioni di Marcel e di Proust, e lo sai meglio di me.Evocazioni in perpetuo movimento tra tempo e memoria, in un sublime silenzio .Mentre l’immaginifico Murakami , così cinematografico e american-giapponese, appena cerco di leggerlo sento un grande frastuono,come nei film fantasmagorici o fanta qualcosa, in certi passaggi e , comunque,sento una colonna musicale assordante e insistente che, forse, mi distrae e mi impedisce di capirci qualche cosa. Ma lo riprenderò , per l’ennesima volta, perchè piace a tanti grandi lettori,più sensibili di me,eccetera. Insomma M. scrive in più dimensioni e io non sono preparata a goderne. Se mi spieghi qualcosa ancora ti sarò grata. Mi piacerebbe godermelo anch’io.

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  49. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Ciao Camilla, mi stai simpatica perchè scrivi sempre con garbo e mi sembra di vederti camminare in punta di piedi.
    Anche per me Murakami a volte è un po’ troppo assordante, anche se alcuni suoi libri mi sono sembrati, al contario, lirici e descrittivi e musicali, ma in un senso molto armonioso.
    Bye

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  50. Avatar polissena
    polissena

    @ Illex,
    aspettavo il tuo commento su Murakami e, come sempre, quello che scrivi e il modo in cui lo scrivi affascina, però…però stavolta, e per la prima volta, non sono del tutto d’accordo.

    La nostra personale madeleine, sotto una qualche forma l’abbiamo trovata tutti, per me è il profumo dei fiori del pitosforo che mi riporta addirittura ai miei due anni, ma il tenero ricordo d’infanzia, quel primo ed unico segno d’affetto che hanno in comune Aomame e Tengo non è un ricordo personale e unilaterale come nel caso di Proust, ma è fortemente condiviso, e rivolto verso il futuro e non verso il triste passato che nessuno dei due vuole ricordare.
    E non ritorna all’improvviso portato da un sapore, un odore, un suono, ma è sempre presente in entrambi e custodito con cura

    Inoltre, forse perchè sono una donna, penso che non sia Tengo il personaggio principale, ma lo sono entrambi, tanto è vero che Murakami dedica loro un capitolo ciascuno.
    Tengo è un personaggio un po’ sbiadito, mentre Aomame, la fiera giustiziera, capace anche di tenerezza e di amore, è quella che agisce e decide e saprà ritrovare per entrambi la strada verso la realtà.
    Ricordati con quale ostinata tenacia, a rischio della sua vita lei aspetta Tengo tutte le notti, al freddo, avviluppata in scialli e coperte sorretta dalla debole speranza di rivederlo.

    E un piccolo appunto anche a Murakami che in questo romanzo ha creato personaggi stupendi, spargendo fantasia a piene mani, ma forse troppo preso dalle vicende dei due protagonisti, tralascia di concludere alcune storie, di spiegare alcuni misteri, di seguire la sorte di qualche personaggio
    Non è così.Illex?

    Hai visto mai che arriva il quarto libro!

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