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I libri più belli, letti nel 2011

E’ arrivato il momento dei libri più belli, letti nel 2011. Come negli anni scorsi indichiamo i libri che ci sono piaciuti, che ci hanno affascinato, che ci fanno discutere. Questo post dei “libri più belli dell’anno” è ormai una tradizione del blog; una fonte preziosa di consigli, suggerimenti di lettura, domande, dubbi anche. Ricchezza…

E’ arrivato il momento dei libri più belli, letti nel 2011.

Come negli anni scorsi indichiamo i libri che ci sono piaciuti, che ci hanno affascinato, che ci fanno discutere.

Questo post dei “libri più belli dell’anno” è ormai una tradizione del blog; una fonte preziosa di consigli, suggerimenti di lettura, domande, dubbi anche. Ricchezza della quale dobbiamo ringraziare tutti i lettori che partecipano: i lettori, la vera forza di questo blog.

Le regole sono sempre le stesse: i migliori libri letti nel corso dell’anno, indipendentemente da quando siano stati pubblicati. Ma ovviamente valgono richieste di consigli, scambi di pareri, suggerimenti…

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Commenti

1.400 risposte a “I libri più belli, letti nel 2011”

  1. Avatar Polissena
    Polissena

    Dai, Chiara, sei sulla buona strada! Già hai fatto progressi nell’incubo
    delle scelte. prima o poi riuscirai pure a eliminare la zavorra con deter-
    minazione e senza rimpianti.
    Illex, ma che ho di strabiliante? Un po’ di dettagli!
    Francesca, anche io non mi sono spiegata bene, scusami

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  2. Avatar sinalefe
    sinalefe

    @alieno metropolitano
    Grazie! Le tue indicazioni sono molto interessanti.

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  3. Avatar Silvia
    Silvia

    @Massimo: altri romanzi imperdibili della Oates, a mio parere, sono “Sorella, mio unico amore” e “Le cascate”. Molto belli anche “La figlia dello straniero” e “La madre che mi manca”.

    @Nicole: per me Blonde è il punto più alto della produzione oatesiana (o almeno di quella pubblicata in Italia). Un equilibrio perfetto tra scrittura e contenuti, un’analisi eccellente della vita di Marylin Monroe e della gabbia dorata in cui visse. Spero tu riesca a recuperarlo perché è un vero capolavoro (termine abusato ma in questo caso ci sta tutto).

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  4. Avatar illex
    illex

    Strabiliante è la capacità di raccontare in modo semplice l’esssenza delle cose e non essere mai banale. Dote rara. Ultimamente però noto tra le righe una sorta di leggera insofferenza che non si era mai manifestata prima.
    Non conoscendo la persona comunque non è detto che tutto questa sia realtà magari la verità è l’esatto contrario, ma io ti vedo così e la cosa mi piace.

    Il bello di rimanere nascosti dietro un nickname in fondo è anche questo, no?
    Siamo tutti appassionati di lettura e ci piace immaginare e vedere anche ciò che forse non è.
    Che ne dici?

    Ora mi fermo però altrimenti qualcuno potrebbe dire: ma perchè non vi scrivete in privato i fatti vostri? e forse avrebbe pure ragione.

    Un abbraccio P.
    tu scrivi, io leggo.

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  5. Avatar milena
    milena

    Ho amato e letto in pochissimo tempo “L’Eleganza del Riccio” (ho perfino guardato 2 volte il film…..)….per quanto riguarda “Amabili Resti” la prima parte l’ho trovata noiosissima e poi ,fortunatamente ne ho continuato la lettura e mi e’ piaciuto molto, mi ha coinvolto…

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  6. Avatar Polissena
    Polissena

    Ho finito di leggere “Le ho mai raccontato del vento del Nord” e mi è
    venuta voglia di parlarne. Qualcuno penserà che non ne valga la pena,
    infatti non è di quelle letture destinate all’immortalità, eppure…
    La trama penso sia nota. A causa di una mail inviata ad un indirizzo
    sbagliato, Emmi e Leo si conoscono e iniziano una corrispondenza
    cha va avanti per un paio di anni senza mai un incontro reale, finchè
    si arriva ad un punto morto ed uno dei due (suspense, quale?) chiude
    la sua casella di posta e diventa irraggiungibile.
    I lettori di Glattauer devono avere protestato con tale veemenza che
    l’autore è stato costretto a scrivere un seguito!
    Il dialogo è brillante, spiritoso, intelligente, a volte in po’ ripetitivo,
    a volte in po’ forzato, ma non è questo che mi ha colpito quanto la
    modernità, l’attualità della storia. Ne abbiamo letti di romanzi epistolari,
    lettere scritte con cura, ansiose attese del postino, ma ora è tutto imme-
    diato. Il dialogo è in tempo reale, come in una telefonata, più intrigante
    di una telefonata dato che rimane scritto e si può rileggere più volte.
    Ci si può dire di tutto, mentire o, quel che è peggio, dire la verità, tanto
    si è protetti dall’anonimato e si può scomparire a volontà
    Un po’ come in questo blog, chi viene e chi va, chi parla di sè e chi non
    racconta niente, chi si nasconde dietro un nick e chi si presenta con
    il suo nome… che potrebbe anche non essere il suo!
    Mi sono infilata in un discorso da cui non so più uscire, ma ho a che
    fare con persone intelligenti e certamente avrete capito cosa voglio
    dire e perchè questo libro mi abbia colpito
    Ciao a tutti

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  7. Avatar Vera

    Ciao Polissena, ti sei infilata nel discorso che porterà alla lunga, e sta già portando, alla nascita di una nuova antropologia, di nuovi modi di socializzare, di relazionarsi, di nuovi modelli culturali… poi, come al solito nel nostro ridente villaggio, il mezzo è solo un mezzo, anche se con le sue proprie caratteristiche, di cui tener conto… tra cui la velocità ad esempio, importantissima, ma pure come giustamente tu Polissena sottolinei, l’anonimato, con le possibilità incredibili di essere sinceri o mentire!… o dire a metà… : ecco io credo che tutto dipenda da noi, dalle scelte che facciamo.
    Da chi e perché vogliamo essere come decidiamo di essere (o mostrarci).
    … nel web e nella vita…
    Bellissimo questo nostro parlare e incontrarci qui, impensabile fino a non molti anni fa,
    difficile gestire rapporti così veloci e immediati con tutti, facile rischiare di volersi fingere diversi. Amici miei, occorre il vecchio giusto mezzo! Non riuscirò mai a legger tutti i libri di cui parlate e mi piacerebbe, sicuramente tra di noi c’è chi preferisce non usare il proprio nome… ed è poi doloroso, dopo aver parlato e condiviso per tanto tempo emozioni, se poi si scompare, come nel libro, chiudendo una casella di posta. Se fosse così facile scomparire dagli affetti delle persone!… facile come cancellare un nickname. Io non lo uso, non mi piace…. mi piace il mio nome…
    Ma voi siete i miei Amici dai Molti Nomi e mi andate bene così: però non scomparite nel nulla: date sempre una possibilità a chi potrebbe desiderare di sentirvi ancora ed ancora…
    Ciao Illex! ciao a tutti!

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  8. Avatar Polissena
    Polissena

    Buongiorno Illex! Ma certo che mi puoi scrivere in privato. Ho
    creato un indirizzo mail apposta e ho già tre interlocutrici!
    La privacy rimane, se vuoi, e la possibilità di sparire è la stessa,
    ma si parla più liberamente. Dai!

    Buongiorno Vera! Quel fatto del nick ormai mi pesa.
    Era la prima volta che entravo in un gruppo e non ne sapevo
    niente. Sono entrata con cautela, protetta da un nome sugge-
    stivo.
    A parte questo non ho altro di falso!
    Me lo posso togliere questo nome non mio?
    Mi chiamo Paola
    Ma che cambia?

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  9. Avatar carloesse
    carloesse

    Torno dopo un mese per aggiornarvi sulle mie mie letture (per quanto possa essere di interesse per qualcuno di voi).
    Come mi ero ripromesso ho letto “Il terzo Reich” del grandissimo Roberto Bolano. Un libro che mi ha catturato (come sempre con questo autore) sin dall’inizio, ma che alla fine non è certamente una tra le sue cose migliori (I Detective Selvaggi, 2666, Stella distante, Monsieur Paine,…).
    Non parla della guerra , o del nazismo, ma tutto ruota intorno a un gioco da tavolo, di simulazione, sul conflitto mondiale, e ad un giovane tedesco, campione di quel gioco, e ad una sua vacanza al mare in Spagna, dove il gioco assume lentamente contorni opprimenti, fino a fondere trionfi iniziali e sconfitta finale del Reich con episodi, sempre più inquietanti della vacanza e della vita del protagonista.
    Rimase inedito alla sua morte, pur essendo stato scritto all’inizio degli anni ’90. Forse i suoi capitoli finali sono solo abbozzati ed era sua probabile intenzione rimetterci sopra prima o poi le mani, cosa che non fece più. E questo lo si avverte.
    Non lo consiglio pertanto a chi volesse avvicinarsi per la prima volta a Bolano, ma certamente è immancabile per chi (come me) è un suo grande e appassionato estimatore.

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  10. Avatar carloesse
    carloesse

    Dopo Bolano mi sono immerso (ed era già il terzo tentativo) nella lettura del “Porto di Toledo” di Anna Maria Ortese. Sto quasi per finirlo. E’ una lettura difficoltosa, una scrittura sperimentale e arcaica allo stesso tempo, il suo lessico pieno di termini inconsueti, a volte inventati, a volte spagnoleggianti, spesso criptici. La struttura del libro è labirintica, onirica, volutamente falsa nel prendersi gioco del tempo e dei luoghi. Infarcita di poesie (dette “ritmici”) e racconti (o “rendiconti “) che altro non sono che gli stessi componimenti giovanili della stessa Ortese, apparsi (spesso con varianti) tra le sue prime pubblicazioni. Una sorta di falsa autobiagrafia quindi (o come dice il sottotitolo, un libro di “Ricordi della vita irreale”). Ma Reale e irreale si fondono nella magia visionaria e stupefacente della Ortese che indaga sul senso della memoria, in un grande gioco di scatole cinesi dove si confondono l’autice, un io narrante che ne è già sua trasfigurazione in altro personaggio (Damasa, Dasa, Toledana), ed altri personaggi ancora, e il luogo e i tempi (Toledo-Napoli, epoche borboniche-anteguerra e dopoguerra, adolescenza- maturità), quasi personaggi essi stessi.
    Un libro estremamente difficile, faticoso, ostico al primo impatto (come ho già detto vi sono entrato al terzo tentativo, dopo due abbandoni , a distanza di anni).
    Ma quanta ricchezza superata la prima naturale ostilità, ed entrandovi con fame di curiosità dopo aver già apprezzato l’autrice in altre opere , e quindi con buona disposizione d’animo.
    Non è certamente un libro per tutti, non è un libro divertente, non è d’evasione. Molti potranno non amare la sua scrittura, i suoi temi, la sua poetica, neanche in opere meno difficili di questa (ed è del tutto legittimo). E non è certamente il libro con cui per primo avvicinarsi alla Ortese qualora non la si conoscesse.
    Per me diventa sempre di più una delle grandi voci del ‘900.

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  11. Avatar carloesse
    carloesse

    @cindarella
    mi spiace aver letto troppo tardi il tuo appello per un locale romano in cui cenare (solitaria) la settimana scorsa.
    Spero il consiglio di Illex (l’unico mi pare) ti sia arrivato in tempo (anche se non conosco quel locale), e che tu non sia incappata in qualche tipico spenna-turisti di cui il centro di Roma è purtroppo pieno. E anche che alla fine non ci sia andata proprio da sola. Avvisaci un po’prima, se puoi, una prossima volta. Chissà…

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  12. Avatar maurizio
    maurizio

    Ciao a tutti , ho bisogno del vostro aiuto. Ho pensato di cominciare a conoscere un autore del quale sino ad oggi non ho letto nulla avendo sempre però grande desiderio di conoscere i suoi libri.
    Parlo di R Bolano. Sono allora andato in libreria ma leggendo i titoli disponibili ( detective selvaggi e varie raccolte di racconti ) ho capito che forse iniziare con una scelta casuale non era la cosa migliroe . E allora ho pensato che qualcuno di voi poteva aiutarmi. Da quale opera iniziare per conoscere Bolano? e poi con cosa proseguire? grazie in anticipo .

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  13. Avatar Massimo
    Massimo

    Ieri sera dalla Bignarbi hanno parlato del libro di Cazzullo “Viva l’Italia” qualcuno lo ha letto.

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  14. Avatar carloesse
    carloesse

    @maurizio
    Premesso che la scelta di ogni percorso è sempre arbitraria, io comincerei ad assaggiarlo da un romanzo breve: Monsieur Paine (Sellerio) se lo trovi potrebbe essere la soluzione ideale, oppure Stella Distante (sempre Sellerio), che fanno entrare con poche pagine ma in modo abbastanza diretto nell’universo Bolaniano fatto di sconfitti, delle angoscie di una generazione (quella dei nati nei ’50, che è anche la mia) di sconfitti. Sconfitti ed esuli da una terra o da una serie di ideali. Ma se preferisci inizia pure dal suo capolavoro: quel “Detective Selvaggi” che è un inno a tale sconfitta, nella degna mole di un’epica (9oo pagine), perchè di romanzo epico si tratta. Alternalo poi con qualche racconto (Puttane assassine, Il Gaucho insostenibile, tutti “piccoli” Sellerio) prima di giungere all’altro mastodontico “2666” (Adelphi). Quanto al recente “Terzo Reich” ne ho scritto poco sopra. Personalmente non inizierei da lì. Come non inizierei dal piccolo ma arduo (un flusso ininterrotto di pensieri di un vecchio potente ecclesiastico morente) “Notturno Cileno”. Ma come ho detto sono solo opinioni. Io ho iniziato dal primo volume di “2666” e (aspettando con ansia il secondo) ho letto tutto quello che trovavo man mano che riuscivo a scovarlo (non poi così facilmente), fino a completare la serie.
    Con enorme soddisfazione.
    Lo spero anche per te.

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  15. Avatar solopat
    solopat

    a Vera e Polissena un ciao particolare!
    I vostri recenti post mi hanno dato modo di riflettere un po’
    anch’io non ero mai entrata in un gruppo
    il computer mi serviva solo per scrivere e archiviare documenti
    poi chissà perché ho cominciato a cliccare.. a cercare
    a cercare cosa?
    spazi di letteratura,
    e vi ho trovato…finalmente si parla di libri come piace a me!
    vi ho seguito per mesi in silenzio
    siete entrati nella mia casa
    e siete diventati un appuntamento a cui non so mancare
    vi cerco e vi trovo con l’emozione di sempre
    non riesco però a starvi dietro, a inserirmi come vorrei
    siete troppo veloci per me
    ogni volta che un post mi “stuzzica”, la mia risposta è pronta sempre troppo tardi
    e trovo inutile inviarla
    non sempre mi riesce facile scrivere
    per quanto riguarda il nickname penso non abbia importanza
    non è questo che toglie autenticità alla parola
    perché mentire? e poi mentire su che?
    all’inizio, quando vi ho trovati, ho cercato a lungo un nome che mi rappresentasse
    (alcuni dei vostri erano cosi affascinanti!), ma non mi sono ritrovata in nessun altro che il mio diminutivo ecco perché solo pat
    e adesso che ho tanto scrittto cosa volevo dirvi?
    volevo sottolineare le parole di Vera
    per favore non scomparite nel nulla amici miei dai molti nomi, senza volto e senza
    età
    (questa volta non cancello, ma invio!)

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  16. Avatar Nicole
    Nicole

    mi affianco a Solopat
    non cancello ma invio……un augurio per una serena serata a tutti gli amici dai molti nomi e sogni d’oro dopo emozionanti letture
    (e’ un po’ presto per la buona notte ma non ho il computer a casa per scelta)
    nicole è il mio diminutivo

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  17. Avatar solopat
    solopat

    …e ora parlo di libri
    ho appena terminato”Persecuzione” di Alessandro Piperno
    e sono ancora tutta… sottosopra…
    raramente mi accade di scorrere le pagine in fretta per vedere dove va la storia
    e questa volta mi è capitato
    leggevo, scorrevo, ritornavo per gustare tutto ciò che l’ansia e la curiosità mi avevano tolto
    non ho le capacità di recensire un libro
    posso solo cadere nel banale “è scritto benissimo”,
    “i personaggi sono straordinari”
    so però che la storia di Leo Pontecorvo, così si chiama il protagonista, ti morde dentro
    che alcune scene frastornano, tanta è l’emozione
    e che quelle quattrocento pagine le ho amate tutte
    buona serata a tutti/e!

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  18. Avatar Vera

    Cari amici io non scomparirò: promesso.
    Anche quando sono occupatissima come in questi giorni…
    io ci sono sempre, anche solo per dirvi ciao al volo!
    Grazie Polissena,
    Grazie Solopat,
    Grazie Nicole
    … e grazie a tutti, uno per uno, per le emozioni che ci scambiamo!
    (grazie Luiginter)

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  19. Avatar chiara.s
    chiara.s

    ciao, a tutti!
    a polissena vorrei dire che condivido in pieno quanto hai detto a proposito di “LE HO MAI RACCONTATO DEL VENTO DEL NORD”: anche per me è stata una lettura veramente piacevole….un libro leggero, svelto, un po’ frenetico, forse, ma molto semplice e pulito, senza grosse pretese.
    quante volte si incontrano scirttori che vogliono a tutti i costi scrivere libri “impegnativi”, che alla fine risultano solo terribilmente pedanti….
    E’ un libro fresco e genuino….a volte ci vogliono letture così!

    io invece, finito Grossman, ho letto LE BRACI di Sandor Marai, di cui avete parlato poco tempo fa.
    io l’ho trovato veramente un gran bel romanzo: fin dalle prime pagine si percepisce una forte tensione, che non ti abbandona fino all’ultima riga.

    ha un sapore “classico”, forse anche perchè ambientato nella Vienna di fine ottocento.

    mi colpiscono sempre molto i libri in cui la storia diviene quasi tangibile, in cui non puoi non “tuffarti” e partecipare, quasi in prima persona, alla storia ed ai sentimenti narrati. E sicuramente le braci è, per me, uno di questi.

    la descrizione del castello, della battuta di caccia, la stessa descrizione del capitano e del generale, (che dirà al massimo dieci parole in tutto il libro), per non parlare di Nini, la vecchia balia, avvengono con una tale intensità che non mi è stato possibile non immedesimarmi in questa storia.

    ecco, questo è proprio un libro che consiglio di cuore, anche per la profondità delle riflessioni sul valore dell’amicizia e sicuramente adrò a cercarmi qualche altro romanzo dello stesso autore. andrò indietro a vedere nei post di qualche giorno fa, perchè mi sembra proprio di qualcuno di voi ne abbia parlato!

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  20. Avatar illex
    illex

    Sono molto interessanti le considerazioni legate all’ultima lettura della mia amica Polissena e nell’analisi che Vera sviluppa nel suo post successivo.

    Condividendo in pieno i vostri pensieri mi limito a sottolineare velocemente soltanto un paio di aspetti. Premetto intanto che ritengo quasi incredibile come tutto ciò possa avvenire, oggi si riescono ad intrecciare rapporti che ieri erano impensabili. Abbiamo la fortuna di vivere in un tempo in cui la tecnologia ci consente tanto, anche di vivere, forse, oltre le nostre reali possibilità e quello che sta succedendo in questi giorni ne è la riprova. 55 centrali atomiche su una pentola a pressione è una follia che lascia sgomenti, ma anche questo enorme rischio siamo stati disposti a correre in nome dei consumi e della tecnologia. Ci sarebbe parecchio da riflettere, ma non ora e non qui. Comunque, i benefici che ne abbiamo ricevuto, fin ora, sono tanti e tra questi anche quello che stiamo sfruttando in questo momento; solo qualche decennio fa non avremmo mai potuto scambiare punti di vista e consigli in questo modo e non ci saremmo mai potuti incontrare, neanche virtualmente.

    Ma cè il risvolto della medaglia.
    Cè il rischio di perdersi nel nostro continuo navigare. Perché qui si naviga e si spazia liberamente, non siamo mica nello stretto di Messina dove solo chi si conosce può transitare, dove si consuma il nostro vero dramma, quello stile medioevo per cui mandiamo i nostri crociati a morire lontano per esportare la democrazia, e poi lasciamo affogare chi fugge dal tiranno alle porte di casa nostra.
    Qui, fortunatamente la libertà è totale e può anche accadere che il mio interlocutore, a cui sono affezionato, ahimè, non scriva più.

    Posto che scomparire senza lasciar traccia rimane un problema di educazione tra persone e non è sicuramente il mio caso, il pericolo esiste e dobbiamo accettarlo. Noto con piacere però che intanto Vera e Polissena hanno già risolto in parte il problema lanciando la ciambella di salvataggio.
    Le donne sono un passo avanti, da sempre e vi ringrazio dell’opportunità che ci offrite, aspettatevi presto mie notizie sarò anch’io vostro interlocutore privato.

    Altro punto importante sul quale focalizzerei l’attenzione è relativo a ciò che vogliamo far apparire di noi, nascosti dal nickname. Cosa diciamo: falsità? mezze verità? o, ancora peggio, la pura verità? Se ci rifletto un attimo direi: ma dov’altro posso essere così sincero se non in questa festa carnevalesca dove tutti giriamo mascherati: forse in un confessionale se ci andassi!

    E l’idea che ci siamo fatti dell’altro come la si deve considerare? Il nostro interlocutore mente? nella realtà non è così? Ovvio che in queste condizioni possiamo avere un’idea sbagliata, ma si vive anche di emozioni ed io resto convinto di aver letto quello che realmente passa nella testa di gran parte di voi, a prescindere da nomi e cognomi.

    Chiudo qui sono stato troppo lungo, ho divagato e mi sto avvitando
    (chiedo scusa, anche per il ritardo nella risposta).

    Ci sentiamo presto, un saluto affettuoso.

    Ps.:
    non ho parlato di libri, ma rimedio subito: La Costituzione della Repubblica Italiana.
    Domani è festa,
    W l’Italia.

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  21. Avatar Illex
    Illex

    Mi correggo, ovviamente lo stretto di Messina è un errore, ma l’avevate capito.
    Un saluto

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  22. Avatar nadie
    nadie

    ciao,
    è un po’ che ci penso ma non sono mai intervenuta su questo argomento,
    ho avuto esperienza di chat, ho conosciuto delle persone con le quali parlavo di libri, di politica e anche della propria vita e con alcune ci siamo incontrate, però non tutte le esperienze sono state piacevoli,
    quindi amo questo anonimato, non perché debba nascondere qualcosa, anzi, ma per il fatto che ci si conosce a poco a poco, non si è invadenti, ci sono tante opinioni e tante vite diverse e, a volte, mi scopro a sorridere leggendo alcuni post o a pensare -anche a me succede così, poi quando non si scrive per un po’ il più delle volte è dovuto all’impossibilità di farlo, lavoro, famiglia, problemi vari, non certo perché non si vuole,
    ho dei conoscenti in Giappone, persone che ho incontrato in un blog dove si parlava di programmi giapponesi, non li ho mai visti, però ho interagito con loro nel mio pessimo inglese e mi sono affezionata, sono davvero preoccupata, cerco di leggere un po’ ogni giorno, ma il pensiero di quello che potrebbe succedere mi fa essere dipendente da questa macchina, se ci penso una volta spento questo aggeggio non riuscirei più ad avere informazioni a sapere se ancora stanno bene, io che scrivevo lettere lunghe metri e che ho insegnato alle mie figlie quanto sia bello ricevere un biglietto scritto a mano, sono qui a battere su questi tasti e a dire i miei pensieri a persone che conosco solo un po’, ma che sento spesso affini, anche se non le ho mai viste
    chiedo scusa per il lungo e privato post

    il mio consiglio di lettura
    Che leggere? Lo scaffale del buon democratico
    Buona Festa

    buona lettura a tutti/e

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  23. Avatar Vera

    Occupatissima… ma voglio dire grazie Illex! e non è divagare il nostro: è che chi legge tanto magari pensa anche molto… e poi, di pensiero in pensiero, si va dovunque…
    ….
    Nadie ha sottolineato un altro aspetto importante: la dipendenza che anche relazioni come le nostre possono dare, così come facebook ecc… (comunque Nadie, anch’io che amo la scrittura a mano continuo ad usarla, anzi a volte scrivo le lettere e poi mando agli amici la loro scansione, così unisco velocità e sicurezza alla vecchia calligrafia… che per un po’ non si nasconde dietro i caratteri uguali delle nostre tastiere! non è ancora la situazione ottimale, ma è comunque carino ricevere ogni tanto una lettera scritta a mano in forma di allegato…)

    voglio aggiungere solo questo: quando parlo di dire la verità o le bugie o le cose a metà, mi riferisco non solo alla protezione che un nick può dare, ma anche a quella che viene dallo schermo del computer: Io non so in che contesto e da che contesto mi giungono le parole di tutti… e dove arrivano le mie!
    Ad esempio: e se io copiassi quello che scrivo, e se non avessi davvero letto tutti i libri di cui vi ho parlato? e se Vera non fosse il mio nome ma un personaggio inventato da me? (eppure sono IO!!! come credo molti di voi siate voi, anche se spesso non so nemmeno se siete uomini o donne… i nomi!!! e saperlo potrebbe essere importante per il “sentire diverso” che si ha a volte sulle cose… ma questo tra parentesi…) il punto è che nella nella comunicazione del mondo reale abbiamo tutto un mondo di sensazioni che qui non ci sono … gestualità corporeità fisicità intonazione ironia tratti soprasegmentali… ecc ecc tutte cose che qui mancano… se qualcuno che parla con me sta mentendo, e mi è accanto, e lo vedo e lo sento e lo guardo e lo annuso ecc ecc … ho molte strategie per capire cosa fa… qui è più difficile. Anche scherzare e ridere lo è. Vorrà dire che dovremo inventare e acquisire nuove abilità. Penso che gli emoticon servano un po’ a questo anche se a me non piacciono. Ogni mezzo ha le sue caratteristiche…
    noi adesso siamo come dei pionieri, esploriamo valutiamo… vediamo cosa succede… certo che se qualcuno sparisce dobbiamo farcene una ragione. E’ la vita.
    Ma le persone bene educate salutano prima, vero?!!!
    …..
    Questo libro va bene anche a me:
    La Costituzione della Repubblica Italiana.
    e vi consiglio anche Lettere dei condannati a morte della resistenza europea, a c. di P. Malvezzi – G. Pirelli Einaudi 1975 da cui cito: Qui sta la nostra colpa, io credo: come mai, noi italiani, con tanti secoli di esperienza, usciti da un meraviglioso processo di liberazione, in cui non altri che i nostri nonni dettero prova di qualità uniche in Europa, di un attaccamento alla cosa pubblica, il che vuol dire a se stessi, senza esempio forse, abbiamo abdicato, lasciato ogni diritto di fronte a qualche vacua, rimbombante parola? che cosa abbiamo creduto? creduto grazie al cielo niente ma in ogni modo ci siamo lascisti strappare di mano tutto, da una minoranza inadeguata moralmente e intellettualmente. (lettera di Giacomo Ulivi fucilato il 10-11-1944)

    W l’Italia.

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  24. Avatar Lilla
    Lilla

    «Io nacqui veneziano ai 18 ottobre del 1775, giorno dell’evangelista san Luca; e morrò per la grazia di Dio italiano quando lo vorrà quella Provvidenza che governa misteriosamente il mondo.»

    Anche se domani lavoreró, perché in Olanda non é festa
    W l’Italia, sempre e comunque

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  25. Avatar Dani
    Dani

    Per quale strana ragione si dovrebbe mentire in questo luogo bellissimo di scambi, che vanno spesso al di là delle nostre letture e che ci consentono di conoscerci..a poco a poco..a piccole dosi? Che gusto c’è a fare affermazioni che non rispondono al vero? Sembrerà strano, ma io do assoluatemente per scontato che ciò che scriviamo corrisponda a ciò che siamo, facciamo, pensiamo …e amiamo. Forse però in questi tempi in cui il fare e disfare, il dire e il rettificare, il far passare per goliardia o “guasconata” un’azione nefasta dilaga, abbiamo maturato tutti una certa diffidenza verso i nostri interlocutori, virtuali o in carne e ossa che siano.
    Io voglio continuare a pensare che qui non sia così: credo che la lettura apra le menti, allarghi gli orizzonti, stimoli riflessioni e la capacità anche, perchè no, di ascoltarsi e non consentire alle note stonate della menzogna di risuanare attraverso le nostre personali casse armoniche.

    Domani è festa, ma io sono triste e un po’ depressa. In questi giorni mi sembra che il dolore che pesa forte in una parte del mondo non ci possa lasciare indifferenti. Inoltre sono indignata per la pochezza di chi non sa imparare dagli errori e continua incaponito nella propria ignoranza a parlare per luoghi comuni e frasi fatte su problemi di portata colossale(mi riferisco a una fetta di nostri governanti e ai loro progetti di centrali in un Paese che è sismico dal Friuli a Messina…e non faccio nomi.. non è questo il luogo).
    Chiedo veramente scusa, era proprio uno sfogo a cui forse non dovevo lasciarmi andare..Forse la giornata più storta del solito mi ha fatto uscire dal seminato. Non succederà più.
    Non ho parlato di libri, sto leggendo poco e saltuariamente, ma spero in tempi migliori
    Buona serata a tutti.

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  26. Avatar Vera

    Cara Dani,
    le ragioni per cui si fanno le cose sono le più varie… e quando ci si trova in tanti si può essere molto diversi… e fare le cose nella maniera più varia!
    Non dico che qui si menta, io non l’ho mai fatto (anzi, non lo faccio neanche nella vita reale!!!), e forse nessuno mente! dico solo che può capitare.
    come accade nella vita!… come dicevo prima ad Illex… solo che qui si può essere più tentati di indossare maschere perché non ci si vede, non ci si sente, non ci si tocca né ci si osserva, né…ecc … e non è strano, fa parte della “nuova” normalità!

    poi… se letteratura è vita, e le due si incontrano anche nel nostro parlare, che problema c’è?! anche dando giudizi sui libri diciamo tanto di noi… non sono “sfoghi”… ma il dire sincero che parla direttamente. E allora io sono contenta che ogni tanto questo accade e spero che accada più spesso.
    Poi… possiamo anche non farci dei problemi se non leggiamo i nostri-tanti-libri al mese! e salutarci lo stesso, credo che Luiginter – che ci ospita – non se la prenda se non citiamo nessun libro di tanto in tanto!!!

    Anch’io sono preoccupata per quanto sta succedendo nel mondo n questi giorni, anch’io ho una cara amica in Giappone e sono preoccupata per lei, e per tutti i suoi connazionali… e per l’Italia e per la Libia e per molto altro…
    eppure, non voglio lasciarmi travolgere dal pessimismo! Conosco tante persone in gamba che si stanno dando da fare per aiutare in molti modi… come possono, dove c’è bisogno. facciamo anche noi come loro, come e dove possiamo. e speriamo…

    Neanche dalle mie parti si festeggia, Lilla, così anche noi lavoreremo domani.
    Ma la comunità italiana ha organizzato qualcosa; ed anche se io non potrò parteciparvi… comunque domani ci sentiremo tutti vicini!
    Buon compleanno all’Italia. E agli Italiani.

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  27. Avatar Illex
    Illex

    Tutti post importanti stasera, ma Dani ti sei davvero superata il tuo è un grandissimo intervento.
    Grazie

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  28. Avatar Francesca
    Francesca

    @Dani, la penso come te. Io non faccio lunghi discorsi ma vi seguo sempre con affetto.
    Io ora sto leggendo la fiera delle vanità ( sempre molto attuale come argomento…) sto seguendo questa lettura in compagnia (il mio primo gruppo di lettura) il fatto che il gruppo sia virtuale non cambia le emozioni, ne sono entusiasta!
    Ciao a tutti

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  29. Avatar Polissena
    Polissena

    Che peccato, non ho tempo di scrivere niente, sto partendo per qualche giorno
    e per commentare tutte le cose importanti che dite ci vuole tempo e concentra-
    zione.
    Mi sono affacciata un momento. già con la valigia pronta perchè non posso fare
    a meno di dare una sbirciatina ogni giorno
    Comunque ho iniziato “L’altra Grace” e già mi affascina, tanto per parlare anche
    di libri. Lo porto con me
    Francesca, bellissimo La fiera della vanità, ti piacerà
    E adesso vi abbraccio e scappo
    Paola

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  30. Avatar carloesse
    carloesse

    @Francesca
    La Fiera è uno dei miei propositi di lettura per il 2011. Ora sono immerso nell’universo di Anna Maria Ortese (finito “Il Porto di Toledo” ho già attaccato “Alonso e i Visionari”), ma credo che il prossimo sarà proprio il romanzone di Thackeray (che avevo letto da ragazzino, forse però neanche per intero, contentandomi pigramente di vedere come andava a finire guardando lo sceneggiato in TV, quei vecchi bianco e nero a puntate degli anni 60, e mi ricordo una grandiosa -e giovane- Adriana Asti nei panni di Becky Sharp). Mi farà piacere leggere le tue impressioni, e quelle del tuo gruppo di lettura, se lo vorrete.

    Mi associo a tutti quelli oggi preoccupati e dolenti per le sorti del Giappone.
    Quel Giappone che (tanti di noi, mi pare) tanto ci incuriosisce e abbiamo imparato ad amare attraverso i libri di Murakami, della Kirino, di Banana Yoshimoto e di Ishiguro. Di quest’ultimo, che poi è inglese dall’età di 5 anni, ma che conserva profonde tracce delle sue radici, mi sentirei di consigliare proprio in questo particolare momento il bellissimo “Un pallido orizzonte di colline”, ambientato nella Nagasaki immediatamente post-atomica. Dolente, melanconico (una nota costante nei libri di Ishiguro), molto poetico.
    Spero possa piacervi.

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  31. Avatar giallocromo
    giallocromo

    Che belli i vostri ultimi interventi. Qui parliamo di libri, è vero, ma soprattutto parliamo di noi attraverso i libri. Per questo se talvolta si va un po’ più sul personale non ne sono affatto infastidita, anzi. Continuo e continuerò ad usare il mio nick perchè mi piace tanto, non per nascondermi o concedermi licenze che la vera me stessa non approverebbe.Io sono anche giallocromo, giallocromo è la parte di me che divido con voi, è il nome che avrei dato alla mia libreria se ne avessi aperta una, è la parola che mi ha aperto un mondo. Sto leggendo poco ultimamente, sono alla fine della passione fra Anna e Vronskji, una storia che sembra scritta oggi.
    Ora premerò il pulsante “invio”in fretta in fretta, prima che l’insopportabile maestrina che è in me mi prospetti scenari di vergogna inaudita nel caso un cui avessi fatto qualche errore o detto qualcosa di poco consono ( il nick non protegge da se stessi, o almeno non del tutto!).
    @Danitamia: ci sei? Non ti vedo da un po’, e mi dispiace…
    @ Dani: condivido molte delle tue sensazioni e mi ha fatto molto piacere leggerti
    A tutti, un abbraccio

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  32. Avatar Francesca
    Francesca

    @Polissena, ovunque tu vada, buon viaggio! Mi prendo anche la licenza di mandarti un bacio…ecco :))
    @Carloesse, mi farebbe tanto piacere tu lo leggessi con noi su anobii, i tuoi interventi sono sempre molto interessanti. Ah… Ho comprato anche io il porto di Toledo.
    @Giallocromo, mo fa piacere rileggerti 🙂 condivido il tuo pensiero.
    @ tutti, buona festa!

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  33. Avatar Francesca
    Francesca

    @Giallocromo , vedi come anche io premo il tasto troppo in fretta…volevo ancora dirti che Anna Karenina é uno dei miei romanzi preferiti e adoro Levin

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  34. Avatar solopat
    solopat

    Proprio perché mi trovo a scrivere in questo blog
    a persone lontane, ma pur vicine
    che non conosco, ma che conosco
    che cerco e che trovo
    sento che esclamare
    Viva l’Italia!
    è più che mai autentico…
    i nostri post, i nostri nomi
    superano le barriere dello spazio,
    dappertutto c’è il sole del sud e la nebbia del nord,
    il profumo del mare e dell’abete,
    il vento birichino e l’aria stagnante…
    non c’è metropoli o sperduta frazione,
    inflessione dialettale,
    caratteristica regionale
    o colore politico
    che ci faccia sentire distanti…
    Viva l’Italia e gli italiani!

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  35. Avatar carloesse
    carloesse

    Nel mio commento di questa mattina, parlando di autori giapponesi, non ne ho citato uno per il quale nutro una vera e propria venerazione. Forse l’avevo omesso perchè non è uno scrittore, ma è comunque un grandissimo creatore di storie. Per il cinema. Animate. E’ Hayao Miyazaki: i suoi La città incantata, Il Castello errante di Howl, La principessa Mononoke, sono veri propri grandi capolavori di animazione, dove il Giappone della reltà si mescola a quello animistico e fantastico, in qualche modo (e anche in modo diverso) caro anche a Murakami.
    E’ finalmente appena uscito in DVD “Porco Rosso”, film di vent’anni fa, uscito nelle nostre sale solo lo scorso autunno. L’ottimo Luiginter vi dedicò anche un bel post qui. E’ un film diverso, ambientato nell’Italia fra le 2 guerre, avente per protagonista un asso dell’avizione su idrovolanti, cacciatore di pirati dell’aria (alla fine dei simpatici malandrini anche loro), che vive nascosto alla polizia fascista su una piccola isola dalmata. “Meglio porco che fascista” (perchè in maiale è stato trasformato da un incantesimo, o dalla guerra che ha combattuto tra i cieli nel 15-18), dice , rendendocelo un eroe pieno di fascino nonostante l’aspetto. E lo stesso fascino subiscono le due donne coprotagoniste: la bella cantante e la giovanissima ragazzina americana con capacità ingegneristico-meccaniche-aviatorie sorprendenti.
    Se lo avete (come me) perso al cinema, approfittate del DVD. Ma non perdetevelo.

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  36. Avatar Alieno Metropolitano

    Per i 150 anni dell’Unità d’Italia, abbiamo messo a disposizione gratuita il meraviglioso testo di Edmondo De Amicis, “Impressioni di Roma”. Una rara e preziosa descrizione dei fatti di Porta Pia e delle emozioni nutrite dai giovani italiani di quei tempi.

    Potete scaricare il libro a questo indirizzo:
    http://www.alienimetropolitani.org/Racconti_Brevi/Voci/2011/3/17_IMPRESSIONI_DI_ROMA_-_SCARICA_IL_LIBRO_!.html

    Buona Italia a Tutti Voi !

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  37. Avatar giallocromo
    giallocromo

    @Francesca:anche a me Levin piace molto. L’ho già scritto, ma questa rilettura di Anna Karenina mi sta rivelando un libro completamente nuovo, che mi ha emozionato e coinvolto molto più di quanto non abbia fatto la prima volta. Benchè avessi molti altri classici russi intonsi, ho avuto voglia di tornare su questo e non me ne sono pentita.
    A presto

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  38. Avatar Rosalba
    Rosalba

    Ultimamente sono molto attratta dai libri senza parole, come i capolavori di Suzy Lee:
    – Mirror
    – Ombra
    – L’onda
    o con poche parole, come:
    -L’abbraccio, di David Grossman
    -Da lontano era un’isola, di Bruno Munari

    Conservo comunque la buona abitudine di leggere anche libri con molte parole…
    Rosie

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  39. Avatar giulips
    giulips

    Vi leggo dal 31 dicembre (quello del 2010), e nel poco tempo a mia disposizione ho viaggiato all’indietro nei vostri commenti, rileggendo tutto cio’ che avete scritto nel corso degli anni. Mille volte avrei voluto intervenire, interloquire con coloro che sento ormai come “storici”: Polissena, Illex, Vera, Giallocromo, Solopat….e tutti gli altri
    “amici dai molti nomi”. Intervengo ora che finalmente sono arrivata ai commenti in tempo reale, per unirmi a voi in un’ideale Viva l’Italia! Leggendovi sempre piu’ mi rendo conto di cio’ che dovrebbe essere evidente a tutti: ciò che può unire i popoli è la cultura….buona serata, italiani veri…spero, adesso che ho rotto il ghiaccio, di poter intervenire ogni tanto. I miei consigli di lettura alla prossima volta…

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  40. Avatar Rosalba
    Rosalba

    Ops…mi sono accorta di essere entrata nel blog un po’ in rincorsa, senza presentazioni.
    Seguo il blog da 2 giorni ma ho già letto tutti i commenti pubblicati dal 2007, avidamente, come si trattasse già di un libro…del resto, i personaggi ci sono!
    Comunque vi seguirò con piacere,
    Rosie

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  41. Avatar Francesca
    Francesca

    Ciao Alieno Metropolitano e grazie! Ciao Giulips, ciao Rosalba e ciao a tutti. Vorrei condividere con voi una poesia di Walt Whitman

    A uno sconosciuto
    Sconosciuto che passi! Tu non sai con che desiderio ti
    guardo,
    Devi essere colui che cercavo, o colei che cercavo (mi
    arriva come un sogno),
    Sicuramente ho vissuto con te in qualche luogo una vita
    di gioia,
    Tutto ritorna, fluido, affettuoso, casto, maturo, mentre
    passiamo veloci uno vicino all’altro,
    Sei cresciuto con me, con me sei stato ragazzo
    o giovanetta,
    Ho mangiato e dormito con te, il tuo corpo non è più
    solo tuo né ha lasciato il mio corpo solo mio,
    Mi dai il piacere dei tuoi occhi, del tuo viso, della tua
    carne, passando, in cambio prendi la mia barba, il
    mio petto, le mie mani,
    Non devo parlarti, devo pensare a te quando siedo in
    disparte o mi sveglio di notte, tutto solo,
    Devo aspettare, perché t’incontrerò di nuovo, non ho
    dubbi,
    Devo vedere come non perderti più.

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  42. Avatar Marica
    Marica

    Il mio e primo libro di questo 2011 cominciato a male per seri problemi è stato Shantaram, consiglio di leggerlo in un periodo così buoi mi ha regalato un pó di sole e quella voglia di leggere e riflettere che purtroppo avevo perso!

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  43. Avatar Dani
    Dani

    Forse arrivo un po’ in ritardo, comunque, grazie Ilex, sei sempre molto gentile. Ora sono un po’ meno triste

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  44. Avatar danitamia
    danitamia

    Ciao a tutti,è sempre una gioia immensa leggervi;non scrivo molto x una sorta di complesso d’inferiorità(scrivete veramente in maniera eccelsa)e pensandoci nemmeno nella vita “normale”non sono una grande chiacchierona,preferisco ascoltare(leggere :D):in questo momento dei tornado francesi stanno sorvolando le nostre teste e tutto ciò mi rende tristissima:cerco di trasmettere a mia figlia l’amore x il prossimo e x la natura,il bello della vita e dell’amore e poi tutto viene stravolto da guerre,tsunami sia naturali che interiori…a volte penso di essere troppo sensibile x questo mondo-
    Considerazioni private a parte il mio nick lo conoscete e il mio nome è Mila,ma non cambia molto,siamo persone vere,reali anche nell’”inganno” di un nick 😀 Sezione libri:in lettura Sostiene Pereira,sublime sia come modo di raccontare e come descrizioni delle immagini.Un abbraccio a tutti voi.

    "Mi piace"

  45. Avatar danitamia
    danitamia

    @Carloesse:adoro Myakaki,ho visto tutti i suoi film e ultimamente anche porco Rosso;sono delle piccole perle di animazione che lasciano sbalorditi ed è vero,x certi versi assomigliano ai paesaggi e alle arie rarefatte di Murakami.

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  46. Avatar solopat
    solopat

    uno splendido sole caldo e tranquillo brilla nell’aria tersa e silenziosa
    eppure oggi mi sembra una beffa
    il mio cuore è buio ed affranto per ogni notizia funesta
    non riesco a nascondermi nelle pagine di un libro…
    un abbraccio a tutti

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  47. Avatar Dani
    Dani

    Ciao Danitamia.
    Hai un bellissimo “vero nome”. A volte anch’io penso con te che una sensibilità eccessiva (anch’io soffro della stessa malattia e penso di averla trasmessa ai mie tre figli) non aiuti a vivere in questo mondo di duri. Poi però mi dico anche che siamo in fondo forniti di antenne speciali, come quelle delle farfalle e dei pipistrelli, e magari percepiamo qualcosa in più…. per dei curiosi come noi non è male. Vorrai mica che ci perdiamo qualcosa di questa vita?
    Dove vivi che senti gli arei?
    Ciao, un abbraccio

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  48. Avatar illex
    illex

    Ecco in cosa si è tradotto lo ‘scatto d’orgoglio’ auspicato secondo il Presidente della nostra cosiddetta Repubblica nella giornata di marketing per i 150 anni dalla nascita di questo Stato pietoso: si è tradotto nella crudeltà, nel trasformismo, nella furbizia idiota e malvagia e nell’entusiastica salita sul carro dei vincitori delle prossime ore. Un intervento che mi lascia attonito, a poche ore dalla rilettura del celebre e inutilissimo articolo costituzionale n°11: ‘L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali’.

    ‘Pioggia di bombe sulla Libia’. Speravo di non leggerli più i titoli dei giornali di questa mattina. Eppure ci risiamo, sempre la stessa solfa sull’esportazione della democrazia e il salvataggio dal tiranno per nascondere l’evidente interesse di pochi e l’inconsistenza morale degli attori in gioco.

    Il Premio Nobel per la Pace Barack Obama, paladino fallito della speranza che avrà pure origini africane, ma che in due anni e mezzo ha già pareggiato il conto con Bush in fatto di sceriffato internazionale.
    La Francia, secondo attore di questo lurido affare. E’ incredibile che si dia appoggio a un’unica fazione di una guerra civile di un Paese straniero, lanciando missili. La verità vera e ovvissima è che la Francia vuole semplicemente rimarcare la propria presenza in quelle che non sono affatto le sue ex colonie africane: ma sono ancora propriamente le sue colonie. E poi, quanto contano gli accordi degli italiani, e le quote libiche in Fiat? e in Unicredit? e gli interessi dell’ENI? E quanto conta la campagna elettorale dell’ulteriore nano a capo di una nazione europea?

    Il terzo attore che brilla per indecenza, siamo noi: questa specie di avanguardia di fine Impero. Noi, che prima abbiamo baciato i loro anelli e ora agiamo da Iago perché siamo consapevoli di non contare per nulla e da buoni sudditi ci prepariamo al nuovo ordine del Mediterraneo cui la penisola, che ne sarebbe una portaerei in mezzo al mare, fa proprio questo: porta gli aerei.
    Non si tratta assolutamente di difendere il furbone vestito come se stesse recitando il Nabucco. Che Gheddafi sia un criminale lo sapevamo dall’altro secolo. Negli anni 80 fummo proprio noi che gli salvammo la vita telefonandogli nel deserto un quarto d’ora prima che gli aerei di Reagan bombardassero la sua tenda da harem.
    Tuttavia è incredibile che si adducano le ragioni che si sono addotte all’ONU per intervenire in Libia, con una risoluzione-lampo quasi senza precedenti: e la via diplomatica?

    ……

    E che dire invece della follia atomica occidentale dalla quale non riuscirebbe a sfuggire neanche chi si è ritirato sull’altopiano tibetano dove può essere comunque ucciso se solo le correnti ad alta quota decidessero di dirottare su di lui le nubi tossiche che non ha mai condiviso. Alla faccia dei diritti dell’uomo.
    Nubi dalle quali non esiste nessuna possibilità di fuga, nessun respingimento a mare, nessun confine territoriale, nessuna risoluzione ONU a cui possa aggrapparsi ancora una volta questo vergognoso occidente che muove guerra costantemente come esclusivo scudo a difesa di un’esistenza comoda ed a spese della vita altrui.

    Ci tengo a sottolineare che amo il popolo giapponese, la sua millenaria educazione, la compostezza e l’organizzazione che ha dimostrato sempre ed ancora una volta in questo tragico evento, ma assistere, davanti alla gravità dell’evento, al tentativo folle di raffreddare i reattori danneggiati con i secchielli d’acqua appesi agli elicotteri come se si fosse nel mezzo dell’incendio stagionale nella pineta di castel fusano, sinceramente mi ha lasciato interdetto. E’ naufragata così tutta l’efficienza nipponica? Sono questi i sistemi di sicurezza delle centrali più sicure al mondo, costruite per giunta in zona sismica? E’ mai possibile che sempre più spesso si debba assistere ad un dietro le quinte di così bassa consistenza? Gli spaghettari nasconderanno pure ballerine e clown sotto i tappeti ma cè anche chi può far diventare tutti dei veri scheletri fumanti da nascondere in armadi di legno in men che non si dica, e ciò è molto più grave.

    Mi viene un dubbio, ma non sarà forse che è tutto collegato? Esagero se penso che la Libia, ex paese sovrano, diventerà presto una pompa di benzina per le grandi compagnie petrolifere occidentali (e non solo italiane). Il picco del petrolio è stato già superato da qualche tempo, ma con questi chiari di luna giapponesi, con il nucleare che va a farsi benedire, bisogna pur mettere qualche cosa nel serbatoio, finché si può.

    Ho finito. Sono andato fuori tema di brutto, stasera non ho davvero voglia di leggere e volevo solo sfogarmi. Perdonatemi tutti e perdonami tu Luigi, ho abusato indegnamente dello spazio che gentilmente mi hai messo a disposizione, ma volevo condividere la mia rassegnazione con gli amici dai mille nomi, scusami.

    E siccome non ho parlato di libri, chiudo in bellezza con un estratto da un testo che è un pugno allo stomaco contro i signori della guerra, scritto nel 1963 (il mio anno di nascita), da uno dei maggiori artisti del novecento.

    Un affettuoso saluto a tutti.

    ….

    Signori della guerra
    voi che costruite gli aeroplani di morte,
    voi che vi nascondete dietro le scrivanie,
    voglio solo che sappiate
    che posso vedere attraverso le vostre maschere.

    Voi giocate con il mio mondo
    come fosse il vostro giocattolo,
    mettete un fucile nelle mani altrui
    e vi nascondete allo sguardo
    vi voltate e scappate lontano
    quando volano i proiettili.

    Come Giuda
    mentite e ingannate.

    Una guerra può essere vinta,
    volete che vi creda?
    Ma io vedo attraverso i vostri occhi
    e vedo attraverso il vostro cervello
    così come vedo attraverso l’acqua
    dello scarico.
    Avete sparso la paura peggiore
    che mai si possa avere
    la paura di mettere al mondo i figli,
    non valete il sangue
    che scorre nelle vostre vene.

    Potreste dire che sono giovane,
    potreste dire che non sono istruito,
    ma c’è una cosa che comunque so
    è che nemmeno Gesù Cristo perdonerebbe mai
    quello che fate.
    Lasciate che vi faccia una domanda
    il vostro denaro è così buono
    che pensate che potrà
    comprarvi il perdono?
    Io penso che scoprirete,
    quando la Morte chiederà il suo pedaggio,
    che ciò che state facendo
    non riscatterà la vostra anima.

    E spero che moriate
    e che la vostra morte arrivi presto.
    Seguirò la vostra bara
    nel pomeriggio opaco.
    Veglierò mentre siete sepolti
    nel vostro letto di morte
    e resterò sulla vostra tomba
    finché sarò sicuro che sarete davvero morti.

    Bob Dylan

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  49. Avatar giulips
    giulips

    @illex: una cosa che mi sconvolge e’ la partecipazione dell’Italia alle operazioni militari, non solo per quel che detta la Costituzione, ma per un semplice senso di decenza, dopo cio’ che abbiamo fatto alla Libia durante il fascismo. C’e’ poi da chiedersi dov’e’ l’Onu quando ad essere devastato dalla guerra civile sono paesi come la Somalia o come il Rwanda, purtroppo sprovvisti di petrolio o di qualsiasi materia prima che faccia gola ai paesi industrializzati, e nemmeno in grado di pagare i costi della “ricostruzione”. Anche le disgrazie per esistere mediaticamente hanno bisogno di avere un qualche ritorno, se non economico, almeno di propaganda politica. Ma i potenti, coloro che decidono per noi (spesso contro di noi), non fanno anch’essi parte di questa societa’, di questo mondo, non hanno figli, nipoti, futuri eredi, insieme ai nostri figli e nipoti di questa terra sempre piu’ devastata in nome del mero interesse economico? Dov’e’ finito il futuro? Abbiamo delegato le decisioni che riguardano il nostro avvenire ad una societa’ per azioni di dimensioni mondiali che ormai si gestisce in modo automatico, senza riguardo per l’umanita’, e in nome del profitto e’ capace di qualsiasi atrocita’? Riusciremo mai ad uscirne? Riusciremo mai a far sentire la nostra voce?

    E’ piu’ coraggioso, credo, strapparsi il lupo di dosso
    e combatterlo apertamente, magari per strada,
    tra polvere e urla di dolore.
    La lingua sara’ forse un organo ribelle
    ma il silenzio avvelena l’anima.
    mi biasimi chi vuole….
    Edgar Lee Masters

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  50. Avatar Vera

    Ciao Giulips (grazie) e Rosalba!
    grazie Alieno Metropolitano per la disponibilità…
    ciao Giallocromo e Carloesse!

    A Francesca grazie!, ecco ancora Walt Whitman a cui torno almeno
    una volta l’anno e con te, ora, di più…
    da «Dediche»:
    A te
    Straniero, se passando mi incontri e vorresti parlarmi, perché non dovresti parlarmi?
    E perché non dovrei parlare io a te?

    Tu lettore
    Tu, lettore, che palpiti di vita, orgoglio, amore, al pari di me,
    per te adunque i canti che seguono.


    e questo dal «Canto di me stesso»:
    Io celebro me stesso, io canto me stesso,
    e ciò che io presumo devi anche tu presumere,
    perché ogni atomo che mi appartiene è come appartenesse anche a te.
    ….
    Credo in te, anima mia, e l’altro che io sono non dovrà mai umiliarsi a te,
    come tu non dovrai umiliarti all’altro

    vi invito a leggerlo, se non lo conoscete ancora! sempre e poi sempre emozionante.

    Danitamia, Solopat e Dani ricordate il libro peluche di qualche mese fa?!…
    …sempre sul comodino…
    il mio è la Bibbia, ed è lì che torno sempre…
    nei momenti più duri e difficili, personali e non solo…
    soprattutto ai Salmi: Poesia. e forse solo la Poesia può salvare il mondo…

    Illex, che ancora dai voce a quello che (ho) abbiamo nel cuore,
    e Luiginter, scusa pure me se approfittiamo del tuo spazio…
    io mi associo, Illex a quanto hai detto. E ti ringrazio per averlo fatto.
    io forse non ne avrei avuto la forza nelle giornate piene e faticose che sto vivendo…
    e voglio condividere i versi che sempre penso in questi momenti…

    McNamara l’uomo d’affari siede alla sua scrivania
    E timbra «PAGATO» sulla lista dei caduti (1968)

    Saint Geraud
    (da Giovani poeti americani a c. di Gianni Menarini Einaudi)

    io sono nata alla fine di settembre1964
    ciao a tutti

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