I libri più belli, letti nel 2011

E’ arrivato il momento dei libri più belli, letti nel 2011. Come negli anni scorsi indichiamo i libri che ci sono piaciuti, che ci hanno affascinato, che ci fanno discutere. Questo post dei “libri più belli dell’anno” è ormai una tradizione del blog; una fonte preziosa di consigli, suggerimenti di lettura, domande, dubbi anche. Ricchezza…

E’ arrivato il momento dei libri più belli, letti nel 2011.

Come negli anni scorsi indichiamo i libri che ci sono piaciuti, che ci hanno affascinato, che ci fanno discutere.

Questo post dei “libri più belli dell’anno” è ormai una tradizione del blog; una fonte preziosa di consigli, suggerimenti di lettura, domande, dubbi anche. Ricchezza della quale dobbiamo ringraziare tutti i lettori che partecipano: i lettori, la vera forza di questo blog.

Le regole sono sempre le stesse: i migliori libri letti nel corso dell’anno, indipendentemente da quando siano stati pubblicati. Ma ovviamente valgono richieste di consigli, scambi di pareri, suggerimenti…

Usiamo i commenti.

Pronti via!

Commenti

1.400 risposte a “I libri più belli, letti nel 2011”

  1. Avatar antonellina
    antonellina

    Vera bello “che Murakami scriva anche (dal suo lì)….!”
    Grazie a voi anche io ho scoperto questo autore che non conoscevo. Ho letto i racconti TUTTI I FIGLI DI DIO DANZANO e adesso sto leggendo A SUD DEL CONFINE, A OVEST DEL SOLE e già sono certa di avere l’intenzione di leggere tutti i suoi deliziosi “scritti”.

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  2. Avatar lucilla p.
    lucilla p.

    Giallocromo, che bel ritorno alla grande! Grazie per il coraggio su Coelho, che non garba neanche a me, e so per certo che un po’ di amici sono alle porte….. torneranno, torneranno…. però torna anche tu, non risparire, adesso! Un saluto anche qui a Vera.

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  3. Avatar giallocromo
    giallocromo

    @Lucilla: grazie a te per la calorosa accoglienza, per il sostegno su Coelho e per le notizie sugli amici di blog.

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  4. Avatar camilla
    camilla

    Qualcuno è andato a Mantova ad ascoltare Salvatore Scibona sul suo magnifico romanzo LA FINE?Ho avuto questa fortuna ed è sta una esperienza straordinaria e bella. Se qualcuno vuole ne potrei parlare.

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  5. Avatar xochitl2
    xochitl2

    Ciao Camilla, sono stata a Mantova tutto il tempo del festival ed ho seguito diversi eventi, nonostante il caldo folle.
    Avrei intenzione di scrivere un post o più d’uno su diversi momenti del festival. Interesserà a qualcuno?
    Domenica avevo scelto l’ evento TRA STORIA E ROMANZO con Deaglio e Sinibaldi,, quando mi sono accorta della presenza di SCIBONA e, per fortuna sono riuscita a trovare il biglietto.
    Ero molto curiosa e certamente alla mia curiosità hanno contribuito gli elogi di voi in questa parte del blog.
    Io sto leggendo ora LA FINE e sono a poco più di pagina 100, già sono in grado di apprezzare la potenza espressiva del romanzo, ma preferisco sospendere il giudizio finchè non lo avrò terminato.
    Per quanto riguarda l’incontro avrei forse preferito cheScibona si esprimesse in inglese e poi tradotto, piuttosto che in un… italiano, che secondo me lo limitava molto nel trasmettere i ll suo pensiero
    Sono comunque felicissima di avere incontrato questo giovane autore, che alla sua prima esperienza ha già prodotto qualcosa che penso di grande spessore
    Io sarei felicissima che tu raccontassi qualcosa dell’evento.

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  6. Avatar donella
    donella

    @xochitl sono molto interessata ai tuoi commenti sul festival di lettura di Mantova, leggerei volentieri un tuo post su questi avvenimenti e anche i tuoi suggerimenti di lettura, sto vagando qua e là in cerca di qualcosa di interessante da leggere del tipo “la grande casa” di Krauss di cui avevo letto in un tuo post, non ho più scritto recentemente proprio perchè non trovo letture di un certo interesse, approfitto di te ma i tuoi suggerimenti sono sempre molto interessanti
    ciao a tutti

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  7. Avatar chiara.s
    chiara.s

    ciao a tutti, da brava mantovana ero anch’io al festival. purtroppo non sono riuscita ad andare a sentire SCIBONA, e mi è dispiaciuto moltissimo….aspetto con ansia i commenti anche da parte di lettore ambulante, ovviamente!

    il festival come sempre offriva molti spunti, sia per i bambini che per gli adulti, però non sempre gli eventi sono all’altezza delle aspettative, soprattutto quelli con la traduzione, che a volte risultano un po’ noiosetti.

    io ho sentito:

    -ERRI DE LUCA: l’arte della fuga. Speravo per parlasse del suo “E DISSE”, ma alla fine è risultato un evento un po’ troppo politico per i miei gusti; ma resta un autore che mi piace molto

    -GERARDINE BROOKS: interessante. avevo preso il biglietto perchè il suo I CUSTODI DEL LIBRO resta per me uno dei romanzi più belli degli ultimi anni, e lo stesso vale per ANNUS MIRABILIS, letto quest’estate, in prossimità proprio del festival.

    -HERMANN KOCH: molto divertente. Lo so, se ne è parlato in questo blog e ho visto che non sempre LA CENA ha riscontrato buoni apprezzamenti. io l’avevo letto l’anno scorso e francamente mi era piaciuto parecchio, non tanto per la sua scrittura, quanto per la storia in sè; ; l’avevo trovato così “agghiacciante” che volevo proprio vedere che faccia avesse l’autore che aveva inventato una storia così “pazzesca”. ho preso il suo nuovo libro, vi saprò dire!

    -LAILA WADIA: è una scrittrice che proprio non conoscevo. quest’estate ho letto AMICHE PER LA PELLE. E’ un romanzo che mi sento di consigliare vivamente, per la sua incredibile tenerezza. COME SI DIVENTA ITALIANI IN 24 ORE invece è molto divertente (si legge in qualche ora…) perchè mette a nudo le abitudini degli italiani che, agli occhi degli stranieri, appaiono senza dubbio stravaganti e comiche. Comunque una donna (indiana, che vive a Trieste da moltissimi anni) di incredibile intelligenza.

    – ALPINISMO SOLITARIO: scritti inediti di ETTORE ZAPPAROLI, un alpinista – scittore – musicista morto sul monte rosa nel 1951. trattandosi di un cugino di mio nonno, era ovviamente doverosa la mia presenza…. comunque molto interessante.

    aspetto i commenti di chi di voi è stato nella mia città per il Festival. mi incuriosisce sapere in generale che impressione vi ha fatto questa manifestazione, che per noi mantovani vuol dire molto (sono gli unici cinque giorni in cui le strade si riempiono di cultura!!)

    Comunque sia, comprati un po’ qui e un po’ là, alla fine mi sono ritrovata con quattordici libri nuovi… sigh!

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  8. Avatar polissena
    polissena

    Ciao a tutti. Ho finito le mie lunghe vacanze, quasi sempre senza computer e devo dire che non è stata una gran privazione, anche se il blog e i suoi abitanti mi sono mancati.
    Torno e trovo tanti amici nuovi, alcuni cari vecchi amici e qualche gradito ritorno. Giallocromo bentornata, resta con noi anche se non hai niente da dire! Ciao Dani, ciao Vera, ciao Lucilla, ciao a Illex che non sta scrivendo ma che sicuramente ci legge.

    So da sempre che questo blog è all’insegna della più assoluta privacy e correttezza, ma per favore, amici nuovi, diteci qualcosa di più di voi, anche per farci sapere chi è la persona che
    ci consiglia o ci sconsiglia le nostre letture. Diteci almeno dove siete. io sono a Roma, c’è qualcuno qui?

    Ho letto molto questa estate, non tutto eccezionale, ma ho fatto almeno due aggiunte al mio ‘scaffale speciale’ dove tengo i libri più amati. Il primo di cui vorrei parlare è difficilissimo per me da esporre, ci vorrebbe un critico letterario vero, perchè non somiglia a niente che io abbia già letto ed è così multiforme e sfaccettato che sarei tentata di rinunciare se non fosse che vorrei farvene parte.
    Si tratta della TRILOGIA DELLA CITTA’ DI K di Agota Kristof.
    Potrei cavarmela dicendo che non riuscivo a staccarmene, cioè, per me, l’elogio più grande,
    che posso fare ad un libro, ma non mi sembra sufficiente-

    La prima parte della trilogia, IL GRANDE QUADERNO è senz’altro il più sconvolgente. Scritto in uno stile asciutto, scarno, gelido, crudo. Le frasi brevissime e taglienti, senza descrizioni, giudizi o sentimenti, anche nella narrazione degli avvenimenti più crudeli. Eppure i sentimenti e la sofferenza trapelano anche se l’autrice prende le distanze dal racconto.

    Durante l’ultima guerra una madre, per salvarli dalle privazioni della Grande Città, porta i suoi due gemelli Claus e Lucas in campagna dalla nonna che è una orribile vecchia avara e sporca e che li accoglie malvolentieri.. Ma i bambini sono tutt’altro che teneri angioletti.
    Claus, Lucas, uno l’anagramma dell’altro, forse uno solo o forse due che a un certo punto della crudissima storia che non vi racconterò, decideranno di separarsi senza mai guarire dalla lacerazione

    Nella PROVA e NELLA TERZA MENZOGNA, lo stile cambia e si placa con la maturità di uno dei protagonisti, ma quale? La storia si ingarbuglia e si confonde. La realtà e la menzogna si intrecciano senza una soluzione. La storia che conoscevamo non era vera, adesso è completamente diversa, per cambiare di nuovo un’altra volta. Qual’è la verità, sempre che esista?
    Nella terza parte i due protagonisti pottrebbero ritrovarsi. Claus che se ne è andato, ritorna vecchio e malato e la lacerazione potrebbe risanarsi. Potrebbe

    Dice Claus nella terza parte ‘Un libro, per triste che sia, non può essere triste come la vita’
    E qualche pagina dopo Lucas ‘La vita è di una inutilità totale, è non-senso, aberrazione, sofferenza infinita, invenzione di un non-Dio di una malvagità che supera l’immaginazi

    Avrei voluto fare di meglio. la Kristof merita di più
    Invio questo post prima di pentirmene

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  9. Avatar claudio
    claudio

    Polissena io sono di Roma come te….vi leggo sempre ma scrivo poco…..mi piace da morire Murakami ed intervengo normalmente quando si parla di lui….inoltre mi piacciono McEwan,Yehoshua,Grossann,Roth,Auster(non tutto),Coe ed altri ancora….un saluto

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  10. Avatar lucilla p.
    lucilla p.

    Polissena! Altro ritorno memorabile! Meno male che non ti sei pentita ed hai inviato il post. Concordo con te: La TRILOGIA non è uguale a nulla di quanto avevo letto prima, ed è splendido, inquietante e misterioso (Gabriella, lo so che hai già spiegato che è tutt’altro che misterioso e tutto il resto, ma per me la prima impressione è quella che conta e che resta, ed io lo trovo misterioso ed inquietante). Il primo libro parla il linguaggio dei bambini sofferenti, che per non soffrire più si anestetizzano e non vogliono più provare sentimenti e sensazioni. Atroce e bellissimo, dolente e raggelante, eppure commuove e mi ha davvero toccato in profondità. Grazie di averne scritto. Con la tua solita semplicità e pulizia interiore.
    Claudio: anche io romana e curiosa di sapere cosa NON ti piace di Auster, che è uno dei miei beniamini. Tranquillo, non per attaccarti, chè mi pare che ultimamente ci siano stati interventi pepatini, ma proprio per saperlo, in amicizia, come sempre qui in questo bellissimo, democraticissimo, multiforme blog (Luigi, ci sei? non ti fischiano le orecchie?). Saluti anche a chi fa finta di non esserci ma c’è…

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  11. Avatar claudio
    claudio

    Lucilla ho letto abbastanza di Auster…non mi sono piaciuti ‘Viaggi nello scriptorium’ e Timbuctu’….mi hanno emozionato ‘La notte dell’oracolo’,la Trilogia,’Follie di Brooklin’ ma soprattutto ‘Il libro delle illusioni’……anche l’ultimo ‘Sunset Park’ mi è piaciuto….lo apprezzo ma i primi due libri non mi hanno coinvolto per niente….

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  12. Avatar illex
    illex

    E’ vero mia cara Polissena, anche se non scrivo il blog lo leggo.

    Mi fa sempre piacere leggerti e ritrovare le tue emozioni.

    Io ultimamente non ho molto da dire, le letture languono e per di più ho avuto anche qualche pensiero di troppo durante l’estate che non mi ha permesso di immergermi con tranquillità nel mondo delle emozioni che una buona lettura sempre regala.

    Quindi sono a zero letture e pochissimo blog.

    Poco blog perché siamo mancati in molti e quindi, a parte l’interessante scambio di opinioni che ha preso vita nel thread dedicato a Vargas Llosa tra Antonella B. e Vera, che abbraccio con affetto ovunque ella sia, c è stato poco da leggere.

    ….

    Ho la TRILOGIA nella pila dei ‘da leggere’ da un sacco di tempo e dopo il tuo post è salita in cima a tutto, penso proprio che riprenderò da lì. Forse avevo bisogno della tua scossa per riprendere, chissà, adesso vediamo se è vero.

    Ora però mi fermo, non voglio andare troppo fuori tema ne annoiare nessuno.

    Un caro saluto a te strabiliante p e
    buonemozioni a tutti

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  13. Avatar polissena
    polissena

    Lucilla, grazie, hai completato il mio post con le osservazioni giuste. Ma certo che la trilogia è misteriosa e inquietante, E non solo devo contraddire Gabriella, ma anche Leà che vi trova
    delle somiglianze con Murakami. Non c’è niente di onirico o surreale nella Kristof.
    Ma è poi proprio necessario che in ogni autore si debba trovare un riferimento ad un altro scrittore? Ci sarà pure qualcuno che somiglia solo a se stesso o non lo ritenete possibile?
    Sarebbe interessante parlarne

    Illex, bentornato, leggi e leggi in fretta così potrai aggiungere in tempi rapidi il tuo giudizio a cui tutti teniamo molto perchè sei tra le voci più quotate del blog

    Vera, peccato che ti ci voglia tanto tempo per ricevere il libro in questione,a meno che tu non l’abbia comprato in Italia. La tua opinione è estremamente importante e le tue recensioni precise, lucide e intelligenti come vorrei fossero le mie

    Claudio, grazie per avermi risposto, che io sappia a Roma adesso siamo in cinque. Magari un giorno ci riuniremo tutti. Basta volerlo

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  14. Avatar lucilla p.
    lucilla p.

    E proprio per gli amici romani ecco una segnalazione per sabato sera:
    “Tra Cabbala, mistica ebraica e tradizioni millenarie sarà una notte magica quella del 17 sotto il cielo di Roma. Con la «Notte della Cabbala» sabato prossimo si accendono le luci sia su Roma Capitale sia sulla Roma ebraica. …… Un percorso culturale alla scoperta delle radici storiche della città, che apre nuovi scenari metalinguistici, sinergie e suggestioni fondate sul dialogo tra culture diverse. Inoltre, la «Notte della Cabbalà» inaugura la quarta edizione del Festival Internazionale di Letteratura Ebraica (a Roma dal 17 al 21 settembre 2011) con un ospite d’eccezione, lo scrittore israeliano A. B. Yehoshua al Tempio di Adriano – l’unico appuntamento della serata a svolgersi fuori dal Ghetto – alle ore 21.00. Intervistato dal giornalista Marino Sinibaldi, Yehoshua accompagnerà il pubblico in un «viaggio nella letteratura ebraica» durante il quale l’attore Massimo Ghini leggerà una selezione di brani.”
    Ecco il link per chi vuole saperne di più.
    http://www.online-news.it/2011/09/10/notte-della-cabbala-il-17-si-accendono-i-riflettori-sulla-roma-ebraica/

    E me ne permetto un’altra: Roma si Libra, la festa degli editori romani, è prevista dal 21 al 25 settembre, cinque giorni di incontri con gli autori, presentazioni di libri ed eventi culturali nelle piazze del centro di Roma.
    Per informazioni http://www.romasilibra.it

    Chissà se un incontro libresco può uscire fuori da questo scampolo di estate romana?

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  15. Avatar Vera

    Salve a tutti carissimi amici! Coi vostri bei nomi!
    Grazie Antonellina.
    Bentornata Polissena, mi sei mancata tanto! (da tutte le parti!)
    Ciao Lucilla! Bentornata anche a te!
    Ciao Dani, brava!!! E ancora un attimo!…
    Ciao Chiara S.
    Ciao Antonella B.
    Ciao Carloesse,
    E Giallocromo e NewEntry e ciao Lea’, ciao xochitl2, ciao Camilla,
    Ciao davvero a tutti-tutti vecchi e nuovi amici!!!
    (A memoria dimentichero’ certo qualcuno dei piu’ assidui… mi dispiace!)
    e ciao Danitamia, ciao PseudonimoEnnore!
    e come stai lettoreambulante?
    (E dov’e’ Cinderella?)
    E ciao Claudio, (sempre piu’ simpatico!) e siete un bel gruppo a Roma perche’ non vi trovate davvero?, sarebbe un GdL reale esplosivo creativo e fantastico!!!?

    So per esperienza che quando ci sono altre priorita’ certo si sta in silenzio o in disparte…
    Illex carissimo, anch’io ho avuto negli ultimi giorni qualche preoccupazione in piu’… che mi ha fatto interrompere IL CIMITERO DI PRAGA, ma ora va meglio e riprendo a leggerlo, non sono entusiasta ma poi vi diro’!
    a te Illex auguro quello che desideri… (E se posso provo a desiderarlo con te.)
    Io sono dove sai che sono durante tutto l’anno, e i kg che potevo portare con me al ritorno erano 20, piu’ il bagaglio a mano… in tutto, assieme a mio figlio, sono riuscita a trasportare 37 libri, sempre pochi lo so, ne son rimasti fuori tanti… anche la Agota Kristof, e Liberta’ ed altri che non dico per il dispiacere!… sai Polissena che e’ scomodo qui ricevere libri… mi hai fatto venir un gran desiderio di leggerlo certo… Una gran voglia…. e mi tocchera’ aspettare… ma poi ci arrivo anch’io coi miei tempi, pensa che mentre tu non c’eri ho desiderato tanto un biglietto per Bellona… Dhalgren di Delany forse tu ci sei gia’ stata!!! Un altro posto dove si puo’ arrivare ciascuno al proprio tempo, (e il nuovo Murakami annunciatomi da Claudio si e’ seduto sull’autobus dei miei pensieri!) e cosi’ io viaggio coi miei orari…

    Ora leggo un po’! e a presto, poi magari con calma adesso che stiamo tornando tutti… vi raccontero’ qualcosa di quello che ho letto in estate!
    Cari saluti a tutti: anche a Luigi!

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  16. Avatar FALCO
    FALCO

    @Polissine @Lucilla p.
    dal Lago Maggiore (qualcun altro vive su queste sponde?) un grazie di cuore per aver ricordato con parole adeguatissime uno dei libri più straordinari che abbia letto negli ultimi anni. Purtroppo la Kristof se ne andata da poche settimane: una perdita enorme.

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  17. Avatar Dani
    Dani

    Che bello vedere che Ilex e Polissena sono sempre lì, Ilex silenzioso ma presente, Polissena con le sue letture e commenti.
    Buffo vedere Kristof accostata a Murakami. Guarda caso io ho letto la Trilogia quest’estate subito dopo Kafka sulla spiaggia e davvero non credo possano esservi due autori più lontani di così: nel linguaggio, nei contenuti, ritmi e tempi della narrazione.
    Forse avevi letto il mio post Polissena, forse no, spero di non ripetermi, ma io avevo accostato le due letture a due pittori, per le sensazioni che mi avevano trasmesso. Murakami era una tela surreale di Magritte e la Trilogia una tela squarciata di Fontana. Per me la Kristof è stata l’esperienza letteraria più intensa della stagione, forse di quest’anno (te lo dirò a dicembre). Ha la capacità di dire molto con un linguaggio ridotto all’osso e i suoi personaggi sono carne e psiche sulla pagina, resi alla maniera dei grandi romanzieri del passato.
    Val la pena leggersi qualcosa su di lei in rete. Sembra che fosse una donna asciutta, scostante, di poche parole (ma in questi tempi in cui si parla molto, e spesso a sproposito, l’essenzialità è una grande virtù).Peccato ci abbia lasciati.

    Che stai leggendo ora?
    Io ho iniziato L’Arte della Gioia di Goliarda Sapienza e promette bene… anzi benissimo!
    Un caro saluto a tutti, vorrei fossimo di nuovo in tanti a raccontarci ciò che leggiamo, si…ma non solo!

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  18. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    grazie per i saluti, Vera!
    io sto dalle parti di Como, Chi altri ci sta vicino?

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  19. Avatar Cinderella
    Cinderella

    Ciao Vera,
    mi fa piacere che ti ricordi di me:D
    Ciao anche a tutti gli amici virtuali vecchi e nuovi, sono stata un po’ latitante ultimamente.. Non provo neanche a recuperare il filo del discorso, solo voglio condividere con voi un paio di pensieri:
    – Ho letto con interesse i commenti riguardo Scibona, autore che da un po’ mi incuriosisce ma che ho scoperto con ritardo essere tradotto in italiano.. Penso proprio che mi procurerò i suoi romanz! Quale mi consigliate per primo?

    – Eccomi pure io nel club Murakami.. Per ora ho letto solo “Norwegian Wood” e mi ha davvero lasciato dentro una miriade di sensazioni e pensieri.. Aspetto un po’ ad immergermi in un altro dei suoi mondi, quello struggente e solitario di Watanabe è ancora troppo profondamente impresso.

    – Da alcuni mesi sono rimasta stregata dalle atmosfere nipponiche tradizionale (geishe, cortigiane e concubine per intenderci) e ho letto alcuni romanzi e saggi meravigliosi sul tema. Ci sono altri appassionati come me in questo blog?

    – Questo luogo bellissimo con il tempo mi ha conquistata. Non sempre riesco a seguirlo con costanza ma mi piacerebbe poter chiacchierare con alcuni di voi anche fuori da questo posto, quindi anch’io vi lascio la mia mail, sarei davvero felice di continuare parlare con voi meravigliosi amici virtuali: cinderellalovesthecity@gmail.com

    Cinderella

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  20. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    @ Cinderella
    Premesso che le geishe, come comunemente è ritenuto, NON sono prostitute, ma artiste:

    “Le memorie di una geisha”, di Tsubaki Myu e B. Balbi (Losa editrice L’Estremo Oriente, 1918; c1920; c1922; 1925; 1928, 1935; 1942) puoi trovarlo nel fondo nazionale, ho controllato; ne hanno più di una copia e lo puoi richiedere) – Non è mai più stato ristampato.
    *
    alcuni aspetti della vita della geisha sono trattati nel romanzo: “La profezia della dama Shikuza”, di Takashi Matsuoka (Sperling & Kupfer, 2006)
    *
    “Memorie di una geisha”, di Arthur Golden (Tea, 2004), naturalmente lo conoscerai.
    *
    “La mia vita da geisha”, di Liza Dalby (Sperling & Kupfer, 2001), biografico di una statunitense che si fa iniziata in un’antica casa nel mondo attuale, dove la tradizione centenaria è tenuta in vita ormai da poche dame
    *
    AA. VV., “I segreti della geisha” (Sonzogno, 2001)
    *
    “Il commercio dell’amore”, di Ernesto Cauda (Fratelli Bocca, 1910), stesso discorso per il fondo nazionale; dove si vede la differenza fondamentale tra una geisha e una prostituta. E’ scritto da un occidentale, tienilo presente.
    *
    questi sono i primi che mi vengono in mente di quello che ho letto.
    Ciao 😉

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  21. Avatar Cinderella
    Cinderella

    Ciao Antonella,
    si ovviamente conosco la differenza tra geisha e prostituta e cortigiana, purtroppo un’interpretazione occidentale errata di un mondo affascinante, misterioso e oramai quasi scomparso.

    Grazie per i libri che mi hai consigliato, alcuni li ho già letti altri invece andrò a cercarli al più presto 🙂 Mi sembra di capire che l’argomento affascina anche te, quindi mi permetto di consigliarti i romanzi e i saggi di Lesley Downer tra cui “L’ultima concubina”, “Geisha” e “Il kimono rosso”. Ho anche trovato “Guanciale d’erba” di Soseki Natsume ma ancora non l’ho letto quindi non posso dirti nulla al riguardo..

    Tu cosa ne pensi del mondo fluttuante? Io ne sono rimasta completamente stregata..

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  22. Avatar polissena
    polissena

    Ciao Dani, anche per me la trilogia della Kristof è finora la più entusiasmante lettura dell’anno e, anche se a fatica, ne ho voluto parlare perchè vorrei che fosse condivisa. Si può leggere solo per se stessi, ma è molto più bello poter condividere le proprie emozioni.
    Mi chiedo, e vi chiedo, se ci siano altri scritti della Kristof allo stesso livello.

    Ma l’altro libro ‘speciale’ di questa estate è proprio quello che stai leggendo tu ora, L’ARTE DELLA GIOIA di Goliarda Sapienza. Solo che non vorrei parlarne io, questa volta, ma spero che lo faccia chi me lo ha consigliato e che saprebbe farlo molto meglio dato che il suo gruppo di lettura ‘reale’ ne ha parlato a lungo
    Che ne dici Lucilla?

    Che sto leggendo ora Dani? Ho ripreso Shantaram che avevo lasciato varie volte, ma è
    ora di comprare qualcosa di nuovo che ho già in mente

    Oggi a Roma è caldissimo, ma a me sta benissimo così. Vorrei poter rincorrere l’estate
    in giro per il mondo per tutto l’anno!

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  23. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    Dell’ukiyoe preferisco il senso originario, quello di impermanenza, che non quello che assunse dopo. Di fluttuante, appunto.
    Mi piace moltissimo anche l’aspetto artistico: Hiroshige e Hokusai, Kunisada, Utamaro, naturalmente, e molti altri.
    Tengo presente Sōseki Natsume. Grazie per il consiglio.
    Invece non sono attratta dalla letteratura storico-romanzata da occidentali, o dalla loro saggistica, anche se rilevo spesso conoscitori della storia, dell’arte, della letteratura giapponesi. Troppo spesso chi ne scrive non riesce quasi mai a percepire l’aspetto essenziale dello spirito giapponese. Di quello buddista, almeno. O almeno shintoista. Che è come dire, giapponese: immediatezza, sobrietà, ironia, ingenuità d’intento, profondità di comprensione della natura, umiltà, esatto bilanciamento di pieno e di vuoto. L’arte dell’istante, dove si incrociano la vita con la morte.
    Se Leslie Downer raggruppa tutto questo (ma il mio istinto mi dice di no), potrei decidermi a leggerla. Non so chi sia.
    Ciao *-*

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  24. Avatar carloesse
    carloesse

    Non vorrei sembrare noioso, tornando a parlare dei cartoni giapponesi (o anime), ma mi piacerebbe sapere se Antonella, Cindarella, Vera, Polissena o altri di voi abbiano mai visto i film di Myazaki, ” La città incantata” soprattutto (facilmente reperibile su DVD), ma anche la “Principessa Mononoke”, film nei quali quello “spirito giapponese” che molto si nutre dei retaggi dello shintoismo (con “immediatezza, sobrietà, ironia, ingenuità d’intento, profondità di comprensione della natura, umiltà, esatto bilanciamento di pieno e di vuoto. L’arte dell’istante, dove si incrociano la vita con la morte”, come dice perfettamente Antonella) è ben presente in entrambe le storie. Io li considero film che entrano a pieno diritto ai massimi vertici della cinematografia, e non solo nei limiti di quella animata. Se li avete visti mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.
    Quanto alle geishe, beh, anche io non vorrei che fossero confuse con le “escort” del nostro patetico premier. Niente di più lontano.

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  25. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    Ho scaricato ultimamente La Città Incantata.
    Lo vedo e poi ti dico.
    Baci

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  26. Avatar lucilla p.
    lucilla p.

    Visti tutti i film disponibili di Myazaki, meno LA PRINCIPESSA, che non riesco a trovare. Mi dài un aiuto tu, Carloesse, se puoi? Sono meravigliosi, fantasia e sogno allo stato puro, e desiderio di un’armonia superiore da conquistare tra mille difficoltà e con prove estreme, sofferenza e paure, con l’amicizia e l’amore che sono fari sulla via. Per non parlare dei paesaggi, degni del miglior Hiroshige (chi ha visto la mostra dello scorso anno a Roma? Eccellente, a mio parere, ma era la mia prima volta con lui….) Sì, sono film, disegnati, ma credere che, essendo cartoni animati, siano per bambini, è un bell’errore. I bambini, comunque, ne sono rapiti almeno quanto i grandi che siano in grado di apprezzare.

    Non sono, comunque, al contrario di molti che leggo qui, appassionata della cultura giapponese, anche se ne apprezzo alcune caratteristiche. Resto sempre stupita considerando il fatto che tanta cura dei particolari nella vita quotidiana e in quella dello spirito possano coincidere con la durezza e la severa repressione delle spinte individuali, delle quali mi hanno parlato tutti i giapponesi che ho conosciuto, nella vita reale di quel paese. Infatti, erano venuti qua, in Europa. Si parla di cultura antica, immagino, quando vi appassionate, ma anche in essa c’era in nuce questa attuale, che a me dà qualche brivido, e non di piacere.

    Polissena, questo è un tirarmi per la giacchetta! Vabbe’, ci penso e ti faccio sapere….monella!

    Antonella, prova anche IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL (non so se l’ho scritto bene): straordinario e fantastico. In ogni senso.

    Mi fa piacere vedere tanti ritorni di persone che si erano defilate da un po’, bentornate e bentornati. Vorrei sapere dov’è Jeeno, del quale mi mancano le battute affilate e fulminanti e i commenti mai banali. Ci sei ancora?

    Claudio, ti trascuro ancora un po’, finisco un libro di Auster che mi ha preso molto e magari ne parlo qui. Ciao

    A presto

    p.s. l’anno prossimo tutti a Mantova? Le cronache da lassù mi hanno fatto venire un’idea….

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  27. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    @ Jeeno
    Jeeno è ancora arrabbiato con me, immagino.
    Jeeno, per favore, vuoi tornare dentro la stanza? Ne sarei felicissima.
    Un abbraccio Anto

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  28. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    sì, lo so che vuoi dirmi che non mi dai tutta questa importanza, ed è giusto.. non la vorrei nemmeno, davvero.
    Però il tuo ultimo intervento risale a maggio e gli amici ti vogliono, hai sentito??
    Ciao

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  29. Avatar Cinderella
    Cinderella

    @Antonella
    Grazie, mi hai dato davvero tanti spunti interessanti per avventurarmi appieno in questo mondo appena scoperto per me della cultura tradizionale giapponese! Concordo in parte con te sul fatto che un occidentale non riesca a cogliere fino in fondo la poesia di quella civiltà, ma ci sono autori secondo me che vale comunque la pena considerare per l’attenzione che hanno posto alla ricerca storica. Tra questi sicuramente L.Dalby che hai citato anche tu, ma ho apprezzato anche L.Downer: il saggio “Geisha” è un viaggio nelle origini e nelle evoluzioni di queste figure davvero interessante, mentre i suoi romanzi sono secondo me piacevoli da leggere proprio per ritrovare nella fiction riti, personaggi ed ambientazioni.

    @Carloesse
    Grazie anche a te per il consiglio sui film, vado subito a procurarmeli mi avete proprio incuriosita!

    Cinderella

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  30. Avatar ennes
    ennes

    a cinderella

    scusa la m ia sconfinata ignaranza ma (in poche parole) cosa è il mondo fluttuante? grazie

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  31. Avatar Cinderella
    Cinderella

    @ennes
    Il mondo fluttuante (ukiyoe) è in sostanza l’universo del piacere, dei rituali del te, dell’amore, delle feste e delle rappresentazioni.
    Nessuna ignoranza tranquillo 🙂

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  32. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    . @ Ennes
    .. è il mondo dell’impermanenza
    la parola ukiyo indicava l’effimero derivante dall’attaccamento alla realtà terrena, dalla quale staccarsi, e il concetto era di derivazione buddista; termine che poi nel Seicento si trasformò nel suo opposto, cioè l’arte di desiderare e fare quel quotidiano effimero, che diede vita a molteplici arti e le portò alla perfezione: vedi cerimonia del tè, ikebana, teatro, musica, e altro, e infine, e per l’appunto, tutte queste arti confluivano nella figura della geisha che era una donna allevata fin dalla più tenera età per padroneggiarle.
    La geisha era/è tenuta alla più ferrea castità e a un’etichetta durissima, alla stregua quasi di una monaca, ma non si può fare un paragone con una monaca nel concetto che ne abbiamo noi, però; perchè le loro arti erano messe a disposizione di un pubblico pagante per lo più maschile. Ci poteva essere la richiesta di un uomo affinchè fosse sancita l’unione carnale con una geisha (e in questo caso diventavano una sorta di coppia) ma tutto doveva corrispondere a delle regole che però non impedivano anche alla geisha “congiunta” di continuare a intrattenere ospiti. Ci poteva essere anche la cerimonia della perdità della verginità, e in questo caso, poteva fermarsi tutto lì; nel senso che, eseguita la cerimonia, non era implicita un’unione duratura. Ma era già sancito prima. Ed era una cosa del tutto diversa dall’unione come coppia. E comunque la geisha continuava ad essere una “donna pubblica”, non nel senso in cui intendiamo noi.
    La sessualità dei giapponesi, ancora oggi, è molto diversa dalla nostra. E ancora oggi la maggior parte dei matrimoni viene intermediata dalle famiglie. L’innamoramento non ha quella forte componente che riveste per l’occidentale.
    Alcune geishe percepivano cifre astronomiche che erano però mediate dalla Casa a cui appartenevano. E per ritornare alla questione dell’innamoramento, una geisha non poteva innamorarsi e seguire le corde del cuore. Pena l’espulsione dalla Casa.
    Tutto questo rientra in un contesto storico dove il potere di fatto era in mano al buke, cioè una casta militare, mentre la corte imperiale aveva assunto un ruolo decentrato e di rappresentanza: fluttuava. Questa è anche l’epoca dei famosi samurai. Ma è anche l’epoca di oggi, attenzione.
    Tutto questo rientra anche in un contesto così diverso dal nostro che non è possibile esprimere giudizio in merito. L’unica cosa che si può fare è conoscere senza giudicare, perchè la società giapponese risolve le sue contraddizioni all’interno di uno schema profondamente diverso dal nostro.
    I giapponesi hanno un cuore come tutti e si innamorano come tutti, ma vivono la sfera emozionale in un modo diverso da noi.
    I giapponesi che parlano di repressione individuale sono i giapponesi che hanno perso la tradizione e le radici del loro paese e non sono stati capaci di portarle all’interno della loro struttura mentale; questo si è verificato in modo particolare dopo la seconda guerra, a contatto con l’Occidente.
    I monaci zen “ridono” molto di queste caratteristiche occidentalizzate nei loro conterranei. E scrollano la testa. Perchè non risolvere questa frattura tra tradizione e tempo attuale, porta a un comportamento disagiato, in conflitto con se stessi. che non si risolve partendo per l’Europa o per gli Stati Uniti. E loro lo sanno. Occorre soccombere a se stessi per non soccombere, ma a parole è difficile spiegarlo.

    Ti riporto un sogno di Russel, il filosofo, che mi ha spedito un amico: questo per dirti in quale modo è possibile spiegare la cultura giapponese:

    ‘ Bertrand Russell sognò che tra le carte che aveva lasciato sul tavolino del dormitorio del collegio ne trovava una sulla quale c’era scritto:
    “Quello che c’è scritto dall’altra parte non è vero”. Voltò il foglio e lesse: “Quello che c’è scritto dall’altra parte non è vero.”
    Appena si svegliò cercò sul tavolino. Il foglio non c’era.
    (Rodericus Bartius, Quello che sono numeri e quelli che non lo sono, 1964) ‘

    …… non trovi che tutto questo sia molto zen? 🙂

    Ukiyo-e è anche un tipo di stampa d’arte essenzialmente giapponese, di genere xilografico, interpretata mirabilmente da alcuni degli autori che avevo citato più indietro.

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  33. Avatar carloesse
    carloesse

    @lucilla
    Il Castello errante non l’ho citato nel mio ultimo post solamente perchè è “meno giapponese” rispetto agli altri due, ma non vuole assolutamente dire che sia inferiore agli altri. Anzi: è un Myazaki at his best.
    Quanto alla Principessa Mononoke non so che dirti. Io l’aveo trovato in DVD, alcuni anni fa. Ho fatto ora una ricerca su alcuni siti di vendita on line (ibs, unilibro,..) ed effettivamente al momento pare fuori-catalogo.

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  34. Avatar xochitl2
    xochitl2

    @ grazie a Vera per avermi ricordata e per il suo benvenuto
    che ricambio e non solo a te, ma anche agli altri amici del blog

    @ a Donella: mi fa piacere risentirti dopo tanto tempo e non scomparire di nuovo!
    In quanto alle proposte di lettura, i miei post sono su libri che ho apprezzato.

    Se ti è piaciuto il romanzo di Nicole Krauss LA GRANDE CASA, se non lo hai letto, potrei consigliarti LA STORIA DELL’AMORE, che mi piacerebbe rileggere.
    Per me è stato bellissimo LA GUERRA DELLA FINE DEL MONDO per il contenuto e per l’efficacia della scrittura.
    Ho terminato da poco L’ARTE DELLA GIOIA, su cui vorrei confrontarmi: la prima parte è bellissima, la seconda mi ha lasciato un po’ perplessa. Vale comunque la pena di leggerlo.
    Un libro bellissimo con una storia editoriale simile e diversa è GIU’ LA PIAZZA NON C’E’ NESSUNO di Dolores Prato, su cui ho scritto un post.
    Quest’estate ho letto anche di Amos Oz UNA STORIA D’AMORE E DI TENEBRA, che ho trovato un po’ noioso, ma interessante per lo sguardo di un israeliano su certi eventi
    Ancora più interessante aver letto subito dopo OGNI MATTINA A JENIN di SUSAN ABULAWA
    e vedere alcuni di quegli eventi con lo sguardo di una palestinese.

    E tu che cosa hai da consigliarci?

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  35. Avatar Vera

    Ciao Carloesse, no, non ho visto Myazaki, ” La città incantata”, e pero’ mi state incuriosendo tutti voi, ciao Cinderella grazie per la tua email che sto per usare! e grazie ad Antonella! mi e’ piaciuto il tuo modo di spiegare la cultura giapponese!
    Ciao a Illex, sempre vicino…
    Lucilla, Mantova e’ un’ottima idea. organizziamoci…
    un saluto a Polissena (io di sole ne ho, lo sai, vieni da me prima che traslochi!) e Dani e a tutti.
    e grazie a xochitl2 per aver parlato di
    OGNI MATTINA A JENIN di SUSAN ABULAWA
    che mi incuriosisce molto.

    Jeeno dove sei?

    io adesso sto cercando in tutti i modi di farmi andar giu’ Eco, prima di finirci io al cimitero… leggo pochissime pagine alla volta quasi per dovere, forse ormai PER dovere…. ne’ interesse alcuno per la “storia” ne’ ammirazione per “come” e’ scritta… e gia’ capite che non mi entusiasma affatto, poi, ma non subito, altrimenti va a finire che lascio Eco a meta’…
    poi fortunatamente ho cose piu’ interessanti e belle da leggere. ho saputo pochi giorni fa che Umberto ECO ha riscritto o sta riscrivendo… IL NOME DELLA ROSA… dico solo che secondo me avrebbe fatto bene a lasciarlo stare… e non esprimo ulteriori commenti….

    (cose piu’ interessanti se…
    se non mi tocca fare il trasloco che ho rimandato a luglio… e che mi guarda minaccioso a novembre)

    prometto che non appena le mie acque si calmano vi racconto anche dei miei libri dell’estate!

    e ripeto anch’io la mia email… ora e ogni tanto… perche’ e’ difficile trovarla tra le molte pagine che pero’ ora si caricano bene come tutti “i pro e i contro” della vita… (che si caricano appunto benissimo!!!)
    veraveraeveraeveramveravera@gmail.com

    saluti a tutti!

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  36. Avatar donella
    donella

    buongiorno al blog
    @xochitl grazie per i suggerimenti, mi attira soprattutto Vargas Llosa, ho letto il suo discorso al conferimento del nobel almeno 4 volte e mi ha incantato, ho avuto un periodo un po’ difficile e anche se ho continuato a leggere non avevo la lucidità per presentare le mie letture, questo è il motivo che mi ha tenuta lontano dal blog anche se ho continuato a leggere qua e là. Avevo letto tempo fa UNA STORIA D’AMORE E DI TENEBRA , un po’ pesante ma molto interessante proprio per l’immagine di Israele che presentava, adesso sto leggendo QUESTO BACIO VADA AL MONDO INTERO di Colum McCann, un po’ lento all’inizio ma poi molto coinvolgente, vedo se riesco a darne un’immagine un po’ più completa a fine lettura
    saluti a tutti

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  37. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    @ Cinderella
    scusa, poi ieri ho saltato il tuo commento. Grazie a te per il consiglio su Natsume.

    Vorrei poi propore un video di Kengiro Azuma, scultore giapponese naturalizzato italiano, mentre racconta di se stesso e del tempo in cui era profondamente credente e del tempo in cui, dopo essersi dato come kamikaze, perse la fede in seguito alla sconfitta del Giappone. Perse la fede, dice, perchè si rese conto che l’imperatore non era dio. Dio aveva perso e perciò non era più dio.
    Sta dicendo, cioè, che perse la fede perchè il suo spirito si svuotò dell’alito divino che fa di un essere umano, quello che appunto dovrebbe essere un essere umano.
    Ritrovò unità attraverso la scultura.
    “Essere zen è come essere bicchiere vuoto”
    Spesso è inquadrata una sua opera che rappresenta una goccia d’acqua. E’ importante quello che dice sulla goccia d’acqua.
    Ci sono dei momenti commoventi in questo video. Mi ha commosso vedere lo splendore dei suoi occhi quando parla: ha ritrovato intieramente le sue radici shintoiste, e poi buddiste. Di nuovo si è lasciato penetrare dal divino. E parla veramente da illuminato. Guardate con quale semplicità e con quale leggerezza ironica. Con quale profondità.

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8a8bf26b-7b76-4179-845c-33b511fbe769.html

    (prima del video bisogna sorbirsi della pubblicità e, se qualcuno non lo ha ancora, un programmino che permette di scaricarlo. Niente paura, non fa male al pc. E’ solo una semplice applicazione scaricabile in pochissimi istanti).

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  38. Avatar Renza
    Renza

    Un breve intervento per portare un punto di vista diverso su “ Storia d’ amore e di tenebre”, giudicato un po’ noioso e pesante da xochitl2 e da Donella. Io ho amato molto quel libro, e mi è sembrato soprattutto il risultato di uno scavo penetrante. Il romanzo non è solo una narrazione collettiva ( di un popolo) ma anche una narrazione individuale , di un uomo che ricostruisce pezzo per pezzo una lacerante storia personale.
    Così, quei brani in cui i sentimenti, i turbamenti, i momenti di vita di un bambino possono anche apparire troppo ricorrenti a me sono sembrati invece molto efficaci. La rappresentazione, se vogliamo capillare, dei dolori della sua tragedia personale diventavano ai miei occhi universali. E così, condividendo emozioni e sensazioni, ho sentito crescere in me compassione umana e pietà per quel bambino, per quella madre e per quel padre.

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  39. Avatar antonellina
    antonellina

    adour – nel leggere il tuo post mi ha colpito l’aggettivo, intensamente personale, che hai utilizzato per definire MOLTO FORTE INCREDIBILMENTE VICINO di J. S. Foer: “mirabile”. Mi sono affrettata a procurare il libro, che ho divorato. Cosa aggiungere, se non che ho trovato la figura di Oskar adorabile, tenera e di incantevole commozione. Leggere queste pagine oggi, ha sortito l’effetto di avermi idealmente fatto partecipare, nell’umile qualità di lettrice, al triste anniversario dell’11 settembre. Ed ancora, nei tuoi commenti hai citato testi che considero degni di entrare nel “cassetto delle scritture garbate” (L’ELEGANZA DEL RICCIO). Grazie. Anche io potrei dire: encantada.

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  40. Avatar roberto44
    roberto44

    “Leggere è protestare contro le ingiustizie della vita, così come scrivere. Chi cerca nella finzione ciò che non ha, dice, senza necessità di dirlo, e forse senza saperlo, che la vita così com’è non è sufficiente a soddisfare la nostra sete di assoluto. E che dovrebbe essere migliore.” Mario Vargas Llosa Elogio della lettura e della finzione .

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  41. Avatar Dani
    Dani

    Aggiungerei al commento di Renza…

    Storia d’amore e di tenebra è, tra le altre cose, anche il racconto di come nasce e si forma una vocazione, nella fattispecie quella di scrittore. Ricordate Xochitl2 e Donella quando Oz racconta dei suoi giochi di bimbo, in una casa spartana, dove stuzzicadenti e libri diventavano soldati e montagne e i corridoi campi di battaglia? Così è nata la creatività di Oz e con poco si è nutrita una fervida fantasia. O quando racconda le ore interminabili nei caffè, con i genitori persi in lunghe conversazioni “intellettuali” e il bimbo che osservava gli avventori immaginando storie di cui erano protagonisti, nell’attesa silenziosa del gelato promesso in cambio di una paziente attesa?
    E questo è solo uno degli aspetti di quest’opera, per me monumentale, dalle mille sfaccettature, che ho riletto per timore di essermi persa qualcosa.

    Ciao a tutti.

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  42. Avatar Nanà

    Un saluto a tutti,
    sono ormai alcuni mesi che vi leggo in questo blog e vi ringrazio per ipreziosi consigli di lettura.Leggo di tutto dalla narrativa alla saggistica ed ho una particolare passione per le biografie ed autobiografie. Leggendo gli ultimi interventi su Una storia di amore e di tenebra non ho potuto resistere dal dire la mia su questo libro che ho amato tantissimo. E’ uno di quei pochi romanzi che, finito, mi è rimasto in testa per un bel po’ tanto da non riuscire ad iniziare un’altra storia ( mi sono messa a leggere la storia del Sionismo da Herzl ai nostri giorni).
    E’ la storia di un bambino che da grande vuole diventare un libro, perchè le persone le si può uccidere come formiche mentre un libro, almeno una sola copia, è probabile che si salvi dimenticato sul ripiano di una qualche libreria in una delle tante città del mondo.
    E’ la storia della sua famiglia e di un popolo che lotta per diventare Nazione, per avere una casa propria dove sentirsi protetti. Tante pagine bellissime strappano sorrisi ma il libro è attraversato da un dolore profondo, la perdita a tredici anni della madre suicida, fino all’ultima pagina dove Oz, sessantenne, sfoga la sua rabbia e il suo dolore per non essere stato li quel sabato sera per non aver potuto fare di tutto per suscitarle compassione, pietà per il suo unico figlio. Non so se Oz riuscirà a superarsi.
    Scusate se mi sono dilungata, ancora un saluto a tutti:

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  43. Avatar ennes
    ennes

    a cinderella e
    abtonella n
    grazie davvero!!

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  44. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    Prego davvero! Ennes
    caspita, ancora nessuno mi aveva chiamato abtonella n.. con posposizione di n al posto di b.. 🙂 mai dire mai, oppure… c’è sempre una prima volta..
    ciao

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  45. Avatar camilla
    camilla

    @ nanà Storia di amore e di tenebra è davvero un grande libro. Lo lessi diversi anni fa’ e nel tuo post ho ritrovato l’incanto di quell’infanzia, Oz bambino è tra le più belle pagine sull’infanzia della letteratura.e quel suo papà, buono ma così chiuso, ottuso nei suoi studi, senza , forse, riuscire a dare spazio alla passione verso la vita , incapace , forse, di comprendere la sua bella e dolce compagna che non si dava pace di aver dovuto fuggire, fuggire o morire per ogni ebreo, dalla sua vita in Europa. E la nonna che si sfogava con le pulizie ossessive? Come voler lavare via dal suo nuovo e difficile mondo tutto quello che non poteva sopportare. E il decalogo del nonno? Su come di deve amare una donna? Quanto alla perdita, così misteriosa per un ragazzo, della mamma, penso anch’io che Amos Oz non se ne sia più dato pace.Storia di amore e di tenebra rimane uno dei libri più belli e importanti della letteratura contemporanea. un’opera universale. Sono felice che tu ne abbia parlato così come hai fatto.

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  46. Avatar illex
    illex

    Sul GRANDE QUADERNO si scrive la storia di due piccoli fratelli. Un’ unione indissolubile, unica, perfetta come quella di due cucchiai sovrapposti e capace di superare qualsiasi ostacolo con forza, determinazione e sfacciataggine. La prosa è scarna, essenziale, tagliente quasi claustrofobica e nulla o nessuno riesce a modificare lo stato delle cose. Non serve distinguere i protagonisti, di fatto considerati un’unica persona, né i luoghi dove la vicenda si svolge perché tutto, compresi gli altri personaggi, ruota intorno all’impossibile rottura di questo legame.
    Poi, quasi improvvisamente e come se accadesse per caso con l’assordante rumore sordo di una ventosa che si stacca i due cucchiai si allontanano.

    Così inizia LA PROVA.

    E tutto cambia.

    Per Lucas, che adesso è solo, e che non a caso da qui è chiamato per nome, la prova è vivere in un mondo dove nulla ha più significato dove incontra esclusivamente altre persone disperate e sole, dove, tra le rovine dei propri sentimenti, cerca di dare disperatamente un po’ di se nella speranza di trovare almeno qualcosa che somigli a quello che è stato in passato, pur sapendo che nulla può essere come prima. Qui la prosa è più articolata, fluida, normale; qui c è lo spazio per misurarsi con se stessi, con la solitudine, la tristezza più profonda e le difficoltà di vivere. La prova è davvero dura, almeno fino quando qualcuno non rapisce il suo interesse regalandogli un nuovo motivo per guardare avanti. Così Lucas prova a dimenticare, ma il passato non si cancella del tutto, qualcosa dentro rimane e, improvvisamente, riemerge nello sguardo di un bambino e questo basta perché il destino faccia il resto, e tutto succede.
    L’abisso lo risucchia.

    Marcus, l’altro fratello (il cui nome non a caso è l’anagramma di Lucas), dopo tanto tempo torna, malato, per morire nella piccola città dove ha passato l’infanzia e dove conta di ritrovare il fratello. Ma Lucas non c’è più e non ci sono più tante delle cose che ricordava della città. Comincia allora a ripercorrere la vita del fratello, trova i suoi amici, dorme nel suo giaciglio, legge i suoi quaderni e inizia a scrivere e raccontare una storia o meglio delle storie, che riguardano le vicende della loro vita, completamente diverse da quella che abbiamo conosciuto fin ora.
    Sono tutte menzogne? Ma questa parte è forse la LA TERZA MENZOGNA dell’opera? La prosa qui è ariosa quasi fantastica, si corre tra le righe quasi increduli, ammutoliti sulle amenità che sembra raccontare Marcus tanto si è rimasti impressionati dalla prima, ma anche dalla seconda parte della storia.

    E dove sta la verità?

    Hansel e Gretel è una favola ed è anche possibile che sia tutto menzogna in un mondo di terrore, orrore e disperazione dove l’oblio della morte è preferibile a un’esistenza cieca e tragica; ma la verità c è, non fosse solo perché esiste la menzogna.

    LA TRILOGIA DELLA CITTA’ DI K è un romanzo innaturale, pressante, misterioso, sconcertante capace di far male dentro perché s’infila tra le pieghe delle nostre debolezze, nella nostra insicurezza e nella solitudine che identifica ognuno di noi.

    Da non perdere.

    Amabilmente seviziato e brutalmente abbandonato, saluto e ringrazio la grande autrice che non c è più.

    Un abbraccio a chi mi ha consigliato la lettura e
    buonemozioni a tutti

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  47. Avatar danitamia
    danitamia

    Grazie,le buone emozioni sono sempre un bel augurio:ho letto la trilogia quest’inverno e mi ha lasciato un turbinio di sensazioni contrastanti,grazie x averla riproposto nel blog.
    Per quanto riguarda la citta incantata,totoro e il castello errante di Howl….visti(e goduti)tutti:mio marito è apassionatissimo e mi ha trasmesso il suo entusiasmo x gli animanga(io li chiamo così)e poi il fascino del Giappone continua con la passione che ho x Murakami:intervallo 2 libri e poi mi rifugio nel suo mondo,nel suo modo di descrivere emozioni,fatti e persone,ora sto viaggiando con l’uccello giraviti e ne sono rapita(nuovamente)nonostante la mole di 800 pagine me lo sto gustando passo passo senza annoiarmi.
    Ah dimenticavo:è sempre bello leggere e leggervi.Un abbraccio immenso a tutti.

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  48. Avatar Cinderella
    Cinderella

    Di niente Ennes,
    mi rendo conto però che la mia spiegazione è stata decisamente troppo sintetica! Strano, di solito non ho il dono della sintesi 😉

    cinderellalovesthecity@gmail.com

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  49. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    @Cinderella
    … forse Cinderella stai entrando nell’ottica zen 😉
    mi rendo conto senz’altro più di me che invece mi sono profusa fin troppo.. strano,, di solito non ho il dono della prolificità sul tema …
    ascolta, l’hai visto il video di Mazua??
    ciaao

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  50. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    In seguito a vari interventi, mi sono incuriosita e ho preso tre titoli di Murakami.
    Perchè trovo A SUD DEL CONFINE, A OVEST DEL SOLE, di Murakami, di un’ingenuità così controllata da diventare stucchevole? Perchè leggendolo mi sembra di leggere uno di quei romanzetti in cui un liceale si cimenta in letteratura? Con buoni risultati, ma pur sempre quelli di un liceale che ancora non è volato oltre gli stretti schemi della vita ordinaria e li trasporta tali e quali sulla pagina, di modo che sembra di leggere un diario sentimentale comprensivo di menù dettagliato del mattino?
    Mamma mia, ora capisco sempre di più perchè i monaci zen ridono dei loro contemporanei: è rimasto il giapponese, ma senza l’ironia. Cioè il soffio vitale.
    Ditemi, per favore, se anche gli altri (mi ero preparata Kafka sulla spiaggia e L’uccello che girava le viti del mondo) sono così, perchè contavo invece di riportarli immediatamente in biblioteca.
    Siamo sempre a questo livello o la storia cambia? Perchè, al momento, sto digerendo questo primo approccio, e mi sento appesantita.
    Grazie per una replica.

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