I libri più belli, letti nel 2011

E’ arrivato il momento dei libri più belli, letti nel 2011. Come negli anni scorsi indichiamo i libri che ci sono piaciuti, che ci hanno affascinato, che ci fanno discutere. Questo post dei “libri più belli dell’anno” è ormai una tradizione del blog; una fonte preziosa di consigli, suggerimenti di lettura, domande, dubbi anche. Ricchezza…

E’ arrivato il momento dei libri più belli, letti nel 2011.

Come negli anni scorsi indichiamo i libri che ci sono piaciuti, che ci hanno affascinato, che ci fanno discutere.

Questo post dei “libri più belli dell’anno” è ormai una tradizione del blog; una fonte preziosa di consigli, suggerimenti di lettura, domande, dubbi anche. Ricchezza della quale dobbiamo ringraziare tutti i lettori che partecipano: i lettori, la vera forza di questo blog.

Le regole sono sempre le stesse: i migliori libri letti nel corso dell’anno, indipendentemente da quando siano stati pubblicati. Ma ovviamente valgono richieste di consigli, scambi di pareri, suggerimenti…

Usiamo i commenti.

Pronti via!

Commenti

1.400 risposte a “I libri più belli, letti nel 2011”

  1. Avatar nadie
    nadie

    ciao,
    Daniele ho letto Il circolo Dante tempo fa e non mi era dispiaciuto, tanto che ho acquistato anche L’ombra di Edgar, che fatica e dire che Poe mi piace, mi interessava la sua vita, tu l’hai letto?

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  2. Avatar MarMara
    MarMara

    Ciao Chiara,
    accetto la tua proposta “commenti futuri” sui libri che abbiamo da leggere!!

    Ieri ho iniziato il secondo libro della trilogia di Richard Ford, Il giorno dell’indipendenza.
    Il primo, Sportswriter, all’inizio faticavo a leggerlo. Povero di dialoghi, ricco di considerazioni, e non particolarmente affascinata dal personaggio principale, Frank Bascombe.
    Da subito però, ho amato moltissimo la scrittura di Ford, autore che non conoscevo, giustamente definito “poeta del quotidiano” di cui non avevo (purtroppo) mai sentito parlare.
    A lettura ultimata ero talmente presa, che ho immediatamente acquistato gli altri due,
    Il giorno dell’Indipendenza e Lo stato delle cose.

    LeggendoLeggendo……
    a presto!!

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  3. Avatar illex
    illex

    Ho passato il fine settimana nel mio buen ritiro di collina, lontano da paponi e concertini, insieme ad un vecchio amico dal quale mi sono fatto raccontare, ancora una volta, una breve storia che conoscevo già, ma che ho riassorbito nuovamente con estremo piacere rinnovato interesse.

    Ivan Il’ic è un classico cittadino medio che ha svolto nella sua vita tutti i compiti che doveva in modo irreprensibile e giusto: matrimonio; figli; carriera; amici, tutto corretto per poter essere classificato un buon borghese.
    Improvvisamente, però, e quasi per caso, una malattia incurabile lo assale, stravolgendo, ovviamente, la sua esistenza e facendo crollare lentamente tutte le certezze di una vita.
    LA MORTE DI IVAN IL’IC, infatti, è una morte al rallentatore, sofferta e amara, perché oltre alle difficoltà fisiche che la situazione, evidentemente comporta, porta Ivan Il’ic a rendersi conto che il mondo circostante sta prendendo le distanze da lui; tutti, o quasi, stanno considerando la sua lenta agonia come un accidente, un impiccio da nascondere quanto più possibile.

    Allora Ivan fa i conti da solo con la sua coscienza ed arriva alla illuminata conclusione, che ovviamente non svelo.

    In questo caso non si tratta di consigliare un testo, qui siamo in presenza, secondo me, di uno scritto essenziale che non può mancare nella libreria di nessuno.

    Un abbraccio a Vera e Polissena
    e buonemozioni a tutti

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  4. Avatar chiara.s
    chiara.s

    se mi chiedessero qual’è il libro che mi ha fatto innamorare della lettura, risponderei, senza ombra di dubbio, LA MORTE DI IVAN IL’IC.

    bravo Illex.

    mi hai fatto venire una gran voglia di rileggerlo, dopo oltre vent’anni.

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  5. Avatar GABRIELLA
    GABRIELLA

    Volevo comunicare a tutti i lettori amanti di Ernesto Sabato che il 30 aprile è morto.
    ” È morto mentre si preparava ai festeggiamenti per i suoi cent’anni (era nato a Rojas il 24 giugno del 1911). Da tempo Ernesto Sabato s’era isolato nella sua casa di Santos Lugares (periferia di Buenos Aires), colpito severamente dalla malattia. Ripensava certo alla sua gioventù, alla laurea in fisica a La Plata, al suo lavoro presso la Fondazione Curie a Parigi, alla borsa di studio al MIT di Boston, e alla ricerca sui raggi cosmici; e poi alle sue prime simpatie per gli anarchici, e alla virata verso la letteratura, ai suoi libri, pochi ma talora imponenti, come Sopra eroi e tombe (1961), il capolavoro, o come L’angelo dell’abisso (1974) – meno voluminoso Il Tunnel (1948); e a quelli che facevano corona attorno, di critica, di riflessione (magnifiche le pagine sul tango), di ricordi, come Prima della fine (1998). Rievocava certo gli anni angosciosi trascorsi a indagare sui «desaparecidos», nella Commissione nazionale che lo aveva avuto presidente, dopo il ritorno dell’Argentina alla democrazia, e la stesura della relazione finale (pubblicata con il titolo Nunca más «mai più»). ” Tratto da Corriere.it del 30 aprile 2011

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  6. Avatar carloesse
    carloesse

    Una triste notizia che mi era sfuggita. Grazie Gabriella.

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  7. Avatar Dani
    Dani

    @Daniele. Concordo con Anemome: Holden va letto in lingua originale. Io l’ho letto la prima volta 20 anni fa in italiano su suggerimento di un collega e vuoi forse il momento sbagliato, o una non buona traduzione…comunque mi aveva detto poco. Comprato due anni fa in inglese, beh avrei ricomniciato a leggerlo appena giunta all’ultima pagina. Mi rendo conto comunque che tradurre bene uno slang adolescenziale anni ’50 non sia impresa da poco. In ogni caso tutt’altra cosa, davvero un altro libro che ho amato molto. Ciò ha ulteriormente rafforzato la mia convinzione che la traduzione di un testo sia fondamentale e che i buoni traduttori siano pochi. Per tradurre bene bisogna saper essere scrittori, psicologi, interpreti, conoscitori della cultura e delle usanze di un paese…insomma mestiere difficile.

    @Ilex. Che aggiungere al tuo commento sul racconto del tuo vecchio amico? Intanto che quello è amico anche mio, di Chiara S. ecc.ecc. Io lo lessi anni fa (ricordo che Gianni Riotta lo includeva in un elenco del tipo: libri indispensabili sull’isola deserta..)e pur trattando il tema dell’approssimarsi della morte lo fa in modo così “vivo” e vero da rendere le emozioni di Ivan tangibili e così intense da farmi finire sull’orlo di un attacco di ipocondria. Se questo non è saper scrivere..

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  8. Avatar lettoreambulante

    Chiara,
    Libertà ritirato! grazie ancora, comincio subito a leggerlo per poi trovarci per il gelato.

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  9. Avatar Vera

    Mi sono “inzuppata un po’ l’anima” in Rommy, il protagonista del libro di Daniele Cavagna
    Scarface, Una storia violenta. ve ne parlo un po’, (a Daniele scriverò anche dettagliatamente e privatamente)
    Mi è piaciuto “trovare il tempo per inzupparmi l’anima di esperienza”: gli argomenti del libro mi sono piaciuti meno. Ma come dirò tra poco è un problema mio e capirete perché. Daniele merita di essere letto perché sa raccontare!

    Allora, molte davvero le sviste in sede di stampa: come chiamarle altrimenti?
    anche a proposito della spaziatura… credo ci sia stata poca cura da parte della casa
    editrice. E qualche errore non corretto…
    (chi corregge le bozze oggi?!)
    L’avvio è molto lento, non mi è piaciuto, e davvero, la citazione abusata del “lasciate ogni speranza…” io l’avrei lasciata stare.
    Così come la metafora dei 4 alberi sovrani e dei sudditi…. che non mi è piaciuta.
    Ho trovato l’inizio faticoso e pesante.
    poi… poi va molto meglio per fortuna.
    La trama:
    Il problema dicevo è mio, non amo le storie violente, con droga sesso e sangue.
    e bambini di strada senza famiglie e prostitute, o prigioni. Tutto qui.
    Ma ho letto il lungo racconto con piacere ed interesse perché la storia in qualche modo “catturava” e avevo voglia di vedere come andava a finire. La fine… non vi dico nulla. ovvio. Ma io l’avrei preferita più definitiva.
    Bello il cinema, continuamente evocato… curiosamente “accidentali” gli incontri che
    accadono a Rommy il protagonista (che da piccolo diventerà alla fine giovanotto… bella anche la sua identificazione col protagonista di Scarface… e gli appellativi che Daniele usa nel riferirsi di volta in volta a lui…)
    La storia infatti, forse verosimile e credibile, forse probabile ma comunque abbastanza coerente, scorre abbastanza bene. La narrazione procede in terza persona. Nel discorso indiretto libero i punti di vista di autore e protagonista spesso si mischiano con qualche confusione e contaminazione dei loro rispettivi pregiudizi, io qui rivedrei qualcosa… Ci sono poi inserti-commenti della voce narrante, (o dell’autore) a volte si tratta di spunti interessanti, altre volte forse troppo moralistici e a volte contraddittori e pessimisti: partendo da quelle strade, da quelle storie così violentemente segnate, si può cambiare o no? c’è o no speranza di riscatto come l’autore sembra voglia comunicarci e auspichi con tutto il racconto? E’ davvero tutto così nero? davvero non… “esiste davvero qualcosa che l’uomo non ha mai venduto?” ?!
    Buoni i personaggi! la loro psicologia, le loro descrizioni, i loro dialoghi, le loro parole e il loro muoversi tra le pagine. Compreso il cane randagio!! che tenerezza!… alla fine mi ha quasi fatto piangere… mi sono commossa… Buone le descrizioni dei luoghi.
    Buono in generale il ritmo della narrazione, (più attenzione alla punteggiatura e agli spazi!…)
    Poi, a proposito della lingua ho trovato alcune ingenuità qualche metafora troppo usata,
    qualche aggettivo troppo scontato. Ma ci sono anche delle belle immagini.
    Complimenti a Daniele Cavagna.

    e cari saluti a tutti.
    soprattutto ai miei cari amici romani tra Papa (che mi va bene!) e concerti (dai quali scapperei anch’io… in buona compagnia!!)

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  10. Avatar VERONICA
    VERONICA

    Cara Lucilla benritrovata!!!
    Caro pseudonimo ben tornato anche a te… come non riconoscere un caro vecchio amico???
    Le tue parole mi hanno fatto pensare che tu sa fuggito “dalle mie grinfie” e sinceramente me ne sispiaccio molto!!!
    Ora mi rifugio nella mia latitanza… prima però ti chiedo di salutarmi Lunarossa!!!
    Salutoni anche a Polissena non sò cosa aspetto a contattarti…pudore??? Non sò ma ti leggo sempre con affetto insieme ad Illex… mi mancano infinitamente i vecchi tempi!!!
    Un abbraccio affettuoso a tutti!!!

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  11. Avatar Polissena
    Polissena

    Ciao cara Veronica, anche io rimpiango i vecchi tempi. Tu hai riconosciuto Pseudonimo? Ma se ben ricordo di amici uomini ce ne erano ben pochi e il più importante, il più richiesto era…beh, non ci provo neppure! Ma dato che lui ci legge, dato che ha pubblicato qualcosa penso che potrebbe tornare al vecchio nome e dirci almeno il titolo del suo libro perchè possiamo leggerlo.
    Pseudonimo, se ci sei, togliti la maschera!
    Veronica, scrivimi se vuoi o continua così, ma non scomparire più!
    Ti abbraccio

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  12. Avatar solopat
    solopat

    “Bisognerebbe leggere solo i libri che mordono e pungono: se il libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno nel cranio, a che serve leggerlo? Un libro deve essere la scure per il mare gelato dentro di noi” (Franz Kafka)

    “Libertà” di Franzen non mi ha morso né punto…mi ha solo annoiato

    e me ne dispiace…perché dopo “Correzioni”, un grande romanzo, mi aspettavo il capolavoro

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  13. Avatar solopat
    solopat

    ops… presa com’ero dal mio giudizio così controcorrente rispetto alle recensioni e ai post che per questi mesi hanno colorato le pagine dei giornali e del blog …ho inviato senza salutarvi…
    ora posso dire a TUTTI VOI buona serata e buone letture!

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  14. Avatar VERONICA
    VERONICA

    Ciao Polissena,
    il fatto è che avevi fatto tutto un discorso sulle e-mail ma non lo ricordo … rinfrescami la memoria e ricordami il tuo indirizzo …. prometto nessun virus(unica cosa che ricordo!!!;) )
    Potremmo fare 2 chiacchere in generale,ultimamente leggo libri di basso contenuto ma che mi rilassano e che per pudore non nomino!!! Ma la passione è rimasta con un pò di difficotà per i tanti impegni lavorativi e di stanchezza!!!
    Per quanto riguarda il nostro amico Pseudonimo può negarlo ma sono sicura che sia lui,stesso stile,molte “coincidenze(???)
    Sicurissima è lui lo riconoscerei sempre,hah hah hah,solo non capisco il motivo della sua fuga e ripeto spero non sia stata colpa mia,visto che mi si attribuiva il tipo di percorso intrapreso nel guppo!!!
    Oppure è riuscito a pubblicare qualche opera,rinchiusa nel cassetto ed orea è un rinomato scrittore che conosciamo sotto qualche “Pseudonimo”!!!
    Chissà mi auguro sia la seconda risposta!!!
    Per il libro se avremo modo di “sentirci” te lo dirò a meno che in nostro amico decida di dirlo pubblicamente o che mi dia il suo consenso…ehhh .. Mario Mario…
    io l’ho letto mi ha fatto morire e lo custodisco con infinito affetto in ricordo dei tempi che furono…e perchè immagino lui come lo abbiamo conoscito e per come si rivela nel libro, gli avevo detto anche che avrebbe dovuto raccontare più aneddoti!!!
    Ma chissà… spero di risentirti prestissimo mi spiace essere latitante ma vi seguo sempre purtroppo però avete letture troppo impegnative e non mi sento di intervenire, per me in questo momento,magari ne riparleremo.
    Silvana si più sentita??? Mi manca!!!
    Un abbraccio forte forte e un salutone a Pseudonimo e sempre … forza roma e forza samp.Ciaoooo

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  15. Avatar Lilla
    Lilla

    scusate l’intromissione e l’OT, sottolineo FORZA ROMA SEMPRE
    Lilla (longobarda purosangue ma romanista dal 1980)

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  16. Avatar GABRIELLA
    GABRIELLA

    Per Carloesse
    Prego. Inoltre ho anche scoperto che Ernesto Sàbato era di origini calabresi ( genitori provenienti da Paola CS) e che ha partecipato al disco collettivo Romance de la muerte de Juan Lavalle, con  Eduardo Falù, Mercedes Sosa, la stessa che nell’ultimo film di Nanni Moretti canta Todo Cambia. Saluti, Gabriella

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  17. Avatar Pseudonimo
    Pseudonimo

    Carissima Veronica,
    un grande piacere rileggerti, avevo visto un tuo post, durante un rapido e nostalgico passaggio sul forum. Per quanto riguarda, il mio allontanamento, fu a causa di molteplici fattori, fra i quali :il mio ritmo lettura che non riusciva più a tenere il passo, il livello degli autori da me scelti, da considerare minori, quasi di nicchia e quindi di scarso interesse per il forum e la necessità in quel momento della mia vita, di dedicare tutte le mie (scarse) forze e l’attenzione, ad altre priorità ed invece accedere a questo bellissimo sito (ah Luiginter)era diventata quasi un’ ossessione,…riecco la ragnatela che mi avvolge. Credimi, per quanto mi riguarda, tu non hai alcuna responsabilità, ci mancherebbe, ma io parlo per me….il tuo amico, per quanto ho avuto modo di conoscerlo su questo forum, credo penserebbe le stesse cose.
    In attesa di poter recensire Daniele, non certo all’ altezza di Vera (sicura di non essere una critica letteraria?)ancora da pseudonimo, un abbraccio a te e a Polissena.
    P.S. per non uscire troppo dal tema del blog: Indagine su Gesù di A. Socci, riletto e riapprezzato (si può dire?)

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  18. Avatar marco14
    marco14

    Sono una new entry; seguendo i suggerimenti dei frequentatori del sito mi sono letto ultimamente La versione di Barney (Mordecai Richler, Adelphi) e Laura e Julio (Juan Josè Millàs, Einaudi). Entrambi assolutamente meritevoli di essere letti: Barney ebreo nordamericano ricco, beone, mascalzone quanto basta, ma simpatico (basta il nome della sua casa di produzione per renderlo tale…), una storia avvincente raccontata attraverso i suoi tre matrimoni (l’ultimo dei tre del tutto autobiografico). In certi punti mi ricorda un must della letteratura ebrea nordamericana come Chiamalo sonno di H. Roth.
    Millas è capace in poco più di cento pagine di raccontare tre storie fulminanti (una è la trama di un film al quale lavora il protagonista, le altre due sono favole che lo stesso protagonista racconta alla figlia della sorellastra) dentro la storia principale… per me una vera scoperta.
    Non essendo in grado di leggermelo in spagnolo, ho ordinato gli altri due suoi libri pubblicati sempre da einaudi, che però non si trovano facilmente.
    Quindi un grazie di cuore al creatore del sito e ai suoi frequentatori.
    Visto che qualcuno parlava di Malvaldi, mi permetto di suggerire la lettura di uno qualsiasi dei suoi primi tre libri, ma di evitare l’ultimo, a mio avviso il peggiore (niente a che vedere con Richler e Millàs, ma da toscano mi piace sottolineare la ironia frizzantina dei personaggi di Malvaldi).
    A presto,
    marco

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  19. Avatar VERONICA
    VERONICA

    CARISSIMO PSEUDONIMO,
    io sono ancor più felice di ritrovarti, però un salutino potevi farlo e non aspettare che qualcuno ti sgamasse,ma non potevi sfuggirmi ;)!!!
    Parli di un mio amico perdonami,spero sia solo stanchezza ma non capisco chi possa essere.
    Anche io mi sono allontanata per il tuo stesso motivo e per l’assenza di famigliarità,ora la lettura è uno strumento per rilassarmi e le storie sono improponibili per i frequentatori di questo forum,cercherò di trovare qualcosa anche per potermi reintegrare ma l’aver ritrovato te,Polissena e Lucilla non e’ poco.
    Il tuo sogno nel cassetto a che punto stà???
    Spero che il nostro “colloquio” riprenda via,te ne prego!!!
    Se poi hai qualche consiglio da darmi come quelli passati,Riccarelli mi è rimasto nel cuore sono pronta ad accettarli!!!
    Posso fare il nome del tuo deliziosissimo libro???
    Ti prego poi,salutami “Mario”!!!
    Infine posso dirvi che ultimamente ho letto “bianca come il latte rossa come il sangue”e mi è piaciuto molto,anche nella sua semplicità,molto molto carino,che fà riflettere sul mondo degli adolescenti contrapposto al dramma che si compie al suo interno.
    Un sincero benritrovato Pseudonimo e un abbraccio affettuosissimo tutti e in particolare a te,a Polissena e Lucilla

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  20. Avatar IoCome Autore

    “Io come autore” Il magazine che approfondisce i legami esistenti tra l’uomo dietro lo scrittore e il libro stesso; poichè ogni storia ha un nesso unico e speciale con il suo Creatore”. Raccontiamo emozioni attraverso gli occhi degli scrittori.

    Leggici su http://www.iocome.it e seguici anche su Facebook e Twitter!

    Se sei uno scrittore fatti conoscere, contatta la redazione!

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  21. Avatar Vera

    Ciao Pseudonimo (Ennore)
    sei molto gentile a dire: “…non certo all’altezza di Vera (sicura di non essere una critica letteraria?…” no, non è il mio lavoro!… io… “sono” molte cose! e alcune di queste le faccio solo per diletto o “per servizio”.
    Nella mia vita, di studio e lavoro, ho avuto la gioia e la fortuna di incontrare dei grandi maestri… e da tutti ho imparato molte cose che sempre mi tornano utili in molti contesti, qualunque cosa io faccia e di cui mi occupi.
    grazie a loro tutti.
    E il tuo sogno, ha poi solcato il mare di Genova?!

    Tu, autore di molte cose, libri e animate discussioni nel Blog di ieri…
    immagino come ti sia sentito quando abbiamo discusso un po’ insieme… tutti…
    ma ora eccoci qui. sereni. a parlare di libri. a conoscerci attraverso di essi.
    forse sei tu a dover dire “benvenuta” a me, stavolta…
    e hai toccato un argomento importantissimo, la “dipendenza” che la realtà virtuale potrebbe dare anche a noi tutti già vaccinati dalla “dipendenza dalla lettura”, e “la velocità” a cui costringe noi tutti… ne riparliamo se vuoi…

    P.S.
    ho accettato anche i tuoi auguri di Natale di qualche tempo fa, e te li rifarò presto anche io. Comincio col citarti – l’ho già consigliato ad altri ma forse tu non lo sai – un libro che mi è piaciuto e mi piace molto, Gesù Zero di Paolo Curtaz, uno dei miei autori di cose spirituali preferiti.

    saluti a tutti!

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  22. Avatar carloesse
    carloesse

    Pseudonimo = Ennore ? Ecco spiegato il perchè il nostro primo contatto diretto è stato così spinoso: lui è notoriamente doriano, e io invece rossoblù!
    🙂
    (e domenica i nostri rapporti potrebbero risultare definitivamente compromessi!)

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  23. Avatar Pseudonimo
    Pseudonimo

    Finirò col pensare di essere davvero Ennore…!
    Beh, allora se così fosse risponderei:
    @Vera, oggi ho comprato Gesù Zero, ma lo leggerò dopo il libro di Daniele.La dipendenza? Credo se ne possa parlare.
    @Veronica, ora lasciamo Mario dov’è e comunque grazie sempre.
    @Carloesse, per una volta ti devo dare ragione!Scherzo naturalmente…per i blucerchiati non posso che dire “chi è causa del suo mal… ” ma tei zeneize?
    Un abbraccio
    Pseudonimo

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  24. Avatar Vera

    Ciao Pseudonimo,
    ottima scelta, leggi Daniele, e poi… fammi sapere di Gesù Zero!
    adesso sto andando a dormire, perché dove vivo io è già ora per farlo, e oggi, e in questi giorni, occupatissima, sono particolarmente stanca.
    a presto allora, con tante cose da dire.

    buonanotte a tutti,
    in particolare come sempre ai miei amici romani!

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  25. Avatar VERONICA
    VERONICA

    Carissimo Pseudonimo,
    mi mancano troppo le avventure di Mario!!!
    Ieri la Dr.ssa con cui collaboro mi raccontava le marachelle dei suoi compagni di scuola di liceo,e lei è poco più grande di te,ti ci ho rivisto in pieno e con te il mitico Mario 😉
    Non hai ancora risposto alle mie domande!!!
    Spero di tornare presto a leggere come e più di prima ma la vedo dura!!!
    Un abbraccio
    Ciaooo Polissena!!!

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  26. Avatar carloesse
    carloesse

    @Pseudonimo
    Belìn, e sci, che sun zeneize. T’è mai visto un grifùn de Catanzaro?
    Però me so’ trapiantato sotto er cuppolone da più de quarant’anni.

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  27. Avatar Silvia
    Silvia

    @carloesse: ah, ma allora eri un mio concittadino! 😀

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  28. Avatar carloesse
    carloesse

    Nel cuore lo rimango!!!

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  29. Avatar lucilla p.
    lucilla p.

    Cara Veronica, leggo tutto solo ora, ma io non sono quella Lucilla lì, io abito a Roma e sono arrivata a questo blog un mese fa più o meno…. però ti devo dire che, leggendo i vecchi post, mi era venuta voglia di copiarti e scrivere: “VERONICAAAAAAAAAAAAAAAAA, ma DOVE TI SEI CACCIATA???????????? TROPPO DETONANTE, SFAVILLANTE, AVVOLGENTE PER SPARIRE COSI’!!!!!!!!!!! TORNA, TORNA, TORNA INT’A ‘STE BRACCIA!!!!!!!!!!!!!!!” ci vuole un po’ di piacevole scompiglio, sennò ci imbalsamiamo… (sono anche mieza napulitana e di SICURA fede romanista…) LUCILLA2
    p.s. non scappare, non ti vergognare dei libri che stai leggendo, ma che vuol dire, se ti consola ho letto da poco LE STREGHE DI SMIRNE, attratta da ambedue le parole (sono mezza strega e un qualche legame con Smirne nel mio sangue si fa sentire), divertente e sagace epopea al femminile di un’eroina che dal niente da cui parte arriva ai vertici della società tramite ammirevole faccia tosta e le arti magiche trasmesse da una misteriosa e vecchissima turca, che attraverso i secoli le affida a donne di personalità dirompente (per caso conosci una vecchia turca, tu?). Bhè, dopo L’ARTE DELLA GIOIA, che trattava un viaggio simile, con maggiore profondità e vastità di temi toccati, e LA MASSERIA DELL’ALLODOLE, che svela il genocidio degli armeni attraverso la storia della famiglia dell’autrice, Antonia Arslan, e prima delle CORREZIONI, avevo bisogno di alleggerire la visuale…

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  30. Avatar Renza
    Renza

    Che piacere risentire Veronica e pseudonimo-ennore ( che non ha resistito alla rete che avvolge…). Concordo con lucilla p., mi pare che qui si parli di libri, senza valutazioni sulle ” categorie”. D’ altronde sono tanti i libri che passano di qui che può capitare di non trovare letture in comune. A me capita qualche volta, soprattutto perchè non ho curiosità ( ancora) per autori che piacciono a molti.
    Quindi, Veronica, aspettiamo le tue esortazioni e i tuoi richiami e le tue letture, come prima!
    Illex, grazie per il ricordo della morte di Ivan Ilic, è un testo fondamentale, un’ esperienza di vita.
    Dani, non lasciare ” Non dire notte”. E’ un romanzo diverso da ” Storia d’ amore e di tenebra”, grande sinfonia di storia, di amore e di dolore. Questo è più tenue, direi quasi un ricamo, una musica da camera, che a qualcuno potrebbe apparire quasi noioso o strano. Invece appartiene a quei romanzi sottovoce, venato di malinconia esistenziale. A me è piaciuto.

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  31. Avatar vita
    vita

    Due libri meravigliosi, molto diversi tra loro, ma uniti dal senso di appartenenza ad un luogo:
    “L’ultima Anguàna” di Umberto Matino
    “Semina il vento” di Alessandro Perissinotto
    Un magnifico thriller:
    “La voce” di Arnaldur Indridason
    Inoltre segnalo tutti i gialli di Hakan Nesser

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  32. Avatar Polissena
    Polissena

    Ho ricevuto un sacco di saluti e ringrazio tutti!

    @ Chiara,secondo me dovremmo spingere anche gli altri alla lettura della BAMBINA CHE SALVAVA I LIBRI, di Markus Zusak,che ci è tanto piaciuto, perchè è proprio adatto a tutti noi.
    La bambina, Liesel più che salvarli i libri li rubava, infatti il titolo originale è THE BOOK THIEF, ma solo perchè non aveva altro modo per procurarseli e non poteva vivere senza. E’ un libro insolito, malgrado la sua scontata collocazione in epoca nazista, soprattutto per la particolarità della voce narrante che è addirittura la Morte, non una Morte malvagia e spietata, ma intesa come una ‘persona’ che svolge scrupolosamente il suo lavoro, lasciandosi a volte perfino prendere dalla commozione.

    @ Solopat, quanto hai ragione su LIBERTA’, con quanta fatica vado avanti, perchè Franzen no, non lo posso lasciare. Certamente è scritto bene, ma a mio parere è un libro freddo, manca di quella passione che vorrei trovare nei libri e nella vita.
    Per di più ho fatto l’errore di dare un’occhiata al VINO DELLA SOLITUDINE della Nemirovsky e ne sono stata completamente catturata,lasciando Franzen in attesa.
    Virtuosamente lo riprenderò sperando che, andando avanti, mi coinvolga di più.

    @ Marco14, ciao. Mi fa piacere che ti piaccia Juan José Millàs. Prova anche a leggere RACCONTI PER ADULTERI DISORIENTATI,
    so che è stato tradotto. E’ piacevolissimo

    Per chi si vergogna un po’ di leggere libri frivoli o troppo leggeri… ma non lo facciamo tutti, io per prima?
    Ogni tanto bisogna pure rilassarsi!
    Anzi proporrei di ‘confessarsi’ e condividere qualche lettura di poco impegno anche con gli altri

    Un grande abbraccio a tutti

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  33. Avatar Dani
    Dani

    Qualche messaggio così di passaggio…

    @Lucilla P. Quando avrai voglia di nuovo di qualcosa di “forte”, visto che hai letto la Masseria delle allodole, ti suggerisco “I 40 giorni del Mussa Dagh” di Franz Werfel. Versione romanzata di un’incredibile storia vera di coraggio e resistenza.

    @Ciao Polissena. Attualmente non ho confessioni da farti di quel genere, ma a 13 14 anni credo di aver letto tutta Liala, senza perdermene uno. E ti dirò che secondo me erano anche scritti bene. E aggiungo che certi romanzi di Scerbanenco (non i gialli)hanno la stessa vena romantica e poetica di certi romanzi di Liala, sono convinta che mi piacciano proprio perchè mi riportano a quelle emozioni un po’ sfumate e fragili della mia adolescenza.

    @Renza. Non ho abbandonato Non dire notte, solo messo da parte per far spazio al libro di Daniele.

    @Daniele scusa il ritardo, ma a maggio le faccende scolastiche ed extra scolastiche dei miei figli mi gettano in frullatore di impegni che, sommati ai miei, tolgono tempo alla lettura. Comunque sono in dirittura d’arrivo.

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  34. Avatar marco14
    marco14

    @polissena:Ciao; Racconti di adulteri disorientati l’ho ordinato, ma per ora non arriva. Se proprio non si trova, lo prenderò in biblioteca. Ho già letto anche La solitudine di Elena; è interessante l’introspezione di una donna che trova il coraggio di dare una bella sterzata alla vita e che “ricostruisce” la sua nuova identità tramite l’osservazione di un estraneo. Singolare il fatto che in entrambi i libri di Millàs che ho letto i protagonisti siano grandi fumatori di spinelli.
    Ora sto leggendo, sempre seguendo consigli del sito, Che tu sia per me il coltello, di David Grossman.
    Aspetto di finire per dare un giudizio compiuto.
    Buon fine fine settimana a tutti.
    marco

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  35. Avatar danitamia
    danitamia

    @jeeno:meraviglioso il tuo post,come fa riflettere su quanto siamo(poco)liberi,un plauso.Un saluto a tutti voi.

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  36. Avatar Vera

    Due giorni fa ho finito di leggere KAFKA SULLA SPIAGGIA di e sono ancora stordita! e posso dire di essere stata “iniziata’ anch’io… più che con Nel segno della pecora.
    So chi devo ringraziare per averlo consigliato la prima volta e avrei dovuto immaginarlo: Polissena, Grazie a te!

    Visionario, ispirato, una lunga trance, è così che HARUKI MURAKAMI lo ha scritto, secondo me!

    Sangue, a forma di farfalla o dovunque su molte pagine, nomi (ancora nomi! tematizzati e complicati stavolta dall’immaginazione e dalla responsabilità) gatti, musiche, corvi… api!, e particolari che tornano come piccoli accordi che si ripetono – io poco esperta di musica, la mia vita non usa musiche come colonne sonore ma parole e titoli di libri per evidenziare i ricordi, e Kafka sulla Spiaggia si è ormai depositato su questi miei ultimi giorni… con le sue parole di sogno – libri, biblioteche, foreste e labirinti alla ricerca di ricordi e di se stessi.
    ri-animazioni provenienti (mi chiedo) all’autore da quale metafisica!? miti leggende e paradossali bellissime assurdità!

    Se volessi fare una recensione “seria” potrei anche dirvi che molte cose sono lasciate lì… poco “spiegate” episodi narrativi e personaggi perduti, slegati: la maestra, il sangue, i bambini, gli strani fenomeni atmosferici, il flauto, la pubblicità del Johnnie Walker e del Fried Chicken, le ombre e i loro pesi, e i molti e i pochi ricordi, e i significati che significano o no, lo strambo parlare di personaggi strambi e però dovrei anche dirvi la simpatia di Hoscino che mi ha fatto sorridere anche in momenti difficili, duri senza senso e delicati… e penso che potrei mettermi anch’io a parlare con le pietre leggere della mia ciotola prima che diventino macigni! accarezzando la mia gattina con cui già parlo e credo mi risponda!
    Ma scusatemi… Haruki Murakami non è da recensire alla maniera normale… lui straborda dai suoi sogni sulle nostre pagine: come fare a recensire un sogno se non risognandolo insieme all’autore più e più volte? proprio per essere sicuri di dormire?
    Senza interrogarsi troppo sulla “realtà cognitiva” dell’autore, accettando così come arrivano mondi su strati di mondi sogni che sognano se stessi porte che aprono viaggi e destini e ipotesi da dimostrare inconscio e ancora-sempre miti e leggende.
    Voglio rispondere ad una domanda che Illex ha fatto tanto tempo fa: io quando leggo, se il libro mi appartiene, sottolineo e riporto poi il numero della pagina sulle pagine bianche all’inizio o alla fine… altrimenti lo scrivo su un foglio di carta che poi conservo da qualche parte e su cui ricopio anche pagine e frasi… ma se il libro mi piace lo voglio tutto per me, e poi lo pasticcio, sì, diventa difficile prestarlo così…
    ora dopo aver letto Kafka sulla spiaggia, dovrò infatti ripercorrerlo più volte frenetica e sempre stordita. Numeri di pagine una dopo l’altra sempre più vicine per molte frasi che si rincorrevano bellissime…

    e per finire posso dire solo che:

    dopo averlo sognato inizia la mia responsabilità: questo mi resta su cui riflettere a lungo davvero: per superare il dolore della vita posso immaginare di sognare responsabilità da perdonare. e nel perdono, e grazie ad esso, uscire dal labirinto e cominciare a ri-vivere.

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  37. Avatar Pseudonimo
    Pseudonimo

    @Daniele, l’ ho fatto!
    oggi ho terminato il tuo libro, di questi tempi, con eccezionale rapidità.
    Innanzitutto complimenti a te come a tutti coloro che immaginando una storia, riescono a tradurla in scrittura.
    Il libro è scritto molto bene,mi piacciono le descrizioni dei personaggi e dei luoghi, la lettura invoglia ad arrivare fino in fondo. La storia è credibile, anche se, forse è solo una mia speranza, la vedo più probabile in un’ ambientazione non italiana, belli alcuni personaggi, all’ apparenza marginali. Come Vera, ho molto apprezzato l’ incontro con il randagio. Condivido, sempre con Vera,il mio poco amore, nei confronti di storie di violenza, ma questo rientra esclusivamente nei gusti personali. Gli errori di spaziatura (pochissimi) e di stampa, comunque pochi, sono i regali, di case editrici minori, ma che dobbiamo ringraziare per il coraggio imprenditoriale. Bella la copertina e per me è un particolare importante,dove ho trovato straordinaria, l’ aderenza somatica del protagonista della stessa , con il personaggio di Rommy.
    Il finale? Credo che lo scrittore abbia piena libertà di scelta, spesso in contrasto con i desideri dei lettori. Mentre leggevo, ho immaginato vari finali possibili, il tuo è stato diverso da tutti, non sono sicuro se condividerlo.
    Bravissimo Daniele.

    @Vera, sono rimasto affascinato dalla tua recensione su MURAKAMI, penso con invidia allo scrittore che riesce a suscitare tali folgoranti sentimenti, nei suoi lettori. La tua non è solo una recensione, è una dichiarazione d’ amore, è un rapporto fisico con le pagine del libro. Io confesso di non aver mai letto MURAKAMI, cosa devo fare? Temo di conoscere la risposta….

    Ciao a tutti ed in particolare a V.
    P.S.
    carloesse, oggi faccio fatica a salutarti,sò che tu sai perchè, ma un concittadino, lontano ed innamorato della sua terra, merita un pensiero affettuoso comunque.
    Pseudonimo

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  38. Avatar carloesse
    carloesse

    Pseudonimo, sia lode alla tua sportività. Peraltro non meritavate di perdere, sul piano del gioco ci sarebbe stata pure una vostra vittoria, se solo aveste ancora qualcuno capace di metterla dentro. Ti confesso peraltro che, lontano dalla lanterna, la rivalità stracittadina si affievolisce molto. Confesso (ma solo a te, non lo dire a qualche altro rossoblù) di essere pure stato contento quando la Samp vinse lo scudetto. Meglio una piccola (di Genova, poi) che i soliti potenti (Milan, Inter , Juve). Fra l’altro quella fu una stagione magica anche per il Genoa (che si conquistò l’accesso alla uefa permettendogli poi la storica vittoria all’Anfield Road). E con voi in B mi mancherebbe il derby.
    Ma torniamo on topics. Segui il consiglio di Vera: ho provato lo stesso entusiasmo anch’io alla lettura di Kafka sulla spiaggia, e da allora Murakami è per me imperdibile. Mi sono pure sorbito L’arte di correre (trovandolo anche piacevole), io che l’unico sport che praticherei è l’enogastronomia.

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  39. Avatar illex
    illex

    Grazie Vera,
    la tua recensione mi ha fatto rivivere le emozioni del capolavoro di Murakami. Ora però non puoi perderti ‘la ragazza dello sputnik’, che, secondo me, lo segue a ruota e se non ce l’hai so anche chi può fartelo recapitare.

    Un affettuoso saluto

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  40. Avatar Dani
    Dani

    Eccomi a te Daniele.
    Ho finito di leggere la storia di Rommy, con un po’ di dispiacere visto che mi ero quasi affezionata al ragazzino, ma al contempo con sollievo perché, dopo le prime pagine e calatami nel racconto, mi accostavo al tuo libro con una certa inquietudine. Bisogna ammettere che le vicende del protagonista sono decisamente crude e il sottotitolo è stato pienamente soddisfatto dal dipanarsi della trama. Avrei veramente tanto da dirti, ma non so se ne sarò capace; ci provo.
    La periferia, i sobborghi, le piazze di una città X (dove la immaginavi?) non rendono benissimo lo squallore in cui Rommy è cresciuto, se non per le presenze umane che descrivi (poliziotti, ragazzi disadattati e violenti, prositute e spacciatori), mentre il ritmo che imprimi al racconto gli dà invece un’impronta realistica che ho apprezzato. Forse per raccontare appieno certi ambienti bisogna esservi cresciuti o avervi vissuto assorbendoli sotto pelle. Il protagonista, preadolescente, è reso bene nelle sue azioni che oscillano tra un’astuzia affinata dalla vita in strada, dalle esperienze brutali a cui assiste, dalla difesa necessaria contro le violenze che subisce dal fratello e al contempo un’ingenuità/debolezza dovuta alla mancanza del sostegno di una famiglia. La sua rabbia, il male di vivere, il suo periodico tornare ad uno scomodo e pericoloso “rifugio/trappola” (casa sua) per quanto squallido mi hanno hanno emotivamente toccata.
    Come dicevo prima la narrazione ha un buon ritmo, inframmezzato …dai corsivi (per me unica nota stonata del tuo libro). Non so quale era il tuo intento nell’inserire queste pause di riflessione. Ti confesso che personalmente mi disturbavano perché toglievano tensione (forse era questo che volevi?) e soprattutto introducevano nel racconto un tono moralistico secondo me non necessario, un po’ irritante. Come se una voce fuori campo sottolineasse le inevitabili conseguenze che certi comportamenti deviati e fuori dalle regole possono produrre (ma questo in certi contesti è scontato e non ha bisogno di essere espresso, viene dallo sviluppo dei fatti stessi che racconti). Diciamo che come lettrice mi piace trarre da me le conclusioni senza che queste vengano suggerite da chi scrive. Ma, ripeto, era l’unica cosa che non ho apprezzato.
    Per il resto hai senz’altro un’invidiabile capacità di scrittura. Io racconterei del tuo paesino sui monti bergamaschi, sono certa che sapresti regalarci qualcosa di bello.
    P.S. Ora mi leggerò i commenti di Vera e Pseudonimo. Non l’ho fatto prima perché non volevo assolutamente essere condizionata dal loro giudizio.

    Ciao Dani

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  41. Avatar claudio
    claudio

    Volevo consigliare a Vera,visto il giusto entusiasmo provato nel leggere KAFKA SULLA SPIAGGIA, di continuare con L’UCCELLO CHE GIRAVA LE VITI DEL MONDO e DANCE DANCE DANCE.Entrambi molto belli,onirici, ti trasportano nel sogno quanto Kafka sulla spiaggia e al risveglio ti senti sollevato,leggero.Una volta letti questi puoi continuare con gli altri(Murakami è uno dei pochi scrittori che merita di essere letto a prescindere….io ho letto l’opera omnia e non sono mai rimasto deluso)

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  42. Avatar solopat
    solopat

    “@ grazie Polissena per non avermi fatto sentire una voce nel deserto!
    Anch’io ho pensato che Franzen non si potesse lasciare…ma, uffa!, mi è costato un mese fra alti e bassi…fra ti prendo e ti lascio!
    mi sono ritrovata come una studentessa che,impantanata in un esame, ne perdeva altri…
    ora sono in un momento di pausa che spero passi presto…intanto curioso nel blog e nelle librerie aspettando la scintilla…
    un abbraccio

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  43. Avatar Polissena
    Polissena

    Vera, sei troppo brava, troppo acuta, troppo profonda, troppo intensa, troppo sensibile nel recensire Murakami o, dovrei dire nella tua dichiarazione d’amore a Murakami, ed io sono gelosa e invidiosa! Ebbene sì! Non saprei scrivere come te in un milione di anni!
    Dopo di te io di Murakami non oserò parlare mai più e forse neanche qualcun altro
    Vorrei che lui stesso ti leggesse!
    Solo ti dirò che troverai quasi le stesse emozioni in molti dei suoi libri, ma, per me, mai come in questo
    E ho anche avuto una delusione una volta, in amore può capitare. Non mi è piaciuto DANCE DANCE DANCE.
    Grazie, cara Vera, un abbraccio forte

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  44. Avatar Vera

    Ciao a tutti Amici dai molti nomi!
    Grazie Illex. Grazie Carloesse. Grazie Claudio.
    Certo che continuerò a leggere il resto di Murakami! e anche il resto di ciò che sembra interessante nella lunga lunga lista dei vostri consigli preziosi di lettori attenti e intelligenti (e non avevo mai trovato prima un così bel gruppo di lettori forti e motivati come voi, da cui imparo molte cose. Grazie a tutti.)

    Pseudonimo, grazie!, e prima che su Murakami (!) aspetto di sentirti su Gesù Zero…
    non lo voglio “recensire” qua… ti dico solo questo: leggendolo e rileggendolo mi capita di pensare che, se non lo fossi già, mi verrebbe voglia di diventare cristiana solo per come scrive l’autore!!!

    E infine cara Polissena! Grazie a te.
    Sei tu sensibile acuta intelligente e buona!
    Ed è ovvio che la tua è solo una gentilissima affettuosa e dolce iperbole…
    così io aspetto di sapere cosa tutti, e tu e io,
    avremo ancora da dire su Murakami! Grazie!

    Siamo tutti lettori qui.
    E tutti, credo, siamo più “orgogliosi” e felici, non di come lo raccontiamo poi… (cosa importa?!…)
    quanto piuttosto di quello che leggiamo prima, (vivendolo!…)
    che è quello che conta!

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  45. Avatar Daniele

    Ora che ho ricevuto i commenti dei tre lettori a cui ho inviato il libro rispondo con un sincero grazie a tutti e tre. La vostra cura, la vostra attenzione, ma anche la vostra competenza e la vostra estrema velocità mi hanno davvero sorpreso.
    Qualche commento sui temi che mi sono sembrati più delicati:

    Argomento:
    premetto che la mia non è una scrittura esclusivamente di piacere. Gli argomenti trattati e la narrazione stessa sono crudi, spinosi, fastidiosi, amari, non per una tendenza all’eccesso nella speranza di fare scalpore, ma perchè ho ritenuto fondamentale condurre il lettore a “sporcarsi le mani”, a sentirsi in qualche modo coinvolto nel marcio per poi riflettere di conseguenza.

    Gli intermezzi:
    il rischio era proprio quello di scadere nel moralismo e, evidentemente, è successo, ma il mio intento era quello di focalizzare l’attenzione su alcuni concetti su cui credo si rifletta sempre troppo poco. L’intento era quello di distillare dei momenti della vicenda per versarli nella vita di tutti i giorni, ma non volevo apparissero come insegnamenti, piuttosto li immaginavo come stimoli;

    il finale:
    se lascia un sapore amaro mi fa piacere perchè era proprio ciò a cui miravo. Come ho scritto prima la mia non vuole essere una scrittura soltanto di piacere, ma di riflessione, per me innanzitutto e per il lettore in secondo luogo. Un finale diverso avrebbe forse reso il libro più “semplice” e più facilmente godibile, ma temvo che non avrebbe condotto alla riflessione.

    Grazie davvero di cuore a tutti e tre.

    A Dani:
    Prima di scrivere Scarface, avevo un progetto piuttosto ampio che ho dovuto mettere da parte perchè mi avrebbe richiesto davvero troppo tempo. Spero di riprenderlo in futuro. Si tratta di un Fantasy ambientato proprio tra le mie montagne. Io vivo in un paese splendido (Oltre il Colle) situato in una conca circondata da quattro montagne, ognuna con delle caratteristiche originali e uniche rispetto alle altre. L’idea era proprio di partire da queste differenze per creare una storia fatta di uomini e animali figli diversi di queste montagne. Vedremo. Per il momento c’è qualcuno che ha da consigliarmi dei libri Fantasy interessanti? Non è un genere che mi prenda molto e fino ad ora non ho trovato nulla che mi abbia veramente appassionato…

    Un’ultima cosa: non so come facciate tutti a leggere così tanto, così in fretta e così attentamente. Io purtroppo ho tempo di leggere solo la sera prima di dormire e mi sento un pò un pesce fuor d’acqua qui tra voi. Per questo non commento i libri che ho letto, perchè il mio ritmo è molto più blando del vostro…
    A presto.

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  46. Avatar NewEntry
    NewEntry

    Per vostra informazione. metronews odierna.

    “Buenos Aires – 30 mila libri per un’opera d’arte.
    Nuova Torre di Babele, in piazza San Martin.

    Dizionari, romanzi, manuali per le istruzioni ed enciclopedie di tutte le lingue, organizzate in una spirale alta 25 metri. E’ la nuova ‘Torre di Babele’ creata a Buenos Aires con circa 30 mila volumi dall’artista Marta Minujin. Lo scopo? Celebrare la designazione dell’Unesco a Capitale del Libro 2011.”

    Parole che generano arte…

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  47. Avatar nadie
    nadie

    ciao,
    Daniele ti consiglio Ursula Le Guin non c’è un libro in particolare perché mi piacciono tutti, Octavia Butler e Asimov del quale mi piacciono i racconti

    buona lettura a tutti/e

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  48. Avatar VERONICA
    VERONICA

    Carissima Lucilla,
    grazie per la tua calorosa accoglienza… so che non sei la Lucilla dei “vecchi”tempi…ma se non erro anche lei tempo fa ha fatto di nuovo capolino nel forum.
    Comunque è un vero piacere per me fare la tua “conoscenza”.
    Carissima Renza ben trovata!!!
    Grazie per le tue parole… sicuramente ci proverò ma sai lavorando…i ritmi di lettura sono notevolmente diminuiti…!!! 😦
    Potresti darmi qualche notizia riguardo Silvana … sono preoccupata … ti prego… uno dei motivi per cui non apparivo + è dato dalla sua assenza,troppo dolorosa per me…!!!
    E dato che mi esortate a smascherarmi … confesso:
    mi stò dedicando a varie saghe vampiresche,non ne vado molto fiera leggendo i vostri post,ma ho la necessità di leggere cose non impegnative per il momento relax.
    Anche questa sera ho fatto capolino nella mia libreria preferita,lasciandoci una bella sommetta ed ora non mi resta che tirare la cinghia …!!!
    Tra gli altri mi sono presa “L’eredità dei Templari” e “Il libro segreto di Dante,”nessuno si salva da solo”della Mazzantini e praticamente tutto Maurizio Corona oltre ad altri vari vampireschi… ;P
    Ma non posso fare a meno di comprare libri… sarà grave??? 😉
    Per la festa della mamma ho regalato alla mia non fiori ma…”Il linguaggio segreto dei fiori”di Diffenbaugh Vanessa.
    Ora prima di stressarvi troppo vi saluto abbracciandovi affettuosamente a tutti in particolare a Polissena e a Pseudonimo.
    Perdonate la risposta tardiva ma ultimamente ho avuto problemi di connessione e questa è la 3a volta che scrivo la stessa risposta!!!
    Ciaooo spero di non avervi deluso con la mia “confessione”!!!
    Buona lettura a tutti alla prossima.
    Pseudonimo spero rimaniate in A,incrocio le dita e sempre…. FORZA ROMA FORZA LUPI!!!

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  49. Avatar Polissena
    Polissena

    Ciao Veronica, è un tasto doloroso quello di Silvana. Finchè ha scritto sul blog è stata veramente speciale. Nessuno come lei. Io mi auguro che ci legga e che un giorno ci faccia una sorpresa.
    Franzen è ancora chiuso, in compenso ho finito a tempo di record IL VINO DELLA SOLITUDINE, della Nemirovski che, confesso, non avevo mai letto
    Penso sia stato un bene cominciare da questo perchè parla, anche se in terza persona, della sua infanzia, un’infanzia infelice con una madre frivola,egoista, vanesia e amorale che non la ama, con un padre spesso assente e con l’unico affetto della governante francese
    ‘Da un’infanzia infelice non si guarisce mai’ dice Hélène-Irène.
    Il libro è bellissimo e mi ha coinvolto fin dalla prima pagina. Era difficile staccarsene. Per fortuna ha scritto molto e già sto pregustando le prossime scoperte
    La Nemirovsky l’avete letta in tanti, mancavo io
    Ne parliamo?
    Buona domenica!

    Ah, ricordatevi di scrivere i titoli dei libri in lettere maiuscole per rendere più facile ritrovare i commenti

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  50. Avatar lucilla p.
    lucilla p.

    Approfitto della giornata uggiosa che abbiamo a Roma per dire a Veronica che il piacere di conoscerla, anzi di averla conosciuta attraverso i suoi commenti “vecchi”, è tutto mio!
    A Polissena comunico che per ora neanche io ho letto nulla della Nemirovski: in libreria mi ammaliava dai titoli dei suoi libri dicendomi “compralo compralo”, ma si sa che a volte i libri e i loro autori chiamano ma noi non possiamo ascoltarli….
    Per ora sono impelagata con la FAMIGLIA AMERICANA della signora Oates, che trovo un po’ troppo costruita e “prima della classe”, poco ispirata e molto compiaciuta di sè e della sua bravura. Considerate però che vengo fresca fresca da PASTORALE AMERICANA di Philip Roth, che è di ben altra levatura e che mi ha coinvolto fin nelle cellule di cuore e cervello. La letteratura nord-americana mi interessa molto, perchè mi aiuta a comprendere, nei casi più elevati, “dall’interno” cosa vuol dire sentirsi americani. Amo avere delle chiavi di interpretazione più personali degli avvenimenti passati e contemporanei, senza pretendere di fare la storica, la sociologa o quant’altro di specialistico. Mi piace però diventare più consapevole (ma non è questo uno dei motivi per cui amiamo leggere?), e magari in grado di valutare pregi e difetti di popoli giovani come il loro e popoli antichi (o vecchi?) come il nostro. Però questo libro della Oates mi pare un esercizio di bella scrittura, sento una distanza emotiva che non sembra frutto della sua educazione, ma di intellettualismo. Che è la cosa più insopportabile, per me, negli scrittori di ogni latitudine.
    Cari saluti a tutte e tutti

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