Marta e l’acqua scomparsa, Emanuela Bussolati

Rain Dropped - foto: bitzcelt, flickr
Rain Dropped - foto: bitzcelt, flickr

C’era una volta Marta, una bambina curiosa, e c’era anche una fontana, nel giardino di casa della nonna. La fontana zampillava di acqua fresca e buona, e Marta amava correre e dissetarsi alla fontana. Ma un giorno Marta corre, e la fontana è vuota: l’acqua è stata privatizzata, e per berla bisogna comprarla. E così Marta si addormenta piena di angoscia e di brutti sogni: cosa succede se dobbiamo pagare ogni gocciolina d’acqua sulla terra? Succede che le gocce di pioggia cadranno dal cielo con il cartellino del prezzo, che si pagherà un biglietto per ammirare l’arcobaleno, che le nuvole saranno delle gigantesche banche piene di soldi nel cielo?

E’ una favola, sì, una favola per bambini, ma che dovrebbe far pensare anche tutti noi ai rischi della privatizzazione dell’acqua. E’ un libretto edito da Terre di mezzo che ho comprato oggi da un ragazzo di colore per strada:

GRAZIE LETTORE!
per aver comprato questo libro da un venditore di strada. Con questo gesto sostieni infatti il “Progetto di strada” di Terre di mezzo, un giornale in vendita di proposito sulla strada che dal 1994 offre ai suoi venditori occasioni di dignità e integrazione attraverso una collaborazione concreta.
I nostri venditori sono stranieri che desiderano integrarsi in modo legale nel nostro Paese. E “Terre di mezzo”, con la vendita ambulante di giornali e libri, offre loro un’opportunità. In questi anni circa 800 persone hanno venduto il giornale per periodi più o meno lunghi. E questo lavoro è stato uno strumento per vivere una vita dignitosa in Italia e sostenere le loro famiglie nel Sud del mondo.
Puoi riconoscere i venditori di “Terre di mezzo” da una tessera col nome e con la foto.
Per loro e per noi la vendita non è un’occupazione “di serie B” ma un lavoro vero.

*giuliaduepuntozero

5 commenti

  1. Grazie Giulia per aver toccato questo argomento. Privatizzare l’acqua, le spiagge, i fiumi, costruire centrali nucleari (su questo argomento consiglio un ottimo e semplice sito, Fisicamente): è un mondo nel quale non riesco a riconoscermi.
    Non mi riconosco più nemmeno in questa società anestetizzata. Ho tanto bisogno di far sentire la mia voce e di sentire quella delle persone ancora dotate di coscienza. Ma dove siamo finiti tutti?
    Sto leggendo un saggio, Libertà in vendita, che analizza le modalità attraverso le quali abbiamo svenduto le nostre libertà pubbliche in cambio di quelle private. Libertà di stampa, espressione, gestione della cosa pubblica, in cambio di libertà sessuali, abbigliamento, viaggi, ecc.
    Mi accodo all’invito di mariamatera: firmate il referundum contro la privatizzazione dell’acqua (e magari anche quello contro il nucleare)

    "Mi piace"

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