Il vecchio e il mare, Ernest Hemingway

Santiago è vecchio. E stanco. Ha una piccola barca a remi con una vela e vive di pesca.
Santiago è scalzo come il suo amico Manolo che vive di pesca come lui ai tropici, ma ha la giovinezza che lo sostiene ancora. Santiago è solo, ma non è solo. Manolo è l’unico che si prenda cura di lui e si preoccupi per lui. Tutti i giorni. Santiago gli dice di non preoccuparsi, che ce la farà.
Santiago va a pesca tutti i giorni, con la sua barchetta nell’immensità dell’oceano e ci insegna il rispetto per la natura e la tenacia nei confronti delle avversità della vita.
Grazie Santiago.

(Ernest Hemingway, Il vecchio e il mare, 1952)

7 commenti

  1. si lo so… parlare di un classico è difficile. lo conoscono tutti ed è come scoprire l’acqua calda… però a me piace parlare dei libri che mi hanno emozionato, quindi scusate se leggendo il mio post pensate “si, vabbe’ e che c’è di nuovo?”. sarà che per me trovare un libro emozionante è sempre più difficile… ricollegandomi al bel post di luiginter: per me parlare di un libro forse è parlare soprattutto di me, ma anche far parte di una comunità di lettori legati da una passione comune (anche se non da gusti comuni…)

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  2. Ciao whitelight, e intanto, bentornato, era parecchio tempo che non ti si leggeva quaggiù.

    Quanto a scrivere e parlare di libri “classici” che “tutti conoscono”: io lo faccio spesso, mi trovo sempre più ad apprezzare i libri che sono nel patrimonio dei libri fondamentali per tanti di noi. Passioni comuni, letture da condividere, di libri che in tanti amano. Libri da rileggere per scoprirne la forza; o da leggere per la prima volta, finalmente!

    Quindi, Hemingway. Grazie whitelight 🙂

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  3. grazie del bentornato! si era da un po’ che non leggevo più i blog, ma alla fine sentivo la nostalgia e sono tornato. combinazione in questi giorni ho letto questo splendido romanzo e volevo condividere le mie impressioni con tutti 🙂 grazie di aver colto lo spirito con cui l’ho fatto 🙂

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  4. Sono d’accordo con voi. Dei “classici” non si può MAI parlare/scrivere troppo. Se dovessi fare l’elenco dei “miei primi 40 libri” (come alcuni fanno in un altro post) tra i primi 20 ci sarebbero sicuramente Guerra e pace, Delitto e castigo, i Buddenbrooks, Il Maestro e Margherita, La Valle dell’Edene e anche qualche Hemmingway …;)

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  5. Verissimo, Helga. Anch’ io comincerei dai classici russi che hai nominato tu e poi aggiungerei Le affinità elettive, senza dimenticare Le mille e una notte, ” colpevole” della mia iniziazione passionale alla lettura… Perbacco, ho sbagliato post!

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  6. Cara Renza, vuol dire che i nostri “gusti letterari” sono molto molto simili 🙂

    Ripensando a Hemingway: il mio preferito è “Addio alle armi”

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