Una poesia di Pablo Neruda come augurio di BUON 2008!

e l’augurio- per tutti i lettori abituali di questo blog e per tutti quelli che passano senza lasciare traccia di sè –  è di …NON MORIRE LENTAMENTE in questo 2008…anzi di vivere ARDENTI PASSIONI!

ODE ALLA VITA

Lentamente muore

chi diventa schiavo dell’abitudine,

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marcia,

chi non rischia e cambia il colore dei vestiti,

chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione

chi preferisce il nero su  bianco

e i puntini sulle “i”

piuttosto che un insieme di emozioni

proprio quelle

che fanno brillare gli occhi,

quelle che fanno

di uno sbadiglio un sorriso,

quelle che fanno battere il cuore

davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore

chi non capovolge il tavolo,

chi è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza

per l’incertezza per inseguire un sogno

chi non si permette

almeno una volta nella vita

di sfuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia

chi non legge

chi non ascolta musica

chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente

chi distrugge l’amor proprio

chi non si lascia aiutare

chi passa i giorni a lamentarsi

della propria sfortuna o

della pioggia incessante.

Lentamente muore

chi abbandona un progetto

prima di iniziarlo,

chi non fa domande

sugli argomenti che non conosce,

chi non risponde

quando gli chiedono

qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,

 ricordando sempre che essere vivo

richiede uno sforzo

di gran lunga maggiore

del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente passione porterà

al raggiungimento

di una splendida felicità.

                                                      .

14 commenti

  1. Senza nulla togliere al valore della poesia (si tratta in ogni caso di un ottimo “fake”), la attribuzione di questa poesia a Neruda è perlomeno dubbia, visto che circola solo su Internet (in diverse versioni) e la sua paternità sembra sia stata energicamente smentita anche dalla Fondazione Pablo Neruda (http://www.fundacionneruda.org).
    Buon anno a tutti!

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  2. il mio primo incontro con questa poesia non è stato attraverso internet, comunque non sono in grado di entrare in merito all’autenticità, che davo per scontata, perchè ci sentivo dentro l’intensità e la ricchezza di un poeta che ho letto e amato soprattutto da adolescente.
    Comunque l’augurio resta valido… proprio in questi termini chiunque ne sia l’autore..per tutti…egolector compresa!

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  3. Grazie xochitl2, è un bellissimo augurio, e i versi della poesia, chiunque li abbia scritti, sono pieni di accenti nerudiani (come nerudiana è quell’espressione “ardente pazienza” – piuttosto che “ardente passione” – che compare in un’altra versione).
    La mia era solo un’informazione, perché su Internet pullulano i falsi (ad esempio: la poesia “Queda prohibido” attribuita a Pablo Neruda, “Istanti” attribuita a Borges, “La marioneta” a Garcia Marquez, ecc.). Spesso si tratta di testi di qualità, di finissimi calchi, come sempre è stato nella tradizione dei migliori falsi letterari. Per un autore come Borges essere salutato da una salva di falsi postumi è un omaggio di cui sarebbe andato fiero. Molti sono senz’altro migliori dell’opera “La misura della mia speranza” che ora Adelphi discutibilmente ripesca e che era stato ripudiato da Borges. Credo però che finchè è possibile si debba combattere perché sia attribuito a un autore solo ciò che è di un autore, e sia lasciato nel cestino ciò che lui buttò nel cestino (oppure sia conservato solo per documentazione biobibliografica). Questo è il diritto d’autore in cui credo (non quello delle royalties ai ricchi eredi di autori che in vita fecero la fame) e purtroppo l’editoria molte volte è la prima a disinteressarsene.

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  4. Al di là della questione dell’attribuzione della poesia a Neruda, per me restano delle parole che non scivolano via ma si fermano e si fanno sentire. Molto belle!
    Grazie xochitl dell’augurio!

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  5. Cari compagni di letture, vi consegno le parole che terminano le pagine più belle che io abbia letto da molto tempo a questa parte: sono di Ezio Raimondi e le trovate alla fine del libro : Un’etica del lettore, Il Mulino, 2007
    …”La nostra natura di esseri che si raccontano non può esaurirsi solo in uno schermo televisivo, tra i fantasmi dei suoi melodrammi effimeri e i suoi abbaglianti cliché romanzeschi, moderni o postmoderni. Nel silenzio della lettura, in una solitudine che ritrova una comunità di voci solidali e responsabili perché libere e diverse, la letteratura con la forza originaria della parola inventa e pensa, vincolata al tempo e al suo trascorrere inesorabile. Nel suo limite, oggi, sta anche forse la sua vocazione esistenziale, la sua funzione antropologica di trasformare la memoria in esperimento, in costruzione dell’uomo.”

    Buone letture insieme e in solitudine

    Bianca

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  6. oibo!!!
    pochi minuti fa un nostro… emerito politico… un certo CLEMENTE MASTELLA …ha usato in senato come base del suo discorso la poesia di Neruda o di chi per lui..che peccato!!!
    forse amerò un po’ meno questa poesia!!!
    sono quasi arrrabbbbbiata!!!

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