Natura morta in un fosso

Un noir a teatro.

Basta questa frase per descrivere *Natura morta in un fosso*, monologo in scena al teatro Studio di Milano, ahimè solo dal 20 al 25 novembre (quindi ormai è troppo tardi, per chi volesse vederlo…).

L’idea è affascinante, avvicinare il genere del giallo/noir al mezzo del teatro, due mondi che sembrerebbero così lontani.

E invece no. Grazie alla sceneggiatura di Fausto Paravidino, alla regia di Serena Sinigaglia, all’eccellente interpretazione di Fausto Russo Alesi, il risultato è sorprendente. Avvincente, divertente, simpatico, ben recitato e ben scritto.

Fausto Russo Alesi mette in scena, con qualche cambio di abito, di voce e di interpretazione, la serie di personaggi che ruotano intorno al delitto di una ragazza di buona famiglia, trovata morta e nuda nel fosso di una strada di provincia nel nord Italia. Il commissario che ha solo 18 ore prima che i telegiornali della sera ne facciamo un caso mediatico (e viene in mente Perugia, Garlasco, Cogne, e chi più ne ha più ne metta), il ragazzotto con gli ormoni in movimento e la sfortuna di trovare un cadavere, i due ridicoli pusher di provincia, la madre della vittima, che scopre di non conoscere la figlia ma neanche la sua vita, la prostituta brasiliana testimone del caso.

Come ha scritto la registra Serena Senigaglia:

Natura morta in un fosso è un noir a teatro, ovvero il luogo più inospitale per questo genere di fiction.
La TV ne è piena e così il cinema. In teatro è più raro.
Probabilmente perché è ben difficile riuscire a creare della suspance, di quella tosta, intendo, di quella che ti fa davvero prendere paura, in teatro. Altrettanto difficile è realizzare scene spettacolari di inseguimenti vari o di fantasiosi ammazzamenti del tipo Hannibal the Cannibal. Insomma nolente o volente il teatro è roba vecchia, antica, lenta, roba per palati fini, per gente raffinata. Il fatto è che noi non siamo gente raffinata e tanto meno abbiamo palati fini. A noi ci piace King ( ma anche nonna Agata), abbiamo tutte le cassette del grande Hitchcock, e certi film non ce li perdiamo di certo… Seven, I soliti sospetti, Il silenzio degli innocenti… ma anche quelli nostrani – ci mancherebbe!- …Profondo Rosso, Suspiria, Il gatto a nove code
Tutti, tutti, non ce ne perdiamo uno. Di recente siamo persino diventati fanatici di un certo Harry Potter. Abbiamo già pronto lo zainetto per la Scuola di Magia che prima o poi apriranno. Ma ci piace anche il teatro.
E ci piace un sacco. Il perché ci piaccia così tanto è un vero mistero (ma la vita è piena di misteri – a proposito di gialli!). Dunque perché non fare una cosa che ci piace (ovvero un noir) in un luogo che ci piace (ovvero in teatro).

*giuliaduepuntozero

Un commento

  1. Ciao Giulia,
    l’ho visto. E ho visto il pubblico in delirio, alla fine. Devo dire che l’attore è molto bravo. Ed è credibile dall’inizio alla fine. Ma quello “non è teatro”. E’ la cosa che ho pensato alla fine dello spettacolo. Mi spiego meglio. La storia tiene alta l’attenzione dall’inizio alla fine. Ma lo fa come fosse cinema o televisione, nel senso che il registro narrativo è proprio quello della successione di immagini e del come va a finire. Il teatro è un’altra cosa. E’ un incantesimo – lo dico senza retorica, ma la parola giusta è questa – dal quale ci sciogliamo appena si accendono le luci. Se il teatro accoglie in sé il registro televisivo (come sta avvenendo anche al cinema italiano) significa buttare via questa possibilità che è soltanto del teatro. Questa tendenza è sempre più diffusa. Tra i pochi casi di teatro come cosa che succede, come presentazione anziché rappresentazione, ti posso consigliare “Carnezzeria” di Emma Dante, al teatro Crt di Milano. Non so se sia ancora in cartellone, ma so che fino al 20 dicembre, in quel teatro, c’è una rassegna dedicata alla regista siciliana. “Carnezzeria” è un capolavoro di pancia. Ma visto che lo stile è quello anche per gli altri spettacolo, anche se ne scegli uno a caso, non sbagli. Ah, la lingua è siciliana. Non si capisce quasi un cazzo. eppure, alla fine dello spettacolo, hai colto tutto quanto. Per incantesimo!
    (Inciso: il testo di Paravidino l’ho trovato comunque formidabile, senza una sbavatura, molto molto bello).

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.