Premio Selezione Bancarella

Domenica 14 maggio c’è stata a Lecco la presentazione dei sei vincitori della cinquantaquattresima edizione del Premio Selezione Bancarella.
Il vincitore definitivo verrà proclamato a Pontremoli il 16 luglio, ma nell’attesa sono stati presentati i sei finalisti, in un vivace incontro moderato da Alessandra Casella, e presenziato dalle autorità politiche lecchesi, con un discreto pubblico.
Si è partiti con *Iacobus* della spagnola Matilde Asensi, ed. Sonzogno , che non ha potuto partecipare, sostituita dal suo simpatico traduttore, Andrea Carlo Cappi, che si è soffermato sul suo lavoro di traduzione, particolarmente interessante, considerato che ha dovuto cimentarsi con un romanzo scritto in prima persona, narrato da un monaco del 1300, con uno stile ricco e forbito, reso da Cappi con l’introduzione di endecasillabi. Il libro sembra interessante, un’altra avventura sulle tracce del Sacro Graal, fra Umberto Eco, Indiana Jones, Dan Brown, e chi più ne ha più ne metta.
Il secondo finalista, Pietrangelo Buttafuoco, autore di *Le uova del drago*, ed. Mondadori, non si è fatto vedere (neanche lui), ma la Casella ha parlato molto bene anche di questo romanzo, ambientato nella Sicilia degli ultimi anni della guerra e dei primi del dopoguerra. Era particolarmente ammirata per la scrittura e la lingua usati da Buttafuoco.
Per *Nordest* (ed. e/o), di Massimo Carlotto e Marco Videtta, è intervenuto solo il secondo dei due autori, a parlare di questo romanzo ambientato nell’Italia del nordest, appunto, fra vicende di imprenditori, storie famigliari, “invasioni” cinesi, per un libro che voleva nascere come sceneggiatura televisiva, ma è diventato un romanzo a quattro mani.
Come quarta finalista una donna, Alessandra Montrucchio, con *Non riattaccare*, ed. Marsilio, la storia di una donna innamorata e abbandonata, in preda alla depressione, in una lotta contro il tempo per salvare l’uomo che ama. La Casella evidenziava soprattutto la bravura dell’autrice, che ha utilizzato in tutto il libro la seconda persona singolare, molto difficile.
Quinti finalista Claudio Paglieri, con *Domenica nera*, ed. Piemme, lungimirante thriller, in cantiere da qualche anno, sulle malefatte calcistiche di una squadra mai nominata, ma che ricordano molto, molto, molto, quello che si legge in questi giorni sui giornali. L’incipit molto bello, sembra Tutto il calcio minuto per minuto, con stacco sull’arbitro trovato impiccato negli spogliatoi.
Infine Andrea Vitali, con *La figlia del Podestà*, ed. Garzanti, autore bellanese, e guest star in quel di Lecco. Il simpatico medico della mutua e scrittore per passione ha parlato del suo rapporto con Bellano e con il lago, e del suo mestiere di medico. Sempre molto apprezzato dai lecchesi.
In attesa delle proclamazione del vincitore, è stata una bella iniziativa.

*giuliaduepuntozero

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