Un corpo come un abito?

Su IL CORPO di Hanif Kureishi
di Concetta Bennati

Kureishi ci cattura con questa provocazione, ma si risponde da solo: � Ero uno straniero sulla terra, un nessuno e un niente, non appartenevo a nessun luogo, un corpo solo, condannato a ricominciare, nell�incubo della vita eterna�.

All�inizio mi sono sentita vicina al protagonista, ho capito il suo desiderio, sono entrata nelle difficolt� e nella sofferenza della vecchiaia. L�abbiamo ogni giorno sotto gli occhi: � La malattia � un posto dove non c�� compagnia.� Chi non ha mai provato il desiderio di sentire all�infinito quel benessere spontaneo e totale che d� la giovinezza?

Ma se la ricerca di quel benessere si traduce nella negazione di ci� che sei stato, nella frattura e nella perdita di tutti i rapporti colmi di significato che hai costruito, per esaurirsi nell�edonismo fine a s� stesso, che senso ha? Proprio nessuno! E allora ben venga la punizione finale.

Kureishi ci prospetta una rinascita in un mondo spaventoso, facendoci misurare fino in fondo il valore di ci� che abbiamo abbandonato: il sapere, l�amore condiviso, l�affermazione attraverso le qualit� intellettuali.

Il protagonista del racconto non ci mette molto a capire la necessit� del rientro nell�abito vecchio e dice:�Ma dal momento che il mio vecchio corpo e le sue sofferenze equivalevano alla vita che avevo condotto, ed erano la somma totale dei miei risultati fatta carne, credevo che avrei dovuto abitarlo di nuovo. Non ero incline alle devozioni pi� rigide, ma questo sembrava proprio il mio dovere.� Ed � proprio a questo punto che l�autore si diverte a negargli ogni possibilit� di ritorno.

Devo dire che per certi versi mi sono sentita coinvolta, molte delle riflessioni sul significato della vecchiaia e dell�esistenza mi hanno avvicinato al protagonista, per� mi aspettavo che la vita nel corpo nuovo fosse meno squallida e che anche qui Kureishi fosse abbastanza fantasioso. Invece tutto, o quasi, si riduce a puro esercizio sessuale.

Ho trovato particolarmente squallida e scontata la vicenda con Patricia� Ma forse il problema del protagonista � proprio quello di essere troppo appagato e di non avere pi� nulla di importante o di vero da cercare. Ha un corpo nuovo, ma il cervello � rimasto vecchio nell�accezione peggiore, cio� “privo di obiettivi e desideri” e l�unica cosa che gli interessa � di finire i suoi giorni con sua moglie ed i suoi figli!
Cosa sarebbe successo se la stessa opportunit� fosse stata data ad uno che nella sua vita precedente non avesse realizzato nessuno dei suoi sogni?

Un po� lo si intravede in Ralph che sembra finalmente appagato, anche se poi lo scenario di un mondo in cui l�omicidio � il mezzo per assicurasi l�immortalit� rende tutto decisamente apocalittico.

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