Leggere e parlare di un racconto di Dorothy Allison
La prima cosa che vorrei dire in questa ultima settimana di ottobre riguarda la storia che il gruppo di lettura Un racconto ha deciso di leggere: Mama di Dorothy Allison. Il racconto è uscito negli anni ’80 in una raccolta intitolata Trash; in Italia è pubblicata da Minimum Fax (2021, traduzione di Margherita Giacobino).
Siamo nel South Carolina, questa la voce della narratrice di Mama:
«Il giorno del compleanno del mio patrigno penso sempre a mia madre. Lei è già sveglia, col suo caffè e le sigarette, e guarda il sole alzarsi prima di andare a lavorare. Mia madre vive ancora con lui, anche se quand ’ero piccola giurava e spergiurava che non appena fossimo cresciute lo avrebbe mollato. Invece siamo state noi ad andarcene, mia sorella e io, e il giorno del compleanno del mio patrigno non mandiamo regali e non andiamo a trovarli. Però – lo so perché ce lo siamo dette, mia sorella e io – pensiamo a lei. In ogni momento del giorno sappiamo cosa fa, dov ’ è, di cosa starà parlando. Lo sappiamo non solo perché le sue giornate sono fisse e prevedibili come i giorni di bucato, ma perché ce lo sentiamo dentro, dentro il nostro corpo. Il corpo di nostra madre è con noi, nei suoi minimi dettagli. In ciascuna di noi due lei è ricreata, con le sue ossa forti e le pieghe della pelle sullo spesso strato di carne che da sempre riveste le donne della nostra famiglia.»
[…]
«Il mio patrigno era un camionista, un piccolo uomo con grandi mani e una rabbia ancora più grande. Ogni volta che perdeva le staffe perdeva il lavoro. Bastava che qualcuno dicesse una parola, una battuta qualsiasi, e il mio piccolo patrigno afferrava una cosa che pesava metà di lui e cercava di accoppare chi aveva parlato. «Non fatelo arrabbiare», diceva la gente. «Non fatelo arrabbiare», ci diceva sempre mia madre».
Spero vi interessi provare a parlare di Mama e di Allison con noi: ci si vede mercoledì 11 novembre alle 20:45 su Zoom (l’incontro è aperto a tutte e tutti, anche a chi non ha letto il racconto). Qui trovate altre informazioni e il testo in italiano e inglese.
Lolita
Il romanzo di novembre del gruppo di lettura Grandi libri ha meno bisogno di farsi conoscere, è infatti Lolita di Vladimir Nabokov. Ne parleremo il 18 e il 19 novembre 2026.
Mercoledì 18 ci vediamo alla Biblioteca Sormani a Milano, alle 20:45.
Giovedì 19 ci vediamo invece su Zoom, sempre alle 20:45.
Come sempre gli incontri sono aperti a tutti, anche a chi non ha letto il romanzo.
Per chi viene in Sormani il 18/11, basta salire al secondo piano (se mai chiedete alla persona che troverete all’ingresso).
Le credenziali Zoom per 19/11 invece le trovate qui.
A distanza di 70 anni dalla pubblicazione, Lolita è probabilmente ancora un romanzo controverso. Soprattutto perché la voce narrante, il narratore inattendibile più famoso del ‘900, è davvero emotivamente irritante: nasconde dietro una raffinata scrittura (il romanzo è una memoria autobiografica del protagonista Humbert Humbert) un narcisista violento, e tutto ciò che si scopre pagina dopo pagina.
Quello che dice questa voce e il suo modo di raccontare in modo suadente e occultando la verità, nascondendo la realtà dei fatti, in particolare descrivendo come passione amorosa la sua violenza quotidiana (in varie forme subdole e altre più evidenti) ai danni di una bambina, hanno attirato sull’autore del romanzo (va da sé incolpevole per quel che fa e dice il suo personaggio narratore) una diffidenza e un fastidio che forse ancora non sono state ridimensionate del tutto, anche quando si ammette che si è davanti a un’opera d’arte straordinaria. Particolarmente spinoso è anche il personaggio della vittima, le modalità e le interpretazioni soggettive della sua relazione con Humbert.
Vi aspettiamo per parlarne insieme.
Vedi anche: Leggere per raccontarsi, un libro per lettori che scrivono di sé e degli altri –

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