I libri più belli, letti nel 2015

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015.

Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)
Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)

Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della lettura, di molte persone ricche di idee e di passione.

Mi limito quindi a ricordare la regola di base che ispira il post:

– indichiamo i libri che leggiamo nel corso dell’anno e che lasciano il segno; indipendentemente da quando sono stati scritti e pubblicati.

Per il resto, l’unica altra regola è quella del rispetto: rispetto delle letture e dei pareri di tutti. Il che non significa che non si possono avere giudizi duri sui libri che altri citano. Importante è farlo restando entro i confini dell’educazione.

Buone letture!

Come sempre, usiamo i commenti.

1.478 commenti

  1. @mari. I deliziosi romanzi di milena Agus sono lievi, pieni intelligenza attuali per dare il senso di un’italianita’ reale in un’isola come la Sardegna evitando la facile colorazione della differenza culturale esasperata..,direi mistica che spesso gli scrittori usano dando al lettore una idea di “piccole patrie “,regione per regione. luoghi comuni standardizzati Anche Bajani e’ per una scrittura laica indipendentemente dalla narrazione.Albert Capitta nel GIARDINO CHE NON C’È narra una storia curiosa e straordinaria che mi colpi’ perché oltre alla sua bellezza letteraria di pura creazione , offre una
    narrazione che potrebbe essere giapponese o africana o svolgersi in qualunque zona del mondo.Ora devo andare.ciao carissima

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  2. @Camilla
    Grazie per tutte le spiegazioni! Agus piace anche a me.

    @Tutti@Cristina
    Quello che volevo dire io è che i vostri titoli rimangono di importanza capitale per comprendere la storia la cultura e l’identità italiana, ma il lettore straniero capirà poco dell’Italia contemporanea se non aggiungiamo qualche libro scritto in tempi più attuali come quelli indicati da Laura, da Elle e da Camilla (Gomorra da te indicato mi era sfuggito e lasciamo stare i miei esempi se ti sembrano deboli).

    Tolti i pochissimi titoli di cui sopra, tutti gli altri si fermano ben prima del XXI secolo, in molti casi possono aiutarci a capire la storia repubblicana sotto il profilo delle sue radici, di alcuni tratti ereditati dal fascismo, ed è molto, oltre al fatto che sono determinanti per comprendere avvenimenti importantissimi come il fascismo, la persecuzione degli ebrei e ancora prima la formazione dello stato unitario, ma rimane il fatto che sono stati cronologicamente scritti in periodi anteriori a quella che è stata la storia del paese nell’ultimo mezzo secolo (e forse di più).

    Può essere che negli ultimi cinquant’anni siano stati scritti così pochi libri rappresentativi ed emblematici della nostra storia culturale? Non ve ne vengono in mente altri? Questo potrebbe essere il prosieguo del tuo gioco.

    Non aiutereste solo il lettore del GdL straniero di Cristina, dareste una mano anche a me!

    Ciao
    Mari

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  3. La Fallaci, che donna… nel suo meraviglioso cervello abbondava quella che i greci chiamavano pronoia: la lungimiranza, la capacità di leggere il presente per capire dove sarebbe andato il futuro. Una grande italiana.

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  4. @wwayne. Certo la Fallaci era una talentuosa giornalista e i suoi libri sono spesso dei brevi saggi sempre legati alle vicende politiche e /o sociali del momento.Molto ideologica e solipsista non ha mai scritto una vera narrazione creativa.
    Sempre molto assertiva e priva di umana empatia ha trovato successo molto piu’ come passionaria distruttiva, certamente piena di talento . Come letterata , a mio modesto parere ‘ non ha scritto nulla di cui valga la pena di parlare.Come giornalista inviata speciale verra’ ricordata e studiata sicuramente. Cosa hai letto
    dei suoi romanzi? Cordialissimi saluti. Il tuo stile libero e non conformista mi piace molto. Cam

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  5. ma che diaviolo vuol dire una grande italiana? ci manca solo eia eia alalà e siamo a posto. o Wwayne, al limite potevi dire una gran donna ( no, non per me, velenosa e razzista, intossicata e intossicante) o una grande scrittrice /( escluso) ma che c’entra la nazionalità?? ehhh??

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  6. Cristina, la tua domanda, come diceva il padre di Effi Briest, è un campo troppo vasto 🙂 tuttavia ci provo con alcuni autori. Anzitutto Ennio Flaiano, col suo occhio preciso e disincantato, va letto per capire le fisime italiane, e a questo punto anche il suo concittadino e opposto, D’Annunzio, va letto per capire certe derive narcisistiche che in Italia hanno sempre avuto spazio, fino a Busi e Siti (anche loro da leggere per capire un aspetto della contemporaneità). Flaiano e D’Annunzio peraltro rappresentano l’opposto anche in termini estetici, D’Annunzio la famigerata prosa d’arte (che da noi è quasi una iattura) e Flaiano la prosa scabra ed essenziale. Farei leggerei, a proposito, Montale, quello del Secondo mestiere, il prosatore critico. E Nicola Chiaromonte, uno dei nostri più lucidi intellettuali. Pasolini? Diciamo quello degli Scritti corsari, anche se di Pasolini ho un’idea piuttosto personale, le sue argomentazioni insomma non sono mai state, per me, davvero originali e in anticipo sui tempi come si è spesso scritto. (Chiaromonte, per fare un nome, era criticamente più lucido). Calvino, quello di alcuni racconti come La giornata d’uno scrutatore. Lalla Romano de La penombra che abbiamo attraversato. Natalia Ginzburg in Mai devi domandarmi. Parise dei Sillabari. Magris di Microcosmi. La Morante de La storia. Anna Maria Ortese de Il mare non bagna Napoli. E infine Sciascia e Bufalino. Ci sarebbe da aprire un capitolo su cinema e teatro, ma qui torniamo al padre di Effi Briest. Ciao

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  7. @Cristina: Dandomi del fascista mi ferisci profondamente. Con quell’espressione intendevo dire semplicemente che la Fallaci ha dato lustro all’Italia, e che sono orgoglioso di condividere con lei lo stesso paese d’origine (e anche la stessa città, doppia fortuna e doppia libidine).
    Smettiamola di associare l’orgoglio nazionale ad una posizione politica di estrema destra: è uno schema mentale stantio, e soprattutto è una gigantesca forzatura.
    Mi dispiace anche che tu l’abbia accusata di essere razzista. Ora, premetto che della Fallaci ho letto un libro solo e molto tempo fa, ma ti assicuro che aborro il razzismo con la massima forza, e quindi mai avrei osato esaltare la Fallaci se in lei avessi visto una razzista. Ricordo che aveva una posizione molto critica nei confronti dei fondamentalisti islamici, ok, ma quella credo che ce l’abbia chiunque.

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  8. Guarda,caro Wwayne, io ho criticato il linguaggio, l’espressione scelta, che echeggia cose davvero passate e per fortuna, non ti ho dato del fascista.ma il lessico è importante, lo si sceglie apposta. Quindi tu lo hai scelto e lascia agli altri/e le reazioni che fa nascere.
    La Fallaci è una macchia nerissima nel mondo culturale del paese nel suo odio antiislam ( non contro i fondamentalisti!!), un grumo di veleno virulento e purulento. Amen

    Grazie Domenico Fina, molto interessanti le tue proposte – ma bisogna scegliere 6-7 titoli e stop. Il gioco è gioco in quanto stringente. E no, io non lascerei da parte il passato, propio no. Se no l’ottica distorce troppo.

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  9. Molto bene, vedo interessanti proposte e animate discussioni. Quello che ci voleva per animare questa sonnolenta rubrica.
    Mi fa piacere che anche Domenico Fina tiri in ballo Flaiano, come io avevo già fatto. D’Annunzio invece serve a capire il passato, un passato che io considero ormai chiuso, un po’ meno il presente, e qui tiro nuovamente in ballo Il Buzzati di “Un amore” e il Bianciardi di “La vita agra”, veri premonitori di come si sarebbe trasformata la società italiana sempre più urbanizzata, sempre più dura, cinica, impersonale (e di cui la Milano del boom anni ’60 è un po’ l’archetipo). Allo scopo va bene (ma forse un po’meno) Fenoglio.
    Testi anche più importanti (penso a Calvino, a Eco, ma anche a Magris, così come ancor prima a Svevo) sono più legati a una cultura Europea, spesso impregnata di Francia (in un caso) o di mitteleuropa (nell’altro).
    Pasolini è un caso a parte. Avrei tirato in ballo semmai i “Ragazzi di vita”, ma mi pare una stagione del nostro pur recente passato, superato dalla “Gomorra” di Saviano.
    Per quanto riguarda Ortese il suo “Mare non bagna Napoli” mi sembra scrittrice molto minore della grande visionaria di “Toledo” o del “Cardillo” , opere immense a mio parere, ma così personali e isolate da non poter dare alcun contributo a quello che viene dichiarato lo scopo del gioco (anche il Buzzati del “Deserto dei Tartari è superiore a quello di “Un amore”, ma l’ho scartato per ragioni simili).
    Su Fallaci la penso esattamente come Cristina.
    Italiani contemporanei degni di nota? Forse Busi, sicuramente anche altri; ma confesso di conoscerli poco (e poco mi attraggono), pertanto non mi sento di sbilanciarmi.
    Confermo la mia lista già postata. Con tanto di Flaiano (a scapito dell’esclusione di Bianciardi per rimanere a max. 7).
    Saluti

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  10. Scusate l’intromissione, è da qualche giorno che leggo i vostri post e che seguo il gioco sui libri a proposito del quale, concordo in buona parte con Mariangela.
    @Cristina, Jezabel si riferiva alla bistecca fiorentina (Fallaci) e ai compagni di Cresima (Il padrino di Mario Puzo) non era poi così difficile…
    Ecco, è proprio la Fallaci che mi ha spinto a recedere per un attimo dal mio proposito di non intervenire più e a scrivere ancora qualcosa, più precisamente un breve ritratto della fascista Oriana Fallaci:

    Il padre Edorardo fu un convinto antifascista, arrestato e torturato dal regime.
    Oriana a 14 anni entra attivamente nella resistenza con il nome di battaglia “Emilia”. Agisce come staffetta per consegnare messaggi segreti ai partigiani ed aiuta i clandestini. Alla fine della guerra viene insignita di medaglia dall’ esercito per i servigi resi alla Resistenza.
    Fra il 1973 e il 1976 è compagna in vita e nella lotta, di Alexandros Panagulis, eroe greco della lotta contro il regime dei colonnelli, più volte arrestato e torturato e morto in un misterioso incidente stradale, questa vicenda segnerà per sempre la vita di Oriana Fallaci.

    Non c’è che dire, è il ritratto di una perfetta fascista eia, eia allalà…vero Cristina.

    Oriana Fallaci non è una scrittrice: qui sotto elenco solo alcuni dei libri pubblicati, esclusi quelli tanto vituperati e mai abbastanza apprezzati per la loro forza profetica e il coraggio della denuncia

    I sette peccati di Hollywood,
    Il sesso inutile.
    Penelope alla guerra,
    Gli antipatici,
    Se il sole muore,
    Niente e così sia,
    Quel giorno sulla Luna,
    Lettera a un bambino mai nato,
    Un uomo
    Insciallah

    Provo profonda tristezza che molti italiani intrisi di una “cultura” di sinistra, apprezzino di più la “grande”Sabina Guzzanti, capace di deridere in pubblico il cancro che stava divorando la vita di Oriana Fallaci, proprio quella Guzzanti capace anche, di farsi infinocchiare per avidità, da un imbroglione di provincia che le ha rubato tutti i suoi risparmi, con il miraggio di guadagni facili…
    Oriana Fallaci è ammirata in tutto il mondo come una grande italiana ed ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, in tutto il mondo, per la sua attività di inviata di guerra, giornalista e scrittrice.
    A questo punto tenetevi pure le vostre Guzzanti, di destra e di sinistra.
    Buone letture.

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  11. Caro Ennore, il percorso di Oriana Fallaci è stato molto tortuoso e complesso. E il termine del suo viaggio terreno che l’ha portata sempre di più verso le ben note posizioni di totale e a mio parere un po’ gretta intolleranza, dai toni spesso astiosi, carichi di odio e di bellicosità che non potrò mai condividere (è in questo senso che do ragione a Cristina).
    Ma non mi permetto di bollarla come fascista, e non vedo la necessità di dovere fare una scelta tra lei e la Guzzanti, che tiri in ballo tu senza che nessuno si sia sognato neanche di nominare, paragonando e mischiando capre e cavoli. E per questo non mi sogno di tenermela e restituisco al mittente.
    Non c’è nessuna bilancia, nessun piatto per cui se sale uno debba scendere l’altro.
    Del resto molti atteggiamenti “fascisti” li ho trovati spesso anche a sinistra, ed è una delle ragioni per le quali non credo più in alcuna sinistra da tantissimi anni.
    Non credo più neanche nella democrazia se è per questo, parola di pura facciata con cui tutti si sciacquano la bocca ma che non vedo mai applicata nei suoi principi fondamentali (che non risiedono nel “voto”, aspetto puramente secondario) da nessuna parte del mondo.
    Ma credo ancora nei valori della pace, della tolleranza, del dialogo. Credo che Oriana, nei suoi ultimi anni, provata dalla vita, non riuscisse più a credere neanche in questi, ed è per questo che mi è divenuta detestabile. Non voglio per questo giudicarla come persona. Ma gli ultimi suoi scritti mi hanno irritato profondamente e mi indignano ancora.
    Che differenza con la dignitosa e serena morte di Terzani!

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  12. ma queste cose di Fallaci le sanno tutti/e Ennore, non c’è bisogno che tu ce le venga a dire. E chi le ha dato della fascista? nessuno/a qui. Forse hai letto male ? Potresti rileggere magari ? ecchediamine.

    Peccato, però: negli ultimi 25 anni della vita l’Oriana ha mandato tutto…alla malora. La malattia e la radicalizzazione dell’odio per l’altro l’ha resa violenta, cupa, furibonda, acrimoniosissima, insomma è brutto dirlo ma è vero, alla fine era del tutto fuori di zucca.
    Cosa c’entra Guzzanti? che c’entriamo noi con Guzzanti? mahhh.
    io penso che se hai polemiche da far fuori dovresti farle in luogo più consono, qui si parla di scrittura e di pensieri.
    Oriana Fallaci NON è una scrittrice, o se lo è, lo è tanto quanto Fabio Volo o Bruno Vespa.
    Visto che sai tutto di lei, il suo mestiere era “giornalista” ( come è Roberto Saviano, ma nel suo caso, per profondità e anche per scrittura, voliamo molto alto).
    I premi di tutto il mondo che tu citi li ha avuti prima della sua involuzione degli ultimi decenni. Di quell’ultimo periodo diciamo che è pietoso tacere, e sorvolare.

    Comunque cosa significa “essere ammirati come un grande/ italiano/a?”
    Al limite uno è ammirato perchè è un bravo musicista, o una grande scrittrice, o un’attrice talentuosa, o una strepitosa astronauta, o un’attivista civile o chesso’ io.
    E’ la categoria “grande italiano” che proprio puzza di muffa vecchia e di cattiva origine.
    Se dici ” grande scrittore/pittore/regista etc italiano” ,allora funziona, se no fa pensare a robe passate, e parecchio brutte.
    Amen bis

    Carlo: Su italiani/e contemporanei da segnalare allo scopo del gioco mi sto arrovellando: Arbasino forse? qualche titolo di Eco ? Ferrante? O Camilleri ( il primo)?? Forse Ave Mary di Michela Murgia, o dei mix di Deaglio? Purtroppo non conosco Wu Ming di cui si dice un gran bene. Busi senza dubbio. Ma anche qualche libro di viaggio di Rumiz per l’Italia minore.
    Io ho messo un titolo bellissimo di Clara Sereni.

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  13. @Carlo: devo correggerti.
    La Milano degli anni 60 era tut’altro che fredda, cinica e impersonale. Era una città vivissima e vivacissima, piena di fremiti, pulsioni, aperta alla cultura come non mai,c’erano Gaber, Jannacci, Fo e Rame, i Gufi,La Casa della cultura, Linus, case editrici strepitose,letture di poeti in piazza, Luigi Nono a teatro… altro che cinica. L’autentico fulcro di tutta la vita culturale italiana, più viva e rivolta al futuro, e ribelle, generosa.
    Il male è venuto dopo.

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  14. @Cristina,
    “ma queste cose di Fallaci le sanno tutti/e Ennore, non c’è bisogno che tu ce le venga a dire. E chi le ha dato della fascista? nessuno/a qui. Forse hai letto male ? Potresti rileggere magari ? ecchediamine.”
    “io penso che se hai polemiche da far fuori dovresti farle in luogo più consono, qui si parla di scrittura e di pensieri.
    Oriana Fallaci NON è una scrittrice, o se lo è, lo è tanto quanto Fabio Volo o Bruno Vespa.”

    Proprio non ci riesci, è più forte di te, sei tu a stabilire le regole per tutti: non è questo il luogo per fare polemiche perché qui si parla di libri e secondo te, Fallaci non è una scrittrice, solo tu puoi stabilire chi è scrittore e chi no, chi è degno e chi no. La mia non è polemica, ma solo l’espressione di una opinione riguardo a quanto ho letto. Se io avessi letto, e non l’ho fatto, un libro di Fabio Volo, e ne volessi discutere qui, non potrei perché tu hai stabilito che F.V., non è uno scrittore?

    Sul fatto che tutti sappiano le cose che ho scritto, non ne dubito, sicuramente tu però non fai parte di chi le conosce, dal momento che Eia Eia allala , abbinato al nome di Fallaci lo hai scritto tu e non io, sottintendendo che se ammiri la Fallaci, sei un fascista. E comunque, ancora una volta non stabilisci tu, cosa io possa e voglia dire, ma questo è troppo lontano dal tuo pensiero, questo si fascista.

    “La Fallaci è una macchia nerissima nel mondo culturale del paese nel suo odio antiislam ( non contro i fondamentalisti!!), un grumo di veleno virulento e purulento. Amen”

    Ma l’hai mai letta? Lo hai stabilito tu quello scrivi o è un dogma caduto dall’alto senza possibilità di replica? Io la penso in modo molto diverso, ma non chiuderò mai con un “amen” perché ho la certezza della mia fallibilità.

    @Cristina e Carloesse
    Il fatto che negli ultimi anni, Oriana Fallaci abbia svoltato secondo voi verso una deriva sbagliata, è e deve rimanere una opinione personale, io la penso molto diversamente e anche questa è una opinione del tutto personale e quindi, opinabile.
    Anche Giampaolo Pansa, prima grande intellettuale per tutta la sinistra, è diventato pressoché un folle, perché ha cominciato a rivedere alcune sue posizioni…forse anche lui è un “grumo di veleno virulento…” e non è uno scrittore?
    Riferendomi a Sabina Guzzanti, ho parlato di una certa “cultura di sinistra” che l’ha eletta a “maitre a penser”. Per anni il bersaglio della sua satira, molto applaudita, è stata proprio Oriana Fallaci, fino a quella tristissima e applauditissima esibizione in piazza, dove augurò a Fallaci, che il cancro se la portasse via.

    @ Carloesse
    “Che differenza con la dignitosa e serena morte di Terzani!”

    Ho già avuto modo di risponderti a riguardo: Terzani è stata una grande persona, ma al mondo ci sono i Gandhi e i Che Guevara, ognuno vive e muore secondo la sua indole, alcuni preferiscono l’uno, altri l’altro, e magari una terza via…

    @Cristina,
    il mio ultimo pensiero del post va a te: raramente nella mia non breve vita, ho trovato una persona così lontana dal mio pensiero e di questo ti ringrazio, perché riesci a smuovere tutta la mia voglia di esprimere ciò che penso, su chi si erge a giudice di tutto e di tutti, contro chi vuole dettare le regole, contro chi ritiene, che esprimere la propria opinione, sia polemizzare, quindi non credo che ti chiederò mai preventivamente il permesso di scrivere ciò che scrivo, raramente qui e più spesso su altri forum…

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  15. @Ennore
    Avrei una richiesta tecnica che esula dal dibattito in corso: ho qualche difficoltà grafica a leggere i tuoi commenti perché, probabilmente nell’intento di maggior chiarezza, riprendi con il copia incolla i commenti precedenti di altri lettori; in questo modo io faccio fatica a capire di chi sia il pensiero riportato (se sono l’unica ad imbrogliarsi, ignora questa mia richiesta).

    @Ennore @tutti
    Non entro nel merito della polemica su Fallacci, di cui ho letto solo un libro molti anni fa, dico solo che se non sei d’accordo puoi esprimerti con tuta la veemenza che vuoi, ma a mio parere dovresti farlo nel merito, non contro i lettori di opinione contraria.

    A proposito di Fabio Volo e dei “libri di successo” o, chiamiamoli così, dei “libri commerciali”, ricordo che, proprio qui, qualche mese fa, abbiamo esplicitamente sollecitato chi ci legge a segnalarceli proprio per capire se ci perdiamo qualcosa che valga la pena essere letto.

    @Ennore, spero di leggerti ancora su questo articolo.

    Ciao,
    Mariangela

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  16. @Carloesse,
    scusa l’utilizzo di luogo pubblico, per faccende private, ma non so come fare altrimenti. Antonella B. mi chiesto se può contattarti…faccende letterarie…se lo hai già fatto bene, se invece ti andasse e non lo hai fatto, come si può?
    Grazie un saluto

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  17. @Mariangela,
    lo temevo…comunque le citazioni le metto virgolettate, spero sia chiaro, se invece hai qualcosa da suggerire, è ben accetto.
    grazie dell’attenzione

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  18. Il discorso sarebbe lungo ma non credo che l’Italia d’oggi si possa tratteggiare esattamente dai nomi illustri del passato, per alcuni – penso a Flaiano – puo`essere utile la loro lettura; per altri grandi scrittori da Svevo alla Ortese, no so. Svevo e Ortese rappresentano la letteratura, che e`sempre universale. Ecco perche`ho scritto che fare 6 nomi e`difficile. Perche` e`vero che l’adulazione e l’affarismo tipicamente italiani, nei libri di Calvino (La giornata d’uno scrutatore, La speculazione edilizia) risaltano ancora, ma se stiamo ai vizi atavici e`attuale anche Guicciardini. Per cui dovendo fare sei nomi li cambierei – di nuovo – e li farei della stretta attualita`. Mantenendo Flaiano, Calvino e Montale (quello delle prose critiche, sempre attuale), e aggiungendo nomi che magari a me non fanno impazzire ma danno un’idea piu`fedele dell’Italia di oggi. Walter Siti, Diego De Silva e Sandro veronesi.

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  19. @Mariangela,
    hai ragione, ma ho scritto di getto ieri sera colto da raptus…
    Come certamente già sanno tutti, i libri della NON scrittrice Oriana Fallaci sono stati tradotti in tutto il mondo e in numerose lingue.
    Il mio primo libro fu “Lettera ad un bambino mai nato” lo lessi nei primi anni ottanta, perché l’argomento mi era in quel momento, molto vicino. Inutile dire che è una profonda meditazione sull’aborto, sull’amore e su molto altro.
    Poi seguì “Se il sole muore” quasi un racconto di fantascienza, in cui si raccolgono, a far da sfondo, bellissime interviste ad astronauti dell’epoca.
    La storia d’amore fra Oriana Fallaci e Panagulis, è una delle situazioni più romantiche, tragiche ed epiche, che la vita possa offrire. Non manca addirittura un aborto subito dalla Fallaci, in seguito ad un litigio proprio con Panagulis, che era il padre del bambino. Da questa relazione, nasce il romanzo “Un uomo”. Subito non lo apprezzai, lo rilessi in seguito e il giudizio fu diverso.
    Ultimo letto, prima della famosa trilogia della rabbia e l’orgoglio, “Insciallah” un drammatico racconto sulla guerra in Libano. Ricordo che fu una lettura lenta e un po’ distratta, forse dovrei rileggerlo.
    Alle donne, consiglierei “Il sesso inutile” . Qui riporto con un banale copia/incolla, quanto scrisse la Fallaci riguardo la sua iniziale reticenza a scrivere quel libro:

    «Per quanto mi è possibile, evito sempre di scrivere sulle donne e sui problemi che riguardano le donne. Non so perché, la cosa mi mette a disagio, mi appare ridicola. Le donne non sono una fauna speciale e non capisco per quale ragione esse debbano costituire, specialmente sui giornali, un argomento a parte: come lo sport, la politica e il bollettino meteorologico».

    Veniamo agli ultimi, quelli dell’impazzimento della Fallaci. Io credo che la propaganda dei media, a favore e contro, abbiano fatto un pessimo servizio ad Oriana Fallaci.
    “La rabbia e l’orgoglio” è da considerarsi un istant book, in quanto scritto a poche ore dai tragici avvenimenti dell’undici settembre. Come tale, pecca di analisi troppo a caldo, ma lo ritengo comunque una analisi sufficientemente lucida di ciò che stava accadendo e di quello che sarebbe successo. A mio parere, si è calcata volutamente la mano sull’anti islamismo della Fallaci, in realtà nei tre libri tanto vituperati, la Fallaci inveisce molto sulla inettitudine dell’Occidente e sulla sua incapacità di reazione e forse, a ben leggere, si nota quasi una sorta di ammirazione verso quel nemico terribile proveniente dal mondo arabo, così fortemente convinto e tenace, capace di anteporre la causa, alla propria vita e pertanto destinato inevitabilmente a sopraffarci.
    Io non concordo interamente su ciò che la Fallaci scrive, ma non posso negare la sua grande capacità di lettura degli avvenimenti e il coraggio incosciente con cui esprime le sue idee, nonché la sua quasi divinatoria visione del futuro di Eurasia.
    Per quanto riguarda la sua ammirazione verso i popolo americano, non concordo Personalmente ritengo gli Stati Uniti, i maggiori responsabile(coscienti) della nascita di Daesh. Il terrore che l’Isis scatena, è funzionale alle “democrazie” occidentali, per la promulgazione di leggi e assunzione di provvedimenti, atti a ridurre in modo sempre più drastico, la nostra libertà personale…, ma non è questo il luogo di certi argomenti.
    Mi scuso per la lunghezza, ma forse era dovuto.

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  20. Ennore dovresti leggere e rileggere cosa è stato scritto. Giri la frittata e capisci cavoli a merenda di quanto ho scritto. Io mi rivolgevo a wwayne e al suo lessico. Tutto là, con Fallaci NON c’entrava nulla di nulla.
    Pace, se a te sta bene così, e vuoi leggere quello che non c’è scritto, che vuoi che faccia?

    Oriana non è una scrittrice , ho affermato, nel senso che è una giornalista che scrive, come Roberto Saviano, Rumiz, Bocca etc etc. Il che – nonostante quanto pensi tu – è assai diverso da una scrittura di narrazione letteraria. Poi Lettera a un bambino mai nato e la storia con Panagulis di molti decenni fa aveva preso il cuore a tutte/i. And so what?
    Al resto non rispondo. Pensa ciò che vuoi, a me non interessa.
    Io esprimo i miei punti di vista. Tu i tuoi. Questo vuol dire ergersi a giudice ? ma sai che mi fai ridere? allora qui siamo tutti giudici ! tu compreso.
    Personalmente,poi, trovo Sabina Guzzanti piuttosto antipatica e certo non portavoce di nulla, se non di se stessa.

    Qui ognuno/a parla di chi vuole, di cosa vuole e quanto vuole. Io non mi ergo a giudice di nulla, come è più che evidente a chi ha buon senso e comprende quanto viene scritto senza malanimo e in modo limpido.

    Ho dato delle regole solo su un Gioco che ho proposto prchè così funzionano i giochi.
    per il resto qui si parla anche dell’acqua calda, di fiori e di scuola, di musica, di TV e di meteorologia…e di qualunque stupidata ci venga in mente.

    PS guarda,gentilissimo Ennore, in genere parlo solo di quello che ho letto, il sentito dire non fa parte del mio modo di essere. Tranquillo.
    Rilassati, e buona domenica.

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  21. Il commento sulle donne di Fallaci riportato sopra dimostra bene perchè il movimento femminista – e moltissime donne e pensatrici abbiano sempre considerato Fallaci del tutto estranea a un pensiero di approfondimento e di analisi dei rapporti fra i generi in questo povero paese..

    Non era la sola, a pensarsi al maschile. Pazienza, anche per questo.

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  22. Mari, dopo quattro anni la mia camelia ha deciso di fiorire, per la prima volta. te li dedico questi bei fiori rosati.

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  23. @Cristina
    Grazie, anche per il link dell’altra volta che non ho onorato solo per questioni di tempo. Spero che questo momentaccio lavorativo passi presto!

    @Ennore
    Posto che sarai liberissimo di gestire la grafica come più preferirai, consiglio di omettere “@” quando riporti il pensiero già espresso da un altro lettore e di sostituirlo con “scritto da”. Siamo abituati a intendere “@” come complemento di termine (to, in inglese) e non come complemento d’agente (by, in inglese). Sarà l’età, ma secondo me è più chiaro.

    Ciao a tutti,
    Mari

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  24. @Cristina,
    Riguardo al tuo gioco, ho solo detto che concordavo con quanto diceva Mariangela, riguardo la scelta dei libri e la dinamica del gioco, ho commesso un peccato di lesa maestà?
    Sei proprio sicura di aver capito cosa dice la Fallaci sulle donne? Dice che non devono essere trattate come una fauna speciale, dice che non devono avere il contentino di una festa a loro dedicata, perché le donne devono avere pari dignità e quindi non se ne dovrebbe parlare come fossero un argomento a parte, perché questo non avviene per gli uomini.
    Inoltre scusami, ma forse con molto calma, dovresti rileggere quello che hai scritto in precedenza, perché è in totale antitesi con quello che scrivi ora. Giusto per farmi capire ti riporto il tuo post:
    “io penso che se hai polemiche da far fuori dovresti farle in luogo più consono, qui si parla di scrittura e di pensieri”
    Sbaglio o mi invitavi a non esprimere il mio parere su quanto tu avevi scritto a Wayne, perché evidentemente per te, il mio pensiero non era consono a questo luogo dove si parla di scrittura e di pensieri (più consoni e alti?)…
    Cristina, nella ipotesi che tu rispondessi a questo mio post, sappi che io non replicherò, e non per scortesia, ma perché finirei per ripetermi e ognuno resterebbe del proprio parere e probabilmente finiremmo con l’annoiare tutti.
    P.S. Bello il tuo dedicare il fiorire delle tue camelie a Mariangela, ma sei sicura che questo sia il luogo consono? Qui si parla di scrittura e di pensieri, non di botanica…

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  25. Ennore che la pace e la chiarezza siano con te.
    Come ti ha già scritto Carloesse, la polemica Fallaci -Guzzanti (da te introdotta) non ci riguarda nè riguardava. E’ a quella che io e lui ci siamo molto chiaramnte riferiti. Rispendendola al mittente.
    mi dispiace davvero che tu non l’abbia capito.

    Ora spero che sia più chiaro. certo che ci vuole proprio tanta precisione, e pure abbastanza pazienza.

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  26. L’8 marzo è un giorno che ricorda una strage.
    Altro che contentino di un giorno di festa…era, sarebbe, semmai un giorno di lotta per i moltissimi diritti negati in passato e ancora oggi.
    Le donne – quelle più consapevoli e pensanti sullo stato delle cose – lo sanno.

    ogni due giorni viene uccisa una donna in questo paese. da un marito un ex, un famigliare padre padrone in genere., ma di quale pari dignità parliamo? se non ci fosse da piangere, sarebbe da ridere

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  27. Oriana Fallaci scrittrice? giornalista? per me sopratutto una grande Donna .I suoi reportage ai tempi della guerra in Vietnam me li ricordo ancora, erano altri tempi ,poca televisione si aspettava l’uscita dei settimanali (Epoca, l’Europeo, Panorama di allora) per sapere, per cercare d’individuare una parvenza di verita’ e Oriana batteva di tanto i suoi colleghi “maschi..le sue interviste ai Potenti di allora, da incorniciare..
    “Un Uomo” e ” Lettera ad un bambino mai nato” letti e riletti , stupendi nella loro drammaticita’..
    Questa e’ l’ Oriana che ammiro, che ricordo con piacere.molto ma molto meno quella dell’ultimo periodo, incattivita, chiusa in se stessa.
    Buona settimana a tutti.

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  28. Io penso che siano importanti i romanzi scritti con “neuroni a specchio” per comunicare le differenze che portano a una identificazione empatica con ” gli altri””..I romanzi di chi sa raccontare le storie. In Italia scarseggiano : i libri scritti per la critica ufficiale o per il mercato piu’ volgare non comunicano nulla di universale.

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  29. Speravo che la polemica penosa sulla Fallaci fosse finita e avevo continuato il gioco di cri.Invece no.I post arrivano tutti assieme e ancora sulla F.Lettera a un bambino mai nato mette in evidenza il carattere della giornalista, sempre duro e sprezzante.”io ho abortito ma chi lo fa sbaglia”.Lo lessi negli anni caldi dell’aborto vietato, pieno di poveracce

    massacrate da ipocriti medici che avevano uno
    ambulatorio anti aborto e uno clandestino terribile e violento e molto costoso.Quel libro odioso mi offese e ne soffrii molto.Ma tutto e’
    dimenticato e la signora e’ diventata un tabù .
    Ci so scritti ( mein kamphf p esempio) celeberrimi e adorati che tuttavia sono pieni di
    odio per l’umanita’.E possono offendere.
    Non volevo più ricordare quei giorni ma gli scritti che portano intolleranza sono deleteri. Anche se a molti piacciono .post scriptum: scusatemi’sono storie vecchie ma impossibili da dimenticare.cam
    .es.

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  30. Sottoscrivo ogni parola di Cam, anche se Lettera a un bambino mi aveva commossa, mi pare.
    Ma ero davvero MOLTO giovane e assolutamente non critica. Non avevo pensato a quanto detto da Cam. Ma basta, si, basta.
    peace and love

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  31. Personale per Cam : preferivo qando eri col calamo nella tua soffitta e scrivevi fra libri e cuscini. Ora forse sei in giro con lo smartphone, ma…si vede!! ahahah

    (io nemmeno ci provo, sono inabile al 100percento)

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  32. @tutti
    Sono troppo stanca per abborracciare una qualche opinione su un paio di libri di narrativa che ho terminato nelle ultime settimane (!).

    Mi limito ad un’informazione di cui magari siete già al corrente. La piattaforma MLOL si è arricchita di un nuovo servizio, quello dei “Scientific journal”, vedo che ci sono anche singoli articoli di alcuni numeri di “Biblioteche oggi” (leggibilissimi, e con soddisfazione, anche da parte di chi non fa bibliotecario, al pari delle pubblicazioni di Bibliografica). Io ho provato a curiosare e penso valga la pena dedicarci del tempo.

    Ciao a tutti,
    Mari

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  33. Seguendo i vostri consigli, oggi ho fatto fare il primo tema ad entrambe le sezioni della prima media. Ho già corretto quelli della sezione A: sono andati al di là di ogni più rosea previsione, perché c’è stata una sola insufficienza (peraltro lieve).
    Ben diverso il discorso per la sezione B: ne ho corretti solo 6, ma di votacci ne sono già scappati 2. Ad ogni modo, considerato che solo 3 mesi fa entrambe le sezioni non erano in grado di farmi nemmeno i pensierini, posso ritenermi molto soddisfatto.
    Tra l’altro sono rimasto sconvolto nel vedere che tutti i miei alunni non sapevano neanche come gestire il foglio protocollo: piegarlo a metà, scrivere solo nella colonna di sinistra … tutto questo ho dovuto insegnarglielo io, a Marzo della prima media. Peccato che io lo sapessi fare già in prima elementare. Manco le basi gli insegnano più a sti poveri bambini.

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  34. @wwayme. I ragazzi , temo che abbiano superato il foglio , non credi? Per loro è un attrezzo obsoleto. Porta pazienza,l’importante è che insegni le grandi virtù.Le piccole contano poco. Auguri professore. Con simpatia.cam

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  35. @ cri. E, difficilissimo scrivere a lungo(???) su questo telefono ma o così o pomi’. Ma imparerò mia bella. Accecandomi. A presto.sempre tua.

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  36. Wwayne, quelli spippolano sullo smartphone da mane a sera,hai voglia, il foglio a metà non è una base di niente ( a me lo facevano piegare a 3/4= immagina) . comunque non che ti facciano il tema, lo fanno loro per loro stessi/e.ovvia
    Me lo diresti uno dei titoli? o hai dato lo stesso nelle due classi? sono curiosissima!

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  37. ah, un’altra cosa Wwayne, come scrivono? perchè da due decenni mi pare che nessuno sappia più scrivere in corsivo, tutti/e solo in stampatello ( che fra l’altro è pure più faticoso oltre che spersonalizzante)

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  38. @Cristina: Hanno scritto in corsivo un tema narrativo, intitolato “Un giorno in cui mi sono sentito/a felice.” Il mese prossimo faremo un tema descrittivo, e quello dopo ancora un tema argomentativo.

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  39. @WWayne
    non solo i miei alunni (I biennio delle superiori) hanno difficoltà a piegare il foglio, ma anche gli adulti.
    Ai concorsi che ho fatto negli anni scorsi per vari Ministeri c’era gente che chiedeva informazioni quali appunto la piegatura del foglio o addirittura se la firma dovesse essere scritta in stampato!!!!!
    A chi vogliamo dare la colpa?
    Chi lavora alle medie la dà alle elementari, e così via in uno scaricabarile infinito . . .
    🙂

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  40. acci, che problema questa piegatura del foglio.

    Wwayne, bel titolo, mi è piaciuto. Ma come mai una classe va così tanto peggio dell’altra? forse devono scrivere di più?
    e…Gli farai descrivere la loro cameretta? o che cosa?
    Ma come funziona questa cosa …si fanno solo 3 temi in tutto?

    Tutti e tutte : un link a una interessante opinione di Anna Maria testa sul cervello di chi legge narrativa… forse vi interessa.
    http://www.internazionale.it/opinione/annamaria-testa/2015/06/08/leggere-romanzi

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  41. @Cristina: Il numero di temi da svolgere è a discrezione dell’insegnante.
    Riguardo alla sezione B, sono sempre più disperato: stamani ho corretto altri temi nell’ora di buco, ed erano uno più indifendibile dell’altro. Senza dubbio c’è un problema di basi non gettate alle elementari, ma al di là di quello rispetto alla sezione A sono anche molto più cialtroni nel modo di lavorare.
    Riguardo al tema descrittivo, la descrizione della cameretta è un’opzione, ma non ho ancora preso una decisione definitiva.
    Grazie per i complimenti sul titolo del tema. 🙂

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