Erri De Luca, Il giorno prima della felicità

Per fortuna Napoli non è solo la Gomorra di Saviano, ma anche quella di Erri De Luca, così come la ritrae con poche parole, scarne ed essenziali, nei suoi brevi, ma intensi romanzi.

Ed è quella ritratta in Il giorno prima della felicità, una Napoli “vecchissima, scavata, imbottita di grotte e nascondigli“, dove hanno trovato rifugio anche ebrei, per sfuggire alla furia della guerra. Una città che” contiene tutte le epoche“, che “tiene il terremoto sotto e il vulcano pronto” e che è ancora una città” scassata dalle macerie”. E’ la Napoli anni cinquanta del dopoguerra, che con l’arrivo degli americani” faceva carnevale tutti i giorni“, ” monarchica e anarchica …voleva un re, ma nessun governo. Era una città spagnola, che sta in Italia per sbaglio“. Ma è anche la Napoli- come racconta Don Gaetano- che ha liberato da sola la città prima dell’arrivo degli americani.

Non so perchè saltammo come i grilli per le strade tutt’insieme…è quel corpo che si chiama popolo sono le persone che fanno come te e tu fai come loro. E’ una cosa che somiglia a una musica. Ognuno suona uno strumento e quello che viene fuori non è la somma dei suonatori, ma è la musica, una corrente che si muove a onde”

Sono le parole di don Gaetano a lo Smilzo, ‘a Scigna ( la Scimmia ), “ quel minuscolo scopettino da cortile“, secco, affamato, orfano come lui: due orfani di due diverse generazioni.

Don Gaetano, uscito dall’ orfanatrofio, si è imbarcato per l’Argentina, dove ha vagato per mesi nel deserto, in quell’Argentina che”gli ha insegnato  a campare, che è accamparsi. Diverso da vivere che è trascorrere il tempo”.

Poi è tornato, ora è vecchio e sta nella guardiola come portiere di un grande caseggiato, dove è anche elettricista, muratore, e sa persino indovinare i pensieri della gente. E per lo Smilzo bambino è PADRE, AMICO, MAESTRO, GUIDA e a lui, soprattutto dalla sua cucina che profuma di pasta e patate, racconta storie e la Storia con la esse maiuscola, quella di Napoli che ha saputo RESISTERE e da sola conquistarsi la libertà.

Don Gaetano gli dice più volte: “ T’AGGIA IMPARA’.T’AGGIA A PERDERE, insegnare tutto e perderti” E così

Don Gaetano mi passava le consegne di una storia. Era un’eredità. I suoi ricordi diventavano ricordi, ma riconoscevo da dove venivo, non ero figlio di un palazzo, ma di una città. Non ero orfano di genitori, per compassione, collera e pure vergogna che arriva tardi a nascere”

Lo Smilzo è un bambino che ama guardare ” dietro i vetri una bambina del terzo piano, quasi un fantasma, che poi cresciuto ritroverà, anche se non potrà essere sua perchè fidanzata del GUAPPO

Il bambino cresce ama la scuola, prende il vizio del leggere, grazie a don Raimondo, un libraio che gli presta un libro al giorno e poi ci sono i racconti di Don Gaetano che ” mi aprivano le orecchie. la sua voce metallica pizzicava i nervi dell’immaginazione..era un pifferaio il racconto e si portava dietro i miei sensi incantati.”

Ed è in Don Gaetano che  è facile riconoscere la poetica  e le scelte linguistiche di Erri De Luca

L’italiano va bene per scrivere, dove non serve la voce, ma per raccontare un fatto ci vuole la lingua nostra che incolla bene la storia e la fa vedere. Il napoletano è romanzesco, fa spalancare le orecchie e pure gli occhi E ancora “ai bambini raccontano la vita di fuori. Un bambino che cresce senza una carezza, indurisce la pelle, non sente niente…gli restava le orecchie per imparare il mondo”

Come non riconoscere in Don Gaetano pifferaio, incantatore lo stesso Erri De Luca, anche lui in passato uomo dai mille mestieri in giro per il mondo e raccontatore di storie con la stessa napoletaneità di questo “giorno prima della felicità,” che è il giorno in cui tutto cambia e in cui, cercando la felicità ,si diventa uomini-

Ho iniziato questo post dicendo che per fortuna c’è la Napoli di Erri De Luca del post.-resistenza, misera, affamata, ma capace di resistere e liberarsi, ma è forse ancora più amaro constatare che quella Napoli è diventata la Napoli dei rifiuti, noti a tutto il mondo, quella in cui imperversa la camorra.

Chissà, se  sarà di nuovo capace di farsi POPOLO, di ritrovare la propria DIGNITA’ e dire, come allora, MO’ BASTA!!!

Alla Fiera del libro di Torino Erri De Luca presentava questo libro, ma, essendo un evento parallello, confesso di aver preferito seguire l’incontro con PAMUK.

Non essendo presente copio da un comunicato stampa queste parole di De Luca a proposito di Napoli  che descrive come un corpo che respira e parla delle case scavate nel tufo.”Il tufo somiglia al carattere dei suoi abitanti…E’ un luogo che non sopporta poteri costituiti a lungo: gli si staccano, come l’intonaco al tufo” e sempre usando la metafora del tufo parla dei mali di oggi, ultimo dei quali l’immondizia: “Tutti interni: è il tufo che si è ammalato, non c’è intonaco da staccare”

ERRI DE LUCA, IL GIORNO PRIMA DELLA FELICITA’, FELTRINELLI 2009, euro 13,00

7 commenti

  1. Grazie, xochitl2, della bellissima ed esauriente recensione : questo libro mi sta girando intorno da tempo e , stranamente, non l’ho ancora preso… la tua recensione è una bella spinta a comprarlo ( e a leggerlo). Chissà perché ,nonostante abbia letto sempre con soddisfazione Erri De Luca, dalle poesie al bellissimo “In nome della madre”, e ami la sua scrittura limpida , dal peso specifico incredibile, amo ancora di più lui come persona: fragile e preziosa come un oggetto di cristallo; amo il suo modo di invecchiare che lo asciuga quasi dal superfluo e spero di ritrovare, in questo suo ultimo romanzo, il nitore e il rigore che me lo rendono così caro.

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  2. Il libro sembra bello dalla recensione. L’ho sentito parlare tempo fà in televisione e sono rimasto stupito dalle sue parole. Mi informerò meglio, credo che valga la pena. Grazie per la segnalazione

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  3. Ho finito di leggerlo poco fa e mi è piaciuto.Conoscevo Erri de Luca per averlo visto in tv dove aveva letto una poesia molto bella. la recensione di XOCHITL2 è molto ben articolata. se non avessi già avuto il libro sono sicura che sarei andato a procurarmelo al più presto!

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  4. ho letto in passato molti dei libri di Erri De Luca. sono una sua estimatrice, lo apprezzavo per semplicità e la scrittura pulita ed essenziale.
    “il giorno prima della felicità” però non mi ha dato quelle emozioni e quel trasporto che mi aspettavo.
    sono rimasta delusa, speravo di ritrovare la bellezza di NON ORA NON QUI.

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  5. Una domanda! Chi sa cosa centra questa data: 813 d.c con questo libro? Cosa è accaduto? Non ho trovato nessuna risposta fino ad ora!
    Grz mille ciao a tutti!

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