Fabio Volo, Un posto nel mondo

Immagine di Un posto nel mondo

Michele e Federico sono due amici che condividono tutto. Vivono in simbiosi perfetta. Ad un certo punto Federico decide che non ne può più della vita di routine che faceva e decide di abbandonare tutto e di andare all’estero in cerca di fortuna. Michele invece, anche se dispiaciuto della partenza dell’amico decide di rimanere e di continuare con la sua vita anche se sente che la routine che fa gli va un po’ stretta e ha mille dubbi su tutto: la sua famiglia, le sue storie e il suo lavoro. Non è contento di niente ma decide di andare avanti lo stesso.
La storia va avanti narrando la vita dal punto di vista di Michele e racconta la ricerca fatta dai due amici di un loro posto nel mondo (come dice il titolo).
Il libro nella seconda parte perde un po’ di mordente e sembra appiattirsi quasi che l’autore si sia stufato di scrivere o forse è solo passato dalla realtà vissuta all’immaginazione (anche perchè più di qualche elemento è pura fantasia per me) e quindi la narrazione perde di profondità.
Una cosa che mi ha dato fastidio è il fatto di conoscere il personaggio televisivo Fabio Volo e leggendo, specialmente nella seconda parte, mi sembrava di ascoltare lui parlare, con la sua cadenza, il suo accento e modi di fare che mi ha distratto non poco. Ma forse questo è solo l’effetto della poca profondità della seconda parte del libro. Peccato, visto come era riuscita a prendermi la prima parte avrei sperato di più nella seconda, ma forse mi aspettavo troppo.

La scheda su IBS:
Fabio Volo, Un posto nel mondo, Mondadori, 2006, 246 pagg.

21 commenti

  1. Ho letto un annetto fa “Esco a fare due passi” sempre di Fabio Volo. Dato che all’epoca abitavo in Germania e la tivù praticamente non l’accendevo mai, dell’autore come faccia televisiva avevo solo una vaga idea. Non mi ricordo nemmeno perchè avessi comprato quel libro, forse era scontato, forse mi aveva colpito qualcosa della mitica quarta di copertina, forse cercavo solo qualcosa di leggero. E l’ho trovato. Il libro mi è scorso via rapido, ma non mi ricordo una sola riga di quella storia. Nulla. L’ho portato con me a Mantova, al festival della letteratura e l’ho lasciato in uno dei punti dedicati allo scambio libri. Sono ripassata dopo qualche ora e non l’ho più visto sullo scaffale. Forse qualcunaltro l’ha preso, per i miei stessi motivi di cui sopra. Chissà se in mano ad altri lascerà una traccia.
    Io non credo leggerò altro di Fabio Volo. Ma è un’opinione personale, quindi assolutamente discutibile.

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  2. Innanzi tutto, grazie della tua opinione. Anche la mia “recensione” è un’opinione mia personale e del tutto discutibile e ho deciso di pubblicarla anche qui (oltre che sul mio blog personale) proprio perché mi piace discuterne con il maggior numero di persone possibili e poi chissà che non sia di una qualche utilità a qualcuno …
    Io ho letto l’anno scorso gli altri due libri di Fabio Volo, presi a prestito da mio fratello e devo dire che non hanno detto un gran che neanche a me, letture simpatiche e leggere ma niente di più. In quest’ultimo libro invece si vede che l’autore è maturato un po’ anche se la lettura rimane comunque leggera e scorrevole e questa volta la storia offre qualche spunto di riflessione in più. A me questo libro l’aveva consigliato una mia amica che lo aveva trovato bello e devo dire che non è male nel complesso ma dalle premesse della prima parte la seconda poteva essere meglio, come ho già detto, però nel complesso è un libro abbastanza riuscito che consiglierei a chi vuole una lettura leggera e senza troppe pretese.

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  3. L’ intervento di Fenice riporta all’ articolo del Corriere del 31 ottobre, già citato da theleeshore, che recensisce un saggio di Cesare De Marchi.
    ” Oggi succede che i testi ( degli autori più giovani) procedono per brevi sequenze e dissolvenze come macchine da presa” .
    […] ” Un romanzo come ” Io non ho paura” ti prende indubbiamente , ma non hai voglia di rileggerlo: sono libri che impongono di essere divorati senza soffermarsi sui dettagli in cui dovrebbe consistere la vera arte narrativa”.
    Non so se ciò si attagli anche al primo Volo ( il secondo è più maturo, ci dice Whitheligt 72 ), ma certo rappresenta molta narrativa moderna.
    Tanto per non far nomi, due scrittrici premiate, come la Venezia e la Agus, non si sono certo cimentate sul ” tessuto linguistico e nello scavo psicologico” ( sempre parole di De Marchi ). I loro romanzi, soprattutto quello della Venezia, mostrano- a me sembra- più che un ordito, dei cataloghi.

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  4. Io non conosco le autrici che citi tu, ma oltre a Fabio Volo ho letto anche “Ti prendo e ti porto via” di Niccolò Ammaniti lo scorso anno e anche quel libro come i libri di Volo non ti lasciano molto su cui riflettere o la voglia di rileggerli. Specialmente Ammaniti (che per fortuna mi hanno prestato) non lo rileggerei. E’ di quei libri che una volta letti una volta si esauriscono del tutto. Non so ma forse il saggio che citi ha ragione (non so niente di tecniche cinematografiche). Non so, ma forse questo ultimo libro di Fabio Volo forse lo riprenderò più in la per dargli una seconda possibilità. Grazie anche della tua opinione!

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  5. Ho conosciuto Fabio Volo perchè consigliato da una cara amica, proprio come alcuni di voi! Forse non lo avrei letto altrimenti,… sono rimasta sorpresa!
    Concordo con chi dice che si tratta di un romanzo leggero e di facile lettura. Però io mi sono soffermata su alcuni messaggi, che ad una prima vista sembravano quasi scontati!!! Credo non sia quella lettura “superficiale” che può sembrare vista anche la semplicità dell’intreccio narrativo… credo che se posso appoggiare l’opinione di una caduta di ritmo della seconda parte, sicuramente poteva dare di più. Comunque parla con il cuore,… per questo mi è piaciuto! Altro? Sul mio blog!!!
    Anton.

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  6. sono micol una ragazza di 25 anni. sto leggendo il libro di fabio volo “un posto nel mondo”, ancora non l’ho finito ma sono a buon punto.fabio volo non lo conoscevo tantissimo, ho guardato qualche volta i suoi programmi su mtv ma niente di più. questo libro l’ho preso un pò per curiosità e la recensione mi invogliava molto. questo libro mi piace molto, per ora mi ha fatto riflettere tantissimo forse lo sto leggendo nel periodo giusto della mia vita…perchè non capita di sicuro tutti i giorni di riflettere sui propri sogni o comunque riflettere sul domani. questo libro mi ha tenuto tantissima compagnia durante le vacanze, sono stata ad atene alla sera ho continuato a leggerlo ma soprattutto mi ha tenuto tantissima compagnia nel viaggio di ritorno tra l’aereoporto e il treno. complimenti a fabio volo, questo libro è veramente bello, voto personal e da 0 a 10: 7/8

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  7. Dopo aver letto “Esco a fare due passi”, ho letto “E’ una vita che ti aspetto”, da ultimo “Un posto nel mondo”; Fabio Volo è bravo nel mettere in risalto le inquietudini, le amarezze, le delusioni e le illusioni di un’intera generazione. Infatti, chi come me ha trent’anni, si riconosce quasi in ogni riga dei libri di Volo; le emozioni si sovrappongono, come i sentimenti: amicizia, amore, conflitti in famiglia, sogni da realizzare.
    Un posto nel mondo è un libro fatto di vuoti e pieni alternati, cioè travolgenti esplosioni di sentimenti e vuoti assoluti di vita. Sembra di capire che la rinuncia propri sogni sia la via che porta al declino, ad una vita senza vita; Michele, il protagonista del libro, comincia a riflettere su se stesso confrontandosi con il fraterno amico Federico, trova il coraggio di dare una svolta alla propria persona in seguito alla morte dell’amico. Bella la trama, graziosa la costruzione, accenni poetici sparsi, scrittura migliorabile, ma una spinta a riflettere su se stessi, sulle persone e sulla vita ECCEZIONALE. Grazie e complimenti a Fabio.

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  8. Questo libro è fantastico. Mi travolge. E dice tante verità non scritte su cui molti, troppi, non si soffermano, finendo per vivere una vita di inerzia e priva di vitalità.
    Lo trovo un libro stupendo che chiunque dovrebbe leggere, per capire che mettere se stessi al primo posto e capirsi davvero è più importante di qualsiasi altra cosa al mondo

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  9. Ho letto i primi tre romanzi di Fabio Volo e per me significa conversare con un amico un pò svitato e simpatico, è una lettura assolutamente poco impegnativa, apprezzabile per semplicità e chiarezza espositiva, si legge tutto d’un fiato è una ventata di leggerezza. Fabio Volo ha un suo talento sicuramente.

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  10. Che bello, questo libro. Come si fa a dire che non lascia nulla! E’ splendida la capacità di Volo di esprimere senza banalità il sentimento di amicizia tra Michele e Federico, il sacrificio catartico (che conosce solo chi l’ha sostenuto) di smontarti pezzo per pezzo per trovare te stesso. A volte la musica é nell’aria, ma non hai gli strumenti per sentirla, dice Francesca, compagna di Michele: per cui non fidatevi di chi vi dice che questo libro non dice un granché! Forse non aveva gli strumenti giusti per sentire…

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  11. Chi è che gentilmente potrebbe scrivermi il riassunto di questo libro?!?…l’ho letto e mi è piaciuto tantissimo…e dovrei riassumerlo per un’interrogazione…ma non saprei proprio da dove iniziare….Vi ringrazio…e coplimenti ancora a Fabio Volo!

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  12. beh, è sicuramente un libro scritto in modo semplice, e non si contorce in pensieri futili, per me è uno che coglie dritto nel segno, parla di cose materiali ed immateriali e sopratutto si nota che l’autore parla a cuore aperto, di un periodo della sua vita scomposto in modo molto oggettivo….
    Sono molto daccordo con la ragazza di 25 anni (non ricordo il nome, e mi scoccia di andare su, che tristezza :P), ma è verissimo il fatto che un libro lascia traccia di se, se interviene in un momento della tua vita che coincide con qualcosa di tuo e se davvero ti da qualcosa in più per pensare.
    Anche nel mio caso, Volo mi ha dato tanto a cui pensare, alle scelte della vita, al bivio che molti si ritrovano tra la certezza della vita, e il brivido del rischio, del mettersi in gioco con se stessi !!
    Forse ripeto io sto passando in questo bivio, e in questo che il libro mi ha dato ulteriori elementi per ponderare al meglio la mia scelta.

    saluti a tutti e buona lettura

    A.I.

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  13. Un Posto Nel Mondo e’ un romanzo semplice e un po’ banale, che gioca su emozioni elementari e fa un po’ New Age con il fantasma di Federico… penso che Fabio non sarebbe stato un mio ragazzo… troppo smielato 🙂
    Se non lo avete acquistato, evitatelo…

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  14. ho finito di leggere qualche giorno fa il libro e devo dire che è stupendo. lettura scorrevole e mai noiosa. io credo ke non è pieno, è stra pieno di spunti sulla quale riflettere..la meta del viaggio verso un paese “ignoto” per andare alla ricerca di se stessi puo’ essere giudicata banale.. ma invece nasconde tantissime semplici verità, come anche il messaggio ke da sulla libertà: “non si è liberi quando si fa cioè che si vuole, ma quando si vuole cio che si fa!”
    semplicemente meraviglioso!
    grazie fabio volo… penso che questo libro oltre ad accompagnare un periodo della mia vita, ne ha marcato veramente una tappa fondamentale e l’inizio di un cambbiamento verso un nuovo modo di vedere la vita..ed il mondo!

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  15. Avevo commentato questo post più di un anno fa dicendo che non avrei più letto nulla di Fabio Volo.
    E invece a natale una cara amica mi ha regalato proprio “Un posto nel mondo” e pur non nascondendo il mio scarso entusiasmo ho deciso di leggerlo lo stesso vincendo i miei pregiudizi nei confronti dell’autore.
    Devo dire che mi trovo d’accordo con la recensione di whitelight: all’inizio scorrevole e interessante e poi si perde…
    Ho provato la stessa sensazione di quando mi ostinavo a leggere De Carlo, rimanendo delusa ad ogni (o quasi) romanzo dopo “Due di due”: questi personaggi in cui immedesimarsi, ma a pensarci anche solo un momento così lontani dalla realtà, che fanno un viaggio e cambiano la propria vita e poi diventa tutto così poetico musicale riuscito…
    Ma dove???
    Mah, forse sono storie che vanno bene in fase adolescenziale e dopo lasciano solo una crosticina superficiale senza nulla sotto.
    O forse, come dice Niky, sono io che non ho gli strumenti giusti per sentire.
    Il libro comunque l’ho passato a mia sorella ventenne. Non le ho ancora chiesto cosa ne pensa.
    Io ho confermato la mia impressione di “Esco a fare due passi” e se mi regalano un altro romanzo di F.V. andrò in libreria a cambiarlo 😉

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  16. Ciao a tutti,
    anch’ io sono una patita dei libri di Fabio Volo. Li ho letti tutti e ho notato una netta crescita dal primo all’ ultimo libro non tanto nello stile quanto nei contenuti.Esco a fare 2 passi l’ ho trovato un pò superficiale anche se cmq divertente…..poi gli altri è stato un crescendo….il mio preferito è Un posto nel mondo…..l’ ho letto tutto d’ un fiato…..mi sono emozionata e divertita!….di corsa sono andata a comprare Il tempo che vorrei…..lo desideravo….non vedo l’ ora che ne scriva un altro.

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  17. secondo me anche la seconda parte è scadente… leggendo la prima parte è entusiata non vedevo l’ora di andare avanti poi però è stata una delusione

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  18. Talvolta da ciò che scrive Volo sembra che sia piuttosto una donna ad aver scritto certi pensieri…vedi l’intro di “un posto nel mondo”, comunque sia…trovo che dia forma e concretezza a tutto quel vortice di sensazioni vaghe che un malessere inspiegabile…l’insoddisfazione della propria vita, e ci si chiede come ho fatto a non pensarci!? (cavoli, la metafora del tram…dei binari e di una vita segnata che nn riesci a direzionare , ma solo a cambiarne la velocità… è un’immagine che districa parecchi dubbi…e anchese concordo sulla perdità di interesse della seconda parte…beh solo la prima bata e avanza per farmi dire che ho letto un libro che valeva la pena di essere letto!!!

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  19. Sul podio degli equivalenti letterari dei filmetti di Pieraccioni. Nonostante la simpatia per il personaggio, intelligente e brillante, una scorrevole ed a tratti irritante delusione.

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  20. Ho letto “Un posto nel mondo” di Fabio Volo perchè è tra i testi consigliati a mio figlio che ha frequentato la seconda superiore, dall’insegnante di lettere. Mio figlio ha una lettura solo di consultazione, specialmente scientifica, e ha senzaltro bisogno di estendere il suo orizzonte letterario. A me questo romanzo è piaciuto, ma non lo trovo opportuno per un ragazzo dell’età di mio figlio. Qual’è il vostro parere?

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  21. Io adoro Fabio Volo; “Un posto nel mondo” e “Il giorno in più” sono libri a parer mio bellissimi!
    La lettura è scorrevole, sì scrive in linguaggio semplice e non ricercato e può sembrare banale, è vero. Ma è proprio questo che mi piace: con parole semplici e esplicite dice cose emozionanti e profonde! Durante la lettura io passo dalla risata alla tristezza alla felicità all’emozione!! Capita spesso che è scritto tutto come nel parlato, magari anche volgare e lì in mezzo alla conversazione ci mette una frase bellissima, che prende ancora più valore. Questi aspetti lo trovo fantastici! Fabio Volo, magari non sembra e non a tutti, ma insegna; ti fa vedere e ragionare su cose banali, evidenti, ma a cui non avevi mai sprecato un po’ di tempo a pensarci su. I primi libri li trovo banali anch’io, sempre la stessa storia, ma molto divertenti, ti fanno ridere mentre li leggi. I primi che ho scritto sono favolosi, io li adoro!
    Mi piace anche la capacità che ha nel non descrivere i personaggi, ma noi li conosciamo e ce li riusciamo ad immaginare comunque, ce li fa conoscere man mano.
    Ed inoltre adoro quando fa degli esempi talmente banali e comuni in cui ci ritroviamo tutti…
    Secondo me vale la pena leggerlo, soprattutto, appunto, “il giorno in più” che è il primo suo libro che ho letto ed anche il mio preferito (e semmai solo dopo guardare il film) e “Un posto nel mondo”.

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