Leggere sui mezzi

Distributore di libriDa anni ormai ogni giorno lavorativo è per me un giorno da automobilista. Prima almeno il percorso era variabile, ora sempre i soliti 45 km, due volte al dì. Da qualche settimana sono andati in vacanza anche i miei programmi preferiti alla radio, quelli a cui mi ero abituata, come dei passeggeri che mi tenevano compagnia.

Invidio ancor di più chi può andare al lavoro coi mezzi pubblici, oltre che luoghi di incontro anche biblioteche in movimento. La lettura resta uno sport molto praticato, solo che a volte uscendo di fretta ci si dimentica il libro sul comodino. Come rimediare a questo inconveniente?

In alcune grandi città italiane ci ha pensato l’Associazione Laboratorio E-20, distribuendo gratuitamente nelle stazioni della metropolitana dei racconti di giovani scrittori esordienti, selezionati con un concorso. Per chi se li fosse persi, li può leggere qui. La scelta è ampia, sia per genere che per lunghezza (indicata con il numero di fermate necessarie per arrivare al punto finale).

A Barcellona invece dai distributori automatici piazzati nel metrò, oltre a caffè, bibite e merendine, si possono acquistare anche libri. A quando gli audiolibri da ascoltare anche in macchina?


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5 risposte a “Leggere sui mezzi”

  1. Grazie capaldi del link.
    Effettivamente l’audiolibro in sè come idea non mi sembra ancora tanto diffusa in Italia, o mi sbaglio?
    In Germania ne sentivo parlare più spesso, anche da persone diverse. In un viaggio solitario di 600 km rientrando a Milano mi sono ascoltata un libro comico su cd che mi avevano regalato degli amici., letto dall’autore stesso. Ho riso da sola tutto il tempo. Vista dall’esterno doveva essere una scena stramba. Un’esperienza da ripetere e da consigliare.

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  2. Io uso i mezzi pubblici per scelta, e uno dei vantaggi principali è proprio il poter utilizzare il tempo di viaggio per leggere… Mi è capitato solo una volta di perdere la mia fermata perché ero immersa in lettura! 🙂

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  3. Audiolibri, purtroppo, non ve ne è un granchè in giro. Però ci sono programmi radio niente male che spesso trasferisco su lettore mp3 ed ascolto durante tempi morti (trasporti, fasi lavorative ripetitive, diserbo manuale…).
    Per gli audiolibri si posono trasportare in mp3 le puntate di “Ad alta voce” su radio3 o i racconti letti (e direttamente scaricabili) di “Fantasticamente” di Radio2. Cominciano ad esserci inoltre podcast che a me piacciono e cito ad esempio “Hystoricast”, che seguo fedelmente (puntate direttamente scaricabili in mp3).
    Il rigirio di trasmissioni radio da portare su mp3 è dovuto al fatto che i segnali radio (sopratutto radio tre) sono debolissimi e disturbartissimi.
    Ciao

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  4. Quando abitavo negli States ero fortemente tentata dagli audiolibri, li un sacco di gente li ascolta la mattina, nell’iPod. Il vantaggio è evidente e potrei anche fare la maglia mentre li ascolto. Quello che non mi piace però è sentire “recitato” un libro da un attore. Non so è come se non fosse più mio, ma suo, il racconto.

    L’idea dei distributori automatici invece mi piace molto, dovrebbero metterne anche alla stazione dei treni.

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