Oggi vi consiglio una piccola perla che ho appena finito di leggere, e che consiglio a tutti di non perdere. Per la verità, l’ennesima *piccola perla* regalatami dalla collona Scrittori Contemporanei Original della BUR, dopo i due titoli stupendi di Maeve Brennan, quello della Gallant, e quello di Zhang Ailing (*Un gioco e un passatempo* mi ha lasciata un po’ perplessa, gli altri non li ho letti, ma mi auguro che continuino a pubblicare libri così).
Cosa dire di *Acqua di mare* di Charles Simmons? Che è perfetto, come forse solo i romanzi brevi riescono ad esserlo. Ambientato nell’estate del 1963 (ma è stato scritto recentemente), in un’isola dell’Atlantico (non mi sono informata se esiste, ma io me la immagino come Martha’s Vineyard che ho visitato da bambina), dove un ragazzo, Michael, passa come sempre l’estate con la madre e l’amatissimo padre. La vacanza è *turbata* dalla presenza di due avvenenti vicine, madre e figlia, che sconvolgono gli equilibri (precari? non sembravano) della famiglia, sfociando in tragedia. E il libro inizia proprio facendo presagire lo sviluppo futuro, con un incipit tanto tagliente quanto geniale: “Nell’estate del 1963 io mi innamorai e mio padre morì annegato”. Io mi sono innamorata subito di questo libro.
Scritto molto bene, triste e cinico allo stesso tempo, preciso e senza fronzoli, si ispira nella trama al racconto *Primo amore* di Turgenev, che però io non ho letto, ma correrò subito ai ripari. Indimenticabili i personaggi: il giovane Michael-Misha, nella sua innocenza, il fantastico e affascinante padre Peter, la piccola *principessa* diabolica Zina. Ma soprattutto il mare, presente quasi in ogni pagina, il vero protagonista e motore delle vicende.
*giuliaduepuntozero
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