Appunti di lettura su: Laura Pariani, Quando Dio ballava il Tango

– di Antonio Pezzotta

-1) Una annotazione tecnica: a mio parere per apprezzare il libro pu� essere utile non rincorrere tutti i legami di parentela che legano le diverse figure femminili; sono cos� tanti che uno pu� perdere il filo del racconto. Considerando i diversi capitoli come racconti a s� stanti a me � stato utile per evitare di disperdere il senso di ci� che in quel momento stavo leggendo.

-2) Gli uomini ne escono malissimo, ma onestamente mi chiedo se � perch� sono solo le donne a parlarne e se anch’essi, al pari delle loro mogli, fidanzate o compagne non siano vittime dello straniamento, della disperazione, delle illusioni perdute che accompagnano praticamente sempre l’emigrante verso terre ignote.

3) Concordo con l’amico Luigi Gavazzi sulla afasia maschile che emerge dal libro; a parte la considerazione appena fatta sugli uomini, e non per spezzare una lancia a loro favore visto che appartengo alla categoria, mi ha impressionato il retroscena, a volte intuito, a volte esplicito, delle decisioni che gli stessi uomini sono stati chiamati a prendere nel tentativo, spesso fallito, di uscire da una condizione di fame, di miseria, di degrado sociale.
Chi, se non gli uomini, poteva o doveva prendere certe decisioni? Certamente non le donne, figure sottomesse e di nessuna rilevanza sociale al tempo delle migrazioni narrate; e allora ecco gli uomini del momento alla rincorsa di una migliore condizione di vita che inevitabilmente, in caso di fallimento, fa ricadere su di essi tutte le responsabilit�, in primis anche quella dello sradicamento dalle proprie origini che � forse la pena maggiore che un migrante deve sopportare.

4) Non tutti, diciamo cos�, i” racconti” sono allo stesso livello di efficacia; in alcuni la narrazione � pi� cronaca di eventi che di emozioni. A mio parere sono di particolare significato: Venturina Majna – Maria Roveda – Teresa Roveda. Non ho ancora per� terminato di leggere tutto il libro che comunque giudico valido, uno spaccato doloroso utile non solo a dare emozioni, ma anche ad aprire gli occhi sui drammi sottesi alle migrazioni.

Un saluto a tutti,

Antonio Pezzotta

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