MISURARSI CON L’AUTORE

E lo scambio fra lettore e critico

l.f., Cologno

sugli spunti proposti da Bianca Verri del Gdl di Cervia
(cfr. nell’indice: “Insieme con Cervia”, oppure i seguenti link:
+DIALOGO CON IL TESTO;

+SUGGERIMENTO
PER LA LETTURA CRITICA
;

+LE MAPPE; LA LETTURA CRITICA
DEL GDL
;

+PICCOLI ABUSI;

+MOON PALACE, DA CERVIA)

Cara Bianca,

innanzitutto grazie per i tuoi preziosi stimoli sul tema della qualit� della lettura, della crescita e della responsabilit� del lettore.
Quanto dici mi conferma che l’elaborazione del vostro GdL � probabilmente un po’ pi� avanti della nostra; ma ci siamo prontamente buttati all’inseguimento e abbiamo deciso di dedicare la prossima riunione all’analisi dei comportamenti di lettura… Ti mander� presto la “griglia” che prepareremo per le interviste e la discussione.

Sono pi� che d’accordo sulla necessit� di conoscere e valutare la poetica dell’autore, soprattutto quando la lettura � praticata nell’ambito (o in vista) di un GdL (e quindi una componente di metalettura � presente e indispensabile).

Credo che questo sia un elemento su cui cercare di marcare qualche differenza rispetto all’esperienza angloamericana: in Italia la realt� dei GdL � assolutamente minoritaria ma si sta caratterizzando per una maggiore criticit� rispetto alla pratica di pura e semplice immersione e immedesimazione nel testo tipica dei book group. Conoscere l’intenzionalit� autoriale e misurarsi con essa, come giustamente dici, non significa affatto subirla. La storia della ricezione � piena di libri che sono stati riscritti dai lettori, che vi hanno trovato direzioni di senso e di sensi non previste o addirittura non volute dall’autore.
Quanti libri vengono letti nonostante l’autore! Ma quest’operazione non si compie in un vuoto pneumatico e soprattutto non senza responsabilit�: il lettore � libero di fare il suo testo, ma non di farlo arbitrariamente…

La dialettica autore/lettore � al cuore dell’esperienza di lettura. Non dico che essa possa essere interamente assunta/sussunta/messa in scena dal GdL, ma neanche che questo possa disinteressarsene e occuparsi d’altro (delle sole sensazioni, ad esempio, che pure sono fondamentali).

L’interscambiabilit� e la omeostasi critico/lettore sono un altro punto cruciale. Dire che il lettore � (a volte) il miglior critico e che il critico deve essere un (vero) lettore non basta. Nel rapporto con il testo sta la differenza: non sar� irriducibile ma va colta in tutta la sua portata. Riporto sintetizzate alcune considerazioni che su questa differenza traccia Steiner:

1) il critico � un epistemologo, ha bisogno di porre il testo a distanza [31]
2) il critico oggettivizza e intenziona [32] �… se i critici sono husserliani, i “lettori” sono heideggeriani�.

3) … �Forse il contrasto tra teleologico e teologico � un terzo modo di definire lo scarto tra il “critico” e il “lettore”� [32].

4) Il critico tende a un programma (di studi), il lettore a un “canone” [34].

5) �Il postulato fondamentale dell’atto critico � di tipo realistico�, … anzi, �materialistico� [il postulato dell’atto di lettura � idealistico?]

6) �Il critico � un “genetista” (laddove forse il “lettore” � un “ontologo”)� [35].

“Nel grande critico c’�, intrinsecamente, il pregiudizio di leggere per noi” [42].

[tratto da George Steiner, Critico/Lettore, “Linea d’ombra”, (1993), 80, p. 31-44. Forse ripubblicato in volume, ma ora non trovo in quale]

Lettura critica e lettura di godimento non sono e non vanno contrapposte, mai (per questa via finiremmo a fare l’elogio non del piacere di leggere, ma delle letture facili).
Tuttavia esse possono richiedere luoghi e momenti diversi, hanno un diverso rapporto con la temporalit�, possono marciare per lunghi tratti insieme e poi improvvisamente separarsi, possono avere percorsi carsici, ecc. Nei GdL dobbiamo seguirle tutte e due queste grandi correnti, lasciare che emergano e che qualche volta, pure, confliggano. Ci siamo accorti, per esempio, che ci� che soprattutto praticano i GdL (i nostri GdL, non i book group) non � la lettura, ma la rilettura? E questa constatazione non sar� senza significato per la legittimit� dell’istanza critica all’interno di un GdL. Sul come si debba esprimere questa istanza il dibattito � aperto e le soluzioni sono tante, ma probabilmente diverse da quelle che si richiamano al ruolo e alla figura canonica del critico.

“Ora io so bene che sempre al buon lettore s’avvinghia un critico, come all’inverso sempre il buon critico deve conservare in s� l’immediatezza, la non-determinazione del libero lettore”.

Pier Vincenzo Mengaldo, Antologia personale, Torino, Bollati Boringhieri, 1995, p. 9.

“Si � generalizzata tanto questa inibizione che stanno scomparendo i lettori, nel senso ingenuo della parola, giacch� tutti sono critici potenziali”.

Jorge Luis Borges, Opere, vol. 1, Milano, Mondadori, 1994, p. 321-2.

A presto.

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