DIALOGO CON IL TESTO

Ma la lettura � un esercizio di libert�

b.v., Cervia

Come anticipavo nel mio resoconto del GdL, mi sono convinta che la qualit� della lettura non possa prescindere dal dialogo con il testo e quindi con l’autore: il dialogo, l’incontro e quindi anche lo scontro, devono partire dall’individuazione della poetica dell’autore, sia essa dichiarata esplicitamente come nel caso di Javier Marias a cui vi rimando ( Appendice, pag. 321-325 ediz. Einaudi tascabili, 1999 di “Un cuore cos� bianco”) sia implicita come era in Auster.
(E sono pure scettica sul fatto che sia implicita in Auster). Una volta tentata la comprensione di quel mondo che le parole del testo ci “indicano”, non c’� nessun obbligo a condividerlo, ad assecondarlo, ad assoggettarsi alla volont� dell’autore: la lettura � e deve restare un esercizio di libert�, un’esperienza eticamente non asservita.

Un altro riferimento che mi sta aiutando a mettere in fila i miei pensieri � il “libretto” di Romano Luperini : precisamente il cap. VI, La critica, la lettura, il canone , in “Breviario di critica”, Guida, 2002 . Appena prima riporta una citazione da Debenedetti a proposito della funzione della critica ” Orfeo non riporta nel mondo la viva Euridice, riporta vivo invece il racconto di come l’ha perduta, e la bellezza del proprio pianto. II critico ( ed io aggiungerei anche il lettore , in una prospettiva auspicabile e possibile, n.d.r.)rif� il cammino di Orfeo, guidato da quel racconto e da quel pianto, e riconduce viva Euridice, per aiutare se stesso e gli uomini a capire perch� sempre si rinnovino quella perdita, quel racconto, quel pianto, e valgano per tutti, e ciascuno vi ritrovi il proprio mito che ricomincia” ( pp. 74-75)

In questa logica accolgo e stimolo le letture nel senso di interpretare/ analizzare la funzione dei personaggi e di tutti gli altri strumenti del raccontare e non al di fuori di una logica estetica: da questo punto di vista alludevo ai piccoli abusi ( ideologici) dei lettori, quando trascinano in malo modo i personaggi, le situazioni ecc. fuori dalla scena e dalla sceneggiatura.

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