La prima regola è, come ogni anno, che i libri segnalati si siano letti o incontrati* quest’anno, il 2026. Come sempre, potete aggiungere le vostre segnalazioni e osservazioni nei commenti a questo post.
1) I libri segnalati dai lettori nei commenti verranno riportati anche nell’articolo;
2) lo staff del blog aggiungerà le proprie segnalazioni (sempre nel corpo dell’articolo). Quindi, quando venite a controllare, cercate gli aggiornamenti sia nei commenti sia nel testo del post. La data indicata accanto all’editore si riferisce in genere a quella di prima pubblicazione (in originale in caso di opera tradotta).
*3) Alcuni libri segnalati sono ancora in corso di lettura oppure sono giudicati “interessanti” e meritevoli di lettura o almeno di consultazione.
[L’ordine è: il primo della lista è l’ultimo aggiunto].
[Leggi anche: I libri più belli, letti nel 2025.]
[Immagine in apertura: Henri Rosseau, 1908, Solomon Guggenheim Museum, Nyc]
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Gilles Deleuze, Su Spinoza, Corso novembre 1980 – marzo 1981, Einaudi 2025. Curato da David Lapoujade, questo volume contiene le straordinarie lezioni del filosofo francese dedicate al grande Spinoza. Tradotto da Claudio D’Aurizio, il volume con le lezioni di Deleuze promette la comprensione di Spinoza a tutti, la sua importanza, non solo teorica, ma anche profondamente vitale e pratica.
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Pubblicato nel 2024, La felicità dello spettatore (Garzanti) di Roberta De Monticelli e Francesca Forlè è un lavoro composto da una serie di lezioni per introdurci al metodo dell’estetica fenomenologica. L’obiettivo è costruire una relazione con l’oggetto estetico e l’opera d’arte che superi la strettoia fra soggettivismo e rigida dipendenza dalla tradizione critica, riportando il fruitore attivo al centro.
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Una delle prime voci di questa nostra galoppata lunga un anno è anche il primo libro del gruppo di lettura Grandi libri del 2026, L’urlo e il furore di William Faulkner. Pubblicato nel 1929, è la storia della famiglia Compson raccontata da quattro personaggi e punti di vista differenti. Faulkner venne profondamente influenzato da James Joyce e dal suo Ulisse, pubblicato all’inizio del decennio, in particolare per il flusso di coscienza di Benjy impiegato nel primo capitolo di L’urlo e il furore. Un romanzo bellissimo e letteralmente senza tempo.
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