“La vita che salvi può essere la tua”, leggere l’inizio di un racconto di Flannery O’Connor

“Il viso scendeva, tutto fronte, per oltre metà della lunghezza e terminava di colpo, con i lineamenti in bilico su una mascella sporgente che pareva una tagliola”

Come presentare i personaggi in modo magistrale

C’è un racconto di Flannery O’Connor piuttosto famoso – “La vita che salvi può essere la tua” (“The Life You Save May Be Your Own” ) incluso nella raccolta del 1955, A Good Man Is Hard to Find,- sul quale vorrei attirare l’attenzione questa settimana. Un’attenzione lenta e incantata, quella che merita ogni grande racconto.

Evito di riassumere la storia (qui trovate le informazioni essenziali) e di ragionare sui temi e sui possibili significati della vicenda e soprattutto dei personaggi.

Mi interessa invece suggerire un modo di leggerlo che non ci faccia perdere la sua bellezza, travolti dalla fretta di conoscere la storia e magari dalla orrenda sensazione di sufficienza che a volte rischia di prenderci “davanti a ciò che abbiamo già letto” o che abbiamo la sensazione di conoscere.

In particolare, mi interessano alcune immagini evocate dalla voce narrante nel presentare il personaggio maschile, Mr Shiftlet; che poi è il personaggio che se dovessimo entrare nel merito della storia forse finiremmo, per comodità, col definire malvagio. Ma questa sua caratura qui non ci riguarda.

**

Il racconto comincia con la protagonista femminile, “la vecchia”, che, seduta insieme alla figlia (entrambe, lo si scopre presto, si chiamano Lucynell) vede Shiftlet che si avvicina alla loro casa. La figlia non lo scorge, vede male e continua a giocare con le dita.

«La vecchia capì, anche a distanza, che era un vagabondo e non di quelli da temere. L’uomo aveva la manica sinistra ripiegata all’insù, per mostrare che conteneva solo mezzo braccio, e la sua figura scarna pendeva lievemente da un lato, come sospinta dalla brezza. Portava un completo nero, da città, e un cappello di feltro marrone con l’ala rialzata davanti e abbassata dietro, e reggeva per il manico una scatola di utensili, di latta. Avanzava lungo il viale a passo lento, con la faccia rivolta verso il sole che sembrava in equilibrio sulla cima di una collina.»

Le due donne si muovono quando Shiftlet arriva al magine del cortile. La vecchia «si alzò con una mano sul fianco, stretta a pugno. La figlia, una ragazza abbondante, con un abito corto di organdi azzurro, lo vide all’improvviso, saltò su e cominciò a far segno col dito e a emettere suoni inarticolati, pieni d’eccitazione.»

Entrato in cortile l’uomo saluta prima la ragazza, «come se non fosse affatto minorata» (toccandosi il cappello dopo aver deposto la sua scatola), per poi voltarsi verso la vecchia e scappellarsi del tutto.

E qui troviamo uno dei paragrafi più esaltanti di questo inizio del racconto: è un altro pezzo di descrizione di Shiftlet; il punto di osservazione è ancora quello delle due donne, ora più vicine.

«Aveva i capelli neri, lunghi e lucidi, che ricadevano piatti dalla scriminatura centrale fin sotto i lobi delle orecchie. Il viso scendeva, tutto fronte, per oltre metà della lunghezza e terminava di colpo, con i lineamenti in bilico su una mascella sporgente che pareva una tagliola. A vederlo, era un giovanotto ma aveva un’aria di contegnoso malcontento, come se conoscesse a fondo la vita».

La vecchia a questo punto si presenta, dice “buona sera”.

«Il vagabondo la studiò e non rispose. Poi le voltò la schiena e guardò il tramonto. Alzò lentamente il braccio intero e quello corto, per indicare un tratto di cielo, e la sua figura formò una coce sbilenca. La vecchia l’osservava a braccia conserte, come se fosse la padrona del sole. Anche la figlia l’osservava, con la facci protesa e le mani che ciondolavano dai polsi, grasse e indifese. Aveva i capelli lunghi, rosa-oro. e gli occhi azzurri come il collo di un pavone.»

(La traduzione dall’americano è di Ida Omboni, per Bompiani.)



Commenti

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri di più da GRUPPO DI LETTURA

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere