Aggiornamenti Gdl del 25 marzo 2025
Sur porta in libreria una raccolta di racconti di Julio Cortázar, Animalia (traduzione di Ilide Carmignani), 192 pp.
In realtà come raccolta è, per così dire, inventata, perché non l’aveva concepita Cortázar. Sono infatti 21 racconti usciti in volumi diversi che ora Aurora Bernádez, prima moglie dello scrittore e sua erede letteraria, ha deciso di confezionare in questo libro. Sono storie di animali, alcuni esistenti in natura, altri di pura fantasia, “un bestiario in cui gli animali fantastici sembrano veri, e gli animali veri sembrano fantastici”, come ha scritto su Tuttolibri il 22 marzo 2025. In ogni caso, anche se l’operazione editoriale fa storcere il naso a qualcuno, Cortázar va sempre letto.
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Qui trovate alcune testimonianze audio di lettrici e lettori argentini che hanno partecipato al gruppo di lettura interlinguistico del 27 febbraio 2025, dedicato al romanzo di Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore, organizzato dall’associazione La lettura nonostante.
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Il voto per il prossimo libro del gruppo di lettura Grandi libri indica una leggera preferenza per il romanzo di Thomas Bernhard, Il soccombente, dedicato ai due pianisti brillanti e di talento soverchiati dal fenomeno Glenn Gould e dalle sue esecuzioni della Variazioni Goldberg. Gli altri candidati però sono vicini, siete ancora in tempo per votare e cambiare la tendenza.
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Asterischi e schwa (Ə): la crociata anti woke delle destre mondiali. Qualsiasi sia il nostro parere sulla necessità della lingua di diventare più inclusiva, non possiamo mai dimenticarci di quanto sia un tema politico.
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Fra le novità di rilievo di queste settimane segnalo la cronaca/riflessione di Hanif Kureishi sulla sua condizione di tetraplegico in seguito a una caduta, il giorno di Santo Stefano del 2022, per le strade di Roma. È libro sul corpo, le voci, la nuova soggettività e, ovviamente, anche i ricordi. Scritto dettando note quotidiane alle persone care che lo assistono. Qui la recensione sul Manifesto di Viola Papetti. Qui quella di Cathleen Schine sulla New York Review of Books.
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C’e poi il libro di Pankaj Mishra, Il mondo dopo Gaza, Guanda, 2025. Ha spiegato Mishra al Manifesto: “Il mio tentativo in questo libro è di togliere Israele da una narrativa semplicistica dell’Olocausto come un crimine singolare per cui gli europei sono estremamente pentiti e colpevoli. E per questo motivo continueranno a sostenere Israele fino all’eternità, qualunque crimine Israele commetta. Se pensiamo alla Shoah come qualcosa che fa parte di una storia più lunga di violenza intrinseca nei sistemi economici e politici moderni, allora penso che possiamo forse iniziare a pensare a un futuro in cui possiamo iniziare a identificare le fonti di questo tipo di violenza. Bisogna ricordare che la stessa narrativa dell’Olocausto che è così dominante in Europa e in America non ha molto potere persuasivo nel mondo decolonizzato. Noi non cresciamo pensando molto all’Olocausto o alla Shoah; cresciamo pensando ai danni dell’imperialismo e al modo in cui il potere occidentale è stato creato sulla base di un imperialismo razzista”.
[Immagine: Oscar Louis Guglielmi, The river, 1942 (particolare)]

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