Storie dentro i sogni

Appunti di “autobibliografia”: quali sono i libri della vita e cosa rappresentano? – 1

Nicholas Roerich, Gente, 1914
Appunti di “autobibliografia: quali sono i libri della vita e cosa rappresentano? - prima parte 

In principio non ci trovo libri, almeno libri che io ricordi, nulla prima dei quattro o cinque anni. Per le verità mi infastidisce – a questo punto della vita – interrogarsi a fondo per scoprire se è vero che, come credo di ricordare, in casa nostra non ci fossero libri. 

L’ho chiesto a mia madre in queste settimane e lei mi ha detto che qualche libro invece c’era. Una copia del Vangelo, una Bibbia, ma anche dei romanzi, «soprattutto romanzi che lasciava la zia Teresa dopo che li aveva letti e che così leggevo anche io, anche se di tempo ne avevo davvero poco, e il tempo libero lo passavo con voi, con te e papà e poi anche con Marco, quando è nato tuo fratello» mi ha detto. 

Ma avevo dei libri per bambini, quando avevo due o tre anni? Nemmeno mamma li ricorda. 

Ricordiamo invece che c’erano storie che aleggiano sospese. Qualche voce che porta queste storie: lo zio Pierino che viene a trovarci in moto e racconta storie di fantasmi e di orchi, ma forse nemmeno lo ricordo, penso solo di ricordarlo, ho elaborato e esteso al passato il ricordo degli anni in cui andavo a scuola, e lo zio ha continuato a venire con la sua moto e a raccontarci le storie.

Forse anche il ricordo della nonna Maria che prova a raccontare di quando era bambina, prima della Grande Guerra, e si radunava, con gli altri famigliari della cascina, nella stalla ad ascoltare le storie di leggende e spiriti.


Leggi anche: altre storie autobiografiche


La mia prima storia, l’unica che ricordi come tutta mia prima dei cinque o sei anni, è una storia dentro un sogno. Un sogno che si ripete e che alcune notti è felice e altre diventa un incubo. 

«E non ci voglio più dormire solo nella mia camera», urlo a mia mamma che dice che i bravi bambini non fanno capricci per stare nel lettino e che la luce mi arriva dal corridoio e che devo stare tranquillo. 

Ma io so che la storia poi arriverà, appena mi addormento e non so, non posso sapere se sarà bella questa volta, se dovrò salire da solo le scale fino al piano di sopra, e se dalle camere non salteranno fuori i mostri; soprattutto quel mostro pieno di colori e dalle braccia lunghissime; braccia come tentacoli, lunghe e sempre in movimento, che non sono solo due ma possono essere quattro o sei; braccia alle quali non riesco mai a fuggire.

O forse invece arriverò fin lassù, prenderò il pigiama e potrò scendere senza che lui mi prenda, e griderò di gioia e di liberazione.

Ricordo poi anche la storia raccontata in un disco, un 45 giri che qualcuno mi regalò un Natale. Era la storia di un bimbo buono ma povero che a Natale però ricevette un regalo inatteso da un angelo o da qualche altra creatura fantastica. Seguivo a fatica la storia nella canzone. È mio padre che la racconta con altre parole mentre l’ascoltiamo e la spiega. 

Io chiedevo continuamente di suonarla e risuonarla e ricordo che facevo delle domande e papà mi rispondeva e aggiungeva particolari. Credo fossero particolari inventati. 

Non ricordo che melodia avesse. Ricordo invece che quando il giradischi era aperto, oltre quel disco si suonavano dischi più grandi che mi piacevano molto; ce li portava la zia da Londra. Ero attirato soprattutto da quello con la copertina bianca e le foto scontornate dei quattro ragazzi. Ovviamente ricordo solo che mi piaceva ascoltare e che mi piaceva che la zia traducesse quel che cantavano. Il resto l’avrei scoperto più tardi: che il disco era Help, che probabilmente a mia zia piaceva soprattutto “Yesterday”; che io invece volevo ripetutamente ascoltare “Ticket to ride”. Ma anche questi ricordi mi sembrano sogni più che memorie. Sono immagini montate in sequenze incoerenti, senza tempo e in spazi che nemmeno riconosco. A volte penso che nemmeno siano ricordi, che siano solo invenzioni, storie costruite a imitazione di altre storie ascoltate o viste.

Autobibliografia, 1, continua
L'immagine: Nicholas Roerich, Gente, 1914 /Wikiart

Commenti

Una replica a “Storie dentro i sogni”

  1. Avatar I libri non ancora letti e il nostro futuro – GRUPPO DI LETTURA

    […] –Le voci dei lettori: come creare gruppi di lettura inclusivi e felici–Gruppi di lettura: come crearne uno e farlo vivere felice–Le storie dentro i sogni […]

    "Mi piace"

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri di più da GRUPPO DI LETTURA

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere