I libri più belli, letti nel 2016

Ecco, come ogni anno, l’invito a condividere le letture migliori (ma anche le letture deludenti). La regola è semplicissima: si parla dei libri più belli letti nel corso del 2016. Non importa quindi quando il libro sia stato scritto, pubblicato, ripubblicato. Quel che conta è che sia stato letto nel corso di quest’anno. Anche nel…

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L’immagine è di Christopher Myers, presa in prestito dal sito web del New York Times, pagine opinioni, del 16 marzo 2014

Ecco, come ogni anno, l’invito a condividere le letture migliori (ma anche le letture deludenti).
La regola è semplicissima: si parla dei libri più belli letti nel corso del 2016.

Non importa quindi quando il libro sia stato scritto, pubblicato, ripubblicato. Quel che conta è che sia stato letto nel corso di quest’anno.

Anche nel 2015 questo post è stato di gran lunga il più frequentato e il più fecondo: un flusso quotidiano di pensieri da parte di decine di lettori. Una valanga preziosa di idee e consigli e sconsigli.

Ribadisco infine che fra le regole -fondamentali- di questo gioco c’è il rispetto per gli altri.

Quindi, il confronto civile viene molto apprezzato, l’insulto invece no.

Ringrazio da ora chi continuerà a donarci questo tesoro di letture con tanto affetto, partecipazione, precisione e ricchezza culturale.

Abbracci

 

Commenti

3.202 risposte a “I libri più belli, letti nel 2016”

  1. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @rosamavi
    a me è piaciuto, anche se ogni tanto dovevo tornare indietro.
    buona notte

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  2. Avatar rosamavi
    rosamavi

    Sapevo di trovare un po’ di incoraggiamento con voi, non lo abbandono e magari ne leggerò anche un altro dello stesso autore per comprendere di più!
    @Ennore, grazie a te!
    Approfitto per augurarvi un anno di cui essere soddisfatti. 🙂

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  3. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Rosamavi
    a me è piaciuto tanto TUTTI I NOMI e anche L’UOMO DUPLICATO.
    Buona lettura.

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  4. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti
    Ho terminato “Cronaca di una morte annunciata” di G.G.Marquez e, di per sé, l’ho trovato un bel libro: nonostante la fine sia già nel titolo, è così stringente e ha un ritmo tale per cui ti tiene lì incatenata. Tutto il racconto è intriso di violenza bruta, ma non c’è niente di gratuito.

    Diciamo che ho fatto un po’ la furbetta, vista la mia soggezione per il realismo magico, ho scelto un libro che dalle recensioni non sembrava avere niente a che fare con il Marquez di “Cent’anni di solitudine”, che temo rifiutare, mi rimane però il cruccio di non saper affrontare quello che è ritenuto un capolavoro della letteratura di tutti i tempi. Ho pensato: vuoi vedere che magari è come con “Pastorale americana”, che prima non volevo leggere e che invece, grazie agli amici del blog, ho poi definito “imperdibile” e l’ho messo nella lista dei più belli letti nel 2016?

    Rosamavi, sto facendo come hai fatto tu: chiedo a voi di convincermi!

    Ciao,
    Mari

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  5. Avatar Dani

    @Mari è proprio così…come Pastorale. Cent’anni di solitudine è un monumento. Certo Roth e Marquez sono lontani come i due poli. Realismo magico a me non piace come definizione. In effetti c’è del surreale, ma secondo me è solo lo specchio della fantasia, del colore latino e della musicalità di quelle terre e quella gente. Pensa al samba del carnevale, ai ritmi e alle danze. In Cent’anni la fantasia della scrittura è solo un abito che copre il dolore di popoli a lungo oppressi, gente sanguigna. Leggilo Mari senza aspettative, lasciati coinvolgere come una bambina con le favole piene di orchi e fate

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  6. Avatar Cristina
    Cristina

    Io non posso Mari, perchè a parte quello che hai appena letto ( bello vero?) io non sono il tipo da Garcia Marquez, mi dispiace, sono sempre stata in minoranza e ci resterò, a me dice poco e piano piano mi annoiava… ma appunto favole, orchi fate e girotondi e meraviglie mi stufano…
    Ma vi prego non sparate sulla croce rossa eh, lasciatemi nei miei gusti che sono miei, e non fanno male a nessuno/a

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  7. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    se fossi un libro, sarei CENT’ANNI DI SOLITUDINE 🙂
    però devo dire che alcune mie amiche lettrici, con le quali ho condiviso amori viscerali per diversi libri, lo hanno abbandonato a pagina 10.
    Bacione a tutti.

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  8. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Dani @Cristina @Jezabel
    Cristina, proprio perché temo una reazione simile alla tua sto traccheggiando; convengo che “Cronaca di una morte annunciata”, sempre di Marquez, sia veramente molto bello ed incisivo. Dani, Jezabel, i vostri commenti su “Cent’anni di solitudine” sono addirittura encomiastici, ma da quanto scrive Jezabel ho la conferma che è un genere letterario che divide molto: o lo ami o lo odi.

    Vi ho già scritto di avere iniziato un libro incluso nella lista di Lipperini, linkata qui da Cristina la scorsa settimana, si tratta di “Lila”, che però devo ancora finire. Qualcuno di voi lo ha letto? Qualcuno conosce l’autrice Marilynne Robinson?

    Ciao,
    Mariangela

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  9. Avatar camilla
    camilla

    @ tutte/i @ mariang. Buon ultimo dell’anno a tutti. Cen’anni di solitudine è un romanzo simile a un grande labirinto . Lussureggiante di personaggi e passioni e storie e umori e colori . Un grande spettacoloso accumulo di storie e di generazioni , scritto come una sceneggiatura esorbitante, passionale, magnifico e eccessivo. Io lo lessi da giovane, piena di energie e di entusiasmo.Non lo ho più cercato però.
    Altro non so dirti. Tanti auguri. cam

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  10. Avatar Cristina
    Cristina

    Caaam, ciao bella mia, sappi che a detta di molti e molte, Lucia Berlin è IL libro dell’anno…mumble mumble… ri-considera lo a tempo debito come avevi promesso, eh?

    Bacioni e buone pagine

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  11. Avatar camilla
    camilla

    @ cris. tanti auguri a te Cristina. Lucia Berlin e’ nella pila dei non ancora letti. .Mantengo sempre le promesse. baci. cam

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  12. Avatar wwayne

    Buon anno a tutti! 🙂

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  13. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina
    Ci si può commuovere leggendo una guida di un museo? Può la lettura della guida spingerci, non guidarci, voglio dire, indurci a visitare il museo? La morte di un bambino mi commuove sempre, anche se è quella di un infante vissuto secoli fa. È proprio nel catalogo di un museo che ho letto di uno strano uso funerario dell’antichità: i bambini morti prima della dentizione non erano cremati, venivano inumati in recipienti ceramici quali vasi, anfore o contenitori per derrate alimentari, il corpo veniva deposto “dentro la pentola” (facile vederci un richiamo all’utero materno).

    Sempre sullo stesso argomento, ho poi appreso della festa “dei boccali”: durante i riti dionisiaci delle Anthesteria, i bambini che avevano compiuto il terzo anno di età partecipavano alla cerimonia della spillazione del vino nuovo, diciamo che veniva permesso loro di condividere le bevute con gli adulti e per questo venivano dotati di piccoli boccali; questa ricorrenza, la cosiddetta “festa dei boccali”, diventava l’occasione per una sorta di presentazione in società. Numerosi choes (boccali) sono stati rinvenuti nei corredi funerari infantili (al museo grazie al mio libro ho individuato quello con un bimbo che gattona!); così come ci sono pervenuti oggetti (al museo ho visto degli unguentari) decorati con figure di animaletti, leprotti, felini, tutte raffigurazioni destinate a testimoniare la tenera età del defunto.

    • “Civico museo archeologico, Sezione Il Mondo dei Greci. Guida”, coordinamento scientifico e organizzativo di Donatella Caporusso, Comune di Milano, 2008, pp. 43/49.

    Cristina, qualche settimana fa mi chiedevi se la visita ad un museo possa essere equiparata ad un viaggio e se ci si debba prima preparare e informare sul luogo da visitare. La domanda io me la sono riformulata come segue: può la lettura, facendo germogliare nuove curiosità e trasmettendoci nuovi stimoli, portarci in posti dove non andremmo se non leggessimo?
    Rispondo in base a questa mia recente esperienza: senza avere letto il libro, digiuna come sono di informazioni sulla civiltà classica e senza conoscere il materiale esposto, al museo avrei apprezzato la vista di cose antiche (anche quella può essere una bella esperienza), ma il bambino che gattona, commovente traccia di una morte infantile, sicuramente non lo avrei notato e certo non sarebbe scattato in me visitatrice quel sentimento di compassione – inspiegabile solo se giudicato col metro del tempo trascorso – che la lettura è invece riuscita ad innescare.

    Va da sé che ognuno organizza (o non organizza) la visita ad un museo alla propria maniera.

    Ciao,
    Mariangela

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  14. Avatar Cristina
    Cristina

    Mari cara, però, va tutto bene, ma a me pare che mi usi come termine per una domanda retorica,,,, o no?
    Ognuno va nella vita come le/gli pare. A te servono le guide dei libri anche nei musei. A me no, preferisco farmi guidare da me stessa e da quello che mi attira. Non mi piace essere troppo pilotata. Ma a ciascunoi secondo i suoi gusti.
    A proposito, buon anno!

    si dice qua e là che Lucia Berlin e Simona Vinci siano due fra i libri più importanti dell’anno scorso, che ne pensaTE?
    io stasera comincio Coetzee…

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  15. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @tutti
    Cristina, io ho risposto alla domanda che ponevi nel tuo commento dell’11 dicembre scorso, e al proposito ho fatto un esempio concreto menzionando un libro che mi è piaciuto. Non penso di avere usato nessuno, per dir la verità, è però vero che vi chiedevo quanto segue: vi capita mai di decidere di andare in un posto a seguito di una lettura? O meglio, allargando il discorso dai musei ai viaggi, non vi succede mai che sia il libro oppure una suggestione letteraria o magari una lettura storica a indurvi a scegliere un luogo al posto di un altro?

    “Farsi attirare da se stessi” – non sempre e non nel tuo caso – può essere la trappola giusta che ci induce a fare quello che fa la massa. Nei musei, poi, salvo seguire una visita guidata o noleggiare l’audio guida (apprezzo entrambi i metodi, quando ho tempo), la mia ignoranza mi porta a scegliere il …” pilotaggio”, almeno sono sicura di decollare!

    Ciao a tutti,
    Mari

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  16. Avatar Dani

    @ Mari capita eccome. Io avevo visitato Villa Adriana dopo aver letto Memorie di Adriano della Yourcenar, la scorsa primavera sono stata a Beaulieu sur Mer dopo aver letto le Variazioni Reinach e ho visitato villa Kerylos di cui si parla nel libro. Si gusta tutto di più con maggiore consapevolezza, almeno per me. Ieri invece ho visitato una mostra dei Brueghel ( tutta la dinastia dei pittori fiamminghi) e casualmente avevo appena terminato Notre Dame di Hugo ambientato nel 400. Le danze e i banchetti dei Brueghel mi richiamavano gli assembramenti chiassosi della corte dei miracoli di Hugo. Bella assonanza.
    @Cristina i racconti di Berlin sono in cima alla pila e dirò la mia dopo averli letti. Ora classici, classici. Sto leggendo Leopardi. Periodo così. Simona Vinci mai letta, mi informerò
    Buon anno a tutti. Il mio è iniziato maluccio

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  17. Avatar Cristina
    Cristina

    Mari, in altre parole: mi fido di me stessa ( e no, io le cose di massa, giuro, non le faccio, sono proprio allergica)

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  18. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    Su Lucia Berlin sono contento che La Repubblica l’abbia eletto libro dell’anno. Non era affatto scontato. Una raccolta di racconti non arriva mai in vetta. Io appena l’ho letto, subito dopo l’uscita (febbraio 2016), ho cercato di parlarne ovunque potevo, su Anobii, dove il libro ha avuto subito un’accoglienza entusiasta, scrissi anche qui, mi ricordo che scrissi un post su Billy (un gruppo facebook) dicendo che per me era già il libro dell’anno. Un gruppo che peraltro non mi piacque per nulla e abbandonai dopo un po’, non lo faccio mai ma era veramente pessimo; si tratta di un gruppo di lettori (si definiscono consapevoli) in cui un moderatore indica i libri da leggere, come se stesse rivolgendosi a schiere di adepti e dove non c’è spazio per alcuna forma di dialogo. Infatti il mio post su Lucia Berlin, tranne i ‘mi piace’ automatici del momento, non ha avuto alcun seguito. Tutti sono tornati a discutere dei libri che proponeva-imponeva il principe moderatore. Uno convinto fideisticamente che bisogna leggere solo editori indipendenti.

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  19. Avatar wwayne

    @Domenico Fina: Il gruppo Facebook che hai citato ha un’impostazione che non piace neanche a me. Tuttavia, l’iniziativa di sostenere le case editrici indipendenti è benemerita: ho lavorato per una di loro, e mi sono accorto che in ambienti di lavoro così piccoli, dove i margini di guadagno sono minimi e i rischi elevatissimi, le persone spesso lavorano per autentico amore della cultura, non certo perché c’è una remota e minuscola possibilità di “fare il botto” e vendere un buon numero di copie. E’ stata la mia prima esperienza lavorativa, e mi ha arricchito moltissimo dal punto di vista umano.

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  20. Avatar Cristina
    Cristina

    Domenico, ciao!
    Billy è un postaccio, anch’io me ne sono andata dopo mezza giornata schifata, un’atmosfera da setta con il guru che fa e disfa a suo piacere!
    peraltro i il guru non sa nemmeno scrivere in italiano! non capisco come possa esistere una roba così antidemocratica! e poi si sono montati la testa…

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  21. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @tutti buon anno nuovo!
    ritorno un pochino a leggervi dopo giorni intensi e “caldi” di amicizie, condivisione, ospitalità e passeggiate, e tanti libri regalati e ricevuti.
    Bella la frase di Jez se fossi un libro, anche perché Cent’anni di solitudine è stato un mio libro dell’anima e @Mari , la prima volta l’ho abbandonato dopo le prime 20 pagine. Poi un giorno di parecchi anni fa mi ha chiamata ed è stata passione! L’hanno descritto benissimo Dani e Cam, Mari non pensarci troppo, sei sempre molto razionale nel tuo modus legendi, lasciati solo attrarre dalle sue pagine calde, dense, lascia che i Buendia ti raccontino la loro storia, forse poi come è successo a me vorrai cercare e tenere con te un pescolino d’oro…
    realismo magico è solo un’etichetta come tante, perché pare che a questo mondo se non ne hai una e se non hai una categoria di riferimento non si possa esistere , invece bando alle categorie, i libri sono un magnifico infinito Labirinto.

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  22. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    Ovvio che non ho niente contro le case editrici indipendenti, ci mancherebbe, ce l’ho con la ristrettezza mentale che ha dimostrato il guru, perché se si amano davvero i libri si spazia, si è curiosi e si segnalano i più belli, a prescindere dalla casa editrice; semmai se si vuole incoraggiare la lettura di case editrici indipendenti si indicano libri interessanti in una speciale classifica ma non ci si può, per miope pregiudizio, limitare solo a quello; invece quelli di Billy mi sono accorto che leggono perlopiù editori indipendenti e si adoperano per caldeggiarli. Per cui così facendo non si è un gruppo di lettura ma un gruppo di promozione (che è ben diverso) autoriferito. Il guru odia Murakami e tutti lo seguono, il guru ama Luciano Funetta e tutti ad esclamare estasiati Ohhhhh. Per cui se il guru ti dice che il libro edizione Tunuè, del tal dei tali, è un capolavoro e gli provi a far capire che c’è anche una Lucia Berlin in giro, ti leggono come si leggerebbe un alieno. Partecipai a una discussione sul tema “libri in cui i personaggi maschili soffrono per delusioni d’amore”, secondo il guru erano scandalosamente pochi nella storia della letteratura, io gli ho fatto un elenco argomentato con tanto di sinossi (uno per uno) di decine di libri, da Turgenev in poi, e lui ribatteva semplicemente che non erano rispondenti al tema che aveva in mente. Infine ho capito semplicemente che lui molti di quei libri non li aveva neppure letti. Anzi: non sapeva neppure che esistessero. Insomma prima di caldeggiare i piccoli editori bisogna leggere leggere leggere altrimenti non si sa riconoscere un libro di valore da una ciofeca.

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  23. Avatar camilla
    camilla

    @ Domenico Fina. — insomma non si cerca un “volume” ma un autore.L’artista, lo scrittore, spesso sconosciuto o quasi ma seguendo la storia del libro si prova e
    spesso si trovano magnifici opere. Che sia Mondadori ecc. non può. essere un ostacolo.Come rinunciare a mostre d’arte perché sono in “luoghi” celebri. Le ideologie sono vere malattie e non accorgersi che si ubbidisce a un guru e’ una vera disgrazia. In rete e ‘ pieno di signore e signori di ogni tipo , magari anche coltissimi ma il loro ego straripante cerca di emergere e soggiogare i malcapitati adepti che si adeguano volentieri in adorazione con l’unica gioia perversa di ricevere una qualche benevolenza dal grande capo . E’ una pericolosa situazione – abbasso i guru di ogni tipo. meglio qualche sano scambio di vedute anche vivace

    A proposito di piccole case editrici sto leggendo tutti gli schivi e sognanti romanzi , Illuminati
    solo di luce propria e lontani dalle strade maestre e pubblicati da varie editrici
    semisconosciute e comunque piccole, diverse tra un’opera e l’altra : i romanzi di Gajto Gazdanov. una vera scoperta , che mi danno inusitate e originali emozioni …ancora sconosciute. Buon anno. cam

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  24. Avatar camilla
    camilla

    @ Domenico Fina. Dimenticato di dire che , secondo me, ferma restando l’originale raffinatezza e l’elegante talento dei bellissimi racconti di Berlin e la meritata assegnazione di premi e riconoscimenti, non sempre i ” super premiati” sono ” i migliori”.Anche se hanno venduto molto e conquistato le innumerevoli classifiche. Un paio di anni fa’ venne , a mio parere sopravvalutato IL CARDELLINO, a mio parere assai modesto e debitore oltremisura dei grandi classici europei. con bomba in America e le dovute avventure tutt’altro che originali.Eppure fu un coro unanime, senso critico zero. ciao ciao. Cam

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  25. Avatar Cristina
    Cristina

    Ma CAM! l’hai letta allora???

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  26. Avatar camilla
    camilla

    @ cri. L’ho letto. E sono d’accordo con la marea di commenti e recensioni. Inoltre le mie amiche hanno apprezzato moltissimo. Non avrei voluto più parlarne però. Mi ha fatto più male che altro, ho provato senso di destabilizzazione, ansia a volte fastidio a volte turbamento. E non posso raccontare il perché. Non c’entra nulla col valore letterario e il talento dell’ autrice. La mia prima impressione era sbagliata , avevo letto solo poche pagine e non dovevo dire nulla. Ma intuivo che ” qualcosa” mi scatenava un qualche
    disagio profondo. Mi era già capitato con i libri della Didion, che non le somiglia affatto se non nel sentire io leggendola, …panico.
    Ciao carissima buon anno. Cam

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  27. Avatar Dani

    Ma al Billy guru nessuno ha mai fatto notare la cosa? Mi verrebbe voglia di visitare quel sito solo per lanciare il dardo…ma farò la buona 🙂

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  28. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Camilla @tutti

    Camilla contro i guru hai convogliato tante motivazioni, io però non ho capito il riferimento alle mostre d’arte nei luoghi celebri. Rispetto ai guru sono d’accordo con te, ma in merito alle mostre in certi luoghi, se ho capito bene, non la pensiamo alla stessa maniera. Un esempio che forse conosceremo in tanti perché si tratta di un punto museale importantissimo della capitale: sto parlando di Galleria Borghese a Roma. Che bisogno c’era in un luogo come quello, ad altissima densità artistica (solo al pianterreno c’è un’infilata di capolavori del Bernini che la sindrome di Stendhal ci va a nozze) di sovraccaricarlo anche con i quadri di una mostra? Aggiungo che per entrare a Galleria Borghese, almeno fino a qualche anno fa, era necessario prenotarsi, quindi, anche dal punto di vista logistico, non si può dire che fosse un’idea felice.

    Cosa intendevi precisamente?

    Ciao,
    Mariangela

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  29. Avatar camilla
    camilla

    @ mari. credo di aver inteso questo: il gruppo in questione pretende di leggere solo libri di case ed.piccole e sconosciute
    le grandi gallerie di arte più. note sono molto più. frequentate di quelle piccole e povere che dovrebbero ( secondo la logica di cui si parla) essere le uniche visitate indipendentemente dalle opere esposte. Grandi gallerie e grandi case editrici —-piccole editrici e piccole gallerie : l’arte e’ sia nelle une che nelle altre.E si va dove ci sono mostre o opere che amiamo o che ci interessano indipendentemente dal tipo di museo. ok?
    ……oddio che fatica cara mari. ciao.

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  30. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Camilla
    Adesso ho capito, scusami!

    @Tutti @Dani @Editalara
    Non so se sia lecito citare un libro di cui si sono lette quasi per caso solo alcune pagine, di solito sono più prudente, ma, a proposito di lettura e viaggi (nasce prima il pulcino o la gallina?), sembra cadere come il cacio sui maccheroni rispetto ai nostri discorsi e inoltre può interessare, secondo me, le fan della letteratura nordamericana e probabilmente anche chi negli USA c’è stato (se mi dovessi sbagliare, è un suggerimento, magari precipitoso, ma dato in buona fede):

    • Giulio D’Antona, “Non è un mestiere per scrittori. Vivere e fare libri in America”, minimum fax, 2016

    Nell’introduzione l’autore sembra disegnare una sorta di atlante della letteratura statunitense e nel descrivere il territorio degli USA e le trasformazioni che sta attraversando lo raccorda con le ambientazioni dei romanzi di molti autori che ho sentito citare da voi, qui sul blog: il Midwest non è più quello delle fattorie di Willa Cather; la verdeggiante, lussureggiante California di Steinbeck sta conoscendo profonde mutazioni; il glorioso Sud di Faulkner non esiste più, insomma, mi è piaciuto come compenetra il rivolgimento paesaggistico e letteratura.

    Nelle pagine successive, D’Antona ci porta a spasso per New York con una tale dovizia di particolari toponomastici che, vi dico, se uno ama la città, secondo me non può non provare piacere a leggere queste pagine.

    Saluti,
    Mari

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  31. Avatar EditaLara
    EditaLara

    @Mari conosco il libro che citi! Eh i viaggi sono senz’altro legati anche alle letture e viceversa! Ciao!

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  32. Avatar Cristina
    Cristina

    Dani, al guru ( gurui de gnente poi oh) non puoi scrivere nulla di nulla perchè ti cancella, usa Facebook comne una clava.
    Ma io ho fatto la cosa giusta: l’ho segnalato a Loredana Lipperini che li aveva apprezzati e le ho spiegato tutti i miei dubbi. E sono certa che lei ora ci guarderà…meglio, assai meglio.

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  33. Avatar Elena
    Elena

    @cristina @ tutti

    Buongiorno a tutti . Segnalo che proprio ieri Loredana Lipperini ha presentato durante la puntata di Fahrenheit la nuova cinquina per il 2017 di Modus legendi.
    Elena

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  34. Avatar Cristina
    Cristina

    si, certo, non può non farlo…

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  35. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    È una pagina FB esatta antitesi del piacere della lettura e della discussione culturale seria, in alto c’è scritto “I lettori scelgono la qualità”. Ma chi la stabilisce la qualità? Lui, naturalmente, e gli adoratori leggono.
    È possibile che la qualità stia solo nelle piccole case editrici? Questo aspetto ho tentato di metterlo in discussione in quella pagina, mettendo in evidenza che la cinquina era un legittimo modo di promuovere la piccola editoria ma non necessariamente i libri migliori, avrebbero dovuto specificarlo che si rivolgevano SOLO alle case indipendenti. Mi sono trovato davanti una schiera di lettori e lettrici completamente assoggettati alle decisioni del guru. Contenti loro. Io sono subito uscito. Alcuni libri dello scorso anno li avevo anche letti, ad esempio Elisabetta Bucciarelli che pubblica con NN, di certo non il migliore della collana NN che presenta autori come Kent Haruf e Jenny Offill. Torniamo al punto di partenza, il guru non è un lettore è solo un pubblicitario esaltato.

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  36. Avatar Cristina
    Cristina

    Infatti. Pfui!

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  37. Avatar Dani

    Qualcuno ha letto New York di Edward Rutherfurd?

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  38. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    A proposito di Lipperini, ho finito un libro indicato nella sua lista dei più significativi del 2016.

    La vita della protagonista del libro di Marilynne Robinson, Lila, si riassume in poche parole: abbandono, solitudine e povertà. Il tema della strenua ricerca del sostentamento materiale percorre tutta l’esistenza della donna, perlomeno fino a quando non incontra un’anima gentile, un reverendo molto più anziano di lei. Diciamo, senza anticipare troppo gli avvenimenti che l’autrice ci consegna a poco a poco durante tutto il racconto, che leggendo il romanzo ci si sente fortunati ad avere un tetto e di che sfamarsi.

    L’altro perno del libro è la religione: il rapporto tra individuo e Dio è continuamente sottoposto al vaglio di profonde riflessioni e non si può sottacere un particolare: Lila grazie alla donna che l’ha salvata ha imparato a leggere e, rivedendo in retrospettiva tutta la sua vita, si cimenta coi testi sacri e si interroga sulla colpa e sulla salvezza. Qui secondo me sta la bravura dell’autrice: riesce a rendere naturale e credibile l’arrovellamento “teologico” di questa donna poco istruita che, grazie alla lettura e alla scrittura (ricopia interi brani dalla Bibbia per esercitarsi a scrivere), elabora pensieri profondi anche se talvolta ingenui.

    Ho letto a libro finito che fa parte di una trilogia, io di Robinson non avevo letto nulla eppure l’ho apprezzato, significa che il libro può essere letto autonomamente. È un bel romanzo, secondo me, ma non si può sottacere che l’atmosfera è veramente molto triste.

    Saluti,
    Mariangela

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  39. Avatar wwayne

    @Mariangela: Curiosamente, anche io negli ultimi tempi ho letto un libro che aveva la religione tra i suoi temi principali: Tutte le novelle di Giovanni Verga, volume primo. Come è noto, questo autore aveva una posizione opposta alla mia su questo tema, e il suo essere violentemente anticlericale emerge con molta evidenza in queste novelle, gonfie come sono di sferzante satira religiosa. Satira che ha due obiettivi principali: da un lato il popolino, la cui fede religiosa si spinge a livelli estremi e per questo si presta facilmente a venire ridicolizzata dall’autore; dall’altro gli uomini di chiesa, spesso meschini come non mai, che approfittano della loro posizione e della creduloneria del popolo per i loro loschi fini.
    Sebbene sia fortemente in disaccordo con Verga sul tema della religione, ho letto con molto piacere queste sue novelle. Anzi, la strepitosa ironia con cui si prende gioco delle superstizioni popolari è uno dei fattori che più di tutti hanno determinato il mio gradimento. E poi la sua abilità nel dire tantissimo anche con una semplice frase (in certi casi addirittura con una singola parola), la profonda attualità dei suoi racconti d’amore… chi lo identifica come uno scrittore triste, o dedito soltanto a storie “sociali”, dovrebbe decisamente leggere questo libro. Soprattutto le sezioni “Vita dei campi” e “Novelle rusticane.”

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  40. Avatar camilla
    camilla

    @ domenicofina. questa storia di guru ha tutto il cattivo odore di setta. Uno stile grillino vagheggia tra individui bisognosi di un pastore di pecore. Spero che radio tre e Fahre non siano troppo coinvolti. Comunque io non ho mai capito l’elezione del libro del mese e dell’anno visto come vengono scelti i libri premiati.A loro volta scelti da Fahre e votati da ascoltatori che in genere non hanno letto il libro “preferito” ( impossibile star dietro a un libro al giorno, scelto dalla trasmissione). e così mi sono stufata di seguire la trasmissione che molto ho apprezzato, per molti anni proprio perché non sono riuscita ad accettare la logica del voto cieco e della successiva elezione di un libro da lanciare. Ma la storia di questo Billy mi lascia basita. E fantasmi di carta ? Un branco di pesciolini impigliati dalla rete. Chissà. perché mi viene in mente Foster Wallace. ciao ciao. cam

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  41. Avatar wwayne

    @Camilla: Il paragone con Grillo mi sembra molto calzante. E proprio perché nel M5S decide tutto Grillo, mi fanno sorridere le lotte per il potere che si sono scatenate all’interno del movimento: per cosa stanno battagliando Di Maio, Di Battista, Fico e compagna? Per un tozzo di pane, perché chiunque di loro venga scelto come “uomo – copertina”, di fatto sarà sempre e comunque un burattino nelle mani di Grillo.
    Ma in fondo una delle intuizioni più geniali di Grillo è proprio questa: prendere dalla strada gente che senza di lui sarebbe senza arte né parte e ricoprirla d’oro, ottenendo in cambio fedeltà assoluta al capo.
    Lo ha fatto anche Gaio Mario in epoca romana, con la sua riforma del sistema di reclutamento.
    Lo ha fatto anche Hitler. Esemplare in questo senso la vicenda di Eichmann: uomo mediocre nella personalità e nella formazione, sapeva di dovere interamente a Hitler la propria ascesa politica, e proprio per questo gli era fedele in tutto e per tutto.
    Lo ha fatto anche Renzi: personaggi come la Boschi, la Giannini o Faraone non avrebbero mai dovuto avere incarichi prestigiosi in politica, e Renzi proprio per questo glieli ha dati, perché sapeva che più è immeritata la nomina, più ti sarà fedele il nominato.
    Nel caso di Renzi intravedo poi un’ulteriore motivazione: Matteo è notoriamente un accentratore, uno che vuole decidere tutto da solo, e se ti circondi di gente altamente competente questo non te lo puoi permettere, perché chi ci sa fare non vuol restare con le mani in mano mentre il capo decide tutto.
    Attenzione: non sto mettendo Grillo e Renzi sullo stesso piano di Hitler, ci mancherebbe altro. Sto solo dicendo che determinati modi di gestire il potere fanno parte della politica da sempre, e li applichiamo in maniera quasi inconscia. Ad esempio, sono quasi certo che Renzi non abbia la più pallida idea di chi sia Gaio Mario, eppure i loro modi di agire si assomigliano moltissimo.

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  42. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Dani @tutti
    Nel libro di cui dicevo ieri sera, New York di Edward Rutherfurd (Mondadori, Milano 2010) è incluso nella bibliografia a proposito della riqualificazione di Manhattan; metto qui il pezzo in cui è citato:

    “L’evoluzione di New York è uno degli argomenti più vasti ed affascinanti per chi si interessi di urbanistica. Il ruolo dei diversi sindaci nella riqualificazione di Manhattan è conteso e discusso, c’è chi sostiene che Giuliani abbia fatto tutto il lavoro, c’è chi dice che si sia trovato nella condizione di raccogliere gli onori per la buona amministrazione di chi è venuto prima. C’è chi addirittura sostiene che i sindaci non abbiano avuto quasi niente a che vedere con il cambio di passo della città, ma che si sia trattato di una combinazione di fattori ambientali e genetici che hanno contribuito ad abbassare il tasso di rabbia e di criminalità. In un articolo comparso su Salon il 19 novembre 2011 e ripreso poi da varie altre testate, Thomas Rogers ha intervistato il professor Franklin Zimring, insegnante di legge e criminologia a Berkley e autore del saggio The City that Became Safe (Oxford University Press, Oxford 2011). Zimring sostiene, tra le altre cose, che il miglioramento della qualità della vita a New York sia avvenuto in seguito alla limitazione del piombo nelle benzine – che avrebbe effetti stressanti sui cittadini costretti a respirarlo – e la legalizzazione degli aborti negli anni Sessanta, che avrebbe portato alla nascita di più figli «voluti», quindi felici, quindi privi di pulsioni criminali. C’è da dire che, come puntualizzavano già George Kellin e James Wilson sull’Atlantic nel 1982, in un articolo dal titolo «Broken Windows» comparso sul numero di marzo di quell’anno, «Se in un edificio una finestra rotta non viene riparata, presto ne verranno rotte delle altre». Con Giuliani le finestre hanno cominciato a essere riparate. La bibliografia per approfondire questi argomenti è vastissima: da New York di Edward Rutherfurd (Mondadori, Milano 2010, traduzione di Stefano Viviani) a New York’s Poop Scoop Law di Michael Brandow (Purdue Univerity Press, Lafayette, IN 2008).”

    • Giulio D’Antona, “Non è un mestiere per scrittori. Vivere e fare libri in America”, minimum fax, 2016, nota 191 a pag. 151

    Ciao a tutti,
    Mari

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  43. Avatar Dani

    @Mari, documentatissima Mari grazie. Mia figlia lo sta leggendo per la seconda volta e immagino che, se non altro, mi insegnerà qualcosa. Lo metto in coda. Mi piacerebbe informarmi come fai tu ma avercelo….il tempo. Vorrà dire che ogni tanto ti consultiamo se non ti spiace. In effetti sarebbe bello preparare le letture come si fa con un viaggio, una mostra, un film. Buona notte a tutti 🙂

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  44. Avatar claudio
    claudio

    Mi riconosco in pieno cio’ che ha scritto wwayne riguardo gli Yes Man che circondano i capi specie i meravigliosi ragazzi stellati….unica differenza tra il M5S e il Pd è che il primo è un movimento proprietario tipo quello che fondo’ Berlusconi…il Pd ha radici profonde….forse alcuni di voi essendo giovanissimi nemmeno sanno cosa fosse il PCI……quindi la vita di Renzi è stata molto travagliata proprio per questo….mentre per il comico non ci sono problemi sono tutti sintonizzati sul suo pensiero(??).

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  45. Avatar camilla
    camilla

    @claudio e ww. La storia del pd e molto lunga e persino gloriosa per alcuni versi. Personalmente sono stata iscritta e militante prima ai ds e poi con Prodi al Partito Democratico. Impensabile paragonare Matteo Renzi a Grillo sotto nessun aspetto. La recente follia dei sudditi di Grillo si basa in parte su grandi illusioni
    e ingenuita’ politiche e in gran parte sul bisogno di un guru, in questo caso in stile Robespierre e sulla perniciosa antipolitica che tutto semplifica e riduce a un continuo equivoco.
    Renzi caratterialmente ” antipatico” a molti per i motivi piu’ disparati ( molti imortanti uomini
    italiani degni di rispetto hanno pero’ peccato di sentimenti di “lesa maesta”) e tantialtri motivi non politici .Impossibile governare il nostro paese , profondamente conservatore . Renzi, al di la’ delle personali simpatie, ci ha provato con tutte le forze. Tanto poco guru che e’ stato stoppato ricacciandoci nelle nebbie del politichese da cui il Paese non uscira’ facilmente.@ ww perche’ la Boschi e’ odiata? Una giovane donna molto preparata e volitiva non puo’ piacere agli italiani che tutto sommato non vogliono cambiare nemmeno in questo. Ed ora stiamo discutendo a vanvera sulle baggianate “private” dei grillini con il tribunale del popolo e la stampa. Ma basta cosi’ .Si litiga come cani selvatici e basta riforme. Come quella , mai passata per tanti anni del superamento dell’ omofobia di Stato. Uffa..

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  46. Avatar Cristina
    Cristina

    Camilla, ti prego, ti prego. Sentire osannare Renzi e Boschi- la peggio e infigarda gioventu’ politica CHE NON NE HA COMBINATA UNA GIUSTA , poverini la gente non li ha capiti… .- ti prego!!!!!!!!!!!!!!!

    Evitiamo, almeno qui – che mi viene da rivoltarmi a urlate contro questi brutti ceffi rovina paese

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  47. Avatar claudio
    claudio

    Tanto per capire Cristina quali sarebbero i tuoi aneliti….quali personaggi speri vincano le prossime elezioni per liberarti di questi ‘brutti ceffi’ ? Salvini il razzista conclamato….o Grillo il populista incallito che cambia idea ogni 5 minuti…..o Berlusconi il nuovo che avanza….sono proprio curioso di ‘conoscerti’ nel politico…..

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  48. Avatar Cristina
    Cristina

    TI prego: i voucher in tabaccheria a 7.50 che devastano la vita dei giovani, l’ abolizione dell’art 18 , la “buona” scuola che bisogna andarci per vedere che schifo è, mai nessun governo – nemmeno berlusconi – è stato così avverso al lavoro, ai lavoratori, alla cultura e democrazia di questo paese e amico della grande finanza e delle grandi banche che poi salva coi nostri soldi. e avverso al suo “partito” che ha ridotto in uno zerbino di yesman scodinzolanti sena dialettica.
    E tu difendi questa gente , anzi gentaglia?? grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

    scusate, ma proprio non ce l’ho fatta . Giuro che non lo farò mai più

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  49. Avatar wwayne

    @Claudio: Mi fa molto piacere che tu concordi con il mio commento. Io a mia volta concordo con il tuo: tra Grillo, Salvini e Berlusconi non si trova un erede di Renzi che sia migliore di lui. E dire che ci vorrebbe molto poco…

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  50. Avatar wwayne

    @Camilla: La Boschi è molto diversa da come la descrivi. Se non ricordo male, siamo entrambi lettori affezionati del Fatto Quotidiano: ecco, basta averlo letto in un giorno a caso prima del referendum per capire che la sua riforma era scritta con i piedi.
    E poi, anche se avesse un’abilità insuperabile nello scrivere le leggi, è semplicemente imperdonabile il suo tentativo di strumentalizzare i malati gravi per arraffare un pugno di voti: alludo a quando disse che, se fosse passata la riforma, loro sarebbero stati curati meglio.
    La Boschi sa che quando una persona è disperata, si aggrappa a qualsiasi cosa gli dia un barlume di speranza per non crollare: ecco, sfruttare quella disperazione è stato un gesto vomitevole, e degno dei peggiori sciacalli. Posto qua sotto il video Youtube che testimonia quella sciagurata e ignobile decisione: è uno dei momenti più bassi nella storia della repubblica italiana, e proprio per questo non dobbiamo dimenticarlo.

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