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I libri più belli, letti nel 2016

Ecco, come ogni anno, l’invito a condividere le letture migliori (ma anche le letture deludenti). La regola è semplicissima: si parla dei libri più belli letti nel corso del 2016. Non importa quindi quando il libro sia stato scritto, pubblicato, ripubblicato. Quel che conta è che sia stato letto nel corso di quest’anno. Anche nel…

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L’immagine è di Christopher Myers, presa in prestito dal sito web del New York Times, pagine opinioni, del 16 marzo 2014

Ecco, come ogni anno, l’invito a condividere le letture migliori (ma anche le letture deludenti).
La regola è semplicissima: si parla dei libri più belli letti nel corso del 2016.

Non importa quindi quando il libro sia stato scritto, pubblicato, ripubblicato. Quel che conta è che sia stato letto nel corso di quest’anno.

Anche nel 2015 questo post è stato di gran lunga il più frequentato e il più fecondo: un flusso quotidiano di pensieri da parte di decine di lettori. Una valanga preziosa di idee e consigli e sconsigli.

Ribadisco infine che fra le regole -fondamentali- di questo gioco c’è il rispetto per gli altri.

Quindi, il confronto civile viene molto apprezzato, l’insulto invece no.

Ringrazio da ora chi continuerà a donarci questo tesoro di letture con tanto affetto, partecipazione, precisione e ricchezza culturale.

Abbracci

 


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Commenti

3.202 risposte a “I libri più belli, letti nel 2016”

  1. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti
    I più informati saranno senz’altro già al corrente che dal dicembre 2009 GOOGLE, il più usato motore di ricerca, profila i suoi utenti utilizzando una sessantina di indicatori. Io non lo sapevo e mi sono infatti stupita quando ho appreso che l’ordine di presentazione delle pagine (ranking) che otteniamo a seguito di una ricerca non è uguale per tutti, ma cambia, appunto, in base al profilo di chi la effettua. Ho colmato questa lacuna leggendo un articolo incluso in un libro che, perlomeno dal titolo, si potrebbe pensare essere destinato unicamente agli addetti ai lavori:

    • Carlo Bianchini, “Il falso in rete: il bibliotecario come antidoto” in “Relazioni del Convegno Stelline 2016. Bibliotecari al tempo di Google. Profili, competenze, formazione”, Bibliografica, 2016, pp.146/161.

    Nelle note bibliografiche ho trovato, al proposito, un articolo che leggete qui

    http://archivio.internazionale.it/news/internet/2011/07/06/quello-che-internet-ci-nasconde-2

    Il contributo di Carlo Bianchini è molto interessante perché illustra le insidie della rete e spiega perché al cospetto del web si sia soli (con l’aggiunta di pericoli che non conosciamo) come davanti a uno scaffale di libri sconosciuti: non è vero che la rete sia veloce, semplice da usare e democratica, anche questo metodo di acquisizione della conoscenza è classista e per nulla gratuito.

    Un saggio di poche pagine che dice molto di più di quanto io possa riassumere qui. Bello!

    Saluti,
    Mariangela

    PS: questi argomenti sono molto attinenti anche ai discorsi sulla scuola che si sono fatti, qui, nelle scorse settimane

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  2. Avatar wwayne

    L’alunno capra di cui vi ho parlato di recente, riuscito nell’impresa di essere l’unico su 45 studenti ad avere l’insufficienza con me ad Italiano, ha preso 7 e mezzo ad un compito di antologia. E’ un miracolo di proporzioni inaudite. Quando glielo dirò domani, lui sicuramente penserà che io lo stia prendendo in giro.
    Già durante il compito mi ero accorto che era in forma: passando tra i banchi avevo letto la sua risposta alla seconda domanda, e non era soltanto esatta, era proprio perfetta. Tuttavia, mai avrei potuto immaginare che anche il resto del compito fosse più o meno su quel livello.
    Non l’ho abbandonato, e sono stato ripagato.

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  3. Avatar Lucia 64*
    Lucia 64*

    @wwayne complimenti. L’impegno incondizionato di chi non molla mai ripaga sempre.

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  4. Avatar Dani

    Wwayne well done!

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  5. Avatar wwayne

    Grazie mille, Lucia 64* e Dani! 🙂

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  6. Avatar Cristina
    Cristina

    dè bene! bravo lui e digli che sei orgoglioso !! e bravo te

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  7. Avatar editalara
    editalara

    @ bravo Wayne! e bravo il tuo studente!

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  8. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Visto che stiamo parlando di scuola e di studenti, vi chiedo: in base alla vostra esperienza, come se la cavano i giovani con le tecniche informatiche che ai nostri tempi non esistevano? È poi vero che siano così abili a disimpegnarsi nel groviglio di informazioni che la rete mette loro a disposizione ogni giorno?
    Sono veramente avvantaggiati rispetto a noi che siamo nati in un’altra era?

    Leggo che anche Prensky ha ridimensionato l’alternativa drastica tra “nativi digitali” e “immigrati digitali”; l’abilità informatica, queste le sue ultime conclusioni, non dipende esclusivamente da una questione anagrafica; la “digital wisdom”, come la chiama lui, la competenza digitale, detto in modo un po’ spiccio, si acquisisce anche con la formazione. Torna il concetto espresso qui qualche giorno fa da Laura Gamba.

    Grazie a un rimando bibliografico, ho trovato un articolo molto interessante al proposito; l’autore del pezzo, Paolo Attivisimo, va oltre: illustrando gli esiti di una recente ricerca, si spinge ad affermare che non possiamo qualificare i giovani d’oggi come “nativi digitali” e che anzi, visto l’utilizzo disinformato da parte loro dell’informatica, sarebbe più consono definirli “polli di batteria”.

    http://www.agendadigitale.eu/competenze-digitali/550_per-favore-non-chiamateli-nativi-digitali.htm

    Ciao,
    Mariangela

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  9. Avatar wwayne

    @editalara: Oggi i suoi compagni gli hanno fatto una grande festa. Questo compito è stato un toccasana per la sua media, ma ha fatto colare a picco quella di un altro suo compagno: ha preso 4 e mezzo, e adesso rischia seriamente l’insufficienza. A livello grammaticale riesce a fare dei compiti decenti, ma quando si tratta di mettere insieme un discorso emerge impietosa la sua incapacità di esprimersi in un italiano accettabile. Se tra un mese il suo uso della lingua non sarà migliorato, sarò costretto a mettergli 5.

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  10. Avatar Cristina
    Cristina

    però non va bene Wwayne, appena ci dai una buona notizia subito la doccia fredda per un altro studente. NON mettere 5, aiuta pure questo, suggerisci letture compiti e supplementi migliorativi. Essu’ da bravo, L’uso della lingua poi dipende dalla famiglia, mica sono avulsi nel nulla questi pupi!!! quindi, agli insegnanti tocca insegnare e…pedalare!

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  11. Avatar Cristina
    Cristina

    Ntivi digitali o polli da batteria non è una contraddizione Mari. Possono essere l’uno e l’altro.
    Del resto scemi -a quell’età e con i nostri mezzi di allora – siamo stati tutti , Se poi guardi gli adulti di riferimento,…. bè c’è da tremare dalla vergogna. E cosa DEVONO FARE STI REGAZZINI? O gli si da delle alternative decenti o si masturberanno coi social networks come tutti i loro compagni…
    Poi, prima o poi cresceranno. Tocca a tutti

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  12. Avatar wwayne

    @Cristina: In realtà in quella classe i casi disperati sono ben più di 2. Tuttavia, gli altri sono riusciti ad agguantare il seuccio in qualche modo, e quindi al momento non sono a rischio.
    Riguardo alle letture, ne ho già parlato con la madre, la quale mi ha detto che in merito a questo suo figlio è fermo sulla propria posizione di rifiuto assoluto. Contento lui…

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  13. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Tutti

    Per la verità non facevo riferimento, in generale, al loro modus vivendi, stavo chiedendo se secondo voi le loro tanto decantate capacità informatiche siano reali, effettive o solo presunte, come sostiene l’autore dell’’articolo (a cui rimando). In pratica, la domanda riguarda la loro capacità di salvaguardare la loro privacy in rete, la loro attitudine a selezionare e a discernere tra le informazioni che vengono loro veicolate, in una parola, mi chiedevo se i cosiddetti “nativi digitali” sappiano difendersi dalle insidie della rete e a comprendere i meccanismi che la regolano.

    Visto che l’ignoranza digitale è stato dichiarata essere un vero e proprio pericolo per l’umanità, mi chiedo quale sia il ruolo della scuola in questa materia e se riesca ad aiutare i giovani a riconoscere le trappole della rete.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  14. Avatar wwayne

    “La scuola” in generale vuol dire tutto e niente. Ci saranno delle scuole che sensibilizzano i propri alunni sulla questione, ad esempio invitando la polizia postale per una conferenza, e ci saranno quelle che ignorano il problema.

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  15. Avatar Cristina
    Cristina

    wwayne santamaro’ a volte mi pari uno delle forze dell’ordine!! Ma ci fai?
    Comunque “contento lui”, di un regazzino di anni…?? 13? 14 ? NON esiste che un professore lo dica. E poi che c’entra la madre se non per scaricarti la coscienza? il rapporto tuo è CON LUI, mica con la genitrice.
    Seio tu il docente, sei tu che devi riparare le falle di una personcina in crescita. La madre probabilmente le ha create, insieme al padre.
    Quindi su le maniche e parlaci, a modino però !
    esci dal ruolo e checaspita! mizzica a volte sei pallosisssimo ( scusa la franchezza di zia)

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  16. Avatar Dani

    Un libraio d fiducia mi informa che è uscito E.Singer “L’UOMO CHE VENDEVA DIAMANTI” Ed.Bollati Boringhieri. Un’altra sorella Singer quindi!

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  17. Avatar editalara
    editalara

    @Wwayne , @Mari, la polizia postale va benissimo , anzi è fondamentale, per avvertire dei gravi pericoli che si corrono in rete, soprattutto usando i socials, ( soprattutto per le ragazzine, credetemi ne so parecchio per esperienza molto vicina a me e per aver parlato proprio con alti esponenti delle forze dell’ordine !
    Penso però che Mariangela si riferisse alla falsa convinzione che i mezzi on-line di oggi avvantaggino i ragazzi nelle ricerche di informazioni per la scuola e per la propria formazione.
    Questo il mio parere : circolano libere e indiscriminate talmente tante informazioni di immediato accesso che i ragazzini pigliano la prima cosa utile che trovano senza un minimo di discernimento , hanno una scarsissima capacità critica perchè leggono poco e si confrontano ancor meno, la consultazione non è più ricerca critica ( nel loro piccolo ovviamente) ma un semplice copia-incolla; compito primario della scuola, a mio modesto parere, è proprio quello di insegnare e fornire i mezzi adeguati a guardare con occhio critico il web e per quanto possibile saper distinguere quali fonti sono attendibili.
    Del resto , la mia sorellastra di 13 anni non sa cercare una parola sul vocabolario o su una vecchia enciclopedia , non sa applicare il semplice metodo dell’ordine alfabetico.

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  18. Avatar editalara
    editalara

    p.s. non fraintendetemi , amo cercare le cose in internet, mi piace pure wikipedia all’occorrenza, ma alle spalle ho anni di ricerche fatte sulla bella e pesante enciclopedia di casa 🙂

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  19. Avatar wwayne

    @Cristina: Saper rimanere al proprio posto, e non valicare i confini del nostro ruolo: quando ho fatto i corsi di abilitazione all’insegnamento, questa è stata una delle prime cose su cui hanno battuto, e con forza anche.
    Comunque fidati, quel ragazzino non si metterebbe a leggere un libro nemmeno se glielo ordinasse San Pietro, figurati io o sua madre. E’ più facile che volino gli asini. E quindi, che voli lui.

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  20. Avatar Lucia 64*
    Lucia 64*

    Cara Mariangela @ tutti
    come sempre i tuoi quesiti sono sempre molto interessanti.Parlando di capacità informatiche degli adolescenti posso affermare che sono senz’altro effettive. Se compri un cellulare nuovo o un tablet riescono ad impostarlo e programmarlo senza difficoltà. Ovviamente non ritengo siano capaci di salvaguardare la loro privacy comunque. Il cellulare o il tablet sono per loro uno strumento di accesso a qualsiasi informazione scolastica e non. Purtroppo ne fanno anche uno strumento di comunicazione che “sostituisce ” la normale comunicazione tra coetanei. Solitudine e isolamento sono alle porte. E questo è quanto dovrebbe preoccupare maggiormente noi adulti.

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  21. Avatar Cristina
    Cristina

    quali sono i confini del ruolo di un insegnante? certo, lo hai già condannato. Che cosa brutta, ma brutta proprio

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  22. Avatar wwayne

    @Cristina: Non l’ho già condannato. Cito un mio precedente commento:

    “Se tra un mese il suo uso della lingua non sarà migliorato, sarò costretto a mettergli 5.”

    Come vedi, l’eventuale sentenza di condanna verrà pronunciata soltanto tra un mese.

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  23. Avatar wwayne

    @giulio: Ti chiedo scusa per il ritardo nella risposta. Di Winslow ho letto Il potere del cane, Le belve e I re del mondo; di Lansdale invece Rumble Tumbe e Sotto un cielo cremisi. Cinque libri giganteschi, forse soltanto I re del mondo è un gradino sotto.
    Riguardo a Steinbeck, quando l’hai nominato mi hai fatto venire un tuffo al cuore: I pascoli del cielo è uno dei libri più belli che abbia mai letto.

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  24. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Editalara @Lucia64@Wayne@Cristina

    Editalara sono d’accordo con tutto quello che hai scritto, in particolare anch’io penso che due aspetti ci debbano preoccupare in particolar modo: innanzitutto, la circolazione in rete di informazioni false (da quelle pubblicate a bella posta a scopo didattico, alle bufale, al falso propagato per motivi ideologici, e così fino al vero e proprio furto d’identità) e poi, se ho capito bene quello che ho letto nelle ultime settimane, dalla mancanza di senso critico di tanti ragazzi che nella rete confidano ciecamente, senza remore e senza riserve.

    Concordo con Lucia64 che i giovani abbiano molta dimestichezza con le apparecchiature informatiche, ma quella a mio parere è perizia manuale, è capacità di usare l’hardware: digitare velocemente i messaggi sul telefonino è sicuramente molto utile (lo so io che sono imbranata al massimo), ma secondo me non è attitudine che testimoni di un utilizzo consapevole dei nuovi mezzi di comunicazione.

    Quello che a mio parere può avere un esito devastante sull’autonomia di giudizio, proprio sul senso critico di cui scrive Editalara, è il fatto che i Social Network e anche i motori di ricerca tendono ad assecondare i nostri gusti, le nostre idee, il nostro modo di pensare (rimando al link che ho postato qui sopra il 19 aprile 2016). Se è vero che Google ci fornisce risposte diverse a seconda del nostro profilo, si deve ammettere che difficilmente scoveremo informazioni in contrasto con le nostre idee e c’è da scommettere che i nostri convincimenti si faranno via via sempre più granitici, sempre più pericolosamente incontrovertibili. Ecco, in questo senso, io mi chiedevo quale formazione venga data ai ragazzi per imparare queste cose.

    Per me sono argomenti difficili, mi fa piacere confrontarmi con voi perché sono ignorante in materia (tra l’altro, anch’io do il consenso, in rete, con molta leggerezza).

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  25. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @tutti
    è da un po’ che non mi collego e, sbirciando nei post passati, direi che molti argomenti mi attirano.
    Siete passati dalla spiritualità all’insegnamento all’alunno digitale. Tutti temi che mi suscitano l’intervento fiume.
    Però sto preparando un esame ed una relazione, oltre a correggere e a cercare (invano) di schivare le scartoffie scolastiche.
    Vi ho mai detto che sono iscritta all’Istituto di scienze religiose? 🙂
    Non chiedetemi però cosa cerco nelle Sacre Scritture…non saprei rispondere!

    Buona serata.
    Io torno a studiare e vi auguro BUONE LETTURE, voi che potete!

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  26. Avatar laura

    La scuola ha il compito di accompagnare gli studenti ad acquisire competenze. Quella fondamentale è, a mio parere, lo spirito critico, strumento fondamentale per evitare i pericoli che il mondo circostante porta con sé. A questo contribuisce, naturalmente, la lettura. Compito dell’insegnante è trovare il libro giusto per gli studenti che ha di fronte a sé. Perché l’insegnante è prima di tutto un mediatore.

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  27. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Laura
    Laura, mi rendo conto della responsabilità immane! Non è un’impresa da poco trovare il libro giusto per qualcun altro!

    In merito alle problematiche collegate a istruzione e nuove tecnologie, non essendo il mio mestiere, io mi limito a dire che gli stessi insegnanti devono venire formati, spero che i corsi di formazione su questi argomenti siano previsti.

    @tutti
    Ho trovato un libro dello stesso autore di cui avevo linkato l’articolo da Internazionale su Internet: vi dico, l’argomento può non interessare, ma per quelle poche pagine che ho letto oggi, mi sembra proprio un libro utile ed interessante, se uno vuole approfondire questo tema, mi sento di dire che sia un libro necessario, tra gli altri pregi annovera anche una ricca bibliografia da cui, tempo permettendo, mi piacerebbe attingere. Sui rischi culturali della personalizzazione da parte dei Social Network e dei motori di ricerca, lascerei parlare l’autore:

    “In pratica, i creatori della personalizzazione ci offrono un mondo su misura, ogni aspetto del quale corrisponde perfettamente ai nostri gusti. È un mondo rassicurante, popolato dalle nostre persone, cose e idee preferite. (…) Per definizione, è una prospettiva molto piacevole, il ritorno a un universo tolemaico in cui il sole e tutte le altre cose girano intorno a noi. Ma ha un prezzo: personalizzando tutto, rischiamo di perdere alcuni degli aspetti che all’inizio rendevano internet così affascinante.”

    (Eli Parisier, “Il filtro”, Il Saggiatore, 2015, p. 17)

    @Jezabel
    Concentrati sulla tua relazione, per l’esame, ma non mancare di passare di qui, ogni tanto!

    Saluti a tutti,
    Mariangela

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  28. Avatar wwayne

    Quelli convinti che per ognuno di noi c’è un libro giusto appartengono alla stessa scuola di pensiero di chi ritiene che tutti possano arrivare ad un buon livello di comprensione e/o di conoscenza, e di chi ritiene che non esistano persone stupide, ma soltanto persone che non hanno ancora trovato il modo di sfruttare la propria intelligenza. A voi che adorate vivere nel mondo delle fiabe suggerisco di guardare in faccia la realtà: ci sono persone che hanno poca materia grigia, che capiranno sempre una parola su 10 di ciò che leggono o sentono e che non leggeranno mai un libro, semplicemente perché leggere non è cosa per loro. Il mio alunno è uno di quelli: lo so io, lo sa sua madre e lui stesso lo ha capito prima di tutti.

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  29. Avatar camilla
    camilla

    @cri. Hai ragione quando mi dici Che i miei post sono frettolosi e scombinati.Effettivamente uso solo il telefono per motivi “indipendenti dalla mia volonta’”.Inoltre non ho mai niente da dire .le mie letture sono molto lontane e diverse da Quelle che si trattano qui. Qualche volta pero’ la simpatia che mi suscita questo Blog mi spinge a tentare di partecipare malgrado il Mio mezzo inadatto
    @ wwaine. Non capisco perche’ ti trattino tutte come se tu fossi un giovinetto impulsivo e bisognoso di comprensione degna di miglior causa. Sei un pessimo insegnante conformista e pieno di pregiudizi anche se ti ritieni un avanguardista privo di “lacci e lacciuoli” in campo culturale. Cam

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  30. Avatar wwayne

    @Camilla: Ai corsi di abilitazione all’insegnamento ci hanno insegnato che, nella scuola come nella vita, noi possiamo criticare anche fortissimamente il comportamento e/o il lavoro di chi ci troviamo davanti, ma la critica al lavoro non deve mai degenerare in un attacco alla persona. Ad esempio, io ad un mio alunno capra posso dire a chiare lettere che il suo compito è un disastro, ma non mi devo permettere di dirgli che è un pessimo alunno, perché sarebbe un attacco alla persona.
    Tu questo confine, che ripeto va rispettato sia nella scuola che nella vita, lo hai ampiamente valicato: tu puoi dire che non sto prendendo quel ragazzo per il verso giusto, come hanno fatto Cristina e gli altri, ma non ti devi permettere di attaccare la mia professionalità e la mia persona. Tra l’altro non hai gli strumenti per esprimere giudizi tanto pesanti, perché non mi conosci, e non hai passato un singolo minuto con me in aula.
    E comunque, si potrebbe parlare di pregiudizi se io mi fossi espresso su quel ragazzo senza conoscerlo (COME HAI FATTO TU): ma dato che lo conosco da 6 mesi e l’ho valutato un sacco di volte, mi esprimo con cognizione di causa.
    Riguardo all’essere avanguardisti, non credo di aver mai detto di sentirmi tale. Anche perché insegnante avanguardista o conformista vuol dire tutto e niente: avanguardista o conformista in cosa? Nei metodi di spiegazione? In quelli di valutazione? Nei contenuti?
    Altrettanto incomprensibile il passo sui lacci e lacciuoli. Ma non mi interessa che tu mi spieghi il tuo pensiero in modo più chiaro.

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  31. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Camilla
    Scrivici come puoi e ogni volta che puoi e parlaci delle tue letture! Se ti viene in mente un romanzo dalla scrittura raffinata ed elegante, una prosa poetica alla Banville di “Il mare”, per intenderci, oppure qualcosa che ricordi Barnes (mi vengono in mente solo autori di lingua inglese, non so il perché), scrivimelo! (Rileggendo mi rendo conto che non è una richiesta da poco, visti i termini di paragone).

    @tutti
    Come ho avuto già modo di scrivere a Jezabel, le tematiche legate alla scuola e all’insegnamento possono interessarci come lettori e come cittadini, ma in termini generali ed astratti; la circostanza che qualcuno di noi, qui, svolga l’insegnamento come professione deve essere sfruttata a mio parere come risorsa, ma non deve farci scivolare nei casi troppo specifici e tanto meno può indurci a personalizzazioni. Questo il mio parere.

    Saluti a tutti,
    Mariangela

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  32. Avatar giorgia
    giorgia

    Caro Wwayne, io non scrivo su questo blog, ma vi leggo nella speranza di trovare qualche buona idea per le mie letture, quindi, anche se in silenzio, vi conosco tutti. Ecco, io non capisco perchè tu ti sottoponga masochisticamente al giudizio di persone che non hanno il minimo titolo, nè la minima capacità di darti alcun tipo di consiglio. A volte penso che tu ti diverta a giocare con questi attacchi continui alla tua persona, questa antipatia, e a volte livore, che ti dimostrano. Perchè lo fai? Tu sei giovane, simpatico, intelligente, che gusto ci provi a stuzzicare persone molto più vecchie, presuntuose ed estremamente acide e a dar loro la gioia di dimostrare la loro presunta superiorità su di te.
    Dai, dillo che ridacchi da solo delle veementi reazioni che susciti! Solo così mi potrei spiegare questo tuo insistere nel farti giudicare da giudici a dir poco incompetenti. Tu vali molto, ma molto di più.
    Con affetto. Giorgia

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  33. Avatar wwayne

    @Giorgia: Le belle parole che hai speso per me mi lusingano profondamente. Le critiche che si limitano al mio lavoro le prendo con serietà; gli attacchi alla mia persona invece, la tua deduzione è esatta, mi fanno ridere non poco sotto i baffi. Mi divertono non solo perché, come hai scritto tu, vengono fatti da persone che non hanno gli strumenti per esprimere giudizi tanto pesanti, ma anche perché mi danno l’occasione per scrivere commenti come quello qui sopra, in cui metto a nudo impietosamente la fragilità delle argomentazioni di chi mi attacca, smontandole punto per punto e facendo fare alla mia accusatrice una figura che più barbina non si può.

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  34. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti

    Sto quasi finendo “La volatilità dell’amore” di Timm Uwe, che avevo trovato menzionato tra i libri meritevoli del 2015; mi mancano un a sessantina di pagine, per ora vi chiedo solo se conosciate l’autore o il libro. Anzi, volevo anche chiedervi, avete da suggerire qualche altro autore tedesco contemporaneo?

    Ciao,
    Mari

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  35. Avatar giorgia
    giorgia

    @Wwayne, mi fa piacere che ci siamo capiti, la penso come te, ma sono più insicura di te e non ho il coraggio di espormi alle critiche che non potrei accettare perchè non stimo le persone da cui proverrebbero.
    Ma sei proprio sicuro che siano in grado di capire l’elegante bacchettata contenuta nel tuo ultimo post? Mah!

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  36. Avatar wwayne

    @Giorgia: Io stimo la stragrande maggioranza delle persone con cui mi confronto qui. Nel novero di questi commentatori che stimo sei entrata anche tu: il tuo esordio era stato alquanto provocatorio, ma con il passare del tempo i tuoi sporadici interventi si sono rivelati sempre più degni di interesse. Continua così, e fatti sentire più spesso! 🙂

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  37. Avatar giorgia
    giorgia

    E volevo aggiungere che le persone che realmente stimavo e seguivo, che mi interessavano, che mi divertivano, che mi offrivano qualcosa di valido, se ne sono andate da tempo. Chissà perchè…

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  38. Avatar ennore

    @Giorgia,
    ho letto quando mi è capitato, con interesse e divertimento, i tuoi graffianti e rari post, a partire dal primo inviato dallo scoglio siciliano…In questo tuo ultimo, tocchi un argomento nel quale più volte anch’io sarei voluto intervenire, ma essendo già di carattere troppo polemico, ho preferito astenermi. Mi sono posto sempre la tua stessa domanda, riguardo i post di Wwayne sul suo essere insegnante. Non so se le tue conclusioni siano quelle giuste, ma mando a Wwayne un consiglio non richiesto e spero mi perdonerà per questo: caro Wwayne, perchè non provi a parlare delle tue problematiche o scelte, a qualche tuo collega che goda della tua stima? Spero ce ne siano di competenti ed esperti.
    Un saluto
    Ennore

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  39. Avatar wwayne

    @Ennore: Nella mia scuola il corpo docenti è molto esiguo numericamente, quindi c’è un rapporto molto stretto e ci confrontiamo spesso sulle nostre metodologie e sui nostri alunni. Constato sempre con molto piacere che i nostri giudizi coincidono: ad esempio, agli scrutini di Gennaio quasi tutti gli alunni che erano insufficienti con me avevano votacci anche in molte altre materie. Questo è segno che so valutare i ragazzi, e so rendermi conto di chi vale e chi no.

    Piace a 1 persona

  40. Avatar ennore

    @Wwayne,
    mentre scrivevo il mio post, non ho potuto vedere che c’erano già stati i vostri interventi, quindi mi scuso per la sfasutura temporale, che di fatto ha reso inutile parte del mio intervento, ammesso che il resto fosse utile 😉

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  41. Avatar giorgia
    giorgia

    @Ennore, è un piacere un tuo saluto!
    Il nostro WWayne, lo ha ammesso, si diverte, provoca, stuzzica, ride da solo. Però bisogna ammettere che come professore va spesso ‘fuori tema’; questo dovrebbe essere un blog di lettori dove si parla di libri e non di problemi personali, scolastici o meno.
    Ma come blog è ormai piuttosto anarchico, lo stesso Luigi se ne occupa ben poco e lo ha traghettato molto svogliatamente e con molta calma nel 2016, senza neppure darsi da fare per trovare una nuova illustrazione iniziale.
    Un’altra cosa Wwayne, hai perfettamente ragione sul fatto che non a tutti è stata data la stessa dose di intelligenza, inutile illudersi, le ‘capre’ esistono, anzi oserei dire che sono in soprannumero. Con impegno e buona volontà potranno forse salire di qualche gradino, ma non aspettiamoci mai da loro quella prontezza, quel guizzo, quel fulgore che scintilla nella vera intelligenza, dono raro che non possiamo permetterci di sprecare.
    E su questa predica vi lascio pronta ad essere vituperata.
    Ciao Ennore, ciao Wwayne, un abbraccio

    Piace a 2 people

  42. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @tutti
    non avrei voluto infilarmi in questo dibattito, ma non posso più resistere
    Mi preme dissociarmi come insegnante da tutte le ultime affermazioni di WWayne, senza offesa per la sua persona (non mi permetterei di giudicarla per nessun motivo, anzi lo trovo molto simpatico e fresco), come non mi permetto di etichettare come “capra” alunni che ho potuto conoscere sotto molti punti di vista.
    Vorrei ricordargli che la valutazione non è assoluta e tiene sempre conto del punto di partenza dell’alunno, nel momento in cui qualcuno me lo affida affinché io lo aiuti a tirare fuori ciò che possiede (poco o molto che sia non sono io a doverlo stabilire).
    In ogni caso, riprendo gli argomenti e li spiego in un altro modo, per il rispetto di quella scoperta – non troppo recente, a dire il vero – che è la varietà degli stili di apprendimento di ognuno.
    Mi auguro che alcune istanze che riporta come “perle” dispensate dai suoi professori dell’abilitazione siano semplicemente dei suoi fraintendimenti, altrimenti penserei che ha frequentato presso le SS.
    Come insegnante, dopo 16 anni, ritengo di avere sempre da imparare ed ogni anno riguardo le valutazioni finali e mi chiedo se veramente ho valutato bene (dopo, ribadisco, essermi posta il problema della mia spiegazione durante l’anno).
    Magari esagero e sono tutta sbagliata, non metto in dubbio, ma preferisco sbagliare per eccesso di autocritica…
    Anch’io non comprendo il continuo sottoporre il proprio operato al giudizio altrui, ma credo che ognuno sia libero di fare quello che gli pare, anche se il blog è di lettura e non di insegnamento.
    Un bacione.

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  43. Avatar wwayne

    @Jezabel: Io non sottopongo il mio operato al giudizio altrui: mi capita talvolta di condividere delle mie esperienze di insegnamento, ma questo non perché cerco conferme, bensì perché quando mi succede qualcosa di positivo mi fa piacere condividerlo con voi. Vi ricordo infatti che tutto è partito da un commento in cui vi esprimevo soddisfazione perché un mio alunno non molto brillante aveva preso 7 e mezzo ad un mio compito. Poi la cosa è degenerata, ma come scrivevo a Giorgia questo non mi ha rattristato, anzi a tratti mi ha perfino divertito.

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  44. Avatar wwayne

    Comunque, non capisco tutta questa ritrosia a voler chiamare le cose con il proprio nome. Se invece di parlare di alunno capra dico “alunno non molto brillante”, la sostanza cambia? No.
    Se invece di dire alunno stupido dico “alunno che non ha ancora trovato il modo di sfruttare la propria intelligenza”, aumentano le possibilità che quell’alunno diventi un domani un cervellone? No.
    E allora a cosa serve rifugiarsi dietro espressioni politicamente corrette, o peggio ancora far finta che non esistano persone stupide o che non leggeranno mai un libro in vita loro? A nulla, se non a limitare inutilmente la nostra libertà di espressione.

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  45. Avatar carloesse
    carloesse

    No caro Wwayn, mi dispiace, ma nessuno a me sembra che qui abbia fatto una “figura barbina”. In un aperto dibattito sui metodi scolastici tu hai espresso una tua opinione, altri diverse dalla tua, ma credo in assoluta buona fede e con lo scopo di spingerti a meditare bene su ciò che sia di maggiore aiuto per i tuoi alunni; cosa che dovrebbe essere sempre il primo dei pensieri di un buon insegnante.
    Tu naturalmente sei libero di accogliere critiche e suggerimenti, o di continuare a seguire la tua strada per i motivi che hai ben spiegato.

    Io non sono insegnante, e da buon “non addetto ai lavori” preferisco astenermi da alcun giudizio. Ma tengo a precisare, attraverso la mia esperienza di genitore, quello che mi è capitato con il primo incontro genitori-insegnanti, all’inizio della seconda elementare di mio figlio: la premessa su cui le due maestre a cui lo avevo affidato furono: ”l’obiettivo di questo anno, come nel precedente e in quelli che seguiranno, è il completamento del programma”. E capii d’un tratto il perché mio figlio si trovava male in quella scuola, le maestre ne erano insoddisfatte e lui stentava a dare risultati accettabili: quelle due incompetenti avevano confuso il programma (che deve essere solo un mezzo, uno strumento), con la maturazione e la crescita dei bambini loro affidati, che è l’unico vero e serio obiettivo che la scuola, almeno nell’età dell’obbligo deve porsi; adattando “il programma” al contesto, alle necessità, alle diverse psicologie che i bambini (l’uno diverso dall’altro) manifestano man mano che l’insegnante impara a conoscerli e a valutare le loro diverse capacità e possibilità. Ritirai subito mio figlio da quella scuola e lo iscrissi in un’altra. Mai lo vidi più felice come quando gli annunciai che l’indomani avrebbe cambiato scuola, insegnanti e compagni (che erano stati messi contro di lui, da quelle insegnanti ridicolizzato in classe per gli scarsi risultati, preso ad esempio come “asinoe caprone”, tutte cose che sono emerse solo molti anni dopo, ma che avevano creato in lui una forte insicurezza e una grave mancanza di autostima).
    E da allora i suoi risultati sono stati eccellenti. Oggi, che frequenta felicemente il secondo anno di liceo scientifico, sono più che soddisfatto di avere fatto quella scelta.

    Ecco, io credo che nessuno abbia polemizzato (finora) qui con te per fare emergere tuoi limiti di insegnante o per pur farti fare figure di alcun tipo. Mi spiace invece che la solita Giorgia (ormai abbiamo ben capito tutti chi è, o chi era con il suo vecchio nick) invece prenda la tua parte per fare riemergere i suoi asti e personali rancori. Capisco il tuo solidarizzare con lei per la sua levata di scudi in tuo favore, ma mi pare un modo per riaccendere le braci di un fuoco (che poco ha a che fare con questa rubrica) che speravo si stesse assopendo.

    Liberi di polemizzare ancora, se volete, e “divertirvi” così.
    Io prometto di non intromettermi ulteriormente su questo argomento.

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  46. Avatar wwayne

    @Carloesse: Sul fatto che il programma debba essere il mezzo e non il fine sono completamente d’accordo, così come sul fatto che l’alunno/a non debba mai essere oggetto di critica diretta: la critica può anche essere fortissima, ma va sempre indirizzata al suo lavoro, mai a lui/lei. L’ho scritto anche in un mio precedente commento.
    Riguardo all’ “ormai abbiamo capito tutti chi è Giorgia”… ste mezze frasi le detesto. Se credi che dietro a Giorgia si nasconda qualcuno che ci è noto con un altro nickname, fai il suo nome a chiare lettere.

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  47. Avatar carloesse
    carloesse

    No caro wwayne, io il nome non lo dico, perchè non spetta a me dirlo. Se Giorgia intende continuare a nascondersi sotto alla doppia identità che sta usando, proprio per rispetto nei suoi confronti (io ho solo supposizioni, anche se per me molto chiare e indicative, e non voglio giocare al gioco delle accuse, ritrattazioni, e cadere nella trappola degli insulti ) è solo a lei che spetta il diritto di svelarlo.
    Peraltro posso immaginare anche chi sia Idillio (che non è lei, come in un primo momento pensavo).
    Se poi le manca il coraggio di “metterci la faccia”, come io come vedi io invece faccio sempre, è un problema tutto suo. E a me in fondo ben poco interessa.

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  48. Avatar camilla
    camilla

    Per quanto riguarda la polemica nei confronti di un docente di una scuola media inferiore , di bambini in crescita, che commenta in un Blog le difficolta’ di alcuni alunni con frasi tipo “quello non leggera’ mai ” e peggio, ritengo Che non tenga conto dello squilibrio di potere di cui abusa. Che mi sia dato della capra e simili non mi importa nulla.Sono indignata e addolorata per le piccole “vittime” umiliate con superficialita’stupefacente.

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  49. Avatar wwayne

    @Camilla: Guarda che non sono mica l’unico docente che commenta su un blog le difficoltà dei suoi alunni. Macaronea, ad esempio, ha addirittura creato un blog apposta per divulgare uno per uno tutti gli strafalcioni dei suoi alunni. Marisa Salabelle talvolta scrive dei post simili a quelli di Macaronea. Finché lo si fa in forma totalmente anonima, non vedo dove stia l’umiliazione o lo squilibrio di potere. La situazione sarebbe diversa se entrassi nei dettagli, citando nome e cognome dell’alunno: ma finché non supero questo confine, l’alunno potrebbe anche non esistere, io potrei anche non essere realmente un professore e quindi la dignità dell’alunno in difficoltà è integra.

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  50. Avatar laura

    Ho sempre avuto una predilezione per i noir ambientati a Milano e ho letto tutti quelli di Alessandro Robecchi. Ho appena terminato l’ultimo, DI RABBIA E DI VENTO, che consiglio a chi è appassionato del genere. Nel finale della storia compare, riportato nell’esergo di una tesi di laurea che assume un ruolo centrale nella vicenda, un tributo a Beppe Fenoglio che di seguito riporto.
    “Sempre sulle lapidi, a me basterà il mio nome, le due date che sole contano, e la qualifica di scrittore e partigiano”.

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