I libri più belli, letti nel 2016

Ecco, come ogni anno, l’invito a condividere le letture migliori (ma anche le letture deludenti). La regola è semplicissima: si parla dei libri più belli letti nel corso del 2016. Non importa quindi quando il libro sia stato scritto, pubblicato, ripubblicato. Quel che conta è che sia stato letto nel corso di quest’anno. Anche nel…

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L’immagine è di Christopher Myers, presa in prestito dal sito web del New York Times, pagine opinioni, del 16 marzo 2014

Ecco, come ogni anno, l’invito a condividere le letture migliori (ma anche le letture deludenti).
La regola è semplicissima: si parla dei libri più belli letti nel corso del 2016.

Non importa quindi quando il libro sia stato scritto, pubblicato, ripubblicato. Quel che conta è che sia stato letto nel corso di quest’anno.

Anche nel 2015 questo post è stato di gran lunga il più frequentato e il più fecondo: un flusso quotidiano di pensieri da parte di decine di lettori. Una valanga preziosa di idee e consigli e sconsigli.

Ribadisco infine che fra le regole -fondamentali- di questo gioco c’è il rispetto per gli altri.

Quindi, il confronto civile viene molto apprezzato, l’insulto invece no.

Ringrazio da ora chi continuerà a donarci questo tesoro di letture con tanto affetto, partecipazione, precisione e ricchezza culturale.

Abbracci

 

Commenti

3.202 risposte a “I libri più belli, letti nel 2016”

  1. Avatar editalara
    editalara

    P.s. @Cristina la frasi che citi di Murakami sull’umidità da foresta pluviale è tdlmente intollerabile anche per me che basta a farmi dire no ad una lettura di quel libro.
    Sono fatta così, posso apprezzare un libro piacevole e leggero, ma basta un termine o una frase stupida e insulsa che il miglior e più profondo romanzo del mondo per me è out.
    Buon weekend a tutti!

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  2. Avatar Cristina
    Cristina

    Grazie Edita, prima o poi lo leggerò.
    Ora ho in debito verso Dani Il segno di Giona che ho già in mano. Ma forse prima leggero’ il secondo libro di Edmund de Waal LA STRADA BIANCA, di cui abbiamo accennato grazie a Cam qualche tempo fa. Poi libri sull’Eritrea e la Somalia per il mio GdL. Quindi tempo al tempo, perrchè fra un libro e l’altro bisogna pur vivere.eheh

    psst. ma come fate a mettere gli smiles? io non lo so fare

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  3. Avatar Claudio
    Claudio

    Allora sconsiglio decisamente ‘Eccomi’ di Safran Foer a Editalara che di frasi del tipo ne contiene a bizzeffe. Anche se il libro (sono arrivato solo a metà) non è male,,,,anzi….

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  4. Avatar Dani

    @Cristina cara,volertene, giammai. Bisogna dire che hai argomentato bene le tue impressioni, fresca di lettura. E aggiungo che capisco e condivido alcune delle tue perplessità: io l’ho letto da un po’ di mesi e la memoria spesso mi difetta dopo cinque minuti. Comunque proverò ad aggiungere qualche considerazione. Le divagazioni oniriche ci sono e sono elemento caratterizzante dell’altro Murakami (il funambolo, per capirci). Evidentemente non può farne a meno, lui è anche quella cosa lì, ma trovo che qui non siano predominanti, ma accettabilissime, anche appropriate. Poi i dettagli inutili: altra peculiarità di Murakami, in altri libri profusi a piene mani. In molti suoi romanzi “onorici” le marche dei vestiti, gli accenni a colonne sonore e cose simili sono elargiti in modo esagerato, buttati lì. Paiono quasi uno sfoggio della sua cultura musicale senza ragione d’essere. Per questo per molto tempo non l’ho letto. Penso però che qua lui non ecceda mai, quasi abbia deciso di temperare il troppo, e quindi L’incolore Tazaki per me scorre bene e la storia mi è piaciuta (forma e contenuto). Sul fatto che si senta che il romanzo è costruito, sarà pur vero, ma non gliene farei una colpa, ma un merito. Ricorrerò a un paragone da beona. Oggi vanno di moda i vini naturali, fatti come una volta, senza additivi, solo uva, fermentazione spontanea e pochi interventi, ma spesso ne esce robaccia dall’acidità esagerata, imbevibili. Io preferisco quei bei rossi morbidi, perchè ciò che conta è la sensazione che provo quando stanno tra lingua e palato. E chissenefrega se hanno usato lieviti selezionati, o enzimi e l’enologo di turno li ha cullati e ispezionati fino allo sfinimento? Tutta sta filippica per dire che il mestiere, anche se traspare, non mi disturba. Ciò che conta è il piacere che mi dà la lettura. Poi magari anche Ennore o Carlo o Claudio se vogliono diranno la loro. Ad esempio mi par di ricordare che quando io sparlavo dei “dettagli inutili” di Murakami Carlo disse che erano un segno del Giappone di oggi, dove la tradizione è palesemente contaminata da apporti esterni @Carloesse soccorrimi, ricordo bene o scrivesti qualcosa del genere?
    Comunque mi piace questa diversità di pareri e di gusti. Libri naturali, strutturati, frizzanti o fermi e delicati, basta non essere astemi.
    @Camilla, come mi piacciono i tuoi post dal telefono, pieni di errori di battitura, col correttore ortografico che ti pasticcia le parole. Mi fanno sorridere, soprattutto quando cascano in mezzo a discussioni in cui non c’entrano affatto. E quindi ora vi saluto e vado a sentire cosa dice il De Luna su questa Resistenza perfetta. Racconterovvi
    PS Ma tu Cristina leggi sul kindle o hai la libreria sottocasa? Si parla di un libro e paff, te lo sei procurato. Sul Segno di Giona mi aspetto una pioggia di critiche. Faccia che ride, ride e ride (anch’io dal PC non so mettere gli smile)

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  5. Avatar Cristina
    Cristina

    Dani, basta non essere astemi, in ogni senso, eccerto! Io chi non beve vino, non la/lo posso capire.

    Dunque, capita che la mia Biblio quasi perfetta stia a 110 metri dalla porta di casa mia ( un vero bottom direbbe Cam) e ,spesso, anche se non sempre, vado e trovo quel che mi serve. Poi eventualmente prenoto e il “circuito” gentilmente mi porta da altre biblioteche collegate alla rete Bibliolandia il libro richiesto.
    Quindi tutto comodo, velocissimo e gratuito.
    Sono molto, ma davvero molto fortunata!
    Ho anche il tempo, visto che non lavoro più … Ma anche quando lavoravo ero una lettrice molto rapida, anche se una mia cara amica -forse una guida letteraria – lo era ancora più di me.
    Il fatto di aver anche lavorato mille anni fa in una casa editrice forse ha aiutato ( era la vecchissima Guanda prima dell’acquisto da parte di Longanesi), e anche il fatto di aver scritto ( novelle e articoletti), e tradotto un po’ di libri.
    Facevo anche la “lettrice” per alcune case editrici en passant. Insomma ci ho bazzicato – ma molto molto in periferia e di striscio – in quel mondo lì.

    Ecco qua. Ho dato aria alle penne ( e agli anni sigh), ora vado a cuccia che la porcellana mi chiama.

    Giona aspetterà, De Waal è .. imponente.

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  6. Avatar camilla
    camilla

    @dani. troppo buona. a giustificare la mia disordinata s crittura ma forse come dici tu fa parte anche questo tipo di cose a una specie di “risultato” manipolato ma necessario arrivando al “fine” tipo il vino o i libri del ( Cristina del) Murakami’ il fine di abituarsi al caos della rete , purché non dispiaccia troppo. Se. già non ve l’ho detto ho letto su. INTERNAZIONALE una recensione su LA STRADA BIANCA di De Vaal dove il librone delle porcellane viene demolito.E questo è un dato di cui tenere conto.
    Io che non amo troppo rimestare nelle solite vecchie ( ma non classiche) letture cerco altro. Sto leggendo il secondo romanzo ( il primo molto bello e’ Il CORPO IN CUI SONO NATA.) della ottima Guadalupe Nettel, una messicana che voglio conoscere . Baci. Cam

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  7. Avatar Cristina
    Cristina

    Se la recensione è di Fofi se ne può parlare. Ciao bella Cam. Nettel l’avevo letta, lo sai, ti prendo sempre in parola.

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  8. Avatar camilla
    camilla

    @ cri. Non è di quella pentola di fagioli di Fofi. Ma aspetto il tuo di parere sulla porcellana bianca. Il nuovo romanzo di Nettel nonche’ Guadalupe e’QUANDO FINISCE L’ INVERNO.E chissa’ che non sia bello come l’altro.A tutti buona sera. Cam

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  9. Avatar editalara
    editalara

    @Claudio Safran Foaer l’avevo amato con Molto forte… ma Eccomi è stato stroncato in più di un articolo, pure da Internazionale che comunque a La strada bianca ha dato tre pallini, mentre a Foer solo uno! Così mea culpa mi sono fatta condizionare e mi è passata la curiosità di leggerlo per ora.
    Dopo averlo incontrato a Mantova, sto leggendo uno dei primi romanzi di Tullio Avoledo, Mare di Bering e devo dire che l’inizio mi piace! Soprattutto scrive molto bene e non è ancora incipato in “frasi intollerabili” 😉
    vedremo, io al contrario di Cristina sono a rilento, ho poco tempo e poi leggo anche altro di arte e poesia che nulla c’entrano..e la sera una stanchezza !
    Ciao

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  10. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Can,prendendo spunto da un tuo commento, proprio a proposito di nettel no letto”il corpo in cui sono nata”: molto bello, a mio parere.
    Qui,come ne “la moglie”, il rapporto madre figlia è molto difficile: non c’è abbandono, ma carenza di affetto.
    Come spesso capita nei romanzi di formazione,la lettura aiuta la protagonista a reggere l’onda d’urto della vita.

    Can, tu con ad coso sei moto più brava!

    Ciao
    Mari

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  11. Avatar Cristina
    Cristina

    oddio mi fate ridere voi due co sto coso! Cam, ora anche tu Mari ( ma dov’eri finita cara??) io so di non potere, quindi NON lo prendo, ahahah,
    Ma sono dei siparietti magnifici i vostri post da smartphone! continuate, vi scongiuro,l’errore involontario a volte è esilarante ma tenerissimo

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  12. Avatar carloesse
    carloesse

    Chiamato nuovamente in causa su Murakami, oltre a condividere pienamente quanto detto già con molta lucidità da Dani, aggiungo che anche io mi sono sempre reso conto di qualche sua caduta di stile, di ricorrere spesso ai trucchi di mestiere, ma, come già detto: “..per quanto ormai lo conosca bene, lui e tutti i suoi trucchi di mestiere, è raro che ne esca deluso e questo è un merito”.
    Preciso ulteriormente: i trucchi di mestiere son quelli che utilizzano gli scrittori “di successo” (quelli che fanno storcere il naso ai “duri e puri”). Però bisogna saperli usare, e bene. Del resto vi ricorrevano molti grandissimi autori del passato, che sono diventati dei “classici”: Dumas, Dickens, Hugo, Balzac, …, più recentemente Simenon.
    Ripeto: bisogna saperli usare bene per essere comunque dei grandi. Chi ne fa ricorso a man bassa (vedi Dan Brown, tanto per fare un nome di oggi) non potrà mai entrare nell’Olimpo.
    Il discorso è complesso. Per semplificare e sintetizzare: nell’800 non si era ancora creata quella netta cesura tra letteratura (o anche arte in genere, si pensi alla musica, alla pittura) “popolare” e quella “colta”, introdotta da tutte le “avanguardie” del 900.
    Forse non sarò un “duro e puro”. Non mi vergogno di affermare che ho fatto l’alba a leggere un “romanzone” come “I Pilastri della terra” di Ken Follett, il primo Zafòn (“l’ombra del vento”), i primi “legal -thriller” della Cornwell, le mille pagine del “Quinto giorno” di Shatzing…
    Del resto lo sforzo di Umberto Eco non era proprio quello di riconciliare “colto” e “popolare”, di mescolare “alto” e “basso” tentando di ricreare il fascino del feuilleton? E debbo dire che nei suoi primi romanzi (“Il nome della rosa” e “Il Pendolo di Foucault”) c’era proprio riuscito!
    Dalla lettura cerco solo godimento.
    E Murakami, oggi, non raggiungerà le vette che riconosco in un Sebald, in un Bolano (purtroppo morti entrambi), ma è uno di quelli che (in genere) sa darmelo.

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  13. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Cristidi!!!!
    Non è scelta che dipenda dalla mia volontà: sono senza connessione quindi, anche x seguire il blog, uso in prestito questa tavoletta.

    Dani
    Volevo rispondere anche a te in merito al libro di de luna che lessi qualche tempo fa su suggerimento di un amico di lettura: devo aspettare di potere utilizzare il pc!!

    Ciao
    Mari

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  14. Avatar camilla
    camilla

    @mari cam e’ un pezzo di cam illa ma can nel mio dialetto e’ ” can da l’ostrega”, nella storia e’ can-can un ballo con le gambe in su.Toulouse Laotrec (?) e Paris.
    La Nettel del romanzo che hai letto e’ molto piu’ complessa, tutt’altro che madre/figlia che non se ne puo’ piu ‘. La” moglie ” della bella Jumpa e’ assai assai , il romanzo intendo, piu’ scontato e ingessato dentro prevedibili stereotipi. Io odio raccontare le trame perche’ non hanno niente a che vedere con il valore di un romanzo. Ovvimente col coso io ti batto carina.La trama e ‘ come un libretto di opera ma e’ la musica che conta e quella si deve sentire non si puo’ raccontare. p es. IL FLAUTO MAGICO di Mozart.
    Che c ‘entra, dirai tu, non c’entra niente.Volevo mostrare a cri quanto sono brava con lo smart.Ok??cam cam

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  15. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Carlo esse. @tutti

    Il discorso non fa una piega: il mio problema con murak. È che proprio non mi piace e mi annoia abbastanza. A mio parere, con la banana yoshimoto, rientra un po’ in una tendenza. Sembra sia l’unico giapponese ad aver scritto un romanzo!!! Anche se è un po’ triste, vale la pena provare Kawabata , che è comunque molto bravo. Non va bene se si è giù di morale.

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  16. Avatar Claudio
    Claudio

    Mi riconosco completamente nel post di Carloesse.Anche io ho letto tutti i libri che ha elencato da Eco a Follett passando dalla Cornwell ed anche da Turow e Grisham….non me ne vergogno….come scrivevo ieri sera la lettura è piacere ….ogni volta che finisco un libro mi prendo un paio di serate per metabolizzare la trama e valutare la presentazione dei personaggi….poi sento o puro godimento come dice Carloesse e buona disposizione d’animo come dice Cristina o delusione.Quando provo particolare interesse scrivo o qui o su Ibs per consigliare il libro.Questo mi basta e mi rende felice.

    Ciao,Claudio

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  17. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Camilla.
    Che non se ne possa più è un conto, ma che in quel romanzo sia un rapporto che impregna di sé tutta la storia è incontestabile: fondamentale, x la storia della protagonista.

    Ciao
    Mari

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  18. Avatar Cristina
    Cristina

    stasera mi sento ecumenica: evviva, oh ma vi mancano gli accenti smartphone!

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  19. Avatar Cristina
    Cristina

    carloesse,
    lo so che a te Murakami sta a cuore,. Però paragonarlo a dickens o a balzac, no. che loro i trucchi del mestiere li usavano per scrivere capolavori altissimi, su, non dei pastiche godibili e basta.
    Ogni scrittore ha i trucchi del mestiere, ovvio,mica scrivono sotto dettatura dell’ispirazione, ma se sotto la trama vedi subito il filo e la cucitura e l’imbastitura e lo scopo ( pant pant dai che ce la faccio a finire la confezione) allora..boh secondo me non va bene.

    Alto e basso e pop e colto, ne abbiamo già parlato. Io vedo e leggo DI TUTTO , fra cui assolute boiate, e mi ci diverto pure. Ma il discorso qui non c’entra un fico secco.
    éer dirla in breve e secco: Questo Murak. è un bassino che però si vorrebbe altino. E’ questo che non va, per me.
    Ciao!

    psst nella storia delle letterature (italiana, francese, tedesca, spagnola) che ho studiato giuro che la differenza fra alto e basso c’era – eccome – almeno dal 600. Post Shakespeare intendo. nell’ottocento i confini si sono un po’ rimescolati, grazie all’arrivo dei giornali a larga diffusione su carta stampata ( Balzac pubblicava a puntate ad esempio, a volte anche hugo).
    Anche in italia, comunque, fra manzoni e carolina invernizio si è sempre fatta una decisa distinzione. Che io sappia.
    Ri ciao

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  20. Avatar Cristina
    Cristina

    ecco, forse…ho trovato come dirlo: Murakami, il Baricco giapponese

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  21. Avatar editalara
    editalara

    Non so se dovremmo ancora discorrere su letteratura colta e popolare, forse dovremmo solo farci trasportare dall’emozione che ci suscita un libro.
    Baricco l’ho amato tanto in Oceano Mare ma è stato 15 anni fa e forse dovrei rileggerlo e vedere se ancora mi regala meraviglia, poesia, felicità come allora.
    Oltre ai titoli già da voi citati, io mi sono fatta catturare dalla bellissima trilogia distopica di Hunger games e non mi spiace dire che mi ha dato molto più piacere e spunti di riflessione di altri classici “accreditati” .
    Poi faccio pace con tutti i generi quando riprendo il mio preferito Shakespeare, La tempesta.
    notte notte 🙂

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  22. Avatar Dani

    Ahah…la Invernizio l’ho letta a 12 anni. E anche Liala. Il bacio di una morta che alternavo con Pippi Calzelunghe e Gianburrasca

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  23. Avatar Dani

    @Mariangela ti aspetto col Pc ma non dirmi troppo su La Resistenza Perfetta che ora torreggia in cima alla pila. Lo leggerò appena finisco il libro in corso. Dunque: luogo dell’azione Bagnolo Piemonte, bello, lo conosco bene (montagne del Cuneese). Protagonisti: Pompeo Colajanni, nome d’arme Barbato, un avvocato siciliano che combatté qui. Poi Leletta d’isola, nobilfanciulla che tiene un diario, abbraccia la resistenza e anche il mitra, poi si fa suora (pare sia in corso beatificazione). E infine c’è un cattivo, fascista non ricordo il nome. Non voglio banalizzare..anzi non vedo l’ora di leggerlo. De Luna è uno storico, napoletano. Ora sta scrivendo un altro libro sempre sulla resistenza.

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  24. Avatar Mariangela
    Mariangela

    Dani
    Non parlerò del libro di de luna fino a quando non lo avrai letto.

    Ciao mari

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  25. Avatar Laura
    Laura

    De Luna e’ spesso ospite di “il tempo e la storia” su Rai storia , come esperto di storia contemporanea,trasmissione che si puo’ vedere anche in replica su Rai 3
    Buona Domenica..

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  26. Avatar carloesse
    carloesse

    @Dani:
    mi hai fatto tornare alla mente la mia adorata nonna, che mi citava e a volte mi raccontava le trame (o parti di esse) del “Bacio di una morta” o del “Padrone delle ferriere”. Ma anche del “Conte di Montecristo”, dei “Tre moschettieri,” dei “Miserabili” come di “Fantomas”.
    Lei e sua madre (la mia bisnonna), gente di paese (Varazze), famiglia di operai e ferrovieri nelle teste di alcuni dei quali si era insinuato anche il pericoloso germe del socialismo (mia nonna e mia bisnonna erano cattolicissime), li leggevano a puntate, sui giornali dell’epoca.
    Grazie per avermela fatta ricordare.
    @Cristina:
    hai anche ragione a parlare di rimescolamento tra cultura popolare e cultura di genere più alta propria dell’800 (diffusione della stampa), ma che prima le cose erano un po’ diverse. Certo, anche io avevo premesso che la faccenda era molto più complessa, ma volevo dare una semplificazione molto sintetica. La netta cesura del ‘900 creata dalle avanguardie culturali si è creata del resto per motivi completamente diversi da quelli della differenziazione anteriore all’800.
    @edit:
    Attenta con Avoledo. Molti anni fa avevo letto il suo libro di esordio L’ELENCO TELEFONICO DI ATLANTIDE. Il titolo era attraente e ne avevo sentito parlare con un certo interesse. Le prime pagine erano infatti affascinanti e mi trascinarono come un treno fino a metà del libro. Da lì in poi un crollo: lo sfociare in una storia che non stava minimamente in piedi, un oceano di abissali scempiaggini. Lo finii solo per la curiosità di sapere dove volesse andare a parare. Potevo risparmiarmelo. Da allora comunque l’ho cancellato, come libro e come autore di mio interesse.
    Spero per te che in seguito si sia ravveduto e che il libro che tu ora stai leggendo non ti riservi simili sorprese. Auguri.

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  27. Avatar Cristina
    Cristina

    per equilibrare il mio giudizio su Baricco- che ha comunque molti meriti ( come bravissimo musicologo, come grande divulgatore culturale e creatore di una quotata scuola di scrittura) – metto il link a LEZIONE 21 suo film sulla musica e Beethoven che ho amato tantissimo e che forse pochi conoscono

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  28. Avatar editalara
    editalara

    @Carloesse grazie, farò attenzione, anche perché pure “amore senza fine” era cominciato con brlillante potenza e poi è finito in una opaca inutile lungaggine, deludendomi. Poi è venuto Pinchon con “L’incanto del lotto 49” molto decantato anche dalla critica ma a me ha lasciata interdetta, come dalla quarta di copertina davvero un “tour de force linguistico e narrativo” nemmeno poi così divertente.
    Mi ha salvato l’estate la magnifica Munro!
    Avoledo mi incuriosiva, poi presentato il suo ultimo libro da Dorfless in persona mi ha stupita, e lui dal vivo è stato molto interessante, diretto, divertente,colto senza essere presuntuoso.almeno se non mi piacerà il suo romanzo continuerà a piacermi come persona 🙂
    @tutti buona domenica!

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  29. Avatar editalara
    editalara

    @Cri grazie !!

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  30. Avatar Cristina
    Cristina

    Un regalino domenicale. Ho iniziato ieri LA STRADA BIANCA, secondo libro di Edmund De Waal / un viaggio nel mondo della porcellana. Vi ho copiato una bella pagina, spero vi piaccia

    Da “La strada bianca” di edmund De Waal. Pag 29-30

    …”pellegrinaggio” è per me una parola complessa. Sono cresciuto all’ombra di una cattedrale e la mia infanzia è stata piena di pellegrini. Vivevamo in un decanato, ampie abitazioni attigue alle cattedrali. Il nostro era un edificio costruito e ricostruito nell’arco di seicento anni con grandi saloni rivestiti di boiserie e ritratti di decani appesi alle pareti. La mia camera era lungo il corridoio all’ultimo piano, accanto a quelle dei miei tre fratelli.
    Lì la casa abbassava la guardia: una stanza adibita a deposito, la scritta “nessuna guerra se non quella di classe” sulla porta del nostro bagno, un tavolo da pingpong, dei gradini che portavano a una torre dove fumavamo insieme ai compagni di scuola, facevamo progetti per il futuro.

    I miei erano orgogliosi del fatto che fosse una casa aperta. Venne il papa. Venne la principessa Diana. Veniva gente a cena, per settimane, per mesi. Un monaco americano, un’estate, interruppe le sue peregrinazioni e rimase come eremita per diversi anni, occupando una stanza in cima alla scala a chiocciola della torre, facendo le pulizie di buon mattino in cambio di vitto e alloggio, pregando nel nostro oratorio.
    Immagino che la mia infanzia sia stata piuttosto bizzarra, movimentata da preti, psicologi gestaltici, attori, vasai, badesse, scrittori, emarginati, senzatetto e pellegrini, affamati di famiglia, fissati con Dio.
    I pellegrini non sanno cosa fare quando arrivano alla fine. Noi eravamo la fine. Non la smettono di parlare del “viaggio”. Raccontano. Un rischio che aggiungo al mio elenco, l’ennesimo elenco.

    Ho letto Moby Dick, conosco le insidie del bianco. Credo di conoscere le insidie di un’ossessione per il bianco, l’attrazione verso qualcosa di così puro, così totalizzante nella sua apertura al possibile, da trasfigurarti, cambiarti, farti sentire che puoi ricominciare da capo.
    C’è poi il problema del tempo. Io ho una famiglia. Ho una vita decorosa in cui faccio porcellane. L’agenda è già piena, ma potrei sempre scrivere di notte….”

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  31. Avatar ennore

    @ Cristina,
    🙂 😦 due punti, trattino, parentesi aperta o parentesi chiusa.
    😉 punto virgola, trattino, parentesi aperta…e così via…

    @ Dani,
    Ho cercato su internet e de Il segno di Giona, ho scoperto essercene varie versioni, di Merton quasi solo usato…farò un giro in libreria e magari biblioteca…occorrerà un pochino di tempo, mi scuso.
    @ Tutti,
    io sono un lettore “primitivo” a parte il consiglio di terzi, se decido da solo, la prima discriminante è il titolo…se leggo IL SANTO CHE ANNUSAVA I TRENI o CAMMINAVAMO SULLA TERRA LEGGERI ad esempio, non riesco a non leggere la sinossi, a volte scopro il libro dell’anno, più spesso forse, mi imbatto in fogli inutili…
    Non ho un genere preferito, come per i film, sono onnivoro, ciò che rende per me bello un libro, sono pochi irrinunciabili elementi : una storia avvincente, personaggi interessanti, una lunghezza per me accettabile e soprattutto una buona scrittura.
    Come per Carloesse, per me la lettura è godimento, non cerco illuminazioni, se arrivano, allora si va al di la del solo bel libro.
    Di Murakami, ho trovato eccessivo l’aspetto onirico e inutili certe descrizioni, ad esempio come il protagonista utilizza il sapone per farsi la doccia o come si cucina e si mangia un cibo, ma capisco anche che Murakami appartiene ad una cultura, dove la gestualità, anche nelle azioni più semplici, come bere un tè, abbia una particolare importanza e riporti ad altri significati.
    Trovo strano che in questo forum di lettrici accanite e competenti, forse mai o comunque poco, si sia parlato ad esempio di Asimov. Oltre una infinità di romanzi, il ciclo della Fondazione, per me non ha nulla da invidiare al ciclo dell’ Anello di Tolkien.
    Non si è quasi mai fatto accenno (Carloesse esculso) a Philip K.Dick, scrittore straordinario, i cui libri hanno ispirato innumerevoli films ( Blade runner, Paycheck, Minority report, Total recall e molti altri) che siano letture maschili? Allora esiste davvero questa distinzione? Io non credo…
    Amo i libri di storia, antica e moderna. Attraverso queste letture e stimolato da esse a fare ricerche personali, ho scoperto che molta della storia che viene insegnata a scuola, andrebbe totalmente riscritta, il Risorgimento in primis. Ma si sa, la Storia la scrivono i vincitori e tutti i popoli hanno bisogno di Eroi per avere un’ identità comune più forte. Così nascono i Guglielmo Tell, il Cid Campeador, il generale Custer, Garibaldi e mille altri, fra reali o inventati.
    Scusate ho sconfinato, per rientrare in argomento e visto che si è parlato molto di Giappone, consiglio ancora una volta un libro, per me avvicente ” Shibumi” o in italiano ” Il ritorno delle gru” di Trevanian.
    Mi scuso per la lunghezza

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  32. Avatar Dani

    @Ennore, mi scuso per non aver risposto quando mi suggerivi Novecento ma scrissi a tarda ora ed ero un po’ assonnata. Di Baricco ho letto solo Oceano Mare anni fa e non mi era dispuaciuto per cui potrei riprovarci, visto che li si definisce anche esperto di musica. Lo cercherò alla biblio. Vero

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  33. Avatar Dani

    @Ennore mi scuso con te. Non avevo risposto al tuo suggerimento su Novecento, scusa ma era sera tardi ed ero un po’ assonnata quandi scrissi. Lo cercherò alla biblio, di Baricco ho letto solo Oceano mare, come Edita. La storia la scrivono i vincitori…si vero, ma col tempo qualcuno sa ritendere le fila e riequilibrare i dolori come fa Massimo Zamboni con l’eco di uno sparo, gran bel libro.
    @Laura qualche volta mi imbatto in quella trasmissione, è interessante.
    @Carlo che bello le nonne che raccontavano le storie. Mio nonno ne conosceva solo una, sempre la stessa e mi cantava sempre la stessa canzone. Ora ti confesso (in un orecchio)che mia cugina più grande mi passava anche i fotoromanzi, quelli in bianco e nero con quei baci casti..
    Ciao a tutti, vado a fare una passeggiata nella luce già autunnale

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  34. Avatar Cristina
    Cristina

    Ciao Ennore,
    non credo di aver capito …l’accenno alla punteggiatura. Se vuoi spiegami.

    Asimov: piaceva moltissimo a mio figlio quando era adolescente, li ha letti tutti, ma tutti. E poi anche Philip Dick.
    Maschili? io lo credevo,devo ammettere, ma ti garantisco che almeno due donne – grandi lettrici e di gusti più che buoni (Stefanie e Valeria per chi le conosce ) – mie amiche sono pazze di Philip Dick. Quindi no, non credo ci siano libri solo maschili o solo femminili.
    Forse è più facile che gli uomini amino i libri di fantascienza o i cosiddetti Fantasy – ma li ama anche Michela Murgia ad esempio – e le donne i romanzi a sfondo psicologico. Ma non è detto.

    Gabriel Garcia Marquez adorava i libri di Mercè Rodoreda, scrittrice sublime che in genere passa come molto cara a un pubblico femminile.

    Credo ci siano solo libri buoni e libri meno buoni. Le predilezioni sui generi letterari sono personali, dipendono dal tuo modo di essere e dalla cultura che ci siamo formati. dagli ambienti etc etc.
    Ad esempio io due anni fa ho letto un “western” trucido e bellissimo su consiglio di Murgia – genere che non avevo mai frequentato – e mi è piaciuto davvero tanto ( IL FIGLIO di Philipp Meyer)
    Io Dick non lo leggo perchè sono una…fifona. Non mi piace provare spavento. Ma mai dire mai.

    E la poesia? la leggono solo le donne? forse, ma forse no.

    Dani,
    Baricco nasce come musicologo, era il suo lavoro e la sua preparazione specialistica: ha scritto un libro oramai famosissimo ( godibile, sapiente e bello) L’anima di Hegel e le mucche del Wisconsin sulla musica, da cui credo di aver imparato parecchio di quel poco che so di musica. Se ti capita, lo consiglio caldamente.

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  35. Avatar ennore

    @Cristina,
    la punteggiatura così come ti ho indicato, serve per fare le faccette…mi pareva di aver letto che richiedessi aiuto in tal senso?Ho letto molti post in poco tempo…forse mi sono sbagliato….
    Dick non è uno scrittore di thriller, o almeno non ho letto suoi libri del genere, forse ti riferisci a King?

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  36. Avatar Cristina
    Cristina

    🙂

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  37. Avatar Cristina
    Cristina

    Grazie, Ennore, si ho fatto confusione fra i due. Certo era King. scusa

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  38. Avatar ennore

    @ Dani,
    scuse di che? 😉 🙂

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  39. Avatar camilla
    camilla

    @ennore scusa ma solo ora leggo le tue rifkrssioni su Philip K. Dick. Non se ne e’ paarlato nel blog ma P.D.h scritto le sue prime tormentate opere negli anni 55/60/ e venn pubblicato parecchi anni dopo ptima da mondadori e dopo la sua morte fu rilanciato ds Fanucci che l’ha ritradotto e cura
    to. Ha scritto moltissimo.credo 40 o 50 romanzi e si comincio in Italia a conoscerlo nei primi anni 2000 e dopo alcuni film tratti da sue opere.Oggi e diventato quasi una moda e tutto ad trstto ” scoperto” I suoi romanzi tormentati contro il sistema e la societa’ americana , dopo il romamnzo VOCI DELLA STRADA si trovano i primi segni di quel rapporto tra percezione e realta.’che diventera il suo tema letterario piu’ importante. Insomma voglio
    dire che non e’ cosi semplice definire P.D.viste le molteplici evoluzioni della sua letteratura e non sk tratta di un autore di cui parlare, cosi’ come piacevolmente si fa nei blog. Almeno io credo che sia difficile sempificare tropo col mi piace o non mi piace un tipo di autore cosi’ americano e complicato nella sua sterminata produzione letteraria. va da se che non e’ mai accettabile arlare di libri da femmime o da maschi. Le femmine letrici leggono di tutto (partoriscono sia femmine che mschi) caso mai sono i maschi che non ammettono come importante e interessante tutto quello che non possono percepire….senza volersi chiedere il perch’e .Aggiungo per restare in tema di americani furenti (ma grandi) conosci
    William T. Vollmann??E il msgnifico Richard Powers? ciaociao. Cam

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  40. Avatar Cristina
    Cristina

    se non ci fosse bisognerebbe inventarla, la Camilla

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  41. Avatar ennore

    @Camilla,
    mi inchino alla tua conoscenza di Dick e ne sono contento, ma perchè dici che non è autore di cui parlare “piacevolmente” come si fa nei blog? Scusa ma non capisco, ci sono autori da blog e altri no? In particolare su questo blog? Io non trovo Dick particolarmente difficile, non mi faccio masturbazioni mentali quando si parla di libri, mi piace quello che leggo o no, niente di più. Murakami non è un autore facile, e tutti gli altri autori giapponesi, africani e di ogni dove, di cui avete giustamente parlato, erano autori di cui parlare piacevolmente? Senza polemica, si tratta solo di una spiegazione, ma questo è uno dei motivi per cui io intervengo a singhiozzo nel forum e più che altro per parlare di argomenti che riguardano marginalmente la lettura, perchè come ho ripetuto più e più volte, evidentemente le mie letture, non sono compatibili con quelle che del forum, diciamo che, come ho scritto qualche giorno fa, io non volo così alto o meglio come ha scritto Cristina ( non di me in particolare) no so volare così in alto.
    Anni fa su questo stesso blog, Veronica si stupì perchè io avevo letto un paio di libri di Sparks ( orrore, mi pare già di percepire il mormorio) come vedi sono convinto che non esistano letture prettamente femminili o maschili…
    Sia chiaro, non voglio che si parli per forza di Philip Dick, si trattava solo di un esempio.
    Grazie della tua attenzione.

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  42. Avatar ennore

    @ Cristina,
    “LA” Camilla, noooo mi cade un mito, proprio tu 🙂

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  43. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Ennore @Tutti

    Ennore, volevo già scrivertelo qualche giorno fa, ma probabilmente era già iniziata la mia impasse tecnologica: la differenza tra “volo alto” e “volo basso”, quella che passerebbe, mi sembra di capire, tra lettura impegnata e lettura di piacere, è una dicotomia che tu proponi spesso, ma che a mio parere non trova riscontro nelle nostre conversazioni: qui ognuno parla dei libri che ha letto; non ci sono letture nobili e letture di serie “B”. Si può parlare di autori giapponesi africani ed essere lettori superficiali così come, tra i lettori attenti, puoi trovare uno che apprezza e legge gli Harmony (se esistano ancora non lo so, è un esempio).

    Ennore, parlaci dei libri che leggi, qualsiasi essi siano e non facciamoci tutti questi problemi!

    Saluti affettuosi,
    Mari

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  44. Avatar comilla
    comilla

    @ ennore e non solo hai perfettamente ragione a leggere qualunque libro che “si lascia leggere” pur sapendo che lo dimenticheremo presto.Trovo inaccettabile criticare le letture di chiunque. Io anche ho letto di tutto e non me ne vergogno affatto. Sono passati quei tempi do ve si “doveva” leggere certi libri e altri no.E’ logico che ognuno di noi non ha tutto questo tempo per arlare di troppi libri anche particolarmente belli. Scrivere sul blog, specialmente negli ultimi tempi e grazie anche a te, e’ diventato piacevolissimo e interessante.Adoro le divagazioni precise e rigorose ma sempre un poco sognanti e percio’ lievi e curiose di Mariangela.E mi piacciono tutti la serieta’ nota da anni di carloesse, sempre pronto anche al piccolo aneddoto ( i racconti delle nonne e cose cosi’) se si puo’ dire tranquillamente di un
    uomo, appezzo la dolcezza , oltre a tutte le sue qualita’ di Claudio e mi beo quando scrive domenicofina. Le ragazze sono tutte deliziose peccato che jezz scriva pochino. Per nonparlare della nostra splendida amazzone cristina, una donna specislissima.Non ho dimenticato il multiforme ww che mi lascia assai spesso di stucco. Di stucco davveto.Insomma spero che si continui cosi’ perche’ e’ un piacere come incontrarsi al bar tra amici. Buona sera e grazie a tutti.E tu ennore non te ne andare. cam

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  45. Avatar ennore

    @ Camilla, Mariangela,
    solo una precisazione: Veronica fu piacevolmente stupita di sapere che un “maschietto” leggesse Sparks…
    Grazie per i costri post.

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  46. Avatar Cristina
    Cristina

    Ennore,
    ho scritto apposta LA Camilla. Io sono lombarda, ricordi? quindi la Carla, Il gian, Il Mario e La camilla. Io sono LA Cristina. Insomma era anche una strizzata d’occhio, eddai (mio padre diceva vedo IL Franchini e La Maggi. Io sui cognomi non li uso, gli articoli, invece). Ma una cosa è l’uso familiar-lombardo, altra cosa è il resto…fàmo a capirci, su

    Le tue letture non sono compatibili col blog? ma questa, da dove ti viene poi ?? Scusa, ma hai una codina di paglia? Leggi e parlane, benedetto ragazzo!

    Mariangela, concordo su ogni parola e anche sulle virgole, grazie.

    Io non ho parlato mai di volare alto o basso. Ho scritto che basta volare, ciascuno come vuole, dove vuole e come gli va. Basta rileggere. Ho scritto che Murakami non mi ha soddisfatta, altri invece sono soddisfatti. Ma che problema c’è? va benissimo così.

    Figuriamoci, poi, gli Harmony li ho anche tradotti, per anni ( cosa non si fa per la pagnotta), ma devo dire che trovavo più difficile tradurre Harmony che non libri seri, perchè comprimono la lingua in una tale pochezza che tocca proprio soffrire…e raggrinzirsi tanto.

    Cam, se mi chiami amazzone un’altra volta ti tiro il naso. Io dei cavalli ho anche un po’ paura…. ahah

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  47. Avatar Cristina
    Cristina

    e per farvi sganasciare faccio outing: oggi non ho letto perchè ho guardato Masterchef…quel format mi manda in brodo di giuggiole, saro’ scema

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  48. Avatar ennore

    @Cristina
    io sono di Como, anche se vivo a Genova, stavo scherzanzo anch’io, sono nato in una jungla di articoli davanti al nome … 😉
    Niente codina di paglia tranquilla, non soffro di complessi di inferiorità, ma fortunatamente neanche di superiorità 😉 …leggo cose evidentemente diverse, cose che a volte mi piacciono a volte no. Nel mondo si scrivono milioni di libri, non sempre le letture possono coincidere… tutto qui, quindi parola…se leggeró un bel libro, ve lo farò sapere…peggio per voi 🙂
    buone letture

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  49. Avatar camilla
    camilla

    @ la mia amazzone e’ simle a quelle dll’Iliade(antiche
    reminiscenze adolezcenziali) nulla di piu’ affascinante ) percio’ zitta.
    Sui cuochi in tv io non li sopporto. Quei tre gasatissimi che trattano malissimo i poveri spadellatori e ” impiattano” ( horror) porcate con la spocchia dei sultani.E poi oggi tutti mangiamo al salto. tra l’altro io per decenni ho cucinato per una famiglia famelica. Oggi mi limito ai minimi . Io con gli articoli la -il – lo non mi sento pacificata. Ultimo:bastaaaa con le letture alte o basse : leggere e’ bellissimo, soprattutto quel cavolo che si vuole. Baci cam
    E chiarissimo che ritengo lecito e utile dire cosa ci fa schifo e cosa ci piace.Come con i cuochi. Sui gusti non si transige.

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