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I libri più belli, letti nel 2016

Ecco, come ogni anno, l’invito a condividere le letture migliori (ma anche le letture deludenti). La regola è semplicissima: si parla dei libri più belli letti nel corso del 2016. Non importa quindi quando il libro sia stato scritto, pubblicato, ripubblicato. Quel che conta è che sia stato letto nel corso di quest’anno. Anche nel…

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L’immagine è di Christopher Myers, presa in prestito dal sito web del New York Times, pagine opinioni, del 16 marzo 2014

Ecco, come ogni anno, l’invito a condividere le letture migliori (ma anche le letture deludenti).
La regola è semplicissima: si parla dei libri più belli letti nel corso del 2016.

Non importa quindi quando il libro sia stato scritto, pubblicato, ripubblicato. Quel che conta è che sia stato letto nel corso di quest’anno.

Anche nel 2015 questo post è stato di gran lunga il più frequentato e il più fecondo: un flusso quotidiano di pensieri da parte di decine di lettori. Una valanga preziosa di idee e consigli e sconsigli.

Ribadisco infine che fra le regole -fondamentali- di questo gioco c’è il rispetto per gli altri.

Quindi, il confronto civile viene molto apprezzato, l’insulto invece no.

Ringrazio da ora chi continuerà a donarci questo tesoro di letture con tanto affetto, partecipazione, precisione e ricchezza culturale.

Abbracci

 


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Commenti

3.202 risposte a “I libri più belli, letti nel 2016”

  1. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Fino a qualche tempo fa non ero riuscita a trovare le opere di Primo Levi su e-book; ieri ho però fatto due piacevoli scoperte: non solo diversi suoi libri sono stati pubblicati in formato digitale, ma ho anche ritrovato un suo pezzo, letto su Airone quasi trent’anni fa, che mi aveva molto colpita: è una delle sue interviste immaginarie, una pagina dove, nella sua prosa poetica da antologia, mischia nozioni di etologia, spirito di osservazione e un profondo amore per gli animali.

    L’introduzione al libro di Ernesto Ferrero è a mio parere pregevole. Il pezzo che non avevo dimenticato dopo quasi tre decenni è questo:

    • “A dispetto della loro struttura così diversa da quella di tutti gli altri quadrupedi, le giraffe in corsa sono di una straordinaria eleganza, la loro andatura sta tra il galoppo e la danza. Le quattro zampe si staccano dal suolo quasi simultaneamente, mentre il collo equilibra il ritmo maestoso del loro incedere. Sembra lento ed è rapidissimo: ricorda il veleggiare di una nave e non rivela il minimo sforzo. Il vasto collo oscilla con naturalezza, inclinandosi verso l’interno quando l’animale incurva la sua rotta. Osservandolo, mi sono reso conto di quanto sia grande il loro bisogno della libertà dei grandi spazi, e di quanto sia crudele costringerli dentro le maglie di un reticolato. Eppure, l’esemplare che ho intervistato è nato qui, in prigionia, ignaro dello splendore intatto della savana: ma ne porta in sé la nobiltà primordiale.”

    (Primo Levi, “La giraffa dello zoo”, “Interviste immaginarie”, originariamente pubblicato su Airone, Aprile 1987, ora anche in Primo Levi, “Ranocchi sulla luna”, a cura di Ernesto Ferrero, Einaudi, 2014, pp. 189/192)

    Saluti a tutti,
    Mariangela 

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  2. Avatar Cristina
    Cristina

    e i Mozart, e tutti i tanti Bach, famiglie intere di musicisti….Anche se la scrittura, bè, non è che senti scrivere tua madre o tuo padre….Lì la pulsione deve essee un’altra… o no?

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  3. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina @Dani

    Per le sorelle Bronte, come d’altro canto per il fratelli Singer, la scrittura può essere una strategia di sopravvivenza. Leggevo che tre delle cinque sorelle sono state ritirate da uno di quei terribili collegi inglesi (che io pensavo esistere solo nelle tinte forti di Zeffirelli, vedi il suo film “JaneEyre”) solo dopo che altre due sorelle vi erano morte a causa della disciplina rigidissima. In certe condizioni scrivere è l’unico modo di ribellarsi e di affermare la propria individualità (lo scrive anche Gibelli per le scritture di guerra).

    Ciao,
    Mari

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  4. Avatar wwayne

    @Cristina: I miei pupi di Italiano vanno benissimo: proprio ieri ho compilato la pagellina del mese di Aprile, e facendo le medie ho constatato con mia enorme sorpresa che ho un solo insufficiente su 45 ragazzi. Peraltro anche quell’unico insufficiente ha 5,31 di media, non 4.
    Ben più critica la situazione per Storia e Geografia: ho una sessantina di alunni spalmati su 3 classi, e una buona decina è insufficiente. Qualcuno in modo quasi irrecuperabile (dico quasi perché sparare sentenze definitive il 4 di Aprile sarebbe fuori luogo, anche se la matematica li inchioda).
    So già che cosa stai per dirmi: “Ma se quel ragazzo ha 5,31, potevi anche arrotondare, no?” Te l’assicuro, zia: quel ragazzo non merita affatto la sufficienza. Ha delle enormi difficoltà, e per compensarle dovrebbe lavorare il doppio degli altri; invece lavora la metà, e quando prende un brutto voto la prende sul ridere o addirittura se ne vanta con i compagni. Fa così da tutto l’anno, e quindi già il 5 che gli ho dato in pagella ha del miracoloso.

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  5. Avatar Cristina
    Cristina

    Wwayne, a zia, e sarà una bocciatura a farlo ridere di meno? forse bisogna andargli incontro, ma non con i voti, con il cuore e la testa. Provarci bisogna, parlagli, sotto la corazza dello sfottere c’è sicuramente un dolore e una mancata autostima. Ha bisogno di capirsi, aiutalo Garantito. Dai!!

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  6. Avatar wwayne

    @Cristina: Ma quale dolore… menefreghismo c’è in quel ragazzo, e a palate. E sì, forse quel 5 lo farà ridere di meno. O forse farà spallucce e riderà quanto e più di prima, ma almeno non avrò il rimpianto di non avergli dato un campanello d’allarme.

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  7. Avatar Cristina
    Cristina

    Wwayne! dietroil menefreghismo c’è sempre una ferita, un dolore. E dai su, è ovvio, si sa, se si è genitori e insegnanti, si sa e si deve sapere!! Non lo abbandonare, ti scongiuro, è lui che ha bisogno di te più di tutti gli altri

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  8. Avatar Dani

    @wwayne. Parola di mamma di tre adolescenti…mio figlio, che non è per nulla portato per la matematica, proprio in quelle ore su comporta da sciocco. Non succede con nessun altro insegnante. Magari non ci sono grandi tragedie ma semplicemente il non saper accettare un proprio limite e il “far finta che non te ne importi”. Quindi ascolta zia Cristina e tenta un approccio diverso. Almeno ci avrai provato 😊
    Mm

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  9. Avatar Dani

    Rileggendo il tuo post vedo che afffermi che “ha delle enormi difficoltà”. E allora necessita di enorme aiuto e comprensione. Scusate scrivo dal cell. Bye

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  10. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Come ho scritto domenica nell’altro articolo, ho letto un libro di un’insegnante che propone percorsi di lettura per gli studenti medi; visto che questo argomento è stato spesso oggetto di dibattito tra di noi, addetti ai lavori (come Jezabel e Wwayne) e no (come me che sono impiegata), volevo elencarvi alcuni dei libri suggeriti per sentire la vostra opinione. Purtroppo la mia estrapolazione non dà conto delle argomentazioni dell’autrice e della ricchezza delle sue proposte (Micaela Mander non tralascia di inserire nei percorsi anche opere di teatro, di musica e di cinema):

    • Micaela Mander, “Come costruire un percorso di lettura per i ragazzi delle superiori”, Bibliografica, Library Toolbox, 2015

    1. Accanto ai classicissimi, che non riporto per brevità, ho trovato alcuni titoli che, qui, su questo blog nell’articolo dei libri più belli sono stati citati almeno una volta:

    • “La famiglia Manzoni” di Natalia Ginzburg
    • “Il ballo” di Irene Nemirosky
    • “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi
    • “La chimera” di Sebastiano Vassalli
    • “Rinascimento privato” di Bellonci
    • “Qualcuno con cui correre” di Grossmann

    2. Questi sono alcuni dei libri meno noti tra tutti quelli proposti dall’autrice:

    • “L’aiuto” di Stocket
    • “Il gusto proibito dello zenzero” di Ford
    • “Ma le stelle quante sono” di Carcasi
    • “Bianca come il latte, rossa come il sangue” di D’Avenia
    • “Dallo scudetto ad Auschwitz” di Marani
    • “Che animale sei. Storia di una pennuta” di Mastrocola
    • “Idromania” di Gavron
    • “Hunger Games” di Collins (per far capire che il tema era già stato intuito da Golding)
    • “Morte a Pemberly” di James
    • “La vita secondo Jane Austen” di Deresiewicz
    • “Evelina e le fate” di Baldelli
    • “Longbourn house” di Baker
    • “After Dark” di Murakami (c’è un articolo su questo Blog)
    • “Tutti i figli di Dio danzano” di Murakami

    Voi ne conoscete qualcuno? Nel libro di suggerimenti ce ne sono anche altri: e non solo di letteratura!

    Ciao a tutti,
    Mari

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  11. Avatar wwayne

    @Cristina e Dani: Tranquille: non abbandono chi ha 4, figuriamoci chi ha 5,31. Stavo solo dicendo che, per quello che è stato il suo atteggiamento da Settembre ad oggi, quel ragazzo non merita assolutamente la sufficienza. Se gliel’avessi data, lui avrebbe pensato che il suo atteggiamento nei confronti della scuola è giusto; se invece si ritrova 5, forse capisce che qualcosa da migliorare c’è.

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  12. Avatar Cristina
    Cristina

    Wwayne, non credo. E’ piccolo, strafottente – e quibndi ha un problema- ha fatto della sua non bravura uno scudo sbandierato. E’ insicuro. prendilo da parte, digli che sei a sua disposizione, che può parlare con te sempre e comunque di tutto. Fagli sentire che gli sei vicino, che nonostante il 5 lui …ti piace, che credi in lui come PERSONA prima che come allievo. E dai! ci sono milioni di films su questo argomento….non puoi che fare così. Non ha bisogno di più matematica ma di più autostima e consolazione.

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  13. Avatar wwayne

    @Cristina: Non è strafottente: mi ha sempre trattato con il massimo rispetto, e non ho mai sentito i miei colleghi lamentarsi di lui a livello umano. E’ con i compagni che ironizza sulla propria inettitudine. Ad ogni modo, prenderò in considerazione i tuoi consigli.

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  14. Avatar camilla
    camilla

    @wwaine…insomma in questa scuola non cambia mai nulla.malgrado gli anni che passano ancora nom si capisce che il rispetto si insegna col rispetto non con l’umiliazione di far sentire un ragazzino/iina”. Insufficienti. Bella
    bravura.
    Che palle! Mi sembri wwai, mi sembri un insegnante di 50 anni fa’.Bada alla zia cri.

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  15. Avatar wwayne

    @Camilla:
    1) Riguardo al rispetto sei fuori strada: leggi il mio ultimo commento e te ne accorgerai da sola.
    2) Non è che io faccio sentire quel ragazzo insufficiente: quel ragazzo E’ insufficiente. La matematica non è un’opinione: 5,31 < 6.
    3) Umiliare una persona è ben altra cosa che dargli un voto pienamente corrispondente alla sua media matematica.
    4) Riguardo al fatto di essere un insegnante di 50 anni fa, ti rispondo con ciò che scrive una mia collega quando legge frasi come questa nei temi: può darmi un altro etto di retorica, per favore?

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  16. Avatar Cristina
    Cristina

    mizzica Wwwayne, quando non vuoi capire ce la metti proprio tutta! eddai!

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  17. Avatar Cristina
    Cristina

    comunque io nel ’65 – cioè 50 anni fa – avevo fior di insegnanti geniali, che mi hanno insegnato la libertà di pensiero, la critica sempre e comunque, il principio di contraddizione e l’esistenza dele classi sociali. E che studiare è importane, ma non per il voto, per se stessi e per la propria TESTA. LI RINGRAZIO ANCOR ORA, ANCHE QUELLI PIù RETRIVI – CHE C’ERANO ECCOME – ma di cui avevo imparato a farmi beffe.
    Certo la classe era rigorosamente disciplinata, non c’era casino, e si stava più o meno attenti…ma era la società che – sul punto di esplodere – ancora teneva dentro certi margini…
    dopo, tutto è cambiato, e da 25 anni solo nello smarginarsi sfilacciato di ogni principio e regola e alleanza di intelligenze e principio di autorevolezza. Poveri giovani sventati, impreparati a una convivenza comune e a un rapporto con lo studio che implica qualche fatica. .
    Ma un insegnante può molto, moltissimo, praticamente tutto. ha nelle mani le fila di vite in fieri, un lavoro fra i più impegnativi, ma anche meraviglioso.

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  18. Avatar Cristina
    Cristina

    Don Milani pensaci tu

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  19. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    sono libri belli come tantissimi altri.
    Io non riesco ad entrare nelle “classifiche” per la scuola.
    Il mio metodo è noto: si parla di un libro, si scambia, si cita, si butta là una possibilità.
    Stessa cosa con i film: ci sono classi in cui abbiamo analizzato MATRIX con tanto di scheda e i ragazzi avevano la bolla al naso; altre in cui abbiamo guardato spensieratamente V PER VENDETTA e poi ne è nato un bel dibattito tra i ragazzi e nuovi percorsi successivi.
    Io dico sempre “…mi fai venire in mente…quel film… quel libro…” e ne parlo con entusiasmo.
    Poi ognuno procede per la sua strada.
    Quando assegni un libro (cioè lo imponi), i ragazzi vanno subito a scaricare la trama da Internet 😦

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  20. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @tutti
    scopro con un certo disappunto che il mio intervento sulle famiglie artistiche di qualche giorno fa non è apparso … SIGH!

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  21. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Jezabel @Tutti

    Anche nel libro di Micaela Mander edito da Bibliografica molte scelte sono condivise e i suggerimenti, in molti casi, vengono proprio dagli studenti. Tieni conto, poi, che io mi sono limitata ad una mera elencazione, ma nel libro i collegamenti, sempre studiati in modo interdisciplinare, sono illustrati in modo articolato ed esaustivo.

    Per quello che posso giudicare io, questi percorsi di lettura sono coerenti senza essere rigidi, inoltre lasciano spazio a digressioni e anche a discussioni in classe. Poi, va da sé, un libro può sempre non piacere.

    Mariangela

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  22. Avatar Cristina
    Cristina

    e brava la nostra Jezz!!

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  23. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @jezabel @Cristina
    Jez, anche il tuo, se pur sotto mentite spoglie, è pur sempre un suggerimento: lo proponi alla tua maniera, mi sembra di aver capito con molto tatto e non chalance, ma è pur sempre un’indicazione di lettura.

    Jez, non pensare ci siano riferimenti personali in quello che sto per scrivere, so che ti dai un mucchio da fare per appassionare i tuoi studenti ai libri, sarebbe proprio ingiusto non sottolinearlo, io voglio solo esprimere la mia opinione, in generale.

    È vero che certi libri a schede concepiti per la scuola hanno annichilito il piacere della lettura in tanti studenti delle passate generazioni, ma va detto per amore di verità che ci sono anche tanti ex studenti che verso i professori che lasciavano i libri da leggere durante le vacanze (quelli obbligatori, per intenderci) provano tuttora solo gratitudine e rispetto. Quanto alle scorciatoie, per quanto meno alla portata di mano di oggi, esistevano anche allora, a volerle percorrere.

    Quando dicevo che gestire questa questione deve essere proprio una bella responsabilità per un insegnante, facevo riferimento proprio a questo punto: la lettura non si può imporre, perché sarebbe inutile, anzi, controproducente, ma penso non si possa neppure rinunciare all’idea di dare un’indicazione di lettura, una per tutti, ai venti o venticinque ragazzi di una classe delle scuole superiori. Io penso che almeno un tentativo vada fatto, magari senza prevedere il compito in classe o l’interrogazione proprio su quel libro, possibilmente senza verificare a posteriori chi l’abbia letto o meno, ma abdicare alla possibilità di farlo, no, quello secondo me è un po rinunciatario. Voglio dire, ci sarà quello che ricorre al riassunto di Internet, ci sarà l’altro che trova un altro espediente, ma alla fine, da qualche parte almeno un seme attecchirà e darà pure il suo frutto!

    Saluti
    Mariangela

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  24. Avatar lauragamba

    Sono d’accordo con tutto quello che avete scritto. Il lavoro in classe è sempre e comunque basato sulla mediazione. Questo è il motivo per cui è bellissimo.
    Oggi però la lettura si scontra con un approccio alla conoscenza mediato dalle tecnologie. Un approccio che fa della velocità, della semplicità di accesso all’informazione le sue caratteristiche sostanziali. I ragazzi hanno quindi bisogno, oggi come in passato, di essere educati alla conoscenza. Per questo dico che si appassioneranno alla lettura e a qualsiasi esperienza, se l’insegnante sarà in grado di trasmettere l’emozione che essi stessi hanno provato nell’accostarsi alla stessa.
    Esattamente come avviene su questo blog.
    Buona lettura a tutti/tutte.

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  25. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti@Lauragamba@Jezabel @Cristina
    Sono d’accordo con Lauragamba a proposito della necessità che il professore partecipi emotivamente: il primo ad essere coinvolto dai libri che propone a mio parere deve essere lui, altrimenti non convincerà nessuno della bontà delle letture che propone.

    Lauragamba, hai accennato a un tema che per me è grande come una casa, quello delle nuove tecnologie che interessano lo studio e anche la lettura. Qual è il ruolo della scuola in questo nuovo scenario tecnologico molto di verso da quello che abbiamo conosciuto noi da studenti? In che modo i professori possono contribuire a limitare gli effetti del digital divide? E ancora, riuscirà la scuola a far sì che nonostante le nuove tecnologie alcune attitudini (sto pensando alla scrittura a mano, per esempio) non vadano perse?

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  26. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti

    In merito al mio commento qui sopra: ho parlato di “digital divide”, ma intendevo riferirmi alle esclusioni che non dipendono solo dalla mancanza di hardware, ma, in generale all’inaccessibilità di molti contenuti da parte di molti soggetti che pure sono “connessi”.

    Mariangela

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  27. Avatar editalara
    editalara

    Mi sono imbattuta in un articolo interessante riguardante le letture più importanti nella vita degli scrittori e questo inizio di Antonio Moresco ( di cui nulla ho letto però..) mi ha colpita e resa solidale! lo condivido con voi.

    “Mi è stato chiesto di scegliere, tra le migliaia di libri letti nella mia vita, un piccolo numero di quelli che forse hanno lavorato più profondamente dentro di me, con i quali è avvenuta un’elezione particolare e che sono stati irradianti. Accidenti, non è una cosa facile! Perché per me sono stati altrettanto importanti anche molti libri da quattro soldi che non sono finiti nei canoni e sugli altari della letteratura, scritti da romanzieri cosiddetti “di genere”, ma anche da autori o collettori di fiabe, poeti, mistiche, santi, scienziati, antropologi, fisici, astrofisici, pellerossa, gente fuori di testa, alcolizzati, falliti, spostati e puttane.”

    Fantastico direi! ciao a tutti !

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  28. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Editalara @Tutti

    Anche questo potrebbe essere un ottimo “esercizio” da fare in classe: chiedere agli studenti se abbiano mai apprezzato libri considerati “da quattro soldi” e mai entrati nei canoni, proprio come quelli che hanno contribuito a formare Antonio Moresco.

    Ciao,
    Mari

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  29. Avatar editalara
    editalara

    @Mari hai ragione, tornando indietro con la memoria mi sarebbe piaciuto molto un esercizio del genere a scuola ! il mio grande rimpianto è di aver avuto al mio liceo classico (il danno e la beffa) un professore di italiano che sbagliava i congiuntivi ed era l’apatia fatta persona!
    Per fortuna il prof di filosofia ha risollevato le nostre sorti e ricordo ancora della professoressa di italiano greco e latino di quarta ginnasio ( insomma prima superiore) quale fosse il suo romanzo preferito tanto ne parlò con entusiasmo!
    Nonostante il pessimo insegnante di letteratura, ho amato i libri fin da piccolissima, grazie a persone ed episodi che non sto a raccontare, e grazie anche ad un’inclinazione ( propensione ) innata che penso sia imprescindibile.
    Certo è che avere un Virgilio ad accompagnarmi attraverso l’immenso Oceano letterario, sarebbe stato rassicurante e stimolante..stupendo!

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  30. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Editalara
    Hai trovato un’espressione che vale un Perù, quella di “Virgilio letterario”, si attaglia bene a definire quello che per me sono stati alcuni professori: mi hanno accompagnata in quell’oceano in modo rassicurante e stimolante; sono loro grata perché la famiglia, nel mio caso, non avrebbe potuto supplire alle loro funzioni. Mia madre era lettrice, ma certi autori, e non certo per colpa sua, non poteva conoscerli e tanto meno suggerirli a me.

    Saluti,
    Mariangela

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  31. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Editalara
    faccio subito mia la definizione; mi ha fatto pensare a Lucio Dalla (sempre W).

    @tutti
    Il gioco (scegliere tra i libri ciofeca che ci hanno insegnato qualcosa) è bello e avrei potuto farlo da studentessa. Non posso proporlo agli alunni. Ci sono ragazzi di diciotto anni che non hanno mai letto un libro intero, neanche piccolissimo, non sto scherzando! Starebbero a guardare, annoiandosi tanto. Posso farlo con i film…
    Quando spiego narratologia (voce narrante, sequenze, focalizzazione) devo fare esempi tratti dai film, altrimenti non riescono a capirmi.
    L’esempio classico è la fiaba. Da anni ormai ho alunni che conoscono le fiabe solo via cartone – mai lette, mai sentite raccontare –
    Non li giudico, naturalmente. Ma costituiscono LA SFIDA!
    Per loro Disney è LA VERSIONE ORIGINALE.

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  32. Avatar wwayne

    Sono pienamente d’accordo con Moresco: ci sono moltissime opere, sia letterarie che artistiche in generale, che sono considerate da 4 soldi e invece hanno un immenso valore. Tra l’altro lo scopo del mio blog è proprio questo: dare spazio a libri e film che hanno avuto meno successo di quanto meritassero. Sapere che c’è qualcuno che li scopre grazie a te è sempre una grande soddisfazione. 🙂

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  33. Avatar Cristina
    Cristina

    anche se leggere qualcosa di successo in quanto di valore non farebbe male ogni tanto, non ti pare WWayne??

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  34. Avatar wwayne

    @Cristina: Opere di successo in quanto di valore non mancano tra le mie letture.

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  35. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti

    Sto ultimando un libro che ho cominciato ad apprezzare solo dopo molte pagine dall’inizio, è il romanzo di Mark Haddon “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”. È la storia di un adolescente con qualche problema comportamentale, ha alle spalle un abbandono da parte della madre e una vita familiare accidentata. Ho stentato ad ingranare, ma adesso sono curiosa di finirlo. Voi l’avete letto?

    Ciao,
    Mariangela

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  36. Avatar Dani

    @Mariangela no sorry. Inoltre io non sto leggendo nulla, passo dei momenti così in cui devo fare vuoto assoluto per poi ripartire. Dopo LA STORIA DELL’AMORE di Nicole Kraus stop.. Quindi per un po’ niente contributi da parte mia 😊 ciao buone letture a voi

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  37. Avatar Cristina
    Cristina

    io sto leggendo autori egiziani…. sono proprio da un’altra parte Mari. Del resto non avrei voglia di leggerlo, quel libro, mi sa

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  38. Avatar camilla
    camilla

    @marian. Il cane a mezzanotte è un bel libro, notissimo dove il protagonista è un ragazzino con una sindrome tra le moltissime che vengono etichettate co “autismo”.Marc Haddon ha scritto (tradotti in Italia). alcuni pregevoli e piacevoli romanzi tra cui con piacere ricordo , originale e stimolante, DOPO DI LEI.tutto da leggere con un sorriso e una certa e complice partecipazione a volte un poco commossa. Da leggere.Senza troppo impegno ma con tanta liberta’ interiore e spirito lieve.Per la lettura deve essere piacere.Affettuosamente.cam

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  39. Avatar camilla
    camilla

    @wwaine. Ma hai mai letto (a parte la lucina che è poco significativo rispetto ai contenuti del. Moresco) hai mai letto, appunto il continuo e ossessivo lamento di questo uomo tristissimo con una certa mania di persecuzione?

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  40. Avatar Cristina
    Cristina

    Forse mi sfugge qualcosa, Wwayne, voresti dirmi qualche titolo di successo in quanto di valore..? non vedo mai titoli che conosco e di cui qua si parla e anche si discute, fra le tue letture – legittime sia chiaro – ma così appartate o stravaganti…

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  41. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Camilla @tutti
    Ho guardato su OPAC e sulla rete il titolo “Dopo di lei” di Mark Haddon, da te segnalato, ma non l’ho trovato: è il titolo giusto? Lo chiedo perché quando posso e non sono troppo di fretta mi segno i vostri suggerimenti. Grazie.

    @Cristina @tutti
    È un libro che propone il punto di vista di un adolescente che ha problemi; è una lettura spesso proposta anche ai ragazzi, ma non è una lettura superficiale.

    @Cristina @Wwayne @tutti
    Anche un libro “da poco” può dare molto. Io ricordo ancora la trama di un Harmony, letto moltissimi anni fa, che ai tempi mi aveva profondamente colpita.

    @Dani
    Scritto così sembra un addio!
    Leggo che il libro che hai terminato (o che stai leggendo?) “La storia dell’amore”, di Nicole Krauss, parla di un ebreo emigrato a causa dell’Olocausto. Io l’autrice non la conosco per niente, vedo che ha al suo attivo perlomeno altri due romanzi. Hai letto anche quelli?

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  42. Avatar Cristina
    Cristina

    consiglio IL CAFFE’ DEGLI INTRIGHI di Mahfouz, scrittore egiziano famosissimo. Un libro sulla…tortura. Delicato, profondo, bello. La tortura è un metodo rodatissimo in Egitto contro gli oppositori o i presunti tali. Di attualità sconvolgente.

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  43. Avatar Cristina
    Cristina

    Mi ricordo sempre un libro letto da ragazzina quasi bambina. COSAFAITULI’, il titolo e la protagonista mi hanno fatto compagnia per ttta la vita.

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  44. Avatar camilla
    camilla

    @marian. Scusa mi sono confusa DOPO DI LEI e’di Jonathan Tropper. Di Haddon e’ UNA COSA DA NULLA.Molto carino come DOPO DI LEI. ciao ciao cam

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  45. Avatar wwayne

    @Cristina: Come sai, tengo un elenco dei libri letti dal 2010. L’ho ripescato, e scorrendolo ho trovato tanti libri scritti da autori dal riconosciuto valore: Coetzee, Murakami, Philip Roth, Stephen King, David Grossman… di questi libri non parlo qui perché tanto già li conoscete, e quindi segnalarveli sarebbe utile quanto segnalarvi che l’uomo è arrivato sulla Luna. I miei commenti costituiscono un valore aggiunto soltanto se portano alla vostra attenzione dei libri che, se io stessi zitto, probabilmente non sentireste mai neanche nominare.

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  46. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Tutti
    Senza voler fare paragoni, solo per riallacciarmi a quanto scrivi sulla tortura in Egitto: in Italia una legge contro la tortura non l’abbiamo, ne parla diffusamente un libro che io ho potuto leggere solo parzialmente a causa di sovraccarico di letture intraprese (ci ritornerò perché vale la pena leggerlo tutto):

    • Marco Preve, “Il partito della polizia”, Chiarelettere, 2015

    In base alle testimonianze riportate nel libro, anche da noi certi metodi erano (voglio parlare al passato) molto “rodati”.

    Nel libro si tratta anche dei fatti di Genova, della Diaz e di altri fatti poco edificanti per le forze dell’ordine. Sembra che le mani libere, facciano comodo, anche in Italia.

    Saluti,
    Mariangela

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  47. Avatar Cristina
    Cristina

    quindi sei qui come segnalatore,Wwayne. strano ruolo. Quindi non parliamo dei libri che già conosciamo perchè…li conosciamo! mahhhh

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  48. Avatar Dani

    @Mariangela. Nicole Kraus è la ex moglie di Jonathan Safran Foer, che forse conosci e di cui qui si è molto parlato per vari libri tra cui Molto Forte Incredibilmente Vicino. Quest’ultimo e LA STORIA DELL’AMORE hanno secondo me molto in comune (non so chi dei due abbia influenzato chi, forse è normale interscambio e del resto non ha importanza) per il tipo di intreccio: passato e presente si alternano, in Kraus più epoche del passato, ciò rende la lettura forse poco scorrevole, ma necessariamente concentrata e attenta, non semplice intrattenimento. Il rischio di questo genere di scrittura, non facile, è quello di qualche passaggio un po’ debole nello scorrere degli eventi, ma il romanzo merita comunque di essere letto. Si sente la partecipazione sentita dell’autrice alle generazioni che l’hanno preceduta in tempi tragici della storia dell’uomo (come per Safran Foer in Ogni cosa è illuminata). Non a caso dedica il libro ai suoi nonni ebrei che sicuramente le hanno offerto spunto per i vari personaggi. Non ti dico altro, ma sicuramente te ne consiglio la lettura se hai voglia. Il finale è una sorpresa che viene dal fratello della protagonista, personaggio in effetti un po’ debole…
    Poi no, nessun addio… Solo una pausa. Non leggo nulla se non pochi libri a carattere spirituale che qui non interesserebbero e che contano più per il messaggio che veicolano che per la forma. Ora ad esempio leggo un carteggio tra S. Francesco di Sales e alcune donne che si avvalevano della sua guida spirituale. Cose che avrei condiviso con Vera, che purtroppo qui non scrive più ma con lei avevamo una certa affinità in merito, e infatti ci eravamo fatte anche due belle chiacchierate per telefono. Vera se per caso leggi fai almeno un saluto dal lontano Middle East!!
    Ciao a tutti

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  49. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Camilla
    Grazie per la precisazione.

    @Dani
    Non conoscevo (oppure non ricordavo) questo legame famigliare tra Krauss e Foer. Le tue spiegazioni mi sono state utili.

    Certo che quella che stai per intraprendere è proprio una lettura particolare, una lettura di fede, se ho capito bene. Qui non se ne è mai parlato, che io possa ricordare. Non è detto che questa corrispondenza tra Francesco di Sales e le donne non ci interessi, soprattutto se il messaggio che veicola è un messaggio di pace, ma è più che legittimo che tu preferisca non condividere questo tipo di lettura, qui.

    Ciao,
    Mariangela

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