I libri più belli, letti nel 2016

Ecco, come ogni anno, l’invito a condividere le letture migliori (ma anche le letture deludenti). La regola è semplicissima: si parla dei libri più belli letti nel corso del 2016. Non importa quindi quando il libro sia stato scritto, pubblicato, ripubblicato. Quel che conta è che sia stato letto nel corso di quest’anno. Anche nel…

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L’immagine è di Christopher Myers, presa in prestito dal sito web del New York Times, pagine opinioni, del 16 marzo 2014

Ecco, come ogni anno, l’invito a condividere le letture migliori (ma anche le letture deludenti).
La regola è semplicissima: si parla dei libri più belli letti nel corso del 2016.

Non importa quindi quando il libro sia stato scritto, pubblicato, ripubblicato. Quel che conta è che sia stato letto nel corso di quest’anno.

Anche nel 2015 questo post è stato di gran lunga il più frequentato e il più fecondo: un flusso quotidiano di pensieri da parte di decine di lettori. Una valanga preziosa di idee e consigli e sconsigli.

Ribadisco infine che fra le regole -fondamentali- di questo gioco c’è il rispetto per gli altri.

Quindi, il confronto civile viene molto apprezzato, l’insulto invece no.

Ringrazio da ora chi continuerà a donarci questo tesoro di letture con tanto affetto, partecipazione, precisione e ricchezza culturale.

Abbracci

 

Commenti

3.202 risposte a “I libri più belli, letti nel 2016”

  1. Avatar wwayne

    @Mariangela: Hai ragione, anche l’editore è un imprenditore, ma non è un imprenditore come un altro. Ha una missione culturale, di cui è ben consapevole e alla quale deve cercare di non venire mai meno: di conseguenza, a mio giudizio un bravo editore deve sempre tentare di trovare un compromesso tra questa missione e la necessità di ottenere un profitto. Se non lo fa, più che un editore diventa un virus velenoso, per citare un’espressione di Cristina.

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  2. Avatar camilla
    camilla

    @. Marian Sei unica e carina e simpatica Ciao bella. Cam. mi ero imformata sull’Opac
    Grazie. Mi era sembrata una roba da spionaggio!A questo punto: hai mai letto un william Boyd???
    Ma saro’ noiosa! Dove e finita la mia cristina? Ciaociao

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  3. Avatar wwayne

    @Camilla: Siamo stati in due ad evocarla quest’oggi: speriamo che si palesi al più presto. Riguardo ai libri di spionaggio, di norma non mi piacciono, ma tempo fa ne ho letto uno molto carino e che ti consiglio caldamente: “Spia per sempre” di Keith Thomson.

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  4. Avatar camilla
    camilla

    @ marian. Grazie del ink.Assai.

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  5. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Cristina
    Ho finalmente iniziato il capitolo del libro di Bertinetti per cui mi ero procurata questo volume di storia della letteratura inglese; sono circa cento pagine in cui l’autore parla delle letterature in lingua inglese, o, per dirla in un modo che non piaceva a Rushdie, della letteratura del Commonwealth (io la chiamo letteratura postcoloniale in inglese). A me sembra ben scritto; conciso ma non stringato e, soprattutto, come piace a me, molto chiaro nella trattazione.

    Cristina, dopo l’introduzione c’è un paragrafo dedicato alle letterature dell’Africa subsahariana, ma penso che tu sia concentrata su autori più recenti; qui ho trovato invece un breve profilo degli autori africani più famosi, quelli attivi attorno al periodo della la decolonizzazione, oppure, subito dopo, quando questi paesi hanno raggiungo l’indipendenza (Tutuola, Achebe, Soyinka, Okara, Okri e altri). I titoli spaziano dagli anni ’60 ai tardi anni ’80, quindi penso che rispetto alle letture del tuo GdL siano di un periodo precedente.

    La trattazione di Bertinetti spiega tanti aspetti di queste letterature, quello che a me ha colpito di più è forse il dato biografico di questi autori: pochi sono passati indenni, lo scrivere è costato a molti la detenzione, ad altri l’espulsione e a qualcuno addirittura la morte.

    “Le letterature in inglese” in “Breve storia della letteratura inglese”, a cura di Paolo Bertinetti, Einaudi, 2004, pp. 315/417.

    Ciao,
    Mariangela

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  6. Avatar wwayne

    @Mariangela: Non ci crederai, ma dell’Africa subsahariana ho parlato proprio questo mese in un ciclo di lezioni di Geografia. Il titolo dell’unità didattica era “Un mondo in guerra”, e ovviamente l’Africa subsahariana è stata citata a tutto spiano: tra guerre per motivi politici, guerre per il controllo delle risorse naturali e conflitti etnici, quell’area ha monopolizzato la nostra attenzione per gran parte del tempo.

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  7. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Wwayne

    Wwayne! Tu spargi sale sulle ferite! Stavo giusto rammaricandomi di non avere la possibilità, adesso, di organizzarmi seriamente su questo argomento! Mi ci vorrebbero un atlante, un volume sulla decolonizzazione (avrei già qualche idea), il capitolo di Bertinetti, l’OPAC e … una settimana di ferie!

    Tra le colonie dell’ex Impero Britannico dell’area subsahariana, Bertinetti cita spesso la Nigeria e in particolare l’etnia yoruba, una delle tre più importanti del paese: è yoruba una delle prime opere africane, “Il bevitore di vino di palma” , di Amos Tutuola.

    Certo che questo argomento si presterebbe proprio bene – ad avere il tempo – a una trattazione multidisciplinare!

    Ciao,
    Mariao,
    Mari

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  8. Avatar cristina
    cristina

    Sono qua, ero andata un attimo nelle Langhe a bere mangiare e vedere amici! Che posti incantevoli…ho visto anche la casa di Pavese…

    Gli scrittori che hai citato Mari li abbiamo letti tutti o quasi l’anno scorso. Ora siamo nel maghreb, altra storia, altra scrittura, altre vicende. Stavo meglio l’anno scorso.. Achebe,nigeriano del Biafra, è stata una grande scopeta nella mia vita di lettrice. L’unico premio Nobel africano.Una potenza.

    Voglio solo dire a Camilla che per uno o due anni ho lavorato anch’io con i radicali ,milioni di anni fa, con Adele Faccio e altre. In paticolare per le lotte sugli aborti che a Milano si facevano nelle cucine, quando era proibitissimo e le donne che non potevano andare a Londa venivano aiutate dai radicali.
    mamma mia, che esperienze mi fate tornare in mente!
    Sono debitrice ai radicali delle lotte per diritti civili fondamentali, anche se sono sempre stata da un’altra parte politica, più colorata, diciamo.

    Anni fa ho incontrato Pannella davanti al carcere di Pisa, andava a fare gli auguri a Sofri che era rinchiuso li’. Un grande uomo imponente, deciso. Un grande protagonista, certamente, della nostra storia politica, anche se negli ultimi anni mi è parso avvitato in un suo quasi-delirio. Ma non fa nulla.
    Ora intorno ci sono solo ometti piccini, pigmei di piccolissimo cabotaggio, e chi ha avuto passione vera – e coraggio – risplende come diamante.

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  9. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @tutti
    b.giorno,
    finalmente l’ultimo “quadrilogico” Ferrante è nelle mie mani.
    A Pasqua avevo dovuto cederlo a mammina che lo aveva già iniziato (si tratta di prestito di amica, che è stata la nostra prestatrice); adesso l’ho agguantato durante il week end a casa.
    In aereo accanto a me c’era una che invece era stata in Sicilia in vacanza, ma non lo aveva portato con sé e non vedeva l’ora di riacchiapparlo.
    Vado a trovare una vecchia amica giovedì e scopro che un’amica l’ha letteralmente costretta a iniziare LA VITA DAVANTI A Sé (che io ho appena letto e non ho ancora finito di consigliare a tutti quelli che mi chiedono consigli di lettura).
    Ah, i libri! creano un tessuto tra le persone…

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  10. Avatar wwayne

    @Jezabel: Hai perfettamente ragione. Questo stesso gruppo di lettura ne è la prova: non ci conosciamo personalmente, eppure i rapporti tra di noi sono fortissimi. Talvolta qualcuno di noi decide di fare qualche strappo a questo splendido tessuto, abbandonando il gruppo di lettura o evitando di ricomporre un dissidio, ma anche con queste imperfezioni abbiamo creato (e stiamo alimentando) uno spazio virtuale del quale possiamo davvero andare fieri.

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  11. Avatar carloesse

    @Cri
    hai ragione piena su Pannella: pur nella sua visionarietà talvolta quasi delirante, ed una sempre più scarsa incidenza nel gioco politico parlamentare e “partitico”, grazie alla sua passione, coraggio e onestà morale e intellettuale è stato un vero gigante, specie se confrontato con i pigmei, i nani & giocolieri e i tanti burattini di oggi. Io lo votai anche, molti anni fa, agli albori del PR da lui rifondato. In seguito anche le mie scelte non erano più in linea con le sue. Ma mi sarebbe sempre piaciuta una Emma Bonino Presidente della Repubblica e mi sarei accontentato di vederla in quella veste anche alla Regione Lazio (quando vinse invece la Polverini!!!)

    @Jez
    chi si entusiasma per LA VITA DAVANTI A SE mi riempie sempre di gioia.
    🙂

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  12. Avatar camilla
    camilla

    @ cristina.@ dani. @ edit @tutte/i. i lettori appassionati.
    Ho appena finito il bel romanzo, l’ultimo uscito, della bravissima Elizabeth Strout MI CHIAMO LUCY BARTON.mi ha ricordato per talento narrativo, intensita e fascino letterario, il capolavoro della magnifica Annie Ernaux, IL POSTO. Che bellezza. Cam

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  13. Avatar wwayne

    @Carloesse: Emma Bonino presidente della Repubblica è un ossimoro. A chi ricopre quel ruolo vengono affidate dei compiti di mediazione molto importanti e molto delicati, e quindi bisogna scegliere una persona diplomatica al massimo: lei invece è troppo poco equilibrata, come si deduce già solo dal fatto che sia una radicale. Insomma, ritengo che la sua mancata elezione a capo di stato sia stato uno dei più grandi “dodget bullets” della storia repubblicana.
    Un altro gigantesco pericolo schivato è la vittoria di Grillo alle europee del 2014. Se avesse vinto probabilmente si sarebbe andati alle elezioni politiche anticipate, e ovviamente avrebbe vinto anche quelle. Per fortuna il popolo italiano si accorse in tempo del pericolo che stava correndo, e ci pensò lo stesso Grillo a rivelarglielo: alludo ovviamente al famoso comizio in cui si smascherò da solo, dicendo di essere “oltre Hitler.” E’ stato un suicidio mediatico senza precedenti, e quanto mai opportuno per le sorti del nostro paese.
    Preciso: non che Renzi sia molto più democratico di Grillo (entrambi hanno un’evidente tendenza accentratrice), ma ritengo che quest’ultimo sia infinitamente più sfacciato e pericoloso nel suo tentativo di instaurare un nuovo regime autocratico in Italia.

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  14. Avatar laura

    Anche io ho letto l’ultimo romanzo della Strout. Ho molto apprezzato la bravura della scrittice nell’indagare la complessità delle relazioni umane e nel rappresentare, senza eccedere nel sentimentalismo, le privazioni materiali ed affettive dell’infanzia della protagonista.

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  15. Avatar cristina
    cristina

    sto zitta, no comment no comment no comment. Ciao Carloesse

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  16. Avatar wwayne

    @Cristina: Mi sfugge l’utilità di scrivere “sto zitta” come appendice ad ogni mio commento. La motivazione del tuo silenzio invece la capisco benissimo: non vuoi più sostenere un confronto con me, perché ti brucia ancora la scoppola dell’ultima volta. Ti brucia non soltanto perché non hai saputo replicare alle mie argomentazioni, ma anche perché ho messo a nudo alcuni trucchetti tipici del tuo modo di esprimerti: ad esempio la tendenza a parlare per luoghi comuni, e la tua abitudine di criticare la forma quando non sai che pesci pigliare in un confronto sui contenuti.
    E il bello è che sei tu a fare l’offesa con me, quando invece dovrebbe essere l’opposto: infatti io mi sono limitato ad evidenziare civilmente i tuoi difetti, tu invece mi hai vomitato addosso una quantità enorme di pesantissimi insulti. Ma ti ripeto che tutto questo te l’ho già perdonato, e qualora tu decidessi di tornare a confrontarti con me ti accoglierò a braccia aperte.

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  17. Avatar carloesse
    carloesse

    @Wwayne:
    pienamente d’accordo con te su Grillo. Un po’ (tanto) di meno sulla Bonino: persona molto più equilibrata di Pannella, e il cui comportamento alla UE è stato ineccepibile.
    Dissento fortemente dalla tua frase deduttiva “essere radicale è di per se sinonimo di scarso equilibrio e capacità di mediazione”: anche se non mi sono mai sentito di condividere in pieno le linee pannelliane (ed è per questo che dopo un primo givanile entusiasmo non ebbi più motivo per votalo ) io stesso mi sento assolutamente più vicino ai principi del radicalismo che quelli di qualsiasi altro partito.
    Radicalismo è una forma di liberalismo democratico (basato su un forte senso dei principi di giustizia, libertà individuale fatta di diritti e doveri sociali etici e morali oltre che politici, e senso della democrazia, portato a un riformismo “illuminista”, di netto distacco tra Stato e Chiesa, che rifugge tanto il marxismo puro quanto le forme di liberalismo più retrive e destrorse, cui il partito liberale italiano si è storicamente avvicinato in funzione anti-socialista e anti-comunista. Che rifiuta quindi i dogmi di qualsiasi natura ed è invece portato al dialogo e alla tolleranza, rifuggendo ogni forma di costrizione e di violenza.
    Trovi i miei comportamenti qui poco equilibrati o quantomeno scarsamente portati alla mediazione?
    Ciao
    😉

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  18. Avatar laura

    Se l’obiettivo è quello di ottenere un effetto straniante per chi legge, questo è perfettamente realizzato.

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  19. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Cristina
    Cristina, ricordavo i temi, dei romanzi africani di cui ci scrivevi quest’estate, ma, manco a dirlo, assolutamente non i nomi e tanto meno i titoli. Mi sembra giusto elencarne qui qualcuno, il mio manualetto li dà per titoli significativi:

    • Chinua Achebe , “Dove batte la pioggia”, Jaca book, 1994, che comprende “Il crollo”, “La freccia di Dio” “Ormai a disagio”

    • Ngugi wa Thiong’o, “Un chicco di grano”, Jaca Book,

    • Ken Saro-Wiwa, “Sozaboy: il bambino soldato”, Baldini Castoldi Dalai, 2010

    • Ben Okri , “La via della fame”, Bompiani, 1992

    • Wole Soyinka, “Aké.Gli anni dell’infanzia”,Jaca Book, 1995

    (“Le letterature in inglese” in “Breve storia della letteratura inglese”, a cura di Paolo Bertinetti, Einaudi, 2004, pp. 315/417)

    Cristina, intendi dire che preferivi i romanzi di quest’estate, di autori dell’area subsahariana, a quelli maghrebini che stai leggendo ora?

    Ciao,
    Mariangela

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  20. Avatar wwayne

    @Carloesse: Ci stavamo antipatici e adesso (con mio grande piacere) andiamo d’amore e d’accordo, ma qui purtroppo rimango della mia idea: un radicale non può essere un buon mediatore. La tua stessa descrizione del radicale – tipo lo rivela: il radicale vuole un NETTO distacco tra Stato e Chiesa, RIFUGGE determinate posizioni politiche, RIFIUTA i dogmi… un bravo mediatore invece non assume mai posizioni nette (perché altrimenti diventerebbe un giocatore e non un arbitro), concilia le posizioni politiche anziché rifuggirle, e soprattutto non si pone mai in una posizione di rifiuto dei dogmi, perché le persone che deve mettere d’accordo in quei dogmi ci credono, o almeno devono far sembrare di crederci.

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  21. Avatar laura

    Libertà è interpretare il proprio ruolo nel rispetto delle istituzioni e delle proprie idee. Non necessariamente mediando. Quando ero al liceo, mi fu proposto un tema sulla favola della cicala e della formica. Assunsi il ruolo della “cicamica”, e presi cinque. Allora capii l’importanza di prendere una posizione. Sempre e comunque.

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  22. Avatar wwayne

    @Laura: Sono situazioni imparagonabili. Tu hai fatto riferimento ad un tema argomentativo, che si compone di 5 parti:

    – Tesi dell’autore;
    – Argomenti a favore di questa tesi;
    – Antitesi;
    – Confutazione degli argomenti a favore dell’antitesi;
    – Conclusione.

    Ovviamente, per svolgere queste 5 parti prendere una posizione netta di approvazione o di rifiuto è indispensabile: ad esempio, come fai a confutare una tesi se tu per primo/a la condividi?
    Il compito del mediatore in politica è ben diverso: spesso si trova a dover trovare una situazione di compromesso tra due parti politiche incapaci sia di prevalere l’una sull’altra, sia di mettersi d’accordo autonomamente. In un contesto come questo, se un mediatore si schiera apertamente da una parte o dall’altra fa naufragare sul nascere qualsiasi trattativa, e innesca un muro contro muro dal quale spesso si esce con le ossa rotte in due. E quindi, è un pessimo mediatore.

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  23. Avatar wwayne

    Errata corrige: non situazione di compromesso, ma soluzione. Come sapete, quando scrivo da cellulare la mia prosa ne risente parecchio.

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  24. Avatar laura

    Scusa Wwayne, indipendentemente da quello che prescrive il prontuario del testo argomentativo, quello che voglio affermare è che un Presidente della Repubblica ha un ruolo e al tempo stesso una posizione politica. L’uno non confligge con l’altro. Abbiamo avuto presidenti liberali, democristiani, partigiani e comunisti. Potremmo averne anche uno radicale.

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  25. Avatar wwayne

    @Laura: Quando un politico diventa presidente della Repubblica smette di essere un pezzo della scacchiera, e si pone (o almeno dovrebbe porsi) in un atteggiamento super partes. Infatti, se ci fai caso, ogni presidente neo eletto rilascia una dichiarazione del tipo “Sarò il presidente di tutti, mai soltanto della maggioranza che mi ha votato.”

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  26. Avatar wwayne

    Naturalmente, perché possa fare questo è consigliabile che già in partenza non sia troppo legato ad un determinato schieramento, né a posizioni che gli impedirebbero di andare d’accordo con tutti.

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  27. Avatar laura

    Certo, Wwayne, quella stessa dichiarazione sarebbe appropriata anche per un Presidente di area radicale.

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  28. Avatar wwayne

    @Laura: Leggi il mio commento delle 22:30, e capirai perché per un radicale è ben più difficile che per altri fare il presidente della repubblica. E soprattutto, trovare centinaia di colleghi che lo abbiano così tanto in simpatia da votarlo come capo dello stato.

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  29. Avatar cristina
    cristina

    Wwayne, ho promesso di non replicare e non replichero’. Del resto non mi diverte parlare con gli sciocchini, e tale ti considero date le tue spropositate esercitazioni verbali, dogmatiche e chiuse come poche volte ho visto.
    Io ti trovo parecchio noioso,olte che con posizioni ideologiche ammuffite e antiquate. E qui concludo.

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  30. Avatar wwayne

    @Cristina: Il vero motivo per cui non mi parli è quello che ho scritto nel mio precedente commento. Tra l’altro, la tua replica conferma che quando parli con me sai soltanto insultare: un confronto serio ti guardi bene dall’iniziarlo, perché hai già capito che con me non ce la puoi fare.
    Inoltre, è paradossale che tu mi accusi di produrre delle spropositate esercitazioni verbali, visto che tu per prima ci regali continuamente delle forzature e delle esagerazioni così iperboliche da diventare ridicole.
    Comunque, la mia porta rimane aperta. Io sono fatto così: perdono e cerco sempre di far pace per primo, anche quando sono io la parte offesa. Prova anche tu, male non ti farebbe.

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  31. Avatar cristina
    cristina

    Cara Mariangela,
    si, gli autori dell’Africa centrale che abbiamo letto l’ano scorso ( parecchi di quelli da te citati ad esempio) mi/ci sono piaciuti molto di più. Sono letterature particolarment vibranti e vitali, anche estremamente tragiche sia chiaro, ma piene di linfa, di affetti, di proiezione sul futuro (paradossale ma così), insomma di una gioia di vivere invincibile.

    Le autrici e gli autori del Maghreb che abbiamo letto quest’anno ( Algeria, Marocco, Egitto per ora) ci sono parsi tutti avvolti da una sorta di cappa soffocante, a volte insostenibile: le tematiche più ricorrenti sono l’oppressione totale delle donne, un’ossessione morbosa per il sesso, lo spettro incombente e fortemente castrante dell’estremismo islamico, società dove chiusura e senso soffocante di pericolo incombono senza scampo. E dove si parla in continuazione anche di droghe e di alcol (strano ma vero) e di fortissima marginalità umana, spirituale pima ancora che economica.
    Insomma, un’aria molto pesante che – di fatto – non vediamo l’ora di abbandonare.
    Naturalmente questa è una generalizzazione, ma dopo una decina di libri, credo di poterla esprimere.

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  32. Avatar cristina
    cristina

    mamma mia che refuso! anno scorso ( scusate scusate)

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  33. Avatar cristina
    cristina

    Cam gioia bella, il tuo appassionato commento sull’ultimo libro di Strout (ricorda davvero IL POSTO di Ernaux?!!) mi ha convinta a fare questa lettura, in onor tuo. Ti saprò dire

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  34. Avatar editalara
    editalara

    Ciao a tutti,
    leggo oggi i vari post dopo giorni impegnata altrove e sono d’accordo su quello che avete scritto sulla grande personalità di Pannella; tra l’altro avete scritto molto riguardo i diritti civili , in particolare degli omosessuali; non aggiungo nulla riguardo a questo perché molte voci si sono giustamente levate a loro sostegno e comunque molti passi avanti si sono fatti e si stanno facendo.
    Continuo ad essere profondamente delusa dalla politica degli ultimi anni ( anni recenti solo per restringere il campo! Sennò possiamo estendere agli ultimi 20,30,oltre??! ) e in particolare dal totale disinteresse dimostrato da TUTTI per molti altri diritti civili calpestati se non ignorati.
    Facile riempirsi la bocca di grandi slogan a favore dei diritti degli omosessuali, persone normalissime come me che possono comunque difendersi , parlare e soprattutto andare a votare; molto più difficile proteggere i deboli in assoluto, quelli che non parlano, che non “producono” , che non votano. Parlo della quasi totale mancanza di sostegno e interesse per i disabili psichici ( ambito che vivo personalmente e che quindi mi “infuoca” perdonatemi ) , bambini e soprattutto adulti dimenticati dalle istituzioni ( se non per i minimi sostegni economici sempre più tagliati ) abbandonati dopo la maggiore età alle sole capacità di cura e tutela delle famiglie, uomini e donne che diventano fantasmi per lo stato ma anche per tutti i cittadini cosiddetti normodotati, certo incolpevoli in parte perché mai educati all’accettazione e soprattutto all’inclusione sociale dei disabili psichici, se non forse delle persone con sindrome di Down in grado di relazionarsi in certi casi molto bene.
    C’è tutto un mondo ignorato che vive , ama, soffre e lotta per diritti che restano sempre e solo sulla carta, che non suscita cortei, mobilitazioni, dibattitti. Persone disabili non collaboranti per cui anche solo fare le analisi del sangue o curare un dente diventa un’impresa titanica, senza la minima capacità delle strutture pubbliche di accoglierli e curarli , con personale per nulla formato ad hoc e spesso del tutto incapace.
    Certo per fortuna esistono poche coraggiose associazioni e molti meravigliosi operatori e volontari che si battono ogni giorno per migliorare la qualità della vita delle persone con gravissime malattie psichiche, autismo ecc.
    Scusate il lungo excursus, solo avrei preferito che radicali, destra , sinistra centro o chi per loro o anche tutti noi avessimo portato avanti anche queste lotte ( piuttosto di quelle sulle carceri per esempio).
    A riguardo sto cominciando il libro di un noto giornalista ( radio 24) scrittore ed editorialista , padre di un ragazzo disabile :“Alla fine qualcosa ci inventeremo” di Gianluca Nicoletti .

    Splendido , ma ne avevamo anche già parlato qui nel blog, “Nati due volte” di Giuseppe Pontiggia.

    Ciao e buona giornata

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  35. Avatar carloesse

    @wWayne
    Hai una propensione a rovesciare le frittate che ha un che di sorprendente! Forse non ti rendi neanche conto di ciò che dici. La tua risposta è paradossale e mi ha lasciato allibito: nessun radicale, ma credo nessuna persona ragionevole, vuole negare a qualsiasi altro individuo la libertà di seguire i propri dogmi, di crederci fideisticamente, ideologicamente o moralmente.
    Il punto è semmai l’esatto contrario: la questione riguarda la volontà di imporre i propri dogmi anche a tutti coloro che non ci credono o che ne vogliano seguire di diversi, o nessun dogma in particolare.
    La mediazione non può che basarsi sul dialogo.
    Dialogo è la capacità di ascoltare la controparte e poter metter in discussione la propria posizione in base allo scambio e al rispetto delle opinioni diverse.
    Pensi che la capacità di dialogo o di mediazione sia più presente in chi parte da una posizione dogmatica?
    La separazione tra stato e chiesa è un principio (non un dogma, ma una premessa sulla quale basare un dialogo che porti a mediazioni costruttive) sul quale si basano tutte le società moderne di carattere occidentale. “Date a cesare quel che è di cesare” mi pare avesse già detto qualcuno sulle cui parole in seguito qualcun altro ha costituito altri dogmi.
    Preferisci uno stato teocratico? Uno stato totalitario fascista o comunista che sia?
    Sono questi, mi pare, quelli che nascono dal voler imporre i propri dogmi (religiosi, politici, morali che siano). Con tutti i disastri che ne conseguono….

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  36. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina
    Dovete essere molto determinati e costanti, nel vostro GdL, se vi siete letti dieci libri dello stesso filone! Complimenti! Chiedo solamente: sono romanzi scritti in francese?

    In merito all’apporto dell’Africa subsahariana alla letteratura in inglese, Bertinetti scrive che caratteristica saliente in queste opere è proprio la presenza di un narratore, tipico della tradizione orale indigena, e che la lingua è spesso ibridata, piena di termini africani talvolta non tradotti . Leggendo queste pagine, in effetti, si ha come l’idea – lo evidenzi anche tu – di essere al cospetto di una scrittura molto vitale, dolorosa, sì, ma piena di energie e con l’occhio rivolto al futuro; è insito nella tradizione africana, spiega Bertinetti, che il narratore funga anche da guida, da maestro, è colui che indica la strada, da qui il ruolo militante che questi autori hanno spesso svolto con la loro opera (pagando a caro prezzo).

    (“Le letterature in inglese” in “Breve storia della letteratura inglese”, a cura di Paolo Bertinetti, Einaudi, 2004, pp. 315/417).

    Di questo libro sto leggendo volentieri anche la parte sulla letteratura africana, ma la molla che aveva fatto scattare la curiosità era stato il libro di Arundhati Roy “Il Dio delle piccole cose”, quindi, almeno inizialmente, era per leggere qualcosa di teorico sulla letteratura indiana che l’avevo scelto. Mi rendo conto strada facendo che questi autori africani che tu hai già letto meriterebbero di essere messi in lista. Devo rimandare a quest’estate.

    Ciao,
    Mari

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  37. Avatar wwayne

    @Carloesse: Ho già manifestato più volte la mia avversione per i regimi totalitari. Per quanto riguarda gli stati teocratici, dipende: in uno governato da Abu Bakr al – Baghdadi non ci vivrei, in uno governato da papa Francesco invece penso che starei come un pascià.

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  38. Avatar carloesse

    Con tutta la mia profondissima stima e simpatia per il papa, io invece no.
    A ognuno il suo mestiere: io continuerei a preferirgli la Bonino.
    Ciao.

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  39. Avatar camilla
    camilla

    @carlo e wwayne su Emma Bonino .Emma Bonino, spero che si rimetta in forze fisicamente e possa aiutare questo Paese a diventare migliore.E’ una donna equilibratissima, intēligente e piena di esperienza e sarebbe stata una magnifica Presidente della Repubblica di tutti, anche tua caro wwayne,tanto e’ saggia e profondamente giusta (Giusta) maestra di inclusione conosce benissimo le ingiustizie folli che albergano nella testa di nostri perbenisti cittadini al di sopra di ogni sospetto. Si e’ sempre occupata degli “ultimi” per antonomasia che sono i cosiddetti malati mentali assieme alle donne e agli uomini sofferenti di gravissime patologie. A queste persone non e’ concesso īl , diritto alla sessualita’ che e’ una delle peggiori discrimimazioni tra esseri umani e nessu diritto neppure quello di vivere fuori da varie prigioni materiali e mentali.Basta pensare che il nostro Paese e’ tra i peggiori nei confronti delle barriere architettoniche specchio esatto delle barriere mentali. E Bonino si e’ sempre occupata attivamentedi quest nostri concittadini e concittadine. Nessuno tocchi Caino e’ uno storico intento tra i tanti dei Radicali e nessuno ha diritto di divieto su nessun altro. @ edit sono pienamente d’accordo con te sul problema negletto dell’andicap . Tutte le donne e tutti gli uomini devono essere soggetti di diritti umani e sociali.Non di pietismi e carita’.Anche di scegliere come morire. Ma viva la vita. Cam

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  40. Avatar wwayne

    @Camilla: Nel tuo commento hai mischiato concetti bellissimi ed espressi in modo ottimo, come la tutela dei diversamente abili, ad altri che non stanno né in cielo né in terra, come l’inno finale all’eutanasia. Fosse un tema, sarei seriamente in imbarazzo sul voto da darti.
    Sto scherzando, ovviamente: nel valutare i temi noi professori dobbiamo basarci su criteri oggettivi, non su quanto ci piacciono o meno le idee espresse dall’alunno. Pensa che di recente ho dato 8/9 e 9 + a due temi che, dal punto di vista delle opinioni espresse, mi trovavano in disaccordo dalla prima all’ultima riga.

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  41. Avatar camilla
    camilla

    @ cristina. Sono contenta che tu legga la Straut.La somiglianza col capolavoro di Ernaux e’ nel senso di colpa che entrambe le figlie provano per essere “uscite” dall’inferno famīiare anche se solo cosi’ hanno potuto prendersi la loro vita.Anche il tono sommesso , il dolore sussurrato , la ricerca di tenerezza sono elementi letterari rari e lucenti. Spero che ti piaccia. Baci. Tua cam

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  42. Avatar cristina
    cristina

    avercene di donne come Emma Bonino! ma è donna. Non ce l’hanno fatta negli USA fino ad oggi, figurarsi da noi, in questo paese così pieno di torrenti di arretratezza.

    Edit. Conosco l’argomento molto bene e dolorosamente. Ma mettere in opposizione due problemi (esmpio malati psichiatrici – carceri) secondo me è una trappola che bisognerebbe evitare.
    Tutti i diritti a tutti è il mio motto. E la libertà vale solo se lo è per tutti/e.
    Da questo punto di vista i radicali non si sono mai risparmiati, in ogni direzione, vero esempio di laici nell’autentico senso della parola. Questo è il loro merito maggiore, in questo stato così sostanzialmente bigotto e succube.

    il libro NATI DUE VOLTE è meraviglioso, e Pontiggia è stato un grande scrittore. Hai proprio fatto bene a ricordarlo

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  43. Avatar cristina
    cristina

    Mari: certo che siamo determinati! ci siamo dati un percorso di lettura e conoscenza e l’abbiamo fatto.
    Sono romanzi tradotti in italiano, dal francese o dall’inglese, dipende. E l’antico narratore orale qua non c’entra più nulla, siamo in pienissimo novecento, e anche nel duemila. E che sempre sia benedetta la strepitosa Chimamanda Adichie che, se non la conoscete, dovreste correre a leggerla, questa giovane autrice nigeriana. parola di lupetta

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  44. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina

    La voce narrante che svela sé stessa e interloquisce col lettore è espediente utilizzato anche nella letteratura afroamericana, per esempio io l’ho trovato in Tony Morrison. Nelle letterature dei paesi che hanno appena raggiunto l’indipendenza, proprio in pieno ‘900, vuole essere un recupero delle proprie radici e della propria identità. Lo sto vedendo bene nella letteratura indiana (non mi riferivo agli autori maghrebini, ma a quelli nigeriani che pure non ho letto). Probabilmente c’è anche l’intento di fondare una letteratura nazionale, visto che questi autori scrivono all’alba della storia dei neonati stati, da poco usciti dal gioco coloniale.

    Ciao,
    Mariangela

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  45. Avatar wwayne

    Come sapete, provo una grande avversione per i regimi totalitari. Per questo motivo sono andato a vedere Colonia, che è un film sulla dittatura cilena di Pinochet, ma è anche e soprattutto un bellissimo inno alla libertà in tutte le sue forme. Ve lo consiglio caldamente.

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  46. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti

    Sto ultimando “Limonov” di Carrère (mi mancano una cinquantina di pagine). È un libro molto documentato e molto interessante, soprattutto se si vuole capire qualcosa di più (io ci ho sempre capito poco) di quello che è successo dopo il crollo del muro nelle ex repubbliche sovietiche e nei Balcani. Dimenticavo di dire che è la biografia di un tale, per cui non ho provato né simpatia né antipatia, ma, nonostante la pericolosità sociale, solo una gran pena: uno di quegli individui che amano la guerra, in senso dannunziano, che aspirano a diventare qualcuno, ma che nella sostanza non escono mai dalla loro condizione di immaturi bulletti di periferia.

    Saluti,
    Mari

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  47. Avatar milena
    milena

    Grazie a Tutti degli spunti di LETTURA e di CULTURA che mi date…..PARTECIPO POCO MA VI LEGGO MOLTO…..

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  48. Avatar Dani

    Stefan Zweig ESTASI DI LBERTA’ potrebbe portare come sottotitolo “All’ultimo respiro”. Così sembra scritto (anche se in realtà la gestazione è durata 9 anni) e così lo si legge. Storia di capovolgimenti repentini. Christine, la protagonista, da una condizione di miseria causata dalla prima mondiale guerra sperimenta per alcuni giorni l’ebbrezza di una vita nel lusso, per ripiombare, suo malgrado e all’improvviso, nella routine di povera impiegata delle poste, nella Mitteleuropa post conflitto. Ma la consapevolezza di un’altra possibilità, che le è negata, le rende insopportabile quella vita e così…ecc.. Scrittura senza pause, concitata, quasi ansiogena. Peccato davvero per i pesanti errori ortografici, anche grossolani. Mi sa che le bozze non sono state lette neppure una volta! Però a una piccola casa editrice che ha inserito questo libro in una collana che si chiama Père Lachaise che ripesca dall’oblio libri inediti o introvabili possiamo perdonarlo.
    E ora Nella casa del pianista di Jan Brokken

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  49. Avatar camilla
    camilla

    Nessuno scrive più??

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