I libri più belli, letti nel 2016

Ecco, come ogni anno, l’invito a condividere le letture migliori (ma anche le letture deludenti). La regola è semplicissima: si parla dei libri più belli letti nel corso del 2016. Non importa quindi quando il libro sia stato scritto, pubblicato, ripubblicato. Quel che conta è che sia stato letto nel corso di quest’anno. Anche nel…

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L’immagine è di Christopher Myers, presa in prestito dal sito web del New York Times, pagine opinioni, del 16 marzo 2014

Ecco, come ogni anno, l’invito a condividere le letture migliori (ma anche le letture deludenti).
La regola è semplicissima: si parla dei libri più belli letti nel corso del 2016.

Non importa quindi quando il libro sia stato scritto, pubblicato, ripubblicato. Quel che conta è che sia stato letto nel corso di quest’anno.

Anche nel 2015 questo post è stato di gran lunga il più frequentato e il più fecondo: un flusso quotidiano di pensieri da parte di decine di lettori. Una valanga preziosa di idee e consigli e sconsigli.

Ribadisco infine che fra le regole -fondamentali- di questo gioco c’è il rispetto per gli altri.

Quindi, il confronto civile viene molto apprezzato, l’insulto invece no.

Ringrazio da ora chi continuerà a donarci questo tesoro di letture con tanto affetto, partecipazione, precisione e ricchezza culturale.

Abbracci

 

Commenti

3.202 risposte a “I libri più belli, letti nel 2016”

  1. Avatar cristina
    cristina

    santacamdelcandore

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  2. Avatar cristina
    cristina

    ecco una frasetta che mi ha colpita:
    ” Diciamo che io sono un pessimista preventivo: mi aspetto sempre il peggio. Per questo mi godo di più il meglio. O almeno credo” – Javier Cercas

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  3. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Cam
    sono stata volutamente criptica, ma nella lunga esperienza di LAVORO ( e tu sai qual è il mio lavoro) ho incontrato adulti con pregiudizi forti nei confronti degli omosessuali… 😦

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  4. Avatar camilla
    camilla

    @ jez. Tutte le forme di intolleranza, razzismo, sessismo,findamentalismo religioso e politico sono un gravissimo segno e frutto di nefasta ignoranza e di profonda stupidita’. Aggiungo anche spesso una buona dose di pregiudizio e di crudelta’ distruttiva che ne sono le ovvie conseguenze. Persome orribili e pericolose e velenose in ogni societa.Un abbraccio solidale. Cam
    @ cri. Perche’ candida io ” pora dona”???

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  5. Avatar cristina
    cristina

    mica èuna brutta parola “candida” Cammmmm!

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  6. Avatar Dani

    Se avessi letto solo AUGUSTUS di J. E. Williams probabilmente non avrei mai saputo che era un grande scrittore. E invece per fortuna sono venuti prima Stoner, poi Butcher’s crossing e io l’ho apprezzato in tutto il suo talento, indiscutibile. Augustus non è all’altezza: sarà forse il genere, diverso, e magari a lui meno congeniale. L’impressione è che il peso della storia, da cui non può prescindere, zavorri la sua abilità narrativa e ad emergere sono più gli intrighi di corte con la mannaia del potere che inghiotte le vite dei singoli. Il libro è una galleria di eventi cronologici (la libertà dell’autore sta nel giocare col tempo presentandoli con salti temporali) e i personaggi pedine della storia che viene narrata tramite finti documenti: lettere, rapporti militari, brani di diari fittizi, ma qui finisce l’originalità. Manca profondità psicologica, appena accennata e il personaggio vero del romanzo è Roma e il suo Impero che Augusto governa e tiene insieme con una rete di alleanze. Non posso dire di essermi annoiata perchè la trama scorre veloce, le macchinazioni, i complotti, la bramosia di potere hanno l’appeal delle fiction, ma questo non basta a fare di Augustus un grande romanzo. Inoltre, per quanto mi sforzassi a non cadere in tentazione, il paragone con Memorie di Adriano era inevitabile e devo dire che la Yourcenar, lei sì, mi ha lasciato qualcosa. Simile contesto letterario e diversi risultati: lessi Adriano molti anni fa e i dettagli ora non li ricordo ma ho ancora presente il fascino del racconto, l’eleganza della scrittura.
    Ciao

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  7. Avatar cristina
    cristina

    Dunque:mi mancano 20 pagine alla finedi LE LEGGI DELLA FRONTIERA di Javier Cercas.
    E’ lungo, direi un po” troppo, nel senso che lo trovo un po’ troppo stirato. Ha alcuni difetti evidenti -ripetizioni inutili su alcuni tic di personaggi- ha qualche risvolto di totale incredibilità – ma è un libro godibile, che merita se uno cerca una lettura agevole eppure piuttosto intelligente e intrigante, con diversi colpi di scena.
    E’ la storia di una banda di ragazzi delinquenti ,molto delinquenti (furti, scippi, rapine, droghe) , e la segue per 25 anni, segue i loro rapporti, amori, sensi di colpa, fascinazioni e cadute, ,l’entrata in galera del capo, la sua traiettoria da personaggio famoso a povero drogato in fin di vita. I rapporti si ribaltano, slittano,come succede nei rapporti umani complessi e non paritetici.
    Di fatto è un libro sull’essenza sfuggente della verità e sul nostro cuore, sempre cangiante e mai del tutto puro. Un racconto caldo, come ha detto Camilla, che si legge bene e non stanca,insomma un passatempo niente male.
    Anche se forse, da un autore cos’ letto, mi aspettavo qualcosa di più,

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  8. Avatar carloesse
    carloesse

    @Dani
    Evidentemente abbiamo fatto una lettura molto diversa di AUGUSTUS, nel quale io ho trovato un parente molto stretto di STONER: un uomo che si trova suo malgrado in un ruolo di alta responsabilità (in questo caso ben più incisivo, determinante per tutto il popolo di un Impero, pericoloso e infido molto più di una piccola università americana) senza averlo scelto (sentendosi portato verso una vita molto più tranquilla e appartata) e costretto dal suo senso etico e morale a prendere decisioni molto difficili e dolorose per lui e per i suoi stessi familiari (cui vuole bene) in nome del compito che sente che la vita gli ha invece assegnato.
    Alcune pagine , nelle sue lettere, specie verso il termine del romanzo e la fine della sua stessa vita, ho trovato la stessa profonda emozione e commozione trovata nel finale di Stoner riscontrando la stessa rassegnata meditazione che lo porta ad accettare la vita vissuta per quello che è stato, il suo dolore mitigato dalla coscienza di avere comunque svolto il suo compito al meglio delle sue capacità, e la stessa serena accettazione della morte come atto dovuto per il fatto stesso di avere comunque vissuto.
    Augusto un vero protagonista quindi, non Roma con i suoi intrighi, la sua corte, il senato e i banchetti cui è costretto a partecipare senza mai trovare nella vita pubblica il piacere del palco su cui affermare la propria immagine (neanche di fronte a se stesso), o un potere che non gli ha mai procurato alcun particolare godimento, che a me pare solamente il necessari sfondo per fare risaltare il personaggio.
    Tutto questo al di là di qualsiasi verità storica riguardo ad Augusto, che nessun romanzo (neanche un romanzo storico) richiede. Il romanzo è (e deve essere) essenzialmente “invenzione”. E trovo che la forma “epistolare” scelta da Williams sia stata molto felice ed estremamente efficace.
    Tutto questo (anche) al di là di qualsiasi paragone con altri romanzi storici, ADRIANO di Yourcenar o anche GIULIANO (L’apostata) di Gore Vidal in testa, libri diversissimi e tutti magnifici nella diversità con cui trattano (merito di grandissimi scrittori) epoche e personaggi chiave della storia dell’Impero romano, ma mossi da motivazioni diverse.
    E io credo che quella di Williams fosse proprio dare un seguito a STONER trattando un tema simile in un contesto diametralmente diverso. Opinione personale che naturalmente può essere anche smentita.

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  9. Avatar carloesse
    carloesse

    PS: … e in fondo mi spiace che a te non sia piaciuto!
    Un sincero abbraccio, comunque.
    😉

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  10. Avatar Dani

    @Carlo
    Mi riesce difficile paragonare Stoner e Augustus: troppo diversi i contesti, il corso degli eventi e la portata degli stessi. Una singola vita, dove le assunzioni di responsabiltà toccano uno e pochi altri da una parte, e dall’altra un uomo che tiene in mano molte esistenze, popoli, paesi diversi e lontani, un Impero. E questo per me ha costituito il limite di Augustus. 382 pagine non consentono a vicende di quella portata una trattazione che scende in profondità, se non nel finale, bello si, ma non sufficiente. Come dire…troppa carne al fuoco. Un esempio: Giulia, la figlia così amata di Augusto, amata e sacrificata al bene di Roma. Come possono poche pagine di diario far emergere appieno il suo intimo travaglio di donna intelligente e sensibile, che accetta il compito impostole dal ruolo che ricopre non senza difficoltà. Le sue trasgressioni, la passionalità, tutto può essere solo accennato. Le cose che tu sottolinei puntualmente, condivisibili, sul personaggio principale, sono vere, ma non trattate in maniera esauriente. Sarà un mio limite, ma ho bisogno di più respiro. La sensazione, durante la lettura, era di navigare sulla superficie dei fatti, non so se rendo l’idea. Forse il progetto era troppo ambizioso ripeto: personaggi importanti del mondo politico, dell’arte (Virgilio, Orazio, Mecenate, Agrippa per citarne alcuni) non vengono fuori per niente. Questa è la mia personale sensazione, ma del resto io sono pienamente d’accordo con ciò che disse Amos Oz, durante un incontro ad Alba a cui partecipai. Un libro resta uno finchè è nelle mani di chi lo scrive. Dal momento in cui è dato alle stampe si frange in innumerevoli libri perchè diventa una relazione tra lo scrittore e tanti lettori, ognuno con il suo vissuto, che inevitabilmente lo elaborano attraverso un gusto e una sensibilità molteplici. Ma questo è bello non trovi? Ed è il succo di questo luogo.
    Cambiando discorso ti dirò che, pur intervendo poco, leggo sempre, e apprezzo molto i tuoi commenti extra letterari, sempre equilibrati e mai offensivi. Poi ti racconto, visto che ti conosco estimatore di Tuena e delle sue Variazioni, che sono stata di recente a Villefranche e ho visitato Villa Kerylos, luogo davvero suggestivo. Prenditi quindi il mio saluto, carico di simpatia sincera. Dani

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  11. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Camilla

    Nell’attesa di poter mettere in cantiere “I figli della mezzanotte” di Rushdie, sto leggendo “La tigre bianca” di Aravind Adiga (sono a circa due terzi del libro); lo trovo interessante, scorrevole, penso faccia capire tante cose sull’India e sulle condizioni di vita di molti esseri umani nostri contemporanei; certo, non ha la forza di coinvolgimento e il calore de “Il Dio delle piccole cose”, ma penso sia difficile imbattersi in due libri di quel calibro, uno dopo l’altro: voglio dire, per come mi aveva colpita il libro di Arubdhati Roy, non potevo sperare che il successivo reggesse il paragone (non è una colpa di Aravind Adiga: il suo libro è più che leggibile).

    Ciao,
    Mariangela

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  12. Avatar Cristina
    Cristina

    Mari cara,
    ti segnalo Anita Desai e Anita Nair, due notevolissime scittrici indiane. Avevo letto alcuni loro libri e, si, molto molto belli.
    Poi, sull’India, per capirla meglio, fondamentali alcuni libri di Tiziano Terzani che ci ha abitato a lungo. In particolare Un indovino mi disse che, è un libro che andrebbe letto e riletto comunque, tanto è commovente e ricco e bello.
    Anche diversi film indiani sono notevoli, a parte quelli di Bollywood, c’è una filmografia importante, e struggente.

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  13. Avatar camilla
    camilla

    @ marian. a parte che Adiga ha scritto altri libri importanti e duri sul suo paese, per altro immenso e complesso, tigre bianca ha la forza. della corrisponenza via e mail che lo rende molto efficace. Piu’ che Anita Desai consiglio vivamente Kiran Desai GLI EREDI DI UNA SCONFITTA, Una’autrice giovane e priva di stereotipi “patriottici”.Anche alcuni occidentali hanno scritto sull’india libri indimenticabili, per es. Tim Parks con SOGNI DI FIUMI E DI MARI, un grande romanzo che riesce a far stridere, urlare
    le spaventose contraddizioni tra oriente e occidente, tra reciproche ignoranze e relativi pregiudizi, un romanzo contemporaneo importantissimo in questa epoca di turismo che crede di poter capire assai di piu’ di quanto sia pensabile, un libro anticonformista che mette in rilievo tutti i luoghi comuni di tanti che confondono il turimo e l’esperiena …vacanziera con la sia pur sempre parziale . conoscenza e comprensione di popplo e paesi. Ciaociao cam
    A

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  14. Avatar giulio
    giulio

    Mi ricollego agli interventi precedenti sulla letteratura indiana per segnalare qualche libro che credo valga la pena conoscere:
    oltre al gia’ citato I FIGLI DELLA MEZZANOTTE di Salman Rushdie (per me, all’epoca, una vera straordinaria rivelazione) avevo apprezzato LA VERGOGNA ambientato in Pakistan poi
    VIKRAM SETH – AUTOSTOP PER L’IMALAYA
    AMITAV GHOSH – IL CERCHIO DELLA RAGIONE – MARE DI PAPAVERI
    ARUNDHATI ROY – IL DIO DELLE PICCOLE COSE
    ANITA DESAI – NOTTE E NEBBIA A BOMBAY – CHIARA LUCE DEL GIORNO
    SWARUP VIKAS – LE DODICI DOMANDE ( da cui e’ tratto il film pluripremiato THE MILLIONAIRE) e gia’ che ci siamo si potrebbe vedere o ri-vedere il bellissimo film SAALAM BOMBAY di MIRA NAIR .
    ….e come direbbe Guccini “ma l’Asia (INDIA) par che dorma…. l’immensa millenaria sua cultura…” quindi penso quanti scrittori e scrittrici in Italia non sono stati ancora tradotti e non sono conosciuti…Alcune case editrici piccole/medie come Neri Pozza, Guanda, Frassinelli hanno in catalogo vari autori che aspettano solo di essere scoperti da noi lettori….

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  15. Avatar Cristina
    Cristina

    Giornata mondiale contro l’omofobia
    Il monito del Presidente della Repubblica (cattolicissimo): “E’ inaccettabile che l’orientamento sessuale delle persone sia pretesto per offese e aggressioni”

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  16. Avatar Cristina
    Cristina

    spiega di quanto dice Mattarella:
    “Nel report stilato da Arcigay in occasione della Giornata internazionale contro omofobia, transfobia e bifobia che si celebra oggi, 17 maggio, in tutto il mondo, compaiono 104 episodi di omotransfobia. Il report si basa sul monitoraggio delle fonti giornalistiche e riporta quindi solo avvenimenti registrati in Italia e segnalati sui media nel periodo compreso tra il 17 maggio 2015 a oggi. Per questo, secondo quanto denuncia l’associazione, il numero degli eventi intercettati rappresenta solo la punta dell’iceberg del fenomeno. Per Gabriele Piazzoni, segretario di Arcigay, in Italia si omofobia e transfobia si muore ancora: “Lo testimoniano i due omicidi e i due suicidi che compaiono nel rapporto, assieme a tutti gli altri sommersi, invisibili. Non solo: le persone lgbt sono socialmente fragili, esposte a pericoli peculiari della loro condizione. Le persone omosessuali e transessuali sono bersagli privilegiati di rapine, pestaggi, stupri. Inoltre, gay e lesbiche quando non visibili diventano bersagli di ricatti ed estorsioni. E, come le persone trans, sono di frequente fatte oggetto di derisione, di insulti, di limitazioni alle libertà personali, di discriminazioni, di bullismo a scuola, di mobbing sul lavoro”.

    continua su: http://www.fanpage.it/giornata-mondiale-contro-l-omofobia-arcigay-in-un-anno-almeno-104-episodi/

    Giusto per fare un poco di informazione e di luce, e scusate l’off topic

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  17. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti, @Cristina

    Un libro profondo e divertente contro l’omofobia?

    • Matteo B Bianchi, “Generations of love”

    Comunque, tempo fa qui avevo trovato tante belle recensioni: http://www.culturagay.it/lista/libri.

    @Tutti, @Cristina @Giulio @Camilla
    Grazie per tutti i suggerimenti.

    Ciao a tutti,
    Mari

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  18. Avatar Cristina
    Cristina

    e a tutte, vero Mari ?;)

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  19. Avatar editalara
    editalara

    @Giulio ottimi i tuoi consigli, grazie, di AMITAV GHOSH poi condivido in pieno, la sua trilogia della Ibis di cui ho letto i primi due romanzi è davvero notevole, finalmente un romanziere con la R maiuscola!
    @ Cristina ” Un indovino mi disse ” lo lessi tanti anni fa e lo amai tantissimo, meraviglioso!

    Qualcuno poi ricorda il film “Passaggio in India”? me lo fecero vedere alle medie e mi aveva colpita e affascinata, vorrei rivederlo…
    ciao a tutti !

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  20. Avatar Dani

    @Edita più che il film merita il libro di E.M. Forster.. Ma anche il film non era male. Ciao

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  21. Avatar Cristina
    Cristina

    Dani Passaggio in India l’han rifatto qualche mese fa in TV. Davvero un film MOLTO singolare, quasi visionario.

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  22. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti

    Bellissimo film, “Passaggio in India”! Vi ricordate il coro “Vogliamo Mrs Moore, vogliamo Mrs Moore”?

    Foster, per riallacciarmi al discorso di Cristina contro l’omofobia, scrisse anche, nel lontano 1914, “Maurice”, inno all’amore omosessuale; il libro venne pubblicato postumo solo nel 1971!

    E James Ivory, che ha tratto da altri romanzi di Forster film come “Casa Howard” e “Camera con vista”, non è bravo anche lui?

    Ciao,
    Mari

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  23. Avatar wwayne

    @Mariangela: Bravissimo. Tra i suoi film ti consiglio anche “Quella sera dorata”, tratto dal libro di un altro fenomeno (Peter Cameron).

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  24. Avatar Cristina
    Cristina

    molto bello un film indiano recente The lunchbox ( Il portavivande). E indimenticabile Salaam Bombay, tragicissimo

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  25. Avatar camilla
    camilla

    @ tutte/i. Ho finito ieri sera il bel libro di Jan Brokken NELLA CASA DEL PIANISTA. Brokken e’ un appassionato e commosso testimone della vicenda artistica e umana piu’ intima e entusiasmante di un giovane musicista .astro nascente del pianoforte. Yuri Egorov conosce il grande successo ancora giovanissimo ma la vita del grande artista , in Unione Sovietica, dove ha una famiglia amatissima nella nativa Kazan, e’ impossibile.Decide con infinito dolore, che non lo lasciera’ mai , di fuggire in Olanda dove potra’ vivere liberamente la sua omosessualita’ , proibita e perseguitata in patria. Ad Amsterdam nascera’ la straordinaria fraterna amicizia con Jan Brokken che gli sara’ vicino nei trionfi artistici come nella tristezza e nella nostalgia , fino alla precoce morte per aids a soli trenta anni. Da anni non mi capitava di commuovermi leggendo pagine di infinita dolcezza di una amicizia tra il pianista e lo scrittore. Pagine di grande lucentezza letteraria e umana. Insomma mi e’ piaciuto un sacco questo bel libro di Brokken. Ed.Iperborea. Da non perdere una esperienza del genere. Ciao a tutti. Cam

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  26. Avatar camilla
    camilla

    @wwaine. Non posso non mandarti un pacchetto pieno di simpatia e sentmenti affini visto che ami uno degli scrittori che colleziono e amo incondizionatamente:Peter Cameron.Quale rimanzo suo ti piace di piu’? Che bello Peter Cameron. Cam

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  27. Avatar wwayne

    @Camilla: Forse proprio Quella sera dorata. Molto bello anche Coral Glynn.

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  28. Avatar camilla
    camilla

    @wwayne@tutte/i e achi non li conoscesse.
    ANDORRA mon dieu andorra!!! e UN GIORNO QUESTO DOLORE TI SARA’ UTILE.e tutti. gli altri. Ciao. Cam

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  29. Avatar Dani

    @non dimentichiamo il magnifico Quel che resta del giorno di Ivory (che peraltro partiva da un grande libri di Ishiguro). Interpretazioni impeccabili!! Ciao 😊

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  30. Avatar editalara
    editalara

    Negli ultimi giorni nei post si parla molto di diritti, tolleranza, differenze e uguglianza ecc.. resto in tema ma a modo mio, consigliando a tutti un magnifico cartone animato francese “La tela animata” . una metafora sorprendente e bellissima sulla difficoltà di accettare il diverso ma anche sul coraggio, sulla forza delle donne e dell’amore, attraverso immagini di una poesia e di un impatto visivo davvero unici, fino alla magistrale battuta finale! Cercatelo, trovatelo e guardatelo! Vi lascerà qualcosa di vero..

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  31. Avatar camilla
    camilla

    @ a tutte/i. E’ morto Pannella. In passato, molto lontano, anni ’70, conobbi molto bene il partito Radicale e i suoi grandi personaggi “storici”.Quanti “tavoli”,quante battaglie .Fui anche candidata alle elezioni ..Ho fatto politica attiva per anni.Ho conosciuto tante persone interessanti . Che begli anni.Marco Pannella aveva un grande carisma in quegli anni.
    Ricordo con particolare amore l’incontro con Fernanda Pivano…Insomma Pannella non c’e piu’.Fine di un’epoca.
    @edit cerchero’ il cartone. Ciao cam

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  32. Avatar editalara
    editalara

    @Cam bel post, pieno di passione! Mi dispiace per Pannella, ha portato avanti molte grandi battaglie. Ma dicci della Pivano!! Di più!

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  33. Avatar camilla
    camilla

    @edit. Cara edit, mi chiedi di Fernanda Pivano, penso che chi la conosce come scrittrice, come personaggio storico della cultura del dopoguerra, amica e allieva di Pavese, traduttrice della avanguardia letteraria americana e raffinata scrittrice e saggista sempre un pezzo avanti nella cultura italiana, penso che tu la conosca. Tutto il resto e’ personale, intimo e per me importante e bello che tengo tra i miei ricordi piu’ sorprendenti e preziosi.Pero’ ti posso raccontare come l’ho incontrata. Era un mattino di inverno, gelido e piovoso, la neve scesa durante la notte stava ghiacciando le strade. Dovevo incontrare Pivano a mezzogiorno e ero al settimo cielo.Lei era un mito e sapere che ci avevano candidate e saremmo state assieme alcuni giorni per la campagna elettorale mi sembrava un sogno, un dono inatteso e meraviglioso. Andai al Partito molto prest per organizzarmi…In sede non c’era nessuno ma la porta era aperta. Mi resi conto che nella stanza delle riunioni c’era una persona.Accasciata su una seggiolina teneva la testa tra le mani. Spesso veniva gente disperata in sede a cercare un po’ di comprensione o di aiuto.Mi avvicinai subito dicendo “ha bisogno di qualcosa signora?”
    era LEI, bagnata, sfinita mezza…congelata. La riconobbi immediatamente–Fernanda Pivano come mai ,cosa e’ successo? -Chiamai immediatamente un taxi e me la portai a casa.La misi a letto con abiti asciutti eccetera.Le massaggiai i piedi le feci bere un te’ caldo e la carissima Nanda si addormento’.
    E poi diventammo amiche. Mi racconto’ di lei, dei suoi dispiaceri, il marito(famoso architetto)
    amatissimo.l’aveva mollata per una ragazza.
    E mi racconto’ della sua vita vissuta tra grandi scrittori e poeti, la sua storia di donna, cosi’ simile alle storie delle donne. Furono giorni meravigliosi, mi fece vedere il mondo nei suoi racconti straordinari,chiuse in macchina per strade e paesi dove si tenevano i vari incontri.
    Cosi’ diventammo amiche.Una delle avventure piu’ belle de ma vie. Ciao cara eciao a tutte/i .
    non oso rileggere perche’ sono un poco …boh.

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  34. Avatar editalara
    editalara

    @Cam certo la conosco di nome e per aver letto qualcosa del suo Viaggio americano, e il tuo racconto mi ha lasciata senza parole.. posso solo dirti grazie di aver condiviso un ricordo di Vita così bello e importante!

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  35. Avatar Dani

    @Camilla grazie per aver condiviso un ricordo prezioso

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  36. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    In un manualetto di letteratura inglese (interessante!), procuratomi per esplorare un argomento specifico, ho trovato, elencate nella parte dedicata alla seconda metà del ‘900, le seguenti autrici che io non avevo mai sentivo nominare (le aveste per caso nominate voi, qui, perdonatemi, me ne sono dimenticata!)

    • Fay Weldon
    • Angela Carter
    • Jeanette Winterson
    • Eva Figes

    Tra gli autori di fine secolo, accanto ai ben noti McEwan, Barnes e Amis, ho trovato i seguenti nominativi, anch’essi a me ignoti:

    • Graham Swift
    • Alasdair Gray
    • James Kelman

    Chi sono costoro? Da quello che scrive il critico non devono essere esattamente dei Carneade, ma anche questi autori, io non li conosco. Voi avete letto qualche libro di questi scrittori?

    (“Breve storia della letteratura inglese”, a cura di Paolo Bertinetti, Einaudi, 2004)

    Ciao,
    Mari

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  37. Avatar camilla
    camilla

    @marian. I nominativi che citi , nessuno e un carneade, sono tutti autori di vaglia. Tradtti in itāiano ci sono Angela Carter con vari titoli e case ed.( corbaccio. Fanucci. Fazi)Fay Weldon e tradotta da Fazi con Le peggiori paure. Tutti gli altri che citi non sono tradotti in italiano ma hanno svritto molti pregiatissimi libri. Di Eva Figes credo che ci sia solo un saggio femminista da Feltrinelli
    Non e la prima volta che segnalo la bella cada editrice Astoria ricca di libri del ‘900scritti da sqisitissime scrittrici di lingua anglosassone.Vale la pena sino grandi maestre di stile. Cam
    ,

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  38. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Camilla @Tutti
    Camilla, proprio a te pensavo quando mi scusavo in anticipo: ricordavo che avevi segnalato scrittrici anglosassoni, ma non ero certa che parlassimo delle medesime autrici. Nel frattempo ho guardato l’OPAC e confermo che di Eva Figes, come hai scritto tu, in italiano è leggibile solo questo saggio:

    • Eva Figes, “Il posto della donna nella società degli uomini”, Feltrinelli, 1974

    Delle altre autrici ho trovato questi titoli segnalati anche nel libro di Bertinetti; per fare ammenda e per citare autori britannici diversi dai soliti McEwan, Barnes, ma anche per menzionare qualche nome femminile, li scrivo qui sotto:

    • Fay Weldon, “Vita e amori di una diavolessa” (1984)
    • Fay Weldon, “La vita e il cuore degli uomini” (1987)
    • Fay Weldon, “Le altre vite di Joanna May” (1989)
    • Angela Carter, “La camera di sangue” (1979)
    • Angela Carter, “Figlie saggie” (1991)
    • Angela Carter, “Notti al circo” (1984)
    • Angela Carter, “Le infernali macchine del desiderio” (1972)
    • Angela Carter, “Le passioni della nuova EVA” (1977)
    • Jeanette Winterson, “Non ci sono solo le arance” (1985)
    • Jeanette Winterson, “Passione”(1987)
    • Jeanette Winterson, “Il sesso della ciliegia”(1989)
    • Jeanette Winterson, “Scritto sul corpo”(1992)

    (“Breve storia della letteratura inglese”, a cura di Paolo Bertinetti, Einaudi, 2004).

    Mi ero procurata il manualetto di Bertinetti per un altro argomento (letterature in inglese nei paesi dell’ex impero britannico), ma vedo che è tutto molto interessante, infatti mi sta portando … fuori strada (felix culpa!).

    Ciao a tutti,
    Mari

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  39. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Camilla
    Camilla, ho guardato anche per gli autori maschi: tu mi dici che sono autori di vaglia, e ci credo! Vedo però dall’OPAC che, a parte Graham Swift, di cui alcuni libri sono diventati anche dei film, degli altri due autori che non conosco, in italiano, c’è proprio poco e non facilmente reperibile:

    • James Kelman, “Troppo tardi, Sammy”, Sartorio, 2006
    • Alasdair Gray, “Poveracci”, Marcos y Marcos, 1994
    • Alasdair Gray, “Lanark – Una vita in quattro libri”, Safarà Editore , 2015

    Ecco, la curiosità che viene a me, lettrice ignorante, è questa: saranno veramente meno meritevoli (mi verrebbe da pensare, così tanto meno meritevoli, vista la scarsa traduzione e reperibilità dei loro libri) dei ben più famosi McEwan, Barnes, Amis i cui titoli sono così spesso commentati da critica e giornali? Oppure, la loro ridotta notorietà in Italia dipende da scelte editoriali, da motivi di mercato, da una minore risonanza mediatica? Certo, per poter dare anch’io la mia risposta ci sarebbe un metodo sicuro: leggerli! Tempo tiranno!

    Ciao,
    Mariangela

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  40. Avatar wwayne

    @Mariangela: Hai centrato il punto: le sorti di un libro dipendono in larghissima misura da chi lo pubblica.
    Se l’autore riesce a farsi pubblicare da una casa editrice famosa e/o abile nel marketing, allora il suo libro sfonderà al di là dei suoi meriti artistici; se invece la casa editrice è piccola, con ogni probabilità le copie del libro finiranno al macero anche se ha scritto la nuova Divina Commedia.
    Un altro meccanismo perverso dell’editoria è quello per cui, se un libro non esplode subito, l’editore perde ogni fiducia in esso e in chi l’ha scritto. Sono pochissimi gli editori che credono in un prodotto a prescindere dai primi risultati di vendita, e quindi insistono a promuoverlo anche a distanza di tempo dall’uscita. Tra queste mosche bianche, lo dico con un certo orgoglio, c’è anche la casa editrice per cui ho lavorato io.

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  41. Avatar camilla
    camilla

    @marian. Fammi un grande favore e cerca autori grandi e apprezzati anche se sulle pagine dei blog non vengono mai nominati: questo e’ uno dei tanti fenomeni legati all’infinita capacita’ del web di ammassare “informazioni” senza filtri efficaci e dialettici. Provo a darti tre grandi scrittori, tutti inglesi r contemporanei e tradotti molto bene e trovabili.
    Paul Torday con VITAAVVENTUROSA. DI CHARLIE SUMMERS. o L IRRESISTIBILE EREDITA DI WILBERFORCE o LA RAGAZZA DEL RITRATTO ecc.sono tutti blli e lui e’ purtroppo morto giovanissimo l’anno scorso. Ed elliot
    2.Anita Brookner con UNA. VITA A PARTE. o HOTEL DU LAC oRUE LOGIER o altri tutti bellissimi ed Neri pozza
    3. Edward st Aubyn. grandissimo scrittore. I MELROSE e’ imperdibile.Sono 5 volumi e vanno letti per la raffinatissima capacita’ analitica dei piu’ complessi sentimenti umani e per lo sfondo storico di costume dove si comprende una faccia del grande Regno Unito assolutamente sconosciuta. Prova e resterai sbalordita…..credo mahhh.abbracco. Cam

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  42. Avatar wwayne

    @Camilla: Mi hai fatto tornare in mente un bellissimo film, quasi omonimo di un libro che hai citato: La donna del ritratto. Se non l’hai visto, te lo consiglio caldamente.

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  43. Avatar camilla
    camilla

    @wwayne. Tutto vero quello che dici ma fermarsi a brontolare non serve e intanto i bei libri, importanti, ci sfuggono a nostro solo danno. Cam

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  44. Avatar wwayne

    @Camilla: Infatti oltre a brontolare approfitto del mio blog per dare visibilità a tanti libri che hanno avuto meno successo di quanto meritassero.
    Negli ultimi 2 anni, tuttavia, ammetto di aver recensito molti meno libri rispetto a prima. L’ho fatto per un motivo molto semplice: i miei post cinematografici ottengono sistematicamente molti più clic, “Mi piace” e commenti di quelli letterari. Questo mi ha fatto capire che i miei lettori preferiscono che io parli solo di cinema, e quindi mi sono adeguato ai loro gusti.

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  45. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Camilla
    Camilla, devo essermi spiegata molto male: i nomi di James Kelman e Alasdair Gray non li ho trovati sui blog ma li ho rintracciati sul manuale di letteratura inglese che ho citato. Può essere che di questi due autori qui si sia parlato, ma se è successo è comunque avvenuto di sfuggita e comunque in misura minore rispetto a quanto si è scritto di altri autori inglesi più tradotti e, non a caso più noti.

    Vedo dall’OPAC che, contrariamente che per James Kelman e Alasdair Gray, gli autori che tu mi consigli (Paul Torday Anita Brookner e Edward st Aubyn) sono abbondantemente tradotti in italiano e i loro libri sono facilmente reperibili (l’OPAC non è la rete! Per certi versi, e per certe ricerche, assicura più serendipità di Google!).

    La domanda era questa: quanta curiosità in più devono avere i lettori per scovare autori meno conosciuti e poco tradotti? O meglio, quanto ci perdiamo, soprattutto se non possiamo fare a meno dell’intermediazione linguistica, quando subiamo le scelte delle case editrici di cui parlava Wwayne?

    Saluti,
    Mari

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  46. Avatar wwayne

    @Mariangela: Perdiamo tantissimo. Ti faccio un esempio legato alla mia esperienza personale: uno dei miei autori preferiti (Joseph Wambaugh) ha scritto una tetralogia di romanzi comico – polizieschi ambientati ad Hollywood. Ebbene, di quella tetralogia Einaudi ha pubblicato i primi 2 libri nel 2007 e nel 2010, e poi più niente. Io ho provato a leggere il terzo libro in lingua originale, ma ho mollato dopo poche pagine: l’inglese lo so bene, ma da qui a leggere con scioltezza un romanzo in quella lingua ce ne corre… come dicevi tu, siamo schiavi delle scelte delle case editrici, perché non possiamo fare a meno della loro intermediazione linguistica.

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  47. Avatar camilla
    camilla

    @ mari. Non capisco affatto se ti interessa leggere dei bei libri o fare delle scoperte fortuite (serendipity).non so cosa sia l’opac, scusate la mia ignoranza. E’ assodato che le scelte editoriali sono quasi solo commerciali. E’ una ovvieta’.come e’ evidente che …..non ho capito la domanda, come Fracchia. Non ho capito, capito?

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  48. Avatar wwayne

    @Camilla: L’OPAC è il catalogo online di una biblioteca.

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  49. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Camilla @Tutti

    Camilla, è vero, ho sottolineato un’ovvietà, in effetti, perché è risaputo quanto le scelte editoriali siano fortemente influenzate dal ritorno economico, cosa in parte giustificata dalla circostanza che l’editore è un imprenditore. Il fatto è che quando tocchiamo con mano gli effetti di queste ovvietà, quando le sperimentiamo sulla nostra pelle come lettori, ci sembra di avere fatto una gran scoperta e ci viene da comunicarlo ai nostri, e per me voi siete interlocutori importati! In realtà, tu dici, ho scoperto l’acqua calda: non lo nego, volevo però trasmettervi il mio stupore per il fatto che autori come Kelman e Gray, che hanno prodotto così tanti libri in inglese, in Italia non possano essere letti se non da chi sa leggere in inglese. Anch’io, come Wwayne, perderei il gusto della lettura se leggessi in lingua originale.

    Scusami se mi sono espressa con l’acrostico OPAC; come ha spiegato Wwayne, è il catalogo delle biblioteche consultabile in rete in luogo delle vecchie schede battute a macchina. Sul rapporto tra OPAC, rete e serendipità il discorso si fa più ingarbugliato, quello che volevo dire io nel commento di oggi è che mi sono imbattuta in questi due nomi per me nuovi (sono io che mi devo scusare per l’ignoranza!) proprio grazie a un libro, a un caro vecchio buon libro!

    Ciao,
    Mariangela

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  50. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Camilla @tutti
    Camilla, mi permetto di mettere qui il link dell’OPAC delle biblioteche della provincia di Trento :

    http://www.cbt.biblioteche.provincia.tn.it/oseegenius/advanced?a=add

    Va da sé che non sei tenuta ad usarlo o a guardarlo: ognuno scova le proprie letture come meglio crede!

    Ciao,
    Mari

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